Stemma di don Leonardo Maria Pompei Don Leonardo Maria Pompei Sacerdote · Apostolato

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Catechesi sul sacramento dell Eucaristia

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Trascrizione

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Gesù e Maria Oggi, fratelli e sorelle carissimi, la liturgia che si situa nel tempo ordinario che è ricominciato da noi discorso, ci invita a riflettere sul tema dell'incontro con Dio. Sia la prima lettura con la storia di Samuele che incontra il Signore e poi riceve la sua parola, e l'episodio parallelo del Vangelo con i primi discepoli che incontrano Gesù, ci viene sottoposto questo tema molto importante e su cui dobbiamo far convergere la nostra attenzione, non dando mai per scontato il fatto che noi il Signore lo abbiamo incontrato veramente.

Perché purtroppo può accadere... Può accadere che si frequentino anche gli ambienti sacri come questo e, ahimè, purtroppo il Signore nel nostro cuore veramente non lo abbiamo incontrato mai. Adesso, vedendo bene le letture, vedremo che ci sono alcuni segni distintivi, cioè come si incontra il Signore.

Ci stanno delle modalità concrete che risultano da questi due brani che adesso vedremo insieme. Prima cosa, sia Samuele che i primi discepoli incontrano il Signore attraverso... L'ausilio di un mediatore. Samuele riceve la voce di Dio di notte, no? Però è il sacerdote Eli che gli dà la conferma che era Dio che gli aveva parlato.

I primi discepoli incontrano Gesù attraverso Santo Vanni Battista che gli dice Ecco l'agnello di Dio, ecco quello che toglie il peccato del mondo. Quindi, prima regola, questa è una cosa molto importante, l'incontro con il Signore è sempre mediato da qualche figura intermedia. Ma voi sapete che Lutero e i protestanti con lui dicevano che hanno praticamente azzerato tutte le mediazioni ecclesiali, tolto i sacramenti della confessione, tolta la figura del sacerdote, eccetera, perché dicevano il rapporto con Dio è tra te e lui, te la vedi tu con lui.

La Bibbia non insegna questo. Il rapporto con Dio è sempre, almeno all'inizio, mediato. C'è una figura di riferimento, sempre. Per questo, vedete, io posso confessare a tutti, posso assolvere i peccati a tutti, ma io non mi posso assolvere. Non sono peccati da solo. Vedete che questa necessità di una mediazione, il Signore l'ha inserita anche nei sacramenti.

Io posso dare l'assoluzione a tutti, ma non a me. Posso dare l'olio santo a tutti, ma non a me. Per cui anche chi ha il compito istituzionale di essere mediatore deve ricorrere, per ricevere dei sacramenti, ai mediatori. Quindi, capite, anche il Papa si confessa. Il Papa non si può dare l'assoluzione.

Quando a qualche bambino dico che il Papa si confessa, mi guardano e mi fanno il Papa si confessa, dico. Certo che si confessa. Che fa? Dice, io mi assolvo dei miei peccati. Non si può fare questa cosa qui. La prima cosa. La seconda cosa. L'incontro viene dall'ascolto. Samuele si mette in ascolto.

Parla, Signore, il tuo servo ti ascolta. I primi discepoli danno retta a San Giovanni, è quello che gli dice. Ecco l'agnello di Dio, e prendono e fanno quello che gli viene detto. E seguono Gesù. Ora, l'ascolto, fratelli e sorelle carissimi, è assolutamente fondamentale. Perché è ciò che noi udiamo con le nostre orecchie che può cambiare la vita.

Se io penso alla mia conversione, la mia conversione personale è venuta da alcune parole ascoltate che hanno cambiato per sempre la mia esistenza. Sul bollettino di questa settimana trovate tutti quanti i resoconti impressionanti, insomma, sul sito dell'Internet. Se vedete il sito della nostra parrocchia, chi può, c'è un'area grandissima degli MP3, cioè delle cose che si...

che scaricano e che si ascoltano. Io che conosco l'amministrazione, se andaste a vedere, ci sono milioni di scaricamenti di quelle cose lì. Arrivano le mail, la gente mi dice metti quelle cose perché poi vado in macchina e me le sento. E mi fa bene, perché risentire alcune cose con calma, con serenità e con tranquillità aiuta a farle scendere nel cuore.

