Audio · Catechesi varie
Santi o niente
Trascrizione
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Siano notati Gesù e Maria, fratelli e sorelle carissimi, figli cari del Nord, sono molto contento di essere tra di voi, le facce di molti di voi sono familiari, altri di meno, ci sono persone che vedo per la prima volta, con altri ho una familiarità per ora limitata ai mezzi multimediali tipo Facebook e altra, in questo giorno vorrei intrattenermi con voi su un tema tipico del mese di novembre, quasi tutti sanno che il mese di novembre è il mese dedicato ai defunti ed è una cosa molto buona avere una buona formazione su quello che la Chiesa insegna sulla morte e sulla vita dopo la morte.
E anche su come aiutare le anime dei nostri cari defunti, però secondo tutti quanti che il primo di novembre inizia con la festa di ogni santi, che purtroppo negli ultimi decenni ormai, non quando ero giovane, perché io fino a quando ho avuto vent'anni, adesso comincia ad essere vecchierello, io non avevo mai sentito parlare di Halloween, mai, uscì quando ero giovane un film dagli Stati Uniti che si chiamava Halloween, la notte delle streghe, ma in Italia questa cosa non c'era proprio, quindi è un fenomeno che si è diffuso negli altri dieci anni, che quindi ha soppiantato un po', un po' il mese dei morti, un po' Halloween e non si parla della cosa più importante del mese di novembre che è la festa di tutti i santi. Un momento in cui la Chiesa, facendoci contemplare i santi di tutte le epoche storiche, di tutte le età, di tutte le condizioni sociali, vuole farci riflettere sulla santità.
Io, quando Aurelia mi diceva bisogna dare un titolo alla catechesi che vuoi fare a Milano, dico rubiamo un titolo, perché mi piace spesso fare così, no? Trasformare le cose cattive o non proprio buone in buone. Allora, Vasco Rossi ha scritto qualche tempo fa una canzone che si chiama Vivere o niente, allora è venuto subito, perché è bello come si dice, santi o niente.
Ecco. Perché nella vita cristiana, se noi siamo figli di Dio, o siamo santi o non siamo veramente nulla. E io vorrei, ecco, desidererei tantissimo, insomma, che il Signore ci aiutasse a ritrovare quella persuasione che i primi cristiani avevano, se uno legge le lettere di San Paolo, nel Nuovo Testamento, provate ad andarla a vedere, quando San Paolo saluta le chiese cristiane dice, ai santi che sono in Roma.
Oppure, vi saluta Luca e tutti i santi che sono con me. E non erano matti come oggi, perché oggi c'è, mi ha parlato ieri sera, una follia del nostro mondo contemporaneo, che si canonizzano le persone viventi prima del tempo. Cosa che non bisogna farla, ecco, perché noi fino all'ultimo istante della vita possiamo essere tentati. E la storia della Chiesa purtroppo presenta dei casi molto edificanti, di persone che erano andate molto molto bene fino a poco prima di morire. E poi si sono rovinate tutte con ben poco tempo, negli ultimi anni di vita.
Ecco, quindi non era una, come dire, una brutta, come dire, usanza dovuta al nostro mondo maspediatico, che si decide chi sono i santi a seconda della, come dire, di quanto i riflettori sono proiettati e poi si è santi tanto quanto si incontra il gradimento dell'opinione pubblica, cosa insomma che secondo il Vangelo non è proprio il massimo, no? Invece nei primi secoli la santità era una cosa assolutamente considerata normale, cioè se tu sei figlio di Dio, sei battezzato, hai la grazia e ti nutri del santo dei santi, che è il corpo di Cristo, tu devi essere santo per forza, ma non è di essere santo per forza perché chissà che succede, come dire, è lo sbocco ordinario della vita.
Siamo cristiani, obbligati. E poi nel corso della storia, insomma, che prima che adesso arrivassimo agli eccessi un po' contemporanei, si è creato un po' una sorta di cliché, questi santi sono persone un po' particolari, una piccola elite, diciamo così, quasi tutti i preti, frati e suori, tra l'altro, di membri della Chiesa, mentre noi comuni mortali, insomma io sono prete, quindi potrei avere qualche chance in più, ma invece voi poverini, se siete comuni mortali, siete nel mondo, avete la famiglia, dovete lavorare, avete figli che piangono e che vi fanno tribolare, già troppo se ne andate all'inferno, già troppo, quindi già troppo se raggiunge il purgatorio, come dire, in zona Cesarini al 93° minuto.
