Stemma di don Leonardo Maria Pompei Don Leonardo Maria Pompei Sacerdote · Apostolato

Audio · Catechesi varie

Educare i figli 11 02 2012

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Trascrizione

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Allora, benvenuti a tutti, anzitutto possiamo accomodarci, come d'accordo riprendiamo l'incontro di oggi, da dove ci siamo fermati la volta scorsa, per chi non c'era faccio una brevissimissima sintesi che sarà sicuramente utile anche a chi c'era per rinfrescarsi un po' la memoria, perché poi da lì riprendiamo.

Allora, la volta scorsa abbiamo visto, abbiamo accennato un po' alla storia degli orientamenti pedagogici che si sono succeduti nel corso della civiltà occidentale, dall'antichità classica, quindi come venivano educati i ragazzi anticamente, qual è il messaggio che ci dà la Sacra Scrittura, qual è l'apporto che il cristianesimo dà alle educazioni, chi sono stati i grandi pedagoghi cristiani, quali sono stati, ne abbiamo visto qualcuno.

Poi abbiamo visto quello che è successo in Europa con l'avvento delle moderne dottrine, soprattutto illuministiche e contemporanee, quindi alcune mutazioni, abbiamo visto come in questo tempo prevalgono degli orientamenti abbastanza differenti, sia dallo schema classico che dallo schema cristiano.

Riprendo un esempio che è stato fatto, così riprendiamo da lì. Del bambino che rompe la finestra, spero che ci abbiate pensato in questo mese, perché col bambino che rompe la finestra, quindi con l'atteggiamento da assumere nel caso che succeda questo incidente, si fa un pochino la sintesi fondamentalmente dei quattro modi di orientare e alla luce di questi quattro facciamo il ripasso di qual è quello cristiano e qual è invece quello che oggi fanno tutti e in cui ci siamo dentro anche noi.

Il bambino che rompe la finestra, spero che ci abbiate pensato in questo mese, così riprendiamo da lì. Il bambino che rompe la finestra, spero che ci abbiate pensato in questo mese, così riprendiamo da lì. Il bambino che rompe la finestra, spero che ci abbiate pensato in questo mese, così riprendiamo da lì.

Il bambino che rompe la finestra, spero che ci abbiate pensato in questo mese, così riprendiamo da lì. Il bambino che rompe la finestra, spero che ci abbiate pensato in questo mese, così riprendiamo da lì. Il bambino che rompe la finestra, spero che ci abbiate pensato in questo mese, così riprendiamo da lì.

Il bambino che rompe la finestra, spero che ci abbiate pensato in questo mese, così riprendiamo da lì. Il bambino che rompe la finestra, spero che ci abbiate pensato in questo mese, così riprendiamo da lì. Il bambino che rompe la finestra, spero che ci abbiate pensato in questo mese, così riprendiamo da lì.

Il bambino che rompe la finestra, spero che ci abbiate pensato in questo mese, così riprendiamo da lì. Il bambino che rompe la finestra, spero che ci abbiate pensato in questo mese, così riprendiamo da lì. Il bambino che rompe la finestra, spero che ci abbiate pensato in questo mese, così riprendiamo da lì.

Il bambino che rompe la finestra, spero che ci abbiate pensato in questo mese, così riprendiamo da lì. Il bambino che rompe la finestra, spero che ci abbiate pensato in questo mese, così riprendiamo da lì. Il bambino che rompe la finestra, spero che ci abbiate pensato in questo mese, così riprendiamo da lì.

Il bambino che rompe la finestra, spero che ci abbiate pensato in questo mese, così riprendiamo da lì. Il bambino che rompe la finestra, spero che ci abbiate pensato in questo mese, così riprendiamo da lì. Il bambino che rompe la finestra, spero che ci abbiate pensato in questo mese, così riprendiamo da lì.

Il bambino che rompe la finestra, spero che ci abbiate pensato in questo mese, così riprendiamo da lì. Il bambino che rompe la finestra, spero che ci abbiate pensato in questo mese, così riprendiamo da lì. Il bambino che rompe la finestra, spero che ci abbiate pensato in questo mese, così riprendiamo da lì.

Il bambino che rompe la finestra, spero che ci abbiate pensato in questo mese, così riprendiamo da lì. Il bambino che rompe la finestra, spero che ci abbiate pensato in questo mese, così riprendiamo da lì. Il bambino che rompe la finestra, spero che ci abbiate pensato in questo mese, così riprendiamo da lì.

Il bambino che rompe la finestra, spero che ci abbiate pensato in questo mese, così riprendiamo da lì. Il bambino che rompe la finestra, spero che ci abbiate pensato in questo mese, così riprendiamo da lì. Il bambino che rompe la finestra, spero che ci abbiate pensato in questo mese, così riprendiamo da lì.

Il bambino che rompe la finestra, spero che ci abbiate pensato in questo mese, così riprendiamo da lì. Il bambino che rompe la finestra, spero che ci abbiate pensato in questo mese, così riprendiamo da lì. Il bambino che rompe la finestra, spero che ci abbiate pensato in questo mese, così riprendiamo da lì.

Il bambino che rompe la finestra, spero che ci abbiate pensato in questo mese, così riprendiamo da lì. Il bambino che rompe la finestra, spero che ci abbiate pensato in questo mese, così riprendiamo da lì. Il bambino che rompe la finestra, spero che ci abbiate pensato in questo mese, così riprendiamo da lì.

