Audio · Catechesi varie
Le tentazioni
Trascrizione
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Siamo oggi alla meditazione che è un pochino lo spartiacque, saremo noi insieme nove momenti di meditazione, questa è la quinta, e quindi oggi questa meditazione ha un pochino lo scopo di riprendere, non so se conoscete i miei aziani, un momento fondamentale di ogni corso di esercizi spirituali che è rinnovare la nostra scelta di campo, stare da una parte oppure dall'altra.
C'è una bellissima meditazione di Sant'Ignazio sui due standardi, sulle due bandiere, lo standardo di Cristo e lo standardo del demonio. Tenete subito presente una cosa, vi prego umilmente di considerarla, che noi non possiamo e non dobbiamo mai dare per scontato il fatto che stiamo dalla parte di Cristo.
Per questo è sempre tutto da dimostrare ed è sempre tutto da... ...verificare. Chiaramente io in questa meditazione cercherò prima, nella prima parte, di mostrarvi chi è Satanasso, cosa fa e come ci tenta e ci attacca, in tutte quante le sue forme, e nella seconda parte, se il Signore mi aiuta, che cosa vuole Gesù, chi è Gesù e cosa chiede ai suoi discepoli, che è esattamente il contrario, no?
Per la vostra meditazione può essere utile rappresentarvi... ...e pensare all'episodio della crocifissione di San Pietro. Ieri abbiamo concluso con San Pietro, no? San Pietro si è fatto crocifiggere a testa sotto, come tutti quanti sapete. Non solo per ragioni nobilissime di presunta personale indegnità nel, come dire, riprodurre la crocifissione del suo Dio e Signore, ma anche perché, a me piace pensare così, nel momento in cui veniva ucciso, gli piaceva vedere il mondo alla rovescia, che è esattamente il modo con cui lo vede Satanasso e gli amici di Satanasso, che è proprio esattamente rovesciato, completamente alla rovescia.
Non per niente, come sapete, spero, i satanisti, sia quelli di facciata e di moda, sia quelli, come dire, di scelta e convinti, hanno tra i loro simboli privilegiati quello della croce. Trovesciato. Allora, di Satanasso oggi si parla poco, si parla poco sia di lui che della sua azione, sia straordinaria, di cui ovviamente in questa sede non parlerò, che è ordinaria, che è la tentazione.
Se qualcuno comincia a parlarne un pochino, come è sottoscritto, cominciano ad arrivare le accuse di diavolismo. Io sono stato chiamato un diavolista, cioè quello che vede il diavolo da tutte le parti. Accorda. Un pochino del demonio, questo mi risulta dai miei numerosi contatti, come sapete, in giro, online, sui social network.
La prima domanda che ti fanno è, sei esorcista? Esorcista padre? Come se questo argomento fosse riservato a pochi addetti ai lavori, che sono i cacciatori di streghe, di diavoli e di vampiri, che si occupano di alcuni casi marginali, mentre la maggioranza delle persone è completamente, come dire, autonoma e indipendente da questo tipo di discorso.
Cioè non se la deve vedere con il diavolo. Gesù nel Vangelo non ha detto così. Gesù nel Vangelo ha detto che i suoi discepoli cacciano i demoni, tutti. Nessuno escluso. E che uno dei segni dei suoi discepoli è proprio questo, l'autorità sui demoni, tutti. Ecco, quindi ha anche ammonito più volte nei Vangeli circa l'esistenza del demonio, circa il fatto che il senso della sua opera sulla terra era semplicemente distruggere le opere del demonio.
Quando una volta al benato Giovanni Paolo II... Chiesero. Pa, santità, ma lei ci crede all'esistenza del demonio? Cioè, sono un sacco di teologi che dicono che il demonio non esiste, che è una astratta rappresentazione del male, eccetera, eccetera. Sapete come rispose Giovanni Paolo II, no?
Chi non crede nel demonio non crede in Gesù Cristo. Perché Gesù Cristo è venuto sulla terra per distruggere le opere di Satana, con cui abbiamo a che fare noi, io, te che mi stai ascoltando adesso. Io vengo da un periodo, costante e continuo nella mia vita, in cui ho scovato, per grazia del Signore, delle trappole, degli inganni tremendi, che il demonio aveva teso alla mia vita e con cui, in perfetta buona fede, senza che io mi rendessi conto, mi stava facendo combinare dei guai.
Adesso io brevemente, infatti, vi dirò quali sono le sue tecniche di combattimento. Sapete tutti quanti che Lucifero, con i suoi angeli ribelli, era un angelo buono, è diventato cattivo, si è ribellato a Dio. La sua scelta, studiate l'angelologia di Sant'Omaso d'Aquino per capire come mai, è irreversibile.
Non perché... Dio non possa o non voglia perdonarlo, ma perché un angelo, quando prende una direzione, per la conformazione particolare della sua mente, intelletto e volontà, che è puramente spirituale, non ha la possibilità di ritrarsi e di tornare indietro. Non può pentirsi una mente angelica.
