Audio · Catechesi varie
Il sacramento della penitenza
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Allora, basta, mo' affidiamo la plastica all'angelo custode e al nostro signore. Allora, riprendiamo un po' gli incontri di catechismo per gli adulti, che sono abbastanza importanti e con cui io volevo un attimo riprendere alcuni aspetti fondamentalmente della nostra fede, l'anno scorso ne abbiamo fatto qualcuno più che altro riguardo il credo, un po' riguardo la fede, un po' riguardo Gesù Cristo, e adesso volevo riprendere con voi, anche perché arriva Natale, alcuni discorsi sul sacramento della penitenza, però proprio andando alle fonti originarie, perché so dall'esperienza pastorale che su questo sacramento ci sono tanti problemi, tante difficoltà e tante letture a volta un po' così.
Allora, la fonte che io vi cito oggi è questa. Questo libro ce l'hanno tutti i preti e tutti i segnalisti, è il famoso Delsinger, cioè Enchiridion Symbolorum, Definitionum et Eclatationum, Derebus Fidei et Morum, cioè definizioni e dichiarazioni sulle cose di fede e di morale. Questo contiene tutti, tutti, i pronunciamenti autentici del Magistero della Chiesa, dal credo apostolico e dal simbolo apostolico fino ai recenti interventi.
Perché, è vero che oggi sentiamo spesso dire in giro, oggi non vi dico tutti, tutti i giorni, qui si sente una cosa, qui si sente un'altra cosa, qui si sente un'altra cosa, qui si sente un'altra cosa, qui si sente un'altra cosa, queste sono cose assurde perché su alcune materie non si possono sentire tante cose, ma se ne deve sentire una, perché sono materie definite.
La dottrina sul sacramento della penitenza, in particolare, è stata definita dal concilio di Trento. Nel 1551, nella sessione quattordicesima, c'è un bel decreto, non ve lo leggo tutto perché è abbastanza lungo, e voi sapete che Lutero, tra le varie cose che aveva detto, c'era questa, che noi possiamo tranquillamente confessarci col Padre Eterno.
Sapete che Lutero aveva tolto tutti i sacramenti, riconosceva il battesimo, per carità, perché Gesù l'ha detto esplicitamente, andate, ammaestrate, battezzate il non padre Fido e il Spirito Santo, e poi una pseudo-eucaristia. Perché l'eucaristia di Luterano non è una vera messa, perché hanno tolto il sacerdozio, quindi per loro è semplicemente un ricordo dell'ultima cena, e questo tanto perché lo sappiate, il primo a introdurre l'uso della comunione in mano è stato Lutero, proprio perché non ci credeva che quella era veramente la messa, era veramente presente Gesù, quindi commemorazione dell'ultima cena, Gesù ha detto prendete e mangiate, poi non si sa che ha detto c'erano soltanto gli apostoli, quindi rifacciamo esattamente quello che ha fatto, comunque questo non c'entra con il discorso.
Tutti gli altri sacramenti, secondo Lutero, erano invenzioni dei preti e della Chiesa, quindi da tutti e tutti, tra cui il sacramento della penitenza, il Consiglio di Trento chiaramente ha reagito a questo riproponendo la dottrina cattolica, quindi i decreti più belli sono quelli che riguardano 1. il sacramento della confessione e della penitenza, 2. il sacrificio della messa e 3. la presenza della dottrina cattolica.
Il sacramento della confessione cattolica sull'eucaristia, che tra l'altro sono quasi per larga parte, come dire, copiati dalla dottrina di San Tommaso d'Aquino scritta nella Somma Teologia e nelle sue opere principali. Le cose che vi dico sono, io ho già detto tante volte, non voglio fare il già ci sono per natura, il presuntuoso e il superbetto, però le cose che vi dico, le dico sempre e potete tranquillamente ascoltare le mie obblighi con questo in mano, quando trovate qualcosa che non funziona alzate la mano, perché io questo l'ho studiato bene prima di diventare prete, appunto perché già di guai se ne fanno troppi di testa propria, non bisogna farli anche nelle vesti istituzionali che uno viene a ricoprire, perché specialmente su questo sacramento i guai che si possono fare sono enormi, grandissimi, come ci accorgeremo speriamo in questa breve conversazione.
Per quanto riguarda il sacramento della penitenza. Allora, numero uno, Lutero lo negava, questo sacramento Gesù non l'ha istituito, ma a me se non concesso che anche fosse stato istituito, il modo con cui viene amministrato nella Chiesa Cattolica è un modo barbaro, è un modo brutto, perché c'è l'immagine di Dio punitivo, che bisogna fare penitenze, che bisogna fare questo genere qui, quindi è tutto un disastro totale.
Ora, andando rapidamente, vi dico e incontro, che è un sacramento che non è un sacramento in parte vicino, le cose, diciamo così, definite dal Concilio Tridentino. Allora, per quelli che dopo il Battesimo si fossero consegnati alla schiavitù del peccato e al potere dei demoni, quindi dopo il Battesimo, coloro che si consegnano alla schiavitù del peccato e al potere dei demoni.
Schiavitù del peccato e al potere dei demoni sono coloro non che semplicemente dicono le bugie che comunque non si devono dire, sono coloro che peccano gravemente. Ha preparato un rimedio di vita, e cioè il sacramento della penitenza, con cui è applicato il beneficio della morte di Cristo ai cristiani caduti dopo il Battesimo.
Tu dici, dove sta scritta questa cosa? Questa cosa sta scritta nel Nuovo Testamento, in quale parole, poco più sotto, il Signore ha istituito il sacramento della penitenza. Il sacramento della penitenza, principalmente quando, risolto dai morti, e ricordate la scena descritta nel Moseo di Giovanni, soffiò sui suoi discepoli dicendo, ricevete lo Spirito Santo, a chi voi rimetterete i peccati saranno rimessi, mentre a chi non li rimetterete resteranno non vissi.
C'erano già i tempi apostolici, più sotto l'uscita un'eresia, tempi apostolici no, nei primi secoli, si chiamavano i Novaziani, che negavano ostinatamente che Gesù avesse dato alla Chiesa il potere di rimettere i peccati. E invece non è vero, perché c'è questo passo esplicito del Vangelo che attesta il contrario.
Più avanti viene fatta una differenza essenziale, domanda, dice, ma perché si chiama sacramento della penitenza? Questo molti fedeli si roviano, soprattutto un'altra cosa, dice, ma Gesù ti perdona o non ti riperdono i peccati? Ma te li perdona proprio, te li perdona, te li perdona oppure no?