C'è stato per un certo tempo una visione, io la sto caricando, ogni tanto amo io scherzare un po' per allentare un po' la tensione, anche quando si parla di cose serie, no? Ma questo non c'è niente di più fuorviante, perché non deve essere così, perché quando uno pensa alla santità, a seconda dei punti di vista con cui la guarda, è comunque una cosa molto bella, io spero di riuscire a trasmettere un po' della bellezza, insomma, dell'idea stessa della santità. Se uno la guarda da un certo punto di vista, è un cammino difficile, non è un cammino semplice, però se uno lo guarda da un altro punto di vista, non è che non ci sono delle difficoltà, ci sono comunque, però è tanto la fiducia, è tanto l'abbandono, è tanta la gioia che uno ci mette, che potrebbe anche diventare facile, perché capite che l'entusiasmo e il crederci veramente tanto in tante cose, rende difficile anche grandi sforzi, rende facile, scusate, anche grandi sforzi, grandi fatiche.
E grandi tribolazioni. Quindi io vorrei parlare un po' di questo questa sera. Allora, numero uno, la cosa fondamentale che noi dobbiamo, secondo me, interiorizzare è la certezza, e quindi crederci, che noi siamo chiamati alla santità, tutti. Fin dall'Antico Testamento, Dio rivolgendosi al suo popolo, ha detto queste parole, siate santi perché io, il Signore, Dio vostro, sono santo.
Santo che significa? Santo è un uomo terrestre, celestiale. Quindi è un uomo, veramente uomo, un uomo che vive la vita terrena, non vive una vita, come dire, alienata o ultraterrena prima del tempo, ma la vive in maniera divina. Il mio vescovo ormai emerito Giuseppe diceva sempre.
Nel mistero dell'incarnazione, Dio si è fatto uomo. Voi sapete che i primi sei secoli sono state tutte quante eresie di gente che non aveva capito bene cosa era successo con l'incarnazione. I primi sei concili sono stati tutti su questa materia. Cosa è successo con l'incarnazione? Perché alcuni dicevano, ma Gesù è veramente uomo? Il figlio di Dio che non è veramente, sì, sarà un po' uomo, ma la natura divina è talmente grande che nulla alla sua umanità. Qualcun altro diceva, ma è veramente Dio? Ma no, ha sofferto, è morto in croce. Avete visto il Vangelo della Messa? Qui c'è il rito ambrosiano. Il Vangelo della Messa di oggi nel rito latino, che è la festa di Cristo Re, presentava Gesù crocifisso in mezzo a due malfattori e non in mezzo a due ladroni. Quindi una scena un po' così. Ma qualcuno diceva, ma può essere veramente Dio quello?
Quindi, vero Dio e vero uomo, ha detto la Chiesa. Cioè in Gesù il divino e l'umano si sono uniti in maniera così stretta da formare un unico individuo. Fermo restando che un individuo umanamente divino è divinamente umano. Quindi ha tutte le prelocative di un'umanità perfetta e ha tutte le prelocative di una piena divinità. Quindi, diceva sempre il nostro cuore, non pensare che diventi un essere etereo o disincarnato, perché più ti divinizzi e più diventerai realmente un uomo. Vero? Perché l'uomo, noi, oggi si esalta troppo l'uomo a prescindere dal suo legame con Dio. Però l'uomo in quanto tale, anche se oggi stiamo messi male, perché sono successi tanti problemi nel corso della storia umana, a partire l'uomo è una creatura fatta dal Padre Eterno. Quindi la restaurazione dell'uomo che Gesù ha operato e che la grazia ci abilita a fare è proporzionata a quanto io accolgo Dio in me. Voi pensate quindi a tutto il grosso equivoco dove stiamo da oltre 200 anni di storia, 250. Perché qua la rivoluzione francese, e siamo ancora in un'epoca in cui la rivoluzione francese è ancora tutti dentro, quel meccanismo culturale a partire da lì. Che cosa stavo detto? Basta col Padre Eterno, basta con i preti, basta con la Chiesa, basta con queste cose che ci portano fuori dal mondo, promuoviamo l'uomo, l'uomo terreno, l'uomo laico, l'uomo che vive la terra e l'uomo che è capace da sé di essere veramente se stesso, in spirito di libertà, uguaglianza e fratellanza. Sto semplificando, ma questo è, e oggi, che si tratta di uno Stato laico, uno Stato laico, siamo laici, siamo questo, siamo quello, è la stessa identica cosa. Cioè, io non sto adesso facendo né politica né cose di questo genere, che bisogno bene. Vi sto cercando di aiutare a comprendere l'equivo che ci sta dietro questo. Se io sto vicino con Dio, perdo la mia identità di uomo o sono represso?
