Stemma di don Leonardo Maria Pompei Don Leonardo Maria Pompei Sacerdote · Apostolato

Audio · Catechesi varie

La potenza della lode

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Se qualcuno pretendesse di indicarvi il cammino più breve e più sicuro che conduce alla felicità e alla perfezione, dovrebbe consigliarvi, come regola di vita, di ringraziare e di lodare Dio per tutto quanto vi succede. Infatti è certo che qualunque sia l'avversità incontrata, voi la trasformerete in benedizione se lodate e ringraziate Dio per questa prova.

Chiedete a Dio la grazia di vedere la sua mano in ogni prova, poi la grazia di sottomettervi subito, non solo di sottomettervi a questa prova, ma di accettarla e di rallegrarvene. Penso che giunti a questo stadio vedremo sparire la maggior parte dei nostri fastidi. Il padre di Jim beveva da 30 anni.

In tutti questi anni la madre di Jim è più tardi di lui stessa. Il padre di Jim e la sua moglie avevano pregato perché Dio lo guarisse, ma senza ottenere risultati. Il padre di Jim rifiutava di ammettere la sua passione per l'alcol e aveva l'abitudine di inalberarsi quando gli si parlava di religione.

Un giorno Jim mi sentì parlare della forza che si sprigiona quando cominciamo a lodare Dio per ogni difficoltà della nostra vita, invece di supplicarlo di cambiare le circostanze che ci sono sgradite. Jim portò con sé una registrazione della riunione e la fece ascoltare e riascoltare ai suoi amici.

Poi un giorno fu colpito da questa idea. Non aveva mai pensato di lodare Dio per la situazione in cui si trovava suo padre. Tutto eccitato, ne parlò a sua moglie. Cara, dobbiamo ringraziare Dio e lodarlo per il fatto che mio padre è alcolizzato, perché fa parte del piano meraviglioso che egli ha per la sua vita.

Nel corso della giornata ringraziarono e lodarono Dio per ogni aspetto della situazione. La sera si sentirono ricolmi di una gioia e di una speranza completamente nuove. Il giorno seguente i genitori arrivarono a mezzogiorno per la tradizionale visita della domenica. Il padre di Jim aveva l'abitudine di renderla più breve possibile e di lasciare suo figlio appena terminato il pranzo.

Questa volta, però, mentre beveva il caffè, chiese all'improvviso. Che cosa ne pensate di questa rivoluzione di Gesù? Ieri sera la televisione ce ne ha mostrato alcune immagini. È semplicemente una nuova moda? O succede realmente qualcosa a questi giovani dediti alla droga? La domanda condusse una lunga e sincera riflessione e discussione su cristianesimo e i genitori rimasero fino a sera.

Nel giro di alcune settimane il padre di Jim ammise di essere alcolizzato. Si rivolse a Gesù Cristo e fu completamente liberato dall'alcol. Ora, insieme con la sua famiglia, Rattò racconta a tutti coloro che incontra come Dio agisce mediante la lotta. E pensare che per trent'anni abbiamo pregato perché Dio trasformasse papà?

Abbiamo trascorso solo una giornata a lodarlo per il suo stato? E guarda che cosa è successo. Raccontava Jim. Lodare, secondo la definizione del vocabolario, significa fare l'elogio di qualcuno. Portarlo alle stelle. Rendergli onore. Celebrare il suo amore. Il suo merito è acclamarlo.

Lodare è dunque dare la propria approvazione, esprimere il proprio benestare di fronte a qualcosa. Dare la propria approvazione significa che si accetta e che si è d'accordo con ciò che si approva. Vi ho letto soltanto l'introduzione, e la prima pagina è tre righe, di un libro che, quando l'ho trovato, e poi vi dirò se è fatto un atto di fede come mi è arrivato, mi ha raccontato.

Mi ha trasformato la vita. Non è una cosa molto antica, cioè tre o quattro mesi fa. Voi dovete sapere che questo libro, e il titolo di questo libro, è arrivato dall'alto. Perché un'anima, X, dall'alto, Y, non c'è bisogno di scendere troppo in particolare, ha sentito parlare di un certo Merrin Carothers.

In questi termini. E' un pastore. E' un pastore metodista, questo. Non mi riconosce, ma presto mi riconoscerà. E immaginate chi è il soggetto che ha parlato. Però, le cose che scrive sulla potenza della lode, dovete metterle in pratica tutti. Quindi, questa è la fonte, diciamo così, potete anche non crederci comunque.

Crederci o non crederci, questo è un episodio di cui sono venuto a conoscenza. Insomma, io addirittura, quando ho sentito questo episodio, non ho neanche capito bene, il nome di questo autore, perché avevo capito Merri. Invece questo si chiama Merlin Carothers, quindi si squinsagliano un pochino di persone a cercare in giro, esce fuori sto libro.

E' una bomba d'oggi. Io adesso vi condurrò, se il signore mi aiuta, attraverso, sono tutte tante cose, che noi dovremmo sapere benissimo, perché se uno fa attenzione, non sa che la scrittura è piena di questa roba. Il problema è che non ci facciamo caso. Voi sapete, San Paolo dice, nel famoso inno alla carità, nell'Overture, nell'introduzione dell'inno alla carità, dice, guarda, aspirate ai carismi più grandi e io vi mostrerò una via migliore di tutti, spiegando poi che la carità è il cuore della santità e della vita cristiana, e che senza la carità tutte le virtù sono vane, o a volte addirittura neanche sono virtù.