Perché dopo la confessione il prete dice? E per penitenza fai questo? Ma scusa, ma Gesù non è morto in croce? Non ha già sofferto abbastanza lui? Non ha sofferto abbastanza anche la Madonna? State attenti, quando esistevano queste cose, le penitenze non erano come quelle che vi danno oggi, eh?
Provate a fare i peccati nell'anno 1000 oppure nel 1200, nel 1300. Io l'ho letto con gli occhi miei, se volete vi porto i libri, eh? Una volta una suora mi chiese, padre, mi puoi portare le fotocopie? Quella del settembre di Giuseppe Pagnacchio? Mi ricordo una volta lessi. Lo devo andare a ritrovare e non so uno che cosa aveva fatto.
Come penitenza doveva stare per tre giorni e tre notti, chiuso in un monastero, in una cappella nudo, in ginocchio, con il libro dei salmi in mano e cominciare a recitare i salmi dal numero 1 al numero 150, senza mangiare e senza bere. E mentre recitava flagello in mano per fare il resto, per tre giorni e tre notti, di seguito.
Io l'ho letto con gli occhi miei questa cosa qua, eh? Quindi, oggi che ti dicono di tre Ave Maria, c'è una piccola differenza, insomma, no? Per alcuni peccati gravi. Allora tutti quanti a dire, eh? Ma che perdono è? Cioè, torna a fare tutta sta commedia dopo che mi sono confessato?
Cioè, mica questa è una grande misericordia, ma poi questo non ti sembra un abuso? Allora tu non credi che le sofferenze... Guardate che Lutero e gli Ereti sono molto sottili. Tu non ci credi. Ah, non basta tutto quello che ha sofferto Gesù. Che rispondete a questa cosa qui? C'è una risposta.
Allora, e la risposta viene data qui. Gesù quante volte è morto in croce e quante volte ha sofferto? Secondo voi? Tante volte. Tutte le volte facciamo peccato, ma Gesù si trova a Gerusalemme con i chiodi sulle mani e sui piedi. Realmente? Cioè, realmente rimane? Muore? Proprio realmente?
Gesù ha sofferto ed è morto una volta. Allora, c'è un sacramento che serve per la remissione dei peccati, che è il battesimo. Che una volta sola ci trasmette tutta la pienezza degli effetti dell'opera di Gesù. Cioè ti rimette tutte le colpe e tutte le pelle. Per cui una persona dopo il battesimo, non è che decida di venire a battezzare se ha 40 anni, e fa la confessione dopo il battesimo.
Non dica niente. Non voi battezzate per questa 40 anni, perché se morite prima non sarete in paradiso. Però, capite? Allora, i padri, questo qui adesso ve lo spiego subito, chiamavano la penitenza un battesimo laborioso. Perché mentre per una volta la misericordia di Dio ti si apre in forma gratuita al 100%, perché Cristo ha pagato realmente per tutti, le altre volte ti si riapre in parte.
Cioè il valore infinito del sacrificio di Cristo è potenzialmente capace di rimettere qualunque peccato sempre. Ma una parte del costo della misericordia di Dio la paghi tu. Nelle volte successive. E in misura proporzionata ai peccati che hai fatto. Dopo loro, specifica. Per cui state attenti.
Se un prete non dà una penitenza proporzionata ai peccati che sono fatti, chiaramente, è proporzionata tenendo anche conto del contesto storico. Io non ho mai detto a nessuno di andare per tre giorni o tre notti in monastero. E non penso che lo farò mai. Ma neanche di modo più serio.
Però, questo ha delle conseguenze. Dopo ve lo spiego. A me è capitata l'esperienza, la racconto in forma genericissima, io non racconto mai le confessioni, però di persone che sono venute a riconfessare con me, apposta. Cioè, sono venute a riconfessare con me per fama sentita. Perché, per peccati molto gravi, hanno ricevuto una penitenza di un'Ave Maria.
O una. Adesso si parla di due o tre. O una. E la coscienza formata di qualche anima, beh, io non è che dico che voglio andare a fare i lavori forzati, però, a me mi sembra che questa confessione sia quasi nulla. Insomma, tutti torti. Non è che ce l'hai avuto, no? Allora, vi cito.
Divestendoci di Cristo diventiamogli una creatura del tutto nuova. Vedete. Conseguendo la piena e totale remissione di tutti i peccati. Invece, col sacramento della penitenza, non è possibile giungere a questa novità e integrità senza grandi gemiti e fatiche, da parte nostra. Come esige la divina giustizia.
Così che a buon diritto la penitenza è stata chiamata dai santi padri, virgolette, un battesimo laborioso. Cita sotto San Gregorio Nazianzeno, San Giovanni e San Giovanni Damasceno. Due tra i tanti. Due padri orientali, tutti e due. Del IV secolo ricordano a Zanzeno, del VII secolo Giovanni Damasceno.
Il battesimo, questo sacramento della penitenza, è necessario alla salvezza. Non è un optional. Così come lo stesso battesimo, è necessario per quelli che non sono ancora stati rigenerati. Ci sono tre atti. Perché questo sacramento sia vissuto bene? C'è un atto che deve compiere il sacerdote.
Non un unico. Che è l'assoluzione. L'assoluzione, secondo il Concilio di Trento, poi vi leggerò proprio il passo preciso, poi vi conosciamo dei termini legali, ha effetto, perché studiava giurisprudenza capisce subito, è come una sentenza costitutiva. Cioè, tu sei assolto davanti a Dio solo nel momento in cui il sacerdote validamente pronuncia quelle parole.
Prima no. È proprio un effetto, come dire, anche giuridico, diciamo così, divinamente giuridico, dipendente dalla volontà di Gesù. A chi rimetterete i peccati saranno rimessi, a chi non rimetterete resteranno non rimessi. Cioè, le parole dell'assoluzione sono in ordine alla remissione dei peccati che ci portiamo sulla coscienza, come le parole della consagrazione in ordine alla presenza dell'Eucharistia.
Prima che il sacerdote dice questo è il mio corpo offerto in sacrificio per voi, non c'è la presenza reale. Prima che il sacerdote, tranne in un caso, che però è molto difficile, pronuncia queste parole, la remissione dei peccati non c'è nell'anima. C'è solo un'eccezione che poi vedremo, cioè, ci può essere un caso in cui Dio perdona e rimette la colpa prima di questo gesto.
