Audio · Catechesi varie
Conoscere se stessi per convertirsi davvero
Trascrizione
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Siamo notati Gesù e Maria. La parte delle cose che probabilmente dirò questa sera, chi segue un po' le catechesi le ha già sentite, ma è un discorso molto importante, conoscere se stessi per convertirsi davvero. Mi riallaccio per un istante al Vangelo di domenica scorsa, che avevano stati tutti quanti ammessi, il Vangelo del cieco nato. Un Vangelo che la Chiesa non a caso mette durante la Quaresima e colloca particolarmente nella Domenica Letare, un Vangelo che fu da sempre oggetto di una catechesi antichissima della Chiesa.
Perché i battezzati, anticamente, venivano chiamati gli Illuminati. Cioè, il cieco nato, chi è cieco fin dalla nascita, sono io e sei tu. Tra l'altro, probabilmente forse riusciremo anche a ricordare che questa affermazione è in parte oggi sottoscritta da alcuni risultati delle scienze umane, che hanno dimostrato che c'è una parte di noi stessi, che proprio tecnicamente si chiama l'io cieco, dove noi non vediamo alcune cose.
E' una parte di noi. Quello di cui Gesù parla nel Vangelo. Perché guardi la pagliuzza nell'occhio del fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo? Voi immaginate averci una trave qui e non vederla. Gesù non dice perché guardi la pagliuzza anziché guardare la trave. Dice non ti accorgi della trave che è nel tuo.
Quindi vuol dire che ci sono delle cose di noi stessi che noi non conosciamo. I battezzati erano illuminati perché? Perché Gesù era luce del mondo. Vedremo la liturgia di Pasqua. Quanto è intenso. Raccomandate i miei parrocchiani, raccomando anche a voi. Spero che almeno una volta in vita vostra siete stati a una veglia pasquale.
Perché se non ci siete andati almeno una volta a una veglia pasquale dovete andarci. Poi vi sentite l'omelia che faccio io la veglia pasquale. Se non la spiegano bene. Quest'anno vorrei proprio durante la veglia pasquale spiegare proprio tutto. Perché c'è una tale ricchezza. In una sola liturgia è concentrato tanto di...
di quel materiale catecretico, perdonatemi l'espressione, che se si potrebbe passare fino all'alba a fare, come dire, tutta quanto una spiegazione per penetrare nella ricchezza dei segni. Comunque i cristiani venivano chiamati illuminati. Illuminati perché erano passati da una condizione di cecità assoluta, quindi il cieco nato, ad aver aperti gli occhi.
Ora, molti santi, molti mistici, tra cui Santa Teresa, Davide per esempio, hanno approfondito questo tema. E' una condizione profonda quella del cieco. Perché il cieco ha le palpebre chiuse. Quindi per quanto riguarda ciò che lui percepisce, provate a chiudere gli occhi mentre io sto parlando, poi vi faccio un pochettino...
Lui non vede nulla, ma la realtà esiste. Anche se lui non la vede. E' lui che non la vede. Ma la realtà esiste. Che significa questo? Dice Santa Teresa Un cieco, poverino, non sa che esiste il sole. Perché se c'è le palpebre chiuse, non puoi, come dire, essere testimone del fenomeno luce.
Un cieco dalla nascita non sa che esistono i colori, non sa che esistono le forme, non sa come sono i volti degli uomini, non sa neanche come sono i volti della tutta cante. Le cose più belle che esistono non le conosci. Allora, tale è la realtà con cui noi nasciamo come figli di Adamo e di Eva.
Se voi prendete Sant'Ommaso d'Aquino, quando lui parla delle conseguenze della macchia d'origine, conseguenze della macchia d'origine che rimangono anche dopo il battesimo, perché il battesimo toglie la macchia e la colpa, non le conseguenze. Questo è empiricamente evidente, perché noi moriamo, noi diventiamo brutti, dopo un po' di anni facciamo i monumenti caduti alle cose, soffriamo il freddo, soffriamo le malattie, soffriamo la fatica, soffriamo il sonno durante le altre nostre miserie.
Ci sono delle conseguenze interiori della colpa d'origine. La prima e la più grave è la cecità, cioè l'ignoranza, l'ignoranza intesa proprio nel senso etimologico. Ci sono delle cose, le cose più importanti per vivere, che tu non conosci. Se voi provate a chiudere, sarebbe bello fare una catechesi, fare una prova, fare un po' di imbottiture in giro, no?
Dopodiché dici, via, cominci a camminare al buio, e vedi quello che succede, ti sfracelli in continuazione, è impossibile che non accada, perché non ci vedi niente. Quindi, l'ignoranza è la prima, poi ce ne sono altre tre. Ma questa è la più grave, perché se tu stai al buio, al buio noi non possiamo fare niente.
Ora, voi sapete che le scienze umane hanno in parte confermato questo dato. Vi dico alcuni numeri, perché quando li ho saputi, io sono rimasto molto stupito. Abbiamo alcuni numeri che riguardano l'uso delle nostre facoltà cerebrali. Voi sapete che un genio, non lo so, un Einstein, o una persona comunque dal cervello molto sviluppato, in relazione al totale del suo quoziente intellettivo, ne adopera circa il 15%.
Quindi abbiamo delle grandissime potenzialità intellettive che non metteremo mai in campo, perché non vengono a galla. Se una persona mette in pratica tutte le cose che dico stasera, tutte d'altrove, e comincia a fare un buon itinerario per cominciare a conoscere se stesso, impegnandosi bene, potrà aggiungere a una conoscenza di sé 50%, siamo già altini eh, 60%, 70% siamo altissimi, 70% sono già i grandi maestri di spirito, i grandi illuminati, i grandi asceti, i grandi sapienti.
