Stemma di don Leonardo Maria Pompei Don Leonardo Maria Pompei Sacerdote · Apostolato

Audio · Catechesi varie

I laici e il loro ruolo nella Chiesa

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A tutti quanti ben ritrovati sulle frequenze del Catechismo degli Adulti, in compagnia della Chiesa che ci sta accompagnando quest'anno, faremo ancora questo incontro, se Dio vuole quello di aprile, e poi a maggio vedremo grande conclusione con i rapporti tra la Madonna e la Chiesa, quindi come la Chiesa in qualche modo ripresenta Maria, come Maria in se stessa già racchiude tutta la pienezza della Chiesa, e anche come Maria si situa dentro la Chiesa, quindi la posizione e il ruolo che deve avere all'interno del mistico corpo di Cristo e del popolo santo di Dio, come abbiamo già avuto modo di verificare.

Oggi dobbiamo vedere il quarto capitolo. Poi la prossima volta vedremo rapidamente dal quinto al settimo che si possono un pochino sintetizzare della Costituzione dell'Ommegenzio. Quello che parla di voi, cioè che parla di laici, è un argomento molto molto importante da approfondire in maniera adeguata.

Io ritengo che nonostante che oggi si parli di laici, ancora questo discorso, a mio modestissimo avviso, non è stato ben... ...cotto, ben presentato, ben vissuto, perché continuo a vedere sia nei cosiddetti laici impegnati, sia nei laici meno impegnati, pochissima formazione in ordine all'importanza del laicato e soprattutto alla santità del laico.

In greco laikos vuol dire appartenente al popolo. E che il termine laico... ...diciamo così, storicamente è stato sempre, come dire, utilizzato come, non contrapposizione negativa, ma in contrapposizione al clero. Quindi ci sono i membri della gerarchia, quindi quelli che rappresentano Cristo Capo, e i non membri della gerarchia, quindi non rappresentano Cristo Capo, che è la condizione, diciamo, in cui laici ci nascono tutti, preti o suori si diventano qualcuno.

D'accordo? Chi non diventa preti o suora... Sono tre gli stati diviti nella Chiesa, no? Il laico, il chiedico, quindi chi è membro della gerarchia, l'abbiamo visto la volta scorsa, e chi sceglie la vita consagrata, la scritta o femminile, divisa attiva o divisa contemplativa, sono i tre stati diviti nella Chiesa, no?

Diciamo che laici tutti ci nascono, preti, frati, suori, monaci e monache, qualcuno ci diventa. Ora, per questa condizione, però, qual è il pericolo? Che è la cosa in cui tutti ci ritroviamo? La cosa in cui tutti siamo nati è la cosa più comune, quindi non sarà tanto importante. Oppure viene sempre trattata un pochino marginalmente, oppure di sponda, oppure con l'attenzione a...

Invece, molto opportunamente, il Concilio Vaticano II presenta una visione positiva del laico, della vocazione del laico e della peculiare... Leggerò alcune... espressioni... Come direte, peculiare, carisma di santificazione che ha il laico, che è una cosa importantissima da comprendere e da valorizzare.

L'espressione che vogliamo utilizzare nel quarto capitolo, partiamo subito da questo, è quella che si chiama l'indole secolare. Cioè, cosa vuol dire? Vuol dire che il carisma particolare e la vocazione del laico è di, uno, vivere nel mondo, ma vivere però nel mondo. Secondo, è santificarsi nel mondo.

Ma terzo, è santificare il mondo. O soltanto santificarsi nel mondo. Ma santificare il mondo, vuol dire che nel mondo, il laico trova la caratteristica peculiare della sua vocazione e anche il suo campo d'apostolato. Questo è fondamentalissimo, questo qui. Ogni volta che parlo di laici, non posso fare a meno di citare, prima di arrivare alla Romangensium, due grandi antesignani straordinari della vita, della vocazione e dell'apostolato di laici.

Anche se... Vissuti a quasi tre secoli di distanza l'uno dall'altro, che sono? Il primo è stato San Francesco di Salle, grande dottore della Chiesa e Vescovo di Ginevra, penso che lo conosciate, che fu il primo, nel 1600, a fare un'affermazione che per l'epoca era inusuale. Che un laico può e deve aspirare alla santità, ma la santità vuole essere maiuscola.

Santità vuol dire esercizio eroico delle virtù, andare a finire all'onore degli altari. D'accordo. Che era, tradizionalmente, per tutta una serie di sviluppi e circostanze storici che poi sono venute a esercizio nel corso del tempo, è come dire, campo riservato ai religiosi, cioè i laici vivono nel mondo, mondo del luogo del demono, mondo del luogo del peccato, già è troppo se non vanno all'inferno, già è troppo.

Ma proprio è... che è molto difficile, diciamo, vanno tutti all'inferno. Quindi se qualcuno non ci va... Si ritenga ingraziato e fortunato. Invece chi vuole diventare santo deve dividere e aspirare una vita perfetta. Quindi è vero, come vedremo, che la vita consacrata è un itinerario particolare di perfezione.

Quindi quelli che scelgono di diventare santi vanno in convento e in monastero. Quelli invece che si accontentano delle briciole e che tirano a campà, si accontentano di salvarsi dall'inferno, restano nel mondo. Questo era un po' il cliché. Certamente io adesso ho caricato un po', no?

Non pensiate che dai pulpiti si dicessero le cose in questi termini un po' crudi o un po' erotici, come l'ho presentato io. Però questa è una mentalità. Maria San Francesco di Sardegna dice, non è affatto vero. E lo fa pensando, se voi fate attenzione, purtroppo proprio anche questi pensieri sono stati mal utilizzati, e per cui la fonte di meditazione positiva sono stati trasformati, ahimè, in fonti di meditazioni negative e distruttive.