Se fa una cosa, aderisce a quella cosa in maniera tale che diventa assolutamente irreversibile. Ecco perché è irreversibilmente cattivo. Il demonio non si può confessare. Perché non può pentirsi. Ecco. È un guaio questo qui. È, come dire, confermato, solidificato, diciamo così, confermato in una volontà malvagia.
Lui odia Dio e odia per invidia tutti coloro che possono arrivare ad avere ciò che lui per sua colpa ha perduto, che è la visione beatifica. In questa sua battaglia il demonio è cattivo, non scherza, non si dà per vinto, è terribile. Lavora 365 giorni l'anno, non fa le ferie, non conosce la domenica, è proprio l'emblema perfetto del perfetto capitalista del nostro tempo, quello che lavora sempre, non va mai in ferie, quello che fa per fare i soldi.
Lui lo fa per perdere le anime e ricorre a tutti i mezzi e ha degli alleati grandi dentro di noi. Ricordate, ieri abbiamo parlato delle tecniche con cui ci debbano le grandi organizzazioni che attraversano l'infiltrazione. Noi ci abbiamo dentro le conseguenze del peccato originale.
La nostra anima è appartenuta al demonio. Spero che ci crediate a queste cose, non pensiate come quelli che vanno a battezzare i figli quando ora è pieno moglie, d'accordo? Come vi ho già accennato. Quando noi nasciamo, la nostra anima, appena viene creata dal Dio, appena viene infusa nello zigote, istantaneamente, immediatamente contrae la colpa d'origine.
È un marchio di appartenenze. Il battesimo toglie la colpa, ma non toglie quella cicatrizia. La cicatrizia è quella ferita aperta che è una sorgente in cui il demonio facilmente pesca. In continuazione, la Chiesa Cattolica, nella sua dottrina, la chiama concupiscenza. Concupiscenza vuol dire tendenza al male, attraverso una triplice radice, che sono i primi tre vizi capitali, soprattutto, superbia, avarizia e lussuria.
Vi ricordo, poi ne parleremo forse, il Vangelo di domenica scorsa, con cui si apre il tempo quaresimale. Non è un caso, anche perché Gesù si è stato ottenuto. Non è un caso, anche perché Gesù si è stato tentato su queste cose. Quindi, perché il demonio ci tenta? Per portarci all'inferno.
Perché? Muoio a Sansone con tutti i filistei. Sono morto io, ho perso io la visione beatifica, mai gli uomini potranno avere ciò che io ho perduto. Voi sapete, ve lo accenno soltanto brevemente, ne ho parlato in qualche catechesi, che in segni teologi, e con loro San Massimiliano e Maria Colbe, e io sono d'accordissimo con questa cosa, ritengono che il peccato di Lucifero sia stato il rifiuto di adorare il disegno di Dio di far diventare uomo il figlio.
Lui si è liberato per questo. Dio, era questa la prova angelica, ha mostrato agli angeli quello che avrebbe fatto. Mio figlio diventerà uomo attraverso una creatura purissima, che ne sarà lo strumento, e che io creerò a Loc, che era Madonna. Lucifero non c'è stato, perché avrebbe dovuto adorare Gesù, quindi il figlio di San Massimiliano, il figlio di Dio, nella veste umana, veste umana e natura umana, che è infinitamente inferiore a quella angelica, e avrebbe anche dovuto venerare, come regina, la Madonna, perché la dignità di madre di Dio l'avrebbe immediatamente posta al di sopra della stella angelica.
Non c'è stato questa cosa. E con lui tanti angeli malvagi. Guardate che io non approfondisco questo punto, perché non abbiamo tanto tempo, però pensate a quante risposte, vengono fornite con queste ipotesi. Come mai, per esempio, il demonio ce l'ha così tanto con la Madonna? Come mai ce l'ha così tanto con Gesù Cristo?
E tante altre cose, no? Va bene. Come ci tenta il demonio? Allora, il demonio ci tenta in vari modi. La prima è la più grossolana, speriamo, io spero che tutti voi siate fuori da questa situazione, no? Facendoci commettere un peccato mortale, quindi facendoci perdere la divina grazia, quindi facendoci trasgredire gravemente la legge di Dio, con piena avvertenza e deliberato consenso.
Questa, lui, è una tecnica che fa in due modi, o con i peccatori incalliti, quindi quelli che sono già suoi, cercando di impedirgli la conversione, oppure con i cristiani fragili, oppure appena convertiti. Io li chiamo come quelli che stanno usciti dalla sala operatoria e che stanno in convalescenza, quindi è facilissimo che si riammalino.
Quindi, con queste persone, Satanasso agisce in questo modo. La seconda modalità di tentazione è, per chi sta fuori da questa dimensione, facendoci peccare venialmente. Voi sapete che se la vostra anima è abituata a compiere facilmente il peccato veniale, non va all'inferno, d'accordo? Non si perde la grazia.