Al 100% non ci si arriva in questo mondo. Ma arrivare a questi numeri è enorme. Sapevate per esempio un'altra cosa, quando l'ho saputa, questo vale molto per la nostra vita, voi sapevate che la nostra comunicazione, al 92% non è verbale, cioè sto parlando con voi adesso, no? Molto più delle cose che dico, conta come le dico.
Non è che mi ci sforzo, cioè io le dico come mi viene, quindi se va bene va bene, se non va bene non va bene. Però, cioè, noi parliamo per il 92% senza parole, quindi come tu guardi una persona, il tono della voce, i gesti, il portamento, l'andatura. Io ogni tanto faccio avvelenare tutti quanti i miei figli spirituali, perché li faccio le camminate di tutti quanti.
Dovevo sapere che se tu osservi come uno cammina, come cammina ti dice molto di quello che è. Attenti quindi, che vi squadro. Ma guardate che a qualcuno li faccio tale e quale. Appena li faccio, faccio tre passi, questo e questo, bravo. Faccio attenzione, questo e quest'altro. Perché anche come camminiamo, noi parliamo.
Come ci vestiamo, noi parliamo. Quindi, ci sono tutta quanta una serie di mondi. Cos'è che non conosciamo? Perché i cristiani sono illuminati e che cosa non conoscevano? Che dopo l'illuminazione la conoscono. Allora, due cose. L'illuminazione consiste nella luce su Dio e sul suo mondo.
E la luce su io e sul mio mondo. Perché sono, attenzione, mentre che su Dio e sul suo mondo più o meno tutti concordano che le conoscenze sono alquanto scarsine, avete mai pensato che le conoscenze di voi stessi sono abbastanza scarsine? Sto facendo un ciclo di Catechesi che durerà in corso il raggio del Buon Consiglio, che durerà 20-30 Catechesi.
Quindi ciascuna di queste cose, può essere approfondita. Voi provate, se uno di voi dovesse venire a chiedere, ma di botto, non ci si sta a pensare, descrivimi come sei fatto, dimmi cosa mi dici di te stesso, dimmi chi sei, come sei, dimmi com'è il tuo carattere, dimmi com'è il tuo temperamento, dimmi quali sono i tuoi difetti, dimmi quali sono i tuoi pregi, dimmi quali sono le tue zone d'ombra, dimmi quali sono i doni che Dio ti ha dato, di natura, di grazia, le risorse che c'hai da mettere in campo, perché stai al mondo, che campi hai a fa', dove vai, da dove vieni, le domande che abbiamo fatto la sera scorsa, quali sono le cose per te importanti?
Dai, spara subito, 7 valori in ordine gerarchico, 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, e dimostrami che questi sono veramente valori, perché il numero 1 deve essere il numero 1, il numero 2 deve essere il numero 2, ne sto dicendo soltanto qualcuna. Siamo capaci di capire i nostri comportamenti, quando noi facciamo una cosa che non funziona, non dobbiamo soltanto chiederci ho fatto bene o ho fatto male, la domanda delle domande è perché faccio questo?
Perché faccio così? Perché reagisco in questo modo? Perché prendo questa posizione? L'altra domanda delle domande è per chi faccio questo? Allora, dovete calcolare che la quasi totalità degli uomini vive vegetando, cioè non è che vegeta così, come le piante, perché noi comunque, oltre che alla facoltà di nutrizione che hanno anche le piante, abbiamo anche quella di locomozione e abbiamo anche quella di intellezione, d'accordo?
Però non è questa una grande miseria, l'uomo, cioè nessuno è più intimo a me di me stesso, io mi devo autosopportare 24 ore su 24, eppure ci sono delle cose di me stesso che conoscete meglio voi di me, questo è uno dei tanti paradossi, ci sono delle cose di noi che non conosciamo, voi sapete che sono secoli che gli uomini, anche contemporanei, per esempio studiano un grande mistero che è la fase umilica degli uomini, i sogni che facciamo, è ormai certo che esiste l'inconscio, è certo che esiste l'inconscio, ci sono moltissimi i nostri comportamenti che sono attivati da parti di noi, comportamenti oscuri.
Tutti quanti noi, tutti, nessuno escluso, abbiamo delle stranezze, tutti, ce l'ho pure io, facciamo delle cose strane, cioè abbiamo dei comportamenti strani, li sappiamo noi, se abbiamo il coraggio di cominciare a dirci un po' di verità e non ci raccontiamo sempre un sacco di balle, saremmo contentissimi se le sapessimo noi e basta, d'accordo?
E se uno ci va a pensare, dice ma, ma com'è che faccio così? Mi sembro abbastanza normale, e poi c'è questa cosa che è un po' da mezzo schizzato, ma come mai? Siamo pieni di queste cose. Allora, perché è così importante conoscere noi stessi? Noi abbiamo celebrato la Santa Messa, molti di voi in questi giorni sono confessati, noi preghiamo, allora sappiamo, abbiamo fatto ieri le Catechesi, ieri e oggi non mi ricordo più, scusate l'Alzheimer, dice allora, dobbiamo diventare santi?
Il progetto di Dio è che noi dobbiamo diventare santi, domanda come si fa a diventare santi? Per diventare santi bisogna usare i mezzi di santificazione, sempre più e sempre meglio, quindi i sacramenti, la preghiera, la formazione, il poter conoscere la volontà di Dio, e poi farla.
Perché i sacramenti? Perché per diventare santi ci vogliono due cose, la nostra buona volontà e però il soccorso della Divina Grazia, perché senza la Grazia di Dio, dice Gesù, non possiamo fare nulla. Però, però, San Tommaso dice, la Grazia, se sto diventando troppo complicato alzate la mano eh, presuppone la natura e la porta a perfezione.
Se la mia natura sta messa male, cosa porta a perfezione la Grazia? Può portare alla costruzione della Grazia una natura messa male? Non tanto. Perché se Gesù è diventato il più santo dei santi, per tutti quanti i suoi infiniti, di meriti, ma perché la sua natura umana era perfetta, non c'era la macchia originale, perché la Madonna ha una santità così grande?
