Stemma di don Leonardo Maria Pompei Don Leonardo Maria Pompei Sacerdote · Apostolato

Audio · Catechesi varie

Le pene dell inferno

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Trascrizione

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L'argomento è adatto anche al tempo d'avvento, perché l'inferno è una delle possibilità di stato definitivo dopo il ritorno di Gesù. Sapete che l'avvento, tra le altre cose che celebra, è la prima venuta di Gesù, ma anche l'ultima venuta di Gesù. Quindi il ritorno con la risurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà, in cui rimarranno soltanto due condizioni definitive, quella di salvezza con la gloria e di corti prolificati, e quella di dannazione terrificante, dannazione eterna col corpo e con l'anima.

Mi invito a provare un atteggiamento di ascolto docile. E orante a queste cose, perché qui si tratta di verità di fede, verità di fede abbastanza inquietanti e abbastanza serie, testimoniate oltre che va bene, il magistero autentico della Chiesa non ha bisogno di testimonianze. Questo lo dobbiamo subito metterci in testa, perché nel magistero autentico della Chiesa, sottolineo magistero autentico della Chiesa su tre parole, c'è infallibilmente depositata la verità.

Ricordate sempre che la grande questione di Galileo, Galilei, non era che Galileo era brutto e cattivo perché aveva sondato le macchie lunari, ma era la scala e l'ordine delle verità. Cioè, è più sicuro che 2 più 2 fa 4? Oppure che esiste l'inferno e che la dannazione è eterna? Secondo voi che cosa è più sicuro?

Ma dite la verità, eh? Sì, voglio vederla. Dicono a Roma. Tutti pensano che è più certa la prima, perché le scienze cosiddette esatte, tutte le scienze esatte, le scienze gareviane, la matematica, la fisica, la geologia, eccetera, eccetera, si formano, si fondano su dei postulati dimostrabili, ma poi su delle conseguenze incontrovertibili, d'accordo?

Le verità di fede no, perché si fondano su dei dati assolutamente inevidenti, d'accordo? Perché sono tutto purché evidente. E quindi le conseguenze sono logiche, ma partono da dei supposti del tutto inevidenti. Quindi, solo che il problema è che è più sicuro che esiste l'inferno che 2 più 2 fa 4.

Come tra l'altro alcuni scienziati del secolo scorso, adesso non voglio aprire questo argomento, hanno dimostrato, perché le scienze cosiddette esatte hanno sempre dei campi di riferimento limitati. Il grande Kurt Gödel, le varie geometrie dello spazio cubo, eccetera, eccetera. Pensano che sono incontrovertibili solo dentro certi sistemi e certe condizioni.

Questo si vede per esempio anche con gli esempi sciocchi, no? Cioè, se io ti butto giù il rosario così, qui sulla Terra, Newton, no? La mela di Newton. Vuoi sapere che se io faccio questa operazione, prendendola nello stesso modo, alla stessa distanza, con questo rosario, io ci avrò spacca al secondo spacca, d'accordo?

Velocità uguale spazio diviso tempo. Ma se lo fanno... L'autonauta italiana che mostra sulla base spaziale la terra pesca, se io lo usare così, lo usaremo in aria, anziché in aria terra, perché lì non c'è l'atmosfera, non c'è la forza gravitazionale, capite? Quindi questa cosa funziona sul pianeta Terra.

Ma il pianeta Terra è tutto un ierzo. Il pianeta Terra, diciamo, entra i limiti dello spazio gravitazionale, no? Ecco, chiuso parentesi. Quindi, noi ci poniamo dinanzi a questa realtà, con questa prospettiva, se ci troviamo dinanzi a delle verità di fede. Quando una verità è una verità di fede, non ha bisogno di nessun supporto esterno.

Però Dio, che viene incontro alla nostra debolezza, mi ha dato una montagna di supporti. Perché una montagna di santi ci sono stati all'inferno, ci sono proprio stati fisicamente, hanno visto e l'hanno descritto, d'accordo? Ci sono anche in chiesa due muscoletti. Dicendo che Dante Alighieri si è sbagliato, difetto, non per eccesso, descrivendo l'inferno.

Perché è un orrore, una mostruosità tale che non ci sono immagini e parole umane in poterlo descrivere. Per cui, il provoco dell'inferno, per me si va nella città dolente, per me si va dalla città perduta, per me si va dalla perduta come è. Nella terra perduta, no, non mi ricordo più niente.

Tra la perduta gente, lasciate ogni speranza a voi che entrate, l'ho citata in maniera assolutamente imperfetta, perché l'Alzheimer colpisce anche la commedia del grande Latte. Ecco, quindi, è così ed è peggio di così. Vi dico subito la cosa più drammatica dell'inferno, è quel cartello, lasciate ogni speranza a voi che entrate.

E io vi invito fin da adesso, perché su questa terra c'è sempre una possibilità di ritorno. Però, anche su questa terra ci stanno delle realtà che possono assumere il carattere della irreversibilità e della immodificabilità e che ti lasciano nel cuore soltanto il rimorso e il mangiarti le mani per non aver fatto diversamente quando era ora di poterlo fare.

L'ho appena detto ai giovanotti, per cui sarebbe sempre meglio pensare prima di fare cretinate. L'ho detto per altri motivi. Se una ragazzina per fare la cretinetta perde la virginità, poi devo confessare, ma quello che ha perso non ricresce. D'accordo? Se un'altra stupida ragazzina, la fa peggio, e rimane incinta e abortisce, io vi dico che quella cosa sarà morta fino a quando non muore.

Eccetera, eccetera, eccetera. Nel senso che ci sono delle piccole anticipazioni di inferno, purtroppo, che si possono vivere in questo mondo. Io ritengo che proprio la disperazione derivante dal fatto, come vedremo, che non cambierà mai questa situazione e che sarebbe stato possibile evitarla, bastava poco per evitarla, perché si è già fatto quasi tutto il Padre Eterno, quasi tutto.

A noi si è lasciata una parte piccola così. E quindi neanche a fare quel poco, a causa del grande mistero della capoccia dura, la Bibbia la chiama l'indurimento del cuore, che è una cosa terrificante. Contro lui non si può fare niente, è per questo che la mamma si è fatta sempre dire pregate e fate sacrifici, pregate e fate sacrifici, pregate e fate sacrifici.

Io da prete lo posso tradestimoniare in tutte le lingue, in tutte le sanze. Quando un cuore è duro, quando non ti ascoltano, è stato un giorno di ieri, ho fatto un bel discorsetto a Avellino, ti suonano il flauto e non balli, ti suonano il lamento e non canti, te li ammazzate e non cambi, ti faccio la carezza e non cambi, se qualcuno se ne inventa qualcun'altra, mettiamone in capo qualcun'altra.