Ma si cade in una brutta malattia dell'anima che si chiama la tiepidezza, il torpore. Si diventa dei mediocri. Certamente non si va all'inferno, ma questa situazione, se trascurata, ricordate cosa dice Gesù nel libro dell'Apocalisse, può diventare paradossalmente, sotto certi aspetti, cercate di capirmi bene, fermo restando quello che ho detto, peggiore della prima.
Perché mentre un grande peccatore, se riceve una grazia particolare, può avere una grande conversione, quindi può diventare da grande peccatore un grande santo, guardate per esempio il caso evangelico di Maria di Magdala, un tiepido, guardate per esempio il figlio maggiore della parabola del figlio al prodigo, che tanto ci sta antipatico, rimane per tutta la vita con una vita grigia.
Una vita grigia che sta a costante pericolo. Non fa molti danni al demonio. A volte il demonio si accontenta di lasciare le persone così, perché se vede che una persona difficilmente farà un guaio grande, dice va bene, lo rendiamo una pallottola spuntata. Quindi non mi fa né caldo né freddo.
Lo lasciamo a bagnomaria. Non è escluso che se lo vedo in qualche momento debole, magari prima che muore gli faccio fare qualche bel capitombo e me lo porta all'inferno, ma intanto non fa danni. Perché sicuramente un tiepido non fa grandi opere per la gloria di Dio, non fa grandi opere per il bene del prossimo, non è un grande apostolo, non converte nessuno, eccetera.
Si accontenta del secondo livello. Poi c'è l'ultimo livello, state attenti, questo è più pericoloso. A mio avviso. Quello di cui vi parlavo e che è molto difficile scovarlo. Il demonio ci inganna. Cioè ci fa credere che una cosa buona sia cattiva e che una cosa cattiva sia buona.
Santo Alfonso chiamò questa tentazione, attenti bene, farci fare male il bene. Adesso faccio un pochino di esempi, tanto per farvi capire. Per esempio, vi faccio subito un esempio. Lo zero per la salvezza delle anime, io vedo una persona che sbaglia. Cosa faccio? Se la riprendo in maniera, per esempio, aspra o inopportuna, fuori tempo o fuori luogo, faccio tre danni.
Primo, faccio un peccato veniale contro la carità. Uno. Secondo, mortifico quella persona e la faccio sentire giudicata. Terzo, ottengo l'effetto che anziché correggersi, quella fu peggio di prima. Pettigna, dicono a Roma, o pedispetto. Io ero mosso, da una buona intenzione, perché ero mosso da zero per il Signore e dal desiderio di estirpare il male che vedo fare con la persona.
Ma se agisco in questo modo, produco l'effetto contrario. A questo bisogna fare enormemente attenzione. E questo è un campo di tentazione difficilissimo, perché è molto difficile scovare Satanasso. Tenete presente una cosa, poi lo vedremo, vedendo come ha reagito Gesù. Le tentazioni, noi non riusciamo a vederle, perché la tentazione si svolge qui dentro, a livello di pensiero.
Non è che tu senti la voce «Allora, dai così!» Assolutamente. Tu senti un bel pensierino che ti comincia a frullare per la testa e lo comincia ad assecondare. Ricordate quello che vi ho detto i primi giorni. Quando un pensiero bussa alla porta, io queste cose le so da anni, però metterle in pratica è difficilissimo.
Comunque, saperle è già qualcosa. Al pensiero bisogna chiedergli, avete visto quando sono nel campanello, no? «Chi è? Presentati, chi sei?» Ecco. Perché se è un pensiero balordo, che viene dal demonio, noi dobbiamo sbattergli la porta in faccia. Non bisogna farlo entrare. Con le tentazioni non si discute, non si ragiona, perché se comincia ad aprire una porta, il demonio è molto più furbo di te.
Vi invito per la vostra meditazione personale, fatelo, a riprendere il capitolo terzo del Libro della Genesi, il Peccato Originale. Studiatevi bene come il demonio ha fatto cadere i nostri progenitori. È furbo. La prima domanda che fa. È vero che Dio vi ha proibito di mangiare tutti gli alberi del giardino?
Questa è una domanda terribile se ci pensate. Perché sta già insinuando questo pensiero. Che bel Dio che hai, eh? Come? Hai detto che ti vuole tanto bene? Hai detto che è tanto dalla parte tua? E ti riempi di proibizioni? Lì Eva avrebbe dovuto dire «Vattene via, subito! Non rispondere!
No, no, no, non tutti! Uno solo!» Perché ci ha detto che se facciamo questo ci faremo del male a noi. «No, del male a voi! Ma quando mai? Quale male a voi? Quale male a voi? Questo sarebbe un bene per voi! Perché conoscereste da voi stessi il bene e il male e vi sgancereste economicamente da Dio».