Guardate che la Madonna è di una bontà, è una creatura unica, perché ha l'Immacolata Concezione, il Padre Eterno è intelligente eh, il Padre Eterno lo sapeva che se non l'avesse fatta immacolata non avrebbe potuto diventare così grande la Madonna, è proprio impossibile. Perché San Giuseppe, è il più santo dei santi, perché è il più santo dei santi San Giuseppe?
Perché è stato pre-santificato nel grembo della Madre. Ecco perché è importante che battezzate i vostri figli, non quando prendono marito, battezzateli subito, perché più tempo rimane questa situazione di disordine nella nostra anima e peggio è, anche se noi non ci crediamo oggi, oggi non ci crede più nessuno.
Grande santità, grande santità, perché la natura umana, San Giuseppe è stato toccato dalla colpa d'origine, ma è stato immediatamente tirato fuori, e ha ricevuto un surplus di grazie da parte del Signore che l'hanno abbastanza sistemato, anche umanamente, per poter compiere la sua missione.
Noi non siamo così, e insieme ai guai prodotti in noi dalla macchia d'origine, poi ce ne stanno tanti altri sopravvenuti. La famiglia di San Giuseppe, se vi leggete la vita di San Giuseppe di Sor Cecilia Bai, era santa. La famiglia della Madonna era santa. La famiglia di Gesù, insomma, era santa.
Perché se tu non vivi in una famiglia di santi, questo è un problema grosso. Ne parlavo prima, se tu hai dei disordini dentro casa, liti, impicci, urli, botte, separazioni e cose di questo genere, tu non è che puoi vedere queste cose che ti scivolano sopra, come un'acquazione sopra l'impermeabile.
No, no, queste cose qui ti segnano, ti condizionano, ti lasciano delle ferite. Se non le guarisci quelle ferite, quelle ferite sono degli squarci aperti, sono delle zone della tua umanità, non feconde, non vive. Se tu non le conosci e non le porti dal medico, non te le fai risanare, la tua possibilità, la tua percentuale di santità è coartata, è bloccata, non ci sta niente da fare.
Ora, state attenti però, il cammino di conoscenza di se stessi è un cammino bello, ma doloroso. Oggi ho letto una bella frase sopra, perché mi sono avuto un truffolare dentro la casa delle suore, di Stefano. Non la conoscevo, me la rivendo subito. Adesso è il primo rivendimento di una lunga serie di rivendimenti.
Sapete cosa dice? Se vuoi diventare santo, devi soffrire un po'. Se vuoi soffrire molto, non diventare santo. Allora, se noi non ci prendiamo santamente cura di noi stessi, anche accettando, cioè se noi siamo malati, dobbiamo andare al medico. Io una delle mie fobie, che ho dovuto superare da piccolo, ho il terrore dei medici.
Se vedete il dottore, le punture. Allora, perché il medico chiaramente ti deve curare, quindi a volte per curare ti deve dare qualche medicina amara, a volte devi fare qualche taglietto, ti deve fare qualche operazione, a volte devi fare sei mesi di dolorosissime terapie, se ti viene un tumore, ecc.
Se non lo fai, male rimani. E se è una malattia mortale, mori. Quindi, se vado dal medico, il medico mi farà stare male. Ah, se non vai dal medico, ti risparmi le sofferenze del medico. Ma starei peggio? Allora, la paura che noi abbiamo di fare queste cose, è in parte giustificata dal fatto che se mi prendo, se comincio a trattare di queste cose, scoprirò delle brutte sorprese, bruttissime, te lo dico prima, brutte.
Dovrai tribolare, dovrai vedere delle piaghe, oppure tirare fuori delle piaghe, del putridume da te, brutto, che non avresti mai voluto vedere, che ti mortificherai, che ti farai pure piangere, d'accordo? E non poco. Ma se non lo fai, questa cosa, lì rimane. In una delle prossime puntate, di questo ciclo di incontro, parlerò delle sindromi.
Le sindromi, le sindromi sono tutte quante le astute difese, che il nostro io, suggerito, io penso, la satanassa e i suoi amici, è scogita per non farci muovere. Sapete qual è la più grande sindrome? La sindrome dello struzzo. Lo struzzo è quando arrivano i nemici, ma tutti facciamo così.
Cioè, quando io prendo coscienza che c'è una realtà potenzialmente furriera di dolore, via, via, via, via, via, ma così non risolvo il problema mio, perché se tu non l'affronti, quello rimane lì. Io ogni tanto racconto queste cose parlando, o se ne ho parlato in qualche dialogo personale, non voglio chiaramente, esperienze pastorali, le stranezze degli uomini, le psicosi.
Sapete cosa sono le psicosi? Le psicosi sono delle tare psicologiche, chiamiamole così, dei blocchi, dei comportamenti abnormi, palesi, causati da una serie di ferite arcaiche che uno si porta, che li attivano, ma la psicosi è vista e facilmente constatata anche da qualunque persona che non sa che quella è una psicosi, ma vede il comportamento.
Ma il diretto interessato, pur essendo una cosa macroscopica, dice, io, e che problema c'è? Non c'è nessun problema. Io ho conosciuto qualche ipocondriaco. Sapete che esistono gli ipocondriaci? Persone che devono fare un viaggio di una giornata per andare fuori, come io l'ho visto con gli occhi miei, si portano il borzone militare pieno di medicine, cioè se vi assero una scatola di medicine al giorno, fino a quando morono, farebbero un tempo a mangiarsene tutte.