Ecco, io volendo parafrasare, con tutto il rispetto per l'apostolo, vi mostro oggi una via migliore di tutti, facendo il pappagallo di ciò che mi stavo detto, che è la via della lode, è la via della gioia, è una strada spettacolare, meravigliosa, io ho iniziato con questa citazione della potenza della lode di Merle il Cavote, schiuderò con una sua un po' più lunga citazione tratta dall'altro libro che ha scritto il primo, che è Dalla prigionia alla lode.

Quindi dentro queste due, come dire, inclusioni, andiamo un po' a vedere che cosa ci dice la Sacra Scrittura, il Nuovo Testamento, sulla lode. Il passo fondamentale è questo. Uno dei più importanti. 8.28 Tutto concorre al bene di coloro che amano Dio. Citazione testuale. Questa, se voi mi perdonate, ci fate un bel quadretto e la mettete sopra il letto.

Tutto concorre al bene di coloro che amano Dio. In greco è panta. Cioè tutte le cose, tutte, nessuna esclusa, concorre al bene. Concorre. Non è che tutte le cose sono... positive e buone, ma tutte, anche quelle negative, concorrono al bene. Tutto di coloro che amano Dio. Se noi siamo in comunione con Lui, se noi cerchiamo di vivere nella Sua amicizia, noi dobbiamo essere assolutamente certi che qualunque cosa accade, ma qualunque, ma pensate alle cose più tremende che possano succedere nella vostra vita, sia sempre per un fine.

Dipendiamo. San Giacomo inizia la sua lettera, capitolo 1, versetto 2. San Giacomo, sapete che era il cugino carnale di Nostro Signore, insieme a San Giuda, era il figlio del fratello di San Giuseppe, il figlio di Alfeo, primo vescovo di Gerusalemme, un bel caratterino, bello ruspante.

Considerate perfetta Letizia, fratelli miei, quando... quando... subite ogni sorta di prova, sapendo che la vostra fede messa alla prova produce la pazienza. Perfetta Letizia. Voi conoscete, dice, noi oggi abbiamo ben saputo che Don Riccardo è terziario francescano, quindi lo saprà benissimo, il fioretto di San Francesco, perfetta Letizia, l'aneddoto col fratello non lo conoscete tutti quanti.

Dice, se dopo che abbiamo camminato la notte al freddo, scalzi, arriviamo in un convento nostro, bussiamo, fracichi, tutti in dammaticci, così, e scende un fratello con un bel bastone puntuto, e dice, ma chi te conosce, mi ha svegliato la notte, ci gonfia di botte, ci lascia stesi mezzi morti per terra, se tu in quel momento continui a lodare e benedire il Signore, e lo sai offrire per amore suo, scrivi, frate Leone, questa è perfetta Letizia.

Vi leggo... Passiamo un po' di... come si dice, di palo in frasca. Mi viene la tentazione, forse dopo, di leggervi. Voi sapete che nel breviario antico, ogni mattina, l'ora prima, si legge il martirologio. Cosa molto edificante, il martirologio tradizionale. Perché adesso Giovanni Paolo II, con tutto il rispetto al martirologio nuovo, ha, come dire, ha tolti i particolari un po' più scabrusi, d'accordo?

Quindi, invece, nel martirologio del 62, sono descritti i belli squartamenti, gli scannamenti che facevano i martiri, ma delle cose, veramente, che la mattina, questo si fa pure la mattina presto, uno si è appena svegliato, pah, arriva subito un cazzotto nello stomaco, e dice, ma come hanno fatto questi a resistere in questo modo?

Ma delle cose agghiaccianti, delle cose allucinanti. Stamattina, il martirologio di questa mattina, dice che hanno impiccato, hanno impiccato un albero, dopo averli massacrati di botte, due monaci, e hanno sentito che cantavano i salmi, dopo la morte, testimoni oculari, quindi, ancora cantavano, dopo essere stati ammazzati in quel modo, no?

Quindi, perfetta letizia, quando venite sottoposti ad ogni genere di prova. San Pietro, non è, diciamo da meno, del suo grande confratello, apostolo e amico, San Giacomo, perché anche lui, sempre nell'incipit della sua lettera, quindi nel primo capitolo, stavolta al versetto 5, usa queste splendide parole, perciò, siete ricolmi di gioia, guardate qua, perfetta letizia, gioia, sentite il vocabolario, eh?

Anche se ora dovete essere, per un po' di tempo, afflitti da varie prove, quindi la gioia nella prova, non la gioia nonostante la prova, affinché la prova della vostra fede, la vostra fede messa alla prova, molto più preziosa dell'oro, ma che pur destinata a perire tuttavia, si prova col fuoco, torni a vostra lode, gloria e onore, quando Gesù Cristo, si manifesterà, voi lo amate senza averlo visto, e ora senza vederlo credere in lui, perciò esultate, esultate, chi di voi è tifoso di qualsiasi squadra di calcio?