Il ragionamento non fa una piega, lo fa. E se tu vai avanti e ti lasci condurre da lui, alla fine cadi. Perché è talmente bravo a presentarti le cose in un certo modo, quindi i pensieri vanno stoppati sul nascere. Sbattere la porta in faccia, devono stare fuori. Io vi dico, lo so per certo, che basta un pensiero, un pensiero consentito, credetemi, questa è una cosa che io so per le conoscenze di alcune anime, il demonio ha detto, lui, mi basta un dubbio consentito, un pensiero di turbamento consentito, un pensiero di scoraggiamento consentito per entrare dentro un'anima e fare danno.
Pensate. Quindi la porta deve stare chiusa, dobbiamo fare molta attenzione. Un'altra cosa, per combattere il demonio ci vogliono tre mezzi, due, ci le dice Gesù nel Vangelo, che non servono soltanto a scacciare i demoni quando possiedono le persone, ma anche a scacciarne l'azione ordinaria, la preghiera e il digiuno.
La preghiera e il digiuno. I demoni forti, dice Gesù nel Vangelo, si cacciano solo con la preghiera e il digiuno. Proprio per il fatto che noi non riusciamo tante volte a vederne l'azione, ci servono i mezzi con cui si attira la grazia di Dio nel nostro cuore. I mezzi più grandi sono la preghiera e il digiuno, che oltre alla scopo penitenziale, a tutte le altre dimensioni che penso sappiate che ha, ha anche il compito di attirare grazie nella nostra anima e irrobustire la nostra volontà nel combattimento interiore.
La terza cosa, diceva Sant'Ignazio di Rogliola, che il demonio fa il figo, diremmo noi, oppure è forte, con le anime deboli, con i fifoni, ed è debole con le anime forti. Allora, Santa Teresa dice, guarda, noi stiamo parlando di santità in questi giorni, vuoi intraprendere il cammino della santità?
Che cosa devi fare? Niente, solo una cosa, una cosa che ha due rami. Tu ti metti davanti al Signore, questo è quello che devi fare oggi, e dici, da oggi in poi io comincio questo cammino, ma lo voglio, sempre voglio e fortissimamente voglio, come diceva il buon Alfieri, e qualunque cosa succeda, se scatenasse pure il finimondo, se scatenasse contro tutta la famiglia, gli amici, le cose, qualunque cosa succeda, si va avanti.
Quindi, volontà risoluta, volontà risoluta, non mezzo volontà, non vellità, e costanza. Ok? Volontà risoluta e costanza, preghiera e digiuno. Altrimenti siamo morti prima ancora di cominciare a combattere, perché una di queste tre cose, state attenti, il demonio ce le farà fare. Peccato mortale, peccato peniale, oppure male malfatto, oppure errori.
Pensate alla scelta dello stato di vita, per esempio. Pensate alla scelta dello stato di vita. Vi ho detto ieri, su cento chiamati, settanta dicono di no. Come mai dicono di no? La piccola Giacinta di Fatima, prendo cose già dette, diceva, ci sono molti matrimoni che non piacciono a Dio, non sono benedetti da Dio, come mai?
Sono scelte sbagliate. Se uno fallisce la scelta dello stato di vita, è un guaio, grosso, perché perde tutta quanto una serie di grazie che Dio gli aveva dato, di bene che poteva fare, non è che uno va all'inferno, se io devo fare il prete e poi mi sposo, cioè sposarsi, è come un consacramento, però perdo tutte le grazie che Dio ha preparato per me, tutto il bene che io avrei potuto fare, tutte le persone che sarebbero in qualche modo dipese da me, non si sa che fine fanno, capite il danno che uno fa, no?
Grosso, non indifferente. Noi contro questo ci dobbiamo combattere, molti di voi hanno cominciato il cammino per diventare sacerdoti, il demonio non si dà per vinto, non so se ve l'ho già accennato, fa il diavolo a quattro prima che noi entriamo in seminario, per non farci entrare, d'accordo?
Trecentomila commedi e questioni. Poi durante il tempo di formazione, per farci uscire, prima che ci sia troppo tanto, e poi dopo l'ordinazione, per farci diventare o grandi peccatori, quindi preti che fanno danni, oppure, l'ho detto in qualche circostanza, dombrodino, il prete tiepido, che non fa né caldo né freddo, d'accordo, che è una pallottola spuntata, e che forse, se arriva qualche bella tentazione ordita in qualche momento particolarmente favorevole, me lo porta all'inferno.
Vi invito ragazzi, vi prego eh, state attenti, meditateci su queste cose, seriamente. Potete anche meditare su Efesini 5, dovrebbe essere, che è il combattimento spirituale descritto da San Paolo, insieme al testo del Libro della Genesi. Adesso controllo, ma la memoria non dovrebbe tradirmi.
Cinque o sei? Sei. Sei. Sei, dal dieci in poi. E rivestitevi dell'armatura di Dio perché possiate resistere nel giorno cattivo e restare saldi dopo aver superato tutte le prove. La nostra battaglia, infatti, non è contro la carne e il sangue, ma contro i principati e le potenze, contro i dominatori di questo mondo tenebroso, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti.
