Audio · Catechesi varie
Consigli per una buona confessione
Trascrizione
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Allora Maria a tutti, oggi se il Signore ci aiuta, è il momento che sta per arrivare Pasqua, sapete che a Pasqua bisogna fare il precetto pasquale, quindi volevo riprendere alcuni aspetti, perché noi abbiamo affrontato il sacramento della confessione dal punto di vista oggettivo, quindi che cos'è il sacramento, vi ricordate le parti del sacramento della benedenza, il pentimento, la contrizione, la confessione, la soddisfazione, eccetera.
Però questo non è proprio del tutto sufficiente, perché poi ci sono degli aspetti soggettivi. Cioè a come questo sacramento deve essere celebrato, quindi le indicazioni da dare sono circa il come lo si vive, il come non lo si vive, e volevo anche affrontare, perché ogni tanto qualcuno chiede queste cose, la differenza che c'è tra la confessione e la direzione spirituale, e che cos'è la direzione spirituale e che cos'è la confessione.
Ecco, perché... Anche se, stare attenti a alcune cose che dirò, non bisogna affrontare questi discorsi con i parocchi, tipo i cavalli, in maniera troppo rigida, però può succedere a volte, a nessuno dei presenti, questo riguarda un discorso ipotetico dell'irrealtà, magari una questione teleconfessionale, e non si è confessato.
Quindi dici, ma io questo, da che cosa l'assolvo? Perché ci deve essere almeno un pochino di materia, almeno minima, su cui poter poggiare l'assoluzione, che poi vi dirò, insomma, proprio al minimo, che tipo di materia è. Quindi volevo un po', ecco, per farvi un attimo capire di che morte andiamo a vivere oggi, e riprendere un po' questi argomenti, soprattutto in concomitanza con l'avvicinarsi della Pasqua.
Sapete che la Pasqua obbliga... Per tutti quanti i fedeli cristiani al cosiddetto precetto pasquale, quindi per Pasqua, bisogna fare la confessione e la comunione sacramentale, insomma, anche da parte di chi non ha le debole e le buone abitudini, che comunque è il massimo da perseguire, di fare la confessione e la comunione frequenti.
D'accordo, anzitutto, per quanto riguarda il tempo della confessione, alcune cose probabilmente sono una ripetizione, però, in aspetti soggettivi, è bene, comunque, fare di nuovo riferimento. Il tempo della confessione, la confessione, sapete, deve essere obbligatoriamente, da parte di ogni fedele, fatta almeno una volta l'anno, quindi, e possibilmente in concomitanza con Pasqua.
Quindi questo è indispensabile. Dopodiché, è indispensabile, ogni volta che una persona si trovi in stato di... peccato mortale, sto cercando di ritrovare anche alcune cose che mi aiutino, poi, ordinariamente, è necessario fare la confessione, è necessario, è raccomandabile fare la confessione mensile, la cosa ideale è fare la confessione settimanale.
La confessione mensile e la confessione settimanale hanno, diciamo, la stessa razza, nel senso che dal momento che noi, è inevitabile che commettiamo dei peccati, molti dei quali, però, non siamo neanche coscienti di averli compiuti, ecco, tuttavia, è quanto mai notevole e raccomandabile accostarsi a questo sacramento il più spesso possibile, specialmente per chi voglia fare un buon percorso spirituale.
Ecco, io vi ricordo, ecco, ovviamente, che la Madonna stessa, non soltanto a Medjugorje, ma anche in altri messaggi sul sito è stato messo, stiamo cercando di attrezzare tutti quanti i messaggi dell'ultimo secolo della Madonna, che sono quelli più famosi, ma sono anche molti meno famosi, alcuni di quali c'è il riconoscimento del vescovo, in altri posti ci sono dei luoghi di culto, dove la Madonna parla spesso dell'importanza di questo sacramento, e, diciamo, raccomanda sempre la confessione preferibilmente settimanale, quindi, quello sarebbe l'obiettivo, da raggiungere, proprio perché questo sacramento c'è, proprio, io mi sono convinto di una cosa, più tempo passa e più di questa cosa me lo convinco, se una persona celebra bene questo sacramento, progredisce, se una persona non celebra bene questo sacramento, non progredisce mai, perché tutti quanti noi, come lo sentiremo, adesso cominciano i giorni caldi, insomma, della settimana santa, del tempo di passione, fondamentalmente tutta la nostra vita terrena, fondamentalmente tutta la nostra vita terrena, fondamentalmente tutta la nostra vita terrena, è uno sforzo continuo di purificarci e di allontanarci dal male per avvicinarsi al bene, questo vuol dire fare penitenza dalle ceneri in poi, ma nessuno può dire di fare penitenza se non impara a celebrare bene questo sacramento, quindi, bisogna sapere quando confessarsi, cosa confessare e come confessarsi.
Dopo faremo un pochino di esempi, vi prometto subito che ci sta un po' da ridere, probabilmente. Allora, quindi abbiamo detto sul quando confessarsi, dopo che cosa confessare? Allora, la confessione, possibilmente, deve essere ben preparata, cioè, la cosa più importante, vi dico, è non tanto la confessione, quando non ci sono peccati mortali, quanto la contrizione, quindi il dolore del cuore, più importante, perché la causa del perdono di Dio non è il fatto, perché uno può andare a dire tutti quanti i peccati della vita, non è pentito, non viene perdonato, quindi viceversa, questo perché lo sappiate, però capite bene per non farne un uso distorto, se una persona è pentita dei peccati e non può confessarsi, non ci riesce e muore, Dio la perdone, capito?
Quindi se una persona si confessa e non è pentita, anche se è stata assolta, Dio non l'ha perdonata. Se una persona è pentita, ma non ha modo di confessarsi, per causa indipendente della sua volontà, si può ragionalmente presumere che il Signore la perdoni. È la cosa più importante.
E la Madonna, tornate faccio qualche riferimento, in uno dei messaggi di Meggiugorie, io mi ricordo due messaggi di Meggiugorie che mi molto colpirono. Il primo riguarda la confessione frequente, dice confessatevi frequentemente e pentitevi anche delle più piccole colpe, confessate anche le più piccole colpe, perché per ciascuna di queste soffrirete davanti a Dio, quando vi troverete davanti a Dio, soffrirete.
E questo fu, dovete sapere, vorrei parlare anche adesso un istante della confessione generale, io non sapevo neanche cosa fosse la confessione generale, mi ricordo quando ero in seminario a Roma, periodi passati, la carenza di formazione non mi aveva mai fatto sentire, io non sapevo neanche cosa fosse una confessione generale, e io ne avevo bisogno, perché io sono un convertito, non sono una persona che è stata sempre con le mani giunte, a dir rosari, a fare altre cose, tutt'altro.
Mi ricordo che una volta stavamo in autobus, mi ricordo benissimo questa circostanza, non mi ricordo come, mi capito forse, avete visto uno di quei fogli di giornale, si chiama L'Eco di Meggiugorie, guardate le cose che ci viene scritto in pressa, se non ricordo è stato successo nel 97, nel 98 questa cosa qui, apro sto foglio e mi vanno gli occhi su un messaggio che diceva vi invito a purificare la vostra vita, adesso non mi ricordo quali sono le parole, ma confessate bene tutte le colpe del passato, io ho appena letto quel messaggio e mi è venuto il mondo nero, tutte le colpe del passato, perché io pensavo, dico vabbè, ne abbiamo fatte, però, ora mi sono riavvicinato al Signore, quindi ci siamo rimessi in grazia di Dio, ormai chi ha avuto ha avuto, chi ha dato ha dato, quello lo mettiamo in archivio, e non è così invece, perché allora, la confessione generale per una persona che è convertita è sommamente raccomandabile che venga fatta almeno una volta nella vita, fatta dopo averla ben preparata, cioè se vuole pure una settimana, pure 10 giorni, pure un mese per prepararla bene, perché rappresenta la confessione dove si dicono tutti i peccati della nostra vita, detti tutti e detti bene, io più tempo passa più mi sto assolutamente convincendo, assolutamente convincendo, che una delle armi che il demone sta utilizzando, le armi dell'archivio sono quasi tutte quante spuntate oggi, sono diventate tutte quante armi giocattolo, però una delle cose è stata questa, la gente si confessa male, i confessori confessano male, e i confessori confessano male, lo dico io, non passa settimana che non maria qualche bomba, in passato, tu poi dici, ma scusa un attimo, tanto per non farmi gli affari tuoi, ma che penitenza ha dato il prete?