L'ho visto con gli occhi miei. Se tu gli avessi a dire, fratello mio, ma non ti sembra, con tanta carità, perché come ho detto prima, i sacerdoti devono sempre dire con tanta carità, quindi non possono dire quello che pensano, devono pensare a quello che dicono, l'automobilista dice, ma non è, non ti sembra un po' strano, insomma, l'autotreno dei Valigia devi stare fuori tre ore.
No, no, no, ma bisogna essere potenti. Ma comunque, ci può essere anche qualcuno che si sente male, quindi lo portate per tutto, non lo portate soltanto per me. Quindi vi racconto queste cose, perché le banne che la nostra capoccia si racconta, quando noi abbiamo un problema, questo è un altro meccanismo di difesa, parte il processo di razionalizzazione, cioè, è una stranezza, ma siccome io non voglio ammettere che è una stranezza, devo dargli una buona motivazione.
Ah, su questo siamo tutti quanti laureati. Guarda, nella ricerca di buone motivazioni, insostenibili, delle nostre follie, chi vi parla è il maestro, siamo tutti quanti dei fenomeni, io ho visto persone malate di fobie, le persone che sono claustrofobiche, sono coloro tutti razionali, vanno in un grattacielo degli Stati Uniti, alle Twin Towers, e se ne fanno 200 piani a piedi, per non stare sull'ascensore, 200 piani a piedi, per che cosa?
Per non stare sull'ascensore. Esistono, io ho conosciuto soggetti di questo genere, queste sono soltanto le forme più macroscopiche, quando tu gli vai a dire questo qua, ah, si vabbè, ma che problema c'è? Faccio un po' di movimento, faccio un po' di movimento, hai capito? Tu vai in una metropolitana, vai a Londra, che c'è la più grande metropolitana del mondo, devi andare in giro, al British Museum, al Bing Bang, ci arrivi subito, questo ti fa tutta l'altra Londra a piedi, non ti preoccupare, io vi raggiungo a piedi, stanno dall'altra parte di Londra, ovviamente mezza giornata, cioè, persone intelligenti, persone laureate, persone professionisti, e tu dici, come mai c'è questa stranezza?
È tutto quanto perfettamente erogico. Allora, quindi, capite il mondo del nostro io? Allora, mano a mano che arriva, ci sta un passo della Sacra Scrittura, stupendo, è un Salmo, se non ricordo male, che dice queste parole, alla tua luce, Signore, vediamo la luce. Se tu ti apri a Gesù, cosa fa Gesù?
Gesù ti prende per mano, delicatamente, dolcemente, e ti porta nel viaggio dentro te stesso. Ma non è che ti porta dentro te stesso per torturarti, ti porta dentro te stesso perché Lui vuole salvarti, vuole guarirti. Allora, quanto più, la prima cosa che noi dobbiamo fare è conoscere noi stessi.
Sapete che il cammino della filosofia occidentale, ho già detto questo in più di qualche intervento, il grande cammino, il primo filosofo si dice che fosse stato Talete, ma il primo grande filosofo è stato Socrate. Come ha cominciato il suo cammino? Socrate camminava per la cittadina di Delphi, ha visto il tempio di Apollo, ha alzato gli occhi, gnotis autonomo, conosci te stesso, lo dicevano già i filosofi pagani.
Essendo una persona intelligente, dice, certo che devo conoscere me stesso, se non conosci te stesso non conviene niente di buono nella vita. Noi abbiamo delle risorse straordinarie, che abbiamo già quasi finito e non abbiamo neanche cominciato, tipo il nostro reale libero arbitrio.
Ricordate sempre che Gesù, quando è nato, ha mandato gli angeli a dire una cosa, gloria a Dio nel più alto dei cieli, perché l'evento della nascita di Gesù è la glorificazione massima dell'amore di Dio verso l'uomo che ci dona suo Figlio. Cosa ha detto poi? Lui è venuto a portare la pace.
Molto della pace con noi stessi dipende dalla riconciliazione con noi stessi e dalla guarigione di noi stessi. Chi può godere della pace di Gesù? Gli uomini di buona volontà. Non ha detto gli uomini senza peccato, non ha detto gli uomini umidi, non ha detto gli uomini virtuosi, ma ha detto gli uomini di buona volontà.
La volontà è buona quando fa due cose. Quando si apre alla conoscenza del bene, quindi lo accoglie, e quando comincia a operare bene. Noi su questo, ecco, io ho fatto una premessa dei piccoli flash su come il nostro io è malato e su quanto è ignoto a noi stessi. Noi però abbiamo una risorsa, e lo vedete anche adesso.
Io quando parlo, quando parlo in pubblico, io sono fatto così. Quella che sto facendo è una catechesi. Sapete che differenza c'è tra una predica, una catechesi e il catechismo? Non sono la stessa cosa. La predica è una spiegazione a scopo esortativo fondamentalmente di un brano biblico per rafforzare nella fede per espronare a fare meglio, ecc.
Il catechismo è formazione, cioè presupposto che tu già sei formato su alcune verità di fede e approfondisci, te le consolidi e scopri meglio. La catechesi è una provocazione. Provocazione vuol dire che è una chiamata a conversione, cioè tu parli alle persone per suscitare un atto della volontà che li porti a fare alcune scelte concrete.
Perché se non le facciamo la nostra vita rimane sempre statica. L'80% dei miei interventi sono sempre di questo tipo. E lo so che a volte perché vanno a mettere un po' di... Allora l'intervento di questa sera ha lo scopo di attirare un pochino di voglia di conoscere voi stessi. Perché se questo non lo fai tu conduci una vita assolutamente al ribasso.
Guardate che si possono moltiplicare gli esempi a tempo indeterminato. Pensate alla vita matrimoniale quando la vita matrimoniale scriccava. A tutte le ripicchie che si fanno in continuazione marito e moglie. Senza dirseli mai. Le piccole vendettine trasversali. Provate a pensarci.