Se siete tutti gli antisanti, che siete distaccati dal mondo plebeo del football, allora, esultate, vuol dire quando uno segna, se mette a fare il bacio, se mette a fare, capito? Dice, aleee, evviva, cioè, in questo modo un po', esultate di gioia indicibile, gloriosa, quindi, proprio, fium, si sprizza allegria e gioia da tutti i pori, mentre si stanno a mettere in croce, quindi, afflitti da varie prove.

Dici, che succede? Siamo una banda di matti? Eh, no, non siamo affatto una banda di matti, perché questa è l'unica forma di vera saggezza che esiste. Allora, poi ne sentiamo alcun altro, perché ne sentiamo pure San Paolo, perché davanti a tutti, perché qualcuno dice che San Paolo predicava la fede, San Giacomo predicava le opere, e pure San Pietro era un po' più fumolarista, e invece San Paolo predica la fede, no?

Allora, San Paolo sicuramente dirà un'altra cosa. Ma no! San Paolo dice la stessa cosa, perché nella Lettera ai Filippesi, uno dei passi tanto amati da San Filippo Neri, che era il santo della gioia, che cosa dice? Penso che lo sappiate un po' tutti a memoria, perché è abbastanza famoso.

Capitolo IV. Fratelli, rallegratevi nel Signore sempre, batita rossa, sempre, non quando le cose vanno bene. Ve lo ripeto ancora, rallegratevi. La vostra affabilità, o amabilità, nella nuova traduzione, come preferite, tanto i termini sono analoghi, sia nota a tutti. Affabilità vuol dire chiunque ti incontra, mi incontra un musolungo fino ai piedi, che dice questa donna mia, questo fa, fammi cambiare, questo è nubre, è tetro, è scuro, meno che mai trova uno incavolato, è nero, c'è un diavolo per il capello, che sta tutto il giorno a brontolare, a lamentarsi, a sciolinare, questo non va, questo non va, governo ladro, Renzi assassino, la cosa sta top in tax, incontra una persona solare, lieta, felice, ma non sono i cretinetti questi qua, capite?

San Bernardo parla di mondani come di quelli che stanno, come dire, imbambolati in quella che noi chiamiamo la stolta allegria, che stanno sempre a ridere, non ci stanno niente da ridere, non è l'allegria degli stolti, è la gioia del cuore di coloro che sanno, che stanno facendo la volontà di Dio, per quanto dipende da loro, e per quanto non dipende da loro, quindi per quanto sta intorno a loro, stanno facendo la volontà di Dio.

Qualunque circostanza lieta o prospera, stiano vivendo. Merlin Carothers dice, state attenti, che se tu non impari a fare questo, Dio ha le mani bloccate, cioè non può manifestare la sua potenza e la sua gloria nelle tue sofferenze. Qui tu continui a soffrire, continui a stare male, continui a stare scomodo, continui a stare infelice, e Dio non opera.

Perché aspetta che tu gli dica, nella fede, e adesso vedremo qualche passo ulteriore, Signore, tu hai fatto bene tutte le cose, se questo accade, tu l'hai voluto o lo hai permesso, va bene, non solo va bene così, si va in chiesa, Tedeum laudamus te dominum confitemur, finito il Tedeum, si comincia, Magnificat anima mea dominum, e basta, e si amante.

La prima cosa che vi ho letto oggi, è una testimonianza. Padre alcolizzato, 30 anni a pregare, Signore, fagli passare l'alcolismo, fagli passare l'alcol, ma adesso non è che non dovete pregare più, capite il senso di questo ragionamento, preghiamo sempre e chiediamo sempre tante grazie al Signore, però c'è questo segreto, che sembrerebbe un paradosso, se voi leggete il libro, c'erano situazioni peggiori di queste, ah queste andavano a patrò, a Storizzi dicevano, hai ruotato il Signore per questa sensazione, questa è una cosa negativa, questa è una situazione peccaminosa, cosa c'entra a Dio in una situazione di questo genere?

Tutti quanti discorsi, razionalmente, ineccepibili, inoppugnabili, ma noi sappiamo benissimo che Dio, che non è la causa mai del male morale, e anche molto indirettamente lo è del male fisico, però lo permette, capite, lo permette sempre per un fine più grande, che tu lo veda o che tu non lo veda, che tu lo conosca o che tu non lo conosca.

Andiamo avanti ancora, il Salmo 34, lo diciamo, cosa dice? Venedirò il Signore in ogni tempo, in ogni tempo, lo preghiamo no? Non tante volte purtroppo preghiamo, lo facciamo tutti, lo faccio pure io a pappagallo, in ogni tempo, sulla mia bocca sempre la sua lode, e più avanti dice, molte sono le prove che attendono il giusto, ma lo libera da tutte il Signore, c'è nessun problema.

Salmo 23, Salmo di Davide, se dovessi camminare in una valle oscura, non temerei alcun male, perché tu sei con me, il tuo bastone e il tuo vincastro mi danno sicurezza. Chiaramente dietro questo discorso, cosa c'è? La fede di cui vi parlavo in una delle prime meditazioni, parleremo della fede con la F maiuscola, d'accordo?

Noi sappiamo e dobbiamo essere sempre molto legati alla fede divina e cattolica, come la chiama Santa Madre Chiesa, e guai a noi e a chi in questa fede divina e cattolica non è assolutamente ferrato, non è assolutamente fondato, non è assolutamente radicato, ovvero la conoscenza chiara, distinta, approfondita e puntuale di tutte le verità di fede, liberate, dogmaticamente garantite, e dalle quali la nostra vita deve essere orientata e informata.