Uno solo. Molto raro e tra l'altro molto difficile giudicare se sia successo o se non sia successo. Per cui è sempre meglio ricorrere al sacramento della confessione. Ora però, voi capite, in ogni sacramento, nella dottrina cattolica, ci sono due elementi fondamentali. Il ministro che lo amministra, in questo caso il ministro del sacramento della penitenza, come sapete il sacerdote.
Poi c'è la forma di un sacramento, che sono le parole che danno validità al sacramento. Per esempio, c'è la brolla messa, questo è il mio corpo offerto in sacrificio per voi. Ti vai a confessare, io ti assolvo dei tuoi peccati nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
Siete andati. Ci sta muovendo con le corde vocali. E poi c'è una materia, cioè la materia dei sacramenti è stata scelta dal nostro Signore. Cioè domanda, se io mi impazzisco un giorno e sul plattale al posto del pane azimo ci metto i biscotti con cui faccio colazione, prendo i biscotti e dico questo è il mio corpo offerto in sacrificio per voi.
I biscotti diventano il corpo di Cristo? No, non ci diventano perché diventa il corpo di Cristo il pane azimo. Quindi uno non può far come ci pare. Quindi i sacramenti sotto questo punto di vista sono molto rigidi, cioè la materia, la forma e il ministro li decide il nostro Signore.
Non è così per esempio per le benedizioni, perché la benedizione un prete la vuole inventare. Se non c'ha la formula per benedire l'acqua, basta pure che traccia un segno della croce, oppure dice Signore benedici quest'acqua nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo e l'acqua è benedetta.
Infatti non si chiamano le benedizioni sacramenti, ma si chiamano sacramentali. Cioè cose simili ai sacramenti, ma non proprio in senso stretto sacramenti, quindi proprio mezzi rigidamente definiti dal Padre Eterno per trasmettere alcune grazie. Nei sacramenti è tutto molto molto rigido, cioè le parole secondo te non può andare, cioè se un prete ti dice, non ti dice, stai attenti a quello che vi dice, io ti assolvo i tuoi peccati, ma ti dice figlio mio vai in pace, almeno una volta, vabbè perché con questa bella testolina, confessione, tra l'altro ha pure fatto la penita, ma da un punto di che mesce il penidente e dice era stata una confessione un po' lunghetta, poi sapete a volte nelle confessioni si fanno anche un po' di chiacchiere, quindi uno si embriaca un po', dico ma questo glielo ho dato la soluzione, porca mia, se lo sono dato la soluzione dico oddio fammela andare via, perché sennò sarò la vacca sotto, se tipo ma te l'ho dato, te l'ho dato la soluzione, dici no, dico ma che, e che fare fai, la voglia è di la ritorno dentro e fammela dare la soluzione, perché non è assolto se no, la voglia è di ma io ho fatto tutta la bella confessione, mi ha pure dato la penitenza, faccio pure la penitenza e la sentivo arrivare e non si è assolto, ecco, per l'eucaristia è facile no, quindi il ministro e il sacerdote, la forma, questo è il mio corpo, la materia, il pane, per quanto riguarda l'oste, e il vino, e per la confessione, il ministro e il sacerdote, la forma io ti assolgo, e la materia della confessione qual è?
Allora, la chiamano, qui vi cito sempre dal concilio di Trento, la quasi materia, perché non è una cosa materiale come l'olio per l'olio santo, come il pane, come il vino, come l'acqua per il battesimo, però, state attenti, costituiscono ciò che negli altri sacramenti è la materia in senso stretto, cosa significa?
Che se non c'è quello di cui sto parlando, la confessione non c'è, perché è come se io andassi a consacrare la coca cola con la coca cola e i biscotti, diciamo la messa americana, chi lo sa se qualche prete matto negli Stati Uniti si potrebbe tranquillamente venire un schiavizzo, perché di questi tempi non mi stupisco più di nulla, sapete quali sono?
Sono gli atti del penitente, i tre atti del penitente, che sono, uno, la contrizione, poi vedremo che cos'è, due, la confessione, sono tre, e tre, la soddisfazione, ovvero, per penitenza, la confezione, e tre, la soddisfazione, ovvero, per penitenza, fai. Se uno di questi tre atti non c'è, la confessione è invalida, cioè, il sacramento non c'è, gli effetti del sacramento non sono conseguiti.
Quindi, se un prete dà soldi per scherzo, oppure, voi dovete sapere, ora non voglio proviare l'agitazione, un prete, quando viene ordinato, non ha la facoltà di confessare. A me mi è stata data 28 giorni dopo, 20 giorni dopo, io ho cominciato a confessare il 28 maggio, il Vescovo deve fare una confezione per il sacramento, perché, deve darti la licenza di ascoltare le confessioni.
Se tu non ce l'hai, pure se sei prete, la confessione non è valida. Quindi, il ministro deve avere tutte le facoltà concesse dal proprio Vescovo. E se voi avete qualche dubbio, chiappate un bel prete e gli dici, mi dai il tesserino, questo, e dietro c'è scritto che io sono un prete della diocese di Tadina e che ho tutte le facoltà di ministero.
Quindi, la confessione deve essere dimbrata dal Vescovo. Perché, se questo non ce l'hanno, cioè, qualcuno il tesserino non ce l'ha, ma quello che c'è nel tesserino è significato, ce lo devono avere, se no la confessione è nulla. Non è che è illecita, è nulla. Perché, originalmente il sacramento della penitenza, come tutti i sacramenti, era amministrato solo dal Vescovo.
Per 26 secoli la penitenza era amministrata dai Vescovi. Cioè, il potere, diciamo così proprio, di un prete, in senso stretto, è la celebrazione dell'Eucaristia. Quello può farlo, dovunque si trova, una volta che è ordinato. Ok? È rimasto ancora per la gresina. La gresina va fatta dal Vescovo oppure un sacerdote che è delegato al Vescovo.
Se no, non si può. Quindi, poi bisogna stare attenti che il confessore non ci assolve per scherzo o che non dice figlio mio, arrivederci, si accomodi, perché tu non sei fatto quello. Tu sei fatto una bellissima confessione che sei pentito, ma la soluzione non c'è. Ma la cosa più importante per voi e quello su cui oggi non ci sono idee tanto chiare, sono gli altri elementi.
Cioè, la contrizione, la confessione e la soddisfazione. E adesso poi vi leggerò qualcosa e se una di queste tre cose manca o non viene vissuta bene, la soluzione non c'è. Ma, per esempio, quando un prete, come si dice volgarmente, nega l'assoluzione, non è che nega l'assoluzione.
