Audio · Catechesi varie
La confessione unica via di risurrezione
Trascrizione
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Benvenuti a tutti e grazie fin da adesso per la vostra attenzione. Io, se è possibile, quando parlo con rispetto a Gesù, farò qualche giornopressione e preferisco passeggiare un pochino, anche per guardare in faccia a voi. Ho, diciamo così, l'onore e la grazia di poter parlare del sacramento della confessione, che sapete che per un sacerdote, almeno per me, è pane praticamente quotidiano.
Io, se dovessi, non posso, come sapete, raccontare tutto quello che ho visto e udito in confessione, penso che ne avremmo fino a Natale dell'anno prossimo. Non so se potreste raccontarne perché, quando questo sacramento è ben celebrato, guardate, io ho vissuto dei momenti, ascoltando le confessioni, che penso che li ricorderò vita natural durante, perché si vedono le anime completamente risorgere.
Noi camminiamo verso la Pasqua, siamo in Quaresima, siamo entrati nel tempo di passione. Qui vedete le immagini. Le immagini sacre, velate, quindi nel tempo più forte, in preparazione immediata. A Pasqua cosa si celebra? La morte e la risurrezione di Gesù. Sentiremo San Paolo dire che in Gesù noi siamo morti al peccato e risorti ad una vita nuova.
Questo mistero proprio si compie realmente nel sacramento della confessione. Sacramento della confessione. Sacramento della confessione. Però, io tante volte ho avuto modo di dirlo, è uno dei sacramenti attualmente più in crisi. E non vi fate ingannare dall'apparente recupero dei numeri di chi si confesse.
Che vi dirò subito qualcosa. Comunque è in crisi, sia per il numero di chi si confesse, sia perché, a detta dei fedeli, qui non mi ci metto di mezzo io, scarseggiano sacerdoti disponibili ad ascoltare le confessioni. Questo è quello che raccontano i fedeli, però non so se a voi consta oppure no.
E anche quando ascoltassero le confessioni, dicono i fedeli che fanno fatica a trovare dei buoni confessori, cioè dei confessori che li aiutino a celebrare bene questo sacramento. E tre, e questo mi consta a me, i fedeli oggi fanno fatica a confessarsi. Cioè, non si sanno confessare.
Quasi sempre per ragioni dovute, come dire, ad ignoranza. Mi raccomando, nessuno si offenda. E nel senso etimologico del termine, nel senso latino, ignorare vuol dire che io non sono cosciente, non sono consapevole di quello che devo andare a dire al confessore. Io vi dico, per esperienza personale, che una confessione, ho fatto delle catechesi che si chiamano una confessione come Dio comanda, quindi una confessione come Dio comanda, quindi fatta bene, vuol dire una confessione di tutta la vita, di tutto quello di cui ho coscienza, e che mi ricordo, dopo approfondito, attento e a volte anche prolungato esame, io vi dico che ho confessato persone che si sono preparate a questa confessione per un mese.
Di seguito, pregandoci tutti i giorni, scrivendo, d'accordo, quindi veramente, aprendo poi completamente la coscienza a 360 gradi, è l'atto più importante, a mio avviso, della vita. Perché se uno fa una cosa di questo genere bene, può avere, come dire, la certezza morale, certamente la certezza al 100% ci dovrebbe apparire il nostro Signore in persona, ma di avere le proprie colpe rimesse.
E quindi, di stare in grazia di Dio, che è la cosa più importante che noi possiamo anellare in questo mondo. Solo che, come capite, una cosa di questo genere non si improvvisa. Per cui, io dico sempre alle anime, dico ricorda, la confessione è un punto di partenza, perché tu rinasci, risorgi, è come l'alba di Pasqua, ma è anche il punto di arrivo di un cammino.
Non si improvvisa una confessione ben fatta. Un punto di arrivo di un cammino che ha alcuni passaggi, a mio avviso, fondamentali. Nei lontanissimi anni Cinquanta, Papa Pio XII ebbe a dire queste parole. Il più grande peccato dell'uomo contemporaneo è l'aver smarrito il senso del peccato.
Il Papa Emerito Benedetto XVI, come sapete, ha intrapreso, a mio avviso, opportunamente, e sarebbe necessario proseguire su questa linea, una battaglia contro un fenomeno culturale che lui chiamava opportunamente relativismo e che non è altro che una variante di un antichissimo modo di pensare di certa intelligenza greca antica, proprio di un movimento filosofio che si chiamava il sofismo, che diceva fondamentalmente questa cosa.
L'uomo è la misura di tutte le cose, di quelle che sono in quanto sono e di quelle che non sono in quanto non sono. Questa frase apparentemente simpatica è in realtà micidiale perché dire una cosa di questo genere vuol dire fare dell'uomo il criterio di valore di ciò che è, di ciò che è bene e di ciò che è male.
In poche parole, in parole semplici e povere, quando noi oggi sentiamo dire, avere visto i pubblici dibattere, partiti, talk show, spariamo subito una cosa che fa riscaldare l'assemblea, cosa facciamo con le unioni gay? Secondo me è così, secondo me è così, io penso questo, io penso quell'altro, io penso quest'altra quota, hai visto che è successo i giorni scorsi con tutto il puriferio tra Dolce e Cabana e Elton John, le questioni, eccetera, eccetera.
Oggi questo è assolutamente imperante, nessuno può andare a dire, allora, fermo restando che le persone come singole e le motivazioni che le portano a certe scelte solo Dio le giudica, questo non ci piove, però da un punto di vista oggettivo questo è bene e questo è male. Se tu oggi ti azzardi a dire una cosa di questo genere, o sei fascista, o sei oltransista, o sei talebano, o sei fondamentalista, ti piovono vari attributi di questo genere.
Questo vuol dire, quello che Benedetto XVI chiamava la dittatura del relativismo. Ora però, il problema, sapete che quest'anno c'è stato un noto comico che è andato a fare una doppia serata, io non l'ho visto neanche cinque minuti, ho detto fra me e voi, me l'hanno raccontato, e poi l'ho letto alcune cose, perché ho altro, grazie a Dio, da fare.
Però, insomma, per la Monica cifra di 4 milioni di euro, e andare a dire, per esempio, tra le altre cose, io poi ci ho fatto 300 prediche contro, ma chi l'ha detto che il sesso è peccato? Il Sesto Comandamento dice non commettere adulterio, quindi proprio al massimo, se uno vuole proprio sbilanciarsi, è peccato l'adulterio, ma tutto il resto, se lo sono inventati la Chiesa e i preti.
E c'ho il posto su Facebook, con la citazione, virgolettata, non sto facendo una citazione letterale, ma le parole reali non si discostano molto da questo. Capite? Questo ha fatto audience, capite? Perché le cose che producono realtà di questo genere sono abbastanza... Già questo lo pensano quasi tutti, figuriamoci poi, c'è questo super personaggio a cui, a quanto mi hanno riferito, io non ho voluto indagare, perché preferisco non indagare, addirittura ho avuto poi qualche applauso, da qualche uomo di Chiesa.
Questo è quello che qualcuno mi ha riferito, io voglio ben sperare che non sia vero, dinanzi a una cosa di questo genere. Ora però, voi capite, i Dieci Comandamenti, come sono stati formulati nell'Antico Testamento, e come sono stati perfezionati da Gesù, è vero che nel Decalogo è stato detto non commettere adulterio.