Guardate che è una guerra eh, d'accordo, per questo che la vita cristiana è stata sempre concepita e presentata dai grandi autori, dai grandi dottori e dai grandi santi come milizia. Noi siamo soldati in guerra, non contro le persone. Siamo in guerra contro l'inferno e molte volte essere in guerra contro l'inferno vuol dire essere in guerra contro noi stessi.
Passiamo a Gesù, rapidamente. Come è stato tentato Gesù? Come ha vinto? E noi con Lui, se rimaniamo con Lui? E quali tentazioni ha subito? Certo che avete già ascoltato una splendida omelia per il Vangelo di domenica scorsa. Potete leggere le tentazioni nella versione di Matteo e nella versione di Luca.
Tutte e due stanno al capitolo quarto. Le tre tentazioni. Voi ricordate un pochino di Storia Sacra, no? Quelle tre tentazioni sono le tentazioni le stesse che ha avuto il popolo di Israele nel deserto. Le sapete? Vedo le facce un po' perplesse. Le ricordate? Allora, voi sapete, c'è stato l'Esodo, voi sapete che per fare il percorso dall'Egitto alla Terra Promessa sono circa sette, ottocento chilometri a occhi e croce.
Anche un popolo, l'Esodo dice 600.000 persone che viaggia a piedi, quanto ci mette a fare sette, ottocento chilometri? Quanto ci può mettere? Tre anni. Esageriamo. Quattro. D'accordo. In quattro anni arriva. Quanto tempo è durato l'Esodo? Lo ricordate? Quaranta. Come mai? Perché quando Satanasso non riesce a farci cadere, rallenta il nostro cammino.
Perché sulle tre tentazioni principali, che sono sui primi tre vizi capitali, il popolo di Israele è caduto su tutte e tre. Ha fatto patatrac su tutte e tre, piegando Dio a dover per forza assecondare la loro volontà per non scatenare una ribellione immediata. Allora, Gesù, che la prima tentazione è il pane, no?
Quaranta giorni di digiuno. Attenzione all'importanza del digiuno, eh. Io spero che voi siate consapevoli dell'importanza del digiuno. Lo fate come alcuni amici Facebook che mi dicono Padre, ma adesso la Chiesa in quaresima dice che dobbiamo fare qualche digiuno, ma a me c'è il mio parroco che dice che il digiuno non serve.
Perché Gesù ha già sofferto abbastanza per noi, dobbiamo essere contenti, gioiosi, fiduciosi nella Divina Misericordia e godere tranquillamente i piaceri della tavola. Allora io ti dico, guarda, tu devi rispondere al tuo parroco, con molta carità, eh, che tu metterai in pratica questi suoi consigli dopo che lui, come il suo Signore Gesù Cristo, avrà fatto quaranta giorni di digiuno assoluto.
Quindi, perché Gesù ha fatto il digiuno assoluto, eh, non pane e acqua. Non mangi niente e non bevi niente per quaranta giorni. Allora, padre, dopo che tu hai fatto questo, io metto in pratica il tuo consiglio. Dillo così. Come facciamo a dire una cosa del genere? San Francesco, mo' oggi, Francesco, Francesco, Francesco, Francesco, Francesco, Francesco, Francesco, si è fatto quaranta giorni di digiuno sul Trasimeno, eh, come Gesù Cristo.
E l'ha fatto pure Mosè. Quindi, non è che gli fa soltanto pannelle i digiuni, eh, che ci supera a noi che non facciamo mai i digiuni. Comunque, vabbè. Perché ha fatto questo? Dopo di che Satanasso arriva, dì che queste pietre diventino pane. Allora uno che c'ha la memoria, subito, primo bag degli israeliti nel deserto, fanno manco un tempo uscire dall'Egitto, c'è un paese, c'abbiamo fame, c'abbiamo fame, c'abbiamo fame, quanto sta bene in Egitto!
Subito, subito, la memoria corta. Quando stavamo di fronte a una bella pentola, ai cocomeri, alle cipolle, c'eravamo la pancia piena. Cosa fa Dio? Scende la manna dal cielo. Hanno cominciato subito a mormorare, perché c'erano la pancia vuota. E' un problema di pancia. Quindi è un problema di sensi.
Quindi, la tentazione dei sensi, cioè la lussura e la gola, il terzo vizio capitale, le tentazioni dei sensi, le tentazioni sensibili, è la prima. Con questo il demonio fa secco il 90% degli abitanti del pianeta Terra. Allora, come si combatte? Con il digiuno, con la mortificazione.
Io spero che voi siate formati anche su questo. Questo è un altro argomento che è completamente fuori moda, sempre per un malinteso senso dell'amore e della misericordia di Dio. Io vi confesso, durante la mia formazione, che ho vissuto in questo tempo, ho avuto, per grazia di Dio, la possibilità di leggere, di confrontarmi con tanti autori.