Giuseppe, Maria e Gesù è stata una vita laica. Non è stata una vita almeno nei trent'anni di Nazareth. È stata una vita laica. Io sono stato di famiglia. Lavorando, lavoro professionale, svolgendo le ordinarie attività quotidiane e religiose del loro tempo. Gesù andava a missa la domenica, allora si andava a alzare una sinagoga, pregavano insieme, faceva il faregnale, San Giuseppe faceva il faregnale, la Madonna faceva...

faceva tutte le incombenze della donna di casa, cucinava, voi sapete a quei tempi faceva il pane, curava l'orto e cuciva i vestiti, colorava i vestiti, non lo vedo come si fa... Quindi sono cose assolutamente comuni. Allora, primo pensiero, se Gesù ha vissuto in questo modo, certo, poi per tre anni, tra virgolette, voi perdonate l'espressione per farvi capire, ha fatto il prezzo, nel senso stretto, cioè si è dedicato alla postolante, poi è morto in croce, e si divenne in sacramento.

E' veramente l'eucaristia, no? Però per trent'anni no! Ecco, allora, è santa la santa famiglia di Nazareth? San Giuseppe certamente è morto prima che Gesù cominciasse la vita pubblica, quindi San Giuseppe veramente ha avuto dopo una vita, come dire, laica, sotto tutti i punti di vista.

Eh, ma se San Giuseppe è il più santo dei santi, e non è stato in monastero, sicuramente non c'è stato in monastero, né stato in convento, quindi dobbiamo assolvere questa... questa... questo... questo problema. La santità è cammino aperto a tutti. Certamente, la santificazione, certamente, usa degli strumenti comuni anche ai sacerdoti e ai religiosi, ma non del tutto, d'accordo? Non del tutto.

Uno degli errori, sempre estresciante, è di concepire la santità dei laici, e oggi che tanti parlano della santità dei laici, e della promozione dei laici, pensando di aver capito tutto del laicato, c'è esattamente la stessa cosa. Quindi, perché c'è stato fino a un certo periodo di tempo che la santificazione dei laici è stata, come dire, concepita sulla base, sullo schema della vita religiosa.

C'erano le confraternite e i terzi ordini, sapete, no? Francescani, Domenicani, Carmelitani. Quindi cosa succede? Tu non puoi diventare frate o suora, diciamo che puoi condividere la nostra vita, fino a questo punto. C'era molto del buono, d'accordo? Perché comunque, ripeto, alcuni mezzi, tipo pregare per diventare santi, bisogna pregare un pochino di più.

E Rosario che prega un laico, lo stesso Rosario che prega un morbo, d'accordo? Se uno impara a fare la meditazione, cosa lo debole è che tutti i laici dovrebbero fare, fare la stessa meditazione che si fa nei conventi. Ecco, però non si può concepire, non si può concepire una vita laicale come se fossi un mezzo frate o una mezza suora.

È un errore questo. La vita religiosa è passata di moda. E molti laici però concepiscono la loro vocazione da santicare, la loro promozione ecclesiale come? Non con l'essere mezzo suora o mezzo frate, ma con l'essere mezzo prete, donne comprese. Perché com'è la promozione della donna?

La promozione della donna nella chiesa, battaglie, per raggiungere cosa? Il sacerdotismo femminile. Quindi io non sono sufficientemente considerata nella chiesa e non c'è la qualità di genere e quindi non ho il mio spazio. Perché? Perché gli uomini diventano preti e le donne non diventano preti.

State attenti, a prescindere dalle problematiche di tipo teologico, voi capite che ciò che sta dietro a questa è io avrò un ruolo dignitoso nella chiesa se riuscirò a fregare un po' oppure a condividere un po' di funzioni dei preti. Prima erano i laici e adesso del solito sono praticamente tutti i vati spariti.

Perché durante tutto il medioevo e anche durante tutto il rilascimento lo schema della santità, diciamo che da San Benedetto in poi era fuga dal mondo, quindi cercare di tenere il mondo il più lontano possibile, per dedicarti alla preghiera, alla mortificazione e alle opere che è postulato in senso stretto.

Quindi il mondo lo vivo di sponda come una realtà fondamentalmente negativa e da fuggire. Adesso sono cambiate queste cose, quindi il mondo non è vissuto in questo senso. Però dobbiamo trovare un modo da promuovere i laici, quindi mezzi frati e mezzi suori, tanto oggi, detto fra me e voi, tanti frati e tante suori, non lo fanno neanche loro i frati e le suori, i mezzi suori se ne fanno i laici.

Però questo è quello che sono la verità. Allora, chi è veramente membro a pieno titolo della Chiesa? I prete, il rischio, il panno. Quale promozione dei laici? Adesso dopo io farò anche qualche esempio un po' polemico. Promozione, dignità del laico, oggi dovrebbe essere mezzo prete o mezza preta, se si vogliano.

Quindi quanto più vicino... Insomma prima li volevano fare mezzi frati e mezzi suori, oggi vogliono fare mezzi prete. I laici santi, ci sono grazie a Dio sempre stati, ma una pastorale anche a livello ecclesiale, io sento anche tante riunioni, sono sempre zitto in giro, ultimamente ha parlato una, la lasciamo verde, allora...

Dico, soffro! Il laico deve fare il laico, deve santificarsi da laico, deve vivere nel mondo. Allora, dopo San Francesco di Sanna, che fu una voce isolata, il più grande e solo grande per questo, assertore di questo, è stato un santo spagnolo, odiatissimo da molto, si chiama San José María Escrivá, fondatore del Logos Dei.

Io penso che non gli hanno conosciuti qualunque cosa in tutti i movimenti ecclesiali, eh? Ma gli unici che fanno una vera teologia del laicato, e che insegnano ai laici, con tutti i limiti che possano avere, correttamente, cosa significa per un laico diventare santo, che, a costante alla mia conoscenza, sono loro.