Una volta arrabbiato un marito allora oggi che facciamo? Spaghetti alla matriciana o spaghetti alle vongole? Ovviamente questo non te lo dici lo fai in automatico. Così è. La stragrande maggioranza delle nostre scelte tu dici tu che ho fatto? Ma andavate a fare spaghetti alle vongole?
Ma tu quello lo stai facendo perché vuoi fare una piccola vendetta al tuo marito. E non ce le diciamo queste cose qua. Pensate alle nostre relazioni ai rapporti tra colleghi i rapporti in parrocchia non si fanno i dispetti quelli che collaborano in parrocchia. E quindi se ne inventa qualcuna si pestano i pesi.
Allora noi dobbiamo avere il coraggio di dire che stai a fare per lui e di cominciare anzitutto a dirci la verità. Gesù dice io sono la verità io sono la verità. La luce che Gesù ci dà ci pone piano piano nella verità. Questo avviene fondamentalmente su tre livelli. Il primo che Gesù opera questo è opera quasi esclusiva della grazia è il più importante per certi aspetti ti illumina circa i guai che hai combinato perché un incontro autentico con il Signore comporta necessariamente la nascita del senso del peccato subito.
Cioè tu capisci che il male è male e se lo fai fai male tutti i guai che ti ritrovi a passare dipendono dal male che hai fatto. E quindi fai una confessione come Dio comanda come Dio comanda come Dio comanda che è una grazia immensa chi di voi questa cosa l'ha fatta l'ha ricevuta dal Signore se mi stia in ginocchio perché c'è gente che muore e non ha mai fatto una confessione come Dio comanda perché farla è anche una grazia del Signore avere la capacità di dire senza disperarsi ma guardate di guardarle anche bene io l'ho fatta tante volte e ne ho ascoltate tante ogni volta è un'esperienza stupenda perché tu da spettatore da prete vedi la grazia di Dio in atto, in opera vedi Gesù che sta tirando fuori dal fango un'anima e ti accorgi subito quando la persona sta alla toccata te le dice senza giustificarsi ho fatto questo, ho fatto questo ho fatto questo, ho fatto questo mi vuoi ammazzare ho fatto tutta questa roba qua te lo dice proprio come liberazione è una grazia immensa questa è la prima cosa che compare se questo non è mai successo vuol dire che dobbiamo pregare il Signore fa splendere su di noi Signore la luce del tuo volto fa splendere su di noi Signore la luce del tuo volto se questo ancora non è arrivato ancora il cammino di conversione non è cominciato ancora stiamo al di qua guardate che una delle cose che non si conoscono di se stessi sono per esempio tutte quante le le balle che uno si racconta per quello che riguarda la propria vita di fede sapete a un parroco chi è che crea i più grossi problemi non i peccatori incarniti i parrocchiosi vi conoscete i parrocchiosi?
questa è una categoria i parrocchiosi io ho avuto problemi non con le persone lontane e neanche con le persone molto vicine con le persone capito che hanno questa mentalità au io a Messa ci vado a Padre Dio ne faccio pure il favore che forse a Pasqua pure confesso faccio pure la comunione la mattina quando marzo faccio il gravissimo esercizio ginnico che mi costa una fatica immensa della composizione del seno della croce che mi sviluppa il bicipite il tricipite e il deltoide quindi guarda quanta fatica che faccio eh e qualche volta lo faccio pure prima di mangiare quindi non lo na basta e avanza eh non mi sta sgonfiando a me qualcuno ha voluto dire ma tu fai tutte queste mediche che ci mangi per storta la domenica e stai sempre a parlare dei peccati ma io ho una vita che vengo in chiesa tu che mi vieni a Dio guarda te sei tazzardo il tuo carro allora senza nessun risentimento una persona che dice così è cieca ma proprio cieca e di una necessità pericolosa vi ricordate quando era finito l'angelo domenica scorsa il cieco nato viene guarito i ciechi ancora più incalliti che i suoi farisei non vengono guariti perché non chiedono la guarigione anzi sono convinti di vederci poiché dite se foste ciechi di Gesù non avreste alcun peccato ma poiché dite noi vediamo il vostro peccato rimane io sono venuto per ridare la vista ai ciechi e per toglierla a quelli che pensano di avere attenzione quindi dopo questa sera so cieco signore fa che io veda grande catechesi posso tornare tranquillamente a latina grande cose soltanto che la grande confessione e la grande conversione che è una grande grazia non è che fatta quella abbiamo sistemato i conti abbiamo finito no fatto questo abbiamo cominciato quello è l'inizio di un cammino di santificazione questo non basta è una spirale del male che dipende dalla tua volontà ma e questa è la parte più difficile tu devi cominciare a sistemare i conti con la tua vita e devi cominciare a focalizzare quali sono le aree oscure e quali sono le cose che ti porti dentro queste cose non si fanno queste sono le cose che generalmente fanno gli psicologi farle fanno gli psicologi perché voi dovete farle perché lo psicologo già c'è con la P maiuscola sempre lui allora noi dobbiamo focalizzare dicendocelo scrivendocelo allora quali sono le cose che tu pensi che ti abbiano fatto male non le devi chiamare per nome dicendotele a me non mi hanno mandato giù che mio padre ha fatto le preferenze che io ero carimero e invece mio fratello era il cocco di casa se questa cosa tu te la porti dentro vera o falsa che sia questa è una cosa che si deve risolvere non può rimanere dentro te così perché tu questa cosa ti ingenera una rabbia e una serie di comportamenti che se tu non togli la matrice devi continuare a fare nelle scienze umane li chiamano comportamenti compulsivi incontrollati allora se tu non togli come dire non chiudi il gas la fiamma diventa accesa quindi a voglia ammesse la confessione le confesso e faccio sempre gli stessi peccati perché dopo la grande confessione ci stanno i nostri peccati di difetto ci sono le piccole cose a volte molto fastidiose che rendono la vita molto complicata molte di queste piccole cose sono attivate da queste zone nostre allora voglia far confessione voglia far propositi da domani divento un angioletto con mio marito non lo mando più a quel paese è la prima cosa che fa non lo mandi quattro volte invece di uno che è successo?