San Paolo scrive nelle sue lettere che la fede viene dall'ascolto. Fides ex auditu. Attraverso una parola che ti viene detta, accogli, ascolti e che fai tuoi. Ti cambia e ti trasforma dal di dentro. È fondamentale. Quindi questo significa che noi dobbiamo assolutamente dedicare degli spazi e dei tempi all'ascolto.

Ascoltiamo dalla mattina alla sera un sacco di cose. Andare almeno a messa la domenica, voi capite? Che oltre al dovere di rendere culto a Dio, il Signore ce l'ha imposto, perché almeno dieci minuti a settimana sei in certo modo, tra virgolette, costretto, tra virgolette, anche se è un atto libero, venuti qui liberamente stamattina a messa, a mettersi in ascolto di Dio.

Perché senza l'ascolto non è possibile avere una reale crescita nella fede. La terza cosa, l'ascolto non basta. Cosa fanno i primi discepoli e cosa dice Gesù? Maestro, dove abiti? Venite e vedrete. E vanno da Lui e stanno con Lui. Quindi la terza cosa dell'incontro con il Signore è la frequentazione di Lui.

Gesù si frequenta fondamentalmente, in due forme, ecco, i sacramenti e la preghiera. La preghiera non soltanto quella, come dire, che comunque è importante, quella diciamo istituzionale, le preghiere che dobbiamo dire la mattina e la sera. Ecco, è importante che tutti impariamo, perché la forma più alta di preghiera è quando noi ci mettiamo anche a casa nostra, oppure in chiesa, davanti al tabernacolo, alla presenza di Dio e ci parliamo.

Parlare roba a cuore a cuore, a tutto il tempo, a tutto. Tante volte ho raccontato, una volta, una grandissima santa, santa Faustina Kowalska, ricevette queste parole da parte di nostro Signore. Santa Faustina Kowalska la conoscete, quella dell'immagine della Divina Misericordia, canonizzata da Giovanni Paolo II, una santa molto famosa, con un messaggio molto bello.

E una volta il Signore disse, senti, guarda che tu non mi hai dato ancora tutto di te stessa. Per capire, questa era una donna generosissima, è entrata in convento, è offerta a Dio la giovinezza, è morta a 33 anni, era proprio un angioletto. E questa poraccia gli ha preso un angoscia, dice, come non gli ho dato tutto di te?

Lei pensava, dice, certo io sono una grande peccatrice, sono stato in perfezione, però che devo fare? Mi sembra di essere obbediente, mi sembra di essere una buona cuore, mi sembra di aver dato la vita al Signore. E si angosciava. Il Signore gli riappare, dice, tu ancora non mi hai dato tutto, tu ancora non mi hai dato tutto.

Insomma, alla fine gli dice, senti, mi dici per favore che è successo. Sai quel cos'è che non mi hai dato? Le tue miserie. Ancora non me le hai date. Tu non mi parli dei tuoi problemi, tu non mi parli delle tue difficoltà, tu non mi parli delle tue debolezze, tu non mi dici quello...

Allora gli risponde, dice, eh, Signore, ma che te ne dica a fare? Ma tu sai tutto! Lui gli risponde, certo che so tutto, ma se tu non me ne parli, io non posso intervenire su quelle cose. Perché non me le dici? Capite? È certo che il Signore sa tutto, ma tu di chi parli con i tuoi problemi?

Prima di parlarne con l'amico, non parlatene con gli psicologi, parlate con qualcuno, qualche buon mediatore o qualche buon confessore, però prima ancora di parlare con il confessore, parliamone con il nostro Signore. Io ho l'esperienza concreta. Quando tu un problema lo affronti e glielo dici a Lui, Lui ti ispira, ti illumina, ti dà una luce, ti dà la possibilità di comprendere come affrontarlo, quantomeno ti consola se c'è una difficoltà e ti rafforza per affrontarlo.

Quindi la terza cosa è lo stare con Gesù. La quarta cosa sono le conseguenze. La vita cambia. Cosa dice Gesù di Samuele? È bellissimo. Non lasciò andare a vuoto nessuna delle parole del Signore. Quindi, una volta che ho compreso che sto in contatto con Dio, l'ascolto e la mia vita cambia.