Un'Ave Maria, mezza Ave Maria, o cose di questo genere, anche, cioè, allora, il dolore è immenso, che messaggio viene dato a una persona dinanzi a cose di questo genere? Quale messaggio viene, perché non è che si tratta, la penitenza non è che dici, ah, mo l'hai fatta, mo te faccio, mo ti ho fatto una bella penitenza, così te scorti che te la faccio pagare, non è questo il senso, però, uno degli effetti della penitenza sacramentale, è che indirettamente il penitente renda coscienza della colpa, perché se tu mi confessi che hai detto le bugie, le parolacce, te becchi un'Ave Maria o al massimo tre, se tu mi dici che non vai ammessa da dieci anni, beh, almeno te beccherai il rosario, almeno, insomma, che è poco, insomma, quindi, attraverso questa cosa, si percepisce la differenza e la gravità della colpa, quindi questo è segnato, ve lo ricordate, è importante farlo, almeno una volta nella vita, io, se posso, io l'ho fatta diverse volte, non lo dico per, l'ho fatta quattro, cinque, sei volte, perché si può anche ripetere, quando uno si va a confessare e non si è preparato, anziché andare a fare due chiacchiere che poi non dice nulla, voi dovete sapere che possono essere oggetto di confessione, anche questo è bene che ve lo dica, perché ogni tanto sento delle voci, dice, ah, no, io però ci sto, questo peccato che mi fa ancora tanto male, me lo sono riconfessato, e un prete mi ha detto, non lo fare più, perché se fai così, dubbi, metti in dubbio la misericordia di Dio, sferia, come, ma che sei matto, non è vero questo qui, perché un peccato può essere tranquillamente oggetto di una nuova confessione, perché chi te l'ha detto, noi non possiamo essere sicuri, non so se, quando abbiamo fatto il sacramento della confessione, c'era l'ultimo letto del decreto del concilio di Trento, noi non possiamo essere sicuri, nessuno può essere sicuro, sicuro che Dio ci abbia perdonato tutti i peccati, e che noi ci siamo realmente pentiti di tutti i peccati che abbiamo fatto, chi te l'ha detto questo qui?
Noi non possiamo esserne certi, noi possiamo sperare ragionevolmente che il Signore mi abbia perdonato, se io so in coscienza che mi sono confessato bene, che li ho detti tutti bene, che mi dispiace di averli fatti, che mi sono convertito, che non li faccio più, e che il sacerdote mi ha assolto, beh, io posso sperare, ragionevolmente, di stare in grazia di Dio, non possiamo neanche…
Sapete cosa dice lo Santa Giovanna d'Arco? L'ho detto in qualche omelia nei giorni scorsi, a un certo punto, siccome dovevano condannarla per eresia, gli chiesero, ma tu stai in grazia di Dio? È stato attento, gli si rispondeva, sì, l'avrebbero mandata come eretica, perché c'è il decreto del concilio di Trento, e lo posso tranquillamente andare a rileggere, che nessuno può essere certo di stare in grazia di Dio, salvo, salvo, che abbia avuto una rivelazione particolare da parte di Nostro Signore.
Quindi se avesse risposto di sì, era eretica, perché andava contro il decreto del concilio di Trento. Se avesse risposto di no, non sto in grazia di Dio, allora abbiamo ragione, sei una strega, ti mettiamo a rogo. Era come quelle domande che facevano a Gesù, il battesimo di Giovanni veniva da Dio e dagli uomini, come rispondeva?
Rispondeva male, d'accordo? Ecco, no, questa era la controrrisposta che quando gli chiesero diceva, dobbiamo pagare il retributo a Cesare, se rispondeva di sì, allora tu sei amico dei romani, se rispondeva di no, ti vado subito a denunciare, perché sei colpevole di ribellione contro l'impero e ti mettiamo in corso prima del tempo.
Quindi, e come Gesù intelligentemente rispose, dice, vi faccio pure io una domanda, il battesimo di Giovanni viene da Dio e dagli uomini, se rispondevano da Dio, perché non gli avete creduto? Se rispondeva dagli uomini, tutti li lapidano, perché un po' fa e dice, noi non ti sappiamo rispondere, e Gesù ha detto, non rispondo manco io.
È stato a Giovanna d'Arcia, ha risposto, se lo sono, che il Signore mi ci conservi, e se non lo sono, speriamo presto di poterci essere. E così ha tappato la bocca ai suoi nemici. Però questo è molto importante farlo, perché oggetto della confessione, oggetto obbligatorio, sono tutti quanti i nostri peccati mortali fatti da quando abbiamo l'uso della ragione ad oggi, da quando abbiamo l'uso della ragione, vuol dire anche a sei anni, anche a sette anni, ecco, e se io ho le mie informazioni raccolte verso varie fonti, io so che bambini sotto i dieci anni, so, prendete queste cose, questo non è un dogma di fede, quindi prendetela come un'informazione che lascia il tempo che trova, all'inferno non ci dovrebbero stare, ma in Purgatorio ce ne sono tanti di bambini anche al di sotto dei dieci anni, al di sopra dei dieci anni ce n'è qualcuno pure all'inferno, d'accordo?
Non è che, eh, purtroppo sì, ma guarda così, che già stai a rischio tu, eh, lo fa un difetto, quindi, sta' attento che già cominci a stare in pericolo, ecco, quindi, abbiamo detto anche questo, poi, come deve essere la confessione? Ecco, io vi invito, chi lo vuole poi, casomai lo mettiamo sul sito, allora, c'è un passo della Somma Teologie, dove San Tommaso d'Aquino, dà le istruzioni, non tanto su quando ci si confesse, e su che cosa si deve confessare, ma sul come ci si confessa, da come uno si confessa, anche si capiscono tantissime cose, adesso facciamo prima un pochino di esempi, sentite, io adesso non mi ricordo tutte le vostre confessioni, d'accordo?
Non le so, perché io le dimentico sempre, però, se facendo qualche esempio, qualcuno dovesse dire, io faccio così, non lo sto facendo con nessuna intenzione, però, se no così non posso parlare, capite? Invece, gli esempi sono indispensabili di farli, perché, quindi, se ci doveste cascare di mezzo, non è voluta, non ce l'ho con nessuno, non devo rimproverare nessuno, capito?