Un prete non è che non vuole, ma non può dare l'assoluzione se ha la certezza che una di queste tre cose nel penitente non ci sia. Così capite anche i problemi perché un divorziato o un risposato non può fare la comunione. L'avete mai chiesto? No. Sono i problemi sempre di strettissima attualità.
Può essere che c'è qualche amico che vi pia dei petti, che va a chiesa, giudica le persone, non fa fare la comunione ai divorziati. Perché? Sapete perché? Facilissimo. Il passaggio è molto semplice. Non può fare la comunione perché non può essere assolto. Non può essere assolto da nessuno e non può essere assolto perché non ha pentito.
Perché al dolore del peccato comprende il proposito fermo di non peccare più. Se tu stai in una situazione di peccato ed è anche vero e io ho incontrato coppie di questo genere che in qualunque momento una situazione regolare può rimettersi in grazia di Dio. Sapete come? Vuoto di castità e camere separate.
Lo dice un bel prete ti assolve e ti può fare la comunione in un posto che non è vero. Quindi non è vero neanche vero che tutte le coppie divorziate o sposate non si possono fare la comunione perché per esempio se tu non hai altri tre figli che fai? Se tu noti una cosa del genere se tu non hai di mezzo tre figli dovresti separarti e queste poche creature?
Allora non può fare la comunione perché non può essere assolto non può essere assolto perché non ci può essere la contrizione. Se trovano nessun valore agli occhi di Dio perché sarebbe come se un prete consacra la Coca Cola. È chiaro questo questo questo a me un sacco di volte mi è capitato poi pare che ai santuari ci siano tutti questi preti tra virgolette buoni soprattutto San Giovanni Rotondo aveva uno immaginate Padre Pio che se sentiva alcuni peccati ti faceva correre per almeno sei mesi ma adesso vanno e gli dice sì ma non ti preoccupare tranquillamente la comunione non si può non è una cosa che non e chi fa quello inganna una coscienza perché quella perché Dio perdona adesso lo sentiremo qualunque peccato qualunque anche le cose più efferate pure l'aborto può essere ben rimesso pure l'omicidio non lo so pure che che la pedofilia che volete fare di cose delle più brutte che esistono al mondo la strage i terroristi qualunque cosa purché di serpentimento ma quello ci deve essere se questo non c'è non ci stanno santi è proprio impossibile capite ve lo leggo adesso queste cose qui la contrizione ne parla subito è il dolore dell'animo e la riprovazione del peccato commesso quindi dolore e riprovazione cioè io riconosco che quello che ho fatto è male e mi fa schifo unitamente al proposito di non peccare più in avvenire se voi fate la meditazione sull'atto di dolore ci stanno queste cose no?
mio dio mi pento e mi tolgo con tutto il cuore dei miei peccati adesso vedremo perché perché peccando merita i tuoi castighi ma molto di più perché ho offeso te e propongo col tuo aiuto di non offenderti mai più cioè l'atto di dolore è quello che sintetizza le caratteristiche della nostra contrazione quando c'è o quando non c'è dove siamo quindi grazie grazie grazie grazie grazie grazie il radio dice allora che fanno? fanno tutto quello che gli pare ogni tanto mi confesso allora che fanno? vanno con Fred X padre ho peccato ho commesso a Tim Puri un po' sprovveduto e dice va bene ti direi Ave Maria che hai la soluzione quando ti confessano una cosa di questo genere tu devi un attimo aiutare l'anima cioè perché se una coppia è stata fortemente tentata quindi combatte cerca di vivere la castità poi ha fatto un'imprudenza si sono trovati da soli e sono caduti nulla a questio ma se tu hai fatto la scelta della non castità tu non puoi essere assolto non ti riprende in giro il padre eterno cioè proponi con sua tanta aiuto di non offenderti mai più cioè vai a parlare con il tuo fidanzato e con la tua fidanzata dicendo da oggi non puoi essere assolto poi nix perché io non voglio perdere la grazia di Dio si può essere assolto se questo non c'è non si può essere assolti non essere troppo rigidi tu il prete può stare a dirgli io ti assolvo quanto te pare ma quello non è assolto e c'è qualcuno l'ho raccontato durante un'omeria è stata una cosa pubblica quindi mi hanno detto durante una trasmissione in radio il problema era un'altra era un'altra eccezione ma è la stessa cosa a volte qualcuno ci fa il furbo mi chiamano a telefonare in radio durante una trasmissione forse proprio su questa materia qua e questo mi fa padre io le devo chiedere una cosa perché c'ho la coscienza che mi rimorde un po' che è successo cioè guardi noi io con mia moglie abbiamo fatto la scelta non riusciamo non vogliamo avere altri figli però questa è una cosa molto sofferta quindi ogni tanto insomma io uso una cosa che non si dovrebbe usare poi però mi pento e vado a confessare ogni volta da un confessore diverso però poi mi sento un po' in colpa dico fai bene a sentirti in colpa i confessori sono un po' sproveduti quando ti confessano un peccato grave con molta delicatezza senza stare a fare il quarto grado però devi anche capire se è un incidente o se questo è una persona abituata in questo peccato perché se è abituata devi fare una esaltazione fatta bene e devi stimolarlo la prima cosa la soluzione prima di negare la esaltazione deve cercare di fare il possibile qui devi cercare di farlo riflettere cercare di farlo ragionare di suscitargli la contrizione in sede di confessione ma se questo poi dice no no no posta a parlare pure il cesparano io questo non lo faccio non ha il potere un prete di fare quello lì capite perché sarebbe come vi ripeto se un prete va a consagrare i biscotti sta scritto qui questo perché se contrizione confessione e penitenza la quasi materia del sacramento vuol dire che senza quella materia gli effetti del sacramento non si danno quindi fa un danno grosso che macello che fai la confessione sacrilega perché non è valida ma è un peccato gravissimo una confessione fatta così tutte le comunioni che ti farai sopra sono tutti sacrileggi capite che facciamo e non c'è scampo da questo qui manco il papa può esulare da questo io vi parlo perché le mie esperienze sono innumeribili sotto questo punto di vista perché grazie a dio da quando sorprende gli ho confessato abbastanza tanto e quindi sia un'esperienza diretta siamo le cose che ti raccontano se ne sentono davvero tutti quanti colori io non riesco a capire perché insomma almeno questo un pochettino anche quando uno studia te lo farò leggo testualmente questi atti sono richiesti nel penitente per istituzione divina per l'integrità del sacramento e per il penitente per l'integrità del sacramento e per per la piena e perfetta remissione dei peccati, d'accordo? Ora, se uno dopo non è proprio pentito, pentito, pentito, pentito proprio, ci può essere quella che il Concilio di Trento chiama la contrizione imperfetta, quindi non è proprio, però, sufficiente per poter essere almeno assolti, si chiama contrizione imperfetta, non so se vi è una menzione di accadechismo, oppure attrizione, è un termine tecnico. Allora, da dove viene questa? Mentre la contrizione muove dalla carità, mi pento e mi tolgo con tutto il cuore perché peccando ho offeso te, l'attrizione viene dal perché peccando ho meritato i tuoi castighi, capito? Perché si contengono tutte e due le cose. Allora, il peccato ci causa due guai grossi, uno ci priva della grazia di Dio.
