Omelie di don Pierpaolo Maria Cilla


La parola di Dio nella luce della Divina Volontà. Lezioni di don Pierpaolo Maria Cilla sulla Divina Volontà
Cosa dobbiamo fare...per preparare il Natale?

L'attesa é il sentimento che ha accompagnato per secoli il popolo di Israele dell'Antico Patto e che l'Avvento desidera risvegliare anche in noi. La contemplazione del Natale dell'Atteso delle genti non può non farci sprofondare in una profonda umiltà, sull' esempio di s. Giovanni Battista. La gente va da lui a chiedere: "Cosa dobbiamo fare" per accogliere il Signore? Generosità concreta e disinteressata, onestà e impegno nei propri doveri, giustizia per non abusare del proprio ruolo, gioia e fiducia perché il Signore e Salvatore è vicino. Omelia del 16 dicembre 2018, III domenica di Avvento anno C - don Pierpaolo Maria Cilla

La voce di Dio si ode nel deserto

La parola di Dio scende nella storia concreta e reale degli uomini, non però dove regna l'arroganza umana, bensì dove l'uomo si fa piccolo e povero dinanzi a Dio, come in s. Giovanni Battista. É precursore della prima venuta del Cristo, come la Chiesa lo é dell'ultima. La sua voce risuona nel deserto, cioè nel silenzio e nell'essenzialità, nel nostro cuore, nei luoghi e tempi abitualmente usati da Dio per condurre il Suo popolo alla libertà. Preparare la via al Signore che viene significa riempire i precipizi nei quali cadiamo, abbassare i monti della nostra superbia, raddrizzare le vie dei pensieri e desideri contorti, non conformi alla semplicità della realtà. Omelia del 9 dicembre 2018, II domenica di Avvento anno C (seconda omelia) - don Pierpaolo Maria Cilla

Deporre la veste dell'afflizione

Il profeta Baruc si rivolge alla città santa di Gerusalemme, immagine della Chiesa e di ciascuno di noi, esortandola a deporre la veste del lutto e dell'afflizione, per rivestirsi del manto della giustizia di Dio. Sarà chiamata "Pace della Giustizia e Gloria di pietà". La venuta gloriosa di Cristo che attendiamo improvvisa, ci trovi pronti e degni di accoglierlo, operosi nella carità vissuta con discernimento di ciò che è meglio e più conta per giungere alla meta del Cielo. É da lì che attendiamo il salvatore nostro Gesù Cristo, nel Suo giorno. Omelia del 8 dicembre 2018, II domenica di Avvento anno C (prima omelia), don Pierpaolo Maria Cilla

La stirpe di Maria

Quanto è grande il nostro amore e la nostra autentica devozione nei confronti di Colei che è tutta bellezza, purezza e santità? Siamo sua discendenza, chiamati come Lei a calpestare la serpe infernale non dando mai ascolto ai suoi sibili velenosi. In Maria e come Maria Dio ci chiama a risplendere in santità per essere lode della Sua gloria. Non abbassiamo mai la guardia contro il nemico, e nemmeno diminuiamo la tensione verso la perfezione per essere simili a Maria nostra Madre. Omelia dell'8 dicembre 2018, Solennità dell'Immacolata Concezione di Maria - don Pierpaolo Maria Cilla

La luce della speranza per non dormire

L'antico testamento è stato un tempo di Avvento per la venuta del Salvatore. Anche il tempo della Nuova Alleanza, l'attuale, lo è. Pregare e operare perché Cristo ritorni presto a rinnovare tutte le cose nel Suo ultimo Avvento glorioso, tenendo viva la luce della speranza che non ci fa cedere né al pessimismo lamentoso e affranto, né al sonno dell'oblio della memoria, della frode secolarizzatrice e dell'appiattimento esistenziale. Omelia di domenica 2 dicembre 2018, I domenica di Avvento anno C, don Pierpaolo Maria Cilla

Avvento: crescere e sovrabbondare nella carità

L'avvento è il tempo propizio per ravvivare il dono della speranza, disponendosi ad accogliere Gesù che glorioso tornerà alla fine dei tempi, tenendo fisso lo sguardo sulla Sua prima venuta nell'umiltà della nostra natura umana. Tre sono le direttrici per la vita spirituale in questo, una delle quali è la crescita nella carità con i vicini e con i lontani, ad imitazione di Colui ha dato tutto per amore nostro. Omelia del 1 dicembre 2018, I domenica di Avvento anno C - don Pierpaolo Maria Cilla

Da pescatori di pesci a pescatori di uomini

La fratellanza tra s. Pietro e s. Andrea li accomuna anche nella chiamata del Maestro, perché sempre deve connotare i rapporti fra i capi delle Chiese e fra i cristiani. Gesù non chiede un cambio formale di vita ma sostanziale: si resta pescatori, ma di uomini, per portarli alla salvezza. Questo percorso vocazionale, non privo di rinunce, è reso possibile dall'ascolto della voce di Gesù che continuamente interpella i cuori degli uomini: la fede proviene dall'ascolto. Maria è la Vergine dell'ascolto e quindi del silenzio. Omelia del 30 novembre 2018, festa di San Andrea - don Pierpaolo Maria Cilla

Io sono Re!

Cristo Re dell'Universo é sovrano assoluto di tutto e di tutti. Davanti a Lui ogni ginocchio si piega, ma quello degli uomini non sempre. Molti sono morti per aver proclamato la Signoria di Cristo sulle proprie anime. La vera regalità è la carità, il servizio, il dominio di sé. Il Regno di Cristo è il Paradiso, ma anche i cuori di quanti amano la Verità e vivono nella Sua Santa Umanità. Un giorno il Suo Regno si stabilirà in terra come in Cielo. Omelia di domenica 25 novembre 2018, Solennità di Cristo Re dell'Universo anno B - don Pierpaolo Maria Cilla

Ladri della gloria di Dio

L'amarezza e la dolcezza provata da s. Giovanni nel mangiare il piccolo libro ci ricorda i sentimenti di Gesù in ogni cuore, che è Suo Tempio. Casa di preghiera è chiamato ogni uomo, invece il suo cuore a volte si riduce ad essere un covo di ladri. Tutto è di Dio e tutto a Dio deve tornare. Quando ci impossessiamo di qualcosa, naturale o soprannaturale, senza dare a Dio la gloria, l'amore e il ringraziamento che gli è dovuto, moltiplicando il bene che ci è stato affidato, noi ci comportiamo da ladri di Dio. Esempi. Omelia di venerdì 23 novembre 2018, XXXIII settimana anno II, don Pierpaolo Maria Cilla

Gesù ci chiama continuamente

Le esortazioni di Dio alle Chiese di Sardi e Laodicea sono richiami anche per noi ad essere perfetti nelle nostre opere e mai tiepidi, riconoscendo anche nei castighi e rimproveri di Dio il Suo amore. Egli sta alla porta e bussa. Zaccheo gli ha aperto non solo casa ma soprattutto il cuore. Egli che aveva tanto il desiderio di vedere Gesù ha sentito forte il Suo richiamo ad incontrarlo a casa sua. Imparare a riconoscere i continui richiami d'amore di Gesù nella Creazione e Redenzione. Omelia di martedì 20 novembre 2018, XXXIII settimana T. O. anno II - don Pierpaolo Maria Cilla

2.1 Breve inquadramento teologico degli Scritti sulla Divina Volontà - Ritiro DV, Castelpetroso (Is), 7 Ottobre 2018

Gli scritti della Divina Volontà in riferimento alla Rivelazione pubblica. Il rapporto di Luisa con la Chiesa. Il contenuto del messaggio fondamentale degli scritti sulla Divina Volontà, confrontato col recente magistero della Chiesa, in particolare l'Enciclica Deus Caritas est n. 17 di Benedetto XVI.

Servi schiavi o servi liberi

Proviamo ripugnanza al solo immaginare di poter essere schiavi di qualcuno. Eppure a conclusione del processo diocesano di canonizzazione si riceve il titolo onorifico di Servo di Dio, ad indicare che è gloria dell'uomo essere completamente a servizio della Gloria di Dio. C'è però un modo triste di essere servi di Dio, che è quello di accettare la Sua Volontà come se Iddio costringesse a farlo, mentre il modo dei santi è quello di scegliere liberamente di fare la Divina Volontà. Gesù si è fatto uomo per farsi servo di Dio e servo degli uomini, indicandoci, senza obbligarci, la sobrietà, la giustizia e la pietà come elementi costitutivi del retto vivere quaggiù. Omelia di martedi 13 novembre 2018, XXXII settimana T. O. anno II - don Pierpaolo Maria Cilla

Cosa si dona a Dio e al prossimo?

DIo è sostegno degli orfani e delle vedove, protezione ai forestieri, sostegno agli affamati e ai prigioneri. Si, ci crediamo, eppure quando siamo noi ad essere in difficoltà è molto facile cadere nello scoraggiamento e nella preoccupazione, segno di mancanza di fede. Una donna vedova e povera dona tutto quello che aveva per vivere. Il signicato esistenziale del dono e il rapporto con i soldi. Vita donata al prossimo, ma sopratutto a Dio al quale non si dona qualcosa di noi, ma noi, tutto noi stessi. E il tutto sta nella volontà, chi dona questa dona tutto. Cosa ciò significa concretamente. Omelia domenica 11 Novembre 2018 (terza omelia) XXXII del T. O. anno B - don Pierpaolo Maria Cilla

La vita degi ipocriti e quella dei santi

Gesù mette in guardia dal modo di essere e di vivere degli scribi, tutto sbilanciato verso l'esteriorità. Da questo potremo imparare lo stile di vita dei santi. Gli scribi desiderano passeggiare in lunghe vesti, i santi cercano gli abiti delle virtù. Loro i saluti nelle piazze, i santi amano salutare Dio e la Vergine Maria con infinito amore riconoscente, vivendo amabilmente con tutti. Gli scribi cercano i primi posti, i santi gli ultimi. Essi divorano le case nelle vedove e pregano per essere visti, i santi sono uomini di carità e di vita interiore. Omelia di Domenica 11 novembre 2018 (seconda omelia) XXXII del T. O. anno B - don Pierpaolo Maria Cilla

Si muore una sola volta

La lettera agli Ebrei è chiara: si muore una sola volta, dopo di che viene il giudizio. Sono assolutamente false tutte le dottrine che parlano di reincarnazione. La vita è unica e irripetibile, dopo di che ognuno dovrà rendere conto a Dio. In quel giorno non ci sarà spazio all'inganno. I primi a renderci conto se saremo degni di entrare in Cielo saremo noi. Anche Cristo è morto una volta sola per togliere il peccato di molti. Prima della redenzione le porte del paradiso erano invalicabili all'uomo a causa del peccato. La Sua Pasqua di morte e resurrezione ha il potere di redimere milioni di mondi, ma l'uomo rifiuta la salvezza. L'unico sacrificio di Cristo giunge a noi in pienezza nella s. Messa, in attesa dell'ultimo avvento glorioso nel giorno della risurrezione dei corpi e del giudizio universale. Omelia di sabato 10 novembre 2018, XXXII domenica T. O. anno B (prima omelia), don Pierpaolo Maria Cilla

La Chiesa: riformare sì, rifare no

La festa della Basilica Lateranense, cattedrale di Roma e del mondo, ci ricorda la nostra appartenenza non soltanto alla Chiesa particolare ma anche universale. Nel segno del tempio è raffigurato la realtà della Chiesa santa, bella e ordinata a e in Cristo. A causa, però, di alcuni membri é possibile che si generi disordine e ingiustizia. Per questo, sulla scia della purificazione del Tempio di Gerusalemme da parte di Gesù, anche la Chiesa da sempre ha avuto bisogno di essere riformata, mai però rifatta. Riformare significa non toccare le fondamenta e i pilastri, ma porsi in continuità. Rifare significa mettere in discussione tutto. Iniziamo a riformare il tempio di Dio che siamo noi. Omelia di venerdì 9 novembre 2018, festa della Dedicazione della Basilica Lateranense - don Pierpaolo Maria Cilla

Niente scuse, tutti santi!

Il mese di Novembre è il mese dei santi, poiché anche le anime purganti sono sante, in attesa della visione di Dio, il quale chiama tutti noi a partecipare alla Sua gioia nella comunione dei Santi: “Venite, è pronto”. La santità, come ci ricorda s. Paolo, è avere “gli stessi sentimenti di Cristo Gesù”, ossia la Sua stessa vita palpitante in noi: stesso modo di sentire, di pensare, di parlare, tutto. Questo è frutto di un cammino costante di ascesi attraverso lo “svuotamento” di noi stessi a Sua immagine e l’attenzione continua alla Sua Divina Persona, ma anche e soprattutto della Sua Grazia che va costantemente invocata. Dinanzi alla chiamata universale alla santità non ci possono essere scuse, poiché nulla possiamo anteporre ad essa. Omelia di martedi 6 novembre 2018, XXXI settimana Anno II – don Pierpaolo Maria Cilla

La guerra santa per essere Santi

La Chiesa oggi viene sempre più associata al male e al peccato Questo è assurdo, perché la Chiesa è santa, nonostante alcuni suoi membri si siano distaccati dal Capo, Cristo. La santità implica una chiamata alle armi per combattere la guerra santa contro noi stessi. La contemplazione della vita dei Beati in cielo, dove c'è solo gioia indicibile, deve spronarci a percorrere le vie strette e anguste, ma affascinanti e liberanti, delle Beatitudini per giungere ad una santità elevata nell'ordinarietà della vita. Don Pierpaolo Maria Cilla, sabato 1 novembre 2018, Solennità di Tutti i Santi

1.4 La Vergine Maria: copia fedele del Creatore e di tutta la Creazione - Roma, primo ritiro (quarta parte) - 12 settembre 2018

Come la Vergine SS.ma fu copia fedele del suo Creatore e di tutta la Creazione. Come la Volontà di Dio tiene la virtù di cambiare in mare le gocce d’acqua. Come la Creazione è velo che nasconde la Regina (vol. 20 novembre 4, 1926)

1.3 La Vergine Maria: copia fedele del Creatore e di tutta la Creazione - Roma, primo ritiro (omelia) - 12 settembre 2018

Il ss. Nome di Maria ha numerosi significati etimologici, ma tutti si riassumono nella parola più usata nella liturgia odierna: Gioia. La Vergine Maria insegna a Luisa il segreto per vivere sempre felici:" fissati nel tuo interno che solo Gesù e tu ci siate nel mondo, e nessun altro a cui devi piacere, compiacere ed amare, e da Lui solo aspettare di essere riamata e contentata in tutto. (vol. 4 agosto 21, 1901)

1.2 La Vergine Maria: copia fedele del Creatore e di tutta la Creazione - Roma, primo ritiro (seconda parte) - 12 settembre 2018

Come la Vergine SS.ma fu copia fedele del suo Creatore e di tutta la Creazione. Come la Volontà di Dio tiene la virtù di cambiare in mare le gocce d’acqua. Come la Creazione è velo che nasconde la Regina (vol. 20 novembre 4, 1926)

Pulire il bicchiere dal lato interno

Gesù accetta l'invito a pranzo da un fariseo, perché Gesù è l'Uomo del dialogo e dell'incontro, venuto a cercare chi era perduto. I cristiani hanno bisogno di imparare a dialogare col mondo odierno, cercando innanzitutto quegli elementi positivi presenti nella cultura dominante su cui far leva per costruire il bene comune. Il fariseo, dal canto suo, osservando il Divin Maestro nei Suoi comportamenti esteriori difformi dalla tradizione degli antichi, lo giudica. Quanto è importante non cadere nella trappola di osservare l'esterno per giudicare l'interno dei nostri fratelli! Gesù chiede di fare molta attenzione alla cura dell'interiorità prima di tutto, perché se un bicchiere appare sporco, forse lo è dal lato interno. L'infelicità non sarà sempre curata cambiando qualcosa che è fuori di noi ma operando una conversione in ciò che è dentro di noi. Il sacro Cuore di Gesù è in comunicazione con tutti i cuori umani. Ciò che si muove in essi ridonda nei Cuori di Gesù e di Maria. Gal 5,1-6 Lc 11,37-41 Don Pierpaolo Maria Cilla, martedì XXVIII settimana anno II, memoria s. Margherita Maria Alacoque

1.1 La Vergine Maria: copia fedele del Creatore e di tutta la Creazione - Roma, primo ritiro (prima parte) - 12 settembre 2018

Come la Vergine SS.ma fu copia fedele del suo Creatore e di tutta la Creazione. Come la Volontà di Dio tiene la virtù di cambiare in mare le gocce d’acqua. Come la Creazione è velo che nasconde la Regina (vol. 20 novembre 4, 1926)

La nascita di Maria e la nostra rinascita in Maria

Il vincolo tra Gesù e Maria è intimo e indissolubile. La vita di Gesù risuona continuamente nella vita di Gesù. Maria è la piccola Betlemme da cui nasce il grande Dio, la Città del pane dove troviamo Gesù pane di vita, l'aurora che annuncia l'alba. Oggi possiamo rinascere in Maria, entrare in Lei per restarci, cosicché qualunque cosa vedremo, sentiremo, toccheremo sarà Maria. Don Pierpaolo Maria Cilla, sabato 8 settembre 2018, festa della Natività di Maria

Fare nuovi mente, cuore e lingua

Il vino nuovo della Grazia va accolto in otri nuovi, ossia in mente e cuori veramente convertiti dai modi vecchi di operare. Una prova certa di questo reale cambiamento è aver smesso di giudicare il prossimo, così come s. Paolo esorta. La Carità e il bisogno di riparare i peccati della vita passata certificano che il vino nuovo é in otri nuovi. Il digiuno che Gesù raccomanda è farmaco indispensabile per vincere ogni inclinazione peccaminosa. 1Cor 4,1-5 Lc 5,33-39 Don Pierpaolo Maria Cilla, venerdi 7 settembre 2018, XXII settimana anno II

Se ci fidiamo di Gesù i nostri orizzonti si spalancheranno

Gesù insegna alle folle dalla barca di Simon Pietro, segno che dalla cattedra di Pietro è sempre Gesù ad insegnare la verità e a pascere il gregge. Ad un certo punto, però, il Divin Maestro fa una richiesta insolita. A pescatori tornati da una pesca infruttuosa chiede di riprendere il largo e calare nuovamente le reti. Pietro si fida e si affida alla Sua Parola e la pesca diventa sovrabbondante. Quando ci fidiamo di Gesù, della Sua Volontà, Egli ci arricchisce oltre ogni misura e ci catapulta in orizzonti sconfinati, larghi quanto è larga la creazione, poiché tutto è nella Sua Volontà, e stando nella Sua Volontà possiamo entrare in tutto e fare bene a tutti. Si diventa così pescatori di uomini, senza necessariamente fare esternamente cose grandiose. 1Cor 3,18-23 Lc 5,1-11 Don Pierpaolo Maria Cilla, giovedì 6 settembre 2018, XXII settimana anno II

L'attaccamento ai sacerdoti piuttosto che a Dio

S. Paolo si rivolge con franchezza alla comunità di Corinto, volendola vedere molto più spirituale che carnale. Invece ancora tanto di umano serpeggia tra i cristiani, non solo invidie e discordie, ma anche divisioni a seguito di attaccamenti malsani ai servitori di Dio. Lo stesso Gesù, difronte alla folla che cercava di trattenerlo, afferma che deve portare la buona notizia del Regno anche altrove, non cedendo così a lusinghe e attaccamenti umani aventi come motivo di fondo il compiacimento personale e l'egoismo. L'esempio di s. Teresa di Calcutta 1Cor 3,1-9 Lc 4,38-44 Don Pierpaolo Maria Cilla, mercoledì 5 settembre 2018, XXII settimana anno II, memoria di s. Teresa di Calcutta

Lo spirito del male, lo spirito del mondo, lo Spirito di Dio

Nella liturgia della Parola emergono chiari riferimenti a tre spiriti. Il primo è il demonio, gli spiriti del male che tormentano le anime. Gesù ordina di tacere e di andare via. Questo spirito va silenziato e cacciato. Nell'invio missionario il Signore affida ai suoi discepoli tre compiti: predicare il Vangelo, scacciare i demoni, guarire i malati. Lo spirito del mondo è la mentalità comune contraria alla Legge di Dio. Da questo spirito bisogna guardarsi per non lasciarsi contaminare. Lo Spirito Santo di Dio è l'amore di Dio che penetra le profondità stesse di Dio. Da Egli bisogna farsi possedere e muovere. 1Cor 2,10-16 Lc 4,31-37 Don Pierpaolo Maria Cilla, martedì 4 settembre 2018, XXII settimana anno II

Lo Spirito Santo in noi non vuole restare nascosto

Il passo messianico di Isaia, letto da Gesù nella sinagoga di Nazareth, si riferisce a Lui, il Messia inviato a portare pace, amore e salvezza ai poveri. Mettiamoci innanzitutto in atteggiamento passivo, cioè di chi si riconosce bisognoso del Salvatore perché povero, prigioniero, cieco. Ciò, però, non è l'unico atteggiamento da assumere di fronte a questa profezia che si compie. Siamo anche i protagonisti attivi, perché anche noi siamo unti col Crisma dello Spirito Santo, cristiani, invitati a portare lo stesso Amore Trinitario a chiunque incontriamo. La vita cristiana è crescita nell'azione dello Spirito Santo in noi, che vuole agire per mezzo di noi, santificando, consolando, sanando tutti. 1Cor 2,1-5 Lc 4,16-30 Don Pierpaolo Maria Cilla, lunedì 3 settembre 2018, XXII settimana anno II

Cosa rende impuro l'uomo?

I farisei avevano costruito una numerosa serie di precetti umani che avevano finito per oscurare i pochi precetti divini. Il Signore li ammonisce: "trascurando il Comandamento di Dio voi osservate la tradizione degli uomini". Non é la semplice pratica esteriore che santifica l'uomo, ma l'adesione del cuore alla volontà di Dio. Così come non c'è nulla di esteriore che può rendere impuro l'uomo ma solo la disconnessione della volontà umana da quella divina. Anche se fossimo circondati da tanto male, se la nostra volontà non si sposta dalla fusione con la Divina Volontà nulla può sporcare la nostra anima. Dt 4,1-2.6-8 Giac 1,17-18.21-22.27 Mc 7,1-8.14-15.21-23 Don Pierpaolo Maria Cilla, Domenica 2 settembre 2018, XXII domenica anno B (seconda omelia)

Dall'osservanza della Legge di Dio dipende la saggezza dell'uomo

Mosè ricorda al popolo liberato dagli egiziani che nella terra promessa si entrerà solo se verranno osservati i precetti del Signore, senza aggiungere né togliere nulla. Anche per noi, liberati dal peccato, dal demonio e dalla morte con il battesimo, non ci sarà paradiso senza conoscere e mettere in pratica i comandamenti di Dio. La fatica, a volte, nell'osservarli dipende dal confidare e servirsi poco della Grazia che Cristo ci ha acquistata. Un popolo diventa saggio e intelligente, anche agli occhi degli altri, quando tutti i suoi membri osservano la Legge di Dio, dal più piccolo al più grande. Sarebbe già un piccolo paradiso in terra. Quanto però è importante ascoltare solo chi, come Mosè, è investito di autorità dall'alto nell'annunciare con fedeltà la Parola, ossia la Chiesa. Invece, molto spesso, ci si lascia contagiare dal mondo. Dt 4,1-2.6-8 Giac 1,17-18.21-22.27 Mc 7,1-8.14-15.21-23 Don Pierpaolo Maria Cilla, Domenica 2 settembre 2018, XXII domenica anno B (prima omelia)

Dio si serve di chi è disprezzato per confondere il mondo

I martiri erano uomini che il mondo ha scartato e disprezzato perche avevano qualcosa di cui vergognarsi: la fede. Eppure nei martiri, in coloro che il mondo reputa stolti, tra cui oggi ci sono le mamme che difendono i propri figli dagli assalti omicidi dei medici, il Signore manifesta la Sua potenza per confondere la sapienza del mondo. I doni naturali e di grazia che il Signore ci fa non vanno buttati o soppressi, ma accresciuti e moltiplicati, come i talenti del Vangelo. Ciò che entra nella Divina Volontà viene moltiplicato all'infinito. 1Cor 1,26-31 Mt 25,14-30 Don Pierpaolo Maria Cilla, sabato 1 settembre 2018, XXI settimana anno II, s. Canio

La Croce: sapienza per Dio, stoltezza per gli uomini

La parabola delle 10 vergini ci descrive la vita eterna come una festa di nozze con il Divino Sposo Gesù. Alcuni, però, entreranno nel palazzo reale, altri rimarranno fuori. I sapienti dentro, gli stolti fuori. La sapienza non è una facoltà intellettuale, ma è avere i pensieri stessi di Gesù, sapienza incarnata, nei nostri pensieri. La chiave che apre le porte del cielo è la croce. Per Dio la croce è sapienza, per gli uomini stoltezza. Le vergini che hanno portato con fatica l'olio per le lampade hanno portato con gioia la croce, maestra di vita santa e strumento di elevazione e salvezza. 1Cor 1,17-25 Mt 25,1-13 Don Pierpaolo Maria Cilla, venerdi 31 agosto 2018, XXI settimana anno II

"Vegliate": 4 significati

Gesù esorta risolutamente i Suoi a vegliare, poiché nel momento che meno si immagina Egli verrà. Vegliare significa stare al proprio posto di lavoro, operosi, fermi e costanti nella propria regola di vita e nei propri doveri di stato. Vegliare significa non sciupare il proprio tempo in cose inutili e a volte dannose. Vegliare significa riconoscere e mettere a frutto per il bene comune i carismi che lo Spirito Santo ha dato a ciascuno. Vegliare significa anche sacrificare un po del proprio sonno per dedicare tempo alla preghiera, anche notturna, con un'offerta non facile della propria volontà. 1Cor 1,1-9 Mt 24,42-51 Don Pierpaolo Maria Cilla, giovedì 30 agosto 2018, XXI settimana anno II

Il mondo non ama sentire la verità

S. Giovanni Battista aveva annunciato ad Erode la verita: "non ti è lecito tenere la moglie di tuo fratello". Questo ha generato in Erodiade un profondo odio verso il profeta, fino ad ottenere la sua testa. Anche la Chiesa è rivestita di autorità profetica per proclamare al mondo di oggi la verità. Per questo deve tenersi pronta a patire qualunque avversità di quanti non vogliono conoscere la verità, perché il mondo non ama ciò che non gli appartiene. Come Chiesa dobbiamo sempre dialogare col mondo e con quanti non hanno ancora conosciuto l'amore di Dio, ma mai entrare in relazione complice con la mentalità del mondo. Ger 1,17-19 Mc 6,17-29 Don Pierpaolo Maria Cilla, mercoledì 29 agosto 2018, XXI settimana anno II, memoria del martirio di s. Giovanni Battista

L'osservanza del cuore della Legge e la cura della propria interiorità

Agli scribi e ai farisei Gesù imputa di essere rigidi osservanti delle minuzie, così come delle prescrizioni più importanti poco si danno pensiero. La giustizia, la Misericordia e la fedeltà vanno praticate prima di ogni altra cosa e insieme ad ogni altra cosa, poiché non escludono il resto. Com'è importante andare prima al cuore della Legge, il resto viene dopo. Anche la cura dell'interiorità viene prima delle attenzioni alle cose esterne. Se il cuore è pulito, buono e bello anche l'esterno lo sarà. Come s. Agostino dobbiamo sempre più imparare a cercare il dialogo con Dio nel nostro cuore per poi riconoscerlo in tutte le creature. 2Ts 2,1-3.13-17 Mt 23,23-26 Don Pierpaolo Maria Cilla, martedi 28 agosto 2018, memoria di s. Agostino

É impossibile che un figlio di tante lacrime vada perduto

Gesù chiama gli scribi e i farisei: "guide ipocrite e cieche" . Tutti siamo guide di qualcuno, o in maniera diretta o indiretta. La guida deve conoscere la via e deve essere il primo a percorrerla. A nulla valgono tanti sforzi se poi i propri figli, o discepoli, o amici non vengono guidati sulla via della salvezza. S. Monica é l'esempio di una madre che ha saputo guidare il figlio Agostino alla vita di Grazia, motivo di incoraggiamento e di speranza per tante mamme che si sentono fallite nel vedere i propri figli nel peccato. Lei ha perseverato per anni nella preghiera, nel buon esempio, nell'amore e nelle lacrime, tanto da spingere il suo vescovo a dire: "É impossibile che un figlio di tante lacrime vada perduto". 2Ts 1,1-5.11-12 Mt 23,13-22 Don Pierpaolo Maria Cilla, lunedì 27 agosto 2018, XXI settimana anno II, memoria di s. Monica

Il poco ascoltato Vangelo sul matrimonio e sulla famiglia

La predicazione di Gesù sul Pane di Vita eterna risulta alla folla duro e difficile da accogliere. La Verità su Dio e sull'uomo, però, non si può modificare in base alle sensibilità umane cangianti. Molti se ne vanno. Anche oggi, molti se ne vanno lontani da Gesu, preferendo servire altri dei. La verità sul matrimonio e sulla famiglia oggi é poco ascoltato. I 5+1 pilastri del matrimonio senza dei quali la famiglia non si può reggere in piedi. Gs 24,1-2.15-17.18 Ef 5,21-32 Gv 6,60-69 Don Pierpaolo Maria Cilla, Domenica 26 agosto 2018, XXI domenica anno B