Avete premesso? Ecco, detto questo, allora, facciamo, allora, ci sono vari modi di confessarsi, per esempio, sa padre, capita, sa padre, succede, sa padre, è successo, che cosa? Cioè tu devi dire, io, ho fatto questo, io, ho fatto quest'altro, io, ho fatto quest'altro, oppure, ho fatto questo, però, dietro il però, c'è sempre, generalmente, una giustificazione, cioè, io mi sono arrabbiato con mia moglie, d'accordo, però, non la sopportavo più, mi ha afflitto per la settimana, cioè, a un certo punto, a bozza, a bozza, a bozza, gliel'ho detta da tutti i colori, però padre, non ce la facevo, però, io, io, non ce la facevo proprio più, allora, questa non è la confessione del peccato, questa è la confessione del peccato di tua moglie, d'accordo, perché non è che, il brutto carattere di tua moglie, ti ha fatto peccare, il brutto carattere di tua moglie, è la prova che tu non sei paziente, perché tu fossi, guardate, io sto veramente rimanendo sconvolto, vi sconvolgerò tutti quanti il giovedì santo, perché continuare a leggere la Passione di Gesù, nei scritti di Sor Cecilia Maria Bayou, è una cosa incredibile, l'ultima, stamattina, io infatti, chiudo e dico, cioè, ti viene la disperazione, ma la disperazione non in senso stretto, perché sennò poi uno fa peccato contro lo Spirito Santo, quello dice, ma come si fa?
cioè, dice che tutti i demoni, stavano in continuazione, a istigà, tutti i veri e veri, dice, fagli quest'altro tormento, fagli quest'altra cosa, sputagli in bocca, di tutto gli hanno fatto, perché stavano aspettando, dice, ah perderà sta pazienza, lo deve fare, almeno un atto di impazienza, gli deve scattare, almeno un movimento, niente, niente, niente diceva tutti coloro, e lui dice, il mio viso era sempre sereno, non mi inquietava, non mi turbava, certo nel cuore sentivo grande amarezza, ma credete che, basta una impazienza, una, ma non è che c'è, c'è, ma guardate, se uno si fa leggere quella roba lì, cioè io non lo so, cioè veramente quello è soltanto Gesù Cristo, però il santo curato d'Arza, era una cosa del genere, e quello faceva il parroco, io non so cosa dico, cioè, la disperazione viene proprio, perché dici, ma come fa, cioè io dico, signore, la ricetta, come facciamo, perché, dice, uno bozza, cioè già è un miracolo se uno resiste, per quanto, dopo a un certo punto, però il problema è che non è colpa degli altri, è colpa tua, non sei paziente, ancora non c'è il dominio di te, cioè, quale sia la ricetta non si sa, ma di fatto tu non sei capace di controllare l'ira, punto e basta, certo che dobbiamo fuggire le occasioni di peccato, però purtroppo le occasioni della pazienza, sono occasioni non ricercate, perché dovremmo, ma neanche se ti chiudi dentro un muro, perché dopo là ti viene la mosca, mentre stai a dormire, e ti fa arrabbiare pure la mosca, quindi non c'è scarto, non c'è possibilità di non essere provato, quindi però non bisogna confessarsi però, oppure a volte c'è la confessione del nulla, questo veramente capita, le prime volte sono fatti i peccati io, vi farò delle confessioni fatte in altre parrocchie, in primi tempi, allora vengono le persone anziane, allora guarda, io non ho peccati, entrano nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, allora io non ho affatto peccati, però sono venuto a confessarmi, fine della confessione, allora io dico, perché signora mi avevo fatto fare il prete, non c'è per di qua, perché, cioè vederci uno deve, però, che fai?
allora in quei casi, no ma questo vale anche, cioè vale anche per voi, se io non mi sono preparato una confessione, mi devo confessare, allora in quei casi, almeno uno può dire, genericamente, mi accuso, almeno fa la confessione, cioè almeno da, mi accuso, perché tu almeno devi riconoscere di essere peccatore, non vale quasi niente quella confessione, però, mi accuso di tutti i peccati commessi nella mia vita, passata e presente, di tutti quelli che non vedo, che non ricordo, che non conosco, e di cui, mia figlia ora mi si ricorda di tutto, almeno questo, d'accordo, ma se tu mi devi dire, io non ho fatto peccati, però, mi devo confessare, e che facciamo?
Quando poi, parlando tra preti, quando uno dice, giovani preti a confronto, e tu che fai? E comincia a fargli un sacco di domande, dice di, dice, allora, ma ti sei mai distratto quando prega? Mai, ti sei mai distratto quando prega? Allora dice, dico, scusi ma mi insegna, dice, ma senti na, ma un modo interno di impazienza, cioè, cioè, nel senso, hai toccato un bicchiere per terra, e tu hai detto, mh, mai, porca miseria, dici, ma ecco Gesù Cristo, ma non ci stanno santi, eh?
Cioè, capite, probabilmente, però state attenti, queste volte capitano, capite bene, con persone che sono, semplici, d'accordo, quindi si chiamano, in teologia si chiamano, i rudi, cioè, quindi questi vanno subito in paradiso, perché non sanno quello che fanno, non pensano a quello che dicono, però, c'è un problema, che dietro, questa, questa, eh, questa, eh, innocenza derivante, fondamentalmente, capitemi, da ignoranza, nel senso etimologico del termine, non nel senso offensivo, ignoranza significa non sapere, non si rende conto, c'è però, eh, un tasso, notevole, di superbia, eh, perché tu, se, se, cioè, se quando uno, io adesso faccio più, eh, perché dopo, dopo, dopo, quindi, tocca, tocca, tocca stare anche un attimo tranquilli, uno cerca di dirgli, eh, però, sono situazioni difficili, però, eh, è una delle forme con cui si manifesta la, la superbia, ce ne stanno tante, una è questa, un'altra, ho detto, è quella di fare la, la confessione spersonalizzata, cioè di parlare in terza persona, un'altra, è quella di dire, però, quindi, io c'era, ah, una mia lontana parente, stavo parlando oggi al pranzo con mio fratello, siccome c'aveva il marito, che bestemmiava come un turco, andava a fare le confessioni per il marito, e diceva, mio marito ha detto un sacco di bestemmie, capito, e poi, e poi faceva pure pubblica, perché poi andava pure a raccontare, insomma, e diceva, mio marito ha detto un sacco di bestemmie, diceva, boh, può essere pure che vale così, insomma, ora dice, però ho saputo che c'è un parente, che diceva un sacco di bestemmie, io voglio fare in modo di qualche messa, che le corriamo, perché starà anguagliato, se diceva un sacco di bestemmie, vabbè, comunque, quindi questa è un'altra, poi c'è un'altra, un'altra è questa qui, allora io magari so che ho fatto un peccato grave, oppure, quello che mi costa di più dire, perché magari, ho il confessore fisso, oppure addirittura il mio confessore è il padre spirituale, quindi se gli dico questo, lo deludo, oppure mi sgrida e ci rimane male, allora comincio prima a dire una montagna di cose, di cose, quindi dico, non lo so, ho perso la pazienza, e, non lo so, mi sono distratto quando pregavo, e dopo l'ultima, ce la metto proprio alla fine, che ho fatto anche qui, allora, il toro si prende per le corna, quando tu c'hai una cosa di cui ti vergogno, entri, la prima che devi dire è quella, subito, e senza troppe, cioè, adesso vi leggo le cose di, la prima, subito, cioè, perché altrimenti, cioè, la confessione è un mezzo formidabile, però come tutti i sacramenti, ve l'ho già detto, dipende da come noi riusiamo, anche le persone, qualche volta, sapete, qualche persona mi ha detto, più di qualche persona, e sono state delle grandi persone, e sono state delle grandi storie, hanno detto questo qui, io, vorrei confessarmi, ma non mi confesso, non perché non voglio, ma perché non sono ancora pronto, o non sono ancora pronto, hemifragma impetta a chi confessa questa crisi basata sulle nostre fapelle.