È anche vero che poi Gesù ha ripreso questo comandamento, esplicitamente nel Vangelo, avete inteso che fu detto agli antichi non commettere adulterio, in Matteo 5, ma io vi dico, chiunque guarda una donna per desiderarla ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore. Ancora, chi ripudia la propria moglie e ne sposa un'altra commette adulterio, e chi sposa una ripudiana commette adulterio.
Ancora, se la tua mano ti scandalizza, tagliala, se il tuo occhio ti scandalizza, taglialo, se il tuo piede ti scandalizza, taglialo, in un contesto, in un contesto che fa chiaro riferimento all'impurità. San Paolo nelle sue lettere parla di impudicizia, parla di fornicazione, parla di atti impuri contro natura, e di altre cose del genere.
Quindi capite che lo spettro del Sesto Comandamento, tra Antico e Nuovo Testamento, si è dilatato. Quindi tu non puoi fare un discorso quello sì fondamentalistico, vetero testamentario, e fermarti lì. Perché noi abbiamo Gesù, io non sono venuto ad abolire la legge antica, ma a completarla.
Non solo che non l'ho abolita, ma ne dilato l'ambito di applicazione. Gesù nel Vangelo dice fu detto non uccidere, ma sta' attento che se ti arrabbi con tuo fratello, già hai commesso peccato. Se gli dici stupido il peccato è più grave, se gli dici pazzo, cioè una forma di disprezzo grave, sono parole di Gesù.
Per te c'è il fuoco della genna. Il fuoco della genna vuol dire l'inferno, vuol dire che è un'offesa grave contro una persona, pur non essendo un omicidio, è peccato mortale. Perché la genna, cioè l'inferno, ci va e commette anche un solo peccato mortale deliberato. Ora voi capite che dentro questo contesto i dieci comandamenti sono una dichiarazione oggettiva di ciò che è bene e di ciò che è male.
Cioè dinanzi ai dieci comandamenti tu non ti puoi porre bene. Io sono d'accordo sul primo, intanto non so neanche che significa, non ci si reimporta. Io ogni tanto mi diverto quando faccio carisma ai bambini. Non avrai altre idee all'infuori di me, mi sapete dire qualche peccato mortale contro il primo comandamento?
Qualcuno ti dice, vabbè ma se cambi religione... Bene, poi? Quindi... sempre tutto molto sul vago. Quindi il primo comandamento va bene, che problema c'è? Il secondo non bisogna bestemmiare... forse sarebbe meglio non bestemmiare, anche se poi... Il terzo che bisogna andare a messa è...
ad libitum. Questo qui è uno di quelli. Se me la sento, se mi ispira, se me va, se trovo la messa che mi piace, se credo che non la fa troppo lunga, che non dura più di 25 minuti, massimo 30 se è domenica perché dopo c'ho da fa', eccetera. Quindi con i dieci comandamenti non si può fare questo discorso, io lo chiamo a macchia di leopardo oppure a slalom.
Voi qui avete delle belle montagne trentine, vedate voi, c'è pure la neve, che fanno gli slalom speciali, no? Questo lo salto, questo lo salto e questo lo salto. Faccio uno, tre, sette, nove. Chiappo sti quattro e il resto... Questo non si può fare questo qui. Però questo chiaramente, noi siamo figli del nostro tempo, tutti abbiamo la tentazione di farlo.
Allora io quando entrava qualcuno in confessionale, intanto parlo in senso generico, quindi non è che... Io capisco subito che c'ho davanti, perché scuola, il signore della croce come il padre, il figlio dello Spirito Santo, comincia a dire, beh, padre, niente di grave, eh? Io sono una brava persona, non faccio male a nessuno, vado d'accordo con mia moglie e con mio marito, c'ho due figli, rigorosamente due, manco mezzo di più, eh?
Due, d'accordo. Due figli con vent'anni di matrimonio allo spazio? Due, d'accordo. Io, ecco, arrivato a questa, la quarta parola, già ho capito tutto. Quindi c'è davanti una persona, che poverina, non bisogna giudicarla, figlia del nostro tempo, non ha la coscienza del peccato. Io vi invito, sotto questo punto di vista, io ce l'ho avuta ospite nella mia parrocchia, due o tre anni fa, non mi ricordo più, a leggere il libretto di una dentista colombiana che si chiama Gloria Polo.
Non so se la conoscete. Sì. E' una donna che mi ha fatto fare, una testimonianza da ascoltare. Questa donna è proprio l'emblema di quello di cui ho parlato. Classica donna, bella donna, sposata, laureata, professionista, affermata, dana rosa, palestrata, venente, eccetera, eccetera.
Ogni tanto, ogni spesso, andava pure a messa la domenica, era una classica apparentemente brava cristiana. Gli avrebbe un bel fulmine a Cer Sereno, che la trapassa da qui a qui, io ci ho messo le dita sulle spalle bucate, perché me la fatte vedere quando è venuta in parrocchia tuttora adesso, e praticamente si ritrova in elettroencefalogramma piatto, in coma irreversibile, morta.
Stavano soltanto aspettando di staccare l'ultima spina. Vedete che è successo? Che c'ha avuto in quel momento un'anticipazione del giudizio particolare e la sua idea di essere la brava donna e brava cristiana è crollata di colpo. Signora gli era fatta vedere alcune cose molto gravi.
Pensate, questa brava cristiana, che se faceva pure una comunione una domenica, aveva fatto niente più o po' di meno che l'aborto. Un aborto volontario, lo scrive lei nel libro suo. Io non l'ho confessato, sto dicendo i peccati che cosa dicono le parole in pubblico. L'aborto, tra i mezzi contraccettivi, e il motivo per cui è stato colpito dal fulmine è stato proprio quello, usava la spirale.
La spirale, state attenti, che tra i mezzi contraccettivi, che oggi tutti quanti li tengono tranquillamente, leciti, perché questo è uno dei classici argomenti che il professionale non si può toccare, d'accordo? Non si può. Contraccezione è argomento tabù. Perché tu, come ti permetti, che vuoi?
Cioè, dice, io ho avuto esperienze di situazioni di confessione così così, e poi c'era qualche marito un po' così, dice, ah sì? Don Leonardo che ha detto questa cosa? Dice, se poi faccio un fio lo porti a Don Leonardo. Mi sono arrivate queste cose qua, non sono arrivate, capito? Ecco, la spirale, tra i mezzi contraccettivi, è il più grave di tutti, perché la spirale non è un mezzo che impedisce la concezione, ma la spirale è un mezzo che impedisce l'annidamento dello zigote.
E la morte che fa lo zigote è una morte terribile, perché sarebbe come se a te te prendesse, come dire, un artiglio, e ti schiacciasse e ti soffocasse. Quindi, chi ha usato la spirale, c'ha dei morti sulla coscienza, c'ha delle anime morte sulla coscienza. Altro che chiacchiere. Chi usa la contraccezione, io gli dico sempre, e qualcuno qua da Burasi se la prende, che tu usa la contraccezione, fa come ti pare.
Dopo ricorda che quando sei morto, se ti confessavi da Padre Pio, sapete che succedeva la confessione da Padre Pio? Arrivava questo di cui ho parlato, io sono una brava persona, sono mia moglie, non faccio male a nessuno, pago le tasse, qua non me pare, eccetera eccetera, e ho due figli, Padre Pio diceva subito, e gli altri dove lasciati?