Il bambino che rompe la finestra, spero che ci abbiate pensato in questo mese, così riprendiamo da lì. Il bambino che rompe la finestra, spero che ci abbiate pensato in questo mese, così riprendiamo da lì. Il bambino che rompe la finestra, spero che ci abbiate pensato in questo mese, così riprendiamo da lì.

Il bambino che rompe la finestra, spero che ci abbiate pensato in questo mese, così riprendiamo da lì. Il bambino che rompe la finestra, spero che ci abbiate pensato in questo mese, così riprendiamo da lì. Il bambino che rompe la finestra, spero che ci abbiate pensato in questo mese, così riprendiamo da lì.

Il bambino che rompe la finestra, spero che ci abbiate pensato in questo mese, così riprendiamo da lì. Il bambino che rompe la finestra, spero che ci abbiate pensato in questo mese, così riprendiamo da lì. Il bambino che rompe la finestra, spero che ci abbiate pensato in questo mese, così riprendiamo da lì.

laicista d'accordo pure libertino no a persona cristiana che c'è una vita di fede che va sempre ammessa e che bravo cristiano scusa perché le mani addosso non si mettono e non è mai addosso non si mettono mai nessun motivo sono contrario dio tu sei contrario ma tanto che nella bibbia altro che le mani provare alcune cose a dice da prende bastone dice allora tra il bastone e niente ci sarà che capite perché alcune cose sono contestualizzate no non prendete i bastoni a sprangare ea spaccare la testa ai figli a mandarle al cimitero insomma però tra il bastone niente ci sarà una via di mezzo se ti dice se ami tuo figlio usa il bastone sicuramente non ti dice che per nessun motivo di mettere le mani addosso a tuo figlio anche se oggi vuole stare attenti e chiamano telefono azzurro portare in galera d'accordo va bene però adesso lasciamo perdere telefono azzurro però il principio non funziona cioè una persona che dice questo è figlio di fuoco questa mentalità qual è il male assoluto è il male fisico cioè il male fisico se qui non scappazione il male psicologico questo non l'hanno insegnato di psicologi tutti i cani 70 se qualcuno osa dirti di no a qualcosa oppure quando hai fatto qualcosa che non va osa tirarti le orecchie e dirti guarda che forse le sareste sbagliato sapeste quanto complica la vita questo poi a me e ai preti che vogliono fare i preti oggi io vi parlo da prete io non lo so se oggi padre pio potrebbe fare quello che faceva una volta voi immaginate uno dovevano confessato alla prima parola che ditevi sbatte lo sportelli in faccia che dice vattene e torna tra se mi ma faceva così e allora stanno attenti quando noi allora essendo noi stati educati in questo però va tribù faceva queste cose in che anni negli anni 20 negli anni 30 negli anni 40 e negli anni cinquanta è morto nel 68 cioè i suoi I suoi figli spirituali negli anni Sessanta c'avevano 50-60 anni, mica erano stati educati come noi, tempo fa parlavo con un prete, un santo prete, perché anche da queste parti vi posso assicurare che sono due o tre confessori testati, perché invece confesso il sottoscritto, e mi hanno edificato.

Questo era uno di quelli di una certa età che mi ha edificato, e mi ha detto che quando era giovane, che faceva catechismo, lui aveva il frustino, il frustino, infatti dico, immagino, e dice, siccome io avevo un temperamento colletico, mettevo i ragazzi a estrema distanza, perché se no, alla prima parola che dicono, vi affrustate a tutti quanti, e siccome dovevo dominarvi, mi mettevo a distanza.

Allora, vi racconto, era normale che c'era il frustino. Cioè, se tu gli facevi una cosa che non andava, il catechista, prete, ti dava una frustata, ma non è che poi veniva il padre con la denuncia alla procura della Repubblica e ti portava in galera il giorno dopo, immaginate che succede oggi, era un contesto di questo genere.

Dentro un contesto di questo genere, chiaramente il confessore poteva permettersi di sbatterti lo sportello in faccia per darti un segno forte e farti prendere coscienza, ma oggi se lo mica fa, eh? Oggi non si può fare una cosa del genere, perché se tu fai così, con la psicolabilità che c'è in giro, tu a una persona l'ammazzi proprio, la uccidi, capite?

Perché la uccidi? Perché noi non siamo stati educati così, perché se tu fin da quando un bambino è piccolo non gli dai delle regole, non gli dai delle suonate quando gliele devi dare, quello crescendo, non gli puoi manco tirare in là, perché non è che è superbo e si offende, non è abituato.

L'ammazzi, capite? Perché oggi si sfascia un matrimonio su tre? Perché non c'è la capacità di soffrire neanche un po', quindi alla prima difficoltà, la prima cosa, non è che io, cioè non è soltanto il peccato che c'è, che lo fanno prima, durante e dopo, ma c'è proprio un'incapacità psicologica di soffrire.

Cioè appena succede una cosa, non ce la faccia soffrire, perché non l'ha mai sofferto? Non lo so, manco uno schiaffetto dato quando l'avevo fatta grossa, se non sono stato capace di darmi uno schiaffetto da mia madre, quando l'ho fatta grossa, figurate se io da un illustre sconosciuto, come mio marito o mia moglie, mi piglio una cattiva parola o una cosa del genere, abbozzo una volta, abbozzo due volte, abbozzo tre volte, la quarta volta sbotto.