I predicatori incoerenti

Gesù fa notare ai suoi discepoli come gli scribi e i farisei dicono e non fanno. Mettono sulle spalle della gente i pesi di tanti precetti che però loro non vivono. Eppure Gesù dice che l'insegnamento autentico che loro danno va ascoltato, senza badare alla loro vita. In questi nostri tempi l'uomo ascolta molto più volentieri i testimoni che i maestri, però non bisogna aspettare di essere santi per predicare il Vangelo. Ogni buona predicazione va sempre accolta anche se dovessero esserci palesi incoerenze in chi annuncia, perché la Parola annunciata, che è Gesù, resta sempre coerente e immutabile. É Lui l'unico vero maestro. Ez 43,1-7a Mt 23,1-12 Don Pierpaolo Maria Cilla, sabato 25 agosto 2018, XX settimana anno II

La profezia del trapianto della Volontà

Il Signore annuncia al profeta Ezechiele la riunione di tutti i Suoi eletti nell'unico popolo di Dio, la Redenzione del genere umano per mezzo dell'acqua purificatrice del sangue di Cristo, l'infusione del Suo Santo Spirito per l'opera della santificazione e il trapianto del cuore dell'uomo. Toglierà dai petti umani il cuore di pietra, immagine della volontà umana, e metterà un cuore di carne, simbolo della Divina Volontà, il cuore di Dio che desidera operare e palpitare nelle creature. La Divina Volontà è l'aria dell'anima. Ez 36,23-28 Mt 22,1-14 Don Pierpaolo Maria Cilla, giovedì 23 agosto 2018, XX settimana anno II

Come collaborare al trionfo del Cuore Immacolato di Maria

La regalità di Maria in cielo è compiuta, in terra non ancora, ma a Fatima ha promesso che "alla fine il Mio Immacolato trionferà". Sarà il Regno della Regina Maria in terra, il Regno della Divina Volontà. La Madonna gira in cerca di figli amati che l'aiutino in quest'opera, come il padre della vigna chiama operai a tutte le ore a lavorare nella sua vigna. Il lavoro consiste nella preghiera, penitenza, imitazione delle virtù della Vergine, accogliere e vivere il dono della Divina Volontà. I collaboratori più stretti e certamente necessari, però, sono i sacerdoti. Oggi, come allora, alcuni sono motivo di scandalo: commento alla lettera di Papa Francesco a tutto il popolo di Dio. Ez 34,1-11 Mt 20,1-16 Don Pierpaolo Maria Cilla, mercoledì 22 agosto 2018, XX settimana anno II, memoria della Beata Vergine Maria Regina (seconda omelia)

La regalità di Maria e di tutti i battezzati

La Vergine Maria è Regina perché è la vera Madre del Re e Signore dell'universo. Tutto è a Lei soggetto, poiché a Lei Dio ha dato tutto, anche il Suo stesso Figlio. E se nulla é impossibile a Dio per natura, nulla è impossibile a Maria per Grazia. La Vergine, però, all'angelo annunciante si manifestò nella Sua profondissima umiltà dichiarandosi serva del Signore, e facendo la consegna della Sua volontà alla Divina pronunciò il Suo grande Fiat. Tutti i battezzati sono rivestiti di una dignità regale, e un giorno parteciperanno alla Gloria di Dio, ma dovranno camminare nella via dell'umiltà, vera misura della santità, perché il Signore innalza gli umili e rovescia dai troni i potenti e i superbi. Is 9,1-6 Lc 1,26-38 Don Pierpaolo Maria Cilla, mercoledì 22 agosto 2018, memoria della Beata Vergine Maria Regina

Chi non ha bisogno di Dio quaggiù non lo avrà lassù

La figura straordinaria del papa s. Pio X, grande riformatore nella continuità, ci insegna che solo nella povertà di spirito si acquistano per grazia tutti i doni necessari per svolgere al meglio la propria missione. I ricchi non entreranno nel regno dei cieli, poiché i ricchi sono coloro che sono sazi di se e di mondo e non hanno bisogno di nessun altro, nemmeno di Dio. La povertà materiale dovrebbe facilitare la povertà di cuore, che consiste nel dipendere in tutto da Dio. I ricchi, coloro che si sentono Dio nel cuore e che vorrebbero trattare anche il Signore come qualcosa di cui disporre a proprio piacimento, non possono entrare nel Regno di Dio, perché nel Regno si vive di Dio, di Amore. Quando poi il Signore agisce con forza verso qualcuno è sempre per scuoterlo dall'inganno delle false ricchezze che ottenebrano la mente e il cuore. In Maria, umilissima e poverissima, vediamo la creatura più bella e più ricca di Dio. Ez 28,1-10 Mt 19,23-30 Don Pierpaolo Maria Cilla, martedì 21 agosto 2018, XX settimana anno II, memoria di s. Pio X

Operare per essere salvi oppure santi

Il giovane ricco chiede a Gesù cosa fare per salvarsi. La via è l'osservanza dei comandamenti. Ma per essere santi, perfetti, somiglianti a Gesù e quindi Sua grande gioia, c'è bisogno di altro. La via è la povertà ad imitazione di Colui che da ricco che era si è fatto povero per noi. È la spoliazione da tutto per essere tutto di Dio: "va vendi quello che hai e dallo ai poveri. Vieni e seguimi". Non sono solo i beni materiali superflui ad intralciare il cammino di santità, ma ogni genere di cosa o persona che costituisce per noi un tesoro a cui abbiamo attaccato il cuore. Il Tempio di Gerusalemme era diventato per gli ebrei motivo di orgoglio e di vanto, un idolo. Ecco che il Signore permette la sua devastazione per ricordare al popolo che uno solo è il Signore da amare e servire. Ez 24,15-24 Mt 19,16-22 Don Pierpaolo Maria Cilla, lunedì 20 agosto 2018, XX settimana anno II

Il grande sacrificio richiesto a chi fa la Comunione

Gesù annuncia la necessità di mangiare la Sua carne per avere la vita eterna. La Chiesa indica due momenti assolutamente indispensabili per fare la s. Comunione. Continuando poi il divino insegnamento Gesù spiega come chi mangia la Sua Carne e beve il Suo Sangue rimane in Lui e viceversa. La Sapienza si è fatta una casa nel cuore dell'uomo chiamato ad essere Ostia vivente, ma anche l'uomo è accolto nel Cuore stesso di Dio a vivere la vita stessa di Gesù, Uomo-Dio. Quando facciamo la Comunione il Signore ci invita a compiere il sacrificio più grande, la rinunzia alla nostra volontà, per vivere secondo e nella Volontà Sua. Solo così possiamo essere in perfetta comunione, l'uno nell'altro, a fare vita insieme. Senza la rinunzia a tutto di se, quindi alla propria volontà, l'Eucaristia non può produrre gli effetti di santità in noi. I santi sono coloro che hanno lasciato la guida della loro esistenza a Dio. Pr 9,1-6 Ef 5,15-20 Gv 6,51-58 Don Pierpaolo Maria Cilla, Domenica 19 agosto 2018, XX domenica T. O. anno B

Gesù e i bambini

Portano a Gesù dei bambini perché imponesse loro le mani e pregasse. Gesù desidera avere un contatto con i piccoli, allora come oggi, anche attraverso i sacramenti dati in tenerissima età. Ma i suoi discepoli non vogliono, come se Gesù fosse venuto solo per i grandi. Il Divin Maestro da tre lezioni: 1. Lasciare liberi i bambini di andare da Lui. Essi hanno una naturale propensione verso Gesù e Maria, e in questo vanno assecondati e incoraggiati. 2. Non impedirgli di andare da Lui, specialmente attraverso gli scandali, piccoli o grandi che siano. 3. A chi è come un bambino appartiene il Regno dei cieli, simile a lui quanto a purezza, semplicità, spontaneità, bisogno continuo di fissare lo sguardo d'amore della mamma. Ez 18,1-10.13.30-32 Mt 19,13-15 Don Pierpaolo Maria Cilla, sabato 18 agosto 2018, XIX settimana anno II

L'indissolubilità non solo del matrimonio

L'uomo non divida ciò che Dio ha unito. Il tema dell'indissolubilità non riguarda solo il matrimonio ma tutto ciò che Dio ha unito e che appartiene ad una dimensione essenziale e costitutiva della persona umana, creata ad immagine e somiglianza di Dio e chiamata a partecipare alla vita divina. Non è possibile separare dalla persona l'identità di genere dategli dal Creatore, proprio perché ad essa essenziale e quindi indissolubile. Così come non è possibile scindere il fine unitivo da quello procreativo nell'atto coniugale, eliminando spesso quest'ultimo attraverso una pratica molto diffusa e ritenuta erroneamente moralmente lecita. La complementarietà dei generi indica che non solo l'uomo non può dividere ciò che Dio unisce, ma anche che non può unire ciò che Dio distingue. Nessuno è obbligato a sposarsi o a consacrarsi al Signore, ma se si accoglie il progetto di Dio sul matrimonio o sulla vita consacrata va accolto in pienezza realizzando il progetto del Divino Architetto. Pena la dissoluzione. Ez 16,1-15.60.63 Mt 19,3-12 Don Pierpaolo Maria Cilla, venerdi 17 agosto 2018, XIX settimana anno II

Impegnarsi a dare più che a ricevere

A cosa diamo più importanza, al dare o al ricevere? Nell'invito di Gesù a perdonare sempre é nascosto un chiaro appello a donare incessantemente amore. Per-donare significa donare per amore di qualcuno. S. Rocco ha speso la sua vita a compiere opere di misericordia a favore di tanti sventurati. I santi prima che intercessori sono esempi da imitare. Se ci soffermiamo troppo sul chiedere e sul ricevere, piuttosto che sul dare, si può cadere nel rischio di pretendere. La parabola del Re, che dalla giustizia di richiedere al suo debitore quello che è gli appartiene passa alla misericordia di condonare tutto il debito, è icona di una vita impostata sul donare, sulla misericordia. Ez 12,1-12 Mt 18,21-19,1 Don Pierpaolo Maria Cilla, giovedì 16 agosto 2018, XIX settimana anno II, S. Rocco (seconda omelia)

La libertà interiore di s. Rocco e di chi vive nella Divina Volontà

Per perdonare di cuore al proprio fratello occorre avere una profonda libertà di cuore da ogni attaccamento a sé stessi e ad altro. Dio chiama il popolo di Israele una genia di ribelli, per questo comanda ad Ezechiele di uscire dalla città come un emigrante per annunciare a tutti l'imminente deportazione, la divina lezione di umiltà. Anche s. Rocco è stato pellegrino, in cammino senza nulla che lo tenesse legato se non la carità verso Dio e verso il prossimo. Ez 12,1-12 Mt 18,21-19,1 Don Pierpaolo Maria Cilla, giovedì 16 agosto 2018, XIX settimana anno II, memoria di s. Rocco

Maria Ss. Assunta in cielo è profezia della Chiesa

L'ingresso nelle dimore eterne del corpo e dell'anima della più eccelsa delle creature è prefigurazione della sorte futura di tutta la Chiesa fedele. Ma la Vergine è viva e operante anche nel tempo nel duro combattimento con il drago infernale, opposto a Lei e anche alla Sua discendenza, cioè noi. Maria si alza per andare verso Elisabetta. Alzarsi significa elevarsi verso le cose di Dio. Cosa ci impedisce di elevarci verso il cielo? Il Signore ci attira tutti a Se, ma solo gli umili vengono in alzati. Ap 11,19; 12,1-6.10 1Cor 15,20-26 Lc 1,39-56 Don Pierpaolo Maria Cilla, mercoledì 15 agosto 2018, Solennità dell'Assunzione di Maria SS.

Non vergognamoci di Nostra Madre Maria SS.

La gioia grande dell'odierna festa dell'Assunzione di Maria SS. risuona nei nostri cuori, li dove ognuno di noi ha una Madre tutta per se. Maria calpesta la morte poiché il pungiglione della morte, il peccato, non l'ha neppure sfiorata. Imparare a scovare dove si annidano i nostri peccati, causa di ogni specie di morte. Una donna tra la folla grida il suo amore alla Madonna. Quante volte, però, noi ci vergognamo di Maria e di Gesù. Il Divin Figlio conferma la predilezione e beatitudine di Maria, ma ricorda che la vera beatitudine è vivere di Volontà Divina, come Maria. Festa grande in cielo e in terra per il trasferimento glorioso dell'Arca Santissima di Dio. 1Cr 15,3-4.15-16; 16,1-2 1Cor 15,54-57 Lc 11,27-28 Don Pierpaolo Maria Cilla, martedì 14 agosto 2018, Messa vigilare della Solennità dell'Assunzione di Maria SS.

Gesù Eucaristico é rifugio e forza nella debolezza

Non potremmo vivere senza l'Eucaristia, perché è la vita del mondo, il sole che illumina l'Umanità, Gesù vivo e palpitante. Elia fugge dall'ira della regina Gezabele e trova in una focaccia la forza di riprendere il cammino. Gesù pane di vita è il rifugio nel momento del pericolo, la forza nelle debolezze, l'aiuto per sconfiggere i vizi. Come è importante sapersi accostare a Gesù Eucaristico, perché veramente il Signore possa cambiare la nostra vita. 1Re 19,4-8 Ef 4,30-5,2 Gv 6,41-51 Don Pierpaolo Maria Cilla, Domenica 12 agosto 2018, XIX domenica T. O. anno B (seconda omelia)

L'Eucaristia è cibo di eternità

L'Eucaristia è il cibo che alimenta in noi la vita divina, poiché é il farmaco dell'immortalità. É veramente e realmente presente Gesù nel. Pane consacrato, il Figlio di Dio fattosi uomo per spalancare le porte del cielo e unirci intimamente a Se. É l'anima che sostiene tutta la nostra persona, per cui occorre prendersene seriamente cura. Oggi si assiste a molta superficialità nel cibarsi dell'Eucaristia. Ognuno esamini se stesso prima di accostarsi alla mensa della vita eterna. 1Re 19,4-8 Ef 4,30-5,2 Gv 6,41-51 Don Pierpaolo Maria Cilla, Domenica 12 agosto 2018, XIX domenica T. O. anno B (prima omelia)

Nulla è impossibile per chi ha vera fede

La ricerca della soluzione facile, anche nelle cose dello spirito, è una tentazione molto diffusa. Gli apostoli di Gesù, pur avendo ricevuto il potere sugli spiriti maligni non riescono a liberare un giovane. Il motivo è la poca fede. Nelle cose dello spirito non esiste l'automatismo tecnicista. Ciò che conta è avere fede, perché è la fede che permette a Dio di operare. Povertà, umiltà, preghiera, sono le vie necessarie per crescere nella fede. L'esempio di s. Chiara di fronte ai saraceni e il potere di una s. Comunione fatta con profonda fede. Ab 1,12-2,4 Mt 17,14-20 Don Pierpaolo Maria Cilla, sabato 11 agosto 2018, XVIII settimana anno II, memoria di s. Chiara

Gli atti umani seminati nella Divina Volontà

Per raccogliere tanto occorre seminare tanto. L'amore è morire a se stessi per far nascere frutti di bene. Il Signore a chi generosamente dona, generosamente di dona. La vita è una successione ininterrotta di atti, che se compiuti nella Volontà di Dio sono come semi posti in un terreno fertilissimo, i quali morendo alla volontà umana vengono moltiplicati all'infinito dalla Volontà di Dio. 2Cor 9,6-10 Gv 12,24-26 Don Pierpaolo Maria Cilla, venerdi 10 agosto 2018, festa di s. Lorenzo

Da servi, a figli, a sposi di Dio

Sotto il regime dell'Antica Alleanza si era servi di Dio. Con il Nuovo Patto il Signore ci rende Suoi figli adottivi, in attesa di un tempo in cui, come profetizzato in Osea, il Signore ci sposerà, cioè farà di noi una cosa sola con Lui. È il tempo del "come in Cielo così in terra". S. Teresa Benedetta della Croce, carmelitana, grande dottore della scienza della Croce, ci insegna a morire alle cose del mondo per vivere a mezz'aria, così da essere liberi di volare nell'unità del Volere Divino. Os 2,16.17.21.22 Mt 25,1-13 Don Pierpaolo Maria Cilla, giovedì 9 agosto 2018, festa di s. Teresa Benedetta della Croce

Il Signore si nasconde per farci crescere nel desiderio e nell'umiltà

L'apparente sordità di Gesù difronte alla donna pagana supplicante per la figlia sofferente é pedagogia divina perché crescere nel desiderio di Dio e nell'umiltà profonda. Il desiderio crea gli spazi per accogliere il dono mentre è l'umiltà che ottiene. Il desiderio e l'umiltà sono a fondamento di una fede grande. La testimonianza di s. Domenico, apostolo del Rosario, preghiera del desiderio, e predicatore della verità nell'umiltà contro l'eresia albigese. Ger 31,1-7 Mt 15,21-28 Don Pierpaolo Maria Cilla, mercoledì 8 agosto 2018, XVIII settimana anno II, memoria di s. Domenico

La Chiesa e Pietro non possono affondare

La barca dei discepoli di Gesù è agitata a causa del vento contrario. La barca è l'immagine della Chiesa osteggiata dalle tempeste del mondo. Gesù va incontro ai discepoli impauriti rincuorandoli di non temere. Mai temere per le sorti della Chiesa. È Gesù che la protegge, così come protegge il Santo Padre, Pietro, prendendolo per mano prima che affondi. In Maria restiamo uniti nella Chiesa Cattolica, fidandoci dello Spirito Santo, senza cedere alla tentazione di giudicare persino il Vicario di Cristo. Ger 30,1-2.12-15.18-22 Mt 14,22-36 Don Pierpaolo Maria Cilla, martedì 7 agosto 2018, XVIII settimana anno II

Gesù Eucaristico prima di tutto

Per le cose e le persone che riteniamo importanti troviamo sempre il tempo e le energie necessarie. Gesù invita a darsi da fare per il cibo che rimane per la vita eterna, mentre gli uomini si spendono quasi del tutto per ciò che non dura. L'importanza di desiderare e preparare la partecipazione al divino banchetto, credendo con tutto se stessi in Gesù veramente presente, vivo e palpitante nell'Eucaristia. Gesù pane del cielo é il vero ristoro delle anime nostre. Es 16,2-4.12-15 Ef 4,17.20-24 Gv 6,24-35 Don Pierpaolo Maria Cilla, domenica 5 agosto 2018, XVIII domenica anno B (seconda omelia)

La Trasfigurazione e il dono della Divina Volontà

Nella Trasfigurazione il Signore manifesta la Sua natura divina. Tre Apostoli, Elia e Mosè assistono, come astri intorno all'unico sole. Nel regime della Grazia diveniamo partecipi della natura divina, ma col dono della Divina Volontà operante in noi e noi in Essa diveniamo noi stessi altri soli, come Gesù, perché è Lui stesso a trasfondersi in noi, a fare vita continua in noi. Dn 7,9-10.13-14 Mc 9,2-10 Don Pierpaolo Maria Cilla, lunedì 6 agosto 2018, festa della Trasfigurazione del Signore

La religiosità dell'interesse e quella dell'amore

La folla cerca Gesù perché soddisfatta nei suoi bisogni materiali. La religiosità di interesse, quella di abitudine, quella di superstizione, quella dell'amore. Essere creature nuove significa cercare il senso della vita in Colui che solo può saziare e dissetare il cuore dell'uomo, Gesù pane del cielo. Es 16,2-4.12-15 Ef 4,17.20-24 Gv 6,24-35 Don Pierpaolo Maria Cilla, Domenica 5 agosto 2018, XVIII domenica anno B (prima omelia)

Il dominio prossimo e remoto delle cattive passioni

Il re Erode si lascia sedurre dalla giovane Erodiade, concedendole addirittura la testa del Battista. Schiavo della passione lussuriosa, l'uomo si degrada al rango delle bestie. Tutte le male passioni vanno dominate in maniera previa, con la preghiera e la penitenza, in maniera prossima con la vigilanza e la forza d'animo frutto della Grazia. Il ruolo degli esercizi ascetica nella vita religiosa e nella famiglia. Ger 26,11-16.24 Mt 14,1-12 Don Pierpaolo Maria Cilla, sabato 4 agosto 2018, XVII settimana anno II

La trappola dell'abitudine

Per non correre il pericolo di cadere nell'abitudine nella vita spirituale occorre riscoprire sempre l'eterna novità dell'amore di Dio. Non è vero che per non abituarsi bisogna allontanarsi. Tutt'altro. Occorre cercare il Signore e la Sua presenza nascosta come se fosse sempre la prima volta, scoprendo in Lui continue nuove gioie. Egli è Amore infinito. L'immagine della sorgente e del fuoco. Ger 26,1-9 Mt 13,54-58 Don Pierpaolo Maria Cilla, venerdi 3 agosto 2018, XVII settimana anno II

Come argilla nelle mani del vasaio

Noi siamo nulla, Dio è tutto. É Lui che ci ha creati e come argilla desidera lavorarci per fare di noi un capolavoro. Per questo ci chiede che gli diamo tutto noi stessi, la nostra stessa volontà. I buoni e i cattivi che saranno separati dagli angeli nel Giudizio sono coloro che hanno fatto o no la Volontà di Dio. L'esempio della Vergine Maria, di San Francesco e la Grazia dell'indulgenza della Porziuncola. Ger 18,1-6 Mt 13,47-53 Don Pierpaolo Maria Cilla, giovedì 2 agosto 2018, XVII settimana anno II

Nelle persecuzioni é il Signore il vero rifugio

Le persecuzioni subite dal profeta Geremia sono l'emblema di ogni genere di ingiustizia. Il profeta non si lascia schiacciare dal dolore o dal desiderio di vendetta, ma prontamente ricorre al Signore con fiducia, che non manca di farsi suo difensore. É il Signore il nostro rifugio, conforto, difensore e restauratore della giustizia. Il nostro operato a favore della giustizia passi prima da Colui che è la Giustizia. Ger 15,10.16-21 Mt 13,44-46 Don Pierpaolo Maria Cilla, mercoledì 1 agosto 2018, XVII settimana anno II (seconda omelia)

Investire tutto per acquistare il Regno

Il Regno dei cieli può essere trovato senza cercarlo, come un tesoro in un campo, oppure dopo accurata indagine, come il caso della perla preziosa. Chi sa "distinguere ciò che è prezioso da ciò che è vile" saprà con più facilità investire tutto pur di ottenere ciò che vale più di tutto. Da cosa dobbiamo liberarci per fare spazio al Signore? Cosa conviene vendere perché con ciò che guadagno possa tutto scommettere sul Regno di Dio? Ger 15,10.16-21 Mt 13,44-46 Don Pierpaolo Maria Cilla, mercoledì 1 agosto 2018, XVII settimana anno II

Piccoli ma interiormente molto potenti

Gesù paragona il Regno a un granellino di senape e a un pezzettino di lievito. Piccoli ma potenti, così come ogni uomo chiamato a collaborare con Dio. Piccoli, umili, nascosti come la Vergine Maria, ma con una vita di Grazia interiore ricchissima, capace di cambiare il mondo. Ger 13,1-11 Mt 13,31-35 Don Pierpaolo Maria Cilla, lunedì 30 luglio 2018, XVII settimana anno II

Moltiplicare il pane della preghiera e della carità

Il Signore Gesù moltiplica i pani perché Egli è Colui che ha il potere di sfamare l'uomo in tutti i suoi reali bisogni. Chiede però la nostra collaborazione, i nostri cinque pani e due pesci. Il bisogno primario dell'uomo di oggi è la preghiera, scudo contro ogni male. É necessario pregare per tutti nella Divina Volontà, anche se in pochi, perché il poco pane della preghiera sia moltiplicato all'infinito. Oltre ciò non bisogna dimenticare la necessità anche del pane materiale che va sempre condiviso e mai trattenuto. 2Re 4,42-44 Ef 4,1-6 Gv 6,1-15 Don Pierpaolo Maria Cilla, Domenica 29 luglio 2018, XVII domenica anno B

La zizzania e il sonno dell'anima

La parabola del buon seme e della zizzania riguarda non soltanto la vita comunitaria ma anche individuale. È in noi che il Signore semina il buon seme della Parola. Quando però siamo poco vigilanti permettiamo al maligno di seminare nel nostro cuore il cattivo seme del male. Occorre quindi essere sempre vigilanti, oltre che onesti con sé stessi nel saper riconoscere il bene e il male operanti nella nostra vita, così da ricorrere con fiducia alla Divina Misericordia quando vediamo spuntare in noi la zizzania. Ger 7,1-11 Mt 13,24-30 Don Pierpaolo Maria Cilla, sabato 28 luglio 2018, XVI settimana anno II

La Parola del Regno va ascoltata e interiorizzata

Gesù spiega la parabola del seme e del seminatore, e ci ricorda che non basta ascoltare la Parola, occorre che essa penetri nel nostro cuore, venga fatta nostra, diventi vita vissuta. La Parola del Regno non è solo quella scritta nelle Sacre Scritture, è anche quella vissuta dai santi e nascosta nelle pieghe delle nostre vicende quotidiane. Ascoltare, meditare, assimilare, fruttificare. Ecco il programma. La Vergine Maria ci doni pastori e maestri secondo il cuore di Gesù. Ger 3,14-17 Mt 13,18-23 Don Pierpaolo Maria Cilla, venerdi 27 luglio 2018, XVI settimana anno II

Anche nel deserto può spuntare un fiore

I ss. Gioacchino ed Anna erano giusti in un popolo spesso infedele, dimentico del Signore, sorgente di acqua viva. Anche dove sembra tutto deserto il Signore fa sbocciare dei fiori, e da questa coppia santa, umile, paziente, ma sterile ha fatto sbocciare il più bel fiore, la Vergine Maria. Anche in tempi e circostanze difficili é importante tenere sempre il cuore aperto al Signore, che tutto può. Ger 2,1-3.7-8.12-13 Mt 13,10-17 Don Pierpaolo Maria Cilla, giovedì 26 luglio 2018, XVI settimana anno II, memoria ss. Gioacchino e Anna

Operare sempre per amore, mai per profitto

S. Giacomo è il primo degli Apostoli a dare la testimonianza suprema a Cristo col martirio perché in poco tempo ha raggiunto le vette delle virtù. La madre dei figli di Zebedeo chiede a Gesù il prestigio per i figli. Gli altri apostoli, sdegnati per questo, dimostrano di essere sulla stessa lunghezza d'onda: seguire Cristo per ottenere profitto. Gesù capovolge la loro mentalità, chiedendo di partecipare alla Sua Passione e di operare solo per amore a Dio e ai fratelli, sul Suo esempio che non è venuto per farsi servire ma per servire e dare la vita in riscatto per molti. 2 Cor 4,7-15 Mt 20,20-28 Don Pierpaolo Maria Cilla, mercoledì 25 luglio 2018, festa di s. Giacomo apostolo

Getterà in fondo al mare tutti i nostri peccati

La profezia annuncia la Divina Misericordia che vuole realmente rifare l'uomo allontanando definitivamente da lui il male. L'immagine di gettare in mare i nostri peccati indica la Volontà di Dio di far scomparire dalla faccia della terra e dal cuore dell'uomo ogni peccato, ma è necessario che questi abbia la ferma intenzione di rinunziarvi. L'àncora di salvezza per non affondare col peccato è abbracciare la Divina Volontà. Mi 7,14-15.18-20 Mt 12,46-50 Don Pierpaolo Maria Cilla, martedì 24 luglio 2018, XV settimana anno II

Senza Gesù non si può e non si deve far nulla

Gesù é la vera vite, sorgente della Vita. Noi siamo piccoli tralci bisognosi di ricevere tutto da Gesù. Osservare i Suoi comandamenti è il primo passo per restare uniti a Lui, ma se è vero che senza di Lui non possiamo far nulla vuol dire che tutto ciò che facciamo dobbiamo farla con Gesù, imparando a prendere tutto da Gesù. Gesù vuole essere la nostra vita affinché tutti, come dice s. Paolo, possiamo dire : "Non sono più io che vivo ma Cristo vive in me". Gal 2,19-20 Gv 15,1-8 Don Pierpaolo Maria Cilla, lunedì 23 luglio 2018, festa di s. Brigida

Il giusto e santo riposo dei pastori

La compassione di Gesù per le folle senza pastore rimanda al rimprovero ai pastori dell'antico Israele che non pascolano le pecore ma se stessi. I pastori devono instancabilmente spendersi per guidare il gregge col Vangelo e nutrirlo con i sacramenti, ma hanno anche bisogno di non consumare completamente le proprie forze poiché si rischia di diventare pastori quanto meno non efficienti. Ecco che Gesù chiede ai suoi apostoli di riposarsi un po in disparte con Lui. È importante che chi svolge un ministero a vantaggio degli altri sappia anche raccogliersi nel giusto e santo riposo del corpo e dello spirito, senza dissipazione, per ricentrare tutto in Gesù e riprendere forze ed equilibrio per la difficile missione. Ger 23,1-6 Ef 2,13-18 Mc 6,30-34 Don Pierpaolo Maria Cilla, Domenica 22 luglio 2018, XVI domenica T. O. anno B