Per moltissime persone, queste persone molto intelligenti, perché molto meglio di chi va a confessione fa perdere tempo, perché avendo capito, bene alcune cose, se magari sanno ritrovarsi, in una situazione di peccato da cui non vogliono staccarsi, che vogliamo fare? La confessione sarebbe sacrilega, quindi, è meglio che tu ci preghi un pochino sopra, e prima ti stacchi da quella cosa, anche perché poi, il prete è costritto, dinanzi per il bene tuo, a rimandarti via, se si accorge di questa cosa, è costretto, e ogni prete quando vi confessa è tenuto a verificare, è tenuto subgrammi a verificare che una persona ti abbia detto tutto e sia pentita, certamente non è che può fare il quarto grado, però si capisce se chi c'è davanti è pentito oppure no, e si capisce se si dice tutto oppure no, quindi quando una persona non sa che cosa dire, a me è successo più di qualche volta, entri in confessionale e dici padre mi aiuta a confessarsi, te la fa lui la confessione, padre Pio faceva sempre così, faceva sempre, spesso e volentieri la confessione con padre Pio era che lui entra e te la diceva lui, questo può essere difficile trovarlo in giro, però se una persona dice padre mi aiuta a confessarmi comincia dal primo comandamento al decimo comandamento e ti fa le domande, se uno ha qualche dubbio, se uno è stato capace bene di esaminarsi la coscienza eccetera, prima vi leggo testualmente già volevo dire qualcosa anche sulla direzione spirituale, non so se facciamo in tempo, le raccomandazioni che fa San Tommaso per una buona confessione, questo vale per tutte le confessioni, per le confessioni quelle un pochino più corpose vale ancora di più, allora, sono 16 caratteristiche, quindi questo sicuramente dove andavo a scaricare i file e farci la meditazione perché non è che non è che ve la ricordate dopo dopo questo nostro incontro, allora la confessione sia semplice e umile, pura e fedele, frequente e nuda, discreta, spontanea, fatta con rossore, integra, segreta, lacrimosa, sollecita, coraggiosa, accusatrice e pronta all'obbedienza, ora commentiamo brevemente uno per uno, la confessione sia semplice, simplex vuol dire non complicata, sarò attenti, questo lo dico anche per quanto riguarda qui, io poi su questo non faccio il fiscale, però per esempio le confessioni da Padre Pio duravano 3 minuti, perché se poi la situazione si complica e tu hai 2.000 persone al giorno, tu hai 2.000 persone al giorno, tu hai 2.000 persone al giorno, tu hai 2.000 persone al giorno, tu hai 2.000 persone al giorno, tu hai 2.000 persone al giorno, ma per forza lo devi fare, io confesso abbastanza, per ora non c'è una situazione proprio drammatica, a volte sì, ordinariamente, ho detto non vedete però queste cose con lo schema, la confessione dovrebbe essere tenuta distinta dalla direzione spirituale, ordinariamente, specialmente quando si sta in confessionale, specialmente prima della Messa, specialmentissimamente Negli orari di confessione è lo stesso, io normalmente, salvo i periodi come questi, con la benedizione delle case, non so più come fare, andato ad arrestare qualcuno, dedico molto spazio della giornata a colloquio con le persone, anche se dovrei un attimo stringere un pochino i tempi, perché due ore per un colloquio non ce l'ho, però si può fare.
La confessione semplice vuol dire che su questi gli uomini sono sempre molto più bravi, bisogna di peccati, semplicemente, quelli che hai fatto. Non sto per pensare perché, come ho detto tante volte, si facciano un po' di risate, quando qualcuno sta un po' dentro il confessionale, subito le vecchiettine dicono, ma chi lo sa questo che ha fatto?
Non è vero, perché uno che sta tanto in confessionale, ve lo dico, credetemi, a volte non si è proprio confessato, perché magari ti sta parlando di un problema. Ricordo, una persona che entra e esce dal confessionale, come ho detto tante volte, capace che entra in una parrocchia a centomila chilometri da qui, entra un uomo cattivo e ti dice, padre per un anno non sono andato a messa, sono andato dieci volte a prostitute e ho bestemmiato una quantità industriale di volte.
Quanto ci ha messo a confessarsi? Cinque secondi. Finita. Questo è proprio una confessione, se ha pentito, perfetta. Certo, dopo chiedete. Quindi fa una piccola esortazione. Raccogli un attimo le energie, però sono delle confessioni peggiori perché ti arriva, come quando tu passi sotto un treno, perché un attimo uno dice, oh, è passato il treno.
Ti rialzi, dici, beh, dunque, adesso vediamo, e dopo... Però la confessione dovrebbe essere semplice, senza esagerare, perché non è che uno va lì, ta, ta, ta, ta, però voi capite un attimo il senso, no? Ecco. I maschietti, perché ognuno può cercare di cercare un meso, i maschietti fanno meglio la confessione e peggio il pentimento, perché a volte fanno la confessione, ma non è che si pentono tanto.
Invece le femminucce fanno peggio la confessione, ma è un po' meglio, non troppo, però è un po' meglio il pentimento. Però le femminucce generalmente non si confessano, ma si raccontano, e quindi cominciano a... ma questo vale sempre così, perché un uomo è sempre un po' più grezzotto, perché...
Invece la donna è sempre un po' più romantica, quindi anche quando si confessa... è romantica. Spiega tutte le cose, le cose che sono successe, le situazioni, a volte io non voglio, a volte proprio nei particolari minimi non serve, insomma, che tu mi dici, adesso mi invento una cosa, eh, che nella miniera c'era un operaio che puzzava, e allora tu siccome gli puzzava la scella sinistra, e tu stavi proprio lì sotto, hai fatto una mormorazione, dice, ma questo è proprio un ozzozzone, non se lava, non serve che uno...
Basta che dice... C'è anche un modo di insofferenza verso i difetti del prossimo, non serve che uno c'è... Invece molte donne proprio... o non ti dicono niente, cioè nel senso che cominciano a raccontare le cose fumose, oppure vanno proprio, perché la donna cura è particolare, ringraziamo il signore, ora proprio...
Dunque, c'aveva i baffi, c'aveva i capelli neri, c'aveva il maglione verde, però la pace alla scella era così, e quindi mi sono trovato sotto e... Che vuoi fare? Quindi, comunque, al di fuori di queste esagerazioni, la confessione semplice vuol dire dire i peccati e ciò che attiene alla loro gravità, per esempio una circostanza, sì, facciamo sempre gli esempi dei peccati che portano a un peccato impuro, è diverso fare un peccato impuro in privato o farlo in pubblico, o in un luogo suscettibile di diventare pubblico, per esempio, tipo in macchina, quella è una circostanza aggravante, che va confessata.
Perché non è la stessa cosa, è diverso dire una bestemmia quando stai da solo, o dirlo davanti alle persone, o dirlo davanti al tuo figlio, perché una bestemmia davanti a un figlio è devastante, tutte le cose fatte davanti ai figli sono devastanti, è diverso che uno non vada a messa se è singolo, scapolo, o se non va a messa in quanto genitore, papà di famiglia, tante volte ho detto che un bambino che non va a messa perché nessuno mi ha accompagnato.
Già che ti dice che non ha accompagnato, ti ha detto tutto, quindi quello fa due peccati, non dovrebbe soltanto accompagnarlo, dovrebbe precederlo, quindi semplice. Poi, umile, la confessione deve essere umile, tra tanta gente dice, io ho il problema con la superbia, che devo fare? Pure io ho il problema con la superbia, ce l'abbiamo tutti, io ce l'ho tanto, che devo fare?
Devi confessare bene. Perché confessarti, siccome è una cosa, è una grande fatica, è una umiliazione, cioè, un'umiliazione, perché state attenti, perché pure con l'umiliazione possiamo essere tentati, perché noi possiamo atteggiarci da umili senza esserli. Esempio, tu parli con una persona, questi miei vecchi amici che non facciamo il nome perché sto registrando, io sono un grande peccatore, io sono, ah sì? Dopodiché ti direi, scusa un attimo, ma non ti rendi conto di come tratti quello?
