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Grandezza del trattato della vera devozione a Maria

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Qui siamo nel luogo dove San Luigi di Maria ha scritto l'opera più importante per il quale è passata la storia e anche per la quale è conosciutissimo in tutto il mondo, che è il Trattato della Vera Devozione. Ieri nella Basilica delle Suore abbiamo visto il tavolo che era presente in questa stanza dove il Trattato è stato scritto.

Quest'opera è stata un'opera odiatissima da Satanasso, perché pensate che dopo che fu scritta non fu subito pubblicata e fu nascosto in un cofano, per grazia di Dio, perché sfuggì alla furia della rivoluzione francese. Solo perché stava nascosto ancora. E quindi fu pubblicata postuma dopo la rivoluzione francese.

Fortuna, ecco, quell'opera è assolutamente un gioiello che le anime mariane non solo che la devono leggere, la devono quasi imparare a memoria. Io ho perso il conto delle volte che ho letto, specialmente i primi anni del Trattato della Vera Devozione, forse 10, 15, 20, non lo so.

E ogni volta che la leggo, specialmente in alcuni passaggi, fa muovere insomma delle corde, perché... ...delle intuizioni mariane assolutamente inedite, cioè che fino a quel momento non erano state formulate da nessun autore mariano in quei termini, con quella precisione e anche con quella chiarezza che distingueva anche San Luigi nello scrivere, e anche con quella sistematicità.

Cioè, io non so quanto... non lo so, una persona laica che magari non ha alle spalle una preparazione come... ...come la mia, capisce proprio quanto quell'opera è proprio perfettamente scritta e concepita, è un capolavoro, eh. Non soltanto per quello che c'è scritto, ma anche per come c'è scritto.

E proprio per la sequenza cristallina che ha, no? Ecco, quindi le anime mariane, specialmente quelle che hanno fatto la considerazione del suo studio, non soltanto che devono leggerlo, ma devono rileggerlo, devono rileggerlo, devono... ...devono inventarsi qualcosa per trovare il tempo e il modo per interiorizzarlo sempre più e sempre meglio.

Ecco, perché, diciamo, eccettuate le rivelazioni private, eccettuate, non lo so, gli scritti di Maria Altorta, gli scritti di Maria D'Agreda o altre cose, dei messaggi mariani da cui in qualche modo emerge la personalità di Maria, non esiste scritto come quello adatto a conoscere, a comprendere una Madonna.

San Massimiliano Maria Colbe, che ha seguito la spiritualità di San Luigi, diciamo, accodandosi, a differenza di San Luigi non ha scritto un trasporto. Non c'è, cioè, gli scritti di San Massimiliano, quando li lessi, sono praticamente un'ambucchiata, perdonatemi il termine, perché sono semplicemente una raccolta delle lettere.

E quindi tu puoi, parla anche della Madonna, ma per andarsi ad accapezzare qualcosa devi fare un'operazione mastodontica, tant'è vero che negli scritti di San Massimiliano c'è un indice tematico, oltre che analitico, e poi c'è immacolata concezione, lettera 427. Lettera 439, lettera 721.

E quindi, cioè, tu vai a prendere tutti quanti gli scritti sulla Madonna, che in alcuni passaggi sono molto profondi, ma però, così, a pick up. Io un'opera del genere non, veramente, non l'ho conosciuta. E a differenza del Segreto di Maria è più breve, è più, come dire, non violento, più incisivo, diciamo così.

Fa un po' più paura il Segreto di Maria. Il Trattato della Devozione è un po' più lungo. Lui articola ed elabora... ...francese. ...diceva... ...Chapelle Saint-Louis, voi avete più di una stanza qui. Sì, ma... ...è troppo piccolo per voi. Sì, ma abbiamo le piccole... ...lezioni. Perché qui è il luogo in cui il Padre di Monzo ha scritto la nostra regola e il Trattato della Devozione.

Sì, quindi sono due luoghi. E è sempre venuto qui, tra le missioni, per pregare, per preparare le sue missioni, e per scrivere ciò che vi ho detto. Bisogna che lo sappiate, ma è per questo che siamo qui, perché questo luogo è molto caro. Era il suo luogo di riposo, tra le missioni, dove pregava, tutto intorno, alla roccia e tutto intorno, nelle parrucchie.

Ok. La pace... Allora, il Trattato della vera Devozione, ecco, contiene poi un'intuizione fondamentale. E marianissima al cento per cento, nel senso che presenta la Madonna come la via perfetta, più breve, più semplice, più solare, più dolce, per... Fare cosa? Per vivere una vita cristiana che tutti i cristiani dovrebbero vivere.