Il servo del Signore non contesta e non urla

Gesù, vittima di congiura a morte, non si stanca di operare il bene e di portare avanti la Sua missione in tutta umiltà. Egli, compiendo i miracoli, spesso chiedeva di mantenere il silenzio, perché si adempisse la profezia di Isaia: "Non contesterà, né griderà, né farà udire in piazza la sua voce". Dove ci sono fragilità occorre chinarsi amorevolmente in soccorso piuttosto che spegnere definitivamente il bene rimasto con atteggiamenti non conformi alla mansuetudine di Cristo. Mi 2,1-5 Mt 12,14-21 Don Pierpaolo Maria Cilla, sabato 21 luglio 2018, XV settimana anno II

La Misericordia non cambia la Verità ma accoglie e comprende l'Umanità

Al legalismo rigido farisaico il Signore Gesù contrappone la Legge della Misericordia, che non significa modificare la Verità ma comprendere le situazioni e le circostanze concrete delle persone. La Misericordia abbraccia verità e umanità. Il Signore è misericordioso e pietoso, sempre comprensivo e mai rigido. Questo non significa cambiare la Dottrina, ma il modo di accogliere le persone. Is 38,1-6.21-22.7-8 Mt 12,1-8 Don Pierpaolo Maria Cilla, venerdi 20 luglio 2018, XV settimana anno II

Venite a me, diventerete miti e umili

Gesù continuamente ci sussurra: "Venite a me, troverete ristoro, imparerete ad essere miti e umili di cuore". Fare vita insieme a Gesù, questo è l'invito, andare continuamente in spirito, mente e corpo a Lui, senza cercare in nessun altro il vero riposo del cuore. Il giogo di Gesù è dolce e leggero, quello degli uomini pesante. Is 26,7-9.12.16-19 Mt 11,28-30 Don Pierpaolo Maria Cilla, giovedì 19 luglio 2018, XV settimana anno II

I grandi sono piccoli e i piccoli sono grandi

L'Assiria doveva essere lo strumento scelto dal Signore per i Suoi progetti, ma accecata dall'orgoglio, non riconoscendo in cio che è e in ciò che ha i doni dell'Altissimo, compie cose riprovevoli. Il Signore abbassa l'orgoglio dell'Assiria umiliandola. Nel Vangelo, invece, Gesù loda il Padre per aver scelto i piccoli per farli ricchi con i segreti del Regno. I piccoli sono coloro che cercano e si affidano sempre al Signore, trovando in Lui il vero gusto che soddisfa l'anima. Is 10,5-7.13-16 Mt 11,25-27 Don Pierpaolo Maria Cilla, mercoledì 18 luglio 2018, XV settimana anno II

Qualunque cosa succeda non turbarti

Gerusalemme è assediata, il cuore del re è agitato. Il Signore gli dice di fare attenzione ma di stare tranquillo e senza timori. Non accadrà nulla di male al giusto che ripone la sua fiducia nel Signore. Il segno per riconoscere se un'anima vive nella Divina Volontà è l'assenza di ogni turbamento. Chi sta rassegnato alla Volontà di Dio ma nel suo cuore è turbato vive all'ombra della Divina Volontà, non in Essa. Is 7,1-9 Mt 11,20-24 Don Pierpaolo Maria Cilla, martedì 17 luglio 2018, XV settimana anno II

Le preghiere e i sacrifici che il Signore non gradisce

Non tutte le preghiere e le buone opere sono gradite dal Signore, ma solo quelle compiute con retta intenzione e con cuore buono. Non si può essere giusti per alcune cose e per altre no. Il male va eliminato completamente dalla nostra vita. Chi disprezza l'ordine e la disciplina nelle piccole cose non farà mai cose grandi ricche di valore, perché essere santi significa vivere nella volontà di un Altro, nella Volontà Divina. Is 1,10-17 Mt 10,34-11,1 Don Pierpaolo Maria Cilla, lunedì 16 luglio 2018, XV settimana anno II

Evangelizzare non è un mestiere ma una necessità

L'opera evangelizzatrice è costituzionale per la Chiesa. Essa si fonda sulla missione affidatale da Gesù di portare il Vangelo ad ogni creatura. Chi annuncia la Buona Novella non deve confidare solo sulla pur utile preparazione, ma soprattutto sull'azione dello Spirito di Cristo operante in lui. Chi incontra veramente Gesù sente viva la necessità di evangelizzare in ogni situazione. É necessario testimoniare il Vangelo con la propria vita animata dalla carità, dalla fede e dalla speranza. Am 7,12-15 Ef 1,3-14 Mc 6,7-13 Don Pierpaolo Maria Cilla, Domenica 15 luglio 2018, XV domenica anno B

Volare nella Divina Volontà

Neppure un passerotto cade a terra senza il volere del Padre, perché la Divina Volontà abbraccia tutto, anche le cose più piccole. É importante restare nell'abbraccio del Volere del Padre per non cadere nella paura, nella rabbia e nella continua insoddisfazione. Bisogna volare come un uccello che aprendo le ali si poggia sull'aria che tutto avvolge, immagine della Divina Volontà, e si lascia guidare dalle Sue correnti. Esso è libero di andare dove vuole, ma se chiude le ali, figura del rinchiudersi nel proprio volere, precipita. La Divina Volontà opera sempre, nella prova e nella gioia. Is 6,1-8 Mt 10,24-33 Don Pierpaolo Maria Cilla, sabato 14 luglio 2018, XIV settimana anno II

Guardate Dio e guardatevi dagli uomini

Guardarsi dagli uomini non significa vivere di sospetti, ma affidare la propria vita a Dio e non alle umane creature. Gli uomini vanno amati, serviti, e guidati alla salvezza, ma non potranno mai essere il fondamento della nostra speranza, la sorgente della nostra vita. Dice il Signore: "maledetto l'uomo che confida nell'uomo", non perché sia Dio a maledire, ma perché è l'uomo a porsi da solo in una condizione di maledizione quando cerca negli uomini quello che solo Dio può dare. Diversi esempi. Os 14,2-10 Mt 10,16-23 Don Pierpaolo Maria Cilla, venerdi 13 marzo, XIV settimana anno II, memoria di Maria SS. Rosa Mistica

Inviati ad annunciare il Regno della Divina Volontà

I discepoli sono inviati ad annunciare che il Regno è vicino, ma il Regno è già inaugurato con la venuta di Gesù. É la dinamica del già e del non ancora. Il Regno rimanda a qualcuno che vuole regnare. É la Vita stessa di Dio che, come alle origini, vuole ritornare ad essere vita della vita dell'uomo. É la Divina Volontà che desidera ritornare operante nella creatura. La nuova evangelizzazione è l'annuncio del Regno della Divina Volontà. Le conoscenze su di Esso non costituiscono una evoluzione del dogma, ma una maggiore esplicitazione del Mistero di Dio e del Sua opera di santificazione. Os 11,1-4.8-9 Mt 10,7-15 Don Pierpaolo Maria Cilla, giovedì 12 luglio 2018, XIV settimana anno II

Povertà, castità e obbedienza sono per tutti

S. Benedetto, padre del monachesimo occidentale, è stato il grande maestro di vita ascetica, che ha permesso a innumerevoli uomini di seguire Cristo sulla via dei consigli evangelici, contribuendo a diffondere in Europa la cultura e la civiltà cristiana come base della convivenza civile e religiosa. I consigli evangelici, vissuti in grado eroico dai monaci e dalle anime consacrate in genere, sono vie di santificazione per tutti ognuno secondo il proprio stato di vita. Pr 2,1-9 Mt 19,27-29 Don Pierpaolo Maria Cilla, mercoledì 11 luglio 2018, festa di s. Benedetto

Suscitare vocazioni autentiche

Perché ci sia una vocazione autentica al sacerdozio occorre l'accordo di tre volontà: quella del candidato, della Chiesa e soprattutto di Dio. Le vocazioni autentiche sono quelle che si spendono per la gloria di Dio, il combattimento contro il demonio, l'annuncio senza sosta del Vangelo del Regno, la cura di ogni sorta di male. A noi il Signore conferisce il potere e la missione di far germogliare i semi di vocazione che Lui a piene mani semina nel campo della Chiesa. Perché questo avvenga occorre avere compassione per le anime, preghiera insistente, opera vocazionale diretta e indiretta. Os 8,4-7.11-13 Mt 9,32-38 Don Pierpaolo Maria Cilla, martedì 10 luglio 2018, XIV settimana anno II

Non due ma uno, l'anima e Gesù

Il profeta Amos annuncia che un giorno il Signore farà del Suo popolo la Sua sposa fedele, ed esso Lo chiamerà: Marito mio. L'anima che si lascia dominare dalla Divina Volontà forma con Gesù una persona sola, poiché vive la stessa vita di Gesù in se, facendo suo tutto l'operato divino di Gesù. Questa intima fusione avviene però solo nel deserto, ossia nel silenzio degli attaccamenti e nel pieno abbandono della volontà umana alla Divina. La vita in Cristo non contempla agitazioni, né richieste affannose, poiché Gesù e l'anima non sono due ma uno. Os 2,16-18.21-22 Mt 9,18-26 Don Pierpaolo Maria Cilla, lunedì 9 luglio 2018, XIV settimana anno II

Il rifiuto delle profezie

Nonostante i nazaretani riconoscano nelle parole di Gesù una sapienza divina essi non accolgono le sue parole. Sono troppo condizionati dagli elementi esterni della predicazione. Per accogliere la parola di Dio, la profezia, non bisogna essere testardi e duri di cuori, ribelli e ostinati, facili a pregiudizi e condizionamenti. Occorre avere un cuore libero e disponibile ad ascoltare la voce di Dio che può parlare attraverso tutti. Il profeta è disprezzato in casa propria per una serie di fattori, non ultimo l'eccessiva confidenza, madre della diffidenza. Nessuno si senta arrivato, sazio di Parola di Dio, ma sempre bisognoso di nutrirsi di ogni Parola che esce dalla bocca di Dio. Ez 2,2-5 2Cor 12,7-10 Mc 6,1-6 Don Pierpaolo Maria Cilla, Domenica 8 luglio 2018, XIV domenica del T. O. anno B (seconda omelia)

La grazia di una spina nella carne

S. Paolo racconta di una spina nella carne che lo tormenta affinché si conservi in umiltà. Probabilmente è una dura tentazione o altro ancora più doloroso. Certamente è un mezzo per preservarlo dalla superbia. Quando noi siamo punti da una spina cosa succede? Egli prega il Signore di allontanare il tentatore da lui, e il Signore gli risponde che ciò che basta è la Grazia. La prova, il dolore, le persecuzioni, servono a distaccarci da noi stessi e dalla stima altrui per apprezzare la Grazia di Dio più della stessa vita. Anzi, di esse è bene vantarsi. Ez 2,2-5 2Cor 12,7-10 Mc 6,1-6 Don Pierpaolo Maria Cilla, sabato 7 luglio 2018, XIV domenica T. O. anno B

Ci sarà fame di Parola di Dio

Per mezzo del profeta Amos il Signore annuncia a tutti gli autori di iniquità che un giorno le loro feste si cambieranno in lutti e il sole a mezzogiorno in tenebra. In quel giorno tutti faranno penitenza e il Signore manderà sulla terra fame di ascoltare la Parola di Dio, ma sarà difficile trovarla. Parole misteriose che ci esortano a usare al meglio il tempo presente e le grazie che il Signore ci concede, specialmente quelle soprannaturali, poiché potrebbero venir meno quando meno ce lo aspettiamo. Am 8,4-6.9-12 Mt 9,9-13 Don Pierpaolo Maria Cilla, venerdì 6 luglio 2018, XIII settimana anno II

Riconoscere e sconfiggere i pensieri cattivi

Il Signore conosce tutto, anche i nostri pensieri. Anche essi devono essere santi. Invece, molto spesso, deviano verso l'ingiustizia e il giudizio. Quando sono peccato e quando no? Per combattere questa piaga diffusa occorre non mettersi nelle situazioni dove già sappiamo essere deboli. Se poi, davanti a Dio e al prossimo impariamo a sentirci nulla, difficilmente avremo pensieri cattivi, poiché essi sono figli della superbia. Am 7,10-17 Mt 9,1-8 Don Pierpaolo Maria Cilla, giovedì 5 luglio 2018, XIII settimana anno II

Odiare il male

Per chi cerca il bene e odia il male il Signore promette la vita. Anche le opere buone, se non sono fatte con retta intenzione, possono essere sgradite a Dio, poiché se il male non si odia, tanto può essere inficiato. Chi accarezza il male scherza col fuoco, e chi si lascia dominare dal male non ha in se né la vita di Dio né la pace. L'importanza di essere fermi nei confronti del male, cercando di starne alla larga e di custodire i pensieri e le parole. Am 5,14-15.21-24 Mt 8,28-34 Don Pierpaolo Maria Cilla, mercoledì 4 luglio, XIII settimana anno II

Evangelizzare chi non crede perché non vede

L'incredulità di s. Tommaso non va presa alla leggera, né deve essere disprezzata, poiché per certi aspetti è simile a quella diffusa oggi nel mondo. "Se non vedo non credo". Gesù non mortifica il desiderio dell'Apostolo ma lo accontenta. Per secoli si è prima imparato a credere e poi si è fatto esperienza viva del Cristo, ma ora si cerca prima di vedere e toccare per poi credere. Alcuni spunti di riflessione sulla Nuova Evangelizzazione e il magistero di Papa Francesco circa la pedagogia dell'accompagnamento. Ef 2,19-22Gv 20,24-29 Don Pierpaolo Maria Cilla, 3 luglio 2018, festa di s. Tommaso Apostolo

Il riposo attivo nella Divina Volontà

L'entusiasmo nel decidersi a seguire Gesù non sempre è seguito da un'effettiva disponibilità incondizionata alle esigenze della sequela. Per questo Gesù specifica alcune condizioni per essere suoi discepoli. Egli non ha dove posare il capo, così il discepolo non potrà avere altro riposo se non sul Cuore di Gesù, il Suo centro, la Divina Volontà, in un riposo attivo ininterrotto che mai cede all'inquietudine. Lo spirito contestatario che rifiuta la disciplina e l'ordine provoca gravi danni. Gesù desidera riposarsi nei cuori che riposano in Lui. Am 2,6-10.13-16 Mt 8,18-22 Don Pierpaolo Maria Cilla, lunedì 2 luglio 2018, XIII settimana anno II

Gesù medico e medicina

I tanti parallelismi tra la guarigione della emorroissa e la risurrezione della figlia di Giairo richiamano chiaramente il potere Gesù di curare tutti i mali, se solo il malato glielo permettesse attraverso la fede, anche di altri. Il pianto è diverso dalla disperazione che si potrebbe provare alla perdita di una persona cara. Gesù rimprovera l'eccessivo attaccamento umano e la poca fede, e chiama la morte: sonno. Gesù da ricco che era si è fatto povero per arricchirci. Non bisogna avere paura della povertà per amore di chi è nella necessità, piuttosto bisogna temere l'attaccamento a ciò che non sia Gesù. Sap 1,13-15; 2,23-24 2Cor 8,7.9.13-15 Mc 5,21-43 Don Pierpaolo Maria Cilla, Domenica 1 luglio 2018, XIII domenica T. O. anno B (seconda omelia)

Solo il Sangue di Gesù può arrestare le perdite di sangue

Le perdite di sangue dell'emorroissa sono figura del dissanguamento dell'anima a causa del peccato e delle facili illusioni di trovare la felicità nelle cose di questo mondo. Né i soldi, né gli uomini, né le energie investite hanno potuto salvare la donna dalla morte e dal vuoto. É Gesù l'unico salvatore. L'incontro salvifico con Cristo va realizzato a più livelli, personale e comunitario. La Grazia che sgorga in abbondanza da Lui, per mezzo del Suo Preziosissimo Sangue versato, raggiunge le ferite delle nostre anime attraverso la porta della fede, la quale se fosse chiusa o troppo piccola non lascerebbe passare l'esperienza viva della gioia del Risorto. Sap 1,13-15; 2,23-242 Cor 8,7.9.13-15 Mc 5,21-43 Don Pierpaolo Maria Cilla, Domenica 1 luglio 2018, XIII domenica del T. O. anno B

Obbedire al vescovo significa obbedire a Cristo

Il pagano centurione romano viene lodato per la sua fede impareggiabile tra i membri del popolo eletto. Egli crede nella signoria di Gesù, a cui tutto è sottomesso. All'uomo, però, Dio chiede di rimettersi alla sovranità di Cristo liberamente. Si scoprirà figlio e non servo o soldato. La Chiesa è il popolo di Dio, é la comunità dei fedeli, ma è anche una societas gerarchicamente organizzata in cui a capo c'è Cristo il quale governa il Suo gregge per mezzo dei Suoi vicari, i vescovi. L'insubordinazione, la lamentela, il risentimento, il giudizio nei confronti dei vescovi sono amarezze rivolte a Gesù stesso. Lam 2,2.10-14.18-19 Mt 8,5-17 Don Pierpaolo Maria Cilla, sabato 30 giugno 2018, XII settimana anno II

La fede professata, custodita, vissuta

La fede, come per s. Pietro, va professata. Tutte e singole le verità di fede vanno accolte, credute e professate. La fede, come per s. Paolo, va custodita, fin dalla più tenera età e fino al momento del trapasso. L'importanza dell'educazione alla fede e la custodia della Grazia. La fede, come per s. Pietro, va vissuta, specialmente nell'ora della prova ma anche in tutte le circostanze della vita. At 12,1-11 2Tm 4,6-8.17-18 Mt 16,13-19 Don Pierpaolo Maria Cilla, venerdi 29 giugno 2018, Solennità dei ss. Pietro e Paolo

Il Papa é il Papa

S. Pietro, da umile pescatore é stato eletto primo fra gli Apostoli. S. Paolo, da fiero persecutore della Chiesa è stato scelto per essere zelante costruttore di Chiese con la predicazione. Il fondamento della missione petrina, come di ogni incarico nella Chiesa é prima di tutto l'amore forte, vero e perenne per Gesù Cristo. Non ci sarebbero scandali nella Chiesa se l'amore di Cristo regnasse in tutti. Eppure ci sono, così come ci sono contrapposizioni addirittura contro il Papa stesso in nome dell'amore di Cristo. La Chiesa è mandata a elargire la Grazia, l'amore di Gesù. Ogni opera buona poi viene da se. La comunione esistente tra s. Paolo e s. Pietro è testimoniata dalla visita che il dottore e maestro fece innanzitutto al capo del collegio apostolico prima di iniziare la sua predicazione pubblica. Ubi Petrus ibi Ecclesia. At 3,1-10 Gal 1,11-20 Gv 21,15-19 Don Pierpaolo Maria Cilla, giovedì 28 giugno 2018, Messa vigiliare della Solennità dei ss. Pietro e Paolo

La vita cristiana è trasparenza del Vangelo

S. Giovanni Battista è la voce, Gesù è la Parola. Suo padre Zaccaria riacquista la voce quando obbedisce a Dio dando al figlio il nome Giovanni che significa: Dio è misericordioso. La Verità non è in contrasto con la Misericordia, così come il Diritto con la Pastorale, e la Fede con la Ragione. Il Vangelo che oggi gli uomini più facilmente sono disposti a leggere é la vita del cristiano. Per questo è importante che la nostra vita sia sempre più trasparenza di Gesù, il quale si serve di noi, come di s. Giovanni, per avvicinare gli uomini a Lui. Per compiere questa altissima missione é necessario crescere nella sottomissione, nella contemplazione, nella attenzione. Is 49,1-6At 13, 22-26Lc 1,57-66.80 Don Pierpaolo Maria Cilla, Domenica 24 giugno 2018, Solennità della Natività di s. Giovanni Battista

Anche tu sei Profeta di Gesù

Solo di s. Giovanni Battista, oltre che della Madonna, si celebra la Festa liturgica della sua nascita terrena, poiché ancor prima di venire alla luce egli già svolge la missione affidatagli da Dio: essere testimone di Gesù e preparare il popolo ad accogliere il Messia. Tutta la vita del Battista annunciano Gesù presente nel mondo: esempi. Anche ogni battezzato e cresimato ha questa missione da compiere, essere profeta di Cristo, testimone della Sua Signoria, che solo in Lui c'è vita piena e vera. Su ogni bimbo che viene concepito c'è un progetto di Dio: le parole molto toccanti di Papa Francesco. Ger 1,4-10 1Pt 1,8-12 Lc 1,5-17 Don Pierpaolo Maria Cilla, sabato 23 giugno 2018, Messa Vespertina nella Vigilia di s. Giovanni Battista

Come arricchire al massimo il nostro tesoro in cielo

I tesori vanno accumulati in cielo non in terra. I tesori veri sono i frutti della fede, le opere sante, le azioni meritevoli, la carità. Eppure se potessimo fare nostri le azioni dei santi, o quelle addirittura di Dio, saremmo ricchissimi. Per chi entra nella Divina Volontà tutto è possibile, anzi è Dio stesso che mette a nostra disposizione tutti gli atti Suoi nella Creazione, Redenzione e Santificazione, affinché li facciamo nostri, per poterli poi offrire a Lui e a tutti. 2Re 11,1-4.9-18.20 Mt 6,19-23 Don Pierpaolo Maria Cilla, venerdi 23 giugno 2018, XI settimana anno II

Rompere i legacci con le creature

Le tre opere giuste per eccellenza vanno compiute davanti a Dio e per Dio solo. Il pericolo di operare per il tornaconto personale cercando la compiacenza umana. L'importanza fondamentale di tagliare le corde che ci tengono legati alle creature, per sperimentare la bellezza di una vita vissuta nella vera libertà, unicamente per la gloria di Dio e di nessun altro. 2Re 2,1.6-14 Mt 6,1-6.16-18 Don Pierpaolo Maria Cilla, mercoledì 20 giugno 2018, XI settimana anno II

Cos'è e come si costruisce il Regno di Dio

L'opera di Gesù è stata triplice: la Redenzione, la Rivelazione, la Ricapitolazione, ovvero l'instaurazione del Regno di Dio dove Lui è il Capo in cui tutto è innestato. Il Regno di Dio ha le caratteristiche della Certezza, della Potenza e della Bellezza. La Chiesa ha la missione di continuare nella storia l'opera del Cristo, quindi anche a collaborare alla costruzione del Regno di Dio, non solo con l'azione ma anche con l'invocazione incessante e la fusione di ogni atto in Gesù, orientando tutto a Lui. Adveniat Regnum Tuum, adveniat Regnum Mariae. Ez 17,22-24 2Cor 5,6-10 Mc 4,26-34 Don Pierpaolo Maria Cilla, Domenica 17 giugno 2018, XI domenica T. O. anno B

L'impugnazione della Verità conosciuta

La misericordia presuppone sempre la giustizia, perché non lascia mai le cose come sono ma le riporta sempre in ordine. I peccati contro lo Spirito Santo. Nella Chiesa si vive di grazia, di verità e di pace. Non si possono impugnare le verità di fede che la Chiesa insegna. Nella Chiesa non c'è posto alla divisione. Gen 3,9-152Cor 4,13-5,1Mc 3,20-35 Don Pierpaolo Maria, Domenica 10 giugno 2018, X domenica del T. O. anno B

L'adulterio e la modestia

La Legge di Dio prima di essere rivelata a Mosè è iscritta nell'ordine delle cose. Il Vangelo del Matrimonio è già nella natura dell'uomo e della donna. Gesù perfeziona ciò che è già conosciuto. Il peccato nasce dal cuore prima di divenire atto. La modestia e la prudenza sono virtù sempre più necessarie. Dio non è nella violenza e nel disordine delle passioni incontrollate, ma nel venticello leggero di un Amore che accarezza corpo e anima. 1Re 19,9.11-16 Mt 5,27-32 Don Pierpaolo Maria Cilla, venerdi 15 giugno 2018, X settimana anno II

Il Cuore Immacolato di Maria è la Divina Volontà regnante

Maria non entra nella casa dove si trovava Gesù circondato dalla folla per la Sua profondissima umiltà. E Gesù non esce dopo aver ricevuto notizia della presenza della Madre. É venuto per i malati. Maria è Colei che sempre a fatto ed è vissuta nella Volontà di Dio, vedendoLa ovunque, abbracciandoLa e ricambiandoLa incessantemente. Il trionfo del Cuore Immacolato di Maria sarà la definitiva sconfitta del serpente malefico e l'avvento del Regno in cui la Volontà di Dio si compie in terra come in Cielo. Gen 3,9-152Cor 4,13-5,1Mc 3,20-35 Don Pierpaolo Maria Cilla, sabato 9 giugno 2018, X domenica del T. O. anno B - memoria del Cuore Immacolato di Maria

Il Sacro Cuore di Gesù e la santificazione dei sacerdoti

Radicarsi e fondarsi nella Carità di Cristo, conoscendo sempre più le dimensioni sconfinate dell'amorosissimo Suo Cuore. La giornata mondiale di preghiera dei sacerdoti coincide con questa solennità, poiché i sacri ministri sono chiamati ad avere lo stesso Cuore mite e umile di Gesù, poiché strumenti eletti per la santificazione del popolo. Tutti dobbiamo pregare per i sacerdoti, rispettando ed evitando giudizi e forme di attaccamento che potrebbero celarsi anche dietro una mobilità eccessiva, pur nella libertà dei figli di Dio. Occorre fare sempre attento e prudente discernimento. Os 11,1.3-4.8-9Ef 3,8-12.14-19Gv 19,31-37 Don Pierpaolo Maria Cilla, giovedì 7 giugno 2018, primi vespri Solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù

L'Eucaristia è Comunione con Gesù e con i fratelli

L'Eucaristia é il più grande dei sette sacramenti della Chiesa, ma tutta la Chiesa è radicalmente sacramentale. L'incontro con un membro vivo della Chiesa dovrebbe essere sempre trasformante. Perché questo avvenga occorre entrare in intima Comunione con Gesù attraverso la fruttuosa Comunione Eucaristica. Mangiare lo stesso pane significa formare lo stesso Corpo. Il valore e la necessità della comunione con i fratelli che l'Eucaristia rafforza nell'immagine dei chicchi di grano che diventano la materia del Sacramento. Es 24,3-8Eb 9,11-15Mc 14,12-16.22-26 Don Pierpaolo Maria Cilla, Domenica 3 giugno 2018, Solennità del Corpo e Sangue di Cristo.