E come ti permetti? Io non ho detto male a nessuno, l'ha detto fino a due minuti fa che sei un grande peccatore, l'ho detto male, l'ho visto, che è una rispostaccia che finisce mai, come ti permetti? Quella è un'umiltà falsa, perché l'umiltà affettata, ostentata, io sono un grande peccatore, sperando che qualcuno dici, ma no, non ti battere, non ti abbattere, non ti buttare giù, tu sei tanto bravo, poi stai migliorando, quindi va avanti.
Allora, invece il confessionale non succede, ci si deve umiliare, ci si può umiliare. Senza pericolo, in due contesti. Uno davanti a Dio, quando stiamo da soli, hai visto Gesù che dice, chiudi la porta, ah, e lì, se uno legge gli scritti di Maria da Greta, la Madonna stava prostrata, con la faccia a terra, le mani aperte in croce, stava sempre a dire, come è possibile che la tua misericordia si chini su me che sono un verme strisciante sulla terra, la più inutile delle creature del mondo?
Queste erano parole di Maria Santissima. Quindi pensate noi, no? Uno può tranquillamente davanti a Dio. Dio, ricordare tutti i peccati che ha fatti e dirglieli. Dice, ma come mai che ancora non mi hai fulminato, ancora non sto all'inferno, io, come mai che non mi sei aperto la terra sotto i piedi, che è successo nella Bibbia, eh?
Perché Dathan è stato inghiottito in diretta dalla terra che si è aperta, da leggere l'Antico Testamento, si è aperto e l'ha inghiottito, all'istante. Quindi, potrebbe succedere anche a me. Oppure il confessionale. Allì si può tranquillamente buttarsi addosso tutto il fango del mondo, e più lo si fa meglio, eh?
Non, state attenti, eh, per una forma disordinata di malata disistima di se stessi che porta alla depressione. Perché quella malata disistima di se stessi che porta alla depressione è un'altra forma di superbia, ancora. È un'altra forma di superbia, perché la malata disistima di se stessi viene da una sfiducia malata in sé, dipendente, poi tra l'altro, generalmente, da poco impegno nel correggere.
È anche quello che è correggibile, ecco, di noi. Però, il penitente che deve riconoscere di essere miserabile, malato, malato lo siamo, è per questo di sprezzarsi. Allora, sotto questo punto di vista, avere il confessore fisso, state attenti, allora, avere un confessore fisso, così come avere un padre spirituale, non avremo tempo di parlare adesso, ma è il mese prossimo, perché siamo andati peggio del previsto, è sommamente, non è indispensabile, ma è sommamente raccomandato.
Perché è una grande umiliazione. Andare sempre a dire le stesse cose, perché tanto, più o meno, i peccati sono sempre gli stessi quelli che facciamo, purtroppo. Anche quando facciamo quelli piccoli, perché i peccati che facciamo sono quelli che dipendono dai nostri difetti, dalle nostre miserie e dal nostro temperamento.
Un temperamento collerico confesserà quasi sempre alcuni peccati, un temperamento flemmatico altri, un temperamento malinconico altri ancora, e un temperamento sanguigno altri ancora. Certo, uno deve combattere, uno deve ridurre il numero, perché un conto che ne hai fatti dieci, un conto che ne hai fatti cinque.
Quindi la confessione frequente serve anche a vedere se, come, quanto lavoriamo su noi stessi. Però ci viene il pensiero di dire, ma questo un giorno o l'altro mi dirà, è mai stufato, mi dice sempre le stesse cose. E vabbè, è una piccola fonte di umiliazione che ci fa molto bene.
E noi dobbiamo riconoscersi in questo modo, cioè non c'abbiamo altro, dice, allora, supponiamo, fai sempre le stesse cose, che vogliamo fare? Ci vogliamo prendere la pistola e puntarci dalla tempia? Che facciamo? E a me, pure stamattina, mi confesso, a fare la meditazione, non ci sono progressi su questa cosa.
Tanto a provare in tutti i modi possibili. E che cosa facciamo? Ditemi voi, segnatemi anche quello che devo dire alle amiche. Che cosa fai? Prendo una pistola e mi sparo? Prendo la pressione? Non mi confesso più. Allora a questo punto, basta, ci siamo verdi, non mi confesso più, perché tanto facciamo dei stessi peccati e ci siamo verdi.
Che facciamo? Continui, continui, continui, continui. Anche dicendo al Signore, ecco, hai visto, hai visto che bel camaforo che c'è davanti? Miracolo che ancora mi sopporti. Sopportami ancora un altro po', dammi una mano. Una volta il Signore una mano non ce la dà. E dicono i Maestri di Spirito che una mano non te la dà il Signore, perché noi non possiamo, perché, su alcune cose darti una mano sarebbe farti più male che bene.
Perché se ti fosse tolto quel difetto in cui ricavi sempre e che ti mortifica, e se ti arrabbi perché l'hai fatto sei superbo, perché quelle arrabbiature sono arrabbiature che non vengono dallo zero, ma vengono dal fatto che tu non accetti di essere un miserabile. E non vuoi essere un miserabile.
E lo sei. E il patatano te lo sbatte davanti tutti i giochi, faccia, se non te lo sbattesse, poveri noi, perché se c'è una cosa che ci distrugge tutto di cui dobbiamo avere timore è la superbia. Che è una cosa brutta. Anche perché la superbia, a differenza della lussuria, gli atti impuri sono dei peccati bruttissimi, però se l'hai fatto, l'hai fatto.
Non è che poi dì, ma forse dunque quell'atto, ma non era proprio tanto impuro, perché c'è uno, due, tre, se l'hai fatto, l'hai fatto. D'accordo, finito. Se hai tirato la pillola, te l'hai tirata, punto e basta. Te l'hai mangiata, l'hai vista la scarpa, te l'hai preso l'acqua, te l'hai mangiata, però un pensiero...
No, ma questa non è superbia. È un periodo che uno è un pochino allergico a mettersi le mani nel portafoglio per dare... No, ma ora c'è Stamonti e il governo, qui si frega tutti i soldi, bisogna essere pazzi muniosi. E invece è tirchio. Le cose spirituali, noi non possiamo... cioè, le cose spirituali è difficile dare giudizio.
Quindi se il nostro Signore, che non si sbaglia su queste cose, sa che tu sei un superbo di prima categoria, e questo lo dico io, guai a chi pensa di non esserlo, chiuso parentesi, gestisce le cose in un certo modo. L'unica cosa da fare è continuare a lavorare e continuare a confessarti, continuare a lavorare e continuare a confessarti, continuare a lavorare...
Che grande umiliazione! Vuoi diventare umile? Per buon viaggio, buon divertimento, voglia qua farsela abbuffare. Capite? Quindi, chi questo mezzo non lo usa, si perde una grandissima chance. Su questo non c'è scampo, non c'è scampo. Perché il primo vizio capitale ce l'abbiamo tutti.
Ripeto, chi pensa di non averlo è profondamente da compatire. Alcuni santi hanno scritto che la superbia muore tre minuti dopo di lui. Tre minuti dopo, almeno. Ancora leggia con quei fiumi terribili, tempestosi. Quindi, non faremo manco tempo a finire questi oggi. Va bene, comunque.
La confessione deve essere pura. Pura. Che significa la confessione pura? Allora, pura vuol dire che bisogna ovviamente farla con retta intenzione. Quindi non con intenzione distorta. Pura intenzione. Retta intenzione vuol dire che la confessione è il momento in cui io la faccio semplicemente per dare gloria e per piacere a Dio.
Non per compiacere chi mi sta davanti. E nemmeno... Queste sono cose che possono succedere. E nemmeno da ricercare in maniera un pochino suddola o raffinata. Forme di gratificazione o di... Sono cose che successe anche ai santi. Quindi, non dobbiamo pensare che non succedano. E poi deve essere fedele.