ma come mai che non ci riesco? allora ci sta qualcosa che non va c'è qualche c'è qualche intasamento c'è qualche problema allora per questo è fondamentale che noi chiediamo al Signore che ci dona la luce ma che noi cominciamo anche a dirci la verità una volta che noi abbiamo individuato tutte quante le nostre ferite poi per approfondire i dati su youtube alla scoperta di noi stessi che sono io il potere amare tuttora in costruzione andrà avanti poi una volta individuate quelle ferite vanno portate a chi ce le guarisce chi ce le guarisce il nostro Signore e vanno portate a lettura di questa sera con fede cioè ci stanno le preghiere di guarigione ci stanno le preghiere di guarigione fatte da voi per esempio le preghiere del perdono poi vanno a contare la seguente io le ho fatte un anno fa sono stupende non soltanto sono stupende per quello che producono in te perché veramente ti rimettono in pace con tutto il mondo ma per quello che ti fanno prendere coscienza perché io pensavo dai grandi cammini che avevo fatto ormai stavo abbastanza in pace con tutti una volta qualcuno mi ha consigliato a fare le preghiere del perdono io dico che le faccia fare tutto il tempo facciamo queste preghiere del perdono faccio queste preghiere del perdono ma non lo leggevo dice perdono mio padre perché mi ha fatto questo perdono mia madre perché mi ha fatto questo perdono mio fratello perché mi ha fatto questo ma non lo leggevo non è che lo perdono tutta questa gente se noi non stiamo in pace con tutti cioè chi ci ha fatto del male deve essere perdonato perché fino a quando tu non lo perdoni quel male che tu c'hai dentro è attivo mi dovete credere a queste cose qua non sono cose dimostrabili cose analoghe succedono in questi giorni mi è successo anche qui o così le prossime volte che vengo voi dovete sapere che nelle case nostre anche nelle vostre sicuro al 100% ci sta un sacco di monnezza ci stanno degli oggetti che dentro casa non ci devono stare perché sono oggetti che portano il male a volte sono oggetti apparentemente in no voi non li potete voi buttar via dovete vedere un film io l'ho visto sabato scorso e l'ho visto con una serie di circostanti chi c'ha lo stomaco forte è perché ve lo fa fare sotto perché il genere è horror ma è una storia vera si chiama l'evocazione la protagonista questa femminile che è una sensitiva è tuttora vivente narra di un caso terrificante di una casa infestata e di tutte le conseguenze terrificanti reali che ha prodotto in una famiglia scoperta da questa donna e dal marito cattolicissimi e coadiutori di un esorcista dentro questo film loro dicono io una cosa che sapevo dico ahhh dobbiamo farlo vedere a tutti sto film se in una casa c'è un oggetto maleficiato non basta che tu lo togli deve venire un prete deve benedirlo aspergerlo con l'acqua benedetta e poi va distrutto nei modi dovuti perché se è una cosa che si brucia deve essere bruciata se è una cosa che non si brucia deve essere distrutta e poi gettata se è una cosa purtroppo esiste anche questa sacra che è stata maleficiata deve essere distrutta e poi sotterrata io non ci credevo a queste cose non lo dico io quello che succede non lo dico io quello che succede cioè capite quindi ci sono dei mondi guardate io ho fatto una fatica enorme a credere a queste cose perché voi forse potete anche pensare che Don Leonardo c'ha tanta fede ma Don Leonardo è figlio del suo tempo io poi ho studiato a casa mia erano tutti laureati io pure lo sono quindi dico ma che me la racconti io la prima volta che prima di leggere i libri di padre Amort tanti anni fa qualcuno mi diceva ah ma hanno fatto malocchi ma hanno fatto la fattura dico si la fattura te la fa quello col 22% dell'IVA quelle sono le fatture pericolose pensavo questo poi apro i libri per curiosità al suo tempo di padre Amort il maleficio il malocchio e la fattura oh oh sapete quante volte ho dovuto fare nella mia vita oh oh attenzione a dire queste erano tutte stupidaggini queste erano tutte balle queste erano tutte scemenze perché ormai devo fare oh oh nella mia vita e quanto le sto facendo ancora sempre quei discorsi ci sono molte cose che non le conosciamo allora se tu piano piano ti apri al signore la luce arriva allora ti porta anzitutto a vedere tutte quante le tue ferite le devi chiamare per nome dovrai perdonare molte persone e dovrai chiedere molti perdoni forse perché non si sta soltanto a perdonare è solo a chiedere molti perdoni E ci sta da fare l'atto degli atti.
Noi dobbiamo dire Amen, non solo Amen, sia lodato Gesù Cristo per tutto quello che è accaduto nella nostra vita. Cioè, tu ripensa alla tua vita e guarda tutte quante le cose più dolorose, più brutte. Si fa così, questo chiamiamolo esercizio. Se dovessi ripensare alla mia vita, che cosa toglierei, che cosa vorrei che non fosse mai accaduto?
Tutti ce ne abbiamo cose di questo genere. Allora, quando hai individuato tutte le cose che avresti voluto che non fossero mai accadute, non solo che le accetti, vai in chiesa, ti metti davanti al tabernacolo e dici Signore, io ti ringrazio per questa prima cosa che è accaduta, ti lodo e ti benedico perché questa è bene per me, non perché lo capisco io, ma perché la tua sapienza l'ha predisposta.
Qual è la seconda cosa che è accaduta? Questa? Bene, Signore, io ti benedico, ti lodo e ti ringrazio, non perché lo capisco, ma perché tu mi hai permesso che accadesse e questo è bene per me. Quando questo diventa cosa... Pensate a una mamma che perde un bambino piccolo, andiamolo subito sul pesante.