Capite gli effetti devastanti che hanno queste cose qui? Oppure, ma avete sentito ogni tanto… Una è successa qualche giorno fa, una ragazza che è rimasta incinta si è buttata dalla finestra, o un ragazzo che è bocciato a scuola, questo è successo in diverse cose, si è impiccato. Non bisogna stare sempre a dire che è la società, siamo tutti noi.

Perché si è impiccato? Perché poi, guardate, la vita per forza ci mette dinanzi a delle situazioni di questo genere, per cui o tu sei stato educato… In modo da saperle affrontare, o schioppi, perdonatemi il tempo, non c'è forse… Cioè, oppure, da grande, fai una grande conversione e cominci a entrare nella vita cristiana, che è vita di sacrificio.

Per questo Gesù dice prendi la croce, e la vita cristiana è una vita per gente con la spina dorsale dritta, perché devi prendere la croce, devi essere capace di vivere secondo certe regole, devi essere capace di fare tante rinunce, devi sacrificarti, eccetera. Non so… Però, cioè, il bene e il male, che ne dicano oggi, sono due dimensioni oggettive.

Se tu fai il male, avrai del male, e farai del male, e ti ritorna tutto quanto contro, capite? Cioè, un passo fondamentale, anche da un punto di vista della conversione, è capire questo, che, ve l'ho detto altre volte, non è che una cosa è peccato perché lo dice Dio. Quindi, se Dio volesse, per esempio…

Ora faccio un esempio che tanto… Commettere atti impuri è peccato. Perché? Perché Dio ha detto nel Sesto Comandamento non commettere atti impuri. Quindi, se Dio svegliasse domani e dicesse commetti atti impuri, non è più peccato? Non sarebbe più peccato. È così, secondo voi? Non è così.

Perché quando Dio dice questo non si fa, non è che quello non si fa perché lo dice Dio, ma Dio dice non si fa perché non se deve fare. Perché quella cosa è un male? È un male oggettivo. Quindi, se anche Dio non l'avesse detto chiaramente, ma l'avesse detto indirettamente, quella cosa non si può fare, mai e per nessun motivo.

Perché fa male e produce del male. D'accordo? Ora, l'educazione del nulla, cioè, i figli rucetti, cioè, il primo desiderio che ci hanno, sempre di sì, sempre di sì, sempre di sì, sempre di sì. Voglio la Playstation, sì. Voglio il cellulare a sei anni, sì. Voglio la televisione in camera, sì.

Sì, sì, sì, sì. È la rovina dei figli. State attenti, non è che uno se lo mette in croce, perché ogni tanto mi è capitato di trovarmi in situazioni di persone che magari ti stanno pure a sentire e poi dici, ho sbagliato tutto nella vita. Non muovo la pistola e mi sparo. Tanto è tranquillo.

Cioè, tutte queste cretinate che abbiamo fatto noi, le abbiamo fatte in perfetta buona fede. Perché? E sono le cose più pericolose, le cose più gravi. Perché non è tanto grave o pericoloso quando io faccio una cosa sapendo... Sapendo di fare male. Ma la cosa pericolosa è quando io faccio una cosa pensando di fare bene.

Cioè, perché noi ci hanno messo in testa che il bene dei nostri figli è dirgli sempre di sì. È non fargli mancare niente tutto quello che ci è mancato a noi. È che se c'ha un desiderio e tu non lo assecondi, dopo cresce frustrato. È che se gli dai uno schiaffetto dopo da grande diventa complessato.

Tutte queste cretinate qua. Allora, uno dando retta a queste stupidaggini si adegua e combina dei guai grossi quanto una casa. Capite? Questo è il guaio proprio grosso che si è venuto a determinare nel nostro tempo. E che dobbiamo correggerlo. Guardate che non è soltanto un problema di educazione dei figli.

Perché quello che ricevono da piccoli e da voi, li segna per tutta la vita. Io vi dico, non sto parlando a voi, però io faccio il prete ogni tanto. Mi dovete credere su tante cose. Perché dopo viene una certa esperienza. A volte qualcuno si arrabbia un po' perché dice, ma tu che ne sai di tante cose?

Abbiamo parlato dieci minuti e già spari tutte queste cose qua. Dico, guarda, ti capisco, però tu cerca di capirmi. Perché una volta che uno ha fatto un pochino di esperienza, basta che mi dici quattro cose per farti la fotografia. Io racconto sempre una cosa. La prima volta è parlare con il vescovo di Latina.

Che è vescovo, prete, con 300 lauree. E anche psicologo. Io ho parlato cinque minuti. Guardate che mi ha fatto quasi paura. Dopo cinque minuti mi ha interrotto e mi ha detto, guarda Leonardo, tu sei così, così, così, così, così e così. Fotografia al positivo. Ma sei anche così, così, così, così, così, così e così al negativo.

Di queste cose negative, uno, due, tre, ti impediscono di fare il prete. Le devi correggere. Facendo quest'altro, quest'altro, quest'altro, quest'altro, quest'altro, quest'altro. Se le correggerai, potrai diventare prete e farei molto del bene. Se non le correggerai, non diventerai prete perché comincerai soltanto un sacco di guai.

Hai visto quando uno rimane proprio, io sono rimasto lì, esterrefatto. Perché, non ho detto una parola, però dentro di me dicevo, ma questo che c'ha... Vi devo dire che qualche anno fa, al post-gresima, qualche anno fa, capitò una... stavamo a fare un incontro in cui, l'incontro era far capire agli adolescenti cosa succede nella prima adolescenza a 13-14 anni.