Subito, non c'era neanche un'idea del discorso. Istantaneo. Se non te lo dice Padre Pio, il Padre Pio di turno, sta tranquillo e qua non vai del lato, lo dice proprio nel Dio. Puoi stare proprio sicuro, 100% gli altri dove lasciati. E non c'è che tu ti trovi, perché è vero, nella confessione c'è anche un grande problema, perché ci stanno i fedeli, che sono italiani di nome e di fatto.
Alcuni italiani, era la parte diciamo un po' più folcloristica del popolo italiano, sono tutti un po' furbetti, nel senso che vanno sempre a trovarci la via un pochettino, quindi da chi mi vado a confessare? Da chi mi vado a confessare? Da manica larga o da manica stretta? Tutti quanti facciamo i furbi e andiamo da manica larga.
Vedremo a termine di queste brevi considerazioni che fare questo, non essere furbi, essere scemi, con tutto il rispetto, anzi, non essere scemi, diciamo essere cittadini di un'isola che sta nell'arcipelago che si chiama Creta, io li chiamo così. A Creta una volta ci abitavano i cretesi, oggi ci abitano i cretini, ed è una isola in via di proprio sovraffollamento, tutto peggio di città del Messico, insomma, no?
Quindi non è essere furbi fare una cosa di questo genere. Sta di fatto che la situazione oggi è questa. Allora, quali sono le tappe per giungere a fare una confessione come Dio comanda? Tenete presente che il sacramento della confessione, state attenti che ogni tanto qualcuno, un po' di tempo fa mi scrive una persona via mail di Facebook, dice, c'è una suora che ha sentito la tua catechesi sul sacramento della penitenza e dice che sono tutte cretinate, che non è vero quello che hai detto.
Dico, guarda, questa cara sorella, io le mando la mia benedizione, dico, io ci ho studiato un corso, a parte che io ho la specializzazione in dogmatica, insomma, no? Basta che va a studiare un trattato di storia del sacramento della penitenza e vedrà. Cioè, anticamente, sapete che, allora, Gesù ha dato agli apostoli il potere di rimettere i peccati, ma l'uso proprio di celebrare questo sacramento compare abbastanza tardivamente nella Chiesa, non subito.
Non so se lo sapevate questo fatto qui. Non si andavano a confessare subito, perché? Perché i primi cristiani c'erano due possibilità, o si battezzavano ad adulti, e si battezzavano ad adulti quindi con una scelta forte e consapevole, oppure, se battezzavano i bambini, battezzavano i bambini dentro una famiglia cattolica col K, la chiameremo oggi, e quindi senza nessuna possibilità che la crescita di questi ragazzi fosse turbata.
Questo sacramento comincia ad apparire quando qualcuno, il caso contingente che lo fece porre nella sua drammaticità, sapete qual era? Che durante le persecuzioni, sapete che fino al IV secolo, fino all'editto di Costantino, ci sono state ondate forti di persecuzioni, c'era qualcuno che già era paura.
Quando gli mettevano davanti le statuette di Giove o Vincenzo, e guarda che se non accendi questo, lì c'è la porta, e dietro restano i leoni, vedi quello che devi fare, qualcuno sentendo il rugito del leone, voi sapete che se un leone rugisce, a 9 km di distanza, quindi insomma l'idea di finire maciullato dalle fauci di un leone, insomma non è proprio il massimo dell'entusiasmo, qualcuno, preso da paura, ha rinnegato la fede.
E Vincenzo davanti a Giove e a Marte purtroppo ce l'ha bruciato. Che facciamo con questi? Sono, peccato gravissimo contro il primo comandamento, come si chiama questo? Apostasia, sono apostati, hanno rinnegato la vera fede cattolica. Che facciamo? Allora, attraverso queste situazioni contingenti, Gesù la sera di Pasqua ha detto agli apostoli, ricevete lo Spirito Santo, a chi rimetterete i peccati saranno rimessi, a chi non li rimetterete resteranno rimessi.
Come esercitare questo potere? La Chiesa lo ha preso coscienza nel tempo. Questo è molto importante capirlo, anche perché dobbiamo un attimo sempre stare attenti a che tipo di idea di Chiesa che abbiamo. Perché la coscienza di tante cose è andata emergendo col tempo. Vi faccio una brevissima parentesi, però non voglio parlare di questo, perché questo è un altro argomento comunione.
Oggi è stata ripristinata la prassi barbara della comunione in mano. Perché? Perché sono andate a riprendere le fonti che i primissimi cristiani facevano questa cosa. Però, quello che non vi dico, è che è vero, San Ciro di Gerusalemme ne parla, ma i primi cristiani, quando prendevano la comunione, non facevano come noi, che vai lì con le tue belle manacce nude, prendi sta cosa e te la porti a spasso come una caramella.
Fatto. Ci prendevano i sacri lini, che era il corporale, si metteva sulla mano, quindi non c'era un contatto diretto, perché il contatto diretto può causare la dispersione di un frammento. Metti la mano a forma di croce così, con sopra il corporale, qui prendi la sacra ostia e fai così poi.
E' diverso. Poi il sacro lino lo prende il sacerdote, lo porta sull'altare e lo purifica. Quindi, senza bisogno di ricorrere a San Francesco e a San Tommaso, che dicevano che solo le mani consacrate possono toccare le ostie, di fatto, lì non c'era nessun contatto diretto, perché c'era comunque lo schermo del lino.
Ecco. Però che è successo? Che nonostante questo, poi, crescendo la coscienza di tante cose, e quindi il senso della presenza viva, reale e sostanziale di Gesù nell'ostia, che la Chiesa ha sempre avuto, ma che nel tempo è cresciuto, diceva, lasciamo perdere sta cosa qui, ma sarebbe più semplice se la deponiamo direttamente in bocca e in ginocchio, in modo tale che leviamo ogni possibile rischio di profanazione, e così siamo andati avanti per 2.500 anni.
Capite? Quindi dire, ripristiniamo questa cosa, perché all'inizio si faceva così, suppone una visione di Chiesa malata, cioè che non capisce che anche la Chiesa, come la nostra vita umana, è come un organismo. Cioè, un bambino, noi oggi lo sappiamo dalla genetica, ha tutte le fattezze del futuro adulto, ma io che adesso ho 43 anni, sono lo stesso di quando ce n'avevo tre, ma non sono neanche lo stesso, perché quando avevo tre anni, non potevo venire da voi a farvi una catechesi come quella che sto facendo, bella o brutta che sia, non ero in grado di farla.
Capite? Chiusa parentesi. Quindi lo stesso è successo con il sacramento della penitenza. All'inizio, tra i cristiani di peccati manco si parlava, perché San Giovanni scrive, chiunque è nato da Dio, non pecca. I peccati non si fanno. Tanto è vero che i grandi confessori, tipo Padre Pio, io non faccio come Padre Pio, quindi non abbiate paura di confessarvi con me, se qualcuno ce ne ha voglia, ma Padre Pio, quando sentiva dei peccati grossi, molto difficilmente dava la soluzione subito.
Perché se tu hai il cuor leggero di compiere un peccato grosso, tu ti devi ancora convertire. Perché non hai ancora capito che un peccato grosso è un suicidio assoluto della tua anima. Tu ti procuri a te, intorno a te, un male che se lo potessi vedere nella sua forma visibile, ti prenderebbe un infarto istantaneo.