Il ss. Sangue di Gesù è versato nel Sacrificio della s. Messa

La solennità del Corpus Domini è risveglio, manifestazione e celebrazione della fede nella presenza viva e reale di Gesù nel ss. Sacramento dell'Eucaristia. Il vino consacrato è veramente il SS. Sangue di Gesù, perché Egli è vera vittima di espiazione per i nostri peccati. Solo il Sangue di Dio poteva redimerci dal peccato e dalla morte. La s. Messa non è commemorazione né rinnovazione, ma ripresentazione del sacrificio di Cristo sulla Croce, come atto Supremo di adorazione, ringraziamento, riparazione e petizione al Padre. Es 24,3-8Eb 9,11-15Mc 14,12-16.22-26 Don Pierpaolo Maria Cilla, sabato 2 giugno 2018, Solennità del ss. Corpo e Sangue di Cristo

Perdere tutto per avere il Tutto

L'attacccamento alle cose che passano provoca tristezza. Il tempo dedicato a pensare a noi stessi é attaccamento che genera tristezza. Tenere, invece, la mente e il cuore fissi in Gesù è fonte di grande consolazione, poiché se ci si libera da tutto si riceve il Tutto, Gesù. L'incontro con Gesù Eucaristia ricolma il cuore di Grazie inebrianti, a condizione che il cuore sia sgombro da nubi che lo distolgono dal Vero Bene. 1Pt 1,10-16Mc 10,28-31 Don Pierpaolo Maria Cilla, martedì 29 maggio 2018, VIII settimana tempo Ordinario

La SS. Trinità come modello e vita di ogni realtà umana

La vita Trinitaria è unità nella distinzione, uguaglianza nella natura e maestà divina nella Trinità delle Persone, è amore che Tutti unisce perché la Volontà divina è una. Nessuna Persona Divina opera senza il concorso delle altre. L'uomo è stato creato ad immagine e somiglianza di Dio Trinità, e solo quando si conforma a Lei realizza se stesso. La figliolanza creaturale è solo analogia della vera figliolanza divina nel battesimo. Esempi di vita trinitaria nelle realtà umane: la famiglia, la Chiesa (realtà divina e umana), la società civile. Dt 4,32-34.39-40Rm 8,14-17Mt 28,16-20 Don Pierpaolo Maria Cilla, Domenica 27 maggio 2018, Solennità della SS. Trinità (seconda omelia)

La vita nella SS. Trinità è un dono per tutti

Dio ha rivelato Se stesso come Comunione d'Amore eterno tra Tre Divine persone uguali e distinte. La ss. Trinità ha creato gli uomini per renderli partecipi del Suo abbraccio trinitario. Tutti gli uomini, quindi, hanno diritto a ricevere il battesimo, che è la porta d'ingresso nel mistero della SS. Trinità. Per questo tutti noi, membri del popolo di Dio che è la Chiesa, siamo tenuti ad annunciare la Parola che dispone i cuori a ricevere tanta Grazia e a rianimarla nei cuori già rinnovati col battesimo. Dt 4,32-34.39-40Rm 8,14-17Mt 28,16-20 Don Pierpaolo Maria Cilla, sabato 26 maggio 2018, Solennità della SS. Trinità

Lo scandalo dato e ricevuto

Lo scandalo è un ostacolo posto alla crescita della vita di grazia. Può essere dato oppure ricevuto. È importante sapersi sempre immedesimare nel prossimo, poiché a volte possiamo essere motivo di scandalo senza nemmeno accorgercene. D'altro canto possiamo ricevere scandalo o dall'esterno, in tal caso occorre essere coraggiosi e saper operare gli opportuni tagli senza venir meno alla carità, oppure dall'interno ossia da noi stessi. Anche in questo caso il liberarsi di ciò che turba la nostra fede e serenità interiore è necessario. La radice ultima ogni scandalo è la umana volontà. Giac 5,1-6Mc 9,41-50 Don Pierpaolo Maria Cilla, giovedì 24 maggio 2018 , VII settimana T. O. memoria della Beata Vergine Maria Ausiliatrice

Le liti si spengono accogliendo la croce

La causa delle discordie sono le passioni che ribollono in noi a causa del peccato. S. Rita fin da fanciulla è stata educata all'amore a Gesù e Maria, in quell'amore dove non c'è ombra di umane passioni. S. Rita è stata una donna di pace, tutta intenta alla salvezza delle anime dei propri cari. E' abbracciando la croce che l'ira e tutte le passioni si spengono. Giac 4,1-10 Mc 9,30-37 Don Pierpaolo Maria Cilla, martedi 22 maggio 2018, memoria di s. Rita

Maria é Madre del Capo e del Corpo

La Vergine Maria è vera Madre di Gesù e del Suo mistico Corpo, la Chiesa. Come ha concepito e allevato il Figlio Divino, così nel Suo Cuore abbraccia e sostiene con materno amore tutta la Chiesa. Tutto il Popolo di Dio la riconosce e la accoglie come Madre, ponendosi singolarmente e come Chiesa tra le Sue Braccia, che sono il Rifugio più sicuro per tutti i fedeli. At 1, 12-14 Gv 19,25-34 Don Pierpaolo Maria Cilla, lunedì 21 maggio 2018, memoria di Maria Ss. Madre della Chiesa

Lo Spirito Santo è l'artista della vita spirituale

Ai quattro livelli delle cose create, nella Pentecoste viene dato all'uomo la grazia di partecipare ad uno stato di vita che non è creato, é la vita divina. Lo Spirito Santo è il maestro interiore delle anime e l'artista che ci forma a immagine di Gesù, sostenendo la nostra buona volontà quando si lascia possedere dal Soffio Divino. At 2,1-11 Gal 5,16-25 Gv 15,26-27 Don Pierpaolo Maria Cilla, Domenica 20 maggio 2018, Solennità di Pentecoste

Lo Spirito Santo è l'acqua viva che consola i cuori aridi

La Chiesa non è una Babele superba, ma è il popolo di Dio che ha come capo Cristo, come legge il Vangelo, come fine la vita eterna, come anima lo Spirito Santo. Animati dallo stesso Spirito siamo in comunione gli uni con gli altri. Lo Spirito ha messo nei nostri cuori i Suoi sette santi Doni, che vanno conosciuti per poter essere apprezzati e fatti fruttificare. Lo Spirito è il Consolatore, da Lui attingeremo la grazia di essere consolazione verso quanti sono nel pianto, nella prova, sotto la croce. Gen 11, 1-9 Rm 8,22-27 Gv 7,37-39 Don Pierpaolo Maria Cilla, sabato 19 maggio 2018, Messa vigiliare della Solennità di Pentecoste.

Il Vangelo è di tutti e si dona per mezzo dell'Amore

Il Vangelo è di tutti, va portato a tutti e in tutte le cose. Lo Spirito Santo freme nei nostri cuori perché vuole raggiungere per mezzo nostro tutti i cuori. Gli uffici nella Chiesa sono temporanei, l'amore è eterno. Se tutto dovesse cessare l'amore mai finirà. At 28,16-20.30-31Gv 21,20-25 Don Pierpaolo Maria Cilla, sabato 19 maggio 2018, VII settimana di Pasqua

L'unità nella diversità

S. Paolo si vanta di essere perseguitato a motivo della fede nella Risurrezione dei morti. La persecuzione contro noi stessi non va provocata, ma accetta qualora arrivasse. Occorre comunque essere prudenti e costruttori di unità anche nella testimonianza della fede, poiché non tutti possono accogliere subito tutto. L'unità tra noi si ha quando vi é unita di ciascuno con Dio. La Chiesa è immagine dell'Unità Trinitaria. Se lo Spirito Santo regna nei cuori è impossibile nutrire anche il minimo astio verso chiunque. La grande differenza tra diversità e divisione. At 22,30;23,6-11 Gv 17,20-26 Don Pierpaolo Maria Cilla, giovedì 17 maggio 2018, VII settimana di Pasqua

Avere una chiara direzione nella vita

Gesù prega il Padre di glorificarLo. È la gloria della Croce, ma anche dell'Ascensione al Cielo. La Gloria di Gesù sarà anche la nostra se cammineremo sulla via che porta alla Gloria. L'esempio di s. Paolo: uomo ben orientato a Cristo, tutto proteso alla missione di far conoscere il Vangelo della Grazia per portare il maggior numero alla Gloria, pronto ad ogni prova e sofferenza, perché sospinto dallo Spirito Santo. Come riconoscere se è lo Spirito Santo ad animare l'uomo. At 20,17-27 Gv 17,1-11 Don Pierpaolo Maria Cilla, martedì 15 maggio 2018, VII settimana di Pasqua.

Il nascondimento di Dio e dei santi

Dio ama nascondersi e rivelarsi, alternando entrambe queste modalità d'amore, poiché un principio fondamentale del vero amore è la nostalgia dell'amato, la ricerca amorosa dell'altro che a volte ama nascondersi. Questo potrebbe produrre afflizione, ma sarebbe solo temporanea. L'ordinarietà della vita di s. Paolo e il nascondimento della vita di Maria SS. La vita nella Divina Volontà è lasciare il comando della nostra vita a Gesù nel nascondimento del nostro cuore. At 18,1-8 Gv 16,16-20 Don Pierpaolo Maria Cilla, giovedì 10 maggio 2018, VI settimana di Pasqua

Le catene che ci fanno cantare la gioia della consolazione

Paolo e Silla vengono umiliati, duramente percossi e incarcerati. Nonostante le catene ai polsi e ai piedi cantano inni di lode al Signore. Nel Vangelo Gesù sta per essere incatenato per amore nostro, per far scendere dal cielo lo Spirito Consolatore. La gioia, anche nella prova e nel dolore, è frutto dell'azione dello Spirito Santo Consolatore in noi, della certezza che Satana è legato alle catene dell'arcangelo Michele, dall'accoglienza dell'invito della Madonna sempre a prendere la catena dolce che ci rannoda al cielo, il Rosario. At 16,22-34. Gv 16,5-11 Don Pierpaolo Maria Cilla, martedì 8 maggio 2018, VI settimana di Pasqua

Apri Signore i nostri cuori e saremo rinnovati

Il Signore ha aperto il cuore di Lidia affinché potesse comprendere e accogliere la predicazione di s. Paolo. Il Signore vuole aprire anche i nostri cuori, affinché accolgano il dono dello Spirito Santo e sia rinnovata tutta la nostra persona, ad immagine della Vergine Maria nella quale Dio è liberamente operante. At 16,11-15 Gv 15,26-16,4 Don Pierpaolo Maria Cilla, lunedì 7 maggio 2018, VI settimana di Pasqua.

Maria illuminava d'amore i cuori solo con la Sua presenza

Siamo infinitamente amati da Dio, ma questo grande Amore va cercato e incontrato perché solo se ne facciamo esperienza la nostra vita cambia. Chi ha conosciuto l'amore di Dio non può non diffondere amore intorno a sé, come Maria tanto impregnata d'Amore che ovunque spandeva amore vivendo la virtù del silenzio. Per restare nell'abbraccio d'Amore di Dio dobbiamo osservare i Suoi comandamenti, ossia amare la Sua Volontà e non la nostra. Questa è la sorgente della gioia. At 10,25-27.34-35.44-48 1Gv 4,7-10 Gv 15,9-17 Don Pierpaolo Maria Cilla, Domenica 6 maggio 2018, VI domenica di Pasqua.

Gesù ci tratta da amici, non da servi

All'amico si confida tutto. Gesù ha confidato i segreti nascosti di Dio e dell'uomo ai Suoi discepoli poiché li ha voluti come amici e non come schiavi. Egli si pone accanto a noi come fa un buon amico, per condividere la nostra vita. É importante, quindi, che rispondiamo all'amicizia offerta con l'amicizia donata a Gesù. Per crescere nell'amicizia occorre la frequentazione e il dialogo nella Verità. Parlare con Gesù, confidarsi con Lui raccontandogli tutto come si fa con l'amico del cuore ci fa crescere nell'intimità con il Signore-Amico. Stando con chi ama, si riceve e si impara ad amare con lo stesso Amore: amatevi come Io ho amato voi. At 15,22-31Gv 15,12-17 Don Pierpaolo Maria Cilla, venerdi 4 maggio 2018, V settimana di Pasqua

La dottrina della fede è immutabile

Il Vangelo e tutto il deposito della fede va conservato così come ci è stato tramandato. Se si nega o si modifica una verità, per esempio il peccato originale, crolla tutto. E dove la verità viene cambiata non c'è più Gesù, che è la Via, la Verità è la Vita, ieri oggi e sempre. Il Concilio di Trento per conservare l'unità della fede ha previsto l'uniformità delle manifestazioni di fede, il Vaticano II la varietà. Ma la sostanza della fede resta sempre la stessa. 1 Cor 15,1-8 Gv 14,6-14 Don Pierpaolo Maria Cilla, giovedì 3 maggio 2018, Festa dei ss. Filippo e Giacomo apostoli

La prima comunione non può essere l'ultima

Il nutrimento dell'anima e della vita eterna di tutta la persona è Gesù stesso. Senza mangiare ci si indebolisce e si può anche morire. La facilità di procurarsi il vero cibo sostanzioso è un invito a predisporre bene il cuore alla massima unione con Cristo, in via ordinaria. L'importanza di stare lontani dai cattivi esempi per non smarrire la fede e di ricercare specialmente nei santi modelli a cui uniformarsi. L'esempio dell'ardore di s. Caterina da Siena nel ricevere la s. Comunione. Gesù, carcerato nell'Ostia, desidera scarcerarsi in noi per farci dono della Sua vita e avere il ricambio d'amore che l'ostia non può darGli. At 9,26-31 1Gv 3,18-24 Gv 15,1-8 Don Pierpaolo Maria Cilla, Domenica 29 aprile 2018, V domenica di Pasqua (terza omelia)

Maria è la primavera dell'anima e del mondo

La memoria di s. Giuseppe lavoratore ci riporta al racconto delle origini, quando Dio creò tutte le cose perché stessero sottomesse all'uomo, nel quale regnava la Divina Volontà. Ma perdendoLa con il peccato l'uomo ha dovuto vivere un'era di grandi tribolazioni non avendo più pieno e immediato dominio sul creato. Maria, la Madre e Regina della Divina Volontà, é la primavera dell'anima che mette in fuga il disamore gelido dell'invermo, la malinconia grigia dell'autunno e le passioni infuocate dell'estate. L'importanza dei fioretti del mese di Maggio. Gen 1,26-2,3 Mt 13,54-58 Don Pierpaolo Maria Cilla, martedì 1 maggio 2017 - S. Giuseppe lavoratore

Fuori tutto...!

Il rapporto del cristiano col martirio. Il duplice martirio esterno prrsuppone il martirio interno che consiste nel liberarsi da ogni forma di attaccamento e pretese. Tutto ciò che non è amore è ricerca della propria gloria, capace di sporcare anche le opere sante rendendole infruttuose se non proprio peccaminose. La bellezza della vita vissuta nella piena libertà da sé stessi. At 14,5-18Gv 14,21-26 Don Pierpaolo Maria Cilla, lunedì 30 aprile 2018, V settimana di Pasqua - S. Mariano martire

Per una comunità cristiana che cresce nella pace

La vite con tutti i suoi tralci è l'immagine della Chiesa, del capo e delle membra a Lui unite. Il titolo di incorporazione alla vite è il battesimo che ci rende membri della prima e fondamentale nostra famiglia che è la Chiesa. La Chiesa non può essere in crisi, tutt'al più può esserlo il modo di appartenervi o di percepirla dei singoli membri. Giova dare uno sguardo retrospettivo alla prima comunità cristiana, la quale viveva nella pace, si consolidava, camminava nel timore del Signore e cresceva in numero. L'importanza dell'apostolato. At 9,26-311Gv 3,18-24Gv 15,1-8 Don Pierpaolo Maria Cilla, Domenica 29 aprile 2018, V domenica di Pasqua (seconda omelia)

I santi sbocciano dall'unità con Cristo

In un unico giorno si festeggiano numerosi e importanti santi. Sono l'immagine viva della bellezza e santità della Chiesa. Eppure senza Gesù non possiamo far nulla di valido e di santo che duri per l'eternità. Il bene va fatto bene, per amore e in unione a Gesù, come i tralci alla vita. Amare con i fatti non basta, bisogna amare anche nella Verità, cioè in unione a Gesù, attingendo da Lui la Grazia della santificazione. At 9,26-311Gv 3,18-24Gv 15,1-8 Don Pierpaolo Maria Cilla, sabato 28 aprile 2018, V domenica di Pasqua (prima omelia)

La fede in Gesù Risorto mette in fuga ogni turbamento

La Risurrezione del Crocifisso è la certezza della vittoria del Cristo su tutto e su tutti. Nulla può tenerlo imprigionato. La fede in Lui ci dona la sua stessa vittoria, per cui non ci possono essere spazi ai turbamenti umani li dove regna la fede nel Risorto, specialmente se il nostro cuore è già proteso alla casa del Padre che un giorno sarà casa nostra: il cielo! Solo Gesù è la via, la verità e la vita. Ciò deve risplendere nella testimonianza di ogni Suo apostolo, il quale non è chiamato ad attirare a se le anime a lui affidate, ma di condurle a Gesù. At 13,26-33. Gv 14,1-6 Don Pierpaolo Maria Cilla, venerdi 27 aprile 2018, IV settimana di Pasqua

Far da padrone non è cristiano

Se Gesù che è il Signore si è fatto servo degli uomini, noi non possiamo essere di più di Gesù, specialmente se abbiamo un mandato ad agire in suo nome nella Chiesa, in famiglia, nella società. L'abuso del potere è frutto dell'affermazione della propria volontà su Dio, sulla Chiesa e sul prossimo, persino sul diritto fondamentale alla vita. Siamo servitori e non padroni. Questa è autentica via di felicità e di pace. At 13,13-25. Gv 13,16-20 Don Pierpaolo Maria Cilla, giovedi 26 aprile 2018 IV settimana di Pasqua-memoria della Beata Vergine del Buon Consiglio

Il Buon Pastore e le buone pecorelle

Nella figura del Buon Pastore é racchiusa la paternità e la maternità divina. L'Amore che da alle Sue pecorelle è lo stesso Amore divino che circola eternamente nella ss. Trinità, pascolo ultimo verso cui conduce il Suo gregge. Chi sono le buone pecorelle e i buoni pastori costituiti tra il gregge, perché la Chiesa sia una famiglia felice. At 4,8-121Gv 3,1-2Gv 10,11-18 Don Pierpaolo Maria Cilla, 22 aprile 2018, IV domenica di Pasqua, giornata mondiale di preghiera per le vocazioni

Strumenti eletti che attingono vita dall'Eucaristia

S. Paolo è stato scelto per essere uno strumento eletto per portare Dio a tutti i popoli. La vita di prima non conta più. Ogni battezzato e cresimato è uno strumento eletto per lo stesso scopo, fare bene a tutti, anche se chiamato a vivere una vita solitaria. Tra le cause dell'affievolimento dell'apostolicità dei singoli fedeli vi è anche e soprattutto l'indebolimento della fede e dell'amore all'Eucaristia. Gli effetti della s. Comunione. At 9,1-20 Gv 6,52-59 Don Pierpaolo Maria Cilla, venerdi 20 aprile 2018, III settimana di Pasqua

La fede come appropriazione

Gesù risorto rimarrà in mezzo a noi fino alla fine del mondo sotto le specie eucaristiche. Ci chiede di andare a lui per avere tutti i beni che saziano veramente a nostra disposizione. L'importanza di frequentare il tabernacolo. Il Suo cibo é fare la Volontà del Padre. La bellezza di vivere cercando solo la Volontà di Dio. Credere in Gesù significa non solo aderire alle verità di fede ma appropriarsi di Gesù, di tutta la Sua vita, della Sua stessa Volontà. At 8,1-8Gv 6,35-40 Don Pierpaolo Maria Cilla, mercoledì 18 aprile 2018, III settimana del tempo di Pasqua

Tutti i morti risorgeranno

La gioia della Pasqua nasce dalla certezza che Gesù é risorto nel Suo vero corpo. Di questo ne dà direttamente le prove. Il Suo corpo risorto è glorioso, incorruttibile, impassibile, inattaccabile, immortale, divino. Per la Sua incarnazione, morte e Risurrezione tutti i morti risorgeranno alla fine dei tempi, o per la Gloria o per la condanna. Questa è verità di fede divina e cattolica da credere. Di questo siamo testimoni, perché tutti possano vivere una vita da risorti e non da cadaveri, ricadendo nel peccato. At 3,13-15.17-191Gv 2,1-5Lc 24,35-48 Don Pierpaolo Maria Cilla,15 aprile 2018, III domenica di Pasqua anno B.

Conoscere e riconoscere Gesù Risorto in mezzo a noi

Gesù appare in mezzo agli Apostoli, ma non lo riconoscono. Il loro cuore era ancora oppresso dalla paura per la fuga nell'ora della prova. Conosce veramente il Signore chi osserva i Suoi comandamenti. Chi non é oppresso dal giogo del peccato più facilmente riconoscerà le varie presenze di Gesù risorto in mezzo a noi: nella Chiesa, nella Parola, nell'Eucaristia, nei poveri, nelle vicende della vita quotidiana, in tutte le cose, perché tutto ci parla di Lui. At 3,13-15.17-19 1Gv 2,1-5. Lc 24,35-48 Don Pierpaolo Maria Cilla, sabato 14 aprile 2018, III domenica del tempo di Pasqua anno B

La Divina Volontà può moltiplicare tutto

La moltiplicazione dei pani è avvenuta non per opera umana, ma divina. Il lievito che ha virtù di moltiplicare tutto ciò che lo accoglie è la Volontà Divina, che sempre possiamo invocare a moltiplicare i nostri piccoli pani d'orzo, il nostro piccolo amore, i nostri piccoli atti umani. Abbiamo veramente poco, eppure possiamo avere molto se chiederemo a Gesù ciò che tutto può. La profezia di Gamaliele: se è volontà di Dio la Chiesa non crollerà mai. Gli effetti della comunione fatta nella Divina Volontà. At 5,34-42Gv 6,1-15 Don Pierpaolo Maria Cilla, venerdi 13 aprile 2018, II settimana di Pasqua

Dio ha tanto amato il mondo

Dio ha dato Suo Figlio al mondo prima ancora che il mondo fosse, poiché il primo atto ad extra della SS. Trinità è stato l'incarnazione del Verbo. Poi ha donato Suo Figlio nel tempo e nello spazio della creazione, fatto uomo nel Fiat Mihi di Maria. E dopo che l'uomo lo ha eliminato dal mondo con la Sua uccisione Dio Lo ha ridato al mondo per una Creazione nella Gloriosa Risurrezione. Il giudizio è già in atto in noi, nel nostro accogliere o rifiutare Gesù Luce del mondo. At 5,17-26Gv 3,16-21 Don Pierpaolo Maria Cilla, mercoledì 11 aprile 2018, II settimana di Pasqua

L'insondabile Divina Misericordia

La Festa della Divina Misericordia è stata voluta direttamente da Gesù, perché venisse annunciato al mondo il lieto messaggio che Egli fa nuove tutte le cose. Occorre solo piena fiducia, umiltà e abbandono nella insondabile Misericordia di Dio. Come fuoco consuma per sempre ogni peccato, e mai più si avrà ricordo. E nell'eccesso della Divina Misericordia color che oggi faranno la comunione in stato di Grazia riceveranno il perdono di "tutte le colpe e le pene". La risposta dell'uomo è il contraccambio d'amore verso Dio, che parte dal l'osservanza dei comandamenti, e nel divenire Misericordia verso i fratelli. At 4,32-351Gv 5,1-6Gv 20,19-31 Don Pierpaolo Maria Cilla, 8 aprile 2018, II domenica di Pasqua Festa della Divina Misericordia.

Gesù desidera fare Pasqua da te

Ogni peccato è sempre un tradimento di Dio. In cambio di cosa? Miseri 30 spiccioli di soddisfazioni passeggere. L'irrazionalità del peccato. Gesu vuole fare Pasqua in ciascuno di noi. Sarà possibile se in questa Quaresima avremo fatto morire la causa della morte in noi: il peccato e le umane passioni. Prudenza per l'arrivo del tempo di Pasqua, tempo di gioia ma non di dissipazioni. Is 50,4-9. Mt 26,14-25 Don Pierpaolo Maria Cilla, 28 marzo 2018 mercoledì santo

La Croce è glorificazione, il peccato è dannazione

Nonostante le numerose premure e l'infinito Amore riversato su Giuda, questi si ostina nel peccato. Satana entra in Lui. La Croce, invece, é amore, obbedienza, luce di purezza, scuola di umiltà, rinunzia ad ogni attaccamento. L'errore di Pietro, e forse anche il nostro, è credersi forte e sicuro di non cadere. Is 49,1-6 Gv 13,21-33.36-38 Don Pierpaolo Maria Cilla, 27 marzo 2018 martedì santo

Dare tutto a Colui che ci ha dato tutto

L'unzione di Betania agli occhi di Giuda è spreco di denaro. Bene, allora dobbiamo sprecare tutto per Gesù, poiché con Lui nulla va perduto ma tutto si moltiplica in anime beneficate e salvate. Essere sempre nella disposizione di privarsi per offrire a Gesù qualunque cosa in sacrificio. Di fronte a due scelte, quella che costa qualche sacrificio da offrire a Gesù è spesso la migliore. Non anteporre nulla a Gesù, né beni, né persone, né affetti. Egli ci ha dato tutto e ci chiede tutto. Is 42,1-7Gv 12,1-11 Don Pierpaolo Maria Cilla, lunedì 26 marzo 2018, lunedì santo

Il grande insegnamento della Passione

La Passione e morte di Gesù è modello per ciascun fedele di come si vive. Il 25 marzo è la solennità dell'Annunciazione del Signore a Maria, liturgicamente spostata, ma con profondi nessi con la Domenica di Passione. Gesù inizia la Sua Passione dal momento in cui viene concepito, e il Fiat di Maria è un si definitivo ad una vita tutta donata in sacrificio perpetuo. La Passione di Gesù ci insegna il silenzio, la fortezza, l'umiltà, la pazienza, la benignità, la preghiera per i poveri peccatori, l'obbedienza alla Volontà del Padre, la mortificazione per riparare i peccati, etc. Is 50,4-7 Fil 2,6-11 Mc 14,1-15,47 Don Pierpaolo Maria Cilla, Domenica 25 marzo 2018, Domenica delle Palme anno B

La Passione di Gesù è la sorgente della Divina Misericordia

Per lavare il peccato dell'uomo Dio era necessario che sgorgasse una sorgente di sangue divino: il sangue di Gesù che continua a scorrere nei sacramenti della Chiesa. Per fare santamente Pasqua di Risurrezione bisogna vivere bene la settimana più santa dell'anno, decidendoci a lasciarci spogliare di tutto come Gesù, a riconoscerci poveri peccatori bisognosi della Misericordia di Dio, accostandoci con piena fiducia al Confessionale. Mc 14,1-15,47 Don Pierpaolo Maria Cilla, sabato 24 marzo 2018, Domenica delle Palme anno B

La vera libertà

La libertà che ci dona Gesù è da cio che ci rende veramente schiavi e rovina noi stessi: il peccato e l'umana volontà autonoma da Dio. Solo la Verità puo renderci liberi davvero, e la Verità è la persona di Gesù e la Parola che Lui insegna. Non "libertà di" ma "libertà da" e "libertà per" essere santi. Dn 3,14-20.46-50.91-92.95 Gv 8,31-42 Don Pierpaolo Maria Cilla, mercoledì 21 marzo 2018, V settimana di Quaresima anno B

L'amarezza di una vita senza Dio

Gesù anticipa la sorte futura dei farisei: morire nei propri peccati. I serpenti dell'Esodo sono l'immagine dei peccati che mordono a morte le anime. La salvezza é in Colui che si è fatto peccato e si è lasciato inchiodare al palo. Avere fede é condizione imprescindibile per ottenere la fede. Senza la vera fede in Gesù la vita non ha alcun senso. Nm 21,4-9 Gv 8,21-30 Don Pierpaolo Maria Cilla, martedì 20 marzo 2018, V settimana di Quaresima anno B

La Nuova ed Eterna Alleanza nel Sangue di Gesù

La Passione di Gesù é il tempo della Sua glorificazione. Dove c'è la croce li ci attende la Gloria. Sulla Croce Gesu realizza nel Suo Sangue la Nuova Alleanza tra il Cielo e la terra, e il principe di questo mondo, il diavolo, viene gettato fuori dalle anime, per lasciare il posto alla Grazia. Gesù sofferente diventa mite agnellino condotto al macello, esempio di come si porta la Croce nell'ubbidienza alla Volontà di Dio. Ger 31,31-34 Eb 5,7-9 Gv 12,20-33 Don Pierpaolo Maria Cilla, Domenica 18 marzo 2018, V domenica di Quaresima anno B

L'ora del dolore é l'ora dell'Amore

Gesù si fa incontrare soprattutto nell'ora della Croce. Lui ci insegna a far diventare l'ora del dolore l'ora dell'Amore Supremo. Se il chicco muore, cioe si sacrifica, da frutti. L'importanza del sacrificio come costitutivo essenziale della vita del cristiano, via necessaria per la pace e la Gloria della Risurrezione. Ger 31,31-34 Eb 5,7-9 Gv 12,20-33 Don Pierpaolo Maria Cilla, sabato 17 marzo 2018, V domenica di Quaresima anno B

Vita eterna, giudizio e Risurrezione

Gesù si attira l'odio degli uomini perché dice la Verità su se stesso: Egli è Dio, Figlio del Padre. Egli dà la vita a coloro che ascoltano la Sua Parola e credono al Padre. Costoro non vanno incontro al giudizio. La Risurrezione sarà per tutti, ma non per tutti sarà vita. Dio non ci abbandona mai, siamo noi a farlo spesso. Is 49,8-15 Gv 5,17-30 Don Pierpaolo Maria Cilla, mercoledì 14 marzo 2018, IV settimana del tempo di Quaresima anno B

Captare l'Amore di Dio per ricambiarlo

Il primo comandamento é alquanto articolato. Amare Dio con tutto noi stessi é possibile se sapremo metterci alla ricerca dell'Amore di Dio. Vedere, toccare e fare esperienza di Esso é forza per Amarlo. Riconoscere anche i falsi dei che rubano l'amore che dovrebbe essere per l'Unico vero Dio. Os 14,2-10 Mc 12,28-34 Don Pierpaolo Maria Cilla, venerdi 9 marzo 2018, III settimana di Quaresima anno B

Continuità, mai rottura

Gesù porta alla perfezione e al compimento la Legge antica. Non la distrugge facendone una completamente nuova. Ermeneutica della continuità e non della discontinuità. Ecclesia semper reformanda ma nel solco della fedeltà alla Tradizione, poiché la Legge di Dio mai può cambiare, anzi va osservata e insegnata nei minimi dettagli. Questa è saggezza e intelligenza. Dt 4,1.5-9 Mt 5,17-19 Don Pierpaolo Maria Cilla, mercoledì 7 marzo 2018, III settimana di Quaresima anno B

Dare e chiedere perdono

Perché perdonare? Quando diventa facile perdonare? Come e quando perdonare e chiedere perdono? La virtù della Carità é messa a dura prova. Dn 3,25.34-43 Mt 18,21-35 Don Pierpaolo Maria Cilla, martedì 6 marzo 2018, III settimana di Quaresima anno B

Lo Spirito Santo abita nel tempio che siamo noi

Chi è lo Spirito Santo. Con il sacramento della Chiesa viene ad abitare con i Suoi doni nell'anima per trovare le sue delizie e a dare forza per la costruzione del Regno. L'importanza di tenere il cuore pulito dalla sporcizia dell'egoismo attraverso l'osservanza delle dieci Parole, che sono le dieci vie per la propria felicità. L'azione dello Spirito Santo e l'azione del maligno. Es 20,1-17 1Cor 1,22-25 Gv 2,13-25 Don Pierpaolo Maria Cilla, Domenica 4 marzo 2018, III domenica di Quaresima anno B (seconda omelia)

Ripulire e ricostruire il tempio della nostra anima

Il tempio di Dio che è in noi merita ordine e pulizia. É importante porsi in ascolto della Parola, perché scuota i cuori e susciti in noi il desiderio di cacciare fuori l'egoismo e il peccato. La costruzione dell'edificio spirituale va fatto tenendo presente il progetto di Dio indicato nei 10 comandamenti. La forza per agire la troveremo nell'amore alla croce. Es 20,1-17 1Cor 1,22-25 Gv 2,13-25 Don Pierpaolo Maria Cilla, Domenica 4 marzo 2018, III domenica di Quaresima anno B (prima omelia)