E io ho cominciato a dire tutto, c'era una persona, che adesso non c'è più, di quali tra l'altro non proprio tanto vicini io parlo, questo rimane così, finito il discorso, vedete che fa? Scusi Don Leonardo, posso chiederle una cosa? Dico, sì, dico, ma che lei per caso fa il mago?

Dico, no, perché? Perché quello che lei ha detto è esattamente la mia fotografia. Come ha fatto a sapere queste cose? Come ha fatto? Non ci vuole tanto, quando uno c'ha un pochino di esperienza. Questo per dirvi, quando qualcuno si viene a sposare, viene a chiedere di sposarsi, basta che ci parli dieci minuti, e già capisci subito.

Se è casa costruita sulla sabbia, mobile, se è casa costruita sulla sabbia, se è casa costruita sul brecciolino, se è casa costruita sulla terra, o se è casa costruita sulla roccia, oggi non c'è quasi nessuna. Cioè i matrimoni che non crollano oggi, c'è bisogno quasi di un intervento straordinario da parte dell'onnipotente, perché è quasi impossibile con l'umanità che c'è di base, che non siano minati, e infatti più tempo passa, assicuro che è sempre più largamente rappresentato, a me continuamente mi giungono segnalazioni anche di persone reali, vive e vegeti, ma se tu mi chiedi perché ha finito il matrimonio, per il nulla, non è che c'è un motivo grave.

Una volta, tanto tempo fa, quando si poteva al massimo soltanto separarsi, ma c'erano delle situazioni allucinanti, in cui sapete che anche la Chiesa in alcune situazioni limite, al limite dell'umanamente sopportabile, anche se consiglia sempre il perdono, la pace, la riconcilia, dice guarda, se è successo questo e proprio non ce la fai più, la coabitazione almeno momentaneamente si può interrompere, perché l'eroismo non lo puoi chiedere come obbligo.

Ma c'erano delle cose gravi. Se voi oggi andate a parlare, perché si sfasciano i matrimoni? Per il nulla. Non c'è motivo. Non c'è. O ci sono dei motivi talmente stupidi, talmente irrisori, eh, perché non andiamo più d'accordo? Perché mia moglie mi assilla. Mia moglie mi assilla. Mio marito non è presente, non c'è mai cosa...

Ho capito, dico, ma c'è questa giustifica che fa ognuno per conto suo, è che il figlio cresce orfano. Cioè, lo capite? Cioè, non c'è neanche... Ma guardate, io non vi posso raccontare... C'è tantissime cose, ma c'è una tentazione... Perché alcune situazioni, le gente che magari potreste conoscere, in qualche modo, dopo ci arrivate, ma sono assurde.

Assurde. La cosa gravissima è che non c'è neanche la remora, capite che non c'è neanche la remora, di ansia ai figli. Cioè, di dare una sofferenza enorme. Perché quello deve crescere orfano? Per le inconsistenze psicologiche tue. Correggi. Per le indagini. Sai, se ci bravi a fare qualcosa, va a parlare con un prete, va a messa, a inventare qualcosa, tranquillo, ma come se niente fosse.

Io vi ho raccontato che è successo un pochino di tempo fa, che, voi non avete idee, cioè, io voglio andare in monastero, voglio rinchiudermi dentro una cosa, una cella di clausura e stare a pregare. Perché? Perché dopo, una volta mi capita una situazione, tanto questo si può dire, distante, di una persona X che viene messa incinta da un cretino, cretino significa abitante di Creta, dell'isola di Creta, quindi questo non era italiano, ma era un cretino.

Questa persona tra l'altro, questa ragazza, c'era alle spalle una vita smandruppata, un anno di lavoro a sudare sangue per tirarla fuori da canne, droghe, impicci, sesso sfrenato, questa era proprio un'anima rovinata, miracolosamente, però purtroppo quando uno è stato proprietà assoluta di Satana, quando uno si converte, questo va avverto, adesso sfogate, hai trovato il pretino rampante, sfogate, dopo facciamo i conti, dopo ritorna, è tornato, adesso non vi sto a spiegare se questo è un altro discorso, insomma se va a mettere incinta da questo cretino…

Questo cretino, una mattina mi squilla il telefonino alle 6 e mezza, era questa fanciulla, io non sapevo nulla, ma Don Leonardo ti devo parlare, guarda, è successa una cosa, ti devo parlare con la massima urgenza possibile, già avevo capito tutto, io dico, vorrei sbagliarmi, io pensavo tra me e me, questa mi verrà a dire che aspetta un figlio che avrà la cittadinanza cretese, perché è figlio di un cretino, e arriva…

Allora, sono venuti in due, quello aveva preso l'aereo nel frattempo, era venuto con un Concorde supersonico, in mezz'ora era sbarcato da Creta a Latina, si presentano, lei col muso abbastanza mortificato, lui con una faccia, con una faccia che io ho detto il padre nostro, sto fermandomi molto sulle parole quando ho visto quella faccia, non ci indurre in tentazione, se non gli faccio una faccia tanta, però non gliela posso fare perché sono prete, con una faccia, che già avevo capito quello che mi doveva dire.

Allora questa arriva, con quella faccia da muso lungo e con quello che era venuto da Creta, e io dico, che è successo? Ha detto un bambino. Una vita è sempre una vita, insomma, però sarebbe stato meglio che questa cosa non fosse successa. Interviene l'abitante di Creta, dice, beh padre, già cominciamo male, perché lei vedo che comincia già ad agitarsi, a fare una cosa tragica, una cosa che per noi potrebbe anche essere positiva.