Questo noi crediamo. Gesù Cristo è morto in croce per togliere i peccati, non per altri motivi, non per togliere la fame del mondo, non per i bambini poveri, tutte queste cose qua. Ora vi faccio vedere foto. La fame del mondo, sapete quando la toglieremo? Ora mi faccio sentire male stasera, eh?
Quando smetteremo di buttare la roba al secchio. Io ho le foto dentro l'iPhone, ve le faccio vedere. Sono stato recentemente a Roma a portare i ragazzi ad una mostra organizzata dalla FAO e da altre organizzazioni, non diciamo le filo massoniche, sennò qualcuno si offende, quindi non certamente da ambienti di chiesa.
C'era una bella fotografia. Ce l'ho qua dentro, per chi lo vuole vedere poi. C'è il telefono. Ce l'ho fatta. Perché sapete, un sacco di gente dice che Dio è cattivo perché muoiono i bambini di fame. E che la Chiesa, anziché sta pensando tutte queste cose, deve fare gli ospedali e deve dare la carità al terzo mondo perché i bambini poveri muoiono di fame.
Non è vero. Un miliardo e trecento milioni di tonnellate di cibo ogni anno commestibile vengono buttate nel secchio. Sapete questo qui che cos'è? Un terzo dell'ammontare di cibo commestibile prodotto nel mondo. Ottocento milioni ogni anno di persone muoiono di fame. Un miliardo e trecento milioni di tonnellate di cibo sfamerebbe quattro volte tanto ottocento milioni.
Cioè tre miliardi e duecento milioni di persone. Se vi leggete il libretto di Gloria Polo, nell'esame di coscienza, oltre a tutte quelle cose, aborti, spirali, eccetera, Dio gli ha detto quanto avrebbe buttato nel secchio? Io ti chiederò conto anche di un chicco di riso buttato nel secchio.
E ricordo benissimo, appena circolano questi libretti, si presenta un'anima in confessionale, non si sa l'età e se il sesso, dice, Padre io vado all'inferno. Dico, che è successo? Ho letto il libro di Gloria Polo e questo dice che si è butto in cucco di riso. Io sono una vita che avrò buttato una namigena di roba dietro.
Eh, dico, vabbè. Confessate e da oggi in poi cercate di non buttarlo più, sennò all'inferno c'è la santa ragione, eh. Io non te posso fare niente, te posso dare la dispensa. Fammi dire a Dio, no, a Gloria Polo gli ho detto così, io non te posso fare niente, eh. Fagli una telefonata e digli, Gesù, mi pare un po' troppo che per chicco di riso sono tutto a rabbi.
Se te la dispensa lui, fa te la dispensa lui, ma io non te posso fare niente, io. Cioè, non è che posso dire, se è scritto così, io ti dico colato, d'accordo? Non si può fare niente. Allora, di peccato non si è parlato. Perché Gesù Cristo è venuto, noi adesso ci avviamo la settimana santa, perché quella carneficina del giovedì santo?
Per togliere il peccato del mondo. Basta. Cioè, il cristianesimo predi Gesù, il nome Gesù significa Yahweh salva chi? Noi. Da cosa? Dai peccati. Basta. Il cristianesimo è finito. Per cui, se tu perdi il senso del peccato, Gesù Cristo diventa un personaggio completamente inutile. Oppure diventa una sorta di profeta della pace.
Della solidarietà, della libertà, dell'uguaglianza. Insomma, stiamo parlando di Gesù Cristo e di Robespierre. Perché Robespierre predicava la libertà, l'uguaglianza, la fratellanza, la solidarietà. Insomma, qualcuno mi spiega le differenze tra Gesù Cristo e Robespierre? Qualcuno me la sa spiegare?
I rivoluzionali francesi predicavano la libertà, la fratellanza, l'uguaglianza e la solidarietà. Cioè, voleva che Gesù Cristo morisse in croce? Bastava Voltaire, bastava Rousseau, bastava Kant, bastava Robespierre. E amici vani. Loro, no? Laici, non credenti, nemici di Dio, nemici della Chiesa.
D'accordo? Finito. Allora, la penitenza per i cristiani è un'eccezione. All'inizio, allora, la penitenza potevi riceverla una sola volta durante la vita. Una. Una. C'avevi un bonus dopo il battesimo. Una. Cioè, perché se te capitava una disgrazia grandissima, che tentato, oppure te l'avevi fatta proprio davanti, eh, quindi avevi una situazione del tutto straordinaria, l'avevi fatta grossa, bene, andavi dal Vescovo, tutta la comunità sapeva di questo fatto, eh, perché c'era un catalogo dei penitenti e c'era un abito dei penitenti.
Sapete perché San Francesco si è vestito di sacco? Lo sapete? Ha rispolverato l'abito che portavano i primi penitenti della Chiesa. Andavano in giro, cioè, che te capite, oggi noi che siamo, eh, ma che umiliazione, che cosa. Sapete perché davanti alle Chiese ci sta il vestibolo, cioè, adesso qui non so come è fatta, no, i cosiddetti sagrati delle Chiesi portici, come sono nati?
Perché i penitenti, durante, perché tu andavi dal Vescovo, dicevo, ho postatato, ah sì? Dieci anni di penitenza, erano queste le cose, eh, i giugni, non vi dico quello, no, dopo qualcuno ve lo dico, così se qualcuno si mette paura, eh, è paura salutare, ve ne racconto qualcuna poi delle penitenze che dà un primo millennio. Ah, che succedeva? Tu entravi a Messa, ascoltavi la parola di Dio, ascoltavi la predica, recitavi il credo, preghiati i fedeli, e poi fuori. Tu non eri degno di poter, non di non fare la comunione, perché non se ne parla nemmeno, ma neanche di assistere all'offerta del divino sacrificio. Studiate la storia del sacramento della penitenza, andate su Wikipedia, fate tutto quello che vi pare, eh, d'accordo?
Uscivi fuori, aspettavi che la Messa finiva, quando uscivi dicevi agli altri, fratello, prega per me, capito? Ecco, dopo un po' di tempo, che succede poi, perché capite, il diavolo... Allora, quando uno faceva un peccato, siccome c'era un bonus solo, perché dopo finito quello, tornavi dal vescovo e dicevi, ti resta da fare penitenza per tutta la vita, se ne facevi un altro. Allora, facevano un peccato, e si andavano a confessare, perché aspettavano di diventare vecchi, perché dovevano, ah, dico, se poi ne faccio un altro, che succede? Ma io lo racconto scherzando, ma era così, era.
Allora, sempre nella coscienza ecclesiale, dicevamo, vabbè, certo, il peccato è una cosa che non ci deve stare, però, se Gesù Cristo ha istituito questo sacramento della penitenza, forse si potrà amministrare anche due volte, forse anche tre, e nel corso di un processo che ha durato secoli, eh, siamo arrivati alla penitenza come noi la celebriamo oggi.
Fermo restando, fermo restando, io questo lo dico, eh, quando vengono due ragazzi... No, due, nel professionale ce ne viene uno, d'accordo, fidanzati, d'accordo, che, conformemente alla dottrina dominante, alla cultura dominante di questo tempo, hanno fatto scelte diverse da quelle previste dai Dieci Comandamenti, nel senso che hanno cominciato a vivere con la marita e moglie da molto tempo prima del tempo.