Questo è quello che ci stanno facendo credere da 250 anni a questa parte. E molti ci credono a questa cosa qui. Ma non è affatto vero. Non è affatto vero. Perché anche quelle persone, tipo i consacrati, io sono un consacrato, no? Sapete che qualche grande filosofo ha cominciato anche a dire ma il cristianesimo propone la vita consacrata. Quindi, una delle dimensioni costitutive essenziali dell'essere umano, che sarebbe l'amore, che sarebbe l'esercizio della virilità, viene completamente negata e tolta da alcuni come se questa fosse una sorta di menomazione, è che lo condannano a vivere frustrato per tutta la vita. Ah, io non mi sento per niente frustrato, eh? E se mi fossi sentito frustrato, c'ho avuto sette anni, dunque, sono entrato al seminario nel 96, sono diventato prete nel 2004, c'ho avuto otto anni di tempo per uscire dalla frustrazione e per ripensarci. Io sono stato fidanzato per sette anni, quindi non è che sono entrato al seminario perché non mi ha seppiato nessuno, non c'avevo niente da fare. Perdonatemi, insomma, la frase è molto...
Allora, io non mi sono mai sentito d'accordo, quindi bisogna un attimo comprendere cosa è veramente essere uomo. Allora, ti dico la prima cosa, se tu diventi santo, non diventerai una sorta di marziano o di essere strano, tu gusterai cosa ha fatto il Padre Eterno creando l'uomo, perché tutto quello che di bene c'è dentro di te uscirà completamente fuori.
Non ci sarà più di te, è quello che anche tu vuoi che non ci sia, che è il male, poi adesso vedremo subito quali fonti deriva, che ti impedisce non soltanto di essere divino, quindi santo, ma ti impedisce anche di essere veramente umano. Io spero che questa cosa, io non so se riesco ad essere chiaro, questa cosa la dico anche ai miei ragazzi, e qualcuno comincia a sentire, perché noi dobbiamo toglierci dalla testa, c'è certe idee balorde del Padre Eterno che ce le portiamo dietro.
Ecco, come una sorta di cliché inconsci, io dico questo qua, sentite ragazzi, volete parlare un attimo di una cosa, io dico questo qua, come sto a dire, il Padre Eterno esiste o non esiste, numero uno, e se esiste, che vuole il Padre Eterno? È tuo amico o non è tuo amico? È tuo amico o non è tuo amico? Che non esista, io dico, beh, voi sapete che ci sono scienziati, tra virgolette atei, che però sono scienziati atei nel senso che non credono che esista il Figlio di Dio, ma credono nel Dio dei filosofi. Io ho letto alcune cose, non ho le fonti, non ve le posso citare a lettera, però credetemi, vi farò un attimo, di scienziati, di scienziati atei che dicono che per quello che noi conosciamo dell'universo, quasi niente, è impossibile che quello che noi vediamo non sia stato predisposto e non sia governato da un ente intelligente. Il professore Antonino Zichichi, tanto per cosa, ha dimostrato, lo sapete che la Terra gira intorno al Sole, lo sappiamo tutti, gira intorno a se stessa, c'è un'orbita e c'è un tempo preciso che ci mette a percorrere quest'orbita sempre uguale. Quel tempo spacca il secondo e sono millenni, forse decine di millenni, forse anche milioni di anni, questo poi lo discutono gli scienziati, che questa cosa va avanti così.