Quella mamma deve dire, deve dire, deve arrivare a dire, o adesso qualcuno ne viene e mi ammazza, tu sia benedetto, Signore, per questa cosa che è successa. Una delle cose più brutte che possa accadere. Perché se Dio quella cosa l'ha permessa, è bene per te. Se tu non dici... Questa parola, dentro il tuo cuore, rimane una zona di profonda avversione e ribellione al Dio, umanamente comprensibilissima, cercate di capire quello che sto dicendo, ma questa situazione è un blocco spaventoso nel tuo cammino di fede ed è una porta aperta a tante azioni negative dentro di te.
Noi non bestemmiamo solamente quando diciamo, l'espressione degli scaricatori di porto, noi diciamo, ma perché Dio, se tu esisti, mio marito mi ha lasciato? Dove eri quando mio marito andava con le altre donne e mi ha lasciato da sola con tre figli? Per esempio, mi viene in mente, umanamente questa domanda è comprensibilissima, ma se a me mi arriva la luce, io non dico questo al Padre Eterno, io dirò al Padre Eterno, caro Padre Eterno, ti offro questa mia sofferenza, ti lodo e ti benedico e ti ringrazio perché mio marito è fatto così, e reagirò come Elisabetta Canori.
Conoscete Elisabetta Canori? Questo è la storia della vita dei Santi. I Santi fanno tutto il contrario di quello che facciamo noi. La conoscete la storia di Elisabetta Canori? Questa ve la racconto perché è una storia di stessa attualità. Elisabetta Canori a un certo punto c'era il marito, precursore dei tempi attuali, che pur avendo qualche annetto, si era innamorato di una ragazzina di facili costume, precursore di mode attuali.
Solo che che ha fatto lui? Non è andato via di casa, c'è gente che appena l'ha fatta via di casa. C'è mia moglie che lava, asciuga, stira, mi fa il letto, mi fa da mangiare, io esco, vado dalla mia giovane amichetta e poi ritorno a casa. Capito? E alla moglie glielo pure diceva, diceva, sai che sono andato con quell'amichetta, sapessi che bella lottata che abbiamo passata, ben mica che vengo con te, che sei la minestra vecchia e la carne morta.
Sapete cosa ha fatto la beata Elisabetta Canori? Ha continuato ad amare suo marito, ha continuato a fargli le cose più buone da mangiare, ad accudirlo, a lavargli i vestiti, a stirargli le camicie, a fargli il letto. E ogni giorno offriva al Signore le sofferenze e le mortificazioni di questa storia che viveva il marito, lodando, ringraziando e benedicendo Dio.
Non guardate queste storie, eh? Però sapete poi cosa è successo? Un bel giorno Elisabetta Canori muore. Il giorno della sua morte, il marito lascia l'amichetta. Il giorno della sua morte. Qualche tempo dopo, dopo una lunga confessione generale, si è fatto prete. Capito? Che avrebbe fatto comunque altra donna prete oggi?
Ma è assurda una cosa di questo genere, no? Allora, nella... cercate di... Allora, quando sentite queste storie, fatevi la domanda, attenzione, che cosa è successo? Perché questa storia, quando qualcuno ti fa capire qual era il misterioso volere di Dio. Quest'uomo era un depravato, era un oscellerato.
D'accordo? Era un depravato, un oscellerato. Però un oscellerato deve essere salvato. Perché Dio non vuole la morte dei peccatori. Vuole che si convertano e vivano. Chi era la salvezza di questo marito? Quella donna. A quella donna veniva chiesto il sacrificio di sopportare queste cose per la salvezza del marito.
Quella donna, adesso in paradiso, guardate, guardate che quella sta alta quella lì, è molto alta. Perché queste cose non rimangono senza ricompensa. Ecco perché rimando a chi c'era alla Catechesi di ieri. Perché se il senso della tua vita è diventare santo, se tu ci credi veramente che esiste un altro mondo, e che Dio queste cose le vede, e che ricompensa il bene, oltre che punire il mal, non dobbiamo pensare che Dio ricompensa il bene.
Non c'è neanche un pensiero buono che noi facciamo che non avrà ricompensa in questo e nell'altro mondo. Allora le fai. Addirittura la vocazione, forse questo qui era uno, che da giovane era stato chiamato da Dio, aveva detto di no, si era sposato perché stava fuggendo al piano di Dio, ha dovuto mettere in croce una poveraccia, che è stata la ruota di scorta che Dio gli ha dato per rientrare nel suo progetto.
Capite? E quindi se Elisabetta Conoria avesse fatto come era il suo diritto, perché sta anche scritto nel diritto canonico, se tuo marito commette adulterio, non può fare il divorzio, ve lo dico non perché lo facciate, ma si può interrompere momentaneamente la coabitazione se non riesce a perdonarlo, quindi se avesse fatto ciò che era anche un suo diritto naturale, il marito non si sarebbe convertito e non sarebbe diventato prete e non si sarebbe neanche salvato forse.
Allora capite perché è importante lodare e benedire Dio per tutte le cose? Perché noi abbiamo una visuale, una capoccia ristretta, se tu non conosci neanche te stesso, d'accordo? E anche se sei super istruito e laureato, ogni tanto c'è qualcuno che per quattro cose che sa, santo cielo, spegni la luce, ma l'uomo non si rende conto di quanto è ridicolo, ma che sai?
Sai quattro cose sai, ma sono infinitamente di più quelle che non sai, noi non sappiamo neanche le scienze umane. Chi di noi è capace di parlare di matematica, di fisica, di astrofisica, di musica, di geografia, di biologia, di botanica, di legge, di giurisprudenza, di economia, di teologia, di filosofia, di religione, di che ne so?