Raramente lo dicono, quindi bisogna sempre cercare di aiutare a fare l'esame di coscienza in diretta. Dopo di che, magari esce fuori questo problema. Io gli dico, dico, guarda, fratello mio, sorella mia, sei fortunato, perché ti stai confessando nel 2015, ma lo sai che se tu avessi avuto la sorte di nascere nel 700 d.C., per esempio, prima dell'anno 1000, sicuramente nel primo millennio, tu andavi a confessare una cosa del genere, eh, ma non che ne avevi fatti tanti di peccati, ma che ne avevi fatto uno di questo genere, la soluzione non la prendevi subito.
Dovevi fare prima la penitenza. Sai che penitenza dovevi fare? Sette anni di digiuno a pane e acqua. Non è uno scherzo questo qui, eh. Stanno scritte queste cose. Quindi una fornicazione semplice, così si chiamano tecnicamente i cosiddetti rapporti prematrimoniali, aveva come penitenza sette anni di digiuno a pane e acqua.
Un atto impuro solitario, siamo tutti grandi e penso che capiamo, 30 giorni di digiuno a pane e acqua. 30. E quando io racconto queste cose, c'è qualcuno che comincia e dice, oddio, oddio, oddio, se non si fanno un attimo un po' le conti e dice, vabbè, è finita, è finita. Possiamo dimenticarci di fare la spesa con queste cose. Adesso scherzo un pochino per alleggerire.
Però questo era, quando io ho letto queste cose, perché il Padre Eterno ha sempre fatto così, che ho il cuore abbastanza forte, che ancora l'infarto proprio secco non mi è preso, però voi capite, uno legge queste cose e dico, Io ho una testolina che purtroppo non sono capace di...
Ah beh, lascia perdere, pensa a altro, ma come pensi a altro? Io non ci dormo la notte con una cosa del genere, voi capite? Cioè, devo diventare prete, devo amministrare queste cose. La che moglie mi ha detto che andavo a letto con una, gli ho dato da sette anni di giù una panna in acqua, non so cosa c'era.
E se non glielo do, che succede? Capite? Voi mettetevi un attimo nei panni, non è che uno prete ci nasce, no? Ci diventa, comincia a pensare, comincia a dire, fammi approfondire, fammi... Cioè, a tocca fa qualcosa qua, che dobbiamo uscire da questa situazione. Allora, non è che si esce tanto da questa situazione, però, una penitenza di questo genere, cosa ti dice?
Che questo è un peccato molto grave, punto. Che i danni che produce a te e intorno a te sono talmente gravi, che ci vuole una penitenza così grave per ripararli. Poi, che siano sette, speriamo che siano sette giorni, speriamo che no, però, parla di storia mia, ma scusa un attimo, che io purtroppo non ho metà a pensare.
Voi immaginate un po' lo ragazzotto, veramente è nato nel settecento, che un giorno gli ha preso la fortissima tentazione, è innamorato, due ragazzi che sogliono bene, è normale che si attraggano, no? Quindi è naturale, sacrosanto, veramente ha avuto una tentazione, cioè un giorno ha fatto proprio...
è caduto in tentazione. Può succedere. Ecco, sto poraccio si va a confessà, PUM! Sette anni di digiuno a pane e acqua, e questo si va a sette anni di digiuno a pane e acqua. Scusate, no, io dovevo cominciare a pensà, ma c'è uno del giudizio universale, sto cristiano... E lì sono successo.
Allora, cioè, ah, si va a confessà il ragazzotto di oggi, dai confessori che io scherzosamente richiamo per una storia legata ad una tradizione d'ombrudino, io li chiamo così, perché... Dove? Dove? Se va a confessà ad ombrudino, che neanche gli dice, ma, mi raccomando, da oggi in poi se deve smette, no, non fa niente, gli dice, di un Ave Maria, scusate, questa è una fatta, e quanto è Carlo in Francia, è stato assolto subito con Ave Maria.
Ma quell'arco cos'è fatto? Sette anni di digiuno a pane e acqua, ma immaginate la scena davanti al nostro signore, c'è qualche problema, se deve stare forse qualche problema. Dice, ah oh, che vogliamo fare? Qualcuno mi sta dando la mano, perché io ancora non ho bisogno di portare questo problema.
Io vi sto raccontando cose reali. Come risolviamo questo problema? Allora, in ogni caso, quello che resta, è la percezione della serietà del peccato. Quindi la prima cosa che uno deve fare, ecco, è fare un cammino di conversione. I padri della Chiesa, quando cominciarono a capire bene la dinamica del sacramento della conversione, lo chiamavano anche, con un altro nome, che era il sacramento della conversione.
Perché? Perché la confessione prevede dei passaggi, il primo dei quali è la presa di coscienza del peccato. Come capisco subito chi c'è davanti, quando si presenta, come ho detto prima, così capisco immediatamente, appena apre bocca una persona, se questa persona ha fatto un cammino, e se vuole confessarsi, perché vuole confessarsi.
Immediatamente, alla terza parola che dice, subito, istantaneo. E io vi assicuro che di questi tipi di confessioni ho avuto la grazia di sentirne una montagna. Ma di persone che veramente, cioè io rimango immobile e muto, hanno chiesto perdono a Dio di una vita in cui hanno saputo riconoscere e discernere di tutto e di più.
Con una umiltà, con una sincerità, edificanti per noi. Ve lo dico. E sono usciti da lì completamente risolti. È chiaro che questo, qual è la conversione? La conversione è uno, io mi confronto con la legge di Dio. Io ho fatto 53 catechesi su dieci comandamenti. Quando è uscita la traduzione dei Benigni, su Facebook è uscito un post.
Hanno dato 4 milioni di euro a Benigni per l'insacco dei cretinati in due serate. Ci stanno 53 catechesi su dieci comandamenti gratis. Qualcuno ha scritto Don Leonardo, Don Nicola o Don Francesco è uguale. D'accordo. 53 catechesi, 53 ore faccio una testa con il pallone. Insomma, sono tante insomma.
Capite? Però, andarli proprio a, capite, a verificare, beh, non lo possiamo fare chiaramente questa sera, è fondamentale. E quando tu ti trovi dinanzi a una cosa che cominci subito a irrigidirti, cioè la legge di Dio dice questa cosa è male, e tu dici ah io non c'è niente di male, devi dare una calmata.
Subito. Perché se Dio dice che una cosa è male, quella cosa male è. Se tu non la vedi come male, questa non è una cosa che ti autorizza a ribellarti, ma ti autorizza a fare un passo indietro, ad aprire il cuore. C'è qualcosa che tu non conosci, c'è qualcosa che tu non comprendi, c'è un itinerario c'è un itinerario che tu devi fare, capite?
Ma noi non possiamo metterci a litigare col Padre Eterno. Non possiamo. Io quando sento qua certi discorsi, anche in ambito ecclesiale, assurdi, d'accordo? Cioè, la legge di Dio non può essere cambiata da nessuno, da nessuno, sapete cosa significa nessuno? Quei nessuno non ci stanno preti, ci stanno vescovi, ci stanno cardinali, eppure Pietro e i suoi successori.
Sono servi di Dio, sono servi del deposito della fede, nessuno lo può toccare, nessuno. San Pietro stesso ha detto bisogna obbedire a Dio, non agli uomini. Se un uomo, forse pure un uomo di chiesa, San Paolo dice se un angelo del cielo mi inizia a predicare un Vangelo diverso da quello che avete sentito da me, sia anatema, sia scomunicato, non si tocca, non gli può toccare nessuno che ci comanda a me, non può dare le dispense a nessuno.