Cioè, San Luigi, in una parte del Trattato della vera Devozione, la definisce la perfetta rinnovazione delle promesse battesimali. E qui sarebbe, per un povero parroco, noi, quando siamo stati battezzati, o meglio, il padrino l'ha fatto per noi, ci siamo impegnati, e se non l'abbiamo fatto nel battesimo, comunque l'abbiamo ratificato il giorno della Cresima, e questo è un luogo anche in cui pensare a che ci abbiamo fatto con questi sacramenti, no?

Purtroppo oggi non ci sono ottimi catechisti in giro, anche perché hanno messo in soffitta l'unico catechismo che ti insegna qualcosa, il catechismo del San Pio X, quindi diventa molto, molto più complicato. Ma le promesse battesimali che rinnoviamo ogni anno, la notte di Pasqua, sono cose molto serie.

Perché lì c'è tutto quello che è compiuto nella nostra vita. Rinuncia a Satana, a tutte le sue opere, a tutte le sue seduzioni. Non sono chiacchiere, d'accordo? Io quando qualcuno va a fare da padrina e da madrina, voi pensate che il padrino e la madrina in sede battesimale esercita una sostituzione vicaria.

Proprio una sostituzione vicaria, cioè nel rito del battesimo, specialmente quello in forma antica, mentre quello in forma nuova si dice, ma voi padrine e madrine che dite? Nel battesimo antico io non ci parlo proprio col padrino e con la madrina, sempre col diretto interessato, io parlo col bambino.

Parlo col bambino e risponde il padrino. Perché durante la funzione esercita proprio quella che si chiama tecnicamente una sostituzione vicaria. Una sostituzione che da un punto di vista morale necessita, come dire, cioè tu parlando per quel bambino, all'età che hai, dovresti avere gli stessi requisiti che stai manifestando per quel bambino.

Faccio un esempio. Rinuncia a tutte le sue opere. Rinuncia a tutte le sue opere vuol dire che tu i peccati mortali non li fai, volontariamente. E se li fai, anche se sono peccati occulti, non puoi fare da padrino. Perché, voi sapete, quasi tutti quanti sanno che non possono fare da padrino e da madrino i divorziati, gli sposati.

Ma perché? Non è mica una punizione quella lì. Oppure un convivente, una persona sposata al comune. Non è una punizione. Perché non può fare da padrino e da madrino? Perché essendo quello un peccato pubblico, perché un divorziato risposato non è una persona che ha commesso un atto impuro solitario.

Chi lo sa che ha commesso? Lo sai tu? E il Padre Eterno? Finito. Essendo un peccato pubblico, ti pone in una condizione di riconoscimento. Cioè, è evidente che tu contraddisci quello che andrai a dire ed è evidente agli occhi di tutti. E quindi non lo puoi proprio fare. E' per questo che il parroco non ti rilascerà mai il famoso certificato. Mai.

Mai. Il problema è che se tu accetti di fare da padrino, tu non puoi stare compromesso col peccato mortale. Cioè, il diritto canonico dice in maniera molto, molto salomonica, perché io gli scrivo, mi stendono sempre e mi dicono che non può assumere chi deve avere una vita conforme all'incarico che assume.

Cioè, dove c'è detto tutto e non c'è detto niente. Perché c'è detto tutto. Perché la vita conforme all'incarico che assume deve avere una buona vita cristiana. Ma però che significa questo? Poi capisco. Faccio le battaglie, eh. Adesso c'è un bel giuramento. Tu dichiari che se osservi i comandamenti, che fai questo e te la prendi tu la responsabilità davanti al Padre Eterno.

Perché il peccato mortale, se l'accetti, lo fai tu. Però questo per far capire la serietà, no? Cioè, la vita cristiana, cioè, nella vita di un battezzato, io mi ricordo la prima volta che lessi le lettere di San Giovanni, nelle lettere di San Giovanni due volte si trova letto questa testuale espressione.

Adesso potrei trovarla facilmente cercandola sull'eco. Nato da Dio, non pecca. Chi pecca non lo ha mai visto né conosciuto. Ma è nato dal diavolo. Secco, testuale, evidente, lineare. Finito. Allora, siccome voi capite che tra questo e la vita della stragrande maggioranza, ahimè, oggi, dei fedeli, ci sta un abisso.

Perché poi tu... Altri hanno parlato per te al battesimo. Alla cresima. Alla cresima sei arrivato perché ti fanno i regali, specialmente oggi. Perché comunque poi i tuoi genitori ti hanno obbligato. Quindi vedo che arriva la cresima e poi faccio come mi pare e non mi filo più nessuno.

Addio al parroco, addio alla parrocchia, addio a tutti quanti. E quindi poi di fatto, praticamente, che succede? Che si è creato una forbice, un gap. Cioè, perché tu col battesimo hai ricevuto la grazia santificante. Cioè, tu, santo, vuoi diventare tutte le altre virtù infuse, la fede, la speranza, la carità.