Perché noi disprezzando formalmente la sua legge perdiamo la sua grazia, questa è l'offesa di Dio. Secondo, ci espone, se non ci pentiamo, a qualche problema con la divina giustizia che esige riparazione per il peccato commesso e la farà qui o dopo. Dopo che hai combinato questo guaio, tu per tornare indietro c'hai due possibilità, o ti dispiace tanto o no, mi dispiace tanto o no, mi dispiace tanto o no, mi dispiace tanto o no, mi dispiace tanto o no. Non c'è niente male, se tu non ci penti, questa è la cosa migliore, se non ci attendi ad altri non ti spesta il trave allí, de voi c'è qualcosa che apre, dalla tentazione di che stava più specialmente.
Se tu non c'è la cosa migliore, se tu non porti leервate in giro, sullaitime il fronte dei tuoi varialki, inoltre devi parire che il tratto è sicuramente il tuo peccato. Una volta accréssitolo e ind Stockins, standard Motivo di legge liberi, che mikes lowest in pontificica, non capisci cosa dice, casualmente noi analizziamo e pensiamo il fenomeno di Imeni Erradico e Regio 171b per KO.
prodotta, cito, comunemente dal timore dell'inferno e delle penne o dalla considerazione della nefandezza del peccato cioè uno dice ma che schifezza l'ho fatto ma non schifezza perché ho offeso Dio perché a volte quando noi ci rendiamo conto il peccato è brutto quindi quando uno fa un esame di coscienza dice ma che schifezza ho fatto quindi quando ciò che ci muove è la nefandezza del peccato oppure il timore delle penne o dell'inferno sempre uniti al proposito di non peccare più che deve essere comunque presente va bene anche questa Dio si accontenta anche perché dice noi non dobbiamo avere paura del Padre Eterno certamente no la via del timore non è la via preferenziale però se non funziona quella dell'amore che facciamo?
purtroppo bisogna constatare che stante la condizione un po' misera di tanti uomini e donne salvo i presenti ovviamente come sempre a volte funziona molto meglio la via del timore che la via dell'amore questo l'hanno fatto tutti quanti i santi come confessori se leggete le prediche del Santo Curato d'Ars io le vorrei diffondere in giro dappertutto perché sono la riabilitazione totale di Don Leonardo perché Don Leonardo è un angioletto nel fronte al Santo Curato d'Ars che parlava sui parrocchiani era parroco, non era un missionario i missionari generalmente erano belli cuspanti perché tanto che facevano?
andavano da una parte, li steccavano a tutti quanti e poi se ne andavano quindi li sdraiavano per terra tanto poi rimaneva al parroco a raccogliere i morti e a farli risorgere ma il Santo Curato d'Ars era parroco quindi lui li steccava e poi li raccoglieva ma gli dava certe suonate un anno abbiamo perso i pezzi all'adorazione eucaristica del giovedì sera perché un anno con prediche del Santo Curato d'Ars la gente usciva da un'altra parte dall'adorazione del giovedì stesa per terra e il Santo Curato d'Ars padrono dei parroci uno dei più grandi confessori di tutti i tempi al confessionare suo al termine della vita ci andavano 200.000 persone l'anno quindi non era l'ultimo della classe perché dagli oggi e dagli domani qualcosa funzionava il fatto continua il Consiglio di Trento è biblicamente fondato per chi di voi conosce un pochino la Bibbia ci sono episodi in cui popoli interi per esempio gli abitanti di Ninive si sono convertiti se leggete il libro di Giona Dio dice a Giona vai da voi di Ninive e diglimi semplicemente queste parole vi do 40 giorni di tempo per piantarla dopodiché Ninive la distruggo e Giona è andato dicendo il Padre Eterno ha detto ci avete 40 giorni di tempo dopodiché caput conversione digiuni preghiere penitenze il Signore ha detto ah sì?
non la distruggo più quindi capite che non erano mossi è venuto un po' di paura un po' di vifa e hanno smesso di offendere Dio viva Dio se tutti quanti ci avessero queste disposizioni secondo punto la confessione abbiamo detto la contrizione la confessione questo è un altro è un altro aspetto molto importante perché la confessione è fatta bene specialmente per i peccati mortali e il Consiglio di Trento specifica come i penitenti vi leggo il numero 1680 devono enumerare nella confessione tutti i peccati mortali di cui hanno consapevolezza dopo un dirigente esame di coscienza e se si tratta dei peccati più nascosti e commessi soltanto contro i due ultimi comandamenti del Decavolo quanto invece i peccati veniali che non ci privano della grazia e nei quali cadiamo con più frequenza benché sia opportuno e utile manifestarli in confessione quindi è meglio dirli tuttavia possono essere taciuti senza colpa ed espiati con molti altri rimedi il termine che qui usa è enumerare i peccati mortali cioè i peccati mortali si confessano per numero specie e circostanza non basta neanche dire cioè esempio non si può dire ho nominato il nome di Dio in vano perché ho nominato il nome di Dio in vano è generico d'accordo che cosa hai fatto cioè mi hai chiamato mentre stai parlando nell'intercalare hai detto madonna mia hai detto un'imprecazione tipo per la o hai detto una bestemmia sono tre cose diverse perché l'ultimo è certamente un peccato mortale quello di mezzo quasi il primo è un peccato veniale poi quanti ne hai detti perché guarda che non tutti ci hanno le idee chiare e non tutti i confessori sono accorti poi alcuni penidenti stupidamente questo veramente è successo pure a me ovviamente quando ero piccolino dice quanti ne hai fatti ma che gli importa questo domanda che ti in mente perché uno sta pure dall'altra parte che me deve fare al quarto grado ora i peccati mortali vanno confessati anche per numero certo non è che uno può dire ho detto 737 bestemmie supponiamo che non si confessi da dieci anni che non è che noi abbiamo un mocio sto coerente con il mio computer se portassimo il pallottoliere può essere che ci riconta lui no però non è che uno può numerare però può dare un ordine di grandezza questo si tante volte ho raccontato gli aneddoti veri di padre Pio una volta arriva uno che non si è confessato da un bel po' dice padre ho bestemmiato lui subito quante ne hai dette una dozzina vattene e torna tra due mesi chiudo il portello lo gira proprio dall'altra parte subito padre ho bestemmiato quanto tempo non ti ho confessi dieci anni quante ne hai dette un autotremmo assolto capite una grandezza è un autotremmo semplicemente perché lo dici è meglio arrotondare per eccesso piuttosto che arrotondare per difetto perché ogni singolo peccato mortale è un guaio non è la stessa cosa farne uno di più o uno di meno l'ultima cosa non basta amite 681 è che nella confessione devono anche essere precisate le circostanze che mutano la specie del peccato capite quali sono le circostanze per esempio torniamo sempre alla bestemmia per non parlare sempre dei peccati impuri questo non sembra un conto che tu bestemmi a mente un conto che tu bestemmi in alta voce un conto che tu bestemmi in privato un conto che tu bestemmi in pubblico un conto che tu bestemmi in pubblico un conto che tu bestemmi se sei un padre davanti a due figli bisogna dirlo bisogna perché una bestemmia davanti a due figli è un fatto gravissimo perché al peccato già grave di bestemmia c'è uno del peccato ancora più grave dello scandalo dei figli tu hai dato pessimo esempio capite un conto che tu non sei andato a messa per conto tuo un conto che non sei andato a messa tu e non hai andato a messa tuo figlio appresso a te sono due i peccati che devi dire non è uno quindi le circostanze ci sono anche le circostanze attenuanti perché le bestemmie non si dicono mai però se uno non le dice mai e succede che ha perso il numero e l'hanno fatto imbestialire e gliene scappa una è diverso da uno che ha una bocca come una cloaca che dice una parola a 30 bestemmie capite?