Sapete a me quante volte vi racconto fatti reali? Persone sposate al comune. Io ero un giovanissimo viceparolo, tranquilli, devoti, comunione. Io non lo sapevo. Un giorno parlando. Ma noi siamo sposati al comune. Come siamo sposati al comune? Ma fate la comunione, tutti, tutti, tutti.
Ma non si preoccupate, non c'è nessun problema. Come non c'è nessun problema? Sposate al comune, ma che sei matto? Stia calmo, non si preoccupate. Noi siamo andati in Pellevina a San Giovanni Rotondo. E dico, beh, ma a te confessava il padre mio? No, no, no, noi siamo andati a confessarci proprio lì.
E abbiamo trovato un frate che ci ha detto, ma non vi preoccupate, vi volete bene? Sì. Non avete voluto stare a banchiere? Non vi preoccupate, ve la tolgo io la dispensa. Fatevi tranquillamente la comunione, se volete qualche cosa, dico, ma la dispensa di che? Ma che sei matto? Ma che sei matto?
Un prete non c'ha il potere della dispensa, ma che sei matto? Oppure gente, me la sono venuta a riferire. Dice, lei Don Leonardo l'ha fatto così di figlio più lunga, io, abbiamo fatto due figli, lavoro solo io e faccio l'operaio. E non ce la fa Maria alla fine del mese. E io sono andato a confessarmi, ho detto, dico, che devo fare?
Gli altri figli non ce li posso avere. Ma avete fatti due? Sì. Vi volete bene? Sì. Che basta, che vedete dall'altro? Ma tu non ti preoccupi, ma la Chiesa, ma non ti preoccupi, tanto tu l'hai fatta, ti autorizzo io, tranquillo, ma la comunione, fatevi qualche cosa, nessuno la può dire.
Un prete che dice una cosa di questo genere, quando va dall'altra parte, il nostro Signore, gli fa una faccia tanta, dico Leonardo, d'accordo? Perché dietro un'apparente bontà, c'è una superbia, spavento, ma tu chi sei? Io ogni tanto queste cose dico, e chi è sto prete qua? Chi è?
Domine Dio, chi è? Tu come fai a dare la dispensa alla legge di Dio? Oh, io l'ho studiata la legge, per dare la dispensa alla legge tu devi avere il prete, tu devi avere il prete, tu devi avere il potere di farlo, se la legge è la legge di Dio, tu sei un ministro di Dio, sei un servo di Dio, tu non sei Dio, quindi tu obbedisci a Dio prima degli altri, e se anche in quanto, cioè, tu vuoi averci il cuore tenero, ti fa pena questa situazione, per carità, ci possono essere delle situazioni umane, contingenti, difficili, che richiedono anche l'eroismo nell'osservanza della legge di Dio, ma tu non puoi dare nessuna dispensa, devi incoraggiare, devi sostenere, devi pregare, devi farti prossimo, tutto quello che vuoi, ma non puoi dare dispensa, perché dietro ad un'apparente bontà, ripeto, c'è una prevaricazione, una superbia terrificante, tu non sei il Padre Eterno, capito?
Io molte volte mi trovo in condizioni che io gli dico ai miei genitori, guarda, se io potessi, ti vorrei dire altro, ma non posso, io non lo posso fare, e se lo faccio, so fare i miei, grande, ma se lo faccio, so fare i miei, grande, grande, so fare l'altro, io posso giveni i miei pody, io posso posso raggiungerli, togliere il distancing, sono tante cose peccate, per non chiudere le molte cose foodoo, e sto che sono imp certa, basta che Pan premiere come e con alla chi a lu int verolat il cс La causa del mio male non è che mio marito non mi capisce, non è che al lavoro mi trattano male, tutto quello che ti pare.
È solo questo. Perché se io vivo in grazia di Dio, in comunione con Dio, pure se il datore del lavoro mi tratta male, io sono contento lo stesso e ho la pace nel cuore, lo perdono, lodo pure Dio per questo fatto qua, perché mi consente di assomigliare un pochino a Gesù, che è stato trattato ben peggio, io devo non mettere l'altro datore del lavoro a me e quindi mi darò l'onore di assomigliargli un po'.
È fine del discorso, finito. Non è tutta stata la gente. Conversione vuol dire che cambio qui, ma vuol dire che cambio anche vita. Cioè tu devi arrivare in confessionale che già stai vivendo come se ti fossi confessato. Non so se mi spiego. Vivi come marito e moglie con il fidanzato, prima smetti e decidi di smettere e poi devi confessare.
Prendevi la pillola anticoncezionale, non sto a fare. Prima smetti. Prima smetti e poi devi confessare. Non andavi mai a messa, prima ricominciando a messa e poi devi confessare. Bestegnavi come un turco, prima smetti e poi devi confessare. Facevi il reiki, facevi lo yoga, percati contro il primo comandamento, andavi dai maghi, andavi a fattere già le carte, prima smetti e poi devi confessare.
Eri favorevole al divorzio, all'eutanasia, all'aborto, alle unioni gay. Noi cattolici non possiamo essere favorevoli a queste cose. Non si può. Per noi non è un'opinione. Il divorzio è condannato dalla legge di Dio. Chi ha votato a favore del divorzio, a suo tempo, deve confessarsi.
Perché di tutti i divorzi che si sono compiuti, tu ne sei corresponsabile. Perché pure per il voto tuo si sono sfasciate le famiglie. Stessa cosa vale per l'aborto. Stessa cosa vale per eventuali provvedimenti eutanasici. Stessa cosa vale per le unioni omosessuali. Stessa cosa vale per le adozioni.
Tutte queste cose, tutt'ultima, ce le stanno a fare. Senza giudicare le persone. Cioè, tu non puoi essere cattolico e aderire a queste dottrine. È un peccato grave contro il primo comandamento. Questo non vuol dire che tu non debba avere o non possa avere comprensione, misericordia e vicinanza per i casi singolari di singole persone che si trovano a vivere una certa problematica, magari con sofferenze.
Tutto quello che vuoi. Però capito? Perché un conto sono i principi su cui noi non possiamo transigere. Un conto sono le persone con cui possiamo e dobbiamo parlare. Spero di essere chiaro. Quindi, quando si deve confessare, ci deve essere già una presa di posizione differente. Perché la confessione, e qui entriamo in merito, è nulla in due casi, da parte del penitente.
Nulla è sacrilega. Cioè, non soltanto che non esci con i peccati rimessi, ma esci con la coscienza aggravata. Due casi. O non confessi tutti i peccati che hai commesso, o perché ti vergogni, o perché c'è paura del prete che ti smagna, oppure perché ti senti tu in diritto di dire questo non lo confesso perché sarebbe peccato ma io non scelgo niente dei mali.
Uno, due e tre. Perché la confessione si fonda, anzitutto, sui cosiddetti atti del penitenti, che sono l'accusa dei peccati. I peccati mortali si confessano per specie. Numero. Il numero bisogna dire. Certo, non è che uno ha il pallottoliere dietro, no? Ho commesso, sono mancato dalla Messa 124 volte, che faccia di così in vita mia.