O fieri flagelli ferite quest'anima

Siamo noi, con i nostri peccati, a far soffrire Gesù la Sua dolorosa Passione. Essere pronti a tutto, pur di consolare Gesù, anche a soffrire al suo posto, accettando con gratitudine il dono di qualunque croce, purché Lui sia sollevato. Gen 37,3-4.12-13.17-28 Mt 21,33-43.45 Don Pierpaolo Maria Cilla, venerdi 2 marzo 2018, II settimana di Quaresima anno B (seconda omelia)

Stare dalla parte dei perdenti

La vicenda di Giuseppe, figlio di Giacobbe e del figlio del padrone della vigna, entrambi duramente perseguitati da coloro che avrebbero dovuto amarli, richiama direttamente la Redenzione operata da Cristo. Egli ha scelto liberamente di farsi scartare dagli uomini, per diventare la pietra d'angolo dell'umanità redenta. Chi accetta di percorrere la via stretta della croce che porta nel profondo dell'umiliazione sarà innalzato e onorato grandemente. Gen 37,3-4.12-13.17-28 Mt 21,33-43.45 Don Pierpaolo Maria Cilla, venerdi 2 marzo 2018, II settimana di Quaresima anno B

I servi non hanno pretese

All'annuncio della Passione la madre dei figli di Zebedeo chiede i primi posti per i figli in cielo. La condizione per accedervi é bere il calice della passione e della croce. L'atteggiamento da assumere, però, non è cercare i primi posti ma gli ultimi. Sentirsi servi, schiavi, significa avere profonda umiltà. La ministerialità dei sacri Pastori, degli sposi, di tutti i fedeli. Ger 18,18-20 Mt 20,17-28 Don Pierpaolo Maria Cilla, mercoledì 28 febbraio 2018, II settimana di Quaresima anno B

Operazione verità

Operazione verità Riconoscere le proprie debolezze é principio di saggezza. Tutti siamo chiamati ad imparare a fare il bene e ad evitare il male. Ma da soli non sempre possiamo farcela. La Chiesa è santa in quanto realtà divina, ma in quanto realtà che porta in se l'umano soffre per le incoerenze e ipocrisie di alcuni suoi figli. Quando ci sono difficoltà occorre fare verità sul proprio vissuto e con umiltà chiedere aiuto nella Chiesa a chi é deputato a farlo. Guai a coloro per i quali avvengono scandali. Prima che avvengano agiamo. Is 1,10.16-20 Mt 23,1-12 Don Pierpaolo Maria Cilla, martedì 27 febbraio 2018, II settimana di Quaresima anno B

Dio ci chiede sacrifici per darci benedizioni

Dio vuole costruire con Abramo una storia immensa che, però, richiede una virtù essenziale: la fede, quella vera. Nei doni stupendi che Dio fa ad Abramo si inserisce la richiesta di sacrificare il suo unico figlio, quello avuto per grazia speciale. Abramo obbedisce senza pensare né obiettare. Anche a noi Dio chiede sacrifici e atti di fede, per essere liberi e tutti Suoi. Il premio sarà cento volte tanto quaggiù e la vita eterna lassù. La benedizione é il frutto dell'obbedienza, la maledizione, invece, é la conseguenza della disobbedienza del peccato. Gen 22,1-2.9.10-13.15-18 Rm 8,31-34 Mc 9,2-10 Don Pierpaolo Maria Cilla, Domenica 25 febbraio 2018, II domenica del tempo ordinario anno B

La Bellezza Divina é dietro la croce

La necessità di passare attraverso molte tribolazioni, prove e croci per entrare nella Gloria della Risurrezione. Dopo l'annuncio della passione, il Signore si trasfigura per manifestare agli apostoli la meta che li attende. Pietro scopre la bellezza del partecipare alla divinità di Cristo. É il dono battesimale che mai dobbiamo perdere col peccato. La meta non è lontana, é vicina, e il pensiero di essa deve rincuorarci nel cammino non facile ma bello della croce. Gen 22,1-2.9.10-13.15-18 Rm 8,31-34 Mc 9,2-10 Don Pierpaolo Maria Cilla, sabato 24 febbraio 2018, II domenica del tempo ordinario anno B

Infinitamente amati, infinitamente odiati

I molteplici significati della penitenza quaresimale. Gesù permette a Satana di tentarlo per poterlo sconfiggere e dare a noi la Sua vittoria. Così anche noi, come Gesù, dobbiamo combattere, sapendo che la vittoria é già stata ottenuta da Gesù. Siamo infinitamente amati da Dio e infinitamente odiati da Satana, non diamolo per scontato. Satana non dorme, siamo noi che dormiamo. Satana entra anche attraverso piccole fessure. La pace messianica e la fretta nella conversione. Gen 9,8-15 1Pt 3,18-22 Mc 1,12-15 Don Pierpaolo Maria Cilla, Domenica 18 febbraio 2018, I domenica di Quaresima anno B

Come si accoglie la predicazione

La Misericordia e la Giustizia in Dio sono concordi. Le quattro possibili risposte alla predicazione del Vangelo. I niniviti scelgono la più perfetta: penitenza e rettifica della propria condotta. La malvagità di chi vuole segni ma non vuole aprire il cuore. Il Giudizio sarà severo verso chi ha avuto tanto ma a corrisposto poco. Gio 3,1-10 Lc 11,29-32 Don Pierpaolo Maria Cilla, mercoledì 21 febbraio 2018, I settimana di Quaresima anno B

Una preghiera sconosciuta: il Padre Nostro

Gesù insegna a pregare, non a forza di parole ma donando loro la preghiera che é scuola e modello di ogni preghiera. Il Padre nostro spiegato in ogni espressione, in particolare nel suo cuore: Venga il Tuo Regno, sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra. É il Regno della Divina Volontà che attendiamo e invochiamo da 2000 anni anche senza saperlo. Esempi attuali del trionfo dell'umana volontà: l'essenza del Diritto inteso in senso volontaristico e l'ideologia del gender. Is 55,10-11 Mt 6,7-15 Don Pierpaolo Maria Cilla. Martedì 20 febbraio 2018, I settimana di Quaresima anno B

Non di solo pane vive l'uomo

Non siamo solo corpo, ma soprattutto spirito, spirito incarnato. La gloria del corpo dipende dalla gloria dell'anima, e non il contrario. La cura l'anima vale più della cura del corpo. L'importanza di mortificare le tante fami dell'uomo che spengono la grande fame di Cristo, pane vivo e vero. Gen 9,8-15 1Pt 3,18-22 Mc 1,12-15 Don Pierpaolo Maria Cilla, Domenica 18 febbraio 2018. I domenica di Quaresima anno B (terza omelia)

Gesù Cristo é morto al posto nostro

La distruzione delle acque del diluvio sono state provocate dal grande peccato degli uomini. Dopo, però, Dio decide di non distruggere più la creazione, ma di fare con essa un'alleanza, che l'uomo, da parte sua, continuerà ad infrangere. Ecco che il peccato, che significa morte, si abbatte sulla vittima innocente, il Figlio Unigenito del Padre. Le acque del diluvio sono prefigurazione delle acque del battesimo che non danno la nostra morte ma quella del peccato. Gen 9,8-15 1Pt 3,18-22 Mc 1,12-15 Don Pierpaolo Maria Cilla, Domenica 18 febbraio 2018. I domenica di Quaresima anno B (seconda omelia)

La Quaresima, sacramentale della conversione

Cosa sono i sacramenti. La Quaresima é segno sacramentale della nostra conversione, tempo di grazie speciali per suscitare la nostra santificazione e la rinuncia al peccato e a ogni difetto. Occorre, però, la nostra corrispondenza. L'importanza di ascoltare la predicazione per attivare il processo di conversione fino al rinnovamento della condotta. Gen 9,8-15 1Pt 3,18-22 Mc 1,12-15 Don Pierpaolo Maria Cilla, sabato 17 febbraio 2018. I domenica di Quaresima anno B

Il digiuno esteriore ed interiore

Il valore del digiuno per la vita cristiana. La disciplina della Chiesa. Le pratiche esteriori come ausilio alle purificazioni interiori. Is 58,1-9a Mt 9,14-15 Don Pierpaolo Maria Cilla, venerdi 16 febbraio 2018, venerdi dopo le ceneri

La devozione al Volto Santo di Gesù

Il Santo Volto di Gesù, sputato, insultato, graffiato, schiaffeggiato, coronato di spine, va amato, riparato e consolato. É Gesù stesso che lo chiede alla Beata suor Maria Pierina. "Chi mi contempla, mi consola". É la migliore riparazione al Carnevale e la più opportuna preparazione immediata alla Quaresima. Giac 1,12-18 Mc 8,14-21 Don Pierpaolo Maria Cilla, martedì 13 febbraio 2018, VI settimana del tempo ordinario anno B, memoria del santo Volto

L'amore cambia il dolore in delizia

Giornata mondiale del malato. La malattia non è un male assoluto tale da giustificare qualunque mezzo per eliminarlo. La vera grande malattia è il peccato che rende l'anima mostruosa. La guarigione del lebbroso ci ricorda l'autentica misericordia di Dio, che a causa della disobbedienza dell'uomo prende al suo posto le conseguenze dei suoi peccati. Tutto però, se è a gloria Dio, tramite l'amore viene cambiato in dolcezza. Lv 13,1-2.45-46 1Cor 10,31-11,1. Mc 1,40-45 Don Pierpaolo Maria Cilla, Domenica 11 febbraio 2018, VI domenica del tempo ordinario anno B

Fare bene tutte le cose

Come Gesù anche noi dobbiamo fare bene tutte le cose che facciamo, anche quelle più umili e semplici. Farle con Gesù, stando alla Sua presenza. Farle per Gesù, con l'intenzione di amarlo, glorificarlo, ringraziarlo. Farle in Gesù, immaginando di stare dentro di Lui, come se fosse Lui a fare tutto. E così dare voce ai muti e udito ai sordi, facendo tutto per noi e per tutti. 1Re 11,29-32; 12,19 Mc 7,31-37 Don Pierpaolo Maria, mercoledì 7 febbraio 2018, V settimana del tempo ordinario anno B

Riordinare il cuore

Il Signore dichiara puri tutti i cibi, superando il legalismo giudaico. Non è quello che entra ma ciò che esce dall'uomo a renderlo impuro. Il cuore va riordinato a partire dal suo centro che è la volontà, la quale va ricentrata nella Divina Volontà. É importante essere re del proprio cuore, nella fedeltà a Dio, così da risplendere nella nostra vera dignità. 1Re 10,1-10 Mc 7,14-23 Don Pierpaolo Maria, mercoledì 7 febbraio 2018, V settimana del tempo ordinario anno B

Nessuno può annullare la Parola di Dio

Il rapporto tra le tradizioni legali giudaiche e la Nuova Legge della Grazia che ci rende liberi. I farisei hanno tentato di annullare la Parola di Dio caricando la gente di tante norme, oltre che a trovare sempre il modo per eludere la Legge Dio a vantaggio personale. L'importanza di conoscere, amare e fare la Volontà di Dio, pronti anche al martirio se qualcuno volesse impedircelo. 1Re 8,22-23.27-30. Mc 7,1-13 Don Pierpaolo Maria Cilla, martedì 6 febbraio 2018, V settimana del tempo ordinario anno B

Guai a me se non annuncio il Vangelo!

L'impegno quotidiano di Gesù: operare il bene, annunciare il Vangelo, pregare. Anche i laici sono partecipi della missione profetica di annunciare il Vangelo, specialmente i genitori e i padrini. L'annuncio va fatto con le parole, fedeli a ciò che si annuncia, e con la testimonianza della Carità, della Gioia e della Santa Purezza. Tutto vano, però, se non è avvenuto l'incontro vivo con Gesù, che va coltivato nella preghiera costante. Gb 7,1-4.6-7 1Cor 9,16-19.22-23 Mc 1,29-39 Don Pierpaolo Maria Cilla, domenica 4 febbraio 2018, V domenica del tempo ordinario anno B

Il male, le malattie e la vittoria del Redentore

Gesù non è venuto solo a guarire le malattie, ma la causa di ogni malattia, disordine, sofferenza che è presente nel mondo: il distacco della volontà umana da quella Divina. L'uomo è uscito perfetto dalle mani di Dio, e ritornerà a Lui perfetto. Le sue imperfezioni e dolori sono conseguenza delle sue scelte erronee. Gesù nella Sua Passione si è caricato del male e delle malattie. Sta a noi accostarci a Lui per ottenere la salvezza. Chi ha la Grazia di Gesù non teme il male e le malattie, ma sa trasformare anche il dolore in luce di speranza. Gb 7,1-4.6-7 1Cor 9,16-19.22-23 Mc 1,29-39 Don Pierpaolo Maria Cilla, sabato 3 febbraio 2018, V domenica del tempo ordinario anno B

L'errore di uno e gli effetti sugli altri

L'ennesimo peccato di Davide subisce la pena dovuta, le cui conseguenze si ripercuotono su tutto il popolo. La colpa è personale ma le conseguenze possono interessare altri a cui si è legati, specie se da vincoli di autorità. Le ingiustizie sociali, la situazione educativa, la questione giovanile: s. Giovanni Bosco, educatore e precursore della Dottrina sociale della Chiesa. 2Sam 24,2.9-17. Mc 6,1-6 Don Pierpaolo Maria Cilla, mercoledì 31 gennaio 2018, IV settimana del tempo ordinario anno B, memoria di s. Giovanni Bosco.

La solidarietà spirituale con chi è contro Dio

Il Re Davide piange perché il suo nemico é morto: era suo figlio. Dio non gode della morte del peccatore, ma lo cerca e lo attira a se. Ha preferito consegnare alla morte il Suo unico Figlio pur di salvare noi. Eppure i richiami di Dio poche volte li riconosciamo e assecondiamo. E quando ci accostiamo a Gesù, nell'ora della prova, non sempre lo facciamo con fede. Tutta la folla era in contatto con Gesù, ma solo una donna lo ha avvicinato con fiducia e amore ed è stata guarita. 2Sam 18,9-10.14.24-25.30;19,1-4 Mc 5,21-43 Don Pierpaolo Maria Cilla, martedì 30 gennaio 2018, IV settimana del tempo ordinario anno B

La Verità è una sola!

L'insegnamento di Gesù sconvolge i demoni. Gesù è l'unica Verità che la Chiesa ancora oggi continua ad annunciare. Chi non ascolta o, peggio, rifiuta la Verità si comporta come il demonio. Accogliere e vivere la Verità è via certa di felicità. La dittatura del relativismo è in atto. La memoria di s. Tommaso d'Aquino ci ricorda la grande sapienza dei dottori della Chiesa. Dt 18,15-20 1Cor 7,32-35 Mc 1,21-28 Don Pierpaolo Maria Cilla, Domenica 28 gennaio 2018, IV domenica del tempo ordinario anno B

La fede schietta

L'incipit della seconda lettera di s. Paolo a Timoteo: l'opera della volontà di Dio in s. Paolo, Grazia, Misericordia e pace sul figlio s. Timoteo, lodato per la sua fede schietta imparata in famiglia. L'umiltà vera non è solo un sentimento, ma un esserlo veramente. 2Tm 1,1-8 Lc 22,24-30 Don Pierpaolo Maria Cilla, mercoledì 26 gennaio 2018, memoria dei ss. Timoteo e Tito

La casa di Dio per noi é la Chiesa

Dio promette al re Davide di costruirgli una casa, frutto della sua discendenza. É la Chiesa, popolo di Dio, dove e per mezzo della quale Gesù semina il buon seme della Grazia e della Parola in tutti i cuori, a prescindere dalla disponibilità di questi ad accogliere il buon seme. Il servizio sacro dei Pastori non può essere confuso con l'umana categoria di spirito d'iniziativa. 2Sam 7,4-17 Mc 4,1-20 Don Pierpaolo Maria Cilla, mercoledì 24 gennaio 2018, III settimana del tempo ordinario anno B

La volontà di Dio è l'ordine in tutte le cose

L'entusiasmo, la venerazione, la considerazione del re Davide verso l'arca dell'alleanza sono solo l'ombra di quelle che dovremmo avere verso il tabernacolo e la SS. Eucaristia. La volontà di Dio é innanzitutto l'ordine che il Signore ha impresso in tutte le cose che esistono, e che va riconosciuto con la ragione e vissuto. L'esempio del matrimonio. 2Sam 6,12-15.17-19 Mc 3,31-35 Don Pierpaolo Maria Cilla, martedì 23 gennaio 2018, III settimana del tempo ordinario anno B

La predicazione é un dovere di tutti i fedeli

La conversione scaturisce dalla predicazione che, quindi, non è da disprezzare né da sottovalutare. La predicazione scuote i cuori e li dispone ad accogliere la salvezza. Gesù chiama collaboratori nella predicazione e questi sono tutti i battezzati, ognuno secondo il proprio stato. L'esempio della predicazione di Giona. Gio 3,1-5.10 1Cor 7,29-31 Mc 1,14-20 Don Pierpaolo Maria Cilla, Domenica 21 gennaio 2018, III domenica del tempo ordinario anno B

L'urgenza della conversazione e l'esempio di s. Antonio

Le prime parole di Gesù nel Vangelo di Marco sono una forte esortazione a cambiare strada, a convertirsi subito, senza rimandare a domani quello che possiamo fare oggi. Difatti il tempo si è fatto breve e il cuore è ancora lontano dal Signore. Tutti abbiamo ancora molto in cui convertirci. S. Antonio abate, esempio sublime di vita tutta spesa per la propria ed altrui santificazione. Gio 3,1-5.10 1Cor 7,29-31 Mc 1,14-20 Don Pierpaolo Maria Cilla, sabato 20 gennaio 2018, III domenica del tempo ordinario anno B

Combattere contro il male nella fedeltà alla Chiesa

Il combattimento tra Davide e Golia é immagine di quello tra Gesù e Satana. Ognuno di noi deve affrontare quotidianamente il combattimento contro le tenebre, indossando le armi di Davide e Gesu: umiltà, fiducia in Dio, amore alla croce. La fedeltà all'insegnamento dei Pastori é garanzia assoluta nella conoscenza della Volontà di Dio è nella interpretazione della Sua Legge e del santo Vangelo. 1Sam 17,32-33.37.40-51 Mc 3,1-6 Don Pierpaolo Maria Cilla. Mercoledì 17 gennaio 2018, II settimana del tempo ordinario anno B, s. Antonio abate

L'inganno dell'apparenza

Dio non guarda quello che guarda l'uomo. L'uomo vede l'apparenza, Dio, e solo Lui, vede il cuore. Tutto è stato creato per l'uomo, ma l'uomo è stato creato per Dio. Per questo l'uomo è tenuto a dare a Dio il contraccambio di amore e di ringraziamento per tutto e per tutti. 1Sam 16,1-13 Mc 2,23-28 Don Pierpaolo Maria Cilla, martedì 16 gennaio 2018, II settimana del tempo ordinario anno B

La vocazione di tutti e di ciascuno

I grandi insegnamenti della vocazione di Samuele: Dio chiama tutti alla santità attraverso chiamate specifiche; la prontezza nella risposta; la generosità nella rinuncia ai propri progetti; la disponibilità al sacrificio; il ruolo della guida spirituale. 1Sam 3,3-10.19 1Cor 6,13-15.17-20 Gv 1,35-42 Don Pierpaolo Maria Cilla, Domenica 14 gennaio 2018, II domenica del tempo ordinario anno B

Discepoli di Gesù, non alunni

Lo sguardo e la parola di s. Giovanni Battista, pregni di fede, spingono due suoi discepoli ad andare incontro a Gesù. Non cercano una dottrina ma una persona, e Gesù spalanca loro il cuore della Sua intimità, perché accolgano in loro la Sua vita divina. Essere discepoli significa accogliere, imitare, vivere il Divino Maestro, e non solo ascoltarlo. La purezza, per esempio, non è una dottrina ma é una dimensione costitutiva dell'essere persona e discepolo di Gesù. 1Sam 3,3-10.19 1Cor 6,13-15.17-20 Gv 1,35-42 Don Pierpaolo Maria Cilla, sabato 13 gennaio 2018, II domenica del tempo ordinario anno B

Ora et labora

Una giornata tipica di Gesù. Preghiera e lavoro. La Preghiera notturna, nella solitudine e nel silenzio, fatta di amore e ascolto. L'importanza di recuperare, finché siamo in tempo, la preghiera come fonte di vita per l'anima e quindi per tutte le cose. Il silenzio come dimensione fondamentale per ascoltare Dio, e rispondere alla Sua Parola, sull'esempio di Samuele. 1Sam 3,1-10.19-20 Mc 1,29-39 Don Pierpaolo Maria Cilla, mercoledì 10 gennaio 2018, I settimana tempo ordinario

L'autorità di Gesù e quella degli uomini

Gesù insegnava con autorità, poiché é la Parola di Dio fatta carne ed è il Signore di tutte le cose. Nella giungla delle tante e spesso inutili e dannose parole umane facciamo spazio alla Parola dell'autorità di Cristo. Le autorità umane non sono mai assolute ma sempre soggette all'unica vera autorità di Cristo, a cui dovranno ispirarsi e un giorno rendere conto. 1Sam 1,9-20 Mc 1,21-28 Don Pierpaolo Maria Cilla, martedì 9 gennaio 2018, I settimana tempo ordinario

Dio si è fatto come noi per farci come Lui

L'Epifania della SS. Trinità nel Battesimo di Gesù. Gesù santifica le acque che diverranno segno del sacramento del battesimo in acqua sangue e Spirito Santo. I doni ricevuti nel battesimo e l'importanza di farli fruttificare. All'acqua della Grazia si viene ad attingere senza denaro. La vittoria della vita sulla morte in Gesù salvatore. Is 55,1-11 1Gv 5,1-9 Mc 1,7-11 Don Pierpaolo Maria Cilla, Domenica 7 gennaio 2018, Festa del Battesimo del Signore

Le tre Epifanie e il cammino dei cercatori di Dio

Il valore e il significato liturgico ed esistenziale dell'Epifania. L'Epifania ai pagani, ai giudei e ai discepoli. La figura dei santi Magi come emblema di ogni uomo chiamato a conoscere, accogliere e adorare il mistero della salvezza e della divinità di Cristo. Il sacrificio, il coraggio, l'umiltà, la gioia dei Magi. La figura stupenda della stella. Is 60,1-6 Ef 3,2-3a.5-6 Mt 2,1-12 Don Pierpaolo Maria Cilla, sabato 6 gennaio 2018, Solennità dell'Epifania del Signore

Chi incontra Gesù avrà la forza per seguirlo

Il Cuore di Dio é più grande del nostro. Chi riconosce in Gesù il Figlio di Dio trova la forza per compiere le opere di Dio e avrà in dono la vita divina. Il segno che veramente abbiamo incontrato Gesù è la virtù della Carità che cresce in noi. 1Gv 3,11-21 Gv 1,43-51 Don Pierpaolo Maria Cilla, venerdi 5 gennaio 2018, primo venerdì del mese tempo di Natale anno B

Distaccati da tutto

La libertà profonda di s. Giovanni Battista e dei suoi discepoli che lasciandolo seguono Gesù. Il Divin Maestro li accoglie nella Sua dimora, permettendo loro di entrare in intima comunione con Lui proprio perché distaccati da tutto. Chi è tutto di Gesù, secondo la giustizia divina, può essere un credibile mezzo di evangelizzazione per gli altri. 1Gv 3,7-10 Gv 1,35-42 Don Pierpaolo Maria Cilla, giovedì 4 gennaio 2018, tempo di Natale Anno B

Il SS. Nome di Gesù è salvezza

Il Nome di Gesù è dolcezza che come balsamo cura le ferite e mette in fuga tutti i mali. É la nostra speranza. Al proclamare il Suo ss. Nome tutto si prosta in ginocchio. Gesù si è umiliato, e il Padre lo ha innalzato sopra ogni altro nome. 1 Fil 2, 6-11 Mt 1,18-25 Don Pierpaolo Maria Cilla, mercoledì 3 gennaio 2018, memoria del ss. Nome di Gesù

Chi sono io e chi sei Tu, o mio Gesù

Gesù nasce per essere riconosciuto e accolto. Questo è il tempo per preparare la solennità dell'Epifania. Per riconoscere chi è Gesù è importante partire dal riconoscere chi siamo noi. Così potremo rimanere in Gesù, come Lui è rimasto nella nostra umanità. 1Gv 2,22-28 Gv 1,19-28 Don Pierpaolo Maria Cilla, martedì 2 gennaio 2018, tempo di Natale Anno B

La Divina Madre é tutto Cuore

La gratitudine verso Dio, specialmente a fine anno. La famiglia come fondamento naturale della società. La Divina Maternità di Maria e la Sua Verginità Perpetua. Il silenzio contemplativo del Cuore della Divina Madre. Nm 6, 22-27 Gal 4,4-7 Lc 2,16-21 Don Pierpaolo Maria Cilla, Domenica 31 dicembre 2017, Vigilia della Solennità di Maria SS. Madre di Dio

La ferocia di Erode non è morta

La morte dei bambini è martirio quando è voluta in odio a Gesù. Il sangue battezza le anime. La Misericordia di Dio é più grande di ogni peccato, ma non si può peccare pensando poi di ricorrere alla Divina Misericordia. Nessuno dica di essere senza peccato, la ferocia di Erode é ancora e sempre più all'opera. Mai dobbiamo temere di colui che opera il male, piuttosto bisogna temere Colui che giudica con giustizia. La causa dell'appassimento di tante comunità è il peccato. 1Gv 1,5-2,2 Mt 2,13-18 Don Pierpaolo Maria Cilla, giovedì 28 dicembre 2017, festa dei ss. Innocenti

Spalancare veramente il cuore all'Amore

S. Giovanni é l'apostolato vergine che ha aperto il cuore all'Amore di Gesù. L'Amore chiede amore. Mette il motore alla nostra vita e tutto cambia. Scoprire la fonte dell'Amore. La vita di s. Giovanni può essere anche la nostra. 1 Gv 1,1-4 Gv 20,2-8 Don Pierpaolo Maria Cilla, mercoledì 27 dicembre 2017, festa di s. Giovanni Apostolo e Evangelista

L'umanità di Gesù è la forma della nostra

Il Verbo si è fatto uomo perché ogni uomo potesse trovare nella sua Santissima Umanità il sentiero da percorrere, non solo come imitazione ma come identificazione. La vita e la morte di s. Stefano sono un esempio. Chi vive, però, con la Volontà di Gesù è un altro Gesù. Mai temere i tribunali, gli odi, la croce. É Gesù che vuole rivivere tutto questo in noi. At 6,8-12;7,54-60 Mt 10,17-22 Don Pierpaolo Maria Cilla, martedì 26 dicembre 2017, Festa di s. Stefano - Ottava di Natale

Nessuno può più dirsi abbandonato

Dio é sempre stato alla ricerca dell'uomo perduto, si è fatto uomo per espiare le nostre colpe e indicarci la via del cielo. Per farsi trovare da Dio occorre essere poveri e umili come i pastori. I ricchi non entreranno in cielo. Facendo esperienza dell'amore di Gesù diventeremo annunciatori di questo grande evento senza più vergognarci. Is 62,11-12 Tt 3,4-7 Lc 2,15-20 Don Pierpaolo Maria Cilla, Domenica 25 dicembre 2017, s. Messa dell'Aurora nel Natale del Signore

La vera Gioia che ci porta un Bambino

Cosa è la vera Gioia e dove attingerla. Lo stupore davanti ai bambini é in calo. La triste evoluzione della considerazione che si ha dei bambini. Solo un bambino può salvarci, se ci lasceremo commuovere davanti a Lui. Dopo la genealogia vi è la discendenza di Gesù, che non possiamo interrompere. Is 62,1-5 At 13,16-17.22-25 Mt 1,1-25 Don Pierpaolo Maria Cilla. Domenica 24 dicembre 2017, s. Messa della Vigilia del Natale del Signore

Preparare e prepararsi, il Natale è vicino

La nascita del Battista prepara la nascita del Salvatore. La sua missione é quella di preparare la missione di Gesù. Dio è solito preparare i suoi figli ai grandi eventi. L'importanza di saper scorgere la Volontà di Dio che ci aiuta nel quotidiano a prepararci non solo al Natale, ma ad una vita sempre più santa fino all'incontro definitivo con Dio in cielo. Ml 3,1-4.23-24 Lc 1,57-66 Don Pierpaolo Maria Cilla, sabato 23 dicembre 2017, III settimana d'Avvento anno B

Gratitudine e memoria per i doni di Dio

L'importanza di ringraziare lodare Dio per il dono dell'Incarnazione, come Maria nel Magnificat. Grazie con le parole e con il cuore, ma il vero grazie consiste nel contraccambio del dono. Ricordare sempre le opere che Dio compie per amore nostro. 1Sam 1,24-28 Lc 1,46-55 Don Pierpaolo Maria Cilla, venerdi 22 dicembre 2017, III settimana d'Avvento anno B