Allora io gli ho detto, caro cretino, forse può essere positiva per lei, ma questa signorina che sta davanti è una figlia di Dio, capisce questa parola, no? Allora, i figli di Dio fanno nascere i figli del luogo. Dio ha benedetto loro un'unione. L'unione si fa con l'unione di un uomo, dopo che Dio ha benedetto loro un'unione, non prima.

Ordinariamente. Quindi, quello che è successo, non sarà la fine del mondo, ma è un'anomalia brutta. Ma questo lo dice lei. Non si indurre in tentazione, ma liberarsi dal male. Allora, lo dico io? Lo dico io? Lo dice lei, perché per me non è mica la prima volta. Io ne ho già altri due di figli.

una con un altro, ma io mi sono preso tutte le mie responsabilità, gli mando 200 Euro al mese per uno, perché ho vissuto queste cose? Perché ho visto queste cose? Che ogni volta che ci ripenso mi devo arrabbiare, poi mi devo confessare? Avete capito? Che problema c'è? Gli do 200 Euro al mese? Solo che con questa è andata male la faccenda, perché siccome c'aveva il super psicologo mega galattico, super cattolico, dove era andato contro la mia volontà, il super psicologo mega galattico, super cattolico gli ha detto queste parole, dice guarda, io come cattolico dovrei dirti, tieni il bambino, ma io adesso ti parlo come medico, tu sei giovane, c'è già una vita sgangherata, c'è solo una cosa che devi fare e vedi sbrigarti a farla, sapete dove sta adesso quel bambino? È partito, sta a limbo sperando che la mamma gli abbia fatto dire la messa per le anime non battezzate, capito?

Che bella storia come è andata a finire. Questo per farvi capire, quel cretino, abitante di Creta, certo ti fa arrabbiare, ma quello sicuramente, chi sono i genitori di quello? Io li voglio vedere, ci devo parlare, quello sicuramente è una persona che sta abituato, viziato come nonché, a avere sempre tutto e di più e che quello tratta le persone che non gli importa assolutamente niente, alla Vasco Rossi, Polo Vasco che lo chiamo sempre in camera.

E' così, vuole una vita che non me ne frega niente di nessuno, penso soltanto agli affari miei, anzi, già ho fatto una cosa straordinaria, perché gli mando 200 euro al mese, quindi dentro la testa sua, anziché fare quello che era perfettamente da fare, mi sono stufato, chi l'ha fatto il figlio? L'ho fatto io, l'ho fatto tu, te lo tieni, che mi importa a me? Tanto non siamo svolati, non siamo nessuno, chiedetelo e buonanotte, ti mando pure 200 euro al mese, quindi tra poco gli faremo l'aureola.

Allora, oggi noi siamo figli di questa mentalità, purtroppo. Allora, per focalizzarsi un po', prima che sia troppo tardi, per fare un passetto avanti e poi continueremo la prossima volta, ci sono alcune indicazioni fondamentali da dare. Allora, se tu a tuo figlio non gli dai alcune regole, attenzione, le regole non sono precetti da fare, non si dice, si fa così, se no deconfio, punto e basta, questo non è educare, questo è regime dittatoriale, non si educa così, perché la regola e anche i comandamenti di Dio hanno sempre una spiegazione e anche noi sbagliamo senza capire niente, io su questo non sono d'accordo, ma ti sei informato perché è così? A questo dico, si dice, sperate che è peccato, ma io non sono d'accordo e faccio come mi pare, ma non si può fare questo, l'ho fatto anche io.

Io su tante cose mi sono convertito quando mi hanno fatto capire perché era peccato, certo sarebbe meglio e più virtuoso dire, se questa è una cosa che ha detto il Padre Eterno, pure se io non lo capisco, ma adeguo, perché se l'ha detto il Padre Eterno, tanto c'ha ragione lui, non c'ho ragione io, però capire una cosa è un aiuto, perché se tu lo capisci, a quel punto non c'hai più scampo, a meno che la tua volontà non scelga di essere volutamente cattiva, cosa che è possibile.

Non è vero che non sia possibile, non è vero che non sia possibile, non è vero che non sia impossibile, perché io posso fare il male pur sapendo che sto facendo il male, il peccato mortale è proprio quello, quando tu sai che stai facendo una cosa che non devi, sapendola e ciononostante volendolo fare, quello che ci insegna il catechismo, cosa grave, piena avvertenza e deliberato consenso.

Si devono dare delle regole precise, motivate, però una volta che la regola è stata data, scattano le sanzioni poi, il castigo si deve dare. La domanda è, come si fa a fare il male? La domanda è che ho fatto prima, cosa fa il Padre Eterno quando noi abbiamo fatto un guaio? Gli dite il libro dell'Esodo, gli dite anche il Nuovo Testamento, ma vedete anche come funziona la confessione, ti perdona se sei pentito, ma devi fare penitenza poi, se non la fai qua la fai dopo, non è vero questo qui, non è vero che è stato abolito il bene e il male, non è vero che Dio non castiga, non è vero, la misericordia di Dio, ha detto qualcuno, la sorella è la gemella della sua giustizia, Dio non fa misericordia senza giustizia e non fa giustizia senza misericordia, ve l'ho detto tante volte, quindi quando tu ti allontani da lui, Dio ti castiga, trattenti che Roberto De Mattei per aver detto una cosa di questo genere, momenti lo cacciano dal Vice Presidente nazionale del CNR, tra l'altro una cosa scritta grossa così in tutto il Nuovo Testamento, Gesù nel Vangelo ne parla di questo qua, vi ricordate quando gli riportano i fatti di cronaca nera?