Fedele vuol dire che la confessione deve essere verichiera. In confessione bisogna dire la verità. E più la dici e meglio la dici e meglio è. Altra cosa. La confessione deve essere frequente. Vi ripeto. Santa Madre Chiesa, perché veramente così come domine Dio, nella sua sapienza non mette obblighi, tantomeno obblighi gravi per tutte le cose.
Altrimenti, già l'inferno è pieno di gente. Ah, se ci fossero altri obblighi oltre a quelli che ci stanno, che già non servono quasi nessuno, ci vanno tutti. Quindi... Quando però una cosa voi la sentite dire... E la Chiesa fa sempre così. Anch'io mi attengo. Se leggete il bollettino di questa settimana...
Per esempio, domani sarebbe il 25 marzo la festa dell'Annunciazione. Non si può celebrare perché è domenica e viene posposta lunedì seguente. La festa dell'Annunciazione. Le anime consacrate alla Madonna sanno queste cose qui. È una festa importantissima. È una solennità, come era San Giuseppe la settimana scorsa.
Non è festa di precetto. Quindi, se uno non ci va, non fa peccato. È caldamente consigliato di andarci. Allora, quando una cosa è importante, però... Cioè, quindi, quando la Chiesa, oppure chi per lei, il tuo confessore, il tuo padre spirituale dice guarda che questo sarebbe da fare, non te lo dà come obbligo in senso stretto?
Non te lo dà come obbligo in senso stretto perché conosce la debolezza dell'uomo, sa che molti non lo fanno e quindi non gli dà un altro appiglio per andarsela all'inferno. Però, dire una cosa caldamente raccomandata... Io, per esempio, oggi non parliamo della direzione spirituale, casomai, prometto che ne parliamo nel prossimo mese.
Oggi, per esempio, la direzione spirituale non si fa come si faceva nel 1500 o nel 1600. Guardate, nel 1500 o nel 1600 i professori facevano corpo, i direttori spirituali facevano corpo. Tu non ti potevi muovere senza il permesso del padre spirituale. Non potevi neanche fare la comunione.
Lo sapete che per fare la comunione dovevi avere il permesso espresso del padre spirituale, se no la comunione non la facevi. E questa è cosa che è andata avanti fino a un centinaio d'anni fa. C'era questa disciplina strettissima, sapiente. Adesso non è così. Cioè, il padre spirituale non è che ti diceva, scusa, guarda che sarebbe meglio...
Fa così tutto e basta. Se non fai così, non ti do il permesso di fare la comunione per anno. Ma non era una cosa strana questa qui, eh. Era l'assi comune. Oggi non si dice, oggi generalmente si dice, guarda, fa così. Ma se non lo faccio, faccio peccato. No. D'accordo. Così diciamo qualcosa.
No. Perché nella direzione spirituale, la direzione spirituale è un mezzo di perfezione. Diciamo qualcosa, poi lo diremo. Qui tutto quello che avviene dietro la direzione spirituale non obbliga mai sotto pena di pec... D'accordo. Meno che uno non faccia, ma non si deve fare, se non in caso di...
Voto di obbedienza, ma voto di obbedienza al padre spirituale. Lo so guai, perché se ti dice una cosa e non la fai, fai peccato. Perché trasgredisci un voto. Se no, no. Però, se tu usi un mezzo di perfezione e non lo usi, che ce la fai? Cioè, tu non sei tenuto a obbedire sotto pena di peccato.
Ma se non obbedisci, è inutile che c'è il padre spirituale. È inutile. È inutile. È inutile. Tant'è vero che la disobbedienza è causa... Oh, mi pare un po' d'avvocato. È giusta causa di risoluzione della... La disobbedienza perpetuata, reiterata e ostinata di risoluzione del rapporto di direzione spirituale.
Perché non serve. Allora, è diverso, io so, perché ho conosciuto, ho parlato di persone, cioè quindi oggi è anche un po' uno stile ecclesiale, no? Specialmente con alcuni... Io conosco bene i frati. I frati sono molto... Se aspettassi che il mio padre spirituale mi dica, Don Leonardo, fai questo, non me lo dirà mai.
Non me lo dice mai perché è l'immagine vivente della Madonna. La Madonna, pure la Madonna, non dava ordine. La Madonna è sempre molto delicata. Vi invito, cari figli, vi... Infatti, chi la sente? La Madonna lo sente? Nessuno. Perché gli uomini se non gli dai le randellate... Ah, invita?
Ah, quindi chi se ne importa? Ecco. Non si può pensare così. Quindi, cioè, se apre bocca e ti dice di... Ma neanche... Cioè, il massimo dell'obbedienza è che tu lo... Lo previeni. Cioè, tu sai che ti dirà presto o tardi una cosa. Tu la fai prima. Questo è il massimo. Non è che ti devi dire, oh, se non fai così, te mollo.
Perché se sei disobbediente non andiamo d'accordo. Cosa che... Non so se... Quindi la confessione deve essere frequente. Cioè, non è... Ah, ma non è indispensabile. Quindi, non stiamo troppo a sottolineare... Certo che non è indispensabile. Stiamo dentro il discorso che stiamo facendo.
Non è certamente indispensabile. Ma è caldamente raccomandabile perché è uno strumento fondamentale. Io quest'anno sto parlando al Catechismo degli Adulti dei Sacramenti. Perché più tempo passa... Eh... Allora... I Sacramenti sono importanti. Io veramente oggi volevo parlarvi del...
dell'unzione degli infermi. Poi mi è venuta... Cioè... I Sacramenti sono importanti. Recentemente succede un battesimo. Finito il battesimo. Recentemente, se vuol dire negli ultimi due anni. Arriva una persona, c'era tra quelli che dovevano fare il battesimo, una persona ben formata.
Cioè, una persona che aveva sempre ammessa. E mi dice... Bella la cerimonia, padre. Perché io c'ho... Però volevo dirle una cosa. Mi raccomando, non si offenda, eh. C'è il nostro parro. Il nostro parroco. Questo veniva da fuori Latina. Quando fa il battesimo... Oh, fa tutta la cate...
Cioè... Non... Non compie nessun genere... Allora... Il battesimo è costruito in un'ora. Perché? A rito di introduzione... Allora... Adesso stiamo qui perché questo simboleggia l'accoglienza... Allora... State attenti. Capite bene quello che voglio dire. Non è che non sia importante fare una formazione perché le persone vivano consapevolmente i Sacramenti.
Non è questo. Però... Oggi, a forza di far ghiacchiere su chi ha i Sacramenti, ne vivono più. Perché oggi facciamo tutti i discorsi sui battesimi. E i battesimi li fanno a due, tre, quattro, cinque, sei, dieci, undici mesi. E questo è un danno enorme. Il battesimo si fa subito...
No con la festa o con le cose. Pure se non chiacchiere, pure se non hai capito niente, fa niente. Quello è un sacramento. Oppure la gente che lascia morire persone senza l'olio santo. L'olio santo si può dare fino a quando una persona ha l'espressione. Ah, ma tanto non capisce niente, che gli fa?
Allora, non battezziamo nemmeno i bambini, no? Che capisce un bambino quando battezzi? Ma c'è bisogno di capire che c'è un sacramento? Domanda che vi faccio. C'è bisogno di capire? Alla Messa prima non si capiva niente. Infatti però diventavano santi prima che andavano a Messa. Ma dove stanno i santi che vanno a Messa a chiacchierare, a perdere tempo, a fare la comunione sacrile che tornano a casa per giù da prima?