Questa è importantissima, ma questa non basta. Vi dicevo già che Sant'Agostino quando parla della fede ne parla in tre dimensioni, la fides quae, che è questa, la fides quae di cui abbiamo fatto riferimento in qualche meditazione del precedente, la fides quae è quella che conduce ad obbedire a quello che Dio vuole, quindi alla fede che si traduce, per dire con San Giacomo, nelle opere, quella che San Paolo chiama l'obbedienza della fede, e si fonda sul fatto che se Dio dice una cosa e se una verità di fede mi spinge ad una certa azione, la faccio e gli do credito assoluto perché Dio non può dire sciocchezze.

Ma c'è questa terza dimensione, che Sant'Agostino lo chiama il credere in, lui dice credere deum, la fides quae, credere de o, la fides quae, e credere in deum, che vuol dire dare a Dio una fiducia assoluta, che è una cosa che dà grandissime glorie a Dio. Cioè il discorso è questo qui ragazzi e ragazze carissime, Dio esiste o non esiste?

Dio è Padre o non è Padre? Dio è provvidenza o non è provvidenza? Dio è onnipotente o Dio non è onnipotente? È vero o non è vero che tutte le cose, cosa che sappiamo dalla fides quae, sono immediatamente soggette alla sua potenza e al suo volere e che a Dio basterebbe fare così, ma neanche così, non ci basta un movimento del pensiero, per cambiare istantaneamente qualunque situazione del mondo.

Istantaneamente. È vero o non è vero? Se non lo fa, se mi lascia in una situazione per esempio balonda, ci sarà un motivo. Tu non lo sai ma lui si. Allora avere questo tipo di fede, vuol dire dare a Dio la massima gloria possibile. Perché vuol dire, credere che lui è tutte queste cose e dimostrarglielo nella vita.

Sono riuscito a farmi capire? Guardate che io quando ho capito queste cose, guardate che si apre un mondo davanti eh. Dopo che uno sa queste cose, il primo giorno che c'è un muso lungo, è da mettere al palo e fucilarlo istantaneamente. È pure bituma. Non è possibile. Allora, cosa dice Gesù nel Vangelo?

Luca 17, 5, 6 Se aveste fede quanto un granello di senapa, tanto così, potreste dire a questo gelso, sradicati e gettati nel mare. Nessuno di voi tra un quarto d'ora andrà fuori nel giardino a fare perché siete tutte quante persone mature e intelligenti. In un altro passo parallelo dice, se aveste fede quanto potreste dire a questo monte, spostati e mettiti da un'altra parte.

D'accordo, ora non mettete che questi dopo i terbesi qua, se vi spostate i monti, vi litigano eh. Però il concetto è questo. Se tu hai questa fede, quale botta ti può arrivare nella vita? Quale montagna ti può cascare addosso? Quale? Nessuna. Nessuna. A me ogni tanto, sapete, in qualche momento di prova, di tribolazione, di difficoltà, insomma qualcuno, sul mio conto ogni tanto si inventano certe robe, certe storie, e quando mi arrivano dico oddio, ho fatto pure questo.

Dico, questo è nuovo, lo sapevo. Allora, io comincio a dire oddio, ma che succede? E se lo sanno questo? E se lo sanno quell'altro? E che succede? Ma sia, come fanno? Mi sospendono a Divinis, che fanno? Con la veste dall'aria andrò messo davanti a parte, che te? Se il Signore mi mette a riposo forzato, ci riposavo un po', qual è il problema?

Cioè, non è come deve stare a fare, ma se succede ammazzano, che fanno? Dopo che mi hanno ammazzato, che vogliono fare? Vogliono venire a squartare le ossa? Tanto che se mi squartano le ossa non fanno niente, che vogliono fare? Cioè, che succede? Cioè, tutte le preoccupazioni, tutte quante le nostre situazioni, ah ma diventerò prete, non diventerò prete, allora diventi prete, se Dio vuole prete, ci diventi.

Posso pure scatenare il mondo, il mondo intero contro di te, ma se Dio vuole prete, ci diventi, e se Dio non vuole che ci diventi, salvo due forzature, di cui abbiamo già parlato, non ci diventi, d'accordo? O meglio, se non ci diventi, senza fare forzature, sì certo, che Dio non voleva.

C'è altro da fare nella vita, non è questa la panacea, no? Noi dobbiamo fare quello che Dio vuole, noi dobbiamo fare quello che vogliamo noi, quello che vogliamo noi, scusate, ci stiamo un attimo ripetendo questi giochi, no? Quindi, lodare Dio in tutte le cose, vuol dire avere la fede che sposta le montagne, che vuol dire dire a Dio, tu sei il numero uno, tu sei un grande, tu sei colui che tutto può, colui che tutto sa, non importa niente che io non capisco, se io non capisco questa situazione, ma tu che devi capire?

Capisce lui, capisce, non devi capire tu. Vi ricordate Pietro? Ieri pomeriggio? Quello che io faccio ora tu non lo capisci, lo capirai dopo. Ah, ma se stai appuntato però, eh? No! Tu i piedi, mai lavarmi i piedi a me! Noi abbiamo una capoccia piccola, voi capite che fare una cosa di questo genere, che sembra una cosa umanamente comprensibile, no?