e sono cose che vanno specificate sia in male ma pure in bene cioè perché va detto insomma no? perché una cosa del genere è molto più perdonabile un'altra circostanza fondamentale che va specificata come ho accennato prima è la recidiva tu non prova sempre gli stessi peccati cioè nel senso bisogna bisogna bisogna che il sacerdote valuti se tu cadi nella debolezza o se non c'è il pentimento per cui per alcuni peccati sempre padre Pio buon interprete del consiglio di Trento dice per questo bisogna avere questo che è importante avere il confessore fisso perché così non c'è la tentazione da fare furbi per le confessioni piccole non c'è problema ma per le confessioni cioè non c'è problema per la varietà delle confessioni c'è problema per altre cose se uno comunque gironzola in giro però se uno fa i peccati seri c'è un problema un problema grave per la varietà perché tu padre Pio dice ti confesso uno peccato grave sono pentiti la prima volta li assolvi te dici sono pentito ci credi la seconda volta ci credi un po' di meno ma chiudi un occhio la terza volta non gli puoi dare immediatamente la soluzione a meno che non ci siano delle circostanze particolari questo non me lo ho portato dietro lo stile anche a Sant'Alfonso nel suo libretto Sant'Alfonso è il patrono dei confessori c'è scritto un libretto aureo si chiama la pratica del confessore che sta nel mio confessionale oltre che nel mio cuore e che non può un prete andare a confessare senza esserselo letto con attenzione allora può anche succedere che tu ricadi però bisogna vedere vi faccio un esempio da scuola sopponiamo un vizioso sui vizi impuri d'accordo se uno ha il vizio della lussuria non se lo toglie dall'oggi al domani a meno che non ci sia una grazia straordinaria della Madonna però se si confessa sempre dallo stesso confessore quello valuta alcune cose per esempio se ha ridotto il numero cioè se tu ti sei confessato un mese fa e ne facevi con l'ante Carlo in Francia e ne confessi un mese dopo e dici ho lottato ancora due o tre volte e sono capitolato bene se dopo un mese dici ne ho capitolato due bene dopo un altro mese uno bene cioè si valutano un insieme di cose però se le cose andavano di male in peggio di male in peggio di male in peggio a un certo punto devi dire senti un po' che vogliamo fare perché quando c'è il peccato grave se non c'è il pentimento non rientriamo in grazia di Dio capite?
non ci stanno possibilità e non te può fare niente nessuno ma io mi vergogno cito quanto poi alla difficoltà della confessione e alla vergogna di dover manifestare i peccati questo potrebbe sembrare certamente grave se non fosse resa riva dai vantaggi e dalle consolazioni però che con la soluzione vengono elargiti in grande quantità a tutti quelli che si accostano degnamente a questo sacramento poi ancora terza ed ultima cosa questo sarebbe ovviamente da leggere tutto però dobbiamo andare un pochino veloci è la soddisfazione la benedenza cito in quest'ultima soprattutto in questa nostra epoca tenete presente quello che vi ho detto che diceva Lutero a questo proposito è stata attaccata la necessità della soddisfazione da coloro che mostrano l'apparenza della pietà ma ne negano la sostanza ora il santo sinodo dichiara essere assolutamente falso guardate che oggi molti dicono il contrario è contrario la parola di Dio l'affermazione che il Signore non rimette mai la colpa senza condonare completamente anche la pena è falso questo cioè alcuni dicevano che se il Signore ti rimette il peccato ti rimette anche tutte le pene dovute per il peccato per cui la propria confessione sta tranquillo che è tutto finito e quindi assolutamente falso è contrario la parola di Dio e cita alcuni casi biblici per esempio è solo il peccato originale 3 16 19 date a vedere tutte quante le conseguenze della colpa d'origine la morte la sofferenza le malattie i dolori del parto per la donna quindi non è vero che nonostante la promessa del perdono questa è finito tutto non è vero non è vero affatto cita anche il caso di Maria e Mosè numeri 12-14 Maria ha fatto un peccato molto grave la sorella di Mosè è rimasta lebrosa è stata punita è seduta a stante ancora cita un altro il peccato di Davide lo sapete Davide cosa ha fatto Davide ha fatto prendi uno no paghi uno e prendi due si è innamorato di una sposata ci ha dato un lego è rimasta incinta e questa era sposata e il marito era un suo soldato allora ha creduto bene a breve la storia di fare in modo che questo soldato apparentemente cadesse in guerra su ordine suo di lasciarlo da solo di fronte ai nemici arriva poi il profeta Nathan gli racconta la parabola della pecorella a sapere il passo c'era un uomo ricco c'era un sacco di pecorelle e poi è arrivato un sospite per un banchetto che ha fatto anziché prendere una delle sue pecorelle è andato a togliere la pecorella a un poverino dei suoi servitori che c'aveva solo quella se la tanto pullava e lui l'ha presa l'ha ammazzata e l'ha messa al banchetto Davide si arrabbia e dice portamelo subito qui un uomo che ha fatto questo merita la morte tu sei quell'uomo così dice il signore allora cosa fa Davide si vente peccato contro il signore ha scritto il salmo 50 ricordatevi conoscete il salmo 50 che cantiamo le vie cruci spurifica mio signore sarò più l'ha scritto subito dopo a Nathan gli dice il signore ha perdonato il tuo peccato però numero uno il figlio che ha partorito Bezzabea morirà uno primo ed è morto Davide ha fatto digiuno ininterrotto ma il figlio è morto non ci sono stati