Dove stanno? Comunque capiscono tutto. Non sto dicendo... Sono discorsi... Non sto esagerando. Sto usando espressioni iperboliche. Voi penso che lo capiate, no? Che ti chiacchierano? I sacramenti... Quindi, i sacramenti si devono celebrar. Si devono celebrar bene. Ora, la confessione è l'unico in cui...
È l'unico sacramento in cui si deve capire qualcosa. In cui si deve preparare bene e che dipenda dalla data. Questo sì. È l'unico. Gli altri no. Questo sì. Per questo che bisogna farlo bene. Per questo che è fondamentale. Cioè, sapersi confessare. E scegliere un buon confessore. Scegliere un buon confessore.
Scegliere un buon confessore. Scegliere un buon confessore. Scegliere un buon confessore. Scegliere un buon confessore. Scegliere un buon confessore. Poi, oltre che frequente, deve essere nuda. Come quella che vuoi... Non avvolta dall'oscurità delle parole. Altra battuta... Comincia.
Allora. Quando c'è qualcosa che non ti vogliono dire perché magari... Ah, comincia. Allora... Dunque, in questa situazione è successo che io ho pensato che quella situazione coinvolgeva quell'altra situazione. Però quest'altra situazione, a sua volta, mi è arrivata in mente la situazione di cui le stavo parlando prima.
Però, come mi ripeto... Io ho capito qualche volta... Mi scusi, io non ho capito niente. Mi puoi un attimo che lo dico? Se lo dici così, è inutile che non lo dica. O mi dici che hai fatto, o mi lo dici proprio. Che me lo dici a fa'? Deve essere nuda. Quindi non avvolta nell'oscurità delle parole.
Deve essere chiara. Se la confessione è un trauma, un travaglio, è una spogliazione della coscienza. Voi vi vergognate? Speriamo che oggi non si vergogna più nessuno. Oggi stanno tutti spogliati nudi fuori e dovrebbero vergognarsi. E noi stiamo tutti vestiti in confessionale. Non so se capite la metafora.
Si spogliano dove dovrebbero stare vestiti e si vestono dove dovrebbero stare nudi. Perché si spoglia l'anima. Si spoglia l'anima, non il corpo. Quindi non avvolta nell'oscurità delle parole e chiara. Spogliando tutta la coscienza. Poi deve essere discreta. Discreta significa due cose.
Guidata dalla virtù della prudenza, che ci dà anche la discrezione, per cui va dato maggior risalto ai peccati più gravi. Generalmente si comincia dal più grave al meno grave. Però deve essere discreta. Anche nel modo di condurla. Perché la confessione e alcuni tipi di peccati possono toccare tematiche e argomenti un po' delicati.
Che vanno trattati in un certo modo. Quindi con discrezione vuol dire anche con sobrietà, con chiarezza, ma anche con garbo. Quindi non serve stare a fare, come ho detto prima, non bisogna portare una persona al cinema a vedere. Bisogna far capire una situazione. A volte non basta un granché per far capire.
Vi faccio un esempio che non c'entra niente con voi. Se una persona dice ho usato male del matrimonio, un prete capisce che ha fatto il peccato di interrompere il rapporto prima del tempo. Perché usato male del matrimonio, ordinariamente significa questo. Fatto il rapporto, fatto male.
Non serve andare a fare il film, la fotografia, a complicare tutte quante le situazioni. Per dirvi, insomma, una... Ecco, in alcuni argomenti un pochino... Se una persona ti ha confessato che ha avuto una relazione omosessuale, per esempio, mica c'è bisogno che ti racconti tutto quello che ha combinato, perché uno solo immagina quello che...
Cioè, che effe che vuoi che fa, faranno una caterva di atti contro la natura. Se è una relazione... Quindi non serve stare a... Non so se capite... Cioè, certamente bisogna far capire la situazione, ma non serve... Così come non serve dire che ho bestemmiato come bestemmiato, ho detto proprio una, come quella che dicono i codici toscoscani.
Se l'hai detta, l'hai detta, insomma. Ecco, quindi basta che il peccato sia individuato, e non serve poi starci troppo a... Ecco, a... a ricamare. E poi deve essere spontanea, perché il Signore vuole che noi questo liberamente lo scegliamo. Questo sì, il Signore aspetta gli atti della nostra libera volontà.
Quindi non deve essere costretta. Cioè, come tutte quante le cose che attengono la nostra vita interiore, ci deve essere un moto della nostra volontà che è sempre un moto secondario, perché quando a noi ci viene qualche idea santa, ce l'ha sempre ispirata il Padre Eterno. Questo dobbiamo avere...
Anche se non ce ne accorgiamo. Perché, dice il Signore nell'Evangelo, senza di me non potete fare nulla, non poco. E la Chiesa insegna che quando ci viene in mente qualcosa di buono, o quando ci viene da fare qualcosa di buono, quella si chiama una grazia attuale. Cioè, è un'idea o un suggerimento che ti è stato messo nella testolina, inviato direttamente dall'alto.
Ecco, quello non esercita una forza costrittiva, perché ha un invito dedicato. La spontaneità si situa qui. Cioè che io, spontaneamente, a quel pensiero, gli dico sì. È esperienza di tante persone, perché noi possiamo dire di sì e di no. Dire di no a una grazia attuale è una cosa grave.
Per esempio, uno capita che si trova in chiesa, in un santuario, faccio un esempio, tanti anni che non mi confesso, generalmente mi viene la vocina. E entra. No, no, adesso non... Qui ci sono cose che avvengono in un attimo, per farvi capire, no? Poi la confessione, altra cosa importante, deve essere fatta con rossore, quindi vergognandosi, non vantandosi dei peccati.
Io vi dico, esperienza di confessionale, a volte qualcuno dice delle cose quasi ridendo. Scusi, ma... Dopodiché per forza, non è che mi sembra tanto il caso proprio di ridere, perché non c'è tanto da ridere. Non dico che a qualcuno debba succedere, entrare in confessione in lacrime, e uscire in lacrime, però, insomma, non dobbiamo farcela, oppure andare a dire...
Cioè, il confessionale, anche se si va a fare... a raccontare i propri trofei di guerra, ho fatto questo... Cioè, li si dicono, ma li si dicono in un certo modo, insomma, li si dicono con pentimento. Poi deve essere integrale. Quindi non tracendo nulla di quanto deve essere detto, la confessione, ricordate sempre che è sacrilega.
Se io, deliberatamente, ometto di dire qualcosa che so che dovrei dire e che attira la gravità della confessione, o anche se rispondo a una bugia, a una domanda subgrave che mi fa il confessore, e poi deve essere, attenzione, segreta. E questo state tutti quanti attenti, perché oggi, attenzione a un'altra cosa, sempre sulla nudità.
Ci si spoglia interiormente, secondo me dopo qualcuno va a dire che a Don Ardo ci bisogna spogliarsi in confessionale, perché tanto questo, ci manca solo che al diavolo gli diamo pure queste cose qua. Quindi ci si spoglia l'anima con il corpo, in confessionale, non davanti a tutti.
Perché c'è anche chi, e questo io l'ho detto a più di qualcuno, questo accade in alcuni movimenti ecclesiali. Io sono contrarissimo a questa cosa qui che produce dei danni incalcolabili. Cioè, se un marito o una moglie ha commesso adulterio, non lo deve dire. Se non è strettamente necessario.
Perché se lo dice è la fine del matrimonio. Cioè, se è stato un incidente, se la persona è pentita, perché l'adulterio, non lo dite in giro, è una delle giuste cause permesse dalla Chiesa di separazione, non di divorzio. Di separazione sì, perché è una ferita talmente grande, impressa al matrimonio, che una persona può non averci la forza di passarci sopra.