Vedete, quando arriva Simone, subito Gesù gli cambia il nome, non ti chiami più Simone, ti chiami Pietro. Questo è un segno simbolico. Sapete che un tempo, e lo fanno ancora le congregazioni serie, quando uno entrava in convento, cambiava nome. Perché? Perché, entrato in convento, vuol dire che mi sono deciso di diventare santo.

Quindi lascio la vita di prima e il mio nome nuovo indica il fatto che comincio una vita nuova. Questo non vale soltanto per chi entra in convento. Perché se tu incontri il Signore, la vita cambia. Cioè, le persone che incontrano il Signore, quando ripensano e si guardano indietro, specialmente se sono state lontane da Dio, inorridiscono.

Dicono, ma io come ho fatto a fare così? Ecco. C'è un forte cambiamento di vita. Per esempio, parentesi sulla seconda lettura, uno dei propri punti cardini, l'impurità. Il distintivo di quelli che stanno lontano da Dio sono i peccati impuri. Questi li fanno tutti. Quasi tutti, d'accordo?

Il distintivo di quelli che hanno incontrato con Dio è che i peccati impuri non li fanno più. Mai. Non solo che non li fanno, ma ne hanno orrore. In qualunque stato di vita si trovino. Perché sapete che con l'impurità si fanno peccati dovunque. Prima del matrimonio, cominciando a vivere con marito e moglie, durante il matrimonio, con i tradimenti, con le contraccezioni, dovunque.

Nel parlare, nel pensare, nel vestire, eccetera. Quando la persona incontra il Signore, dal momento che questo è un peccato brutto, ci dice San Paolo, perché è un peccato che abbrutisce l'uomo. Qualunque peccato che l'uomo commetta è fuori dal suo corpo, ma chi pecca contro la purezza pecca contro il proprio corpo e profana il Tempio dello Spirito Santo.

È un peccato brutto. È bruttissimo questo. Vedo qualche innocente, quindi non approfondisco alcuni temi per riguardo a loro. Però è proprio un distintivo. Quando una persona incontra il Signore e nasce automaticamente proprio un orrore verso questa cosa, perché questo è un peccato che è particolarmente in odio al Signore ed è purtroppo quello che dà ai clienti ai piani sotterranei dove ci auguriamo che nessuno di noi metta mai piedi.

L'ultima cosa, l'ultimissima cosa, è che quando una persona incontra il Signore non può fare a meno di condividere la propria gioia. Quindi da discepolo diventa apostolo. Questo è successo ad Andrea e Giovanni. Stanno una giornata con Gesù. Cosa fanno poi? Vanno da Simon Pietro e gli dicono Oh, abbiamo trovato il Messie.

Quindi se nel mio cuore non c'è almeno un po' di fuoco, almeno un po' di desiderio di condividere la fede, sempre attenti, con calma, con dolcezza, con educazione, con modo. Non bisogna mai fare i pazzerielli e dare l'impressione che si è un po' esaltati oppure fanatici. Però un conto è le persone che addirittura a volte si vergognano di professare la fede.

Un conto è la persona che, sapendo che questa è la chiave della felicità perché la vive nel cuore, cerca, con le maniere sante, di comunicare questa sua esperienza alle altre persone. Perché è un'esperienza reale, è un'esperienza spirituale, ma è un'esperienza reale. La vita cambia completamente quando uno incontra il Signore.

Giovanni Paolo II, il beato Giovanni Paolo II, tra le tanti nodi che ha tessuto della Vergine Maria, disse che ella era la prima e la più perfetta discepola di Nostro Signore Gesù Cristo. Era il modello di coloro che incontrano, abbracciano il Signore e traggono tutte le conseguenze di vita santa dall'incontro.

Chiediamo a Maria Santissima all'inizio di questo nuovo anno che ci doni la grazia e la forza di rinnovare il nostro impegno per crescere nella conoscenza del Signore, ascoltandolo, nella frequentazione con Lui e nella lotta contro i tagli che dobbiamo fare per essere degni della sequela del Signore, stando lontano dal peccato, specialmente da quello grave, per vivere nella grazia e nella libertà dei figli di Dio.

Siano lodati Gesù e Maria. Amen.

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