i santi due tu hai rubato di nascosto la donna al tuo soldato tutte le tue mogli ti saranno rubate davanti ai giochi nessuna scusa e così è stato tu avevi ucciso di spada quello la spada non si allontanerà mai dalla tua casa e Davide ha dovuto subire persecuzione da parte dei nemici e la rivolta da parte di uno dei suoi figli prediletti a Salonne da cui ha dovuto scappare perché voleva ammazzare il padre quindi non è che uno pecca e poi piazza pulita affatto ci stanno delle conseguenze quello ce lo dice la Bibbia è utile come uno dice il signore non castiga o tutte le cretinate che sentono di oggi in giro ma chi l'ha detto questo qui noi non possiamo inventarci le nostre idee di Dio questa è la rivelazione è la Sacra Scrittura che facciamo è certo che sarebbe più bello ma pure lui sarebbe tutto tanto contento che se pecca non ha potuto fare niente tutti sarebbero più ma non è così che vogliamo fare e facciamo quindi non è così tutti questi esempi della Sacra Scrittura sono chiari e evidenti quindi è necessario quindi che oltre a la confessione sia imposta una soddisfazione quindi cioè consistono una serie di opere penitenziate e il concilio afferma queste penne imposte a titolo di soddisfazione allontanano efficacemente dal peccato e servono da freno rendendo assai più cauti e vigilanti e benedenti per il futuro sicuramente quelle che davano a quei tempi oggi un po' meno sono una medicina per ciò che rimane del peccato e con le azioni e controlli delle virtù fanno scomparire le cattive abitudini acquistate con una vita malvada nella chiesa di Dio nessuna via è mai stata ritenuta più sicura per allontanare una punizione imminente da parte di Dio che la pratica di queste opere di penitenza con vero dolore dell'animo a questo si aggiunge che mentre soffriamo in soddisfazione dei nostri peccati noi diveniamo conformi a Gesù Cristo che è soddisfatto per i nostri peccati da cui viene la nostra capacità eccetera eccetera i sacerdoti del Signore attenti ora secondo quanto suggerirà lo Spirito e la Pudenza devono dunque imporre salutari e giuste soddisfazioni tenendo conto della qualità dei peccati e delle possibilità dei penitenti lui deve anche avere chi c'è davanti perché c'è davanti un animo debole non gli puoi imporre una penitenza troppo grande se non sarebbe in grado di sostenere la fai tu però se no non ti ci metti lì dentro ecco qualora infatti chiudessero gli occhi sui peccati e fossero troppo indulgenti quei penitenti imponendo delissime penitenze per gravissime colpe oggi lo fanno in molti diventerebbero complici dei peccati altrui capito?
perché cioè anche se oggi non si impongono penitenze un po' troppo pruente cioè l'imposizione della penitenza ha anche lo scopo di far capire come è stata la conoscenza perché se esci dal confessionale e poi era detto di litriare Maria o di litriare una decina del rosario in discorso se ti dice di rosario per una settimana che non è tutto sto granché anche se oggi sembra chissà che è un altro discorso vuol dire che c'è qualcosa di peggio che è successo e ti ricorderà insomma per il futuro la differenza che c'è tra quando ti confessi che hai detto le bugie e le parolacce o quando ti confessi che hai bestemmiato per una settimana cioè se uno da sempre triaga in Maria la Madonna ma come fa a non rendersi conto di queste cose qua?
lo capite? non è essere buoni questo qui è rendersi complici ho citato qui dei peccati altrui ed è quasi incincare insomma le persone a continuare a fare lo stesso a fare di peggio abbiamo poi dinanzi agli occhi che la soddisfazione che impongono sia non soltanto presidio per la nuova vita e medicina per l'infermità ma anche pena e castigo per i peccati passati non bisogna avere paura di dire queste cose i peccati vanno scontati e sta il purgatorio se no io ci ho fatto la predica mi pare il 2 di novembre su questo fatto qui dopo che abbiamo commesso una colpa ci sono due problemi il primo vabbè oltre al primo che è l'offesa di Dio che viene rimessa con l'assoluzione c'è la macchia che il peccato lascia e c'è l'obbligazione verso la divina giustizia il peccato ci imbratta se tu ti sporchi ti devi lavare lavarsi quando uno è bello zozzo ci vuole la brusca striglia è una cosa laboriota devi lavare se no la macchia ti rimane tu vai da mamma e dici guarda mi sono rovesciato addosso la vernice scusa non lo faccio più va bene ma la macchia ti rimane addosso la devi togliere e poi le opere penitenziali servono a togliere le macchie e servono anche a riparare verso la divina giustizia che comunque esige di essere riparata ma noi questo ce l'abbiamo nel cuore c'era una volta un santo prete che è quelli che dicono sempre Dio misericordioso perdona tutti eccetera eccetera ah si va bene allora tu immaginati tu che sei una brava persona tu muori e ti ritroverai a fianco a te un pedofilo che non ha dato un pedofilo io sono buono e ti metto a fianco a un pedofilo se resti contento di una cosa del genere è una cosa che stride perché un pedofilo non sta non può stare a fianco a un giusto se è sempre rimasto pedofilo e se non ha avuto nessun segno come dire di ma non può essere probabilmente tu un pedofilo a fianco non lo so a una madre Teresa di Calcutta a una che ha dato una vita per i poveri che rinunciava a tutti cioè per il problema un attimo cioè per il problema bisogna bisogna bisogna pensarci bene non può essere una cosa del genere se ripugna a noi che siamo limitati pensiamo a quanto ripugna alla perfezione della giustizia di Dio insomma no?