E non ce la fa. Quindi, dice, no, io lo devo dire, perché così mi umilio da... Tu dì a me che ci penso io umiliato. Tu vuoi essere umiliato? Tu dimmelo a me che ci penso io. Vuoi fare penitenza? Ah, cosa faccio fa io. No, lo fa chi ha coraggio eccetera niente. Perché tu muoio il tuo marito, se tu c'hai uno lì di così, che c'entra?
Falla tu penitenza. Così vale per tantissime altre cose. Cioè, io so di gente che dentro i movimenti ecclesiali ha sentito i peccati del padre, della madre, dei fratelli e delle sorelle. Sono passati secoli che ancora se li ricordano. È così, è. È molto diffuso oggi. Oppure, per bisogno, non lo so, che magari anche umano che ci abbiamo di sfogarci o di essere compatiti, andiamo a raccontargli affari...
Cioè, voi capite che cosa... Perché poi c'è un sacco di gente che, per esempio, non esce dai movimenti ecclesiali? Perché tu... Cioè, lì c'è gente che, se tu ti fai il miei, capite che anche se uno volesse fare un uso cattivo di queste cose qui, cioè, tu sei sotto ricatto. Capite?
Cioè, questa è una cosa talmente delicata. Il confessore, cioè, sapete che è scomunicato. Non soltanto se dice Don Leonardo mi ha confessato che non è andato a messa domenica scorsa. Questa è la rottura diretta del sigillo. Questo lo scomunica. Ma se anche dico a Latina ci sono tanti preti, ma un prete matto si è venuto a confessare da me dicendo già ho notato troppi indizi.
Pochi, per la verità, perché questo epiteto è facilmente individuabile. Quindi bisogna essere assolutamente assolutamente attenti. Perché? Non soltanto per la dignità della persona e per il rispetto, ma perché i danni che si possono produrre sono gravissimi, sono. Per questo è anche così grave il peccato della maldicenza.
Perché non della maldicenza, la maldicenza è la rivelazione dei peccati di una persona che un altro non li conosce. Cioè, io ho visto quello fare quella cosa e tu che ne hai detto a fare? Perché devi dire questo? Capite? Non è che ci sboglia l'anima in pubblico a dire guarda quanto ne ho fatte.
Cioè, perché non è che sono cose... Non è che ci sboglia l'anima in pubblico a dire guarda quanto ne ho fatte. In confessionale è necessario, ma quella cosa comincia e finisce lì. Un prete scrupoloso, a me sembra di farlo, addirittura quando deve fare riferimento a una confessione precedente deve delicatamente chiedere, per dirti una cosa, posso fare riferimento a una confessione precedente?
Perché un prete si può ricordare delle confessioni soltanto quando confessa un'altra volta la stessa persona. Perché capite? Questo è indispensabile. Però per fargli un'esortazione diretta, pensate un po', è preferibile che dica la persona d'accordo. E non può mai fare riferimento a queste cose fuori dalla confessione.
Mai. Mai. Io intanto faccio un esempio. Il giovane viceparlo che sta in mezzo ai ragazzi va all'adolescente a dirgli che ha fatto i peccati contro la purezza che fanno gli adolescenti. Questo prete, anche animato con buona intenzione, non può poi il sabato vedere i ragazzini e metterli in braccio.
Allora come va la castità? Ha infratto il sigillo sacramentale. Non può assolutamente, per nessun motivo. Perché quella persona, cioè quando esce dal confessionale, è come se non ti avesse detto nulla. I tuoi rapporti non possono, non devono in nessun modo cambiare. In nessuno. Figuriamoci uno se non può andare in giro a destra e a sinistra.
Adesso è segreta la confessione. E state attenti perché la gente va ai danni non soltanto raccontando i peccati propri, ma anche andando a raccontare in maniera distorta le confessioni. Accusando il prete, facendo il nome. Perché se qualcuno, che ne so, si inventa una storia, oppure non capisce niente.
Ah, io sono stato, non da Don Leonardo che è buono, sono stato da Don Nicolino, aveva fatto la confessione, mi ha aggredito, non mi ha dato la soluzione, e c'è così a destra e a sinistra. State attenti. Se quel prete viene chiamato, pure dal vescovo, che dice? Cosa dice? Non è che, cioè non può dire, se ammesso che sia vero, che quella era una matta, che l'aveva fatta di grosse quanto una casa, ha detto che non c'era nessuna intenzione, e lui è stato costretto a fare così.
Non può neanche dire questo. Quindi, è una cosa terribile, giusto perché c'è stato Spirito Santo, perché qui, poi deve essere lacrimosa, questo l'abbiamo già visto, quindi fatta con dolore e contrizione, magari fino alle lacrime reali, ma bastano le lacrime del cuore, poi deve essere sollecita, state attenti, dopo e domani, dopo, domani, dopo, domani.
Le cose che ci costano, bisogna farle subito, subito. Perché non c'è niente che è più facile di mandare, la cosa più facilmente di mandare è la confessione, perché siccome non mi piace, non mi va, oggi ho tempo, oggi ho questo, fate attenzione, che le cose che riguardano il Padre Eterno, c'è sempre dopo.
La cosa che ti piace, dici, ho comprato una televisione nuova, subito. Bisogna essere coraggiosa, perché ci vuole coraggio per confessarsi, quindi per vincere la vergogna di confessare bene tutto, questo l'abbiamo già visto con gli esempi ironici, accusatrice, bisogna evitare di autogiustificarsi, e infine, certamente, attenzione, non è autogiustificarsi, se uno ha un dubbio, se ha peccato mortalmente oppure no, lo deve dire.
Cioè, un pensiero impuro, hai dato il consenso o non hai dato il consenso, se tu non sei sicuro di aver dato il consenso, lo devi dire. Quindi in questo caso devi spiegare, se hai avuto questo pensiero, l'hai scacciato, dici, non è peccato, ma ha tormentato, perché un prete deve un attimo capire, perché se è consentito è peccato mortale.
Se non è consentito, non solo che non è peccato, ma potrebbe anche essere un atto di virtù, se uno ha respinto una tentazione. Quindi non è che non autogiustificarsi non vuol dire non spiegare, quando è necessario, le circostanze concrete in cui alcune cose sono avvenute. E infine, pronta all'obbedienza, perché poi il sacerdote, specialmente se tu te lo sei scelto, quindi, mi ritieni proprio scelto di confessione, direi la prossima volta, perché è tardi, essere attento ad eseguire quanto ti è stato detto.
Ricordando quello che vi ho detto in precedenza, ciò che oggi non ti verrà detto, allora, in virtù di santa obbedienza, ti ordino di fare uno, due e tre. Anche se alcuni anni bisognerebbe dire quasi sempre così. Però, non viene fatto così oggi, viene generalmente suggerita una cosa, oppure, la faccio una volta, e poi la seconda rifaccio di...
All'obbedienza. Quindi, queste cose eventualmente, insieme all'Mp3, le pubblichiamo sul sito, così, anche con un breve commento di ciascuno dei conti, così potete riprenderlo, e preparatevi ad una buona confessione di Pasqua. Ecco, soprattutto io raccomando a chi non l'avesse mai fatto, di pensare seriamente ad una confessione di Pasqua, perché, in realtà, la confessione di Pasqua è una confessione di Gesù, e non è una confessione di Gesù, è una confessione di Gesù, è una confessione di Gesù, di pensare seriamente a fare bene la confessione generale, perché la confessione generale è necessaria, se non è stata mai fatta, se una persona sa di aver commesso qualche guaio grosso, è necessaria, diciamo, per avere, non la sicurezza, abbiamo già visto che questo non è possibile, ma, la ragionevole speranza di aver ricevuto la remissione delle colpe da parte di Nostro Signore, e quindi di stare in grazia di Dio.
Siamo arrivati a questa parola di Gesù e Maria. Grazie.