Dice, ma a Caparno, dice, avete sentito quelli che Pilato, sapete che Pilato è un sanguinario, dice a un certo punto c'era stata una rivolta e che aveva fatto? Aveva soffocato nel sangue questa rivolta, siccome avevano finito le croci, aveva appeso alcuni alle mura di Gerusalemme, quindi c'erano tutte quante le mura e ancora la gente appesa alle mura come se stesse in croce, è questo che capite che fu una cosa…

Allora Pilato disse, Gesù commentando questo fatto dice, ma che pensate che quelli che erano peggio di voi? Disposta, no, ma se non vi convertite farete tutti la stessa fine, è scritto nel Vangelo questo, il Vangelo di Luca, altro fatto di cronaca, era cascata una torre, oggi vanno a crollare le Twin Towers, i matti islamici, allora era crollata la torre di Siloe che era una torre abbastanza alta, 18 morti, cronaca nera, sta nel Vangelo, dice che pensate che quei 18 su cui è cascata in testa la torre erano peggio di voi?

Se non vi convertite perirete tutti nello stesso modo, quindi Dio non fa così, cioè non è vero quello che ha detto quel prete sciocco, col Nuovo Testamento, no, no, col Nuovo Testamento non succede niente, non succede, perché se capite Matteo 25, la giudizio universale, Gesù prende una bella linea, d'accordo, e fa a destra e a sinistra i buoni e i cattivi, i buoni e i cattivi, perché i buoni si prendono e i cattivi si puniscono, anche a scuola i buoni, tutti i dieci a tutti, ma non si fa così, metti dieci a chi è da dieci, metti nove a chi è da nove, metti uno a chi è da uno, ok, non tutti i dieci, perché non si fa, perché non è educativo.

Allora, le regole adesso poi non so se facciamo in tempo oggi, dopo io, abbiamo visto l'ultra scorsa i dieci comandamenti, ma ci sono delle cose molto concrete che vanno fatte per i figli, ebbene. Se loro stanno dentro casa vostra, quelle regole si rispettano, pure se hanno compiuto 18 anni, e non dovete su questo essere deboli, io ho compiuto 18 anni, per carità, hai compiuto 18 anni non è che te posso venire dietro come una balia, però se vivi dentro casa mia, so già da 18 anni che gli erai spiegato tante cose, le regole sono queste, d'accordo, quindi fino a quando stai qua dentro le rispetti, altrimenti se lavori, te puoi mantenere, te trovi una casa in affitto e vai tranquillo.

Io condivido molto il discorso delle regole, perché poi dalle regole ci sono, il rispetto delle regole porta poi, secondo me, oltre quello che si è perso un po' di vista, è anche l'importanza del ruolo, o comunque il rispetto del ruolo, cioè i figli hanno maggiori protezioni con fronte a 20-30 anni fa, tra l'altro il figlio alcune volte è veramente intoccabile, però non c'è distinzione tra genitore e figlio, come a volte si fa, non c'è distinzione tra insegnante e ragazzo, si confonde un po'.

Da dove viene questo? Questo è un problema verissimo, da dove viene questo però? Parte da noi sicuramente. Parte da noi, parte. Però non possiamo dare delle regole se non abbiamo impostato il ruolo, io sono un imprenditore, quindi ti dico che devi fare così e ti do anche, come dice lei, la motivazione.

Come si fa a impostare il ruolo? Questo vale per tutte le forme di autorità, ci ho fatto qualche pre, questo vale anche per i preti, perché certo è un problema di ruolo, oggi tutti dicono, si sa, che è in crisi la figura del padre, a livello dei padri, il padre come simbolo di colui che rappresenta l'autorità, l'autorità, sono intervenuto più di qualche volta, non è la dittatura assoluta, non è questo, l'autorità è la capacità di porsi come punto di riferimento, l'autorevolezza, ci ho fatto una predica qualche tempo fa, vuole dire che tu sei il primo a offrirti come esempio, nella seconda lettura di questa domenica sentirete San Paolo e dice, volete sapere come vi dovete comportare?

Dovete fare quello che faccio io, un padre deve poter dire a un figlio, devi fare quello che faccio io, un prete deve poter dire a voi, senza peccare di superbia, devi fare quello che faccio io, ma fa superbo, non è superbo, bisogna farlo questo. Quindi, allora, esempi, oggi volevo farne di più, mannaggia che abbiamo quasi finito, cioè un figlio fin da quando è piccolino, è sotterrimente, lo facciamo anche noi, ma lo fanno anche con i preti, vi dico che a me non si sognano neanche di chiedere alcune cose che da qualche parte si fanno, come mai?