quindi questo non è infatti anche gli antichi padri credono e insegnano che il potere delle chiavi non è stato concesso ai sacerdoti solo per sciogliere ma anche per legare legare significa che attenti l'ultima cosa la penitenza sacramentale va fatta bene perché se il prete dice di fare la penitenza sacramentale se tu non la fai acerisiamo aristiamo e inguagliati allora vi dico un'ultima cosa perché sono alcuni suggerimenti che danno alcuni santi confessori allora per questo cercare di scegliere qualche confessore un pochino decente per esempio vi faccio un esempio io rifaccio anche allora tu le penitenze non si possono quasi mai imporre così come dovrebbero essere perché supponiamo che tu non sei andata a messa per dieci anni sai qual è la penitenza ti ricuperi tutte le messe accusate tutte perché il padre eterno quando ti trovi di là c'ha luce l'acqua all'ottogliere ti dice qui mi mancano 152 messe obbligate all'appello dove stanno allora santa alfonso dovete confessare però dovete avere dei criteri di valutazione dei confessori dice tu glielo devi dire questo al penitente non tazzardare a dirgli di andare a 152 messe perché se ne manca una sola deve fare peccato mortale allora in quel caso si dà una penitenza come dire simbolica gli dice non lo so cerca di fare in modo di andare a messa per tre volte nei giorni in cui non sei dovuto sappi però organizzate che quando ti troverai di là ti sarà chiesto l'appello di tutte quelle che mancano però questo lo lascio alla tua buona volontà quindi glielo dici senza imporverlo per quello che gli impongono te lo fai poi e poi non so se ecco e tra l'altro questo vale per questo state attenti perché il santo curato d'Ars dava penitenze proporzionate ma non troppo gravi ma poi le faceva lui le penitenze per i penitenti perché qualcuno i conti li deve pagare davanti alla giustizia non li pagate voi tu se non hai il confessore che è tanto bravo e ti ha detto di tre Ave Maria quando ti troverai a giudizio particolare col padre eterno che ti fa fare milioni di anni di luce del bulgatorio profondo perché tu non hai fatto penitenze per i peccati che hai fatto per gli accidenti che gli avanti a quello non so se se rendo l'idea è così per cui i confessori padre Pio pure padre Pio suonava un po' con le con le non bisogna imitare padre Pio nella nella nella combinazione delle penitenze perché lui non c'è andato molto ricordate uno che non aveva fatto una volta le preghiere della sera avete sentito una volta arriva uno no no no a un bravo cristiano padre l'altra sera non ha detto le preghiere torna tra sei mesi dopo che per sei mesi tutti i giorni ha detto novanta padre nostro novanta ave maria novanta gloria al padre fate una prova è storia questa qui sei mesi quanti faccia un po' di conti novanta per trenta fa duemila e settecento per sei fa sei per sette quarantadue sono sedicimila e duecento padre nostro sedicimila e duecento ave maria e sei sedicimila e duecento e mai io disse ti adoro mio dio madre nostra la faccio sicuramente allora io le racconto io sinceramente quando leggerò queste cose se hai bisogno di queste penitenze io vado all'inferno perché mai non sono usato però sono comunque aneddoti allora questi sono santi quindi se vede che lui capiva che a quell'anima per rivelazione gli serviva una bella suonata e sapeva per rivelazione anche che c'era davanti avrebbe fatto ne avrebbe detto qualche brutta parola insomma però quindi state attenti quindi che appurate che chi vi sta davanti vi dia una mano se non vi dà da fare la penitenza lui se no certamente la soluzione c'è ma il purgatorio lungo pure quindi e siccome con un po' di penitenza si può evitare molto purgatorio e state anche attenti che io questo anche lo spiega ai penitenti perché bisogna saperlo questo non c'è scritto nel concito di Trento ma è dottrina dei santi Sant'Alfonso proprio lui Maria del Rigore in una pratica del confessore dice state attenti se è necessario dare una penitenza un pochino più grande dice al confessore tu chiedi al penitente se se la sente di fare alcune cose perché perché le opere che il sacerdote impone di fare come penitenza sacramentale davanti a Dio hanno un valore molto più grande di quelle che tu faresti di testa tua perché fanno parte del sacramento e non è uno scherzo quindi se un prete dice ditte tre rosari come penitenza la sparo non è però quei tre rosari detti per penitenza per farli di testa tua ne devi di 30 non so sapete questo è il concetto che esprime quindi anche se devi essere clemente però se il penitente è disposto e accetta senza esagerare fermo restando che tu lo aiuti fagli fare qualcosa perché quelle cose davanti a Dio sgraveranno di molto l'anima dei debiti che conservano i confronti della divina giustizia d'accordo l'ultima cosa attenzione e concludiamo che la penitenza la confessione copre tutte le colpe di cui noi non siamo in quel momento coscienti però specialmente non so chi di voi gli è successo a me è successo che ha fatto dei periodi insomma di latitanza da Dio dei periodi un po' da birbantello può succedere che molte cose se le eravamo completamente scordate seppellite se poi te le ricordi allora le confessioni coprono tutto quello che tu in quel momento non ti ricordi però la grazia di Dio ve lo dico perché volesse che lo faccia anche con voi te lo fa tornare in mente dopo cioè quando meno te l'aspetti che appena te torna in mente una cosa dici questo non l'ho mai detto si deve dire perché oggetto necessario obbligatorio della confessione sono tutti i peccati mortali di cui siamo coscienti commessi da quando abbiamo l'uso della ragione a oggi quelli che ci siamo dimenticati ce li siamo dimenticati e sono coperti della confessione se qualcuno te ne torna in mente avremo una confessione utile io lo vai a dire al prete dicendogli chiaramente questa è una cosa che mi è tornata in mente è successa vent'anni fa però è successa d'accordo?
perché l'ignoranza la dimenticanza è coperta però siccome è norma avete sentito che i peccati mortali commessi dopo il battesimo si debbano confessare quando riaffiorano alla coscienza è dovere del fedele di non bisogna fare perché c'è qualche anima troppo scrupolosa gliene torna in mente uno non si fa la comunione fino a quando non lo dice questo è troppo perché comunque quell'essere che ti è tornato in mente non è che tu hai hai fatto una confessione sacrile cioè non l'hai detto perché non lo volevi dire non te lo ricordavi quindi alla prima occasione lo dici non è che devi smettere di fare la comunione tanto non ci stai manco prima grazie di Dio però alla prima confessione non ti è bisogno dirlo dopodiché ci fermiamo perché penso che sia detto più o meno abbastanza tutto forse avete qualche domanda grazie