Cioè, noi possiamo avere, se abbiamo studiato, e neanche tutti, una piccola competenza limitata nel campo di nostra competenza, basta. Ma se non sai neanche questo, ma se non conosci te stesso, vorrai lasciar perdere il Padre Eterno e dirgli che lo sai tu quello che fai. Qua, dentro la...
dentro la... come si chiama? Dentro la Sacristia delle Suore, ci stanno libretti di Tondo Lindo, grande prete, ha scritto un libretto che si chiama Gesù pensaci tu. Questa è la frase di De Fra, quando non capisci, dici, ah ma io non capisco niente, perché devo vivere questa situazione?
Ma tu che devi capire? Tu non devi capire. Devi capire il Padre Eterno, non devi capire tu. Tu l'unica cosa che devi fare è dare a Dio la gloria, di credere. Successe questo guaio, tu sai perché. Basta. E andiamo avanti. Capite che cos'è la fede? Questa è la fede. Non è che vai a messa la domenica a fare favore al Padre Eterno, oppure che fai la ginnastica mattutina molto dolorosa di partezione della Croce. Queste sono cose buone per carità, ma questo non basta.
Io so anni, tra poco mi trasferiranno, perché ormai il mio tempo sta per scadere. Sto cercando di far capire alla mia povera gente di stare attenti. Io non volevo farmi prete, perché ho visto che cos'è la fede nel mio miglior amico, molti di voi la conoscono nella mia storia, che è morto da santo.
Non sarà canonizzato, perché non era di moda, ma quello è santo sicuro. Dopo essere stato un anno in Croce. Quindi io l'ho visto cosa vuol dire averci la fede. E ho visto che averla veramente ti fa vivere la vita in una maniera completamente diversa. La mia vocazione è andata così perché avendo visto quella cosa dico porca...
non può essere. Se credere in Gesù Cristo significa questo, che tu a 22 anni sei capace di accettarti un anno di via crucis che io non ho mai visto e non ho mai più visto sofferenze di quel genere, senza fiatano, dicendo sia fatta la volontà di Dio, dicendo a tua madre un mese prima di morire io avevo chiesto al Signore che mi guarisse mamma, però il Signore non mi guarisce. Pazienza.
Dobbiamo fare la sua volontà. Io sono pronto, io l'accetto. E vengono ancora i brividi quando racconto queste cose. Tu ricordati che c'è un altro figlio. Così. 23 anni. Il giorno del suo compleanno. Il mio migliore amico. E non era uno che andava a messa tutte le domeniche a scalda al banco.
Perché non ci andava. Io infatti mi dico sempre questo. Ma questa è tutta questa fede che gli è venuta. Come sta pure a sentire. Mi sembra sempre un sacco di risate. Ma da dove gli è venuta? Perché non ci andava tanto a messa. Forse pregava di nascosto. Dico, un giorno quando lo incontro, se c'era dall'altra parte perché lui in paradiso sta sicuro, io tutto l'ho dimostrato, ma quando lo incontro gli dico, senti un attimo, dove è andata questa roba?
Non lo so da che parte gli è piaciuta, da quale c'era, non lo so. Però, ragazzi, ho visto delle cose pazzesche. Capito? Stare attenti che dinanzi a Gesù Cristo uno si gioca la vita. Perché se uno fa centro e si incanala per la strada buona, cioè ti si apre una strada pazzescamente bella.
Se tu quella via non la percorri ti va a mettere in un mare dei guai. La vita ti diventa l'anticamera dell'inferno. Perché l'inferno e il paradiso cominciano qui. Dopo continuano e si perfezionano ma cominciano qui. Dopo che uno ha fatto pace con la propria storia, dovrà imparare anche a conoscere bene e anche per questo ci vuole una buona formazione di essere sempre curata, un po' chi è il proprio carattere.
Quindi si studia un pochino, si studia, fa un buon incontro di formazione e cerca di capire come sono fatti i temperamenti. Si legge gli articoli dell'Ultimane di Padre Pio sui vizi capitali. Quindi questo è un vizio, questa è una virtù, queste cose da steccolare. E comincia piano piano alla luce del Signore a lavorare su se stesso per togliere alcuni difetti che si possono togliere.
Correggere alcuni difetti che non si possono togliere del tutto ma si possono incanalare per il bene. Controllare quelle cose di sé che non si possono né togliere né correggere. Quando uno è un po' che se mangierebbe qualcuno a colazione o a plazzo o a cena non se la toglie questa cosa, fa digiuno perpetuo.
Quindi non mangia nessuno né a colazione né a pranzo né a cena. Non mangia. Finito il discorso. La fame la sente lo stesso ma non mangia. Finito. Se uno fa questo tipo di operazione poi aiutato dalla grazia gradualmente dispiega tutte o quasi le proprie potenzialità. Comincia a conoscere delle zone di se stesso che non conosceva.
Riduce l'area dell'inconscio perché se il Signore vi aiuta a me questo è successo più di qualche volta e che dipendiamo e che dipendono quasi sempre da ferite anche molto arcaiche che dobbiamo tirare a galla e dobbiamo presentare a Gesù perché ci reguarisca chiaramente quelle aree diminuiscono.
Io sono convintissimo se non ci fosse stato il peccato cioè Gesù e Maria secondo me l'inconscio non ce l'avevano perché l'inconscio è quella parte del nostro io che è nascosta perché è nascosta per tutta una serie di persone. Quanto più è grande quell'area quindi quanto più tu non ti conosci quanto più la tua vita è peggiore sia da un punto di vista umano che da un punto di vista cristiano.
Quanto più quest'area la riduci quanto più la tua vita è meglio qualificata sia da un punto di vista umano che cristiano. Non so quanto tempo ho parlato è meglio che mi fermi perché sennò facciamo troppo tardi. Questi sono dei piccoli input poi approfondimenti adesso facciamo tutte le domande grazie