Come mai? Soltanto perché uno... uno è uno spauracchio, che le persone guardano e quindi capiscono subito, a questo questa cosa non gliela posso chiedere, ma voi i vostri figli fanno così con voi, vi studiano fin da quando sono piccoli, vedono chi è debole e chi non è debole, se uno per esempio permette a un figlio, io l'ho sentito, l'ho detto altre volte, zitta stupida che non capisci niente, zitta stupida che non capisci niente, non è che lì se si dice, guarda non lo dire più, che a mamma così non si dice, te lo dice 30 volte, ha capito che il ruolo, oppure ci stanno alcuni genitori, ma fin da piccoli, Mirella, la madre, li chiamano per nome, adesso io non dico di dare del voi come facevano i nostri trisapoli, ma era meglio dare del voi piuttosto che chiamarli per nome, o entrare e baciare la mano al padre, mica soltanto ai pretisi, ma anche al padre e alla madre, c'era Sant'Alfonso, da sul libro suo, che quando qualcuno andava a confessare che aveva risposto male al papà e alla mamma, gli dava come penitenza, torni a casa e baci i piedi a tuo padre e a tua madre, la scrive legge che lo faccio, questa è la penitenza, perché se hai risposto male ti umili e fai questa cosa qua, il ruolo va costruito, va fin da quando sono piccolini e questo deve essere chiaro, attenzione il ruolo non è espressione di oppressione, perché tra l'altro i figli questo lo cercano, lo vogliono, lo chiedono in qualche modo, i ragazzi oggi sono disorientati, è vero che ci provano sempre a svicolare, ma loro qualche punto di riferimento lo cercano, perché se poi trovano dei punti di riferimento forti, e io vi parlo per esperienza personale, se si fidano dei punti di riferimento forti, nonostante il mondo in cui si campa, hanno una vita completamente alternativa, semplicemente perché hanno trovato un punto di riferimento forte e autorevole, di cui si fidano e con cui sfidano tutto il mondo, mi risulta da più fonti questo fatto qui.

Da un lato si ribellano, ma dall'altro lo stesso porsi in situazione di ribellione a volte è una provocazione, quando un figlio si ribella e ti risponde male, bisogna essere tutti quanti in questo senso un pochino psicologi, ti sta dicendo gonfia me, fammi vedere che comandi tu, è lì bisogna gonfiarlo, perché se in quel momento tu non lo fai alla fine, vi ricordate i dieci comandamenti della volta scorsa?

Mostrare affabilità, ma non debolezza, era il primo comandamento, quindi lo stile educativo deve essere sorridente, propositivo, si trasmettono valori, la legge, non mi devo arrabbiare sempre perché mi ricordo pure gli studi giuridici, la legge non è, guardate che oggi hanno potuto fare quelle leggiacce stramaledette che hanno fatto nel nostro Parlamento, studiare è croce delizia, perché?

Da un lato è delizia perché tu capisci tante cose, dall'altro è croce perché, per esempio io lo so perché hanno fatto alcune leggi, perché ci sta dietro un pensiero, un'idea filosofica di che cos'è una norma giuridica, che cos'è una norma giuridica secondo voi? Che cos'è? Una norma giuridica, il diritto che cos'è?

Nella concezione classica la norma giuridica, ma anche secondo la legge di Dio, che cos'è? È un'indicazione che serve a tutelare un valore, un valore oggettivo e intangibile, la norma è a servizio di quel valore, perché se tu non hai una norma giuridica, non è un valore, non gli dai un'obbligatorietà e una sanzione in caso di inosservanza, quel valore rimane lettera morta, perché se non c'è la sanzione, il valore viene disatteso, questa è la concezione classica.

Un certo Kelsen, nell'Ottocento, si alza la mattina e si inventa la teoria della norma fondante, diminiscenze di ormai oltre 20 anni fa, sapete cosa dice? E questa è la giustificazione di tutte quante le porcherie che stanno facendo adesso, ma anche degli stati totalitari che sono appoggiati.

La norma non è altro che una decisione presa da chi sta al potere, di stabilire questo va bene e questo non va bene, per cui l'ordinamento giuridico dipende ed è vincolato da questa prima norma, che è un atto di forza fatto da chi governa, da cui poi dipende l'obbligatorietà di tutte le altre norme, a prescindere dal contenuto che ha.

Se il contenuto è un contenuto folle, non fa niente, la norma fondante è generale e astratta, qualunque sia il contenuto di cui è dipendente. Ma vi rendete conto di una cosa del genere? È terribile. Le regole sono veicoli di valori, che i valori devono essere trasmessi e motivati, anche fin da quando sono piccoli.

Certamente voi dovete capire che l'educazione, per esempio quando sono piccoli, cercate di capire bene anche questa cosa che vi sto dicendo, la capacità di raziocinio, per esempio io adesso sto parlando con voi in un certo modo, se devo parlare con gli adolescenti, non parlo così, parlo in maniera simile a questo, perché gli adolescenti già hanno una capacità intellettiva abbastanza, ma se devo parlare a un bambino di 8-9 anni, non posso parlare come sto parlando adesso a voi, non posso.

Avete visto la predica che faccio alle 10, è completamente diversa da quella che faccio alle 6 e mezza, questi sono gli adulti, perché altrimenti 50 ragazzini, quindi quello che si dice a un bambino può essere, se l'adulto è intelligente, fatto proprio anche da un adulto, ma non è vero il contrario.

D'accordo? I bambini non hanno questa capacità recettiva, quindi è certo che uno deve fare lo sforzo di cercare di motivare un valore anche a un bambino, ma fino a quando sono piccoli, se non lo capisce, la maggiore attenzione deve essere data al fatto che comunque quella cosa la faccia, quando sono molto piccoli, l'autorità in alcune circostanze deve venire prima della spiegazione, perché non lo capisce, questo l'ha fatto anche Gesù questo qui, e anche poi, vi ricordate la lavanda dei piedi?