Ve l'ho detto, lo capisco pure io a San Pietro, no? Abbiamo parlato ieri del gesto della lavanda dei piedi, che cosa significava lavare i piedi a una persona, ma chiunque di noi avrebbe reagito in questo modo, avrebbe reagito male però, perché se tu sei veramente unico, è possibile, lasci fare Gesù, fa quella cosa, è il figlio di Dio fatto uomo, ma lo saprà quello che sta a fare lui, no?

E non devi dare spiegazioni. Se te la dà, bene, se non te la dà, non te la devi dare. L'importante è che le cose le sa lui, non dobbiamo saperle noi. Ok? Quando io celebro la Messa, quello che accade durante la Messa, lo deve sapere il Padre Eterno, io devo soltanto eseguire le norme liturgiche della Chiesa, e avere l'intenzione di fare quello che Gesù vuole.

Se io non ci credo a quello che accade, guardate che la Messa esiste grazie a Dio, sennò oggi la Messa zitto. Cioè, non è il problema di quello che penso io, è il problema di quel pezzo di Padre Eterno, d'accordo? Ci sono alcuni aspetti anche della vita, anche sacramentale della Chiesa, e questo ce lo ricordano, no?

Cioè, il Padre Eterno è proprio più grande di noi, eh? Che tu capisci o non capisci, non fa niente. Che tu le sai le cose o non le sai, non fa niente, basta che le sa lui. D'accordo? Quando avrete la perdita, io ve lo dico, io ho avuto una grazia, ho perso papà e mamma, ho perso, sono passato la miglior vita, nel giro di brevissimo tempo, io mi chiedevo spesso, dico, eh, tu stai sempre a fare chiacchiere, le prediche sulle preme, voglio vedere quando muore tua madre.

Mi dicevo tra me e me, perché poi me le dico da solo le cose, no? Invece, è stata una grazia grandissima, cioè di poter, mia mamma con un mese si è aggravata e partita, immediatamente, dire, si è fatta la proposta, subistantaneamente, tu hai dato, tu hai tolto, non voglio sapere come e perché, ti ringrazio, mia madre è arrivata fino a questa età, certo poteva fare altri vent'anni, mia madre è morta a 80 anni, ma questo pensiero non deve neanche venire.

Va bene così, va bene così. E forse anche per questo va bene così, mia madre ha avuto anche la grazia, insomma, di morire, mia madre aveva paura di soffrire, mia madre è morta per un tumore ai polmoni, perché attenti, se qualcuno di voi si pacchia, è piena di metastasi, quindi è stato due giorni in ospedale, in realtà, c'avevamo le tonnellate di morfina, ce l'ha stato detto, guardate che purtroppo prima della fine ci sarà da tribolare, mia mamma era terrorizzata dalla sofferenza, mia mamma non se ne è neanche accorta, è stata un mese accudita, amata e servita, dai figli che l'hanno vegliata 24 ore su 24, e una bella domenica mattina, in mezz'ora, è partita.

La morfina è rimasta tutta lì. Quindi abbiamo dovuto dire grazie a Dio, perché nel male è andata bene, ma Dio fa sempre bene tutte le cose. Allora ritorna il Vangelo di un paio di domeniche fa, il famoso discorso della montagna che vi ho già accennato, quello bisogna parlare a memoria, cosa dice Gesù?

Non preoccupatevi, non datevi pensiero per la vostra vita e per il domani. Lui dice di quello che mangiate, Matteo 6, 25 e seguenti, di quello che mangerete, di quello che berrete, di come vestirete. Io ci ho fatto una predica sulla contraccezione, urlando come un pazzo. Questi non fanno i figli, perché non ci credono.

Il problema della contraccezione non è non ci credi tu, non ci credi. Chi è che decide quanti figli ti vengono? Lo decidi tu o lo decide il Padre Eterno? Io dico alle coppie e alle spose, pure se voi state a fare un lavoro dalla mattina alla sera, detto fra me e voi, se Dio non crea un'anima, la faccio pure 24 ore al giorno.

Non nasce un figlio, ho capito o no? E una volta che hai concepito un figlio, bisogna vedere se poi esce alla luce. Io ho una mia cara figlia spirituale, ben formata, che su 7 anni di matrimonio ha già fatto 6 figli. Però sulla Terra ho battezzato da poco il terzo. Altri tre gli ho fatto la messa per i bambini non nati, perché infatti sembrava che non dovesse...

cioè, 2 figli normali e 3 aborti spontanei, una presa all'altra. Ti diceva, dove vanno avanti? Dico, certo che non vanno avanti. Che problema c'è? Fai un'altra messa per i bambini. C'hai già 3 figli in Paradiso, che vuoi di più? Che ti pregano tutta la vita, che vuoi? Ce l'avessi io, 3 figli in Paradiso, sono più padre di mia madre, forse sarei in Paradiso con tutte le messe che le ho fatte lì.