Allora, anche il Catechismo della Chiesa Cattolica, con il suo linguaggio diciamo così sobrio e volutamente non spaventante, infatti passatemi questo termine, sapete che oggi lo stile della Chiesa, o almeno lo stile di alcuni uomini di Chiesa, è un po' soft, no? Non si usano le immagini turbulente o le affermazioni di un tempo, poi se questa scelta si è giusto o sbagliata, ognuno la pensa come vuole.

Però, nonostante il linguaggio diciamo così sobrio e quindi non volontariamente terrorizzante, nel 1036 afferma, state attenti, la serietà della dottrina biblica magisteriale sull'inferno. Non stiamo scherzando. Appello crescente alla responsabilità e alla conversione, abbiamo visto la volta scorsa tanti luoghi in cui Gesù ne parla.

E ne parla in termini forti, in termini astri. L'asa da pianto e stridore di denti, il vieta nei maledetti, il fuoco eterno, stando nell'inferno tra i dolumenti, riguardo il ricco cattivo e il povero Lanzaro, no? Nel 1037 non esiste predestinazione all'inferno, come voleva Giovanni Calvino.

Voi sapete che la uniforme luterana ci ha avuto diciamo tre grossi esponenti. Lutero, Calvino e Melantone. Da Giovanni Calvino sono nati queste due lezioni di tradizione, quelli che oggi sono i cristiani evangelisti o evangelici. Calvino, bestemmiando, diceva no, no, no, se qualcuno va all'inferno è perché Dio ha predestinato alcuni ad andare in Paradiso, e altri andranno all'inferno.

Poi andiamo un attimo a capire un Dio di questo genere, se fosse vero, cioè come giustificherebbe una cosa di questo genere, quale pazzia, insomma. Dio non ha predestinato proprio nessuno all'inferno. Si parla di predestinazione nel Nuovo Testamento, vi hanno già parlato in qualche altro intervento, no?

Quello che dice San Paolo nella Prima Lettera a Timoteo è questo, Dio vuole che tutti gli uomini siano salvi e giungano alla conoscenza della verità. Voi sapete però che purtroppo noi umani, quando parliamo di queste cose, dobbiamo fare un pochino di distingue. La volontà di Dio, diciamo così, ha varie, secondo il nostro modo di percepirla, ha varie intensità e sfaccettature.

C'è una volontà di Dio in senso proprio e assoluto, nel senso che se Dio vuole una cosa, quella cosa si fa. È punto e basta, e nessuno si può porre. Non è questa la volontà di cui stiamo parlando. Poi c'è una volontà di Dio, nel senso che Dio vuole una cosa, ma la vuole dipendentemente dal concorso di eventi esterni a questa sua volontà, ed è questa di cui stiamo parlando.

Dio vuole che tutti gli uomini siano salvi, purché accorgono la salvezza che io gli offro, e liberamente scegliano di servirmi e di obbedirmi così come possono, nella condizione concreta in cui dovrò vivere. Vi ricordo l'anno scorso che avevo parlato della Chiesa, come anche le persone che non hanno la grazia di poter avere i sacramenti, la Chiesa e le razze santificanti, hanno da Dio la possibilità di accedere all'eterna salvezza e di sfuggire dalla dannazione.

Chiaramente a quello che gli viene chiesto, come a noi se hanno amato i nemici, gli viene chiesto se si sono astenuti dall'ammazzare, torturandolo, una persona che non gli aveva amato niente, d'accordo? E poi c'è un terzo modo con cui parliamo della volontà di Dio, che in realtà non è altro che la permissione divina, ed è in questo senso che Dio vuole il male.

Dio non vuole il male con volontà positiva, né nel senso che vuole che qualcuno collabori al male, né tantomeno che lo vuole, questa è una bestemmia terribile, come volontà assoluta, ma Dio permette al male, entro certi limiti, di operare, per rispetto della reale libertà delle creature, e forte del fatto che lui, nella sua onnipotenza, sa far concorrere anche il male al bene, in modi che lui conosce, che però rimangono misteriosi.

Quindi stanno attenti che quando si parla di volontà di Dio, bisogna fare riferimento a queste tre cose, d'accordo? Qui si parla della seconda, quindi Dio predestina tutti gli uomini al paradiso. Questa predestinazione, si chiama la predestinazione, che però richiede la nostra libera adesione.

In senso assoluto, Dio già conosce tutti i predestinati, cioè coloro che, i predestinati in senso stretto, cioè coloro che realmente faranno parte della Chiesa, perché che cos'è la Chiesa? La Chiesa la vedevano alla sua pienezza dopo l'esoluzione della carne, perché la Chiesa quando ci sarà l'esoluzione della carne, tutti quelli che stanno in paradiso, ecco, andiamo a vedere, tutti i santi, i martiri, i beati, le vergine, gli sposi santi, eccetera, eccetera, gli angeli, la Madonna, Gesù Cristo, la Santissima Trinità, eccola la Chiesa.

Eccola la Chiesa. Adesso qui è ancora, è costantemente in via di formazione, è come un'officina dove si lavora in continuazione, no? È certo che Dio riconosce già tutti. Dio riconosce già tutti e già sa chi non sprecherà la sua grazia e chi la sprecherà. Sappiamo che la tradizione c'ha testificato, ha testimoniato, questo è un dato opinabile, Gesù, per esempio, sapeva che Giuda era inconvertibile, ma si era tenuto lo stesso.

Vedete come questo ci fa capire la volontà di Dio numero due? Perché anche se sapeva che non si sarebbe convertito, Dio ha fatto tutto il possibile, come se ignorasse questo, per farlo convertire. Ma perché questo qui? Perché il giorno del giudizio universale nessuno potrà presentarsi davanti al pane eterno e dire, no, ma se tu avessi fatto, no, ma se tu mi avessi messo in questa condizione, nessuno potrà fare questo.

Dio non se lo fa dire da nessuno una cosa del genere. Nessuno glielo potrà dire. Che succede all'inferno? San Tommaso, nel supplemento, prende i passi del Nuovo Testamento dove si fa riferimento all'inferno e prova a descrivere tutte le pene dell'inferno, una per una. Numero uno.

La pena del danno, si chiama così in senso stretto, questa pena del danno è comune al Fulgatorio, solo che nel Fulgatorio è temporanea, e nel Limbo, di cui parleremo a suo tempo. Anche nel Limbo, a mio parere, è temporanea. A parere di qualche altro scrittore ecclesiastico, il Limbo è eterno.

Io non riesco ad aderire ad una posizione di questo genere. Sono tutte quante cose opinabili, eh? Cos'è la pena del danno? La pena del danno è la perdita della visione beatifica. Tu non vedrai mai Dio. Vuoi capire? Non vedere Dio vuol dire perdere la ragione per cui tu sei stato creato.

Perché anche chi non lo sa, anche chi non ci crede, eccetera, noi siamo stati creati per godere della visione beatifica. E solo godendo la visione beatifica saremo perfettamente felici. In questo mondo noi non ce ne rendiamo conto, perché a noi sembra che siamo felici se ci facciamo una bella magnata, d'accordo?

Ho qualche altra cosa in comune con i nostri fratelli inferiori di specie, che sono gli animaletti, d'accordo? Perché molti uomini vivono come animaletti parlanti, mentre gli animali parlano nei fumetti di Walt Disney, e in alcuni uomini che sono animaletti parlanti, poi il resto non parlano più, d'accordo?

Noi qui non ci rendiamo conto, ma i dannati se ne rendono conto di questo. Perché i dannati hanno avuto, lo abbiamo visto la volta scorsa, un giudizio particolare, e anche in quell'universale a cui assisteranno, la percezione di chi è Dio e di cosa si sono persi senza poterlo mai raggiungere.

Come erano i demoni, perché i demoni sanno quello che si sono perso, e non ci possono fare niente. Oltre alla vena del danno ci sono le vene del senso. Si chiamano del senso secondo il nostro modo di parlare, cioè non è semplicemente una privazione, ma sono delle torture, dei tormenti, delle sofferenze inflitte dai demoni, o da altre cose presenti nell'inferno, ai dannati.

Tanto attenti, uno può farsi anche due risate riguardo queste cose. Io vi dico che Satanasso recentemente ha avuto modo di comunicare, tramite le forme di comunicazione che conosce lui, in scontri diretti, che si sbudella dalle risate quando vede arrivare qualcuno all'inferno e gli fa sorpresa a tutti.

C'è gente che pensava che se sentesse questa cosa adesso quando sarà online, non lo so, se è credente, facciamo una preghiera a questo buono scemo che ancora va a predicar giù queste cose qui, se non è credente comincia a farsi venire qualche magone e dice ma è possibile che nel 2014 si entrano ancora a dire queste cretinate?

Padronissimo! Non si possono dimostrare perché le cose della crete sono evidenti. Quando si potranno dimostrare, immaginate, io ogni tanto ci penso, spero di non essere... immaginate una persona che è un attimo, tu ti trovi lì, è un attimo, hai capito tutto? Non c'è più niente da fare.

Cioè in un attimo dici, porca miseria, non è una favola, è tutto vero. Addio. Oh, questo non è un fenomeno che capita una volta ogni tanto. Questo è un fenomeno che adesso, mentre io sto parlando, sta capitando. Ora. E quando ascolterete questa cosa indifferente, chiunque ascolterà questa cosa, dovunque lo ascolta da dieci anni, mentre dico ora, può tranquillamente pensare che è un'ora attuale.

Allora, quali sono queste pene del senso? Attenzione, che dopo l'esoluzione della carne saranno accentuate, perché coinvolgeranno anche i corpi. Guardate, questa è una cosa terribile questa qui, eh. Noi, i nostri corpi adesso sono mortali, capite? Se uno volesse torturare alcuni martiri, vi consiglio di comprare il martirologio del 1962 e di dargli una letta abbastanza frequente, perché lì, capite?

Ecco, è un continuo proprio di tormenti proprio atroci. Cioè, fino ad adesso un altro gli hanno fatto, gli hanno cavato un occhio, e rotti i nervi della gamba sinistra, gli hanno tagliati col coltellino proprio a volerli... Di tutto, no? Ogni giorno c'è qualche cosa di nuovo. Cioè, con il corpo, però, non puoi morire.

Perché mentre qui, cioè, ti possono torturare quanto puoi andare avanti, una settimana, dieci giorni, poi puoi morire, d'accordo? Perché non ci abbiamo... Non puoi morire. Cioè, eternità di tormenti senza poter morire. Cioè, soffrire senza poter morire. È allucinante. E non cominciare a bestemmiare. Ah, se Dio fosse buono, non permetterebbe una cosa di questo genere.

Eh, no, caro mio, sarebbe troppo comodo che fosse così. Perché Gesù l'Inferno l'ha passato lui, in questo mondo, per farlo risparmiare a te. Lui l'ha passato. Perché chi ha torturato e ucciso il Figlio di Dio non sono stati né i romani né i giudei. Lui l'ha passato Satana, servendosi di loro e dei peccati di tutta l'umanità che erano presenti sul Golgotha.

Ma questo, prendetevi conto, io sto a fare carichesi, sul carichesi, la stessa cosa che ho detto io. Se tu fai il male, un peccato su uno ti rende schiavo di Satana. Satana è l'odio personificato. Hanno fatto alcune serie di Vogue, non sono da vedere. Io le ho viste per conoscere cosa sono le opere di Satana.

I Demoni Incarnati, Gomorra, un romanzo criminale sulla Banda della Magliana, che è peggio di Gomorra. Non si possono guardare quelle cose lì. Ma quelli sono Demoni Incarnati. Ma quello è niente in confronto a quello che ti fanno i Demoni. Niente. Certi film dell'orrore brutti, quelli di quando ero piccolo, che torturavano le persone, gli agcavano gli occhi, gli mettono le cose.

Quello è niente in confronto a quello che fanno i Demoni. Niente. Tu, cretinetti, fai un peccato mortale. E sei schiavo sulla tua anima che appartiene per colpa tua. Perché nessuno te l'ha dato. Nessuno te l'ha dato. È così, d'accordo? Non si può fare niente. Perché c'è il bene e c'è il male.

L'autore del male. Non siamo così importanti da fare il male. L'autore del male è il Demonio. Se tu il male lo fai, appartieni a lui. Se tu appartieni a lui per colpa tua, senza nemmeno dire a Gesù, che ho fatto, ho fatto un casino. Abbi pietà. Tienila fuori da sti qua. Basta questo.

Tu nelle mani sue rimani. E se capiti nelle mani del Demonio, sapete cosa vuol dire non avere pietà? Il Demonio non conosce la pietà. Non la conosci. È cattivo. È malvagio. È proprio, è totalmente malvagio. Se te prende, te massacra. Ho capito? Non è colpa del Padre Eterno. Non abbestemmi a dire che è colpa del Padre Eterno.

È colpa tua. Una volta, ai santi, tutto è così che facevano le prediche. Perché dicevano, se tu parli dell'amore di Dio, della misericordia, di quanto è bella la cultura, la predica è molto più bella. Ma gli uomini dicono, sì, bella, sarebbe tanto bello, però lo tiriamo a campà. Ah, se gli spieghi bene queste cose qua, va sicuro che a qualcuno un po' di buono gli viene.

Ve lo dico io, perché ho abbastanza esperienza in giro. Paura, salutare, perché così sarà. Non c'è niente da far udita di, eh, Don Arato, terrorizza le persone. Io me ne farei molto volentieri a me. Non c'è niente, è così, eh. E state attenti che il demonio gode, l'ho detto prima ai ragazzi, nel fatto che queste cose non si dicano, non si sappiano.

Perché il demonio agisce nell'ombra. Il demonio vuole ridere quando qualcuno si trova alla bocca dell'inferno e gli fa la sorpresa. Questo è proprio il suo, per questo che lui non vuole farsi vedere, per questo che lui non vuole farsi nascondere, non vuole farsi con sempre. Sia che tu a una persona gli fai una predica come quella che ho fatto ieri, ieri non l'avevo fatta, comincia a dire questo non va, questo non va, questo non va, questo non va, questo non va, questo è peccato, questo è peccato, questo è peccato, questo è peccato, io gli sto facendo del male, ma gli sto facendo un regalo che mi ringrazierà per tutta l'eternità.

Il demonio diventa un abbezzo quando fai così, perché se una persona ci crede a quello che sto dicendo e si confessa, sapete che fa Satanasso? Cioè, bye bye, quell'anima adesso appartiene a Gesù Cristo, te la scordi, te la sogni. La stessa cosa capita quando Satanasso agisce in maniera straordinaria.

Cioè, vedete, qualunque libro di qualunque esorcista, la cosa più difficile è accorgerti che una persona ha problemi. Perché fino a quando può resiste. Non si manifesta. Non si fa vedere. E' sempre così. Perché lui vuole fare tutti i danni e tutto il male possibile. Cito tu e cito io. Nessuno se ne deve accorgere.

Perché se qualcuno te ne accorge, e se qualcuno lo combatte, sapete che fa Satanasso? Se mette la coda tra le gambe e se ne va, diciamo, all'inferno, bisognerebbe dirgli una parolaccia che dice lui, ma noi te la prestiamo, la bocca, ecco, se ne va all'inferno, vedi tu? Punto. Così è.

Ecco, la prima è il fuoco. Il fuoco non è una metafora. Il fuoco lo sentono anche le anime. Perché il fuoco c'è pure nel Purgatorio, come vedremo. Il fuoco spirituale, quello che sentono le anime, è enormemente peggiore del fuoco reale. Cioè, se tu morissi bruciato vivo, sentiresti meno dolore di quello che sentono le anime tra le fiamme.

Ha capito? Questo lo attesta tutta la tradizione cattolica degna di questo nome. Non una metafora. Ah, no, ma il fuoco si intende. No, no, no, non si intende niente. Il fuoco è fuoco. Ok? Che brucia. Siamo stati al museo del Purgatorio, nata a vederla a Roma, d'accordo? Ci stanno le testimonianze.

Le mani sui breviari sono nere. Hanno lasciato nero. Hanno lasciato una trotta nera sopra. Perché le anime purganti arrostiscono. Se te toccano, ti scottano. Te fanno una bruciatura. Grossa. Non è una metafora. Questo pavimento del fuoco è il peggiore di tutti perché fa partire una sofferenza atroce.

Attenzione alla sofferenza che non finisce mai. Cioè, io dico, ottimo, io col caldo che soffro. Se ci fosse solo questa nell'inferno, guarda, mi farei pure cavare tutti i denti in questo mondo. Per figurate. In tutto l'arrostimento dell'estate, che è una penitenza perpetua, dico, Dio mio, guarda.

Tu pensa dove stai. E ancora niente quello là. Secondo. Parla anche però di gelo, il pangelo. Il gelo, no? Il freddo. Che è il contrario del calore nel senso buono. Il gelo è il simbolo del... Hai visto? Ci ha lasciato di gelo. Pangellato con lo sguardo. Il disamore. L'odio. Il gelo violentissimo all'inferno si alterna, dice Sant'Omaso, con la fiamma ardentissima che brucia senza consumare.

Ma il gelo, no il gelo, il gelo gelo. Il gelo da zero assoluto, d'accordo? Peggio del polo nord e del polo sud. Il verme. Vi ricordate Gesù? Dove il loro verme non muore e il fuoco non consuma. Il fuoco di cui ho parlato prima. Fuoco che non consuma. Brucia senza consumare. Il verme. È il rimorso di coscienza, il verme. Che non muore. Terrificante.

I dannati hanno perso Dio, sono coscienti di quella perdita eterna e sanno che potevano evitarla. Il demano diventa una benva quando tu lo provochi e gli dici imbecille che sei. Chi te l'ha fatto fare, il bell'altro è Dio. Non lo sai come è che ti ha chiesto. E non ci può fare più niente. E non ci può fare più niente.

Ma lui, anche se è testardo e arcigno e non lo ammette, lo sa benissimo quello che si è perso. E non si dà pace per questo. È disperato. E la disperazione si sfoga nell'odio. E l'odio genera altro dolore. E continua, e continua, e continua. Dove sarà pianto e stridore di denti, dice Gesù, giusto? Dove il loro verme non muore e il fuoco non consuma.

Là sarà pianto e stridore di denti. Mangialo della messa dei dentini di stamattina, di Santa Lucia. Il pianto è la disperazione che affligge i demoni, unitamente al terrore. Stridore di denti vuol dire che ti battono i denti, che sei terrorizzato, che hai paura. La vista dei demoni è terrificante. I demoni sono brutti quanto la fame.

Il mercoledì andremo a vedere la terza parte del Hobbit, oppure il Signore degli Anelli. Gli orchi, i mostri. I demoni sono mostri, sono. Se voi vedete, questo lo dico io, l'apparizione di Fatima, la visione dell'inferno. Un secondo è durata. Vi ricordate cosa dice la Madonna ai bambini, cosa raccontano?

I demoni si distinguono per la forma particolarmente mostruosa e ributtante che avevano. E le anime che ondeggiavano dentro le fiamme, entravano dentro le fiamme con le fattezze umane, uscivano come mostri. In particolare gli idolatri del corpo e le donnacce zozze, che attraverso la seduzione e la zozzeria hanno fatto peccare innumerevoli uomini, erano particolarmente oggetto di cura deformante da parte dei demoni.

Quindi, dopo estetisti, lifting e curatori, si passa alla cura contraria. E a Barbara non l'assumono all'inferno per identificare... No, no. No, non vogliono. Quindi, disperazione e terrore. Capite? Perché queste passioni, la disperazione, il terrore, il rimorso di coscienza stupido, allora, noi non dobbiamo mai cedere al rimpianto e al rimorso di coscienza, in questo modo.

Anche se avessimo fatto un guaio, anche se realmente avessimo fatto una cosa che purtroppo non si può porre rimedio, non ci dobbiamo pensare più. Dobbiamo chiedere perdono a Dio e non dobbiamo stare sempre a pensare e però, e però, e però. A Roma dicono, è ilità. D'accordo? Finito. Chiuso. D'accordo? Perché, come dire, rimuginare...

stare a cosare è aprire la porta al demonio, è Satana che spiega questo. Quello non è il pentimento. Il pentimento è, ho combinata... Grosso, Signore mio. Non lo faccio più, sono disposto a fare benitenza per tutta la vita. Se mi mandi una croce, sto zitto e nudo. Se mi mandi una tribolazione, me la tengo. Se devo fare qualche digiuno, lo faccio.

Se devo fare qualche veglia di preghiera, ce l'ho fatto. Sto buono e tranquillo. Basta. Non occorre altro. Ma lo stare di pensare che se avessi, e se avessi, e se avessi, e se avessi, non serve a niente, perché noi non abbiamo nessun potere sul nostro passato. Passato è passato. Dice Vasco. Passato è passato. Non abbiamo nessun potere. Abbiamo potere sul presente e sul futuro.

In questo mondo è perfettamente, è pensiero satanico andarci a indugiare, a indugiare, perché rivolta alla disperazione. E a non credere che ci sia una possibilità di ritorno che c'è per noi uomini, fino a quando siamo superiore. Poi, le tenebre, l'oscurità. Dicono, se leggete Santa Faustina Kowalska, Santa Teresa, che ci stanno delle tenebre all'inferno talmente dense che la più buia delle notti non è neanche l'anticamera.

Però, avete visto come vanno a vedere nei film tipo Il silenzio degli innocenti? Ci stanno gli occhiali con gli infrarossi, che ti fanno vedere durante la notte. Quindi ci sono delle tenebre che si tagliano col coltello, ma tutte le mostruosità dell'inferno, si vedono tutte. Perché sai, se uno sta al buio, almeno non vede quanto è brutto il demonio. Ah no? Uno sta al buio e ti vedi con il brutto ceffio, con la brutta faccia.

Ma voi immaginate, cioè, che quello ti viene e ti mette la... e non ci puoi fare niente? Immaginate? Non ci puoi fare niente. I romani la chiamavano la addixio. Addixio significa che ti consegna al tuo carnifice. Facci quello che ti pare. Ah, hai capito. Non è finito qui, ancora. Perché poi c'è dell'altro. Ci sono queste. Ci sono le pene dei sensi. Ogni peccato è punito col contrapasso.

A seconda del senso, dice Santa Faustina quando è andata dall'inferno, col quale peccato sarai torturato per tutta l'eternità. Compatimenti contrari. Questa è la legge di Cattarivieri. Che non è poesia, è realtà. Per tutta l'eternità. Per tutta l'eternità. E sappiate che la giustizia e la misericordia di Dio arrivano all'inferno, dice Sant'Ommaso. Non so se stai al più avanti.

In due sensi. Uno, perché se i demoni potessero, come dire, cioè, non ci avrebbero limiti. Già così è una tragedia. Ma esagererebbero peggio. Cioè, ti torturerebbero fino all'inverosimile. Poi vuoi... Più strigli e strigli e strigli. Più strigli e peggio te lo torturano. Invece Dio ti impedisce di torturarti oltre quanto ti sei limitato. All'inferno. Non giuro per me. Neanche all'inferno.

Quindi non possono fare quello che gli pare. Manca a casa loro. Così imparano un po' di umiltà. Quindi. Perché siete peccati per quello che avete fatto. State attenti. Chi si mette a fare troppi peccati non è la stessa cosa di averne fatti diecimila o averne fatti mille. Non lo è.

E per questo che i peccati mortali si confessano anche per numero. E state attenti che tantissime confessioni sacrileghe, che mi sto sfidatando in tutta Italia, sono sacrileghe per il fatto che non si dicono i numeri. Per vergogna. Tu dici, eh, voi vi portate un pallotto liere. Se uno ha fatto la vita lontano da Dio, se si porta il computerino e appena ne hai fatto uno, allora, primo comandamento, oggi ne hai fatti tre. Sesto comandamento, oggi ne hai fatto quattro.

Alla fine del mese facciamo le nostre pagare. Alla fine del mese facciamo le nostre pagare. Non funziona così. Però noi l'ordine di grandezza lo dobbiamo dare quando ci confessiamo. Perché non è la stessa cosa se io in vita mia avrò mancato la messa tutta la vita due o tre volte, o addirittura qualcuno afferma, io la messa domenicale non l'ho persa mai.

L'ho persa proprio probabilmente due o tre volte, oppure sono stato trent'anni senza mettere piede in chiesa. Non posso confessare, dico, non sono andato a messa la domenica. Come, quando e perché? Perché trent'anni senza andare a messa la domenica, se non ti sei pentito, a poco lo racconti che succede all'inferno.

Poi lo vedi che succede all'inferno. Altro che messa. Ci sono due dimensioni, poi, ulteriori delle pene dell'inferno. Eh, vozzino con i gatti, le grazie e le benedizioni. Scusate, eh. Si può? Ripeto, queste pene sono... Non ha già il demonio. Allora, la vediamo così, che è tanto uguale. Lo facciamo fissi in un altro modo.

Le pene, sia del danno che del senso, sono, capite che significa, eterne. Eterne. Cioè, quando uno entra in ospedale, no? Io non sono mai stato in ospedale, ma se dovessi entrare in ospedale, uno, il giorno che entra in ospedale, comincia già a pensare quando esce. Ovviamente. Eh.

Io se entrassi in ospedale... Subito, un atto di offerta, speriamo, se non mi è bevuto il cervello il gatto, devo vedere le sofferenze al Signore, dopodiché, dico, vabbè, sono passati cinque minuti. Cinque minuti in meno. Che stavo in ospedale cinque minuti e ci mancavano uscita. Per cui, uno pure vede così, no? Quindi. Perché la vita, quando si entra avanti, finiscono le cose belle.

Quindi, quando uno sta a vedere le cose belle, dice, hm, non ci vuole pensare a quanto ci manca che finiscono. Quando c'è una cosa brutta, dice, beh, no, non finisce mai. Non finisce. Né quella del danno, né quella del senso. E state attenti che i demoni non si stancano, eh. Ah, se te chiappano quelli della banda della maiana, te massacrano o te bottano, dopo un po' lo smettono perché sono straccati.

Eh, perché per quanto uno sa essere culturista, dopo un po' si straccano. Ma i demoni non si straccano per niente. Se ti gonfiano come un pallone, non gli va né caldo né freddo. Dicono a Cori, si straccano. Par condicio, facciamo le uscite. E poi c'è l'intensità. Che l'intensità delle pelle non è uguale per tutti. Perché alcuni se ne prendono di più, ma varia a seconda del genere, della gravità e del numero di peccati commessi.

Ecco perché, tra le varie cose della confessione, si devono confessare le circostanze e le specie. Le specie. Specie su alcuni peccati. D'accordo? Per esempio, comandamento numero 6. Le specie bisogna dirle. Per concontro che tu l'unico peccato che hai fatto è che quando eri fidanzato, come la storia che ho raccontato ieri, ti è scappato un bacio la settimana prima del matrimonio.

Arnavi da Padre Pio e ti beccavi gli urli e l'ira funesta che finiti addorse tutti agli agei e niente assoluzione. Un conto che tu l'hai combinato con la tua carne e fraccia per tutta la vita. E poi bisogna vedere cosa, quando, come e perché. Non è la stessa cosa. E la pena che c'è per un bacio la settimana prima del matrimonio è diversa dalla pena che ci sta per l'adulterio.

Intanto per dirne uno. Molto diversa. Capito? Quando andiamo a fare una confessione impegnativa, guardiamoci dal confessore che non dà nemmeno la benitenza. La benitenza non serve perché l'ha già fatta il nostro Signore. Poi andiamo a spiegare a Satanasso. Perché Satanasso forse questa cosa non se la ricorda bene. Satanasso non la pensa così.

Però, sapete, non è prete, quindi non ha studiato, quindi potrebbe che si sbagli. Satanasso è abbastanza intelligente e come stanno le cose in fede morale lo sa molto bene. Provoca e sfida. Io ho la fede, non voi. Poi c'è il discorso sul luogo dell'inferno. Perché qui continuiamo a...

L'inferno è un luogo. Cioè è evidentissimo. Cioè la Sacra Scrittura, San Tommaso afferma, non solo che è un luogo, ma che in base agli indizi che noi sappiamo, è ragionevole affermare che sia sotto terra. Quando la Madonna ha fatto vedere l'inferno ai pastorelli di Fatima, scusate, cosa ha fatto?

Si aprì la terra davanti ai nostri occhi e vedevano un mare di fuoco. I santi e i mistici che sono stati all'inferno dicono che sono stati portati underground, sotto terra. Certo, non è un dogma di fede, quindi uno può pure pensare che non sia vero. Infatti vedete che San Tommaso dice che è ragionevole affermarlo. Non si pronunciava sul luogo dell'inferno neanche il Catechismo di San Pio X.

Solo che i teologi contemporanei, che parlano di stato e non di luogo, dicono a mio avviso una grandissima cretinata. Perché è impossibile che tutto quanto quest'ambaradan non abbia una localizzazione. Perché il fuoco da qualche parte deve stare. Non è che sta in uno stato. Che significa uno stato?

Cioè dire che queste realtà dei novissimi sono stati non luoghi. Vuol dire fare un pessimo servizio, perché vuol dire diminuirne la portata drammatica e terrificante che c'è. Io sarei contentissimo di non aver vedere niente di queste cose. Non mi sto divertendo proprio per niente.

E non è che mi diverto a dire, ah, fammi vedere che faccia fanno, che facciano, mette paura, che stessero a vedere il film di Dario Argento. Non mi diverto per niente. Io vorrei poter dire, queste sono tutte quante cretinate, andremo tutti in paradiso. Fate tutto quello che vi pare, tanto il Signore ci porta tutti in paradiso. Io sarei contentissimo di poter fare questa predica.

Pure fammela me stesso, mangiamo, beviamo, non pezziamo, andiamo a rubà, andiamo a donne, facciamo tutto quello che ci pare. Io sarei contentissimo. Ma non è così. Non è così. Se Gesù dice, via da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparati dal diavolo per i suoi angeli, e se dice, stando nell'inferno, tra i tormenti, c'è sarà un motivo.

O Gesù parla a bambera, o parla in maniera imperfetta, perché c'è qualche teologo pazzo, insomma, che potrebbe uno ogni tanto svalvolare un po', no? Cioè, la parola di Dio, in principio era il verbo, il verbo era verso Dio, parla a bambera? Non sa quello che dice? Eh, insomma, no? Non è molto realistico.

Allora, poi Sant'Ommaso continua. Vediamo se possiamo rimettere la visualizzazione in slides, ecco. Perché l'inferno eterno? E perché le sue pene sono eterne? In ragione del peccato mortale. Noi non abbiamo idea di cosa sia un peccato mortale. Cioè, l'atto che sia. Io qualche giorno fa ho detto, durante una monomedia, che una santa aveva visto una volta che cos'era una bugia di scusa.

Gli aveva fatto vedere in vicino la nostra casa. Lui aveva visto un mostro talmente brutto che questa è stata male e non ha dormito per tre giorni e per tre notti. Ricordo che dovrebbe essere Santa Caterina da Genova. Un peccato mortale è una cosa talmente inqualificabile che se noi lo potessimo vedere nella sua realtà, moriremmo subito, all'istante.

Il Signore non ce lo fa vedere per concontra pentirsi in un conto a morire di infarto seduta a stante, prima di avere il tempo di fare un atto di contrizione. È un'offesa infinita alla Divina Bontà. Cioè, perché, voi capite, ma chi di voi è un genitore, no? A me, cioè, lo capiamo, insomma, nel piccolo.

Ma non lo possiamo capire, accorto? Cioè, quale pazzia sia che noi, esseri limitati, mortali, andiamo a disobbedire a Dio? Per questo è peccato. Il peccato è una disobbedienza a Dio in materia grave, compiuta con piena pertenza e deliberata col senso. Io, quando vedo una persona, un'anima, peggio ancora un giovane otto, gli dico, figlio mio, state attenti, non fa così.

Te lo dico per bene tuo. E non lo fa, e poi si va a sfracellare, a me mi dispiace, ma gli farei una faccia come un pallone. Ma come un pallone, ma non per vendetta, perché dico, ma brutto cretino, ma mi vuoi stare da retta? Ma avrò qualche anno più di te, ma avrò un po' di esperienza più di te, ma se ti dico una cosa, mi vuoi stare a sentire?

Ecco. E ritengo che questi sentimenti, anche se non è proprio una faccia tanta come un pallone, perché c'è poco, siano fondati, perché è un atteggiamento da emerito idiota, che tu non mi stai a sentire, e ti vai a sfracellare, a sbattere la testa al muro. Ecco. In ragione del disprezzo di bene eterno, perché in ogni peccato, tu stai sputando sopra, lo sappia o non lo sappia, a ciò per cui sei stato creato, per goderti qualche bene effimero, transeunto e limitato.

In ogni peccato c'è questo. Anche in quelli spirituali. Anche in quelli spirituali. C'è sempre un godimento di qualcosa di passeggero. Guarda che tutti quanti i motivi per cui si pecca, si riducono sempre a tutti quelli spirituali. I primi tre, eh. Vizi capitali. SSS o PPP. Come vuoi fare.

Sesso, soldi e successo, o piacere, potere e possedere. Basta. D'accordo. Ho fatto la categoria della settimana scorsa. Che sono i tre, come dire, punti fondamentali che costituiscono la cosiddetta felicità terrena. Di questo mondo. Che è un'enorme cretinata, perché la vita in questo mondo finisce.

Finisce. Con la conversio al Creatura, questa è l'espressione di Sant'Agostino, perché nel peccato grave c'è l'avercio a te. Tu ti allontani perché lo disprezzi. Primo punto. E la conversio al Creatura, cioè tu ti precipiti, o su qualcosa che è come te, se ti attacchi una creatura per esempio umana, o meno di te.

Abrutendoti. I soldi sono meno di noi. I soldi sono sterco del diavolo. Che noi lo usiamo per il bene. E basta. Terzo. Attenzione che nella volontà del peccatore, il peccato eterno di Sant'Omaso, perché di chi pecca, state attenti, se tu pecchi, esprime una volontà irreversibile.

In questo simile a quella del demonio. Lo sapete perché? Perché bisogna pregare? Perché una volta che tu perdi la grazia, se tu fai un peccato e perdi la grazia di Dio, tu non tornerai mai a Dio. Se lui non fa, lui, un atto di richiamo, e in cui ti provoca in qualche modo la conversione a cui tu devi rispondere.

Questo è un altro dogma di fede del Concilio di Trento. Cioè la giustificazione del peccatore non è atto che dipende da te. Perché una volta che tu hai perso la grazia e ti sei allontanato da Dio, quella condizione è di per sé stessa irreversibile. Non puoi tornare indietro con le gambe tue.

Lo sapevate questo qui? Non è possibile. Quindi anche se quando noi ci convertiamo c'è il concorso della nostra volontà, guai a te se non credi fermamente che hai ricevuto una grazia da Dio di poter tornare, e che quella grazia qualcuno l'ha pagata. La gente va all'inferno perché non c'è chi prega e si sacrifica.

Questa quanta gente che ho confessato, gli ho detto, dico, non lo sai chi le ha nascite qualche cielo. Ma quando sarai morto, tu a qualcuno le hai nascite qualche cielo. Perché se tu stai qui a confessarti in questo modo, qualcuno ha pregato e ha fatto sacrifici forse gravi per te, forse flagellato, forse portato a uccidizio.

E mica per il giorno solo. Ma ti guardano con due occhi così e fai... Dopo io te li ringrazio. Sennò tu non stavi qua oggi. Quindi, in ogni peccato, mentre vi ricordate il peccato degli angeli, il peccato degli angeli è irreversibile. Perché la loro volontà perfettamente aderisce al male conosciuto come tale.

La nostra no, nel senso che noi non ci rendiamo conto bene del disastro che facciamo peccando. Però, facendo questa cosa qui, ci mettiamo in una condizione di autoesclusione dalla salvezza che di per sé stessa è irreversibile. Perché se Dio non tende la mano, gratuitamente, perché dovrebbe lasciarci di dove abbiamo scelto di stare, e non dovrebbe per niente tenerci la mano, per fa' ma neanche per idea, tu lì rimani.

Figuriamoci quando uno arriva alla dannazione, quando rivedrà tutta quanta la vita e tutte le volte che Dio la mano gli era attesa e ci ha scutato sopra. O peggio, qualche volta l'ha presa e poi, come dice San Pietro, la strofa lavata è tornata a voltolarsi nel brano. Io ho già conosciuto qualche sedizione di questo genere qua.

Ahhhh, figlioni miei cari, diceva Dondolindo, qualcuno che si riavvicina a Dio, dopo una vita disordinata, fa un pezzo di vita buona, e poi, parafafo, vuff, ricomincia peggio del prima. La volontà eterna di peccare corrisponde all'eternità della pena. Attenti, un certo origine, o origine, malinterpretà un padre della...

E uno non si può chiamare padre della Chiesa, perché non è santo origine. Questo è uno dei motivi per cui uno non è santo. Aveva messo in circolazione la dottrina dell'avocatastasi. Oggi tutti la credono questa qui. Cosa è la dottrina dell'avocatastasi? No, allora, quando uno muore, se ha fatto il male, va all'inferno.

Ma dopo la risurrezione della carne, Dio è buono. Dio è visibile. Non può sopportare che una sua creatura, per tutta l'eternità, debba essere dannata. Quindi, andremo tutti in paradiso. Addirittura i demoni, dopo il giudizio universale, diventeranno buoni. Si convertono. E andremo tutti in paradiso, dove Gesù sarà tutto in tutti.

Questa è la finale della favola che sto parlando adesso, ragazzi, del cappuccetto rosso. A tutti ci piacerebbe che fosse così. Quando fu scritto cappuccetto rosso, il finale di cappuccetto rosso non era quello che abbiamo studiato sui libri delle favole. Non c'è il cacciatore che spara e si mette fuori cappuccetto rosso e dice vabbè, hai capito che sarebbe...

Non lo fa più, eh? No, no, la favola di cappuccetto rosso finisce che il lupo se la magna e lì rimane. Solo che l'editore dice questa è una bella morale per i bambini, ma dopo si terrorizzano peggio che se sentisse la catechesi di Leonardo. Quindi, cambiamo finale, facciamo un altro finale, perché sennò qua andiamo a fare più danni che bene.

E hanno messo il lupo che spara. L'avocatastasi. Te lo sogni la notte e non è così. Gesù parla chiarissimamente. Via da me, maledetti, nel fuoco eterno che guardavo per il diavolo e per i suoi angeli. E se ne andranno gli uni alla vita eterna e gli altri dall'infamia e dalla dannazione eterna.

Punto e basta. A tutti ci piacerebbe... Noi scambiamo sempre quello che ci piacerebbe perché a tutti ci piacerebbe questo quadro. A chi non gli piacerebbe questo quadro? Sta tranquillo, dice, ho fatto un po' di guai, ma devo fare un po' di inferno. Mi porto il satanasso, mi torturerò, mi strangolo a fare qualcosa, mi squarta, mi esemagna.

Ma tanto poi, va finito tutto quanto la taralluccia e il vino. No, non va a finire così. Magara, dicono sempre a Roma, chiunque muore in peccato mortale non sarà liberato dalla pena eterna né per la fede che ha avuto prima, né per le opere di misericordia che ha praticato. E ciò neppure dopo uno spaccio indefinito di tempo.

La dannazione è eterna. Ora concludiamo con alcuni punti veloci. 1. L'inferno esiste. La scrittura e l'insegnamento della Chiesa sono inequivocabili sia per quantità che per qualità. 2. L'inferno è eterno. E anche su questo l'insegnamento è inequivocabile per quantità e qualità. La Chiesa ha condannato come eretica la dottrina originiana sull'apocatastasi.

Eresia formale, quindi vuol dire errore certo contro una verità di fede definita. L'inferno è l'attestazione suprema della verità attenzione sulla libertà della persona umana che pochi prendono sul serio. E qui anziché Vasco bisogna chiamare De Sanna e le loro belle canzoni. Le pagine bianche che noi ci scriviamo oppure che da oggi in poi io sono il mio nome, quello che sono fino a ieri e lo seppellisco è cambio vita.

Non per scherzo, ma sul serio. Queste sono le cose del catechismo perché oggi si trattavano sempre d'amore. Tu puoi costringere una persona ad accettare l'amore? No. Che fai? La violenti? Siccome ti amo, ti violento. Insomma, è un modo un pochino particolare di manifestare l'amore, no?

E quindi nessuno può andare in paradiso sotto l'impulso della violenza. Questo Dio non l'ha mai fatto e non lo farà mai. Con nessuno. Io mi ricordo quando studiavo giurisprudenza rimasi sconvolto. La donazione, per la validità dell'atto di donazione ci deve essere l'accettazione del donatario.

Le domande che facevano a diritto privato. Perché tu, ora che hai ricevuto una donazione di 100 miliardi di euro, se non l'accetti, i soldi rimangono nella disponibilità del donante. Infine, è un luogo di tormenti. Non solo di qualcuno che dice è lo stato della privazione della visione beatifica di Dio.

No, questo è il limbo, non è l'inferno. Come vedremo. La gara, dicono a Roma. Forse è solo questo, insomma. Perché il limbo, come vedremo, è un luogo dove soffre la visione beatifica. Ma voi soffrite in questo momento che non vedete Dio? Stai soffrendo per il fatto che non vedete Dio?

Soffrite un po' perché state assenti a me. Ma non perché non vedete Dio. Perché noi non abbiamo coscienza di questo. Quindi, dici, l'inferno è la privazione del Dio. E a me che me ne importa? Non ho mai visto vita mia che sono soccappato allo stesso che me ne importa a me. Cioè, capite che discorso da sciocchi che sarebbe, no?

I tormenti sono eterni. C'è la parabola di Enrico Epulone. Dice, oh, vai a dire che non è una favola. Che Don Ardon si è fatto un goccetto. Che pure stiamo nel 2014, non è che si sono cambiate le cose rispetto a duemila anni fa. Vai chiaro. Manda qualcuno a dirglielo. Se non ascoltano Mosè e i profeti, e i successori dei profeti tra cui Don Ardon, manco, in senso molto ampio chiaramente, il profetuncolo da quattro soldi, ma manco se risorge un morto dalla tomba, saranno persuasi.

Poi, Dio non vuole che nessuno vada all'inferno. Ma per questo non si può dire che è vuoto. Né, come ha detto qualche teologo, Hans Urs von Balthasar, ultra rinomato come il Deus ex machina negli ultimi cinquant'anni, dice, no, non è vuoto, ma è lecito sperare che lo sia. Che te pozzi non benedico tutti quanti dei santi che l'hanno visto stracolmo di gente e che raccontano che c'è stata una figlia là sotto, che manco a...

a che? Non lo so. A un posto c'è stata una figlia che... Manco quando esce la consente, ecco. Allo store della prima mattina che si scannano dalla notte prima con i sacchi a pelo. Ma che dici che vuole? Poi Dio ha giustizia misericordiosa verso i dannati. E' una condizione che non permette che si eccedano i tormenti più di quanto se lo sono meritato.

E infine, i demoni sono loro malgrado, e questo è troppo figo, esecutori della giustizia di Dio. Quindi, state attenti a che cos'è... Dio... che cos'è la giustizia di Dio? I romani dicevano sum cuique tribuere. Cioè, Dio non fa altro che consentire ai demoni che ti facciano tanto male quanto tu, con la tua libertà, gli hai permesso, quindi i peccati, che hai fatto, di farlo.

Neanche un briciolo di più. Ma non è che Dio dice ahahah, adesso facciamo i conti, vediamo un po'. Che hai fatto tu, chiama Asmodeo, allora Asmodeo, da questo ho fatto questo, quindi fagli questo, questo, questo. Fanno tutti i demoni, fanno tutto da solo. Dio eserce semplicemente la sua autorità per impedirti di fare oltre quanto gli uomini stupidi, peggio dei demoni, ci sono andati a creare con le loro proprie mani che si mangeranno per tutta l'eternità.

Ok? Buon Santissimo Natale a tutti. Capite perché Gesù è venuto sulla terra. Non è mica venuto a cambiare aria, santo cielo. Perché è venuto a risparmiarci questo. Questo è proprio. La Chiesa esiste per predicare queste cose qua. Perché l'unico problema, grosso, eh, se succede questo, tutto il resto non conta.

Perché se ti sei morto di fame, pazienza, d'accordo, da di là non ci sta più né fame né sete. Finito, finisce. Se arriva l'Ebola, morimo, ora notte, buon viaggio, soffriamo un po', poi moriamo. Tanto se mori di Ebola, se mori di tumore, se mori che ti hanno dato un colpo in testa, se mori di infarto, sempre devi morire.

Che è? È un problema. No, non è un problema. Questo è un problema. Non è un problema di come si cappano 70-80 anni qua giù, se lavoro, se non lavoro, se mi fregano tutti i soldi con le tasse, come fanno, forzano benedilli. Non è un problema. Gesù è venuto nel mondo per risparmiarci questo.

Tutte e tutte le cose che facciamo, tutte le confessioni, le preghiere, le messe, le lemosine, le opere buone, la virtù. Serve a mano al contraquisto. E basta. Quante chiacchiere d'orlo nato. Va bene. Facciamo un bel gloria al Padre, gloria al Padre, al Figlio, allo Spirito Santo, come era nel principio e ora è sempre, nei secoli dei secoli.

Ti rendiamo grazie, Signore, di tutti i tuoi benefici, tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Il Signore ci conceda la sua pace e la vita eterna. Amo.

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