Voi immaginate Gesù Cristo che si mette i ginocchi a lavare i piedi, noi siamo abituati a queste cose qua, e San Piero dice, che fai tu a lavare i piedi a me? Ma che sei matto? E Gesù gli risponde, quello che io faccio adesso non lo capisci, lo capirei dopo, adesso non mi fai fare, e ha dovuto minacciare poi a Pietro, ha detto, guarda che se non mi fai fare, non avrai parte con me, cioè non vieni in paradiso, ti mandano all'inferno, che vogliamo fare? Allora, di fronte alla minaccia, allora vai, era grande Pietro, quindi quando tu dai un valore, che sai che è un valore, questo capita anche al caro Don Leonardo, anche se non viene capito, tu lo spieghi, tu lo spieghi, ma se non viene capito, viene comunque riposto, d'accordo? Poi se uno vuole fare la rivoluzione, faccia, se tu vuoi fare la rivoluzione, faccia, se tu vuoi rivoltarti contro tuo padre e tua madre, rivoltati, ma così si fa? E su questo bisogna essere forti, questo vuol dire affabilità, ma non mollezza, perché la debolezza è male, è figlia di una nostra nevrosi o psicosi nel caso più grave, cioè che se fai così a un poverino, certo, allora, è espressione come dire umana, non è una espressione umana, è il fatto che se tu sai che devi dare un dolore a una persona, non ti fa piacere, meno che mai se quello è un figlio, d'accordo? Padre Pio, che poteva fare quello che oggi non potrebbe fare neanche essendo Padre Pio, diceva che fare come lui faceva, tutti pensavano che questo è un burbero, questo è senza un minimo di pietà, senza un minimo di carità, caccia la gente, caccia via le donne, le umilia, le mortifica, che si fa così?

Lui raccontava che ci stava malissimo nel fare questo, ma che siccome c'aveva Gesù Cristo davanti che diceva di fare a questo trattalo così, lui diceva, allora lo faceva, diceva io lo faccio perché sono sicuro che fare questo è fare il suo bene, quindi anche se mi dispiace, lo devo fare, io un pochino vi capisco perché un prete in cura d'anime le fa queste cose, a me tantissime volte quando parlo con qualcuno, quando seguo qualcuno, è tantissimo che se lo devono correggere o se lo devo aiutare, gli devo fare male, per forza, perché gli devo far capire alcune cose, che gli farà del male capirle e vederle e essere corretto e rimproverato, sicuro? Ma non c'è alternativa, perché sarà peggio se non si toglie alcune cose, se non si corregge alcune cose, vogliamo fare? C'è l'educazione, è una cosa che assomiglia per certi aspetti alla medicina, se ti è venuto un tumore, che vogliamo fare? Sapete il proverbio che il medico pietoso fa la piaga puzzolente, se ti è venuto un tumore, devi fare la piaga puzzolente, se ti è venuto un tumore, devi fare la radioterapia, te devi operare forse e forse devi fare pure la radioterapia e devi stare in croce non si sa per quanto tempo, o è così o mori, che facciamo? Qual è il male minore? Quando ci muoviamo negli orizzonti dell'educazione, ora ci fermiamo, lasciamo qualche spazio, ho detto un decimo delle cose che volevo dire, oggi è febbraio, ci abbiamo marzo e aprile, perché dopo speriamo che riusciamo a chiudere questo capitolo, lo so scordare.

Stavo dicendo il filo del discorso, assomiglia alla medicina, quindi non è gradevole né divertente, ma è doveroso, perché il medico pietoso fa la piaga puzzolente, voi ci avete figli, affidate le vostre cure, quello che non fate voi non lo potrete fare mai e quello che fate ha delle conseguenze devastanti, non bisogna passare né il patema né l'angoscia, d'accordo? State attenti però, chiedete con me, chiedete con me, chiedete con me, non fate quello che vi pare, perché la stragrande maggioranza delle stupidaggini che si fanno oggi, si fanno perché siamo figli ignari e inconsci del nostro tempo, che è un tempo balordo, proprio balordo sotto tutti i punti di vista, tutti quasi, e poi produce delle conseguenze, anche i figli ciucci che non studiano, perché non studiano i figli ciucci?

Perché non studiano i figli ciucci, con tutto che la scuola… studiare è fatica, e tu devi studiare, un figlio deve essere fatto studiare, se non studia devono scattare le sanzioni, perché studiare è sacrificio, è lavoro, lo devi fare, ma quante litigate che mi devo fare pure con qualcuno che mi giro… ha preso quattro, ora vado al professore e me lo magno, aspetta prima di andare a mangiare, voi sapete che il tuo figlio ha studiato oppure no?

Cioè, ma… Io spero che voi non facciate… se io prendevo quattro, mia madre mi faceva una faccia che arrivava da qui a Milano, a priori, d'accordo, ma non si sognava mai di dirmi, io non so se andava dalla professoressa a dirgli, ma a me mi risulta che mio figlio è intelligente e studia perché gli hai messo quattro, forse, ma se fai così, non glielo dici al tuo figlio, casomai lo fai, ma la prima cosa che devi pensare…

è perché ti hanno toccato… come si permette a trattare così mio figlio, oh, ma se l'ha fatto così, ci sarà motivo, no? Vabbè, fermiamoci qui poi, questi discorsi, perché ho messo un po' di esempi concreti e ne ho fatti troppo pochi, poi lo riprendiamo se ti vuole il mese prossimo, adesso lasciamo anche spazio a voi se c'è qualche intervento, fermiamoci qua.

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