Perché ti insegnano una santità laicale, cioè ti insegnano a vivere nel mondo, ti insegnano a stare nel mondo, a fare l'apostolato nel mondo, a santificare il lavoro che fai, a santificarti nel lavoro che fai. Che, quando Arluno e Jenson parlano di indole secolare, secolare vuol dire hoc seculum, quindi la vita, la vita comune, la vita quotidiana, dove vivono la stragrande maggioranza degli uomini, che deve diventare, questo capite che c'ha delle risvolte, delle conseguenze fondamentalissime, importantissime, in ambiti propri della secolarità.

Sono fondamentalmente il primo, che ce l'hanno praticamente quasi tutti, è il lavoro, è il lavoro. Il lavoro, oggi idolatrato dai mondani, perché un conto è essere nel mondo, un conto è essere mondani. Essere mondani non va bene, essere nel mondo va bene. Il lavoro, guardate, è idolatrato sotto vari punti di vista, dai cosiddetti ricconi, che pensano soltanto a lavorare per fare i soldi, e che lavorano pure la domenica, da chi ha ideologizzato il lavoro come foggetto di lotte di classe, ecc.

Ora, il lavoro, noi sappiamo dalla Rivelazione, che non è soltanto una conseguenza del peccato di Adam, anche, c'è scritto nella Bibbia, il peccato originale, lavorerai con il sudore della tua fronte, ma il lavoro è anche qualunque tipo di lavoro, partecipazione, come dire, perpetua e umana all'opera creativa di Dio.

Cioè, l'umanità, come dire, cresce e progredisce grazie al lavoro degli uomini. Adesso stiamo andando in streaming. Stiamo andando in streaming perché? Perché gli uomini hanno lavorato. Per fare una cosa del genere, voi capite che da quando è stata inventata la lampadina, o da quando è stata inventata la fotografia, scoperta la fotografia, è stata fatta della strada. Perché?

Perché gli uomini hanno studiato, gli uomini hanno fatto gli esperimenti, hanno lavorato, hanno progredito, e mandano avanti il mondo. Certamente di questo non deve diventare un assoluto, perché il mondo, per quanto tu lo mandi avanti, sarà sempre perfetto e limitato. Però, che il mondo diventi sempre migliore, perché un progresso, in quanto tale, da un punto di vista oggettivo, è sempre un miglioramento positivo.

D'accordo? Per cui, anche se non deve esserne fatto il mito, voi sapete il mito del progresso, se anche le leggi del progresso hanno delle leggi, no? Perché, dice, il progresso è il capo della medicina, potrebbe sembrare un progresso anche il fatto che io faccio l'aborto terapeutico, potrebbe sembrare anche un progresso alcune tecniche strane, moralmente indecine, tipo la profondazione della sintesi, eccetera, eccetera, no?

L'unico limite, l'unica norma che deve osservare il progresso è l'osservanza della legge di Dio, scusate, ma il progresso, comunque, in quanto tale, è positivo. D'accordo? E il laico deve essere immerso, non sommerso, però immerso nel mondo che vive oggi, e deve essere capace di interagirci.

Questo io vi faccio una pratica, dovete dovete andare su internet, d'accordo? Quando faccio gli incontri con i genitori, io vedo i genitori, cioè, i ragazzini oggi smanettano come pazzi con Facebook o Twitter, cioè, i genitori stanno lì così, non essendo nati, ma che stanno a fare?

Che fanno la mattina e la sera? Quindi, abitare il mondo da cristiani è compiuto solamente, come dire, e inseriti nel nostro contesto storico. Cioè, immaginate se io uscissi la mattina come il santo provodasso con la lanterna a gasolio, o meglio, usci a mezzanotte e cominciare così a mezzanotte, cioè, uno potrebbe fare un film, un cortometraggio, ma se uno facesse un segno, cioè, nessuno direbbe quello al santo, non avrebbe mai pensato di farlo.

Quindi, la prima cosa, ma qualunque lavoro professionale, retribuito o non retribuito, la Madonna, che faceva? La Madonna faceva i lavori di casa. Tutte quelle cretinate dell'emancipazione femminile. Io spero che voi siate un pochino illuminati, ma ve lo dico perché voglio bene. Qualcuno pensa che io sono maschilista, ma non sono maschilista neanche perché.

Tutte le cretinate che hanno detto che avevano 40 anni, illudendo le donne, che adesso non trovavano, che non finiscono mai con la parità di genere, delle politiche. Io non dico, cioè, quando uno parla, io lo dico sempre anche ai giovanotti, guardate, io sono mariano al 100%, figuratevi se io non ho un altissimo concetto della donna e un grandissimo amore alla donna in quanto tale.

Il problema è che si tratta di dire il bene della donna. Capite? Alcune battaglie, alcune cose, non è che la donna deve forse lavorare dentro la donna, può lavorare dovunque, d'accordo? Deve sempre situarsi, come dire, dentro la propria vocazione, perché il lavoro professionale è la prima cosa.

Dunque, d'accordo? Dopo vediamo se facciamo il tempo a ritornarci per approfondire un po' la santificazione nel e del lavoro. Però il secondo ambito di santificazione di un laico è la famiglia, perché la maggioranza delle persone laiche si sposano. Allora, lavoro dentro la famiglia, questo vale sia per l'uomo sia per la donna.

Se tu stai da laico dentro una famiglia, si lavora per vivere, ma non si vive per il lavoro. Il lavoro non può ostacolare il compimento del tuo compito di sposo o di sposa, di padre o di madre. Questo vale sia per l'uomo che per la donna. Se la donna vuole fare l'imprenditrice, la donna in carriera, lo può fare o non lo può fare, può pure farlo.

Se una donna che vive al bene nella sua femminilità si sente a suo agio nei panni della super manager in carriera, io non lo so come si sente la donna. Quindi se alla donna gli sta bene, mi sta benissimo. Dico benedetto santo cielo, benedetto il Signore e forse sarebbe il caso come dire, di pensarci di nuovo e scusarci oppure no.

Così i figli crescono coi nonni. E' una cosa buona. E' una cosa buona che i figli crescano coi babysitter oppure i figli non li fanno. Ma scegliere di non fare figli o di limitarli al nascito o di farne poche, se tu sei un figlio di Dio, ecco, dopo ti vuoi santificare, dopo vuoi diventare pretessa, però vuoi fare figli, cosa che è volontà di Dio sicura e certa perché è conseguente del sacramento del matrimonio.

Vedi tutti gli altri risorgimenti che ci stanno. Quindi lavora tranquillamente, ma fai un lavoro dentro casa o fuori di casa. Fai come vuoi. Però il lavoro dentro casa, non può essere oggetto di disprezzo. Ma io, una donna che sta dentro casa, l'apprezzo. E non è che l'apprezzo perché dico che non è buona a fare niente, che non sarebbe buona a fare lavoro professionale o perché sa fare solo quello.

Ma perché se può farlo, quindi se può dedicarsi bene a fare la sposa tradizionale e la mamma al 100%, e lo fa da santa, è un bene che riceverà quella famiglia, è un bene inestimabile. Punto e basta, secondo me. Ma non è neanche troppo, secondo me. Chi lavora, per carità, lavori tranquillamente.

Può capitare che un giorno uno ha una giornata accia e lavora 10 ore. Ma se un uomo sposato, tutti i santi giorni benedetti da Dio, domenica compresa, esce alle 7, ritorna alle 9, di sera alle 10, stanco morto, la prima mezz'ora che se lo mangia, i figli non sanno neanche chi è, e dopo dice, ah ma io devo lavorare, ah ma io c'ho il lavoro, io c'ho il lavoro.

Questo non è santificare il lavoro, è santificarsi nel lavoro. Questa è donatria del lavoro ed è distruzione della famiglia. Si sfascia di matrimonio per questi motivi. D'accordo? Poi se c'ha 5 minuti di tempo libero, io sono volutamente polemico, ministro straordinario dell'eucaristia, beh che ministro straordinario dell'eucaristia che stai a fare dentro casa?

Adesso a prescindere dalle valutazioni di merito, ma capite che pazzia? Cioè, una battuta polemica che fa capire. Quindi, la famiglia è una componente. Cioè, io l'ho appena detto adesso ai ragazzi, il matrimonio non si costruisce dal giorno delle nozze, il matrimonio, io ho detto prima a questi coccodrilli qua, lo cominci a costruire a 12 anni, a 13 anni.

Oggi gli ho fatto un bel promemoria, chi c'ha i figli da pospesi non lo conosce, vada a leggere, poi lo faccio pure a voi. Intanto ci faccio leggere su Radio Buon Consiglio, quello è buono per tutti quello lì, uno screening a 360 gradi di tutto quello che è stata la tua vita. E di quello che vuoi fare con la tua vita.

Perchè quello lo decidi tu, lo decidi. Non te lo decide qualcuno al posto tuo. E anche non decidere vuol dire aver deciso. Il matrimonio che tu vivrai lo decidi a 12 anni, perchè se tu credi che il matrimonio è un sacramento, la prima cosa che credi, se credi nel sacramento del matrimonio, è che nel dottorato, nel disegno di Dio, l'uomo è fatto per una donna.

Una. E basta. Perchè quello è l'amore con la A maiuscola. Io sono tuo, solo per te, per nessun altro e per sempre. Uno. Se vuoi il matrimonio benedetto dal Dio. Due. Funzione del matrimonio è il mutuo amore reciproco, ma è cooperare con Dio alla creazione delle vite, che mentre gli angeli li ha creati tutti quanti lui, gli uomini non li crea tutti quanti lui, li crea con la libera cooperazione delle creature intelligenti.

Quindi, santificarti da laico, saprai che significa? Che tu cominci a vivere questo da quando sei piccolo, quindi saprai dire dei no, saprai fare delle rinunce, sia a esperienze precoci, sia anche a esperienze non precoci. Ti fidanzi a 18 anni, cosa normalissima, ma non cominci a 18 anni a giocare da marito e moglie con tra l'altro con le dovute precauzioni perchè non si diventi troppo presto come un papà, no?

Arrivi al matrimonio con l'abito bianco, non con l'abito bianco forforistico, ma con l'abito bianco che esprime quello che sei, cominci una vita matrimoniale in questo modo, donazione totale della tua vita a tuo marito e a tua moglie nell'apertura ad accogliere i figli che Dio ti manda e a ricevere la fiducia di Dio che ti affida delle vite perchè tu le possa educare come qualcuno cristiano, questa è la vocazione del matrimonio.

Capito? Per cui che tu hai preso, scusate, le dita dall'altra parte, ma chi te ne ha chiesto di fare la ministra straordinaria? Tu dovevi fare i figli, non la ministra straordinaria. Che tu hai fatto così per 30 anni il coito interrotto, sapete che proprio quando mi girano adesso mi devo fermare perchè se parto non verrò più, e poi a fare il diagono permanente, il diagono permanente, a 60 anni, quando non c'è più niente non c'è niente per il diavolo permanente.

Che te diavolo permanente? Guardate, se uno tende la santità c'è soltanto una cosa, non si annoia, cioè non è che gli alza e dice che faccio, io più cose mi scavio, più collaboratori mi trovo, più mi alleggerisco e meno tempo c'ho, come cavolo è possibile questa cosa qua? C'è chi mi fa questo, c'è chi a casa non faccio più niente, riuscendo, riuscendo, riuscendo, c'è Sant'Alessio laggiù che mi risolve un sacco di problemi, e sto sempre con l'acqua alla cuola che mi ritrovo tutte le notti all'alba, e non so come faccio ancora a stare a piedi.

Quindi se tu fai la volontà di Dio non ti avanza il tempo, non ti avanza neanche il tempo per pensare, io quando qualcuno pensa troppo io dico lavora, non pensi più, che te pensi? Allora si è detto il gallinaccio da Sesi, ne raccontavi qualche volta, c'erano due Sezesi che uno aveva pagato il gallo 5.000 lire l'altro aveva pagato 10.000 lire perché diceva ma questo io l'avevo fra, mi sono colpato il gallo, il gallo suo, perché che c'ha, che canta meglio, no, ma canta, allora arrivata la chiamava il gallinaccio da Seze, quando vedeva qualcuno che pensava troppo diceva ecco il gallinaccio da Seze, la chiamava così, e mi è rimasta un po' impressa, quindi cioè se uno ha la famiglia santa e il lavoro professionale santo ha dato a fare il lavoro professionale santo, io quando entro in un ufficio, quando entravo, che allora io sono sempre stato quante litanie non dei santi, quando tu entri in un ufficio e c'è nessuno, oppure stai alle poste a fare due ore di fila e quello chiacchiera qua vicino poi si alza, piazza il caffettino, parla con il capo ufficio, fa la risalina, e tu stai a fare la fila, quello non è un figlio di Dio, lasciando perdere le altre considerazioni poco edificanti, uno può dire in verità deve ascoltare una catechesi sulla santificazione del lavoro, deve prendere il banco delle poste, oltre che cercare di lavorare con competenze disbriganti, non troppo, perché se dopo uno si sbriga troppo fa i guai e ci mette il doppio del tempo, però non stai a cercare di muoverti, quindi ti muovi un pochetto, anche perché pensi a questi poracci che stanno in fila, se li faccio fare meno fila possibile, cioè quella è la santificazione, io non sto pensando, un implicato alle poste dice cerchiamo di lavorare bene in modo tale che risparmiano la fila alle persone che questi poracci non è una persona anziana non deve stare un'ora seduto, quella è la santificazione dell'implicato delle poste, non che la domenica fa il ministro straordinario, che poi, se fa il ministro straordinario e quando sta lì parla con il direttore, il signore non è contento, capite?

Terzo ambito, abbiamo visto già in Italia, la vita sociale in genere, politica compresa, politica compresa, tempo libero compreso, cioè un laico, qui a Borgo San Michele non c'era niente, adesso non voglio fare polemiche, io guardo un fatto esterno, poi come si è gestito, perché noi dobbiamo giudicare i fatti non le persone che non si conoscono, però, qui non c'è niente, per cui, che uno faccia una polisportiva, è un fatto positivo, è un fatto sociale, è un fatto buono, che serve a togliere i ragazzini dalla strada, il fatto che uno istituisca una onlus, qua stanno gli amici di Alessio, sta messo in mezzo a un sacco di storie, che stanno impegnati nel volontariato, nell'attività caritativa, sono cose importanti, chi le parla con il laico?

I laici, ma sono cose laiche, fatte da laici, la stessa cosa vale per quanto riguarda le attività culturali, attività culturali compreso se abbiamo grande vini, grande enzantinolfi, anche dedicarsi, come dire, a mettere in piedi uno spettacolo ricreativo, normale, noi non stiamo sul pianeta Terra, stiamo sempre con i musi lunghi fino ai piedi, quindi che uno si dedichi ad un'attività lecita, fatta bene in un certo modo, decente, è cosa buona, che se offre come volontario a farlo in parrocchia, questa è un'attività esplicitamente legale, io so recitare, ci stanno alcuni ragazzotti che vogliono recitare, ho un po' di tempo a disposizione, perché comunque questo fenomeno, che è un fenomeno semplicemente aggregativo, è però un fenomeno formativo, perché ogni fenomeno aggregativo e che comporta una messa in gioco comunque di un giovanotto, una scoperta dei suoi talenti, lo obbliga a entrare in relazioni, a gestire bene la competizione, sono comunque attività formative, creative e positive, queste sono le attività legali, in politica, la politica è servizio, non è cristallismo, meno male che prima c'era il Padre Eterno soltanto da una parte, ora siamo diventati politeisti, perché in Italia ci sono due Dei, prima c'era uno solo, ora ce ne stanno due, non faccio chiaramente nomi e cognomi, però adesso siamo diventati politeisti, perché prima c'era soltanto e ora ce ne stanno due, la politica è servizio, stanno a fare tante chiacchiere, lo potrei fare io, io le chiacchiere, voglio fare un bel gesto cristiano, io non sto parlando, cristiano di politico, scusa un attimo, tu fai l'avvocato, pigli i soldi, se tu vai al Parlamento, li prendi già i soldi dell'avvocato, che bisogna prendere pure gli altri, se la politica cristianamente intesa è un onore, ma su questo ci facevamo scuoli romani, cioè per un romano entrare nel Senato, infatti Roma è stata grande Roma in tutta l'età repubblicana, perché?

perché c'era la gratuità delle cariche pubbliche, cioè tu diventi console, console, io console di Roma, ma questo, cioè il fatto di esserlo è già un onore impressionante, e lo dovrà svolgere in maniera degna e dignitosa, se perdi il lavoro prendi i soldi, ma se non perdi il lavoro perché devi prendere gli altri soldi?

Ah, siamo tutti quanti a chiacchierare, tutti i grandi cattolici, chi è che fa questo qui? Qualcuno ha fatto parte di questa cosa qui e non si ispira a valori cristiani, cattolici, non c'è bisogno di fare nomi e cognomi, ha fatto una cosa che avrebbero dovuto, a mio modestissimo parere, fare ancora di più i cristiani cattolici, se ti vuoi allargare, ma proprio ti vuoi allargare, ti puoi prendere un rimborso spesso, i soldi della benzina se proprio non lo vuoi fare a meno che spendi per andare dalla tua casetta o del treno all'aula del Parlamento e ritorno, basta, finito, se hai un altro lavoro, perché la politica cristianamente intesa è servizio al bene comune, servizio al bene comune, promozione dei valori umani e cristiani in tutte le sedi o competenti, guerra, guerra chiaramente santa, quindi guerra verbale, condotta con carità, con la dolcezza, nel rispetto delle persone, senza offendere il prossimo, ma difendendo i valori che sono valori e non transigendo su quelli.

Durante le catechesi recenti che ho fatto, immaginate che macello che sollevano sul web sul problema dell'omosessualità, perché dire queste cose non è che io voglio discriminare cioè io dico queste cose perché io voglio il bene di questi fratelli perché io non dirò mai il contrario ma o perché voglio discriminare o voglio metterli a rogo o voglio considerarli ipervertiti ma quando mai?

Perché dire il contrario sarebbe fare un bene apparente che non è il bene della persona ma il male e questo non si fa. Punto. E se questo mi fa perdere una bottoncina, non fa niente. Io sono molto scandalizzato adesso a prescindere dalle persone concrete che hanno fatto questa cosa.

La legge 194 è stata fatta nel 1978 sotto il governo Dicci ci sono cinque firme sotto quella legge perché deve firmarla il Presidente del Consiglio e il Presidente della Repubblica sicuro. Io ho studiato diritto costituzionale io lo so anche che oggi come dire lo Stato è laico laico vuol dire che non tollera intrusioni confessionali il problema è che la vita come qualcuno dice giustamente non è un valore confessionale ma è un valore umano quindi anche se il Parlamento mi fa arrivare una legge approvata e secondo la Costituzione se non ci sono le regole se il Presidente della Repubblica ha una funzione di mera garanzia non può entrare nel merito se tu sei cattolico e stai in quel ruolo con che cuore ci metti la firma la sotto non puoi lavarti le mani e dire ma io non posso fare altro perché il mio compito è un compito istituzionale questo può fare una persona come dire non credente e non dovrebbe farlo neanche perché anche per una persona non credente la vita è un dono di Dio tu non puoi approvare una legge che autorizza l'uccisione di un essere umano innocente a spese mie servizio sanitario nazionale con tutta una serie di sofismi e di sciocchezze non so se la conoscete che hanno messo usando l'aborto interruzione volontaria della gravità c'è questa tecnica satanica perché grazie a me chiamare non lo so a dove convivono pubblici concubini conviventi il mio compagno quindi c'è sempre un vocabolario perché il vocabolario crudo ti scuote qualcosa oggi c'è tutta una società ovattata avete visto se tu dici handicappato ti portano in galera sto facendo un esempio se no mi ci portano pure a me devi dire diversamente abile cioè oe allora che facciamo gli ambiti del laico sono questi ultimo punto l'apostolato del laico allora il laico è un apostolo un apostolo un apostolo non vuol dire che va a fare le prediche in chiesa il ministro che perde il senno arrivano segnalazioni pick up da varie parti del mondo sapete che fa chiacchia un laico fa la predica parla tu dal colpito la predica la fa il prete ma nel mondo chi ne fa le prediche caso i facebook di questi giorni la suora che è andata a cantare a The Voice allora non si tratta di cantare se ci va Giuliana vada subito la figlia della tornella Roberta che c'ha la grande voce che ci va una figlia di Dio una cattolica impegnata una cattolica volcata o che ci andasse chiara mirante vada subito può darsi anche che sia una cosa buona ma che una una suora se ti fai suora hai scelto di chiamarti fuori da quel campo di apostolato quindi è utile che dici il papa sta dicendo che dobbiamo andare a fare lì ci vanno i laici tu li aiuterai i laici tu li formerai per andare lì tu li supporterai ma non puoi scendere tu direttamente in campo tu direttamente in campo in questa cosa perché tu hai scelto una funzione, una missione differente tu sei una consacrata il consacrato lo vedremo la prossima volta è colui che dice il mondo è cosa dove impera Satanasso ma non ha perso la sua dimensione creaturale perché alla fine il mondo l'ha creato Dio allora il laico scende in campo nel mondo per togliere potere a Satanasso per andarlo a sfidare nel suo campo e per diffonderci il Vangelo ma questo è il compito del laico il consacrato non fa questo il consacrato dice no io mi chiamo Out e mi dedico ad una particolare forma di supporto a chi opera nel mondo e chi è impegnato nella preghiera nella penitenza e se sono di vita attiva sceglie in un campo d'apostolato proprio adesso non so cosa fanno quelle suore moltissime suore come le nostre sono impegnate nel campo dell'educazione dei bambini quindi tu c'hai una scuola fai la maestra a scuola fallo tranquillamente stop quello è il tuo carisma per il resto è un disordine cioè che io oggi andassi in tribunale in tribunale ci devono andare i miei ex colleghi a fare le prediche prima con la vita e poi con qualche piccola testimonianza e con la parola ma non ci posso andare io allora capite il disordine allora il laico ha il mondo come campo d'apostolato proprio perché lo trovate scritto nel IV capitolo della Lumen Gentium perché può arrivare in posti dove né i sacerdoti né i consacrati possono arrivare oppure dove non è opportuno che arrivino direttamente loro una squadra ben organizzata la chiesa perdonatemi è una squadra quindi c'è chi forma i calciatori e poi c'è chi scende in campo a giocare la partita i preti e i religiosi per la scelta che hanno fatto non è che si chiamano fuori perché se non c'è un buon allenatore tu la partita non la sai giocare non la sai vincere ma non scendo non faccio il calciatore capite?

formo i buoni calciatori quindi se voi fate una buona formazione non la fate perché poi nelle singole circostanze in maniera anche su questo secondo me il maestro in maniera garbata in maniera dolce quindi anzitutto attirando le persone e per questo fare di essere di vivere bisogna questo è un grande compito dei laici un laico deve essere capace di sintetizzare in sé la santità quindi che le persone si accorgono che tu sei diverso ma al tempo stesso solo come te capite?

in tutto sia nel modo di essere sia nel modo di fare e nel modo di presentarsi allora bisogna essere in un certo modo quindi ma anche in un altro modo è difficilissimo perché si rischia sempre perché se tu esageri nella santità crei delle divisioni oppure ti allontani troppo dalle persone le persone si spaventano e dicono ah ma se devo diventare come questo rimango come sto se tu esageri dall'altra parte fai come il sale della terra che perde il sapore cioè diventi come loro quindi perdi la tua cioè diventi un mondano non sei più un laico che vive nel mondo e santifica il mondo ma diventi come loro questa sintesi è difficile farla è un cammino che non finisce mai ma questo fa parte del compito di santificazione del laico e poi ci sono i fioretti le benedenze proprie uno che ha la famiglia il primo fioretto che fa è che devi stare con i tuoi figli devi stare con i tuoi figli perché guarda la benedenza che per me devo stare a sentire la gente eppure se arriva uno che ti sgonfia io lo stesso e non solo se devo stare pregate stavo a sentire bene quindi sorridendo tranquillo se anche me sgonfia non dovrebbe capirlo si dovrebbe avere questa grandissima carità e se non ci riesco devo pregare devo sforzarmi di più e devo migliorare un genitore deve stare con i figli primis poi se sta pure con la moglie e col marito deve starci con la moglie e col marito è un po' troppo tentazione frequentissima sicuramente alcune donne in realtà qualcuno dico ma stiamo in chiesa un po' troppo tempo o il donato che dice che stiamo in chiesa tu fai la veglia fino alle 4 di notte e mi dici che stai in chiesa la veglia fino alle 4 di notte non ci può venire chi ha il marito che rimane da solo a casa a meno che non ci sia come dire dentro la famiglia una condivisione comune della fede cioè che il marito non pensa che tu fai il manicomio io non ci vengo perché ho sonno però tu lo dici lui vai tranquillamente anzi fai pure una preghiera per me se no non ci devi andare perché se il tuo marito sta in casa lui non deve fare la preghiera fino alle 4 di notte si può stare nel mondo ed è una vocazione anche questa molto spesso con il rischio di essere diventata e vissuta come scelta di sponda che non lo è però è una vocazione particolare cioè si può stare nel mondo da laici come se uno fosse consacrato quindi scegliendo di non sposarsi ma lavorando nel mondo adesso un grande testimone moderna io vorrei tanto invitarla qui ci ho provato già l'anno scorso deve venire lei al posto di Paolo Brosimo era disponibile Chiara Mirante per esempio quella era una ragazzotta che ha avuto un coraggio che non si sa dove andava a trovare e andava sotto i sottoscati alla stazione Termini quando faceva l'università io stavo a tutti quanti i negozi stavo lì sotto il mammono ricordo io come ero là sotto dopo le 7 ci potevi avvicinare dopo le 7 e le 6 io ci andavo a Roma quel periodo lì San Giuseppe Moscato lo dicevo prima ai ragazzi San Giuseppe Moscato ha fatto quello che ha fatto una vocazione se Dio mi chiama ad essere medico e medico in quel modo io voglio fare prima il medico santo medico santo vuol dire capire i cristiani non fanno le cose fatte tanto per il lavoro di un cristiano è un lavoro fatto bene non è che io devo essere il numero uno perché devo far figo io sono più bravo di tutti io sono avvocato del principe del fuoco no quella cosa è una cosa fatta per Dio a Dio non si dà la monnezza non si danno le schifezze leggete il libro di Samuele a Dio non si danno gli scarti non si dà un lavoro fatto per il Signore lo fa con la massima competenza possibile anche dentro casa qualunque lavoro sia anche il lavoro di fabbrica perché se tu avviti un bullone come dice a coda di gatto c'è una roba che non dì una parolaccia un po' peggio che succede?

che quella padella che hai fatto quando la compro mi si rompe in mano e lancio un moccolo per la vita che hai stretto male tu e tu ci devi pensare che fai smoccolare qualcuno quella è la santificazione quindi pure l'operaio può e deve lavorare in un certo modo allora se un laico sceglie di consacrarsi nel mondo è ovvio che cosa lo fa fare e anche su questo voi sapete che in Opus Dei i numerari e le numerarie di Opus Dei si diamano così sapete che sono laici e laiche che fanno voto di castità non è che fanno voto di castità fanno voto di castità perché loro scelgono bene cosa vuol dire essere laici di abitare il mondo santificarsi nel mondo dedicarsi a 360 gradi e con estrema competenza al lavoro professionale e tutto il tempo libero è dedicato all'apostolato a livelli quelli però cioè quelli quando fanno io lo so nella formazione sono più bravi sono più bravi di me perché la competenza che acquisiscono quelli studiano teologia per me la spiritualità se devono tenere un circolo di formazione loro se ne autogestiscono non è gestito da un prete è gestito da un numerario o anche da un cooperatore o anche da un sopranumerario vedi che lezioni che te ne vengono perché se tu chiaramente non c'hai la famiglia alle spalle devi soltanto lavorare che ci fai con tutto il resto del tempo libero che c'è a disposizione devi trovare il tuo campo d'apostolato nel mondo non è la vita dello scatolone o della zitellone io rimango così perché devo fare la bella vita quindi lavoro e poi mi diverto e non mi prendo responsabilità oppure sono rimasto zitello non mi si è presa nessuno frustrato in una vita ehi da madre che vuoi fare ammessere un concesso e indirizzata cioè io non posso vivere questa come una cosa di sponda d'accordo?