Se passi un secondo l'anno a fare tutto quel giro che fa, tempo dieci anni, viva Milano, viva San Siro, abbiamo fatto un volo che non finisce mai e partiamo con un proiettile nello spazio e tempo dieci secondi siamo disintegrati, appena usciti dall'orbita gravitazionale, quindi questi ci credono che esiste questo ente. Allora dico, se esiste questo ente, chi è? Chi è e che cosa vuole? E perché ha creato l'universo?
Ci stanno tutta una serie di domande profonde che noi dobbiamo porci. Ho parlato qualche tempo fa con una persona sedicente, dice, ah io a Messa non ci vengo, qualcuno ti ha detto niente, ti ho detto che devi venire a Messa, ti ho detto che sei obbligato a venire a Messa, mi sembra che no, io a Messa non ci vengo e non mi confesso. Ma nessuno ha detto niente.
Dico, tu devi soltanto però trattarti da persone intelligenti, perché se sei arrivato ad una certa età, tu alcune domande te le devi porre. Le devi porre da uomo. E devi dargli una risposta, e devi dare una risposta possibilmente, non come quella che danno gli scienziati stupidi. Sapete la risposta che danno gli scienziati stupidi quando non sanno cosa dire? Il caso. Il caso è la risposta degli stupidi, d'accordo?
E mi meraviglio che ci vanno pure gli scienziati, d'accordo? Quando mi dicono il caso, io tiro fuori tutti quanti i miei strumenti elettronici, dico, ah sei il caso? Dico, guarda, quel bello strumento elettronico che ho io che costa un sacco di soldi e che si sono spremuti i cervelli per anni per tirarlo fuori, è stato fatto dal caso. Quindi io domani vado all'Apple Store di Milano e gli dico, mi lasci, mi vendi un iPhone fatto al caso. E se l'hai fatto al caso, me lo vendi pure gratis perché nessuno c'ha lavorato. Cioè, quando uno proprio il cervello, perché nella Bibbia si legge che lo stupido dice che Dio non esiste, non l'ateo è quello che non c'ha la fede. Perché per pensare che Dio esiste non ci vuole la fede, devi far funzionare soltanto questa cosa qui. Perché noi non abbiamo esperienza in quanto uomini di qualcosa fatta bene e ordinata che non ci abbia una causa che l'ha fatta.
Pure questa qualcuno l'ha fatto, questo, non si è fatto da solo, questa candela qui. Non esiste nulla, ditemi una cosa che sta qua dentro che non l'abbia fatta qualcuno. Nulla di tutto quello che noi vediamo. Nulla. E la cosa più grande che esiste e che noi conosciamo, è di anni luce, che l'universo si sarebbe fatto da sola. O a caso. È una risposta ragionevole questa qui. Il Signore ha dato anche tanti segni, no? Dico, tu non ci credi che Gesù Cristo è presente nell'Eucaristia? Patronissimo. Dico però, ti invito, noi ci andremo quest'anno a febbraio o marzo, devi venire con me in un posto che sta in Italia, negli Abruzzi, si chiama Lanciano. A Lanciano c'è un'ostia diventata carne umana, non so se lo sapete, da 1200 anni ero. E' un'ostia che è diventata carne umana, non so se lo sapete, da 1200 anni e rotti. Un pezzo di carne con 5 grumi di sangue, tuttora visibili. È rimasta intatta per 1200 anni, senza tutte quante le protezioni che ci hanno messo adesso, le camere asettiche, perché non ci sta l'ossigeno, perché dopo la carne si corrompe. Tu pensa quanto sono intelligenti gli uomini, no? È rimasta 1180 anni così, adesso si deve mettere tutte le altre cose a gas perché se no adesso si corrompe, perché prima che arrivasse la tua intelligenza non si poteva corrompere, no? Comunque, facciamola stare.
Questa cosa, ci hanno pure fatto un bel prelievo e hanno analizzato e dice, ma che cos'è questa cosa? