Stemma di don Leonardo Maria Pompei Don Leonardo Maria Pompei Sacerdote · Apostolato

Audio · Catechesi varie

Il purgatorio esiste e non e una sala d aspetto

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Beh, anzitutto bentornati sulle frequenze del catechismo degli adulti. Vi ricorderete che ci siamo lasciati nell'anno passato, ma andiamo all'inferno l'anno passato, ci siamo lasciati con l'inferno, e scaliamo di grado, così vediamo se a Pasqua arriviamo in Paradiso, andiamo in un ambiente un po' meno complicato, ecco, uguale il purgatorio.

Allora, molti critici, vi posso subito preannunziare che il purgatorio, così come l'inferno e il Paradiso, è un dogma di fede, quindi è una verità rivelata, articolo di fede non impugnabile, quindi non si può non credere all'esistenza del purgatorio sotto pena di eresia formale, quindi di non essere in comunione con la fede della Chiesa Cattolica.

Vedremo che questo discorso non è così per quanto riguarda il limbo, cioè sul limbo non ci sono formulazioni dogmatiche in senso stretto, quindi una persona che si rifiutasse di credere all'esistenza del limbo non potrebbe dirsi eretica, anche se a mio avviso potrebbe dirsi stupida, nel senso che non è in grado, come vedremo, di dare una risposta ragionevole ad alcune cose, però non eretica.

E invece il purgatorio sì, nonostante che le tracce, diciamo così, l'esistenza del purgatorio da un punto di vista biblico siano molto adombrate. A me proprio però dovete fare sempre attenzione a una cosa, una piccola premessa, dato che questi sono incontri formativi, ieri su Facebook una persona che non so neanche chi sia, perché tra l'altro uso uno pseudonimo, mi fa scusi padre, ma non per fare polemica, ma dove sta scritto nella Bibbia che la Madonna è la Mediatrice?

La mia risposta è stata molto semplice, perché nella Bibbia la Madonna che è la Madonna è la Mediatrice potrebbe ben scontarla dove ci sta scritto, no? Si può rispondere in tanti modi, no? Si può anche, per esempio, rispondere dove sta scritto nella Bibbia che esiste la Santissima Trinità, perché il termine Trinità nella Bibbia non c'è, d'accordo?

Non c'è, quindi... Non c'è, quindi... Allora, la Santissima Trinità non esiste? Cioè che Dio è Uno e Trino in te e in persone uguali e distinte, non c'è scritto. Noi capiamo la Santissima Trinità perché Gesù a un certo punto ha cominciato a dire che Lui è il Figlio del Padre, e che avrebbe mandato lo Spirito Santo, ma quando uno studia teologia anche sulla divinità dello Spirito Santo in senso stretto, tanto è vero che alcuni eretici si chiamavano con una parolaccia greca pneumatomachi, pneumatomachi viene dal greco, pneumatos vuol dire spirito, machia vuol dire battaglia, quindi coloro che combattono lo Spirito Santo dicevano che il Padre è Dio, il Figlio è Dio, lo Spirito Santo, così e così, perché non è tanto provato nella scrittura.

Allora io però... Questo fratello o sorella, non so chi sia, ha detto, dico, noi non siamo protestanti, cioè non c'è solo la Bibbia, cioè la fonte della rivelazione, non dimenticate mai che è triplice, abbiamo già fatto in parte questo discorso, cioè scrittura, tradizione e magistero, cioè che la Madonna è l'Immacolata Concezione, potete stare a leggere tutte le Bibbie che vi pare, non lo trovate, d'accordo? Non c'è.

Ok, la Madonna è stata assolutamente... Non c'è. La verginità perpetua di Maria sembra addirittura essere messa in discussione da alcuni passi del Vangelo, perché Gesù viene chiamato il primo genito, allora gli eredi dice, ah, viene chiamato primo genito, quindi sei il primo, ah, ci stanno pure altri.

Nel Vangelo c'è scritto che Gesù c'era quattro fratelli, non voglio fare questa uscita qua, ecco, ci sono tutte le spiegazioni a queste obiezioni, cavalli di battaglia delle testimoni di Geova, però tocca stare attenti, d'accordo? Come ci si accosta già, perché la Bibbia va interpretata e non tutti possono farlo, è scritto nella Bibbia che non tutti possono farlo, perché è San Pietro che dice che nessuna scrittura profetica va soggetta a privata spiegazione, perché mossi dal Spirito Santo con gli uomini parlano da parte di Dio, quindi per poter dare un'interpretazione autentica della scrittura ci vuole un dono particolare, che non hanno tutti, era Lutero che parlava della libera interpretazione della Sacra Scrittura, che diceva che chiunque poteva interpretarla e capire quello che diceva, per uso privato e personale, in parte questo è vero, non per uso, diciamo, così pubblico ed ufficiale.

Questo come piccola, anzitutto per premessa introduttoria. C'è la tradizione, però la tradizione vuol dire che come le verità di fede sono state capite, vissute, trasmesse dagli apostoli e dai loro successori, cioè dagli scrittori ecclesiastici autorevoli, dai santi, dai dottori, che nel corso della storia hanno, compreso e trasmesso autorevolmente delle verità di fede, creando, perché voi sapete che una grossa, cioè il discorso della tradizione per la fede cattolica è fondamentalissimo, ho fatto prediche su prediche, d'accordo?

Perché si basa su un adagio, tra l'altro accettato, era accettato anche in termini filosofici, quando ancora la filosofia la facevano col cervello, che è semel verum, semper verum. Come faccio di essere certo che una cosa è vera, se c'è una dottrina costante, da parte di, e unanime, che perdure nel corso del tempo, che afferma sempre quella stessa verità, anche quando non fosse, diciamo così, esplicitamente rinvenibile nei testi sacri.

E così, quando qualcuno si alza la mattina e ne spara qualcuna di testa propria, immediatamente bisogna prendere preventivamente e precauzionalmente le distanze, perché non è detto che quella cosa sia il soffatto falsa, ma se è una voce fuori dal coro, già ti deve fare addrizzare le antenne e metterti, come dire, in santo sospetto.

Con quanto riguarda il Purgatorio, vedremo subito, io vi rileggo, i dati biblici, che sono, come dire, degli indizi, ma che c'è il Purgatorio, nella Bibbia, non c'è, non c'è scritto. Inferno e Paradiso, sì, sono proprio anche nominati, eccetera. C'è la parola di Federico e Bulone, quindi Gesù al buon Natale dice, oggi sarai con me in Paradiso, Federico e Bulone stando nell'inferno tra i tormenti, ma il termine Purgatorio, in senso stretto, nella Bibbia non c'è.

E invece c'è stato il termine Limbo, non il termine Limbo, ma l'equivalente ebraico, che è Roshiol, il soggiorno dei morti, che noi poi vedremo a suo tempo. Comunque, andiamo a vedere subito due Maccabei, 1238-45, che è, diciamo, una fonte indiziaria, dell'esistenza del Purgatorio.

1238-45. Scusate se devo fare queste piccole premesse, però l'argomento è un po' delicato, quindi tanto non ci corre dietro nessuno. 1238-45. Ora, il contesto, chiaramente, è la persecuzione. Lo sapete che i libri dei Maccabei narrano il periodo ellenistico di Israele, cioè quando si scatenò la persecuzione feroce, da parte di Antioco, Epifane e dei suoi successori.

La carneficina. Furono fatti fuori non pochi israeliti che volevano essere fedeli alle leggi di Dio, no? Allora, che succede? Qui c'è il grande Giuda Maccabeo. Mattatia e Giuda Maccabeo erano due grandi condottieri che hanno fatto tante battaglie contro i nemici della fede a spada alzata.

Quindi sono eroi nazionali del popolo ebraico, però potrebbero anche diventare tanto. Noi siamo il nuovo popolo di Dio. Allora, che succede? Finiscono una battaglia e, a un certo punto, succede questo episodio. Adesso leggo. Siamo qui, eh? Versetto 38 e seguenti. Giuda poi radunò l'esercito e venne alla città di Torlam, poiché stava per iniziare il settimo giorno.

Si purificarono secondo l'uso e vi passarono il sabato. Il giorno dopo, quando ormai la cosa era diventata necessaria, era stata fatta una battaglia, gli uomini di Giuda andarono a raccogliere i cadaveri dei caduti per deporli con i loro parenti nei sepolcri dei loro padri. Ma trovarono sotto la tunica di ciascun morto, ecco qua, oggetti sacri agli idoli di Yamnia, che la legge proibisce ai giudei, quindi degli idoletti in tasca.

Così fu a tutti chiaro il motivo per cui costoro erano caduti. Perciò tutti, benedicendo Dio giusto giudice che rende palesi le cose occulte, si misero a pregare, ecco il punto, supplicando che il peccato commesso fosse pienamente perdonato. Allora, questi sono morti. Quindi, vuol dire che dopo la morte non c'è l'alternativa dannazione o salvezza, ma ci sono delle cose che possono essere, vedete, pienamente perdonate dopo la morte.

Il nobile Giuda, e non solo questo qui, no? Questo, vedete, capite perché si dicono le messe di suffraggio, esortò tutti a conservarsi senza peccati. Avendo visto con i propri occhi quanto era avvenuto a causa del peccato di quelli che erano caduti. Poi ha fatto una colletta, attenti, vedete? L'offerta della messa.

Con tanto a testa, per circa duemila dracme d'argento, bella offerta eh, se volete fare questa offerta la parrocchia di San Michele sarà contentissima, le inviò a Gerusalemme perché fosse offerta un sacrificio per il peccato, vedete? Un sacrificio spiatorio. Compiendo così un'azione molto buona e nobile, suggerita dal pensiero della risurrezione.

Cioè questi non devono arrivare al giorno della risurrezione con le scorie, le macchie di questo peccato sulla coscienza. E quindi offriamo, a quei tempi non c'era la messa, adesso non c'è tempo qui di fare una lezione sul culto ebraico, San Tommaso dice che tutti quanti quegli scannamenti, sgozzamenti, sapete queste cose che si facevano nel tempio, erano figure del sacrificio della croce.

Perché la messa adesso è diventata un sacrificio incruento, ma il venerdì santo è stato incruento manco per niente eh. Perché come erano scannati gli annelli è stato scannato il figlio di Dio. Ma è uno scherzo. Quindi la cruentezza di quei sacrifici di San Tommaso era figura del sacrificio della croce.

Che poi nostro Dio ce lo risparmia, nostro Signore, che non è che ogni volta che andiamo a messa vediamo gli spargimenti di sangue. Ma non se vede ma c'è. Quindi, perché là, come dire, velato sotto il vero sacramentale, tanto è vero, che succede con i miracoli teoristici. Che le ostie cominciano a sprizzare sangue a destra e a sinistra.

Quindi non si vede ma c'è, ecco. Quindi non siamo troppo idilliaci eh. Perché se non avessi avuto ferma fiducia che i matuti sarebbero risuscitati, sarebbe stato vano e superfluo pregare per i morti. Ma egli pensava alla magnifica ricompensa riservata a coloro che si addormentano nella morte, vedete, con sentimenti di pietà.

Quindi si offrono i sacrifici. Non per le anime dannate. Ma per coloro che si addormentano con sentimenti di pietà. Ma che hanno fatto qualche piccola marachella per cui devono essere purificati. Questo è il senso di questo brano, no? La sua considerazione era santa e devota. Perciò egli fece offrire il sacrificio spiatorio per i morti.

Dicono, se se lo avesse per i defunti, per quanto riguarda noi, perché fossero assolti dal peccato. Quindi, capire anche il modo intelligente o il modo puerile con cui si fa. Il modo puerile con cui si accosta alla Sacra Scrittura. Per questo che c'è lo Spirito Santo. D'accordo? Non c'è scritto da nessuna parte che bisogna offrire le messe per i morti.

Lutero che accusava la Chiesa di fare il commercio. Tutte queste cose. Ma la Chiesa l'ha sempre fatto. Sempre. E non le messe come fanno adesso. Le messe sono state fatte per una intenzione. Non per centomila. E dove lo fanno? Fanno un abuso. Sono stati scritti nella Chiesa, che ve l'ho già detto tante volte.

A fare di chi li fa. E a fare pure vostri di chi li fa fa. Perché sappiate, ve lo dico io a Natale di Ga, che se tu lasci un'offerta per la Messa, tu hai il Sacro Santo diritto. Che quella Messa se lasci l'offerta. Perché se un sacerdote accetta un'offerta, è obbligato, sotto pena di peccato grave, a soddisfare quell'intenzione di Messe.

D'accordo? E quando per ragioni pastorali, come succede qui, solo due volte alla settimana si possono cumulare le intenzioni, questo va detto al fedele, e io, il mio testimone, il Padre Eterno, che succede quando stanno quelle cose lì? Applico la Messa per uno su cinque. Li nomino tutti, li ricordo tutti gli altri quattro, e gli altri quattro sono tutte puntualmente fatte di celebrare singolarmente da sacerdoti che non hanno intenzioni.

Perché i fedeli sono stupidi, perché a punto di sentire il nome, voi no, eh? Non ha detto il nome, ma sa che chi ne prega del nome? Ma nella Messa del rito romano antico, ma fino a cinquant'anni fa, secondo voi, come cavolo facevano? Nella Messa, l'avete vista la Messa del rito romano antico?

C'è silenzio assoluto, non ci stanno nomi. I nomi dei sacerdoti li dicevano a mente, al memento dei defunti. Allora, come hanno fatto per duemila anni a celebrare questa mia? Oggi, oggi, con la civiltà multimediale, devo sentire il nome, capite? Devo vedere la cosa, noi dobbiamo sempre vedere e sentire.

Poi, cioè, che tra l'altro, se il prete dicesse il nome dei tuoi padri, ti prego, signore, per il defunto Francesco, poi dentro di sé pensa, e la Messa la applichiamo per mia madre, se facesse una cosa di questo genere, farebbe peccato, ma la Messa è applicata per la madre. Perché dipende dall'intenzione del sacerdote.

Capito? Quindi, poi di tutti i nomi che te pare, se quello ha un'altra intenzione, cioè, perché un conto è ricordarlo a un defunto, un conto è offrire il sacrificio espiatorio per quel defunto. Capite? Chiusa parentesi della Messa, però, c'entra, perché poi le messe si offrono per le anni nel Purgatorio.

Ecco. E state attenti, state. Voi sapete quanta gente, lo dico tranquillamente, perché tanto lo fanno, c'è addirittura cambiato parrocchia, perché non c'era possibilità, o litigano per le questioni di no, il giorno X, il giorno Y, non c'ha nessuna importanza. Ci sono dei giorni simbolici, importanti, ottava, triggesimo e anniversario.

Quelli, se è possibile, io ottava e triggesimo, li garantisco sempre. E se c'è un'altra intenzione, la faccio ricelebrare. Perché questa è una modificazione di giustizia. Perché tu, da un fedele defunto, non puoi privarla della Messa dell'Ottava. Però poi non è neanche una questione del senso, li dica, dice no, vado nella parrocchia X, così me lo dice il giorno mio, si affiancano altri trenta nomi.

Proprio quando sarà morto, io molto lo posso dimostrare, non te lo posso dimostrare. Lo sai cosa fa un fedele defunto? Pià le vecchie, dice, ah bravo cretino, per farmi di nome alta voce, mi ha fatto stare altri cinquecent'anni in purgatorio. Ma è così, è che ci credono oggi. È così, ci credono.

Sai a me che me ne importa? Io la voglio spiegare, dico, scusa un attimo, andate un'altra volta a discutere con la gente, dico, ma a me che me ne importa? Cioè, a me ne metti dieci intenzioni, ah, ma io ho cento euro, li metto tutti dentro la cassa della parrocchia, diventiamo ricchi, facciamo manco un minuto per fare la chiesa, a me non conviene, no?

Tu sei contento, non mitichi, non mi vai a parlare male per tutto il borgo per una settimana, non cambi i parrocchi, mi porti i sordi, ma chi me lo fa fare? Se lo faccio, sarà un motivo, no? No, mica ci arrivano a far funzionare il cervello, no? C'è sarà un motivo, un motivo è il bene di quella persona.

Ah, lo capisco. E che vogliamo fare? Matteo 12,31,32, altro passo del purgatorio, e anche qui, ah, bellissimo, Matteo 12,31,32, attenzione, qui parla il Signore del peccato contro lo Spirito Santo, la bestemmia contro lo Spirito Santo, non apriamo questo capitolo, perché questo è due incontri del Catechismo per gli adulti, quindi, lasciamolo perdere, no?

Comunque, andate su YouTube, oppure sul blog, cliccate bestemmia contro lo Spirito Santo, ci stanno due articoli sul blog, e due o tre Catechismi sul canale YouTube, quindi, andiamo a approfondire, ormai c'è tutta cosa in giro, eh, quindi, allora, 31, perciò io vi dico, qualunque peccato e bestemmia verrà perdonata agli uomini, ma la bestemmia contro lo Spirito Santo, non verrà perdonata.

A chi parlerà contro il Figlio dell'uomo, sarà perdonato, ma a chi parlerà contro lo Spirito Santo, non sarà perdonato, guardate, né in questo mondo, né in quello futuro. Quindi ci sono dei peccati, che possono essere perdonati, nel mondo futuro. Se dice, né in questo mondo, né in quello futuro, vuol dire che ci sono dei peccati, che possono essere perdonati, nel mondo futuro.

L'inferno è eterno, quindi chi va all'inferno, non può essere perdonato, di nessun tipo di peccato. In Paradiso, non ci sono peccati di farsi perdonare, quindi ci deve essere qualche posto, dove ci sono dei peccati, che vengono perdonati, dopo la morte, dopo l'espiazione. Ovvio questo qui, no?

A meno che Gesù, come noi umani mortali, spero che nessuno pensi questo, qualche teologo per la verità lo pensa, eh? Parli a vanvera, qualche teologo pensa che Gesù parla un po' a vanvera, secondo me è più facile che parlano loro a vanvera, però, insomma, sapete di questi tempi, le cose cambiano, quindi può essere pure che sono cambiate le cose, no?

Ecco, poi, un'altra cosa, e l'altro passo, bellissimo questo qui, e poi c'è un'altra parentesi, primo, Corinzi 3.11.15, molto fortemente simbolico, ma molto significativo, 1 Corinzi 3.11.15, 1 Corinzi 3.11.15, dice San Paolo, nessuno può porre un fondamento diverso da quello che già vi si trova che è Gesù Cristo, attenzione, e se sopra questo fondamento, sapete che Gesù Cristo è il fondamento della nostra fede, si costruisce con oro, argento, pietre preziose, legno, fieno, paglia, quindi qui sta parlando in termini ovviamente allegorici, l'opera di ciascuno sarà ben visibile, infatti quel giorno, il famoso giorno del Signore di vetro testamentare a memoria, la farà conoscere, perché con il fuoco si manifesterà, e il fuoco proverà la qualità dell'opera di ciascuna, se l'opera che uno costruisce sul fondamento resisterà, costui, ne riceverà una ricompensa, ma se l'opera di qualcuno finirà bruciata, quello sarà punito, tuttavia egli si salverà, però quasi passando attraverso il fuoco, quindi c'è una via di salvezza che passa per il fuoco, quindi state d'accordo, lo dico in napoletana, a Anna, che il purgatorio non è, come ho detto tante volte, una specie di hall dell'albergo, tu arriva il maggiordomo, ti fa mettere sul tavolino e ti dice cosa vuole, vuole un buon uomo, vuole un cappuccino, vuole un aperol, vuole un aperitivo, vuole una sigaretta pure, così sarà una bella fumata, nel frattempo che aprono un attimo le porte, e tu poi entri in paradiso, però state tranquillo, sereno, disteso, va, ti metto pure un bel film 3D, dimmi che te vuoi vedere, e così aspetti, e poi scende San Piero e ti dice prego si accomodi, passando attraverso il fuoco, quindi, sta scritto qua, e San Tommaso d'Aquino, quando commenta questo passo, dice cosa sono i peccati veniali, sono pagliuzze, vi ricordate quando dice perché guardi la pagliuzza nell'occhio del fratello, e non ti accorgi della trave che è nel tuo, allora i peccati veniali sono pagliuzze, ma con le pagliuzze si entra in paradiso, cosa si fa con le pagliuzze, si bruciano, e si bruciano entro il purgatorio, per questo come vedremo, in purgatorio ci va, chi ha i peccati veniali, da purificare, oppure i peccati mortali che ha confessato, di cui deve fondere e bruciare le scorie, perché da un punto di vista, ne anticipo subito, un peccato mortale confessato, diciamo che diventa, questa è un'immagine un po' ardita, come se fosse un peccato veniale, da espiare, poi c'è l'ultimo, che è la prima lettera di Pietro, che è tra parentesi, quindi c'è un piccolissimo accenno, affinché la vostra fede messa alla prova, molto più preziosa dell'oro, destinata a perire, e tuttavia purificata con il fuoco, questa è tra parentesi, perché si parla ancora, di una purificazione con il fuoco, torni a vostra note, gloria e onore, quando Gesù Cristo si manifesterà, sto dicendo che se uno non ha la fede, con la F maiuscola, e qua non ce l'ha nessuno, state attenti, allora si deve fare il purgatorio, perché per andare diretti in paradiso, ci vuole la fede che sposta le montagne, quindi la fede che sposta le montagne, non è, che mentre sto io oggi, al purgatorio ci crediamo, c'è tutto il fuoco che ti pare, c'è la montagna, c'è l'incendio proprio grosso, c'è l'inferno, all'inferno c'è l'inferno eterno, questa è una buona fede, ma non basta, la fede che sposta le montagne, quando si da a Gesù, fiducia 100%, assoluta, è la fede di Abramo quella che sposta le montagne, dice prendi tuo figlio, vada sul monte, e me lo scanni davanti, nonostante che ti abbia detto, quando sei entrato dentro Canaan, guarda a te se ti azzardi a fare sacrifici umani, sacrifici umani erano fatti, a una divinità cananea che si chiamava Moloch, ma Moloch, per chi non lo sapesse, è uno dei demoni, nella top ten del inferno, è uno di quelli, terrificanti, quindi i sacrifici umani sono immunati direttamente al demonio, e in più quello era, il capo estribito della donna sterile, quindi ricevuto per il miracolo, e in più quello era il capo estribito del popolo ebraico, la discendenza che ha fatto Abramo, se via, e se va.

Questa è la fede che entrava al purgatorio, quindi non saremo a questo qua, ci vuole un po' di fogherello, per fare un po' di bella fede, bella ruspante, come loro, puro, purificato, eccetera eccetera. Quindi questi sono i fondamenti biblici del purgatorio, che chiaramente dobbiamo tenerli presenti.

Ora, San Cipriano, un grandissimo santo vescovo e martire del secondo secolo, del terzo secolo scusate, disse che parlò per primo di un reato di pena, reato di pena vuol dire che si è soggettato a una punizione, purtroppo oggi vi do una brutta notizia, che se la sente qualcuno, straccia tutte le vesti, che i peccati vengono puniti.

Che vogliamo fare? Esiste la giustizia di Dio, non esiste soltanto la misericordia. Mi dispiace, ma tant'è, anche dopo la riconciliazione ecclesiastica, se la penitenza non fosse stata piena, statevi attenti, spiegazione, a quei tempi la penitenza ecclesiastica, allora, disciplina, come è nato il sacramento della riconciliazione.

All'inizio non ci stava proprio il sacramento della riconciliazione, perché i peccati non si fanno, punto e basta. San Giovanni scrive una lettera, chi è nato da Dio non pecca. Ho scritto, facciamo un po' di pubblicità, spazio, trailer, pubblicità, pubblicità, ho scritto appena adesso un opuscoletto catechetico nuovo, che si chiama la confessione di devozione, perché ci stanno quelli che mi sgonfiano per le confessioni, impegnative, che c'è la confessione sacramentale che è quella che ha chiamato i peccati mortali, che ha chiamato i peccati veniali, non si sa confessare.

Allora, bisogna pararsi a confessare, pure con i peccati piccoli, no? Perché ce ne stanno tanti, perché tutte le confessioni, e questo il Padre Pio cacciava ai penitenti a tutto spiano, perché le confessioni dei figli di Dio dovrebbero essere tutte fatte con l'opuscoletto questo, quell'altro opuscoletto dovrebbe essere quello dei grandi peccatori, che dopo anni di lontananza ritornano in chiesa e devono fare una confessione generale, perché sanno che pesci vuotasse, ma le confessioni nostre dovrebbero essere tutte fatte con l'opuscoletto nuovo, come si addice a figli di Dio.

Perché chiunque è nuovo da Dio non pecca, voglio dire non pecca volontariamente, perché a occhi aperti, numero uno, i peccati mortali non si commettono mai, e numero due, non si fanno neanche i peccati veniali a occhi aperti. Quindi, come vedete lì, peccati veniali, semi deliberati, e imperfezioni a, c'è stata la confessione tutti i giorni pure, e a tutte le ore, ma solo di questo però, non di altro.

Solo che dopo a un certo punto, come siete accorti della penitenza, che c'erano le persecuzioni, e a un certo punto qualcuno, allora non gli dicevano, allora, quello è l'altarino con Giove, e Marte, e Apollo, o ci abbruci un po' di incenso, oppure ti aprono la porta e ti aspetta una pantera sull'arena.

Vedi un po' che vuoi fare. E qualcuno, il carboncino, l'incenso, ce l'ha messo a Giove e Marte. Poi tornavano a casa, e dicevano, questo che ce famo? Lo sbattiamo fuori dalla chiesa a vita? È un'apostata. Quindi, e si cominciò a porre il problema, se qualcuno combina un guaio dopo il battesimo, che gli famo?

E allora lì, capite anche, non dobbiamo pensare anche, perché, io questo lo sto imparando da prete, no? Noi non dobbiamo pensare, come dire, la chiesa neonata, che era certamente una grande chiesa, perché il contatto immediato con Gesù, la forza della sua presenza, l'effusione dello Spirito Santo appena avvenuta, gli dava una forza gigantesca, no?

Però, sotto certi aspetti, noi stiamo meglio di loro. Perché non è che Gesù ha lasciato il codice di diritto canonico che ho scritto. Allora, i sacramenti sono sette, il battesimo si fa con l'acqua naturale, lo deve fare soltanto un sacerdote, poi sono ministrati tutti quanti là, non ha lasciato il concilio di Trento, Gesù Cristo.

Cioè, ha lasciato tutta una serie di input tali che potessero far capire, tant'è che quando uno legge le lettere di San Paolo, il vescovo non si è sposato che una sola volta. Ah! I vescovi si sposavano! Allora, la Chiesa si è inventato il fatto del celibato ecclesiastico. Non bisogna accostarsi in questo modo a quella realtà, perché le cose, Gesù cosa dice nel Vangelo?

Il Spirito Santo guiderà la verità tutta intera. Cioè, c'era tutto contenuto in forma embrionale, come un embrione. Noi sappiamo che pure uno zigote, io, oggi, sono il mio zigote. Lo sapete? Eh eh eh oh! Solo lo zigote è mio. Perché quello che so oggi stava tutto quanto contenuto in una cellula infinitesimale.

Tutto e poi diventa tutto. Però sono un po' meno di uno zigote. Sono un po' più grosso. Insomma, uno zigote non è che parla, e dice tutte cose, no? Sono un po' meglio. Però, era tutto lì. Capite? Allora dice, che ci facciamo con questi? A un certo punto dice, in nome a Gesù, ha detto nel Vangelo, ha detto agli Apostoli, la sera di Pasqua, riceverete lo Spirito Santo, a chi rimetterete i peccati, quindi i Vescovi, gli Apostoli, possono rimettere i peccati.

Allora, quindi, gli facciamo una bella cosa. Se fanno una cosa grossa, la vanno a raccontare al Vescovo. Solo che Gesù Cristo è morto in croce una volta sola. Quindi, il bonus totale, l'hanno già ricevuto col battesimo. Perdono di tutti i peccati e remissione di tutte le pene. Se combino un guaio dopo che ti sei vestito di bianco, il perdono te lo do, ma tu devi fare penitenza.

Perché devi pagare i debiti con la Divina Giustizia. E com'era? Tu andavi dal Vescovo, dicevi, ho fatto il sacrificio, a Giove. Allora, per sei anni, la penitenza era una pubblica. Tutti sapevano che tu, non sapevano il peccato che avevi fatto, ma sapevano che tu eri un penitente. Sapete che significava?

Allora, tu andavi a Messa, tu stavi a Messa, ti sentivi le letture, ti sentivi la predica, e dopo la preghiera dei fedeli, uscivi, perché non eri degno di stare presente al sacrificio eucaristico. Sapete come sono nati, come dire, i sagrati? Così, perché i penitenti che uscivano, se pioveva, dovevano aspettare, perché dovevano aspettare fuori, pregando, e quando i fedeli uscivano, dicevano, prega per me, prega per me, e prega per me.

A un certo punto ha cominciato anche ad invalere l'uso di un abito penitenziale. Il saglio che portava San Francesco, il sacco, lo portavano i penitenti. Quando avevi finito tutta la penitenza, che è meglio che non ve ne dico, le penitenze che davano, alcune vanno pure, tornavi dal vescovo, e il vescovo ti dava l'assoluzione, una volta sola in tutta la vita.

Dopodiché diceva, stat attento, o se preferite, stat accorto, perché se ne fai un'altra volta, ti rimane solo che da una penitenza per tutta la vita con l'abito, e poi ti rivolgerà direttamente alla Divina Misericordia, perché un bonus c'hai, prendete i libri di storia della liturgia e andate a studiare, e voi state proprio tranquilli.

D'accordo? Se non ci credete, voi fate pure le ricerche su internet, la penitenza pubblica, ma tutto lo che vi pare. Questa è la disciplina. Poi nel tempo si è capito che se uno poi è arrivato, quindi il sacramento è sempre lo stesso, ma la sua celebrazione, fermo restando che è finalizzata al perdono dei peccati, quindi che richiede riconoscere il peccato, pentirti del peccato, fare penitenza, fare la traduzione, questo è stato sempre uguale, però poi le forme, i modi concreti, a un certo punto poi i Vescovi hanno cominciato a concedere anche ai sacerdoti di ascoltare le confessioni, e questa cosa è rimasta.

Voi dovete sapere che io, ordinato prete Petrocchi, non dava subito l'autorizzazione per le confessioni. Io sono stato 20 giorni prete, senza confessare. Dall'8 maggio al 28 maggio io ho celebrato la Messa, già l'ho trovata, e mi hanno chiesto di confessare. No, aspettate che divento prete.

A voi divento prete? C'era la processione. Ma manco vado all'ordinato, che mai gliel'ha detto il Vescovo. Sta in croce. Perché ci vuole l'autorizzazione del Vescovo. Se il Vescovo non ti dà la facoltà, tu non puoi ascoltare le confessioni, a ricordo del fatto che originariamente era amministrato in questo modo e anche a testimonianza del fatto che Gesù l'ha detto ai dodici, al 72.

Quindi il Vescovo può delegarla, questa funzione, a chi non ha come me la pienezza del sacerdozio, ma deve fare un atto di volontà precisa, fermo restando che alcuni peccati sono lui riservati. A richiusa parentesi. Allora, qualora la penitenza non fosse stata piena, ti rimane ancora qualcosa da ascoltare.

Quindi state attenti che non avete latte grosse a andare a confessare ad un brodino che ne ha fatte carte e Carlo Franci ti dice che la penitenza è fatta da Maria. Oh che bello, vedi quando te ne stai al purgatorio le anime purganti sono anime sante, ne possono lanciare accidenti?

Ma che cosa faranno insomma? O quantomeno se porteranno le mani che hanno detto perché sono andato a confessarmi da Don Leonardo ma da qualcun altro che almeno mi dava la decina del rosario. Non dico la Maria soltanto, ma la decina del rosario. Questo sicuramente lo dico, l'accidente magari non glielo vanno dal confessore, però lo dico.

Se non hai fatto penitenza abbastanza, se il vescovo è stato un po' troppo clemente, quindi anziché date dieci anni di digiuno te ne andate cinque, perché queste penitenze erano monotiche, digiuni a tutto spiano, digiuni a tutto spiano, per anni. Allora devi fare un altro po', se affari i tuoi o fai qualche altro digiuno a te capoccia tua, oppure te fai al purgatorio.

Questo reato si estingue, se muori martire, ve l'ho detto tante volte, oggi a tutti i funerali, preghiamo per il nostro fratello che si trova al cospetto del Padre, o dici tu o dici questo qua. Chi ve l'ha detto? Morto martire? E' morto martire? No? Ah se non è morto martire, chi l'ha detto che sta andando al cospetto del Padre?

Non è che c'ha il telefonino io no, io non ho questo grande onore, io non ho mai detto a un funerale che quello stava già in paradiso, penso che questa cosa, se qualcuno la potesse dir, a voti d'omine Dio, se viene a cercare di affrontare Gesù Cristo in persona, dice bene quest'anima me la sono portata nella casa di mio padre, ma come fa a dirlo tu?

Meno che non fosse morto, e non hai fatto abbastanza penitenza, dopo la morte te ne vai con il fuoco della purificazione, ignis purificaciones, Epistola 55. Sant'Agostino, altro grande e indiscusso padre della Chiesa, uno dei più grandi padri della Chiesa, uno dei quattro padri della Chiesa Latina, insieme a Sant'Ambrogio, a San Girolamo e al grandissimo San Gregorio Magno, dice che le anime devono passare per un fuoco purificatore, ignis purificatorius, prima di poter godere della piena visione beatifica di Dio.

Quindi c'è un accordo sul fuoco, fuoco che a differenza di quello dell'inferno che è un fuoco torturatore, diciamo così, questo ha lo scopo di purificare. Altro grande padre della Chiesa, San Gregorio Magno, appena citato, esiste un fuoco purificatore come si deduce da Matteo 12.31 che abbiamo detto prima.

Peccato che non sarà perdonato né nel secolo presente né nel secolo futuro. E poi c'è il grande Santo Maso, sia nella Somma Teologia che nel commento alle Sentenze di Petro Lombardo, che dice queste cose. Numero uno. Il Purgatorio esiste. Per due motivi. Primo la Sacra Scrittura, che cita l'altro passo, per questo ho voluto leggere questi qua, secondo libro di Maccabei, dice di pregare per i defunti.

I peccati peniali e quelli mortali per cui non si è fatta sufficiente penitenza vanno purificati dopo questa vita. Chi nega il Purgatorio va contro l'autorità della Chiesa e incorre in eresia. Poi Santo Maso, che ne dica qualche teologastro attuale, dice che il Purgatorio è un luogo, anche questa non è un dogma di fede, quindi uno può, ma che paradiso, inferno e Purgatorio siano dei luoghi, non delle cose, non un vago stato, capito?

È dottrina comune degli scrittori ecclesiastici, cioè tutti hanno sempre pensato che fosse un luogo, e lo localizzavano anche. E Santo Maso d'Aquino lo localizza esattamente dove poi avrebbe localizzato Tantarighieri, contiguo all'inferno. Vedete che c'è l'imbuto verso il basso e il Purgatorio invece l'imbuto rovesciato verso l'alto.

Anche se questa è un'ipotesi. Io non vi posso aggiungere altro. Quest'ipotesi a me risulta confermata. A me personalmente in base a quello che mi frulla dentro la testolina e non solo. Quindi, se vi può interessare qualcosa, se pensiate che... Le pene del Purgatorio sono di due specie, per Santo Maso d'Aquino.

Una è la pena del danno, cioè uguale a quella dell'inferno, perché c'è la pena del danno, quindi la privazione della visione beatifica, in Purgatorio non si vede Dio, e la pena del senso, il fuoco nel Purgatorio. Fuoco che fa male. La loro durata e intensità è proporzionata alla quantità delle colpe, quantità.

Ecco perché quando si tratta di confessare i peccati mortali si devono confessare i numeri. L'avevo detto cento miliardi di volte che un sacco di confessioni sono sacrileghe. Perché non si dicono i numeri? Tu dici, eh, ma io i numeri non me li ricordo. Ma non fa niente. Non è che poi di...

Cioè, noi non è che abbiamo il contatore dei peccati qua, no? Che abbiamo i dieci comandamenti che appena ne fai uno fa pi pi pi pi pi pi a fare la confessione generale. Abbiamo fatto 3423 quante volte lo stanno a messa? 767. Non funziona così. D'accordo? Magari se avessimo il contatore cioè il contatore sarebbe andato a zero.

Però a quando uno fa la confessione tu l'ordine di grandezza lo devi dare. Lo devi dare. Perché per ogni peccato... cioè Servaggio ha detto tante volte tornai a confessarti al primo millennio un atto impuro solitario. Stanno scritte ste cose. Io le cercherò da qualche parte a casa. Un mese di digiuno trenta giorni di digiuno, eh?

Per un atto impuro, uno. Ah, se ne hai fatti quattro tre per quattro, dodici. Te fai quattro mesi di digiuno. D'accordo? Ste cose ci possono pure far ridere. Io già le vedo le facce dei dottoroni intelligentoni d'oggi che ridono. Ridi, ridi. Poi vediamo se dall'altra parte si ridi ancora.

Cioè, perché ogni peccato è un peccato distinto. D'accordo? È un'offesa distinta a Dio. E richiede la sua purificazione. Perché non è la stessa cosa che tu nella vita tre, quattro volte se ne è scappata una bestemmia quando stai fuori dalla grazia di Dio, oppure se sei stato il bestemmia scaricatore del porto, come in alcune regioni d'Italia, che non le nominiamo per non mancare la carità, che ne dicono una e dieci bestemmie.

Cioè, se tu ne hai dette un vagone, non è la stessa cosa se ne hai dette due o tre tutta la vita. Questo è chiaro questo qui, no? O no? È ovvio, no? Cioè, uno che si è scappato due o tre bestemmie, insomma, fa tanto purgatorio quanto uno che ne ha detto quanto è Carlo Francia che si è tirato giù tutti i calendari di questo mondo possibile immaginabile. Non è possibile, no?

Ripugna una cosa di questo genere, no? Ripugna anche a noi, anche al nostro senso umano di giustizia. Quindi dipende dalla quantità delle colpe e ovviamente dalla gravità, ma soprattutto dal loro radicamento nell'anima. Il radicamento. E qui attenzione quando parleremo delle indulgenze.

Il radicamento, cioè non c'è nessuna indulgenza plenaria, nessuna uno sta tutto tranquillo e dice ah, ora vado a fare mezz'ora di adorazione perché giovedì sono arrivato al corso abbiamo fatto l'Ora Santa. Indulgenza plenaria l'Ora Santa, eh? Sappiate che ogni volta che avete l'indulgenza dell'Ora Santa c'è l'indulgenza plenaria perché basta fare mezz'ora di adorazione continuata dal Santissimo Sacramento per cui c'è l'indulgenza plenaria. Così come il rosario che diciamo martedì a casa di Ettore, l'indulgenza plenaria perché il rosario recitato in comune l'indulgenza plenaria.

Quando il rosario recitato in chiesa a tutte le sere che andava a recitare il rosario prima della Messa l'indulgenza plenaria. Di per se stessa. Ma l'indulgenza plenaria non se la aveva quasi nessuno. Perché per avere l'indulgenza plenaria ci vuole che il radicamento nell'anima anche di un peccato minimo sia zero.

Zero. Il radicamento, l'inchirio dell'indulgenza parla di distacco dell'affetto dal peccato anche veniale. Vuol dire, detto in altri termini, che io mi faccio ammazzà piuttosto che di a mezza bocca una parolaccia. Mi faccio ammazzà. Questa disposizione, di cui nessuno può essere certo d'averla, è molto rara. Ma questo è ovvio, no?

Perché come fai tu a ricevere cioè l'indulgenza plenaria vuol dire che se tu muori è direttamente in paradiso. Cioè che c'è una purificazione totale dalle colpe che tu hai commesse per i meriti di Gesù Cristo per i meriti dei santi. Ma questo non è possibile se nel tuo cuore non c'è la volontà di non fare nessun tipo di peccato in nessuna forma e in nessun modo. Capio?

Ecco. Attenzione che poi San Tommaso, questa la dice in termini soft, e qui lo sta. La più piccola pena del purgatorio supera qualsiasi pena di questa vita. La più piccola. Quindi non cominciare a dire stupidaggini che se uno muore, ah, almeno sta in purgatorio e sta meglio. Ma tu sei matto qua.

Perché tutti quelli che stanno in purgatorio, tutti, vorrebbero tornare indietro, tutti, nessuna scusa. Per fare penitenza è qua. E per fare meno peccati qua. Perché la minima delle pene di là è superata alla massima di qua. Ma ci stanno gli aneddoti, ve lo raccontavo tante volte, quello che racconta sempre Claudio Malinne, che è un fatto vero, che è successo a Madre Speranza.

Lo sapete il vescovo di Madre Speranza. Ma la dico perché tanto questa cosa pure in giro, così, a un'externa non si dicono queste cose che mi mette paura. Perché ci sta a dare paura di niente. Tanto, una volta che uno sta lì, si arrangia e se ne tiene. Però le sofferenze delle pene del purgatorio sono grandissime.

Andate a vedere al museo del purgatorio oppure le testimonianze delle anime che l'hanno vista. Cioè, se può fa vabbè, chi se ne importa? E no, chi se ne importa? Cioè, la penitenza deve avere motivazioni anche più di respirare le colpe, perché i sacrifici vanno offerti pure per la conversione dei peccatori. Però ci deve essere presente anche questa dimensione. E deve essere anche questa dimensione, in parte, deterrente.

Perché, specialmente quando qualcuno ha qualche peccato abituato, abituato, abituato. Cioè, se uno sta abituato in qualche peccato brutto, oltre che a mettere a repentaglio la validità della confessione, perché se uno non taglia quei peccati di cui è abituato, non c'è il pentimento della confessione sacrilega. Ma bisogna volergli dire a quanti secoli il purgatorio doveva fare, a quanto lo soffrì l'anno.

Bisogna dirglielo. Allora, era morto il vescovo di dove stava, quello della Colle di Valenza, e questo mezz'ora dopo la morte, mezz'ora dopo la morte, appare a Madre Speranza e comincia a strillare, ah, qua, fatevi la messa, io sto male, a destra, a sinistra, e dice, eh, dice, scusi, c'è le...

manco voluto il prete a fare la benedizione della Salma, è morto da mezz'ora. Mezz'ora! Mi sembrano passati, adesso mi ricordo il numero, migliaia di anni. Cioè, voi dovete calcolare che là il tempo, io per questo che io, di una cosa, una delle cose per cui io sono contento nella vita, è che da quando sono morti i miei genitori, ma io, io, davano morta mia madre, questi sono i modi santi con cui uno è cominciato a mettere da parte i soldi adesso.

Io non c'ho avuto altro pensiero, dico, mi dovessi morire di fame, non me l'hanno lasciato in condizione di farlo, ma io, l'unica cosa di cui non mi do pace, è fino a quando non le tiro fuori da là. Eh. Eh. E lo ce l'ho tirati. Noi io, ma alla forza delle messe, sono stati celebrati.

Bisogna tirarli fuori. Eh. Cioè, dice, sai, se tu vai per strada e in camion ti si ferma su un piede, dici, ah, vabbè, tanto, che problema c'è? Cioè, ad un vettinone è quella la risposta, entra all'ospedale e ti fanno fare che cosa? Perché se ti rimane là sopra, lui ti dice, vabbè, che pazienza, se ci rimane cinque minuti, ci rimane una settimana, che problema c'è?

Qualche problema ci sarà, no? Quindi, il tempo, adesso non c'è possibilità di approfondire questo punto. Cioè, che dice il nostro Signore Gesù Cristo a proposito di come, di quell'immagine misteriosa con cui conta il tempo il nostro Signore davanti a Dio? Un anno vale come mille, e mille vale come uno.

Pensate a fare una proporzione contraria. Cioè, se un anno sulla Terra vale come mille, vuol dire un anno è un purgatorio, è come la percezione di essere stati mille. A Ordi che con l'anima, una volta Maria Sim racconta che aveva visto un'anima che aveva 15.000 anni che stava in purgatorio.

15.000 anni di purgatorio, ragazzi, io c'ho 40 anni, eh, c'ho 43, c'ho i ricordi di quando ero bici-tid. Però, insomma, sono ricordi un po' sfocati, insomma, a pensare a quando ero ragazzino col cappottino rosso che giocava col trattore... Cioè, ma lo ricordo, insomma, però... C'è stato altro ieri, no?

È passata tanta acqua al mulino, insomma, da allora, no? Ci stanno dei concili, c'è il concilio di Lione e il concilio di Lione non è esplicitato. Il concilio di Lione fu quello fatto per cercare un tentativo di riconciliazione con i greci. Voi sapete che gli ortodossi ci credono poco nel purgatorio e tra gli articoli affermati fu proprio quello in cui i greci convenivano che il purgatorio esiste.

C'è la lettera di Papa Clemente VI e c'è il concilio di Firenze, il concilio di Firenze che ho approfondito negli articoli recentemente fatti ancora nella settimana di Padre Pio, che dice che al purgatorio vanno proprio... Vedete quando si parlava chiaro, capite? Mi dicono, ma come mai Don Leonardo che tu parli chiaro? Io parlo chiaro perché hanno sempre parlato chiaro con la storia della Chiesa.

Quello di parlare in maniera un po' confusa, facendo tutti questi discorsi lunghi... Cioè, ah, tu vedi i rencili, dei papi di duecento anni fa, che poi, hai visto, è come quando uno va alla scuola, se vedi un libro grosso così, già che lo vedi, già ti senti male, perché un libro grosso così va subito a comprare i bignami. Io ero cirannino, subito, ho fatto una cifra di volte, perché forse andava a prendere una pasticca grossa così.

Ora vanno a fare le encicliche tra certe cose grosse, io me ne sono letto, insomma, ma... Ah, tu vedi la lettera della Pascella... come si chiama? Eh... contro il modernismo, un esempio decimo, una cosetta piccola, piccola, piccola, così. Dieci pagine, ha detto tutte cose, ha detto queste, le devono piantarsene tutte all'inferno, è stata ottima, eretica, è la somma di tutte le eresie, combattere a tutto spiame.

Ah, non te ne sai, qua, perché in tempi contemporanei, in modo di oggi, allora comincia con tutti i narzicogoli... Allora, qua, una volta, quando facevano i concili... Allora, se fai questo, te ne vai all'inferno, se fai quest'altro, sei eretico, se dici questo, sei eretico, se dici quest'altro, sei eretico.

Quando al purgatorio, guarda, chi c'era al purgatorio, lo dico subito, se ti vogliono, tre secondi, ci vanno le anime che non hanno fatto sufficiente penitenza, e che possono essere aiutati dai suffragi e dalle indulgenze. Finito. Allora, se non fa penitenza qua, ah, ti hai capito che oggi tutti qua dicono la penitenza? No, la penitenza...

Raccontano, però non so se è vero, io raccomando sempre di... che ci sono ministri che non danno la penitenza dopo che uno si confessa. Danno la soluzione e oggi la penitenza è diventata simbolica. Perché se qualcuno di voi ha fatto un mese di digiuno, voi siete tutti santi, no? Però immaginate, qualche vostro amico va raccontato.

Se qualcuno andrà a confessare che ha fatto un attimo di pura solidarietà e che si è beccato un mese di digiuno, me lo venga a dì, così la do pure io questa penitenza, io ne l'ho già mai data questa qua, eh, quindi così non vi mettete paura, ecco. Quindi, eh... Però tra qua, a non dar manco tre Ave Maria, cioè che tre Ave Maria è una penitenza simbolica, che però serve almeno a ricordare al penitente che la penitenza per i peccati che hai fatto, c'è.

D'accordo? Quindi, tra l'arte del fare il buon confessore, è stato attenti perché nei sacramenti c'è sempre da distinguere la validità che c'è in tutti i sacramenti. Ex opere, operato, chiunque li celebre. Quindi, se un sacerdote dovrà confessare e ti dà la soluzione, mh, che la soluzione è valida.

D'accordo? Però, se durante la confessione hai da cominciare a dire questo non è peccato, è grosso quanto una casa, questo non è peccato, è grosso tutto, la soluzione è la seppiata, ma esci da là, perciò tu come sei entrato, perché mentre magari lì devi stare attento poi cominci a fare tutti i peccati, perché quello ti ha detto che non so perché che nè niente, e cominci a fare peggio di prima. Speriamo che questa cosa succeda mai.

Ogni tanto arriva qualche, qualche, qualche, qualche settore di questo. Il settore, a volte, che ha a teccarlo in Francia, e non ti dà nessuna benedenza, ti dice di nave Maria, al purgatorio poi non è che il Padre Eterno il Padre Eterno ti dirà a chi te l'ha fatto fa' andata a confessà' data questo. Io vi dico che mi è successo una volta, tanto lo dico in forma anonima, che una persona X, non si sa se maschile femminile, o di questi tempi bisogna dire neutra, se vuole scrivere in neutra, aveva fatto una confessione super impegnativa, e aveva fatto pure il mimo, perché mi aveva pure raccontato dice il prete mi stava sentì così, forse mi stava mancando la fine, ha sbuffato e mi ha detto, vabbè, vabbè, di nave Maria ha fatto tutto il dolore.

E questa povera anima, maschile femminile o neutra, dice, ma mi ha fatto nave Maria, e poi mi ha sparato tutto quello che aveva fatto, capite, che insomma, dico, beh, forse nave Maria effettivamente proprio qui, insomma, no? Ma se l'aveva reso conto da solo, e questa poraccia o questo poraccio, pensava addirittura che la confessione fosse fosse nulla, dico, no, nulla non è, dico, però, vabbè, comunque qualche penitenza non faccio caso mai io, però magari la fanno qualcun'altra, insomma, ieri l'ho detto, la fanno qualcun'altra, cioè, non si scherza con sta roba qui.

E poi, a stare attenti in altra cosa, che io la dico spesso tanto su questi argomenti, non si fa mai, cioè, per questo che bisogna fare attenzione ai confessori, perché dopo, è un altro mondo, ma poi bisogna vedere chi è cattivo e chi è buono, e chi è buono e chi è cattivo. Perché Vasco ci ha scritto la canzone un po' da tempo, che non la cito ogni tanto, sennò poi si offende, no?

Ha detto, buoni o cattivi non è la fine. Insomma, capite, bisogna vedere chi è buono e chi è cattivo, perché non serve di discernimento. La penitenza, deve essere proporzionata, stare attenti, cioè, la penitenza sacramentale non è come la penitenza che fai per conto tuo, perché la penitenza è un sacramento.

Io me sto sfiatando in tutti i modi possibili, domenica prossima andrò a Milano a fare le stesse cose, che devo parlare dell'eucaristia, che vedo l'ora, cioè, oggi, nei sacramenti, in segreto, il sacramento non è un atto della persona, i sacramenti sono atti di Cristo, per questo funziona il soproperato.

La penitenza sacramentale trae la sua efficacia dalla forza del sacramento, per cui è ovvio che se ti viene detto, fa un digiuno come penitenza, è di gran lunga superiore in forza purificatrice da un digiuno che te fai da capoccia tua. Io adesso non voglio fare numeri, ma ne dico uno tanto per digne, e può essere sicuramente sbagliato, perché non c'è nessuno, ma pari va un digiuno che ti ha dato per penitenza, ne devi fare trenta di capoccia tua, ma tu sei scemo allora, no?

Tanto è vero che alcuni maestri di spirito, gente tanto Alfonso, se ti hanno dato una penitenza troppo piccola, chiedila tu una penitenza più grande. A me è successo qualche volta che mi è stato chiesto padre, voglio fare una penitenza più grande, se me lo chiedi tu, sicuro. Poi, chiaramente uno si parla, insomma, si decide insieme, è intelligentissimo, perché te la risparmia, perché se te fai un digiuno più come penitenza, te ne fai trenta di meno della testa tua, e sei scemo.

Meglio, no? Il problema è che non ci credono più. Però quella in sacramento non è un'operazione, ecco, io per esempio cerco sempre di confessare, la gente ci fa caso, su Facebook, a me scrivono, mi fanno, il prete mi ha confessato, seduto, non c'aveva una stola, non c'aveva niente addosso, dice, ma non è valida la confessione, dico, la confessione certo che è valida, d'accordo, però questo non aiuta né il sacerdote, né il penitente, io se sto parlando con una persona ce parlo così, ma se faccio la confessione, mi metto almeno la stola, possibilmente pure la cotta, perché quello è in sacramento, cioè i sacramenti richiedono un abito liturgico, non per la validità, io posso pure andare a celebrare la Messa in costume, in bagno, a fare lo spettacolo, però cioè, richiedono, come dire, che tu devi, come dire, devi aiutare te e chi te vede a comprendere la grandezza e la dignità di quello che stai celebrando, è una cosa, non è per la validità, ma insomma, no, allora fai la confessione, con quello vestito, magari, insomma, manco l'abito, vestito, in camicetta, a quadri, a vagliame, seduto, io l'ho visto, uno sta su una sedia, poi, il luogo del penitente, la poltrona, ah, ci manca una sigaretta, è finito il discorso, se poi le sigarette oggi stanno rovinando, smettete di fumare, perché qua è un macello, ecco, ci manca, cioè, è che, cioè, non aiuta, no, cioè, tra questo e l'inginocchiatoio con la grata e il prete in cotta e stola, dico, troviamo almeno una via di mezzo, cioè, normale, no, e il problema è che non ci credono, e vabbè, per oggi è meglio che ci fermiamo qua, poi la prossima volta andiamo un po' più nei particolari, perché la prossima volta è quasi iniziata, o forse è iniziata la quaresima, quindi cominciamo a, ah, io sono appena tornato dagli esercizi spirituali, quindi tornerò pieno di spirito per la seconda parte sul purgatorio, perché torno proprio sabato mattina, eh, che vuoi?

Ecco, quindi, continuiamo la prossima volta che ci siamo esauriti il tempo, poi facciamo gloria al Padre, poi se qualcuno vuole fare qualche intervento, lo facciamo. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio ora è sempre nei secoli dei secoli. Ti rendiamo grazie Signore di tutti i tuoi benefici, tu che vivi il Regno nei secoli dei secoli.

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