Allora io andavo a lezione e questi dicevano una cosa. Poi leggevo e dicevano esattamente il contrario. Ma come caspita è possibile? Qualcuno se sbaglia, no? Allora, chi è più facile che se sbaglia? Un teologo Pinco Pallino che non ti ho mai visto e conosciuto? O quattrocento santi messi insieme?
Chi è più facile che se sbaglia, secondo voi? Non lo so. Io sono stato male, sono in crisi. Allora, com'è che tutti i santi parlano dell'importanza della morte? Parlano dell'importanza della mortificazione, anche sensibile. Non soltanto la mortificazione che è la più importante, interiore delle tue passioni, non dici le parolacce, ti mangi la lingua, fai il silenzio, eccetera, eccetera.
Ma anche la mortificazione corporale che tutti i santi hanno praticato, di cui il digiuno rappresenta, come dire, l'opera emblematica, anche se non l'unica. Come mai? Tutti l'hanno sempre raccomandata e adesso non serve più a niente. Com'è? Lo siete mai chiesto? Ma Gesù l'ha fatto, però.
L'ha fatto e ha detto di farlo. D'accordo? Non possiamo resistere alle tentazioni sensibili se non abbiamo una struttura ascetica formata, che non è fine, non basta quello. Poi c'è tutto quanto il discorso che bisogna su questo essere moderati, essere guidati, essere prudenti, non essere indiscreti.
Questo voi lo vedete col padre spirituale, eccetera, eccetera. Ma questo è un aspetto fondamentale del combattimento interiore. Cioè io non posso, in nome dei santi, mettermi a fare il braccio di ferro col Padre Eterno uscito fuori dalla sua volontà. Seconda cosa, Mosè prende la legge sul Sinai, 40 giorni di digiuno, lascia il popolo con Aronne e Cur, scende dal Sinai, cosa stavano facendo?
Si erano fatti il fidello d'oro. Simbolo di tutte quante le idolatrie di questo mondo. Qual è la terza, secondo San Matteo, la seconda, secondo San Luca, tentazione di Gesù? Lo porta sul monte e gli mostra tutti gli idoli e le glorie di ogni terreno. Ti do tutto questo se prostrandoti mi adorerai.
Io adoro soltanto il Padre Eterno. Noi non pieghiamo la testa dinanzi a nessun idolo del mondo. E attenzione, parlo specialmente per i futuri consacrati, all'idolo dei soldi. Noi non siamo staccati dai soldi. Essere staccati dai soldi è cosa che devi dimostrare per tutta la vita.
Non pensate di essere staccati dai soldi. Leggete la storia della Chiesa. Tra i peccati più diffusi in tanti anni nel clero, sapete quale c'era? Un peccato che si chiama la simonia. Cioè vendere i sacramenti per soldi. Quindi attenzione che gli ecclesiastici su questo devono dare dei segni.
Quindi si fanno le lemosine. Io quando parlo ai parroci, non soltanto dalle tasche del Gesù, dalle tasche della parrocchia, io dò a Papa con le bollette ai poveri. Cosa significa i soldi a voi? Metti la mano nella taschina tua. Ci viene sempre un po' d'artrosi quando bisogna mettere la mano dentro questa tasca qui.
Io ho avuto una frattura alla spalla qui. Quindi ho ancora una minorità perpetua. Quindi quando metti la mano nella tasca si riaccutizza stranamente la frattura. Però tu la fai riaccutizzare, estrai il soldino e lo dai in carità. Tanto è vero che la seconda opera penitenziale quaresimale e non solo di cui parla Gesù è l'elemosina.
L'elemosina che è il simbolo di tutte le opere di carità. Perché in ogni idolatria c'è sempre una forma di disordinato amore a noi stessi da cui dobbiamo staccare. Che è, come dire, riassunta al vizio capitale dell'avarizia, della cupidigia. La terza cosa, quella più sottile perché è il primo vizio capitale alla superbia, la superbia consiste, la forma più raffinata di superbia, il superbo per antonomasia è Lucifero.
Qual è stato il peccato di Lucifero? Se è vero quello che abbiamo detto prima. Dio gli mostra la sua volontà e Lucifero dice no, no, no, tu non ti fai uomo, tu se vuoi che ti adoro e proprio non c'hai niente da fare, ti fai angelo, non uomo. Tu fai quello che dico io, non io quello che dici tu.
Il peccato di... Questa è la superbia proprio per antonomasia. È proprio la superbia raffinata. Poi vedremo oggi pomeriggio, no, domani, cosa dice Gesù esplicitamente e come ha vissuto Gesù l'umiltà. Allora, durante il periodo del deserto, a un certo punto, dopo la manna, poi la manna non è stata più bene, hanno voluto le guaglie.