Il Natale è una storia d'amore

Dio é innamoratissimo della Sua creatura, per questo è venuta a cercarla facendosi creatura. Non ha disdegnato farsi uomo, nè soffrire e morire perchè riavessimo la Vita. Corriamo incontro al Signore che viene, come Maria, come farebbe un innamorato. E poi la nostra corsa verso i fratelli sarà portatrice di luce, di gioia e di santità, come lo è stata la corsa di Maria verso la cugina Elisabetta. Ct 2, 8-14 Lc 1,39-45 Don Pierpaolo Maria Cilla, giovedì 21 dicembre 2017, III settimana d'Avvento anno B

Accogliere con umiltà e fede il Natale

Il re Acaz non crede più nel Signore e nel Suo Amore provvidente. La Vergine Maria, invece, spalanca il cuore alla Parola dell'angelo, crede nell'adempimento delle promesse del Signore e si nasconde nella profonda Sua umiltà. Accogliamo Gesù con l'umiltà e la fede di Maria. Is 7,10-14 Lc 1,26-38 Don Pierpaolo Maria Cilla, mercoledì 20 dicembre 2017, III settimana d'Avvento anno B

Maria ci porge Gesù Bambino nel silenzio

L'angelo che ci porta non una notizia ma una presenza é Maria. Lei ci porge il Bambino Gesù che chiede amore, attenzione, consolazione. Il mutismo di Zaccaria, colui che non ha creduto, ci ricorda che un modo per guarire le nostre indisposizioni ad accogliere il dono dei doni é il silenzio che contempla. Gdc 13,2-7.24-25a Lc 1,5-25 Don Pierpaolo Maria Cilla, Martedì 19 dicembre 2017, III settimana d'Avvento anno B

Il rispetto della vita umana e la preparazione del Natale

Preparare la celebrazione del Natale del Uomo-Dio con umiltà, assomigliando a Colui che vogliamo accogliere. Combattere la falsità, la saccenza e l'arroganza. Dio viene a salvarci perché solo Lui può farlo. Dio si lascia incontrare nell'umiltà della natura umana. L'umano va accolto e rispettato nella sua dignità, e la vita è colma di dignità sempre e comunque, in tutte le sue fasi e condizioni, dal suo concepimento fino al naturale tramonto. Is 61,1-2.10-11 1Ts 5,16-24 Gv 1,6-8.19-28 Don Pierpaolo Maria Cilla, Domenica 17 dicembre 2017, III domenica d'Avvento anno B

La vera libertà sta nell'obbedire a Dio

Dio viene incontro all'uomo per parlargli e indicargli la via della pienezza della vita e della gioia. Aprendo il cuore all'ascolto e scegliendo liberamente di aderire a Dio, le facoltà umane sono esercitate al massimo grado per il conseguimento del fine ultimo della vita. La visione distorta della libertà come arbitrio svincolato dalla verità, dal bene naturale, da Dio, è il suicidio di tutto l'uomo, anche della sua stessa libertà che ha preteso di essere assoluta. Is 48,17-19 Mt 11,16-19 Don Pierpaolo Maria Cilla, venerdi 15 dicembre 2017, II settimana d'Avvento anno B

La crisi della profezia

Il Battista risponde pienamente alla vocazione alla profezia, ossia all'annuncio del Regno di Dio e all'invito alla conversione. E lo fa con la parola e le azioni. Ogni battezzato dovrebbe imitarlo, così come tutta la Chiesa dovrebbe riscoprire il valore profetico della predicazione. Is 40,1-5.9-11 2Pt 3,8-14 Mc 1,1-8 Don Pierpaolo Maria Cilla, Domenica 10 dicembre 2017, (seconda Messa) II domenica d'Avvento anno B

Riprendere forza in Gesù

Tutti possono provare la stanchezza e l'affanno, ma chi spera nel Signore riacquista forza. Sperare significa andare da Gesù in ogni attimo della vita, prendere serenamente il giogo della Sua Volontà per ogni momento, e imparare la sua mansuetudine e umiltà. Is 40,25-31 Mt 11,28-30 Don Pierpaolo Maria Cilla, mercoledì 13 dicembre 2017, II settimana d'Avvento anno B

Come prepararsi al ritorno di Gesù sulla terra

Il ritorno glorioso di Gesù metterà fine a questo mondo e sorgeranno cieli nuovi e terra nuova. Nessuno sa quando avverrà, ma tutti devono essere pronti. Cosa significa raddrizzare le vie. Fare di tutto per farsi trovare in pace, senza colpa e senza macchia. S. Giovanni Battista insegna il modo. Is 40,1-5.9-11 2Pt 3,8-14 Mc 1,1-8 Don Pierpaolo Maria Cilla, Domenica 10 dicembre 2017, II domenica d'Avvento anno B

Nel Cuore dell'Immacolata c'è posto per tutti

Maria, Vergine e Madre di Dio e nostra é la preservata dalla colpa d'ordine, verità di fede oggi non da tutti accettata. Il Suo Cuore é più grande dell'Universo e ci contiene tutti. Riscoprire Maria più Madre della nostra madre terrena, a Cui mai dare il ben che minimo dispiacere, se veramente siamo, con Gesù, Sua stirpe chiamata a fare guerra alla stirpe del serpente. Gen 3,9-15.20 Ef 1,3-6.11-12 Lc 1,26-38 Don Pierpaolo Maria Cilla, venerdi 8 dicembre 2017, seconda Messa della Solennità dell'Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria

I buoni pastori vanno chiesti e meritati

Gesù é il Pastore delle nostre anime, per cui non ci sarà mai un motivo valido che possa giustificare un turbamento. Egli per la cura delle anime si serve anche di Suoi stretti collaboratori che configura a Se, i sacerdoti. I buoni sacerdoti vanno chiesti e anche meritati. Difronte a situazioni difficili il dito va puntato in primis verso di sé, piuttosto che verso il sacerdote. E solo dopo essersi emendati si potrà agire per il bene del sacro ministro. Is 30,19-21.23-26 Mt 9,35-10,1.6-8 Don Pierpaolo Maria Cilla, sabato 9 dicembre 2017, I settimana d'Avvento anno A

Pieni di Grazia, pieni di Gioia

La Vergine Immacolata è piena di grazia poiché in Lei non c'è null'altro che Dio. Cosa è la Grazia e cosa il peccato originale. Il dogma dell'Immacolata Concezione proclama l'assoluta purezza e santità di Maria, perché inviolata dal peccato originale e attuale. É il progetto originario di Dio sull'uomo verso cui dobbiamo ritornare. La libertà svincolata dalla Divina Volontà è delirio di onnipotenza. Le conseguenze sociali di questo. La vera Gioia è frutto della Grazia di Dio in noi. Gen 3,9-15.20 Ef 1,3-6.11-12 Lc 1,26-38 Don Pierpaolo Maria Cilla, venerdi 8 dicembre 2017, Solennità dell'Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria

Gesù viene a saziarci in ogni nostra necessità

Dio si prende cura di noi molto più di quello che è umanamente possibile concepire. Egli stesso si fa nutrimento e sostentamento dei Suoi Figli. Chi ha Gesù, chi ha Maria non gli manca nulla, perché ha tutto. Crescere nella visione spirituale delle cose, diversamente non si troverà mai pace. Is 25,6-10 Mt 15,29-37 Don Pierpaolo Maria Cilla, mercoledì 6 dicembre 2017, I settimana d'Avvento anno A

Farsi piccoli per accogliere il Piccolo Gesù

Prepararsi ad accogliere il Signore che viene significa farsi simili a Lui, piccoli, miti e umili. La Vergine Maria è l'esempio più sublime di piccolezza che attende e accoglie il Dio immenso che si fa immensamente piccolo per cercare la Sua creatura perduta. Is 11,1-10 Lc 10,21-24 Don Pierpaolo Maria Cilla, martedì 5 dicembre 2017, I settimana d'Avvento anno B

Accogliere Gesù con umiltà e fede

Quando viene il Signore porta il dono della pace, attirando a Se chiunque. Nella Chiesa e in Paradiso non c'è spazio ai contasti, segno che non si è in cammino concordemente verso il Signore. Accogliere Gesù cambiando verso Lui, con l'umiltà e la fede del centurione pagano, lasciandoci amare dalla più tenera fra le madri, la Vergine Immacolata. Is 2,1-5 Mt 8,5-11 Don Pierpaolo Maria Cilla, lunedì 4 dicembre 2017, I settimana d'Avvento anno B

Come vivere bene l'Avvento

Come vivere bene l'Avvento Il popolo di Israele ha desiderato e invocato la venuta del Salvatore per secoli, sapendo che la Sua visita avrebbe cambiato il corso della storia. Così è stato, anche se oggi gli uomini sembra lo abbiano dimenticato. Il tempo di Avvento risvegli in noi il desiderio di incontrare il Signore che viene. Prepararsi all'incontro rinunziando a ciò che non è necessario, coltivando la Santa intimità d'amore con il Signore, seguendo la scia di luce della Vergine Immacolata rigettando tutto ciò che sporca la nostra anima. Is 63,16-17.19; 64,2-7 Mc 13,33-37 Don Pierpaolo Maria Cilla, Domenica 3 dicembre 2017, I domenica di Avvento anno B

Non è tempo di dormire!

L'avvento deve risvegliare in noi il desiderio di incontrarci col Signore Gesù, chiedendo e attendendo con perseveranza il Suo ritorno sulla Terra rivestito di Maestà. Vegliare e operare per realizzare il compito che Gesù ci ha affidato: la santità nei modi stabiliti per ciascuno. La Vergine Maria Immacolata ci aiuti a essere puri da questo mondo, poiché nulla ci porteremo di qua giù se non i meriti delle opere buone compiute per amor di Dio. Lc 21,34-36 Don Pierpaolo Maria Cilla, sabato 2 dicembre 2017, vigilia I domenica di Avvento anno B

Vita non facile ma semplice

L'annuncio delle sofferenze, odi e tradimenti che attendono i suoi discepoli ci ricorda che Gesù non promette una vita facile, ma semplice, proprio come è la vita di Dio. La semplicità non ci fa mai temere di fronte alle prove, perché l'anima é tesa a dimenticarsi di sé per abbandonarsi unicamente in Dio. L'anima semplice é come la luce, in lei la Grazia può agire in piena libertà. Dn 5,1-6.13-14.16-17.23-28; Lc 21,12-19 Cfr Vol. 7, luglio 31, 1906 Don Pierpaolo Maria Cilla, mercoledì 29 novembre 2017, XXXIV settimana del tempo ordinario anno A

La doppia direzione dell'amore

Cristo Re é il pastore buono che cerca, pascola e giudica le sue pecore. Tutto appartiene a Lui per Creazione e Redenzione. Nel Suo Regno Gesù, al suo infinito amore, si attende il contraccambio di amore da parte delle creature. Le opere buone solo se fatte con l'intenzione di amare Gesù sono da Lui accolte come fatte a Lui. La realtà della possibile salvezza o dannazione. Ez 34,11-12.15-171Cor 15,20-26.28Mt 25,31-46 Don Pierpaolo Maria Cilla, Domenica 26 novembre 2017, Solennità di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell'universo, anno A.

Fine dei tempi e curiosità apocalittiche

Tutto passerà, poiché la fine dei tempi é verità di fede. Meglio non assecondare quanti annunciano eventi futuri. Nella Parola di Dio, nel Magistero della Chiesa e nelle Rivelazioni private approvate dalla Chiesa c'è quanto basta sapere. Il Regno di Cristo Re non avrà mai fine. Nella Divina Volontà il futuro é già presente. Dn 2,31-45 Lc 21,5-11 Don Pierpaolo Maria Cilla, martedì 28 novembre 2017, XXXIV settimana del tempo ordinario anno A

Il dominio sulle passioni

Chi asseconda le proprie passioni sperimenterà presto o tardi la disfatta. Depressione, vuoto, fallimento e tristezza saranno la sua paga. La vera virtù è quella che costituisce l'uomo re di sé stesso. Le passioni rendono schiavi, la signoria di Cristo Re rende liberi perché figli. Il modo per comprendere se si è sotto il dominio delle passioni. 1Mac 6,1-13 Lc 20,27-40 Vol. 6, 20 aprile 1905 Don Pierpaolo Maria Cilla, sabato 25 novembre 2017, XXXIII settimana del tempo ordinario anno A

La peculiarità delle chiese cattoliche

Il tempio di Dio é casa di preghiera, e il proprietario è Dio. Il differente modo di intendere il tempio tra le varie confessioni. Nella chiesa si prega e basta, non si fa altro, né si ruba a Dio la Gloria che Gli è dovuta. 1Mac 4,36-37.52-59 Lc 19,45-48 Don Pierpaolo Maria Cilla, venerdi 24 novembre 2017, XXXIII settimana del tempo ordinario anno A

La grande grazia del martirio

Il martirio di s. Cecilia e dei sette fratelli del libro dei Maccabei ci insegnano ad essere pronti a tutto, pur di amare Gesù. Meglio la morte e non il più piccolo peccato. L'impegno a offrire tutta la vita in sacrificio per la salvezza delle anime, moltiplicando giorno per giorno il numero di coloro che entreranno in cielo. 2Mac 7,1.20-31 Lc 19,11-28 Don Pierpaolo Maria Cilla, mercoledì 22 novembre 2017, XXXIII settimana del tempo ordinario anno A, memoria di s. Cecilia

Consacrarsi é consegnarsi

La presentazione della Beata Vergine Maria è l'offerta che Maria fece di Se a Dio fin dalla più tenera età. A Dio doniamo ciò che Egli ci ha gia donato, poiché tutto proviene da Lui. L'importanza di riconoscere i doni di Dio e di abbandonarsi fiduciosi a Lui fin da piccoli. La gioia del consacrato e il valore della consegna della propria volontà al Signore. Zc 2,14-17 Lc 1,46-55 Don Pierpaolo Maria Cilla, martedì 21 novembre 2017, memoria della Presentazione della Beata Vergine Maria

I fannulloni non entreranno in Paradiso

Il processo di secolarizzazione pretende di rinchiudere l'uomo nell'orizzonte limitato del mondo presente. Il nostro orizzonte é l'eternità. Nella vita terrena diamo alla nostra anima l'orientamento che avrà per l'eternità. In attesa del giorno in cui il Signore ci chiamerà siamo vigilanti e operosi per la Gloria di Dio, la nostra santificazione e il bene dei fratelli. Il Signore ci chiama all'impegno per la perfezione: l'esempio della donna perfetta del Libro dei Proverbi. Pr 31,10-13.19-20.30-31 1Ts 5,1-6 Mt 25,14-30 Don Pierpaolo Maria Cilla, Domenica 19 novembre 2017, XXXIII domenica del tempo ordinario anno A

I vari livelli della gratitudine

Ringraziare Dio é atto doveroso e santificante. L'importanza di ringraziare per ciò che si chiede e si ottiene, per ciò che non si chiede, per ciò che non si vuole. Ringraziare a nome proprio e a nome di tutti, specialmente per chi non ringrazia. Tutta la vita sia un canto di lode a Dio. Tutto così si cambierà in gioia. Sap 6,1-11 Lc 17,11-19 Don Pierpaolo Maria Cilla, mercoledì 15 novembre 2017, XXXII settimana del tempo ordinario anno A

Le pretese non ci appartengono

L'immagine del servo racchiude l'autentico atteggiamento che dovremmo avere verso Dio. Pur essendo figli adottivi, ci sentiamo Suoi umili servi, che mai possono pretendere nulla, poiché tutto é dono. Verso il prossimo le cose non cambiano. Siamo servi gli uni degli altri, per cui bando all'arroganza e alle pretese. Il pensiero della morte e del giudizio ci aiuterà. Sap 2,23-3,9 Lc 17,7-10 Don Pierpaolo Maria Cilla, martedì 14 Novembre 2017, XXXII settimana del tempo ordinario anno A

Cosa sono e perché avvengono gli scandali

Identità e gravità dello scandalo. La virtù della giustizia ci tiene lontani dal provocare scandali. La responsabilità del peccato é personale, mai generalizzare. A chi si pente va sempre dato il perdono, ma se non si ha una fede forte é praticamente impossibile. Sap 1,1-7 Lc 17,1-6 Don Pierpaolo Maria Cilla, lunedì 13 novembre 2017, XXXII settimana del tempo ordinario anno A

La sapienza necessaria per entrare nella vita eterna

La sapienza di Dio e la stoltezza del demonio. La santità ricevuta nel battesimo se non è sostenuta dalla fede che opera nella carità, lampade accese e olio, non ci basterà per entrare nell'eternità beata. La verità e concretezza dei Novissimi. Come è certa la nostra morte, così è incerto il giorno della nostra morte. Vigilare e usare la vita presente per acquistare l'eterna. Sap 6,12-16 1Ts 4,13-18 Mt 25,1-13 Don Pierpaolo Maria Cilla, Domenica 12 novembre 2017, XXXII domenica del tempo ordinario anno A

La vita é più di una partita a pallone

Quando desideriamo raggiungere veramente un obiettivo siamo disposti a impiegare tutte le nostre energie pur di conseguirlo. La metà della vita, il premio che tutti dobbiamo conquistare é il Paradiso. Sull'esempio dell'amministratore disonesto che ha impiegato tutti i suoi mezzi illeciti pur di ottenere quanto voleva, anche noi possiamo e dobbiamo impegnarci con tutte le forze per raggiungere la Patria. Sempre, però, confidando nella Grazia di Dio, senza della quale nessuno potrà essere salvato. Lc 16,1-8 Don Pierpaolo Maria Cilla, venerdi 10 novembre 2017, XXXI settimana del tempo ordinario anno A

Nella Carità fraterna siamo tutti debitori

Essere debitori verso il prossimo solo della carità cristiana. Non essere creditori significa non attendersi nulla dagli altri. Gesù, però, vuole essere amato più di tutti. Amare tutti, ma legare il cuore solo a Gesù e a Maria. Alcuni sintomi per comprendere se e dove abbiamo legato il cuore. Rm 13,8-10. Lc 14,25-33 Don Pierpaolo Maria Cilla. Mercoledì 8 novembre 2017, XXXI settimana del tempo ordinario anno A

I doni di Dio sono grandi responsabilità

La salvezza é per chi ama Dio più di ogni cosa creata. L'amore a Dio, se nell'anima é autentico, si riversa facilmente sui fratelli. Siamo un corpo solo, membra di Cristo gli uni per gli altri. La gara non va fatta ad accumulare beni terreni o doni celesti, ma a stimarsi a vicenda. Nessuno cerchi cose grandi, se non la virtù della carità che è al di sopra di tutto. Rm 12,5-16a Lc 14,15-24 Don Pierpaolo Maria Cilla, martedì 7 novembre 2017, XXXI settimana del tempo ordinario anno A

Nessuno usurpi la Gloria a Dio

Il dare gloria a Dio ottiene la pace agli uomini. Vari modi per dare a Dio ciò che Gli spetta. L'importanza della fedeltà al Suo insegnamento, senza mai pretendere di mettersi al Suo posto come maestri e padri. L'unico precetto della vita cristiana é fare il bene ed evitare il male. Sta a noi, però, imparare ciò che è veramente bene e ciò che è male agli occhi di Dio. Ml 1,14- 2,2.8-10 Mt 23,1-12 Don Pierpaolo Maria Cilla, Domenica 5 novembre 2017, XXXI domenica del tempo ordinario anno A, suffragio per i caduti nelle guerre

Nel Divin Volere tutto si moltiplica

La scelta dell'ultimo posto come condizione per entrare non nelle grazie degli uomini ma nella Grazia di Dio. I lamenti di Gesù sul mondo e i sacerdoti. Il Divin Volere ha il potere di rendere infinito tutto ciò che entra nella Divina Volontà. Sal 93 Lc 14,1.7-11 Vol. 12, 8 gennaio 1919 Don Pierpaolo Maria Cilla, sabato 4 novembre 2017, XXX settimana del tempo ordinario anno A

Le opere che gonfiano l'anima

L'idropico é l'immagine di coloro che sono gonfi nell'anima. I segni per capire se un'anima è gonfia. Ciò che ci gonfia sono principalmente le opere fatte senza spirito interno e senza retta intenzione. Se non ci lasciamo sgonfiare in questa vita dovremo passare dal Purgatorio, dove le anime vengono completamente purificate e sgonfiate di tutto, per lasciare spazio al Tutto di Dio che nella visione beatifica del Paradiso desidera riempire completamente l'anima. L'esempio sublime di s. Paolo. Rm 9,1-5 Lc 14,1-6 Vol. 7, 18 Novembre 1906 Don Pierpaolo Maria Cilla, venerdi 3 novembre 2017, XXX settimana del tempo ordinario anno A, primo venerdì del mese

L'immortalità é speranza certa che non delude

La virtù della Speranza in senso lato e in senso stretto. Cosa ci attende dopo la morte e come si decide la nostra sorte eterna. Cosa possiamo fare per i nostri fratelli defunti che sono in purgatorio. Luisa visita il Purgatorio. Gb 19,1.23-27a Sal 26 Rm 5,5-11 Gv 6,37-40 Vol. 4, 14 Novembre 1900 Don Pierpaolo Maria Cilla, giovedì 2 novembre 2017, Commemorazione dei fedeli defunti

Se loro sono santi, perché non io?

Il desiderio della santità si accresce con la lettura della vita dei santi. L'ignoranza spegne il desiderio del Paradiso e della Santità. Con s. Ignazio di Loyola diciamo: " Ma, se ce l'hanno fatta loro, perché non posso farcela anch'io?". Il Vangelo é il progetto, la vita dei santi la costruzione finita. Abbiamo tutti gli strumenti per la nostra santificazione, bisogna solo mettersi seriamente e con costanza all'opera. Mt 5,1-12a Don Pierpaolo Maria Cilla, mercoledì 1 novembre 2017, Solennità di Tutti i Santi

La Divina Volontà è più che lievito

La preghiera e l'apostolato sono germe e lievito perché il Regno di Dio cresca. Ma solo la Divina Volontà è più che lievito, capace di moltiplicare il bene all'infinito trasformando gli atti umani in atti divini. Lc 13,18-21 Vol. 26, 15 settembre 1929 Don Pierpaolo Maria Cilla, martedì 31 ottobre 2017, XXX settimana del tempo ordinario anno A

La calamita che attira Gesù verso l'anima

La donna curva non chiede la guarigione, ma desidera, con la sua costante fede, pazienza e religiosità, di vedere il Signore. Come l’uccello quando deve volare batte le ali, così l’anima ai voli dei desideri batte le ali dell’umiltà ed in quei battiti vi manda una calamita che attira Gesù, in modo che mentre lei prende il suo volo per andare a Gesù, Questi prende il Suo per andare a lei. Rm 8, 12-17; Lc 13,10-17 Vol. 3, 10 aprile 1900 Don Pierpaolo Maria Cilla, lunedì 30 ottobre 2017, XXX settimana del tempo ordinario anno A

Il Vero Amore dimentica se stesso

Il senso della Legge e dei Comandamenti: il nostro vero bene. L'amore del prossimo e quello per Dio sono intimamente connessi. L'amore totale a Dio è il più grande comandamento, a cui poco si pensa e su cui poco ci si esamina. Il Vero Amore dimentica se stesso per vivere agli interessi, alle pene e a tutto ciò che appartiene alla persona amata. Mt 22,34-40 Vol. 6,10 novembre 1903 Don Pierpaolo Maria Cilla, Domenica 29 ottobre 2017, XXX domenica del tempo ordinario anno A

Le opere che piacciono di più a Gesù sono le opere nascoste

I santi apostoli Simone e Giuda sono più nascosti degli altri, forse anche per i loro nomi. Col loro esempio umile ci ricordano che l'interiorità vale più dell'esteriorità. Mille opere esterne e pubbliche per Gesù valgono meno di un'opera interna e nascosta, poiché solo questa è scevra da ogni spirito umano. Lc 6,12-19 Vol. 7, 18 ottobre 1906 Don Pierpaolo Maria Cilla, 28 ottobre 2017, Festa dei ss. Simone e Giuda apostoli

Interpretare i segni luminosi del nostro tempo

Il cristiano dovrebbe essere capace, attraverso i doni dello Spirito Santo, a discernere i segni dei tempi, sapendo decifrare l'azione di Dio nascosta nella storia degli uomini. I nostri tempi, per certi aspetti possono dirsi tristi, ma sono tempi anche di grandi luci, basti pensare alla grazia straordinaria del Vivere nel Divin Volere. L'uomo può ritornare ad essere signore del creato e re di sé stesso, così da non vivere più schiavo delle basse passioni e della natura ferita dal peccato. Rm 7,18-25a; Lc 12,54-59 Vol. 13, 3 gennaio 1922 Don Pierpaolo Maria Cilla, venerdi 27 ottobre 2017, XXIX settimana del tempo ordinario anno A

La santità dell'ordinarietà

Il Signore non ci chiede di fare cose straordinarie perché il Suo Regno venga, ma ciò che conta è vivere gli atti della vita comune in intima unione con Gesù, per amore Suo. In questa maniera attireremo il cielo sulla terra e non avremo nulla di cui temere quando il Signore verrà. L'importanza di offrire i propri corpi non al peccato ma al Signore. Rm 6,12-18; Lc 12,39-48 Don Pierpaolo Maria Cilla, mercoledì 25 ottobre 2017, XXIX settimana del tempo ordinario anno A

Il fondamento di ciò che è giusto non sono le leggi umane

Mai tentare o mettere alla prova il Signore. I superbi Egli li guarda da lontano. La distinzione tra lo Stato e la religione, il vero senso della laicità dello Stato, ciò che è giusto e ingiusto non lo decide lo Stato con le sue leggi, piuttosto lo Stato dovrebbe adeguare la legislazione al diritto iscritto nella natura delle cose, rispettando i diritti di Dio. Quando non bisogna obbedire? Dare a Dio ciò che è di Dio, cioè la nostra volontà e quindi tutto noi stessi, perché l'immagine di Cesare é impressa sulla moneta, quella di Dio nella nostra anima. Mt 22,15-21 Don Pierpaolo Maria Cilla, Domenica 22 ottobre 2017, XXIX domenica del tempo ordinario anno A

Dietro ogni evento è sempre Dio che opera

La storia drammatica della deportazione in Babilonia e l'evento lieto del ritorno in patria. Dietro tutto c'è sempre il Signore che intrecciandosi con le libere volontà umane opera per il bene di tutti. Sceglie addirittura un pagano, il re Ciro, per porre fine al tempo di purificazione per Israele. La storia non la fanno gli uomini, ma Dio insieme agli uomini. L'importanza di esserGli sempre docili e di non lasciarsi mai turbare, cercando di scorgere dietro ogni cosa la Divina Volontà. Is 45,1.4-6; 1Ts 1,1-5b Don Pierpaolo Maria Cilla, sabato 21 ottobre 2017, XXIX domenica del tempo ordinario anno A

Il lievito dell'ipocrisia

Il lievito dei farisei é la non congruenza tra l'essere e il fare, tra ciò che appare e ciò che è tenuto nascosto. La giustificazione per la fede operante nella carità é il vero lievito. Quattro insegnamenti specifici di Gesù sul lievito dei farisei. Rm 4,1-8; Lc 12,1-7 Don Pierpaolo Maria Cilla, venerdi 20 ottobre 2017, XXVIII settimana del tempo ordinario anno A

Gli operai e la messe

L'evangelista s. Luca: caratteristiche del suo Evangelo. Portare il Vangelo significa portare la Pace ai cuori. La messe é molta e anche gli operai, ma sono pochi coloro che veramente fanno gli operai, cioè hanno incontrato Gesù e desiderano farlo conoscere e amare. 2 Tm 4,10-17; Lc 10,1-9 Don Pierpaolo Maria Cilla, mercoledì 18 ottobre 2017, festa di s. Luca evangelista

Gesù vuole sposarci

Le caratteristiche del divino ed eterno sposalizio tra il Creatore e la Sua creatura. Il rifiuto dei Giudei, l'accoglienza di tutti i popoli della terra. Cosa fa Dio e cosa deve fare la creatura per preparare questo evento che non avrà fine. La s. Messa è l'anticipo in terra di ciò che avverrà in cielo. Il mistero dell'abito nuziale. Molti sono chiamati, pochi eletti. Is 25,6-10a; Fil 4,12-14.19-20; Mt 22,1-14 Don Pierpaolo Maria Cilla, Domenica 15 ottobre 2017, XXVIII domenica del tempo ordinario anno A

L'importanza e la gradualità del praticare la Parola di Dio

La Divina Maria é Beata perché ha accolto la Parola nel Suo grembo, nel Suo Cuore, nella Sua vita. La felicità in terra e in cielo dipende da quanto crediamo nel valore preziosissimo della Parola di Dio e da come l'avremo messa in pratica. L'esempio del perdurante peccato di giudizio. Per giungere a vivere nella Divina Volontà è necessario prima vivere il Vangelo. Gl 4,12-21; Lc 11,27-28 Vol. 13, 2 giugno 1921 Don Pierpaolo Maria Cilla, sabato 14 ottobre 2017, XXVII settimana del tempo ordinario anno A

La Vergine Maria a Fatima suona l'allarme

Il grandioso segno del sole non smuove chi ha il cuore indurito. Stare dalla parte di Maria significa obbedire alla Sua chiamata e fare tutto ciò che chiede senza scusanti. La serietà del terribile giorno del Signore, il giorno del giudizio. L'urgenza di impegnarsi, specie con la preghiera e la penitenza, ad aiutare Gesù e Maria a salvare le anime. Gl 1,13-15; 2,1-2; Lc 11,15-26 Don Pierpaolo Maria Cilla, venerdi 13 ottobre 2017, XXVII settimana del tempo ordinario anno A, conclusione del Giubileo di Fatima