C'è molta gente che viene a dire, dice, ma padrino, magari avresti la fede tua. Ah, tanto è buono. Tu la fede, la fede è una virtù infusa. Perché è una virtù teologale. Quando si riceve il battesimo, viene tolto il peccato originale. Si diventa membro della chiesa. Si diventa figli di Dio.

E viene infusa la grazia santificante con le virtù teologali. La fede, la speranza e la carità. Certo, se tu poi fai una vita dissoluta, la carità si perde completamente. La grazia si perde. La fede, la speranza. Rimangono come degli scheletri morti, ma ci stanno ancora e vanno necessariamente alimentati.

Allora, Montfort dice, chi è che ha il compito di aiutare le persone, plasmare le persone, portare le persone a comprendere queste cose, a vivere queste cose per l'autonomia? Sì, la Madonna. La Madonna non è un ostacolo in questo, è un aiuto. Allora, quanto più tu sarai unito alla Madonna, e tanto più facilmente, celermente, rapidamente, prenderai sul serio la vita cristiana, obbedirai a Gesù Cristo e farai una vita degna di figlio di Dio.

Questa è la sua... Quindi, quando qualcuno comincia a dire, la Madonna, quella, la Madonna... La Madonna non può fare assolutamente concorrenza a Gesù Cristo, perché la Madonna realizza esattamente questo compito. In modo tale che se uno capisce cosa vuol dire stare con Maria, imitare Maria, essere devoto a Maria, eccetera, eccetera, vuol dire che, certamente, farò una vita cristiana, degno di questo nome.

Questo si vede subito, per esempio, perché un'anima mariana, quando un'anima è veramente mariana, lo si vede subito da come si comporta a messa e da che tipo di rapporto c'è con l'eucaristia. C'è questo binomio inscindibile. Se un'anima è mariana, è un'anima anche eucaristica. E un'anima veramente eucaristica non può non essere mariana, questo anche perché, se voi ci pensate bene, nell'eucaristia che qui contempliamo, cioè, l'eucaristia è la presenza del Figlio di Dio incarnato in noi, ma attraverso cosa?

Attraverso il suo corpo, in cui si trasforma la specie del pane. Ma il corpo di Gesù è il corpo di Maria, eh? Questo penso che ci creda tutti qua, perché Gesù è nato solo dalla Madonna. Tanto è vero che in alcune rappresentazioni, è bellissimo, io se lo trovassi, ci sono alcuni tabernacoli di un certo periodo, del 1600, che erano praticamente dove avevano avuto il tabernacolo, c'era la statua della Madonna, e un'apertura sul cuore, e dentro c'era l'ostia consacrata.

Ma molti santi che hanno visto la Madonna in Paradiso dicono che la Madonna c'ha qui, proprio nella serie dove si trova in Paradiso, un'ostia incastonata qui, sul petto. Forza! Inevitabile che sia così. Tutto il rante dell'apparizione mariana che qui in Francia, a Lourdes, va a dire al parlo e costruisca una cappella.

Cioè, dovunque la Madonna appare, non è che appare perché deve essere... Appare per incanalare le persone a Cristo, attraverso i gesti penitenziali, le acque, i segni di penitenza, la preghiera, e poi la cappella è la messa che rappresenta il culmine, e ciò a cui tende, e ciò da cui nasce anche la vita cristiana, il nostro rapporto con Gesù per i stieri.

Ecco, io a chi non l'ha letto lo invito a leggerlo con estrema attenzione, il trattato, e a chi l'ha letto lo invito a rileggerlo e a digerirlo, ma io vi assicuro che ogni lettura seguente che facevo ne traevo ulteriori elementi e spunti di arricchimento, insomma, io alcuni passaggi del trattato della vera devozione ormai non parlate a memoria.

Tipo quando San Luigi, che fa pure ridere, descrive la condizione dell'uomo dopo il peccato originale. Bellissimo. Siamo più superbi dei pavoni, più collerici delle tigri, più attaccati alla terra dei rospi, più brutti dei capi, più lenti delle tartarughe e più fifoni delle lepri.

Cioè, è una grandissima conoscenza del cuore dell'uomo, no? Ecco, quindi facciamo un attimo, e li salutiamo in Gesù Caristia, e anche ringraziamolo per questo dono che qui è stato fatto, e anche per averlo custodito, perché Satanasso si è imbestialito contro questa cosa, ha cercato di fare la cosa, ma tenete presente che il trattato della vera devozione, io penso che sia stato scritto questo, diciamo, che è uno dei tempi per i quali è stato scritto e deve essere ben meditato, compreso e soprattutto messo in pratica.

Ecco, quindi facciamo sette glorie al Padre, sempre in onore di San Luigi Maria Monforte, ringraziamento anche per aver scritto il trattato, e poi salutiamo Gesù Caristia.

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