E lì è interessante andare a stare a vedere il libro dell'Esodo, Dio a un certo punto dice che volete la carne? Io ve ne faccio venire talmente tanta che vi uscirà dalle narici. Cioè, ve dovete proprio, ve dovete avere la nausea. D'accordo? Perché dopo a un certo punto vi vengono pure cinque minuti ogni tanto.
Poi c'è stato il problema del vitello d'oro. Poi, a un certo punto, c'è mancata un'altra cosa. Ci manca l'acqua. Abbiamo sete. Arrivano nel luogo, per chi fa l'ufficio delle letture, massa e meribba. Tutte le mattine ci sta davanti. Il luogo... Massa vuol dire prova e meribba vuol dire tentazione.
Il luogo dove gli israeliti tentarono Dio dicendo il Signore è in mezzo a noi sì o no. Dicono questo a Mosè. Allora, tu continui a parlarci di questo Dio. Qui stiamo parlando di sete. O fa questo miracolo, o adesso arriva subito l'acqua, oppure noi non ci crediamo. Mettere alla prova il Padre Eterno.
Quindi piegare il Padre Eterno alla nostra volontà. Gesù dice la stessa cosa. Se tu sei il figlio di Dio, buttati giù. Vediamo se vengono gli angeli del cielo a tenerti. E così tutti vedranno chi sei e non un povero faregname che chi c'è a credere che sei il figlio di Dio. Gesù ha risposto Dio non si tenta.
Cioè, non è che noi mettiamo alla prova Dio. È Dio che mette la prova a noi. Il discorso è leggermente capovolto. Mosè, tornando a Israele, prende il bastone e si mette a fare una preghiera. Dice, Signore, glorifica il tuo nome che questo popolo possa sapere che tu sei in mezzo a noi.
Ma batte sulla pietra, in versione del Libro dei Numeri, due volte. Dio dice, per quello che hai fatto, due colpi, perché vuol dire fede imperfetta. Perché bastava un colpo solo. Tu non entri nella terra promessa. Ah, Mosè è incentrato nella terra promessa. Ha visto la terra promessa dal monte Nebo.
Ha fatto un bel solecchio con le mani. E lì è morto. Incentrato nella terra promessa. Per questa piccolissima mancanza di fede. Questo perché sui grandi eletti, sui grandi santi, Dio chiede molto. Fortuna che uno lo fa con noi, sennò siamo poveri peccatori. Faremo una brutta fine.
Allora, a questo punto possiamo, al termine della meditazione, metterci dinanzi sempre al capitolo 16 di Matteo. Quindi il seguito di quello che abbiamo visto ieri. Ricordate il filmato di Pietro? Pietro riconosce Gesù come figlio di Dio. Gesù lo nomina primo Papa. Dopodiché annuncia la Passione.
E Pietro fa il consigliere del demonio. Dungi da me, Signore. Questo non ti accadrà mai. E Gesù gli risponde. Vattene via, Satana. Perché tu non pensi secondo Dio ma secondo gli uomini. E poi dà il suo slogan, il suo motto. Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso.
Prenda la sua croce e mi segua. Numero uno. Lettura spirituale consigliata. Non so se la conoscete. Perché è tutta un commento a queste parole di Gesù. La Lettera agli Amici della Croce di San Luigi Maria Grignon da Montfort. Sul sito della parrocchia www.parrocchiasanmigale.eu trovate sia il PDF di questo, credo anche l'ebook, il libro in formato digitale, che gli MP3 con la lettura di tutto quanto il libro.
È un testo stupendo. Chi conosce San Luigi di Montfort, quasi tutti conoscono il Trattato della vera devozione, ma la Lettera agli Amici della Croce non la conosce quasi nessuno. È un capolavoro. Secondo me è uno dei più belli libri di spiritualità cristiana che abbia mai letto. È tutto un commento a queste tre parole.
Allora. Numero uno. Il Signore comincia con se qualcuno. Se. Vuol dire, e lo dice anche a te che mi stai ascoltando e a me oggi, non dare per scontato che mi stai seguendo. Sei sicuro che mi stai seguendo? Sei sicuro che hai fatto la scelta di seguirmi per la mia via, che è una via bella, ma è una via aspra.
Ricordate i passi del Vangelo. Sforzatevi di passare per la porta stretta, perché molti cercheranno di entrarvi ma non ci riusciranno. Stretta è la porta e angusta è la via che conduce alla salvezza e quanti pochi sono coloro che la percorrono. Invece è larga e spaziosa la via che conduce alla perdizione e molti camminano per essa.
Quindi, se qualcuno, qualcuno, che significa? Significa che coloro che seguono Gesù sono una minoranza. Non dobbiamo stupirci se noi siamo una minoranza. Quando a Gesù gli chiedono, Signore, sono molti quelli che si salvano? Cosa risponde lui? Sforzatevi di passare per la porta stretta, perché molti, vi dico, cercheranno di entrarvi ma non ci riusciranno.