La missione della Chiesa é salvare gli uomini

iona svolge il compito affidatogli da Dio di predicare la conversione a Ninive, ma non lo fa col cuore e col desiderio di portare frutto. Non riesce a gioire vedendo la Misericordia di Dio per quanti hanno accolto l'invito alla conversione. L'uomo che vive é Gloria di Dio. La missione della Chiesa, Capo e Corpo, é quello di portare tutti alla salvezza. Perché ciò avvenga dobbiamo collaborare con Dio, operando sempre con l'intenzione di convertire i peccatori e salvare anime. L'importanza di operare e pregare col cuore, e non per routine. Gio 4,1-11; Lc 11,1-4 Don Pierpaolo Maria Cilla, mercoledì 11 ottobre 2017, XXVII settimana del tempo ordinario anno A

L'amore a Dio e l'amore al prossimo vanno sempre insieme

L'amore è la via per la vita eterna. A Dio si deve amore totale, assoluto, inesauribile. Il prossimo va amato sempre, ma sempre per amore a Dio e mai senza amare Dio al di sopra di tutto. L'amore, però, non è solo un sentimento ma anche, e soprattutto, un atto di volontà, una decisione. Giona ama Dio a metà, poiché non si decide ad obbedire a Dio ma fa quello che Dio non vuole. Chi fa la Volontà di Dio ama Dio. Chi non fa la Volontà di Dio, come Giona, produce disordine e sofferenze a danno anche del prossimo, della Chiesa e del mondo. Lc 10,25-37 Don Pierpaolo Maria Cilla, lunedì 9 ottobre 2017, XXVII settimana del tempo ordinario anno A

Accogliere le premure di Dio e non angustiarsi per nulla

Le attenzioni e l'amore del Signore per la Sua vigna sono continue. Spetta a noi accogliere i suoi doni, naturali e soprannaturali, fino al dono Supremo del Figlio nell'Eucaristia, così da produrre frutti di virtù e santità. I nostri pensieri siano costantemente rivolti a Gesù, a Maria, e al bene dei fratelli, affinché nulla possa spegnere la gioia dal nostro cuore e nella nostra mente. Mt 21,33-43 Don Pierpaolo Maria Cilla, Domenica 8 ottobre 2017, XXVII domenica del tempo ordinario anno A

La missione più grande di tutte: moltiplicare la Vita di Gesù

Gesù inaugura la missione dei settantadue a due a due, col comando di Pregare e Andare. Alla luce del messaggio di papa Francesco per la Giornata missionaria 2017 sono due le principali modalità della missione. Una è esterna, fatta di predicazione, testimonianza, coraggio e gioia. L'altra è interna, attraverso gli atti fatti nella Divina Volontà che moltiplicano la Vita di Gesù per supplire agli inceppamenti della Sua moltiplicazione nelle Vite Sacramentali. É la missione più alta, nobile, sublime e divina. Lc 10,1-12 Vol. 14, 24 marzo 1922 Don Pierpaolo Maria Cilla, giovedì 5 ottobre 2017, XXVI settimana del tempo ordinario anno A

S. Francesco: quando la croce diventa dolce e leggera

Le radici cristiane della cultura italiana. La vita di s. Francesco: dal peccato al Vangelo, dalla ricchezza alla povertà, dall'orgoglio all'umiltà, dalla schiavitù alla vera libertà. Profondamente innamorato di Gesù, contemplato soprattutto nel Presepe e sul Calvario. La piccolezza é la condizione indispensabile per incontrare Gesù. La perfetta letizia, il rinnovamento della Chiesa, la penitenza. La croce é dolce e leggera se non la si accoglie con vedute umane ma con vedute divine. Mt 11,25-30 Vol. 9, 20 novembre 1909 Don Pierpaolo Maria Cilla, mercoledì 4 ottobre 2017, festa di s. Francesco d'Assisi

Il fine non giustifica i mezzi

Il valore di prendere delle decisioni fondamentali nella vita e di impegnarsi risolutamente a favore di esse. Come Gesù che si diresse decisamente verso Gerusalemme. Se la meta é santa anche le vie e i mezzi per raggiungerla devono essere santi. É falso credere che il fine giustifica i mezzi. Mai adirarsi di fronte alle difficoltà o ai fratelli che si oppongono al nostro cammino. É importante avere chiara la meta, che è la santità, verso la quale bisogna tendere senza disprezzare chi percorrere strade diverse. Lc 9,51-56 Don Pierpaolo Maria Cilla, martedì 3 ottobre 2017, XXVI settimana del tempo ordinario anno A

Diventare angeli custodi di Gesù, Maria e i fratelli

La conversione passa attraverso l'imitazione della piccolezza e innocenza dei bambini. Col battesimo abbiamo ricevuto un angelo come nostro custode. L'importanza della devozione all'angelo custode. Tutti siamo chiamati, a differenza di quanto disse Caino, custodi dei nostri fratelli, e di Gesù e Maria. Quando si meditano le Ore della Passione noi impariamo a diventare piccoli, Gesù viene consolato e gli angeli sono in gran fermento intorno all'anima che prega. Lc 9,46-50 Vol. 11, 13 ottobre 1916 Don Pierpaolo Maria Cilla, lunedì 2 ottobre 2017, XXVI settimana del tempo ordinario anno A, memoria degli Angeli custodi

Convertirsi sempre, senza stancarsi mai

Non basta convertirsi, occorre restare in costante atteggiamento di conversione. Essere figli di Dio non significa automaticamente comportarsi da figli di Dio. Fare o non fare la Volontà di Dio in ogni momento è il vero discriminante, di cui non bisogna mai dare nulla per scontato. La conversione nasce dall'ascolto e dalla riflessione per poi sfociare nell'allontanamento del male da se. Se ciò dovesse risultare difficile con l'arma del Rosario tutte le battaglie si vincono. Dalla conversione continua nasce la vera gioia per essere una Chiesa missionaria come chiede il Papa. Mt 21,28-32 Don Pierpaolo Maria Cilla, Domenica 1 ottobre 2017, XXVI settimana del tempo ordinario anno A

Differenza tra vivere per Dio e vivere in Dio

Gesù annuncia la Sua Passione mentre tutti erano contenti dei miracoli che compiva. I suoi discepoli, turbati, non comprendono le sue parole anche perché non desiderano capire ciò che non è secondo la loro volontà. Il vivere per Dio è soggetto a turbazione, mentre il vivere in Dio é pace infinita, poiché l'anima per entrare in un'altra persona deve spogliarsi di tutto per trovare tutto in Dio. Lc 9,43b-45 Vol. 3, 10 Luglio 1900 Don Pierpaolo Maria Cilla, sabato 30 settembre 2017, XXV settimana del tempo ordinario anno A

Nella fede vediamo già ora gli angeli di Dio

La missione dei santi arcangeli Michele, "Chi è come Dio?", Gabriele, "Forza di Dio", Raffaele, "Dio guarisce". L'umiltà, la fortezza e la speranza a cui sono invitati gli uomini dai divini messaggeri. Chi professa la vera fede vedrà in cielo la Gloria di Dio e dei Suoi angeli, ma già sulla terra, specialmente durante la s. Messa, con gli occhi della fede può riconoscere la presenza degli spiriti celesti prostrati davanti all'altare. Gv 1,47-51 Don Pierpaolo Maria Cilla, venerdi 29 settembre 2017, XXV settimana del tempo ordinario anno A, Festa dei ss. Arcangeli

Le pene più dolorose per Gesù: l'ipocrisia e il sacrilegio delle Messe

L'ipocrisia ben celata del re Erode: con i sensi cerca Gesù, ma col cuore cerca solo la sua gloria. Il suo cuore é chiuso. Per Gesù stare nel Santissimo Sacramento o nel cuore dei santi del Divin Volere é la stessa cosa, anzi stando nel cuore ha anche la possibilità di partecipare le sue pene all'anima per riparare le offese che più trafiggono il Suo Cuore: le Messe sacrilegamente dette e le ipocrisie. Lc 9,7-9 Vol. 2, 12 aprile 1899 Don Pierpaolo Maria Cilla, giovedì 28 settembre 2017, XXV settimana del tempo ordinario anno A

La serietà e l'urgenza dell'evangelizzazione

Con la Cresima tutti siamo stati inviati ad annunciare il Regno di Dio a tutti e dappertutto con la parola e la vita, e a guarire ogni genere di infermità, specie quelle dell'anima con l'Amore. Il Vangelo é ciò di cui il mondo oggi, prima di tutto e sopra di tutto, ha urgente bisogno. Seminare, annunciare, amare, senza mai attendersi di vedere i risultati, per non cadere in tentazione. Di fronte ai fallimenti é importante non scoraggiarsi, poiché l'amore non è soggetto a scontenti. Invito alla conversione. Lc 9, 1-6 Vol. 11, 22 maggio 1912 Don Pierpaolo Maria Cilla, mercoledì 27 settembre 2017, XXV settimana del tempo ordinario anno A

Mettere in pratica i Divini Voleri e mettere in vita la Divina Volontà

Il legame tra Gesù e Maria non è solo nell'ordine naturale, ma anche soprannaturale. Maria é la Parola di Dio fatta persona. Nella Parola di Dio vi sono i Divini Voleri, che vanno messi in pratica, ma la Divina Volontà è altro ancora, e va accolta come dono supremo e fatta diventare vita della vita nostra. I diversi gradi di parentela con Gesù. Il desiderio e le disposizioni come condizioni indispensabili al necessario lavoro perché la Divina Parola sia messa in pratica. Lc 8,19-21 Vol. 13, 19 novembre 1921 Don Pierpaolo Maria Cilla, martedì 26 settembre 2017, XXV settimana del tempo ordinario anno A

La luce di chi agisce solo per piacere a Dio

Il battezzato é una lampada accesa che irradia la luce della Grazia. Perché possa fare luce a tutti deve essere posto su un candelabro e non nascosto. L'anima che in tutto il suo operato agisce solo per piacere a Dio, purificando quindi le sue intenzioni, diffonde grande luce. La santità del vivere nel Divin Volere è più che luce, é sole. Lc 8,16-18 Vol. 3, 25 aprile 1900 Don Pierpaolo Maria Cilla, lunedì 25 settembre 2017, XXV settimana del tempo ordinario anno A

L'invidia: cosa é e come si guarisce

Il Signore chiama tutti a lavorare nella Sua vigna, che è il mondo, perché il Regno di Dio avanzi. Operare per la gloria di Dio e la salvezza delle anime é già una grande ricompensa e un onore, ma il Signore é libero di elargire il Suo amore come, quando e a chi vuole. L'invidia è la tendenza a rattristarsi del bene altrui visto come pericolo per la propria superiorità. La distinzione tra invidia e gelosia. La malizia dell'invidia e i rimedi per sconfiggerla. Mt 20,1-16 Don Pierpaolo Maria Cilla, Domenica 24 settembre 2017, XXV domenica del tempo ordinario anno A

Ricco e felice non è chi possiede, ma chi sa ben coltivare ciò che possiede

La parabola del seminatore e del seme caduto su vari terreni ci ricorda che la santità é frutto dell'incontro tra l'azione di Dio e la risposta dell'uomo. Esempio luminoso é San Pio, sacerdote umilissimo perché prontissimo a partire tutto per amore di Gesù e delle anime. L'importanza di lavorare su se stessi, imparando a consegnare tutto a Gesù, affinché la Parola di Dio e il dono della Divina Volontà producano frutti. Lc 8,4-15 Vol. 16, 28 agosto 1923 Don Pierpaolo Maria Cilla, sabato 23 settembre 2017, XXIV settimana del tempo ordinario anno A, memoria di s. Pio da Pietralcina

Riconosco il Tuo amore e non Ti lascio mai solo

Alcune donne, beneficate da Gesù, gli offrono la loro continua assistenza come atto di riconoscenza, affinché Gesù non resti mai solo nel Suo ministero. Anche noi siamo completamente avvolti dai benefici amorosi di Dio, ma spesso ci dimentichiamo di Gesù lasciandolo solo. Descrizione dell'isolamento e della solitudine di Gesù in mezzo alle creature. La Vergine Maria non ha mai lasciato Gesù solo un'istante. Lc 8,1-3 Vol. 14, 26 giugno 1922. Don Pierpaolo Maria Cilla, venerdi 22 settembre 2017, XXIV settimana del tempo ordinario anno A

L'Amore: il primo passo verso la conversione

Gesù è in cammino verso il peccatore per chiamarlo a conversione tramite, anzitutto, l'Amore. Egli posa il Suo sguardo pieno di Amore su Matteo il pubblicano. Questo amore, prima ancora delle Sue Parole, smuove l'esattore delle imposte ad alzarsi e a seguirlo. Ogni battezzato e cresimato é apostolo ed evangelista, mandato ad amare tutti, perché chi incontra l'amore vero incontra Dio. L'Amore prima dei sacrifici, l'Amore ai peccatori prima che ai giusti. Mt 9,9-13 Don Pierpaolo Maria Cilla, giovedì 21 settembre 2017, XXIV settimana del tempo ordinario anno A, Festa di s. Matteo

La chiave che apre il cuore: la preghiera

I farisei sono attenti ad osservare per trovare di che accusare Gesù qualora compisse una guarigione da paralisi in giorno di sabato. La vera paralisi é nel loro cuore. Se nel cuore dell'uomo c'è il male tutto viene sporcato dal male, sei invece c'è la Carità tutto si trasforma in amore. Come il fuoco converte tutto ciò che tocca in fuoco, così l'anima converte tutto in amore se ha la vera Carità. Perché questo avvenga ogni minimo atto va compiuto con Gesù, per Gesù, in Gesù. Lc 6,6-11 Vol. 15, 15 giugno 1923 Don Pierpaolo Maria Cilla, lunedì 11 settembre 2017, XXIII settimana del tempo ordinario anno A

Compatire ed essere compatiti

La compassione di Gesù non passa oltre il dolore umano ma si ferma per curarlo alla radice. La madre vedova con l'unico figlio morto nella bara é l'immagine della Madonna che viene consolata da Gesù con la Risurrezione. Gesù e Maria chiedono la nostra consolazione e compassione. Compatendo saremo compatiti. Chi consola Maria consola Gesù. Lc 7,11-17 Vol. 4, 5 aprile 1901 Don Pierpaolo Maria Cilla, martedì 19 settembre 2017, XXIV settimana del tempo ordinario anno A

Non si è degni di Gesù se non ci si svuota di tutto

La fede del centurione supera quella dei Giudei anche perché egli, a differenza loro, non si sente degno di Gesù. Avere reale percezione di chi è Dio e di chi siamo noi. Non può essere veramente degno di Gesù se non chi ha vuotato tutto da dentro di sé e si è riempito tutto di Gesù e del Suo Amore. Il vero segno per conoscere se si possiede questo Amore é se l'anima di nessuna cosa si cura che di amare Dio, farlo conoscere e fare che tutti l'amino. La vita nella Divina Volontà è vivere la vita interna di Gesù insieme con Lui. Lc 7,1-1. Vol. 4, 14 gennaio 1902. Don Pierpaolo Maria Cilla, lunedì 18 settembre 2017, XXIV settimana del tempo ordinario anno A

Perdonare: le risposte alle quattro domande fondamentali

Cosa significa perdonare? Quante volte e a chi bisogna perdonare? Perché bisogna perdonare? Come si fa a perdonare? Le risposte alla luce della Parola di Dio e degli scritti sulla Divina Volontà. Sir 27,33-28,9; Mt 18,21-35 Vol. 1 Don Pierpaolo Maria Cilla, Domenica 17 settembre 2017, XXIV settimana del tempo ordinario anno A

Produrre frutti buoni col bacio delle due volontà

L'agire segue l'essere. Frutti buoni da alberi buoni. La bocca esprime ciò che sovrabbonda dal cuore. La vita di chi fa la Volontà di Dio è solida. L'unico vero albero buono é Gesù. Col battesimo siamo stati innestati in Gesù, per vivere la stessa vita di Gesù. Per dare i frutti buoni é fondamentale restare innestati a Gesù, conoscere i frutti da produrre, vivere la vita solo per fare la Volontà di Dio, permettere alle due volontà, quella umana e quella Divina, di darsi un bacio perenne. Lc 6,43-49 Vol. 18, 28 gennaio 1926. Don Pierpaolo Maria Cilla, sabato 16 settembre 2017, XXIII settimana del tempo ordinario anno A

Soffrire immedesimati nella Divina Volontà, come Maria Addolorata

L'importanza di consolare l'Addolorata e di starle accanto ai piedi della Croce. Lei è Corredentrice, noi partecipiamo alla Passione di Gesù. Quattro modi per rispondere alla Divina Volontà nel patire: arrabbiarsi, rassegnarsi, abbandonarsi, immedesimarsi. I dolori di Maria sono i riverberi degli stessi dolori di Gesù. Fuori della Sua Volontà Gesù non riconosce l'operare e il patire delle creature come cosa Sua. Lc 6,39-42 Vol. 15, 23 marzo 1923 Don Pierpaolo Maria Cilla, venerdi 15 settembre 2017, memoria della Beata Vergine Maria Addolorata

Amare, desiderare, gloriarsi della Croce

La Croce è via e mezzo per la nostra salvezza. Il significato spirituale dei due bracci. I frutti dell'albero della croce. Il rischio di un cristianesimo senza croce. La Croce come specchio in cui si contempla Dio e in cui si prendono i lineamenti di Dio. Non solo amare e desiderare la croce, ma farsene un onore. Gv 3, 13-17 Vol. 3, 20 aprile 1900 Don Pierpaolo Maria Cilla, giovedì 14 settembre 2017, Festa della esaltazione della s. Croce

La Divina Volontà è beatitudine per tutti

Beati chi è povero di mondo, chi ha fame di eternità, chi piange i peccati, chi è disprezzato e sofferente per Gesù, perché se farà della Divina Volontà la sua ricchezza, il suo cibo, la sua consolazione, la sua difesa e consolazione sarà beato in terra e un giorno in cielo. Lc 6,20-26 Vol. 3, 26 febbraio 1900. Don Pierpaolo Maria Cilla, mercoledì 13 settembre 2017, XXIII settimana del tempo ordinario anno A

Il Santissimo nome di Maria è Paradiso!

Il Santissimo nome di Maria, oltre ai significati etimologici, è dolcezza che tutto addolcisce, difesa, amore, misericordia per tutti. Nel Magnificat la Santa Vergine dice che tutti la chiameranno Beata. Lei è la Beatitudine, il Paradiso. La Vergine Maria, come a s. Elisabetta, va sempre incontro sia a chi la invoca, sia a chi la fa piangere, perché Lei è Amore infinito. Lei desidera che noi possediamo tutto, come Lei, e ci spiega come fare. Lc 1,41b-55 La Vergine Maria nel Regno della Divina Volontà, 6' giorno Don Pierpaolo Maria Cilla, martedì 12 settembre 2017, memoria del SS. nome di Maria

La vera Carità converte tutte le cose in amore

I farisei sono attenti ad osservare per trovare di che accusare Gesù qualora compisse una guarigione da paralisi in giorno di sabato. La vera paralisi é nel loro cuore. Se nel cuore dell'uomo c'è il male tutto viene sporcato dal male, sei invece c'è la Carità tutto si trasforma in amore. Come il fuoco converte tutto ciò che tocca in fuoco, così l'anima converte tutto in amore se ha la vera Carità. Perché questo avvenga ogni minimo atto va compiuto con Gesù, per Gesù, in Gesù. Lc 6,6-11 Vol. 15, 15 giugno 1923 Don Pierpaolo Maria Cilla, lunedì 11 settembre 2017, XXIII settimana del tempo ordinario anno A

La cosa più essenziale e necessaria in un'anima è la Carità

La pienezza della Legge di Dio è la Carità, che è cosa ben diversa dall'amore come viene inteso oggi. I comandamenti sono via alla Carità, fuori da essi non c'è vero Amore. Due forme di esercizio della Carità: la correzione e la preghiera. Chi, come, quando e perché correggere. Dove non arriva la correzione arriva certamente la preghiera. Se nell'anima regna la Carità c'è ordine e armonia. Mt 18,15-20 Vol. 4, 29 ottobre 1900. Don Pierpaolo Maria Cilla, Domenica 10 settembre 2017 XXIII Domenica del tempo ordinario anno A

Necessità del riposo e del silenzio interiore

La rigida e vuota interpretazione dei comandamenti da parte dei farisei, in particolare il terzo circa il riposo festivo. La Legge è per l'uomo, affinché giunga alla santità, alla pienezza di Cristo, il quale é Signore della Legge e del riposo. La necessità del riposo. Il vero riposo é il riposo interno, il silenzio di tutto ciò che non è Dio. L'importanza di disfare il proprio essere e ridursi al nulla, poiché tutte le cose hanno origine dal nulla. Lc 6,1-5 Vol. 3, 20 maggio 1900 Don Pierpaolo Maria Cilla, sabato 9 settembre 2017, XXII settimana del tempo ordinario anno A

La supplica di Maria Bambina: non fare mai la tua volontà!

Il desiderio e l'attesa del Salvatore da parte delle umane generazioni è anche il desiderio e l'attesa di Maria, della sua nascita. Lei è l'aurora che annuncia e porta il Sole Divino, la culla ove l'Eterno Dio si è adagiato. Nel Suo Cuore Immacolato tutti possiamo entrare, lì incontreremo più da vicino Gesù. Il dolore di Maria, che aprendo gli occhi vide la creatura dominata dalla sua volontà, immersa in una notte senza stelle. Il suo appello: mai fare la propria volontà. Mt 1, 1-16. 18-23 La Vergine Maria nel Regno della Divina Volontà, 10' giorno Don Pierpaolo Maria Cilla, venerdi 8 settembre 2017, Festa della Natività della Beata Vergine Maria

Crescere ad ogni istante sempre più in santità

La preghiera di s. Paolo perché possiamo crescere nella conoscenza della Divina Volontà. La pesca miracolosa é segno degli effetti strabilianti degli atti fatti col potere e la luce della Volontà Divina, mentre la notte di pesca infruttuosa é l'immagine degli atti fatti con la volontà umana sconnessa dalla Divina. Prendere il largo verso la più alta santità possibile, che cresce ogniqualvolta l'anima fa un atto nella Volontà Divina. Per esercitare le virtù molte volte manca l'occasione, ma la Divina Volontà è virtù di cielo in continuo esercizio. Col 1,9-14; Lc 5,1-11 Vol. 13, 14 settembre 1921 Don Pierpaolo Maria Cilla, giovedì 7 settembre 2017, XXII settimana del tempo ordinario anno A

Chi sta nella Volontà di Dio non sente il bisogno di nulla e fa bene a tutti

La giornata di Gesù è tutta spesa per far del bene a tutti. Gli abitanti di Cafarnao vorrebbero che Gesù restasse sempre e solo con loro e con nessun altro, ma Gesù dice che Egli è venuto per tutti e deve andare anche altrove. L'egoismo spirituale di chi pensa solo a sé, ai suoi cari e si disinteressa degli altri. L'anima che sta nella Volontà di Dio sente la necessità di dare anziché di ricevere, si disinteressa di sé per far bene a tutti. Lc 4,38-44 Vol. 11, 3 settembre 1913 Don Pierpaolo Maria Cilla, mercoledì 6 settembre 2017, XXII settimana del tempo ordinario anno A

La cosa che più aborre il demonio

I motivi per cui il Signore ordina a un demone impuro di tacere quando questi dice che Gesù è il Santo di Dio. Come comportarsi quando i demoni ci parlano. Perché é veramente Gesù a parlare a Luisa e non il demonio mascherato. Ciò che Satana rifiuta con orrore più di tutto é che un'anima faccia la Volontà di Dio. La Divina Volontà è inferno per il demonio, e lui la conosce solo per odiarla. Lc 4,31-37 Vol 16, 9 settembre 1923 Don Pierpaolo Maria Cilla, martedì 5 settembre 2017, XXII settimana del tempo ordinario anno A

Il più grande dono di Dio: vivere nel Suo Volere

Gesù annuncia a Nazareth che il dono del Messia promesso é giunto. Ai nazaretani, però, interessano più i miracoli, che Gesù però non fa poiché verso di Lui vi è ostilità e chiusura di cuore. Il dono più grande che Gesù vuole fare alle creature é il vivere nel Divin Volere. Cosa è questo dono e la gran differenza con il fare la Volontà di Dio. Lc 4,16-30 Vol. 17, 18 settembre 1924. Don Pierpaolo Maria Cilla, lunedì 4 settembre 2017, XXII settimana del tempo ordinario anno A

L'elogio della croce

La ribellione di s. Pietro nei confronti dell'annuncio della Passione. La differenza tra il pensiero di Dio e quello degli uomini. L'importanza di avere il pensiero di Dio e di non conformarsi al mondo. Per far questo è necessario rinunziare a se stessi, amare e abbracciare con gioia e gratitudine la croce, diventandone amici e mai più nemici. Cosa è e cosa produce la croce nelle anime? L'elogio della croce fatto da Luisa Piccarreta. Mt 16,21-27 Vol 3, 2 dicembre 1899 Don Pierpaolo Maria Cilla, Domenica 3 settembre 2017, XXII domenica del tempo ordinario anno A

Cosa sono i talenti e come moltiplicarli per quanto si vuole (PDF)

La devozione e la riparazione al Cuore Immacolato di Maria. I talenti secondo la spiritualità classica. I talenti sono anche i singoli istanti di vita che il Signore ci dà e in cui compiere atti volontari e involontari. Ogni atto se viene fatto nella Divina Volontà si moltiplica per tutti, si riceve il merito di tutti e gli effetti si riversano su tutti. Mt 25,14-30 Vol. 11, 24 agosto 1915 Don Pierpaolo Maria Cilla, sabato 2 settembre 2017, XXI settimana del tempo ordinario anno A

Cosa sono i talenti e come moltiplicarli per quanto si vuole

La devozione e la riparazione al Cuore Immacolato di Maria. I talenti secondo la spiritualità classica. I talenti sono anche i singoli istanti di vita che il Signore ci dà e in cui compiere atti volontari e involontari. Ogni atto se viene fatto nella Divina Volontà si moltiplica per tutti, si riceve il merito di tutti e gli effetti si riversano su tutti. Mt 25,14-30 Vol. 11, 24 agosto 1915 Don Pierpaolo Maria Cilla, sabato 2 settembre 2017, XXI settimana del tempo ordinario anno A

Re di sé stessi: la castità

La Volontà di Dio è la nostra santificazione. Cosa è la santità. Il punto da cui iniziare é il dominio delle nostre passioni, per vivere nella purezza. Alcuni mezzi per progredire nella castità. L'amore al patire fa diventare re di sé stessi, perché il patire é regnare. 1Ts 4,1-8 Vol. 6, 16 aprile 1905 Don Pierpaolo Maria Cilla, venerdi 1 settembre 2017, XXI settimana del tempo ordinario anno A

Quelli che fanno tanto bene alla Chiesa

Scribi e farisei definiti ipocriti e guide cieche, impediscono di entrare nel Regno dei cieli. Per entrare nella Chiesa le anime devono essere disposte a crescere in statura. Le anime che vivono nel Divin Volere saranno al corpo mistico della Chiesa come pelle al corpo, e porteranno a tutte le sue membra la circolazione di vita. Saranno esse che daranno la debita crescenza alle membra non cresciute, che saneranno le membra piagate e che col continuo vivere nel mio Volere restituiranno la freschezza, la bellezza, lo splendore a tutto il corpo mistico. Mt 23,13-22 Vol. 13, 11 gennaio 1922 Don Pierpaolo Maria Cilla, lunedì 28 agosto 2017, XXI settimana del tempo ordinario anno A

L'importanza di amare il Papa e la Chiesa

Chi è il Papa e come rapportarsi con Lui. Cosa fare per restare nella Chiesa ed essere custoditi dalle insidiose potenze del male. Alcuni pericoli in materia di fede e di morale per chi si allontana dalla Chiesa: il relativismo, l'edonismo, il tecnicismo. Il valore autentico dell'autorità e dell'educazione ad esso. Mt 16,13-20 Vol 13, 11 gennaio 1922 Don Pierpaolo Maria Cilla, Domenica 27 agosto 2017, XXI domenica del tempo ordinario anno A

Per essere felice l'anima deve poggiarsi tutta in Gesù

Gesù vuole donare a tutti la felicità, per questo va incontro a tutti. La donna cananea é consapevole della situazione della sua anima e di quella della sua figlia. Il misterioso lavoro educativo di Gesù con la donna affinché in lei la fede, la speranza e la carità crescano a dismisura e si costruiscano nella sua anima le cisterne per contenere le innumerevoli grazie che il Signore ha preparato. L'importanza di appoggiarsi sempre su Gesù, fidandosi cecamente di Lui. Mt 15,21-28 Vol. 12, 12 aprile 1918 don Pierpaolo Maria Cilla, 20 agosto 2017, XX domenica del tempo ordinario anno A