Ma tu hai 3 figli in Paradiso, che problema c'è? Non ci credono. Ma però, eh, però ho già avuto 3 Cesarei. Vi ho già raccontato questo qua, no? Un'altra mia figlia spirituale va a partorire il terzo figlio, la va a trovare in ospedale, c'era una signora che stava fuori, non sappiamo perché, se quello discorso era della maternità, questa persona a un certo punto se ne esce e dice, eh, io ho 4 figli.

Dico, brava! Eh, però padre, 4 Cesarei. Brava! Dico, quando fai l'altro? Questo lo guarda. Padre, la prima persona sul pianeta Terra che non mi si mangia di parolacce, che non mi dice che io sono una pazza, che sono un'incosciente, che sono una fuori di testa, perché metto a repentaglio la mia vita, la vita del bambino, i figli che cresceranno senza madre, che sono una sciagurata.

Dico, guarda, io ne conosco uno che ne ha già fatti 6, dice Cesare, e sta meglio da te. Cioè, è sempre un problema. Magari l'estate, l'estate, non va in giro col bikini perché c'è un po' troppo di squarcere, ma tanto il bikini non si porta. Vai, col costume intero, tranquilla, sei pure modesta, femminile, elegante, l'unico problema è quello, l'unico problema è il bikini.

Il bikini non si porta. D'accordo. Che tanto è meglio non portarlo. Non ci credono. Ah, tu non ci stai, non ci sta niente di cui dobbiamo preoccuparci. Noi non dobbiamo preoccuparci di niente. Noi dobbiamo occuparci delle cose, non preoccuparci. Nell'episodio di Marta e Maria, analogo, che succede?

C'era Marta che ci aveva la brontolosi. La conoscete la malattia, la brontolosi? La brontolosi. La brontolosi oppure la sua agevellata che era la mentosi. Allora, arriva Gesù, bisogna provare una scena. Bisogna fare questo. Bisogna fare quell'altro. Bisogna fare questo. Bisogna fare quello.

Bisogna prendere. Bisogna lavare le mani. Bisogna lavare i piedi. Bisogna mettere la solite. Apparecchiare. Fare questo. Dare ordine ai servi. Au! Ma cosa dice Gesù? Marta, Marta. Marta, Marta. Mi sembra di sentire Don Attilio Negri solo. Marta, Marta. Tu ti preoccupi e ti agiti, ti preoccupi e ti agiti per tante cose.

Allora non dobbiamo né preoccuparci né agitarci. Noi dobbiamo occuparci e dobbiamo agire. D'accordo? Quindi c'è un pre in più e c'è un ta in più. Quindi non preoccuparci ma occuparci. Bisogna togliere pre. Non agitarci ma agire. Quindi bisogna togliere quel ta in mezzo che non va.

Quindi facciamo quello. Che Dio ci mette davanti nella vita e nella giornata quotidiana. Senza stare a fare film su cose che forse non accadranno mai. Leggete anche l'invitazione di Cristo su questo qui. Sicuramente che si agitano, che si arruolano, che si piacciono. Andando a stare male per cose che non accadranno mai.

Ti fai film qui. Quei film lì, discorso di quest'anno, danno grande forza al demonio. Grandissima. Perché il demonio ci porta all'agitazione, all'inquietudine. All'atturbamento, allo scoraggiamento, all'agitazione, al disordine nell'agire, all'angoscia, alla paura, alla tristezza.

Questa è tutta l'etame che viene dall'inferno. Quindi quando arriva, d'accordo? Voi vi mettete sul watercroft e glielo rimandate dritto dritto in testa. A satanasso. Dici questa è roba che tocca a te e agli amici tuoi. A noi tocca. La gioia, la pace, l'allegria. La calma. La serenità.

L'ottimismo. L'inarità. La fraternità. L'affabilità. L'ammabilità. La gentilezza. La dolcezza. La comunione. E stop. Il resto è cloaca d'inferno. Quindi si prende e andando sul watercroft, sapete come... C'è stata l'aneddoto di Padre Pio, no? Non vi racconto questo e dopo concludo con la Scala della Lode.

Allora, Padre Pio, sapete che diceva Rosario in continuazione? No? Vi insegno anche un segreto per dire un po' di Rosario in più. È poco prosaico. E tra le varie cose che i santi fanno ogni tanto doveva andare sul watercroft. Pure Padre Pio purtroppo. Vi ricordate gli scherzi di Bracardi quando diceva che l'uomo è una bestia?

Perché voglia fare l'evoluzione spirituale, ma tutti là devono andare. Purtroppo ci andava pure Padre Pio. Che vogliamo fare? Allora, sul watercroft, Padre Pio continuava a dire Rosario. E quindi sul watercroft continuava a dire Ave Maria piena di grazia. Benissimo. Ce l'avete mai fatto?

È spettacolare. È un momento, insomma, propizio, è mistico, no? Allora, un giorno gli viene il pensiero. Pensiero apparentemente santo, dice. Ma che razza di frate sei, non ti vergogni. Ma ti metti allora la Madonna in mezzo a questo contesto. Ma mi sembra un po' irriverente, no?

Padre Pio. Lo raccontano i suoi figli spirituali. L'ho sentito dall'epsissima verba di un suo figlio spirituale che l'ha preso da lui. D'accordo? Sembrava un pensiero devoto, no? Sul watercroft. Ricominciamo dopo. Ci prendiamo cinque minuti di pausa. Poi però ha cominciato che, assecondando questo pensiero, perdeva qualcosa della calma del cuore.