Ha risposto o non ha risposto, secondo voi, alla domanda? Ha risposto. Ha risposto. In maniera indiretta, ma ha risposto. Se molti cercheranno di entrarci ma non ci riusciranno, cosa vuol dire? Che pochi cercheranno di entrarci riuscendoci. Quindi, se qualcuno, San Luigi di Conforto dice, la proporzione è questa, uno su diecimila.
Quindi, per esempio, a Latina ci sono centocinquantamila persone, vuol dire che ci sono quindici seguaci di Gesù Cristo. Speriamo che ci stia anche io, al numero di questi quindici, sennò è una tragedia. Quindici. Uno su diecimila seguaci d'occhio di Gesù Cristo. Rinneghi se stesso.
Rinnegare se stesso, ieri abbiamo visto Pietro che rinnegava Gesù, vuol dire dire a me, non mi conosco. Non mi conosco vuol dire che io, dinanzi a Gesù, mi metto con la tabula rasa di cui parlava Aristotele. Quindi la mia mente, i miei pensieri, i miei schemi, le mie elementari sono assolutamente a lui.
Tutte sono esclusa. Le mie passioni, le mie concupiscenze le metto al vaglio dell'ascesi e della mortificazione per distruggerle con l'aiuto della grazia ed essere libero di seguire il Signore. Prenda la sua croce. La lettera agli amici della croce. Faremo domani un bel discorso sulla croce, se Dio vuole.
La croce. La croce per noi non è maledizione, è benedizione. Allora, dobbiamo pensare al nostro rapporto con tutte le forme di sofferenza che ci vengono dinanzi alla vita. Perché per noi figli di Dio, quando compare la sofferenza, è sempre una benedizione. È Gesù che mi sta dicendo prendi la mia croce.
Guardate, anche questo è piccolo. Un imprevisto quotidiano che a noi ci fa, a me, perché sono maestro, ci fa saltare subito il sistema nervoso e cominciare a fare tremila impiegazioni. E' Gesù crocifisso che viene a dirti prendi la croce, lascia la tua volontà, faccia la mia. Prendi questa scomodità, fai questo servizio che tu non avevi previsto e c'è quel rompiscato di Don Riccardo che ti dice adesso in questo momento che quest'ora è un'opportuna.
Lo fai. È Gesù crocifisso che viene a cercarti. Quindi ci sono le piccole croci e le grandi croci. E mi segua. Seguire vuol dire che io imito Gesù, e Gesù crocifisso. Quindi vuol dire che il libro vivente che è Gesù, lo devo studiare bene. Domani vedremo in modo particolare la passione.
Cioè, tutta la perfezione della vita cristiana consiste nell'imitazione di Cristo. Il libretto Auro, l'imitazione di Cristo, stiamo sentendo qualche MP3 di Benedetto Nardacci durante i pasti, che tra l'altro legge molto bene. Vuol dire, Gesù, nella condizione in cui mi trovo, questa azione o no?
Questa azione che sto facendo è benedetta da Gesù o no? Posso presentarla a Gesù senza che Gesù si giri dall'altra parte dicendo, figlio mio, questa azione non è degna di un mio discepolo? Queste tre cose. Chiaramente il partito del demonio ti propone, vi cito San Luigi, vita, vita, sentimenti, niente sofferenze, niente sacrifici, niente mortificazioni, poca preghiera, basta dirne una detta bene ogni tanto e poi è finito il discorso che non servono tante preghiere se no facciamo come i farisei che stanno sempre a pregare, basta una Ave Maria detta bene e poi il resto della giornata goditela tranquillamente.
Tutti i soldi che vuoi, a destra o a sinistra? Poi quella che è a destra e quella che è a sinistra decidetela voi, non voglio fare assolutamente politica. Generalmente dicono sempre che il partito buono sta a destra, il partito di Gesù e il partito cattivo sta a sinistra, però eventuali disposti di altro genere non voglio assolutamente farli in nessun modo.
Però, alla luce di queste brevi riflessioni molto imperfette, perché chiaramente questi temi andrebbero molto più approfonditi, vi invito a pregarci sopra. Vi prego di farla questa cosa qui, di mettervi davanti a Gesù Crucifisso, davanti al Santissimo Sacramento, di non chiudere questa giornata magari stasera dinanzi a Gesù per Ischia, senza aver detto a Gesù dopo averci pensato io voglio stare dalla parte tua, perché noi abbiamo una grande risorsa. Chiudo con questa cosa.
Sapete qual è? Il libero arbitrio. La nostra volontà il demonio non la può violare. La può soltanto spingere, tentare, ma non violentarla. Quindi noi possiamo sempre dire di no a lui e di sì a Dio. È vero che la nostra volontà è indebolita, ma è vero che esiste la grazia, è vero che siamo stati redenti da Cristo.
Quindi se tu vuoi puoi stare e rimanere dalla parte di Gesù, crescendo sempre di più nel suo santo amore e nel suo santo servizio. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.