Però bisogna dare l'ordine di grandezza. Cioè se io in tutta la vita, per esempio, so che sono andato a Messa sempre, che mi sarà successo due volte, tre volte massimo, di non andarci volontariamente, dirò tutta la mia vita guarda io sono andato a Messa nove volte. Parola di successo, due o tre volte che ho mancato.
Però se io c'ho avuto un periodo di crisi, c'ho avuto, per esempio, la classica botta adolescenziale, che il giorno della crisi mi sono sparito. Poi mi sono riaffacciato anche io al giorno del matrimonio. Con tanto di confessione nulla e di comunione sacrile che al giorno del matrimonio.
E poi ben altri dieci anni mi sono fatto gli affari miei. Questo lo devo dire. Cioè da quando avevo 12 anni a quando ce n'avevo 35, io c'ho avuto l'allergia alla puzza della cera, per cui via la calcolatrice, sono 58 messe di precetto l'anno, fa 58 per 20 e vedi quanto fa. Quindi l'ordine di grandezza bisogna darlo.
Perché ogni peccato mortale è un danno, incalcolabile per la nostra anima. Non certo perché il prete si diverte a stare lì e dire «Ah, dimmi quante ne fate! Guardate!». Se uno se ne potesse risparmiare, se ne risparmierebbe molto molto volentieri. Ma per l'integrità della confessione.
Quindi. Oppure quando non c'è il pentimento. Cosa si dice nell'atto di dolore? Che quello che ho fatto, io ho preso coscienza che è male e mi dispiace di averlo fatto. E' una cosa dei miei peccati. Perché peccato non merita dei tuoi castighi? Cosa che qualcuno vorrebbe abolire. Ma non è così.
Perché se ti devi fare sette anni di digiuno al pane e acqua, torniamo sempre allo stesso coso, che significa? Significa che quel male che tu hai fatto deve essere ripagato, deve essere riparato. Capite? Castigo in latino vuol dire castum agere, purificazione, Dio ti rimette la colpa.
Ma il male che tu hai provocato e scatenato, lo paghi tu. Non lo paga lui. Lui l'ha pagato una volta per sempre sulla croce. E questo pagamento integrale ce lo comunica una volta nella vita. Quando siamo battezzati. Successivamente ti comunica il suo merito infinito di scrivere San Tommaso in maniera parziale.
Ti toglie la colpa, ti toglie delle conseguenze, il resto te la toglie in parte la penitenza che ti dà il sacerdote se è adeguata, più quelle che farà giù nella vita. E se non bastano, te la fai in purgatorio. Questa è la dottrina cattolica, non la può cambiare nessuno che sta qui.
Attenzione da Nasa al Confessanice. Infatti quando Carlo in Francia mi è andata bene, gli hanno detto in tutti i colori dopo quando sei morto i morti le anime sante del purgatorio, le parolacce non le dicono più. Stasera vi insegno qualche parolaccia santa. Però qualche parolaccia santa quando stanno ad ansia a giudizio particolare guardate che Madre Maria gli comincia a dire mannaggia i peccati suoi che possa morire ammazzato per la fede questa è la seconda parolaccia che gli dirà e che lo possano corrigare grazie di benedizione.
Questa è insegnata da San Filippo Neri e da Sant'Alfonso. Insieme a mannaggia al demone e mannaggia a Satana se possono dire queste cinque. Quando uno ti fa arrabbiare dici mannaggia i peccati suoi te l'ha mai detto nessuno. Si può dire ho poco soddisfazione ma meglio diciamo mannaggia i peccati tuoi secondo me ti ridice.
Nel pentimento c'è uno il dolore ma poi c'è propongo col tuo santo aiuto di non offenderti mai più. I famosi divorziati i sposati che la Chiesa che è cattiva li punisce e non gli dà la comunità. Ci sono delle situazioni che non possono ricevere l'assoluzione per un motivo molto semplice che non può essere perfezionato l'atto del pentimento.
Punto. Se io sto in stato di peccato non posso essere assolto. Lo capite? Cioè se io mi vado a confessare che attenzione ci sono dei casi pubblici perché poi questi poracce divorziati di sposati come quelli di sposati al comune come quelli conviventi che in tutte le altre situazioni pubbliche non possono essere assoluti e poi c'è una caderba di gente che entra in confessione e che dovrebbe uscire senza l'assoluzione come dico prima e dovrebbe stare seguta la domenica.
D'accordo? Perché se tu per esempio adesso ci stanno le confessioni di Pasqua a Pasqua ogni tanto qualcuno dice beh la confessione una volta all'anno bisogna farla però se si va a confessare per Pasqua un cosiddetto non praticante cosa significa essere cattolico non praticante? Praticante vuol dire amico del diavolo perché pure il diavolo non è praticante però la fede la conosce molto meglio di noi comunque se tu vedi a confessare per Pasqua e a messa non ci vai mai se tu prima di andare a confessare non hai già fatto il proposito che a messa almeno una domenica ci cominci a andare quella confessione è sacrilega è sacrilega è sacrilega perché Dio perdona qualunque peccato pure se hai ammazzato qualcuno ma Dio non perdona dice Sant'Alfonso manca una bugia che non è un peccato mortale se tu non sei pentito pentito vuol dire che ti dispiace di averlo fatto e che hai il proposito di non farlo più gli esempi che ho fatto prima se una coppia usa la contraccezione non si può andare a confessare se il sacerdote l'assolve leggete Sant'Alfonso io non parlo di cose mie allora il sacerdote che l'assolve se gli risulta questa cosa il sacerdote deve verificare questa cosa se il sacerdote assolve lui commette un peccato mortale a dare quella assoluzione e quella assoluzione non ha nessun valore quindi tu rimani in stato di peccato e se ti fai la comunione fai comunione sacrilega cioè mangi e bevi come scrive Sant'Alfonso la tua condanna non c'è niente da fare nessuno può derogare a queste cose qua se vanno a confessarsi una coppia di ragazzetti che hanno scelto di vivere con marito e moglie prima del tempo pur senza convivere non possono essere assolti possiamo continuare a tempo di tempo non parliamo poi questo è un altro peccato quasi nessuno confessa delle situazioni di nemicizia familiare muore mia madre mio fratello comincia a far più potente io non ci parlo più io ci faccio causa andiamo a fare la comunione io ho conosciuto situazioni familiari distrutte in lite che sono morti e non sono neanche al funerale del fratello ma la domenica dopo stavano a chiesa a fare la comunione ma se Gesù dice se tu ti presenti all'altare all'angelo di Matteo e lì ti ricordi che qualcuno ce l'ha con te lascia l'offerta non la comunione all'offertorio devi uscire come uscivano vedete perché gli facevano uscire all'offertorio e poi ritorni altro che la comunione adesso sei matto ma mio fratello è un prepotente si è fregato tutti i soldi e allora che vogliamo fare tu in nome dei soldi rompi il legame con tuo fratello se tuo fratello è prepotente lo perdoni lasci perdere i soldi non sono il dio della vita il più importante è il legame del sangue con tuo fratello ma tu non puoi non parlarci più e non vederlo più ho l'anarma di nuovo del figlio scusatemi no e poi la comunione questi sono beccati diffusissimi ma che quasi nessuno confessa e che quasi nessuno percepisce come seri o come grandi per quanto riguarda le relazioni con gli altri non ci abbiamo scato perché Gesù ci ha detto che dobbiamo perdonare sempre tutto e tutti non ci abbiamo scattato diecimila talenti contro duecento denari io quando faccio le prediche spiego le equivalenze sono delle cifre stratosferiche per cui se qualcuno ci ha fatto qualcosa di