Ha capito da chi veniva e ha reagito a queste parole con il pensiero. No, no, no, aspetta, aspetta, aspetta, aspetta. Quando io dico un Ave Maria, io faccio sempre una preghiera che parte dal mio cuore e va in alto verso il cielo. Dovunque mi trovo, l'Ave Maria parte sempre dal mio cuore e va sempre in alto verso il cielo.

Quello che esce dal watercroft, invece, esce da dove mi trovo e va sempre verso il basso. Ah, quindi te lo offro a te sulla testa tua. A Satanasso. Ok? Quindi, quando si va sul watercroft, si fa un atto di offerta. Offriamo tutto quello che esce alla capoccia di Satanasso e, mentre io dico il rosario, continua ad andare verso l'alto.

Questo è un fatto vero, questo qui. Non c'è da niente da dire. È una storia realmente accaduta. Allora, vi do un pochino di spunti. Poi ci sono tutti quanti riferimenti biblici. Vi ho sempre detto che... Mi raccomando, adesso, nelle prossime sedute, mettere in pratica istantaneamente il trattamento da riservare a Satanasso.

Allora, questa è una citazione un pochino lunga. Mi perdonerete se sforo un po', però è spettacolare, ragazzi. Questo è l'altro libro di Padre Merlin Carothers. Avete capito che di questi tempi di morta fede e di impietà trionfante, io, da sempre cattolicissimo convinto, e grande critico di tutto quanto il mondo protestante, ho dovuto prendere lezioni di fede da un pastore metodista.

Il Signore mi ha dovuto, come dire, in questo senso, un po' scuotere. Allora, dovunque andavo raccontavo quello che avevo scoperto sulla potenza della lode. Avevo cominciato a capire che la lode non è solamente, attenti eh, una forma di adorazione o di preghiera, ma un modo di combattere la guerra spirituale.

Siete tutti esorcisti se fate così, perché il demonio, se tu lodi Dio, non ha nessun appiglio con cui tentarti. Nessuno. Spesso, quando qualcuno comincia a lodare Dio per i propri problemi, perché ogni volta che tu ti lamenti per qualcosa, stai dicendo amen al demonio, perché il pensiero di fondo è, se questo è successo, Dio non è buono.

Dio non ti ama, Dio non ti vuole bene, Dio ti fa soffrire, Dio non è onnipotente. Sotto tutte quante le nostre forme varie di non lodo e di lamento. Spesso, quando qualcuno cominciava a lodare Dio per i propri problemi, Satana raddoppiava i suoi attacchi. E la situazione sembrava peggiorare invece di migliorare.

Molti si scoraggiavano e non riuscivano a rimanere saldi nella fede che Dio si occupava di loro. Alcuni semplicemente non capivano e rifiutavano di lodare Dio per cose spiacevoli. Non ha senso, dicevano, non posso lodare Dio per una cosa con cui Dio non ha niente a che vedere. Come può Dio avere qualcosa a vedere con una cosa che non ha niente a che vedere?

Come può Dio avere qualcosa a vedere con il mio braccio rotto, con l'automobile distrutta o con il cattivo carattere di mio marito? Ma sarebbe insensato lodare Dio per qualcosa del genere? Certo, sembra non avere senso. Ma il problema è piuttosto, vedete, qui si tradisce lo spirito americano, che su certe cose funziona.

È difficile trovare un senso nelle parole di Gesù quando esalta saltare di gioia nella fame, saltare di gioia, guardate come capisce. Rallegrate, gioite ed esultate. Quando tutti vi perseguitano e parlano male, ve ne dicono un sacco in asporta. E guai a voi, quando tutti vi dicono bene, quando tutti quanti vi esaltano e vi portano in palmo di mano.

Guai a voi. Le parole di Gesù. Matteo 5 o Luca 6, come vi pare. È difficile trovare un senso nelle parole di Gesù quando esalta saltare di gioia nella fame, saltare di gioia nella fame. Nella povertà, nella persecuzione. Tuttavia vuole che lo facciamo. Versi in Nemia 8.10, riferimento che mi mancava, la gioia del Signore sia la vostra forza.

Anzi, la traduzione letterale è, è la vostra forza. Le frecce del nemico non possono colpire la gioia di colui che loda il Signore. Mai. Consideriamo due Cronache 20. Un intero esercito fu sconfitto, andatelo a leggere anche questo, quando gli israeliti si misero semplicemente a lodare il Signore nella fede, che, come egli aveva detto, non si trattava di un loro combattimento, ma del suo.

Andatelo a leggere l'episodio. E tutte le guerre dell'Antico Testamento, dove Dio manda mille contro cinquantamila. Ieri abbiamo visto Golia contro Davide, quando abbiamo parlato del saurismo. Il messaggio è ugualmente chiaro. Non è il nostro combattimento, è quello di Dio. Mentre noi lo lodiamo, ecco la potenza della lode.

Ci mette in fuga i nostri nemici. E se noi non lo facciamo, i nostri nemici si fanno a mille pezzi. Era triste e scoraggiante vedere tante persone rifiutare di lodare il Signore. Il mio cuore sanguinava nel vederli dibattersi nelle loro situazioni disperate, nella miseria e nella sofferenza.