ma la vivrò in un certo modo quindi capendo che lavoro apostolico lavoro scusate professionale e apostolato laicale sono situazioni fondamentali invece te ne dico chi avanza tempo e vuole fare un po' d'apostolato basta che me lo dici a me so io quante cose che faccio fa devo dormire la notte insomma basta il discorso per quanto mi riguarda adesso abbiamo un breve dibattito è concluso spero che abbiate capito che un laico vive l'indole secolare attenzione che fino a qualche tempo fa laici santi uguale mezzi monaci o mezze suore adesso laici santi nella capoccia di molta gente mezzi prenti ma ci sono parrocchie dove ci stanno dei daci cosiddetti adulti che fanno tribolanti i predi che fanno tribolanti nel senso che come dire pretenderebbero di assumere ruoli posizioni, funzioni e solature cioè non è un problema il parlo che è superbo e non mi fa parlare è un problema che ha sbagliato il criterio, il concetto certo i laici devono, possono e devono anche partecipare cooperare a tutti i livelli nella chiesa però a mio avviso in due forme uno privilegiando sempre le forme di cooperazione e collaborazione laicale cioè negli ambiti e nelle competenze che sono loro proprie fermo restando la possibilità attraverso gli organismi oggi deputati i vari consigli pastorali ecc anche di poter a tempo, in modo opportuno dire da loro, dare consigli dare suggerimenti, quindi partecipare anche in qualche modo tra virgolette le forme di governo della chiesa ma non è questa la prima cosa secondo me né la cosa più importante né tantomeno l'unica come più di qualcuno sembra sembra pensare tante scelte che la chiesa ha fatto scelte pastorali su cui io posso e mi riservo un spirito abbastanza critico a mio avviso sono stati figli di questo di questo equivoco di questo equivoco e due cose secondo me sono su tutti uno il ministro straordinario della comunione prima cosa e secondo anche il diaconato permanente anche il diaconato permanente ve lo dico io perchè ho avuto modo di conoscere tante situazioni perchè spesso e volentieri il diaconato permanente parlo per cognizione di causa se sentono queste cose i diaconi permanenti si arrabbano, non ci saranno nessun momento ma a volte diventa come dire lo sbocca di due situazioni uno un chiamato al sacerdozio che a suo tempo non ha avuto il coraggio di dire di si e quindi prende la parola di scorta io vi posso dire io ho conosciuto persone che mi hanno detto secondo me Dio gli ha fa prete però io non me la sento, mo me sposo e poi faccio il cammino del diaconato cioè si sono sposati già con queste intenzioni quindi il che ecco due un equivoco sull'uso e sulla funzione del diaconato permanente perchè di fatto quando a me anche a livello ipresente mi dicono tu sei favorevole al diaconato permanente rispondo si e no si se un laico dopo che ha fatto 10 figli oppure è stata aperta la vita e non è venuto manco uso dopo che fa il lavoro professionale con tutto lo zero possibile dopo che si dedica alla famiglia dopo che si dedica all'apostolato nel mondo, alla cultura, alla politica gli avanza ancora tempo e vuole dedicarsi al servizio della chiesa dopo benvenuto a fare il diacono però non a fare il mezzo prete perchè come oggi viene vissuto de facto il diaconato fammi fare il battesimo fammi dare la comunione durante la cosa fammi mettere la cosa quello sarebbe il diacono i diaconi e gli altri degli apostoli erano i servi dei poveri quindi puoi sapere che anche qui a Latina se ne ha parlato ieri al discorso che ho preso c'è il problema grosso della gestione di tutte le situazioni di povertà abbiamo 30 diaconi qua ma con tutti questi diaconi i diaconi sono i presidenti della caritas la caritas dovrebbe essere completamente gestita cioè io non me ne occupo proprio te ne occupi tu perchè i diaconi sono solti per il servizio delle mezze il diacono è ordinato per il servizio quindi se ti avanza tempo tutte le cose quindi no che tu guardate io vi posso dire non posso farvi il nome e il cognome vi parlo per esperienza alcune persone hanno dovuto interrompere il cammino del diaconato perchè la moglie ha detto se vai avanti io divorzio ecco perchè oltre che ci vuole alcune mogli danno il consenso ma va sicuro che danno il consenso e poi contatto il marito e poi però se lamentano perchè se tu dopo c'hai quella cosa quella cosa ti porta parecchio tempo fuori di casa ma se il signore agli apostoli gli ha consigliato e questa è la legge della chiesa di non farlo ma sarà un motivo no?

perchè o te devi a questo o te devi a quell'altro cioè diventi una sorta di capito? a mio avviso è una scelta pastorale problematica e non è che dico questo perchè c'ho niente in contrario che gli uomini sposati facciano i diaconi ma è una cosa a mio avviso che andrebbe ben compresa meglio analizzata meglio utilizzata e aiutati anche le persone che devono fare questo cammino a fare un buon discernimento sulle motivazioni di fondo fermo restando che a mio avviso è sbagliato cioè chiudo capita poi il fenomeno contrario perchè oggi stanno i laici che si mettono a fare i mezzi prete e i preti che si mettono a fare i laici che vanno vestiti come i laici cioè voi capite che hanno smesso di fare i preti che non confessano non se preparano bene le omelie i laici stanno impelagati in una caterva di cose a volte attività di volontariato allus in bici in broglio preti di strada e poi la gente dice ma se io vado al parroco non ho mai un minuto di tempo per confessarmi allora se non confessi chi confessa?

capite come e attenzione anche dietro questi comportamenti di tanti sacerdoti c'è sempre una distanza se non ti vestite da prete così abbatti le distanze inoltre sempre fai le cose i riti le cose oggi devi andare a vivere in mezzo alla gente quindi le motivazioni sono sempre apparentemente buone ma si crea disordine ripeto una squadra funziona bene quando ognuno occupa bene il proprio luogo un esercito funziona bene quando ciascuno sta al proprio posto una famiglia funziona bene quando ognuno svolge bene il proprio luogo il padre lo fa il padre la madre lo fa la madre il figlio primo genitore lo fa il primo genitore gli altri figli lo fanno gli altri figli la tata la fa la tata e stop penso che possiamo fermarci qui eventualmente come sempre apriamo il nostro conclusivo dibattito

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