male noi siamo tenuti come diceva Gesù a perdonarlo senza se senza ma senza però e senza niente se qualcuno ce l'ha con me e lì ti ricordi che qualcuno ce l'ha con te ma c'è qualcuno che pensa di dovermi perdonare qualcosa che ce l'ha con me io devo fare il primo passo per andarmi a riconciliare lascia l'offerta e vatti a riconciliare vagli a chiedere scusa se poi tu ti dici ti voglio chiudere il mancoscritto al muro dopo che tu hai fatto un gesto di riconciliazione a posto perché non dipende da te ma se possibile se per quanto dipende da voi vivete in pace con tutti la comunione durante la missa Gesù rinnova sacramentalmente il suo sacrificio tu vai a ricevere il figlio di Dio che sarà un po' più grande di te innocente senza peccato che si è fatto ammazzare portando i peccati di tutta l'umanità pure i tuoi ammazzare in una maniera impressionante e tu non sei capace di sopportarti uno sgarbo un'umiliazione un torto da parte del prossimo e tu lo leghi al dio e non ci parli più è impossibile è assurdo allora tutte queste cose quando parte le assimilo le verifico ci penso faccio l'esame di coscienza scelgo da che parte stare decido di lasciare il peccato poi guardate arrivi così alla confessione risorgi vi ripeto io ne ho viste tante il sacerdote vi deve aiutare in questo qui questo è l'ultima cosa che dico in assoluto un buon confessore deve averci quattro requisiti santo Alfonso pratica del buon confessore è difficile trovare buoni confessori il confessore è un padre numero uno è un maestro numero due è un medico numero tre ed è un giudice numero quattro anche un giudice termini che a me oggi non piacciono è un padre perché chiaramente la prima cosa che deve trasmettere è accoglienza amore e bontà la verità va sempre detta ma sempre con estrema dolcezza e carità sapendo che c'è davanti una persona molte volte c'è davanti una persona che non sa quello che ha fatto che non se ne rende conto e che devi prenderla per mano e aiutarla nel suo cammino nella verità ma anche nella carità tu la persona devi fargli prendere coscienza del senso del peccato e se ti accorgi che una persona che per esempio il senso del peccato non ce l'ha la devi aiutare la devi aiutare anche in diretta a fargli rendere conto chiaramente con estremo carbo, tatto e gentilezza aiutarla a fare l'esame di coscienza se non l'ha fatto bene per verificare che e aiutarla in questo senso la terza cosa è un medico un medico vuol dire uno che fascia le piaghe e fascia le ferite esercita la professione di medico nel dare una penitenza proporzionata la penitenza sacramentale serve a riparare le conseguenze negative che i peccati hanno fatto in noi e deve essere proporzionata dice la chiesa nel concilio di Trento al numero dei peccati per questo bisogna dirgli alla loro gravità e alla condizione del penitente se un penitente lui ti accorgi che è debole è un miracolo essere confessato anche se dovresti dargli una penitenza abbastanza grande gliela dai più piccola però devi fare attenzione se la dai più piccola al penitente qualcuno con la penitenza la deve fare chi la fa secondo voi?
andate a vedere come sono ridotti i numeri come erano ridotti i muri della stanza del santo curato Tarzi la notte stava con le catene in mano una notte dormiva un pochetto poi c'erano le penitenze per tutti qualcuno la deve fare state attenti ai confessori che avete accertatevi se vi date l'ave maria è un grande santo quello passa la notte con la disciplina degli uccellini si scarnifica la notte mi raccomando padre io ti ringrazio però fa un po' di penitenza per me diteglielo tanto male poi se pure va andata bene così va andata bene se la fa qualcuno va andata bene ci deve essere anche la proporzione delle condizioni soggettive del penitente se tu ti accorgi che una persona non ce la fa non devi dargli una penitenza troppo onerosa però vi ripeto a qualcuno la devi fare se no quello ti manda agli accidenti quando poi si trova davanti al padre dello e poi deve essere un giudice cioè deve verificare se il penitente sta nella condizione di poter essere assolto subito o non subito o per niente fino a quando non cambiano alcune condizioni è un giudizio chiaramente che deve fare non è che ce lo deve niente cioè ci sono delle cose oggettive gli ammessi non ce l'hanno mai tu gli dici hai capito che è una cosa che non va bene tu?
se l'unica prossima c'è mai se ti risponde di sì se mente peggio per lui tu professore lo puoi assolvere ma se ti dice no io non vado da nessuna parte padre tu lo sto dicendo io non c'ho nessuna intenzione se ti fa così ti lega le mani tu non lo puoi assolvere perché non c'è il pentimento quindi devi fargli capire con tanta carità che in quella condizione un prete è un ministro non è Dio io non posso assolvere una persona che certamente Dio non assolve perché non è pentita non ho questo potere cioè se io dicessi io ti assolvo dai tuoi peccati nel nome del padre tu non esci assolto capite?
ecco perché il sacerdote che lo fa fa peccato mortale e non lo deve fare perché inganna il penitente non c'è capite? è come se io avessi voi vedete sono vestito da prete io io in tasca ho il tesserino firmato dal vescovo perché io potrei pure essere un pagliaccio chi mi ha detto che sono un prete veramente io?
mi metto una veste d'alane mi metto un colletto e poi mi giro così ma io sono un prete perché sono stato ordinato se io essendo vestito da prete salissi sull'altare faccio questo a tutti quanti mi vedo vestito da prete vado sull'altare consacro tu pensi che ho celebrato la messa e che ho fatto la comunione le cose della fede non si vedono quindi ma io non ho celebrato nessuna messa e tutte le persone come se mangiano un pezzetto di pane perché io prete non ci sono similmente se io vado ad amministrare un sacramento a chi non sta nelle condizioni di poterlo ricevere quel sacramento semplicemente non c'è capite?
e qui c'è un atto di umiltà da parte sia del penitente che deve riconoscere le condizioni per cui lui è tenuto a fare una buona condizione e sia del sacerdote che deve verificare come se io tutti cioè il sogno del sacerdote deve soffrire sempre tutti e bene ma questo sogno si scontra poi con la realtà che va verificata e che non sempre corrisponde a quello che uno auspicherebbe io mi fermo perché nella confessione potremmo stare a parlare fino a notte inoltrata magari lasciando qualche spazio alle domande però permettetemi un augurio io vi auguro se non l'avete mai fatta di fare bene la confessione della vita io l'ho fatta più di qualche volta non ho nessuna difficoltà a dirlo e preparate bene con fogli di quadernone belli pieni perché tutti noi potrei pure averci scritto che ho detto tante bugie e tante parolacce non è detto che tutti debbano essere dei grandissimi peccatori perché ha fatto chissà che cosa è stato il tempo di poter fare questo gesto bene almeno una volta nella vita perché gli effetti di una confessione ben fatta sono se potessimo vederli veramente piangeremmo di gioia perché Gesù è venuto al mondo per questo per togliere i peccati il regalo più grande che si possa fare a Gesù è la confessione fatta bene c'è più gioia in cielo per un peccatore che si commette e per molti che non hanno bisogno di confessione gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo ti rendiamo grazie Signore di tutti i benefici