Chiesi a Dio di darmi la saggezza per comprendere perché non riuscivano ad accettare la via della lode. Lo pregai anche di insegnarmi i modi migliori per condurre altri alla lode. Circa sette mesi dopo aver sperimentato per la prima volta il riso di gioia nello spirito, andai a un ritiro di Camp Farthest Out.

Pensavo di godere un periodo di riposo e di gioia nella comunione dei fratelli e delle sorelle in Cristo. Adesso questo racconta un'esperienza mistica che ha vissuto. Mentre ero seduto in fondo all'uditorio, durante una riunione di guarigione, chiusi gli occhi e, sullo schermo della mia visione interiore, Dio dipinse un quadro.

Vedevo uno splendido e luminoso giorno d'estate. L'aria era piena di luce e tutto emanava un senso di bellezza. Ma al di sopra della scena si librava una grossa nube nera, al di là della quale non si riusciva a vedere niente. Una scala partiva dal suolo ed entrava nella nube nera.

Ai piedi della scala centinaia di persone cercavano di salire. Avevano sentito dire che sopra quella massa nera ci trovava qualcosa di più bello e di meraviglioso, di qualsiasi cosa l'occhio umano avesse mai visto prima, qualcosa che procurava una gioia incredibile a coloro che riuscivano a raggiungerla.

Ogni nuova persona che cercava di salire si arrampicava rapidamente fino all'estremità inferiore della nube. La folla a terra osservava la scena per vedere ciò che sarebbe successo. In breve tempo la persona cadeva, scivolando all'impazzata giù per la scala e atterrava in mezzo alla folla, disperdendola in tutte le direzioni.

Quindi, riferiva che una volta arrivati nella nube nera, si perdeva il senso dell'orientamento. Infine arrivò il mio turno e salì la scala. Penetrai nella nube. Le tenebre diventarono così fitte che potevo sentire la loro potenza costringermi quasi a rinunciare e lasciarmi scivolare giù.

Ma gradino dopo gradino continuai a salire. E all'improvviso i miei occhi contemplarono, la luce più intensa che avessi mai visto. Era di un candore luminoso e abbagliante, troppo meraviglioso da descrivere a parole. Uscendo dalle tenebre mi accorsi che potevo camminare sulla nube senza difficoltà, a condizione di tenere gli occhi fissi sulla luce radiosa.

Se abbassavo lo sguardo per esaminare la natura della nube, cominciavo immediatamente a sprofondare. Solo guardando la luce potevo rimanere sulla nube. Poi la scena della visione cambiò. Era una certa distanza e potevo distinguere i tre livelli, sotto, in mezzo e sopra la nube. Che cosa significa? chiesi.

La risposta fu la seguente. La splendente luce del sole sotto la nube è la luce nella quale vivono molti cristiani, considerandola una cosa normale. La scala è quella della lode. Molti cercano di salirla e di imparare a lodarmi per tutte le cose. In principio sono pieni di zelo, ma quando arrivano prove che non comprendono, sono turbati e non sanno tenere duro.

Perdono la fede, scivolano giù e cadendo fanno del male a coloro che sperano di trovare una vita di lode e di gioia continua. Loro che riescono a superare questi tempi difficili, cioè continuano a lodare Dio nelle tenebre più assolute, raggiungono un mondo nuovo. Scavalcano la nube nera.

Si accorgono che la vita che un tempo consideravano normale non può essere paragonata a quella che ha preparato Dio per coloro che lo lodano e che credono che Lui veglia su di loro con amore. Chi raggiunge la luce del Regno Celeste può camminare sulla nube delle difficoltà per quanto sia buio, finché li stoglie gli occhi dal suo problema e li fissa sulla vittoria che ha compiuto in Cristo.

Gesù è risorto. Quindi tutte le croci, tutte quante le tribolazioni che noi abbiamo, in tutte queste cose, noi siamo più che vincitori in virtù di colui che ha vinto prima di noi. Gesù è risorto. Questo è l'annuncio di Pasqua. Per cui non esiste tribolazione in cui non abbiamo già vinto con Lui.

E non siamo già fuori con Lui. Non importa quanto ti sembri difficile credere che Dio è all'opera in ogni particolare della tua vita. Continua a salire la scala della lode e va sempre più in alto. Ero abbagliato dalla visione e dalla sua spiegazione. E mi chiedevo quando Dio mi avrebbe permesso di raccontarlo.

A qualcuno. Bene, io queste cose le ho trasmesse così come le ho ricevute. Vi invito a meditarci con attenzione. Chi volesse titoli, autori, riferimenti, basta che me li chieda. C'ho tutto. Se qualcuno ha già iPad e e-books non c'è nessun problema. Gli condividi immediatamente i libri e buona lettura.

Si possono stampare e fare le fotocopie. Quello vi consiglio. Certamente in alcuni passaggi si vede che è un pastore metodista. Però penso che voi siete abbastanza intelligenti. Da sapere andare oltre e da saperli scremare. Però su alcuni passaggi è, secondo me, un manuale veramente magistrale di spiritualità cristiana.

Perché chi vive così, quando sta tranquillo, sta assolutamente nella volontà di Dio. E diventa impenetrabile e impermeabile a qualunque saletta del nemico. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

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