La gran differenza tra il vivere unito con Gesù e vivere nel Divin Volere

La gran differenza tra il vivere unito con Gesù e vivere nel Divin Volere Il Regno appartiene a chi é come i bambini, specialmente quelli che sono ancora nel grembo della madre. I piccoli non solo sono più aperti e disponibili alle conoscenze del Regno, ma sono costitutivamente gli unici in grado di passare per la porta del Regno. Per comprendere la differenza tra il vivere uniti a Gesù e il vivere nel Divin Volere bisogna in quanto piccoli entrare nel mare sconfinato del Divin Volere e operare in Esso. Vivere nel Divin Volere é scomparire, entrare nell'ambito dell'Eternità, è fruire, anche stando in terra, di tutte le qualità divine. Vivere unito a Gesù non è scomparire, si resta due esseri anche se insieme. Mt 19,13-15 Vol. 12, 8 aprile 1918 don Pierpaolo Maria Cilla, sabato 19 agosto 2017, XIX settimana del tempo ordinario anno A

I gemiti strazianti dello Spirito Santo nei Matrimoni

I cinque pilastri del Matrimonio: unicità, fedeltà, indissolubulità, fecondità, sacramentalità. I primi quattro sono di ordine naturale, solo il quinto è soprannaturale. Specificazioni circa la complementarietà e castità coniugale. Offrendo le sue sofferenze Luisa è riuscita a ottenere lo stop alla proposta di legge sul divorzio nel 1902. I sospiri amari e i gemiti soffocati dello Spirito Santo per come viene vissuto il Sacramento del Matrimonio. Gesù chiede il ricambio d'amore della creatura per tutto ciò che Egli ha fatto e soffre. Mt 19, 3-12 Vol. 18, 5 Novembre 1925 don Pierpaolo Maria Cilla, Venerdi 18 Agosto 2017, XIX settimana del tempo ordinario anno A

Chi fa scomparire se stesso non fa mai peccati

Gesù dice non solo di perdonare sempre, ma di farlo col cuore. L'infinita differenza tra la Misericordia di Dio per noi e la misericordia che noi dovremmo usare verso i fratelli. Il rancore nasce da un cuore che non si è donato completamente a Dio. Per non peccare più é necessario rinunziare a se stessi e alla propria volontà, consegnando tutto a Dio. Le anime devote ma instabili nel fare il bene provocano grande dispiacere a Gesù. Mt 18,21-19,1 Vol. 2, 19 giugno 1899 don Pierpaolo Maria Cilla, giovedì 17 agosto 2017, XIX settimana del tempo ordinario anno A

Gli effetti del fondersi in Gesù

S. Rocco, pellegrino e apostolo della carità tra i malati di peste. Ciò che legheremo in terra sarà legato in cielo. Se ci legheremo, anzi fonderemo con Gesù in terra gli effetti saranno perenni anche in cielo. Chi si fonde in Gesù ripete ciò che Lui ha fatto e continua a fare, anche supplendolo nel patire che più non può. I contenti, le grazie e le luci che riceve l'anima ogni qual volta si fonde in Gesù e la sua vita in cielo. Mt 18,15-20 Vol. 12, 18 Marzo 1917 don Pierpaolo Maria Cilla, mercoledì 16 agosto 2017, XIX settimana del tempo ordinario anno A, memoria di s. Rocco

Maria, la Donna vestita di Sole

Il dogma dell'Assunzione. Perché Maria é così bella, così pura, così santa? Perché è la Donna vestita di Sole, dove non solo il Suo abito, ma la Sua Abitazione fu il Sole Divino, da cui Lei mai uscì. Il Sole Divino é la Divina Volontà. Le virtù di Maria dipendono dall'abitare la Divina Volontà. Il fare segue l'essere. L'importanza del riconoscere il nostro nulla per poter ritornare stabilmente ad abitare in Dio già su questa terra e poi per sempre in cielo. Ap 11,19; 15,1-6.10; Lc 1, 39-56 Vol. 28, 15 agosto 1930 don Pierpaolo Maria Cilla, 15 Agosto 2017, Solennità dell'Assunzione della B. V. Maria in cielo

L'Assunzione di Maria é la Festa della Divina Volontà

Maria Ss. é l'Arca del Signore. Il contenuto é inscindibile dal contenitore. In Maria il pungiglione della morte é stato annientato. In Lei regna solo la vita. S. Massimiliano Maria Kolbe grazie alla Vergine Maria ha trasformato il bunker della fame e della morte di Auschwitz nel bunker della vita. Maria é la donna che ha fatto della Volontà di Dio la Sua ragion d'essere. Tra Lei e Dio non si frappone nulla, Lei è un tutt'uno con Dio grazie alla fusione delle Volontà. La Festa dell'Assunta é la Festa della Divina Volontà, operante nella creatura umana. LC 11, 27-28 Vol. 18, 15 agosto 1925 don Pierpaolo Maria Cilla, lunedì 14 agosto 2017, s. Messa nella Vigilia della Solennità dell'Assunzione della B. V. Maria in cielo.

Credere nell'amore sconfinato di Gesù

Gesù prega nel silenzio solitario della notte dopo una faticosa giornata. Il riposo del corpo non é mai a discapito dell'anima. I discepoli sulla barca sono sorpresi dalla prova della tempesta ed entrano nel panico. É Gesù che li ha mandati sul lago. Il Signore tutto dispone per il nostro bene. La paura e la rabbia sono figlie della poca fede. Gesù dice a che a noi: "Vieni" nella mia Volontà, lascia la tua. La poca fede di Pietro é poca fede nella Potenza e nell'Amore di Gesù. Anche Luisa per un'attimo ha dubitato dell'amore di Gesù, e Gesù si sente offeso. L'amore di Gesù è immenso. Mt 14,22-33 Vol. 14, 15 maggio 1922 don Pierpaolo Maria Cilla, Domenica 13 agosto 2017, XIX domenica del tempo ordinario anno A

Il desiderio fa sì che Gesù nasca nelle anime

La fallita liberazione di un ragazzo dal demonio da parte dei discepoli di Gesù. L'esorcismo é un sacramentale, la sua efficacia dipende dalle disposizioni interiori. Il fallimento é dovuto alla poca fede. La fede é accettazione delle verità divine ma anche desiderio di Dio. Il desiderio di Gesù fa nascere Gesu nell'anima, e se entra Gesù il maligno fugge via, così come quando arriva la luce le tenebre svaniscono. Il desiderio ardentissimo della Vergine Maria. Crescere nel desiderio di Gesù fa si che Gesù cresca in noi fino a farne lo sbocco fuori. Così, purtroppo, fa anche il demonio. Mt 17,14-20 Vol. 6, 24 Dicembre 1903 don Pierpaolo Maria Cilla, sabato 12 agosto 2017, XVIII settimana del tempo ordinario anno A

Come si forma la vera consumazione dell’umano nel divino

Il cammino indispensabile per giungere alla gloria della Risurrezione: rinnegare se stessi, ossia rinunziare alla propria volontà, prendere la propria croce, ossia abbracciare la Volontà di Dio, e seguire Gesù, ossia mettere in pratica la Sua Volontà. S. Chiara, infiammata da grande amore per Cristo povero, crocifisso ed eucaristico, si è consumata nella penitenza austera per poter vivere in pienezza tutto questo. La via semplice e attuabile per consumare tutto ciò che è umano in divino: distruggere e sostituire tutto ciò che dispiace a Gesù o che non si riferisce a Lui. Mt 16,24-28 Vol 11, 21 maggio 1913 Don Pierpaolo Maria Cilla, 11 agosto 2017, XVIII settimana del tempo ordinario anno A, memoria di s. Chiara

La Divina Volontà dev'essere il sepolcro dell'anima

Gli ultimi giorni di s. Lorenzo prima di affrontare la morte. Come il chicco di grano per dare frutto deve morire nel terreno, così l'anima deve morire nel sepolcro della Divina Volontà per risorgere a vita divina. Lo scoraggiamento di Luisa come occasione per ritornare al suo posto, al suo nulla. Tutto deve morire nella Divina Volontà. La vita non va fondata o presa dalle cose sante, ma solo dalla Divina Volontà, perché solo in essa abbiamo vita divina. Vivere nella volontà umana é pensare a qualcosa di diverso da Gesù, é fare anche cose sante ma col fine o l'effetto di guadagnare per se qualcosa. Se l'anima, invece, pensa solo a Gesù e tutto prende da Gesù, fa sua la Vita divina e quindi tutti i beni possibili. Gv 12,24-26 Vol. 11, 4 luglio 1912 don Pierpaolo Maria Cilla, 10 agosto 2017, XVIII settimana del tempo ordinario anno A, festa di s. Lorenzo

Dio é solito fare le opere più grandi in anime vergini e sconosciute

La parabola delle dieci vergini manifesta il Regno come incontro d'amore tra Dio e la Sua creatura. Le caratteristiche delle vergini: la verginità come costante anelito d'amore verso Gesù, l'umiltà e il nascondimento (non hanno nomi altisonanti), la fede viva (le lampade acccese) alimentata dalla carità (l'olio) verso Dio, il prossimo, se stessi (la conoscenza delle verità di Dio). S. Teresa Benedetta della Croce, vergine e martire, rispose alla chiamata al nascondimento lasciando le alte cattedre accademiche. Perché Gesù sceglie anime nascoste e sconosciute per le Sue grandi opere? L'esempio di altre due vergini: la Vergine Maria e Luisa. Mt 25,1-13 Vol. 15, 20 aprile 1923 don Pierpaolo Maria Cilla, 9 agosto 2017, XVIII settimana del tempo ordinario anno A, Festa di s. Teresa Benedetta della Croce

Gli atti fatti nella Divina Volontà sono soli che illuminano tutti

L'osservanza esteriore della Legge e la creazione di innumerevoli precetti umani da parte dei farisei. I farisei di oggi e i tristi precetti umani che vengono imposti a tutti. Gesù chiama i farisei ciechi e guide di ciechi. La cecità diffusa nei nostri tempi la si illumina non solo con la predicazione, che è essenziale: l'esempio di s. Domenico. I soli che illuminano non dall'esterno ma dall'interno l'anima rimasta ceca sono gli atti fatti nella Divina Volontà, perché scampi dal precipizio nel caso abbia almeno un po di buona volontà. L'esempio della carrozza guidata da Gesù. Mt 15,1-2.10-14 Vol. 12, 28 settembre 1917 don Pierpaolo Maria Cilla, 8 agosto 2017, XVIII settimana del tempo ordinario anno A, memoria di s. Domenico

Le anime vittime sono il sostegno della Chiesa

La barca dei discepoli é sbattuta dalle onde. Quando la Chiesa é nella prova non bisogna abbandonarla, nè spaventarsi, nè perdere la fede, ma pregare per essa e sostenerla anche con l'offerta di se stessi come vittima, dopo un cammino graduale e prudente fatto sotto lo sguardo vigile del padre spirituale. I cinque livelli di amore al patire. L'offerta di se stesso come vittima fatta da San Gaetano. Il motu proprio di Papa Francesco sull'offerta della vita come criterio di santità. La purificazione della Chiesa e la richiesta dello stato di vittima rivolta a Luisa per sostenere la Chiesa. Mt 14, 13-21 Vol. 3, 1 novembre 1899 Don Pierpaolo Maria Cilla, 7 agosto 2017, XVIII Settimana del tempo ordinario anno A, memoria di San Gaetano

Il vero amore è vivere nella volontà del amato

Nella Trasfigurazione Gesù rivela la Sua Gloria. Egli non è solo un uomo: é Dio, é luce. Noi veniamo dalla luce e stiamo andando verso la luce. Come Maria, la Vergine Assunta in cielo, siamo chiamati ad essere luce anche in questa terra, per poi risplendere con Cristo in cielo per l'eternità. Il cammino di ascesi al monte della Trasfigurazione é l'itinerario della preghiera che passa dalla fiducia nella volontà di Gesù e dallo spogliamento dell'anima di tutto ciò che è inutile e dannoso. Il peccato é tenebra, infelicità, aborto e eutanasia dell'anima, é un atto opposto della volontà umana alla Divina, é disamore. Cosa é il vero amore? É fare la Volontà dell'amato. Mt 17,1-9 Vol. 5, 18 ottobre 1903 Don Pierpaolo Maria Cilla, 6 agosto 2017, Cresime, festa della Trasfigurazione del Signore.

Inzuppati nel miele della dolcezza e nel latte della pace

Il tetrarca Erode, accecato da ogni genere di passioni, fa decapitare s. Giovanni Battista. Un cuore schiavo delle passioni non conosce la vera felicità, e giunge a compiere anche gesti estremi che mai avrebbe pensato di fare. Gesù, invece, ha un cuore pieno e inzuppato del miele della dolcezza e del latte della pace, e desidera che anche per le anime sia così. Nessuna ombra di risentimento e inquietudine può affacciarsi dove scorre miele e latte. La Madonna della neve ne é la viva incarnazione. Esempi vari su come accogliere tutto e tutti con l'animo ricolmo di dolcezza e pace. Mt 14,1-12 Vol. 7, 3 Dicembre 1906 Don Pierpaolo Maria Cilla, sabato 5 agosto 2017, primo del mese, XVII settimana del tempo ordinario anno A, memoria della Dedicazione della Basilica di s. Maria Maggiore

Come si diventa Ostia Vivente e Riparatrice

La difficoltà dei nazaretani a vedere oltre le apparenze. L'importanza di saper scorgere le realtà divine presenti oltre i dati sensibili. Esempi vari circa le verità nascoste, in ultimo la presenza viva e reale di Gesù nell'Eucaristia. La richiesta di riparazione al Sacro Cuore di Gesù nell'Eucaristia fatte a s. Margherita Maria. La spiritualità eucaristica del santo Curato d'Ars. Come nella Divina Volontà si formano e si consacrano le Ostie Viventi in grado di dare amore e riparazione infinita a Gesù lasciato solo e a digiuno nei tabernacoli. Mt 13,54-58 Vol. 11, 17 dicembre 1914 don Pierpaolo Maria Cilla, venerdi 4 agosto 2017,primo del mese, XVII settimana del tempo ordinario anno A, memoria di s. Giovanni Maria Vianney.

La rete che non ci lascia cadere nel peccato

La Chiesa è la rete gettata nel mondo nella quale, però, ci sono pesci buoni e pesci cattivi. La facilità nel perdersi dietro il peccato. La rete che ci avvolge, ci tiene con amore stretti a Gesù e nella quale troviamo gusto sono le conoscenze sulla Divina Volontà. Per coloro che sono in essa la possibilità di diventare un pesce cattivo e di perdersi dietro al peccato e alle passioni non esiste più. Mt 13,47-53 Vol. 30, 27 marzo 1932 don Pierpaolo Maria Cilla, giovedì 3 agosto 2017, XVII settimana del tempo ordinario anno A.

I due modi per comprare il Regno dei cieli

L'indulgenza plenaria della Porziuncola, s. Maria degli angeli. La via ordinaria per comprare il tesoro nascosto o la perla preziosa del Regno consiste nel liberarsi dai peccati, da ogni affetto ad essi, dagli attaccamenti alle cose che passano, e compiere opere meritevoli davanti a Dio. La via straordinaria, che presuppone la precedente, per acquistare il Regno é raccogliere e fare propria la semenza di Gesù, ovvero la Sua vita, tutti i Suoi atti, che sono la vera ricchezza. Mt 13,44-46 Vol. 11, 28 ottobre 1915 don Pierpaolo Maria Cilla, mercoledì 2 Agosto 2017 XVII settimana del tempo ordinario anno A memoria di s. Maria degli angeli

Santi si nasce o si diventa?

Il percorso dell'anima dall'atto creativo di Dio fino al suo compimento. Chi sta nella Volontà di Dio è buon grano, chi sta nella volontà del maligno é zizzania. La zizzania puo ritornare ad essere buon grano. Un episodio emblematico della vita di s. Alfonso Maria de' Liguori. La Volontà di Dio nel creare l'uomo fu che in tutto facesse la Sua Volontà. Splendere come soli già su questa terra. Mt 13,36-43 Vol. 12, 3 aprile 1920 Don Pierpaolo Maria Cilla, martedi 1 agosto 2017 XVII settimana del tempo ordinario anno A, memoria di s. Alfonso Maria de Liguori

Le anime coraggiose

L'amore immenso di s. Maria Maddalena per Gesù genera in lei un coraggio intrepido. Descrizione della vita spirituale delle anime timide e di quelle coraggiose. Fa piu un'anima coraggiosa in un giorno che la timida in un anno. Il coraggio di chi si decide a entrare nella Divina Volontà. Gv 20,1-2.11-18 Vol. 8, 12 febbraio 1908 Riflessione di don Pierpaolo Maria Cilla, sabato 22 luglio 2017 XV settimana del tempo ordinario anno A, festa di s. Maria Maddalena

I quattro gradi del vivere nel Supremo Volere

La vita nella Divina Volontà è attrazione da parte di Dio e resa da parte nostra. Le caratteristiche e i frutti della vita nella volontà umana. Gesù attira e chiama tutti ad entrare nel Suo Regno, ove ci sarà differenza di gradi a seconda che le creature vorranno prendere dei suoi beni. I quattro gradi del vivere nella Divina Volontà. Es 3,13-20; Mt 11,28-30 Vol. 19, 26 luglio 1926 Don Pierpaolo Maria Cilla, giovedì 20 luglio 2017 XV settimana del tempo ordinario anno A

La Legge della Divina Volontà

Chi vive nella Divina Volontà è reso partecipe anche della vita intima della SS. Trinità. Cosa sono i misteri di Dio e a chi Egli ama svelarli? La Legge e i beni della Redenzione furono deposti nel Cuore della Vergine Maria e poi rivelati agli Apostoli e alle genti. Luisa é la depositaria della Legge Eterna della Divina Volontà, poiché é un'anima tanto piccola. Gli effetti anche d'un solo atto nella Sua Volontà. Es 3,1-6.9-12; Mt 11,25-27 Vol. 16, 24 febbraio 1924 Don Pierpaolo Maria Cilla, mercoledì 19 luglio 2017 XV settimana del tempo ordinario anno A

Le tre ferite mortali del Cuore di Gesù

Le anime che non accolgono i doni di Dio sono causa di grandi dolori al sacro Cuore di Gesù. Specialmente se il dono é il più sublime e il grande, il dono della Sua Volontà. Le tre grandi ferite del Cuore di Gesù: le pene delle sue anime amanti; l'ingratitudine; l'ostinazione. Es 2,1-15; Mt 11,20-24 Vol. 12, 27 gennaio 1919 Don Pierpaolo Maria Cilla, martedì 18 luglio 2017 XV settimana del tempo ordinario anno A

La croce può produrre tanto bene quanto l'anima è connessa alla Volontà di Dio

Le ultime istruzioni agli Apostoli per la missione. Quando l'asse orizzontale della volontà umana si incrocia con l'asse verticale della Volontà Divina si forma la croce. Il bene che produce la croce dipende da quanto si è connessi alla Divina Volontà. La croce santifica e crocifigge parte della persona, la Volontà di Dio non risparmia nulla, poiché non sa fare opere incomplete. Es 1,8-14.22; Mt 10,34-11,1 Vol. 11, 18 Novembre 1913 Don Pierpaolo Maria Cilla, lunedì 17 luglio 2017 XV settimana del tempo ordinario anno A

L'anima é il campo dove Gesù lavora, semina e raccoglie

La beatitudine di chi accoglie il dono della Parola. Il terreno impermeabile a tutto, quello dipendente dalla propria volontà, quello schiavo della volontà altrui, quello buono perché pronto e disponibile a fare in tutto la Volontà di Dio. La Madonna del Monte Carmelo é il sostegno e l'aiuto per tutti. Il campo prediletto, però, è l'anima che vive nella Divina Volontà dove Gesù opera portenti. Is 55,10-11; Rm 8,18-23; Mt 13,1-23 Vol. 16, 20 ottobre 1923 Don Pierpaolo Maria Cilla, Domenica 16 luglio 2017 XV domenica del tempo ordinario anno A

Il modo per entrare nella Divina Volontà è semplicissimo!

La missione degli apostoli é esigente, faticosa, pericolosa. I timori umani. Il cammino dei nuovi apostoli e figli della Divina Volontà è invece semplice e facile, basta fare i passi giusti, ad incominciare dal primo: volere e sospirare con tutta fermezza di voler vivere nella Divina Volontà. Poi ci sono gli altri successivi. Al resto ci pensa Gesù. La dinamica della crescita nella vita nella Divina Volontà. Gen 46,1-7.28-30; Mt 10,16-23 Vol. 36, 6 maggio 1938 Don Pierpaolo Maria Cilla, venerdì 14 luglio 2017 XIV settimana del tempo ordinario anno A

Nutrirsi e nuotare nel mare della Divina Volontà

Nella missione non si confida in qualcosa ma in Qualcuno. L'annuncio del Regno é la sintesi della predicazione di Gesù. Il Regno dei cieli é sceso sulla terra. Il Divina Volontà é il mare nel quale tutto nuota, ma Essa vuole nuotare in noi. Questo sarà possibile solo se noi glielo permettiamo dandole la nostra volontà. Nutrirsi in tutto solo di Volontà di Dio, per poi ridare tutto solo a Dio. Prendere e dare nella Divina Volontà. Gen 44,18-21.23-29; 45,1-5; Mt 10,7-15 Vol. 12, 9 marzo 1919 Don Pierpaolo Maria Cilla, giovedì 13 luglio 2017 XIV settimana del tempo ordinario anno A.

La Redenzione è salvezza, la Divina Volontà è Santità!

La missione dei dodici apostoli: annunciare che il Regno dei cieli é vicino, sia nel senso temporale che "spaziale". Il Regno dei cieli é il Regno della Divina Volontà. I tre Fiat. La differenza tra i santi della Redenzione e i santi della Divina Volontà. La Divina Volontà è più grande della Redenzione. Gen 41,55-57; 42,5-7.17-24; Mt 10,1-7 Vol. 13, 3 Dicembre 1921 Don Pierpaolo Maria Cilla, mercoledì 12 luglio 2017 XIV settimana del tempo ordinario anno A.

Sai se ami solo Gesù e vivi solo di Lui? Ecco il test

Una donna ha perso la vita e un'altra la sta perdendo. La riacquistano col tocco di Gesù. Nel dolore Gesù diventa l'unica speranza, l'unico amore, l'unico datore di vita, l'unico. Ma Gesù vuole essere amato sempre e sempre vuole essere vita nostra. Come si comprende se amiamo solo Gesù? Le tre tipologie di uomini. L'immagine del tronco (Gesù) e dei rami (noi), una é la vita, uno è lo scopo, l'uno e l'altro sono la stessa cosa, un'unico albero. Gen 28,10-22a; Mt 9,18-26 Vol. 11, 28 febbraio 1912 Don Pierpaolo Maria Cilla, lunedì 10 Luglio 2017 XIV settimana del tempo ordinario anno A

Scuola di umiltà, scuola di felicità

I segreti del Regno della Divina Volontà Dio li svela solo ai piccoli. I tre insegnamenti di Gesù per essere piccoli: venire a Lui, prendere Lui, imparare da Lui. L'anima umile é come un fiore senza spine, si può mettere dove si vuole perché non punge. Zc 9,9-10; Rm 8,9.11-13; Mt 11,25-30 Vol. 6, 24 febbraio 1905 Don Pierpaolo Maria Cilla, Domenica 9 luglio 2017 XIV del tempo ordinario anno A

Vivere abitati da Gesù e abitanti in Gesù

La Grazia va accolta nella santità di una vita nuova. Vino nuovo in otri nuovi. Nella Divina Volontà gli otri, che siamo noi, non solo contengono il vino nuovo ma sono contenuti dal vino nuovo, da Gesù. Egli é la nostra abitazione e noi la Sua, e le nostre anime diventano tanto trasparenti che vi è un travaso continuo di luce e amore tra Gesù e noi, tra noi e Gesù. Gesù farà scomparire tutte le altre santità e farà ricomparire la santità del vivere nella Sua Volontà. Gen 27,1-5.15-29; Mt 9,14-17 Vol. 12, 20 novembre 1917 Don Pierpaolo Maria Cilla, sabato 8 luglio 2017 XIII settimana del tempo ordinario

Come si fa a capire se si vive nella divina volontà

Come s. Matteo, alla chiamata di Gesù si risponde mettendosi in moto senza fare calcoli di convenienza. Il moto é il segno della vita. Se il moto primo degli atti é la Volontà di Dio e non l'interesse e il piacere personale o altrui, allora la Divina Volontà regna nell'anima. Gen 23,1-4.19; 24,1-8.62-67; Mt 9,9-13 Vol. 29, 13 luglio 1931 Don Pierpaolo Maria Cilla, venerdì 7 luglio 2017 XIII settimana del tempo ordinario

Gli effetti benefici della fatica nella divina volontà

La fatica di Abramo e di quanti scelgono di fare la Volontà di Dio. Gesù rende i pesi leggeri. Gli effetti benefici della fatica sono sempre a pro di tanti. Le consolazioni di Gesù per le fatiche di Luisa. Gli atti fatti nella Divina Volontà sono più che sole, capaci di eclissare persino il cielo e portare la vera luce alla terra. Gn 22,1-19; Mt 9,1-8 Vol. 19, 15 settembre 1926 Don Pierpaolo Maria Cilla, giovedì 6 luglio 2017 XIII settimana del tempo ordinario

Mai più soli

San Giuseppe ha accolto Gesù, gli uomini lo scacciano. La vita nella Divina Volontà è un dono che Dio fa a quanti lo desiderano, lo conoscono, lo apprezzano, lo invocano. La vera ricchezza é fare tutto con Gesù. Egli non vuole che compiamo gli atti quotidiani da soli, ma sempre con Lui. Chiamiamolo. Gen 21,5.8-20; Mt 8,28-34 Vol. 11, 20 agosto 1912 Don Pierpaolo Maria Cilla, mercoledì 5 luglio 2017 XIII Settimana del tempo ordinario

Le tre chiavi: confidenza, scioltezza, semplicità

La paura e l'agitazione come frutti della volontà umana. Se Gesù è con noi non si affonda mai, questo ad ogni livello: personale, familiare, ecclesiale. L'importanza, quindi, dell'essere fusi con Gesù. Stare intorno a Gesù, dimenticandosi di se stessi, persino delle proprie miserie, per occuparsi solo di Gesù ed essere il Suo contento. Le chiavi per avere tutto da Gesù. Gen 19,15-29; Mt 8,23-27 Vol. 10, 19 maggio 1911. Don Pierpaolo Maria Cilla, martedì 4 Luglio 2017 XIII Settimana del tempo ordinario

Il velo della fede si squarcia con l'amore

L'umana volontà in s. Tommaso. La fede proviene dall'ascolto e non dalla visione. Eppure Dio in un caso si sente costretto a rompere il velo della fede. Ef 2,19-22; Gv 20,24-29 Vol. 10, 28 gennaio 1911. Don Pierpaolo Maria Cilla, lunedì 3 luglio 2017 Festa di s. Tommaso Apostolo

Mandati come apostoli ma a precise condizioni

L'apostolo é l'inviato del Signore, sacerdote o laico che sia. Le condizioni per essere apostoli: amore totale a Gesù e rinunzia alla propria volontà. L'identità nascosta dell'apostolo: é il contenitore di Gesù. 2Re 4,8-11.14-16a; Rm 6,3-4.8-11; Mt 10,37-42 Don Pierpaolo Maria Cilla, Domenica 2 Luglio 2017 XIII Domenica del tempo ordinario

Gesù va chiamato sempre a venire in noi

Gesù viene sempre incontro all’uomo per caricarsi delle sue malattie e sofferenze. Gesù viene nella casa della nostra interiorità quando lo chiamiamo. Gesù va chiamato sempre nel nostro operato. I nostri atti sono la scorza dell’operato divino di Gesù. Differenza tra sostanza e accidenti. La connessione con tutti. Gen 18,1-15; Mt 8,5-17 Libro di Cielo Vol. 7, 28 Novembre 1906. Sabato 1 Luglio 2017 XII settimana del tempo ordinario

Cosa si deve fare quando si è nella sofferenza

Il mistero della sofferenza. I tre modi con cui è possibile rapportarsi alla sofferenza: diabolico, spirituale, divino. Le pene forzate e le pene volontarie. Noi siamo l’abitazione di Dio nel quale Dio vuole essere libero di fare quello che vuole. Tb 3,1-11.16-17; Mc 12,18-27 Libro di Cielo Vol. 29, 4 Maggio 1931. Don Pierpaolo Maria Cilla, Mercoledi 7 giugno 2017 IX settimana del tempo ordinario, Seminario sulla Divina Volontà

I benefici della presenza di Gesù

La vita come un camminare davanti a Dio e stare sempre alla Sua presenza. Il bimbo incontro al padre. L’abbandono e la fiducia nel Potere della Divina Volontà. Cosa fare per sperimentare gli effetti benefici della presenza di Gesù e quali sono. Gen 17,1.9-10.15-22; Mt 8,1-4 Libro di Cielo Vol. 11, 6 settembre 1912. Venerdi 30 Giugno 2017 XII settimana del tempo ordinario

La volontà umana è una prigione, la Divina Volontà è libertà

L’amore e l’obbedienza al Papa, fondamento della Chiesa. Differenza tra missionario attivo e missionario attivante. Descrizione dell’oscuro carcere dell’umana volontà. La libertà dei ss. Pietro e Paolo quando hanno aderito alla Volontà di Dio. Libro di Cielo Vol. 29, 5 giugno 1931. Giovedi 29 Giugno 2017, Solennità dei ss. Pietro e Paolo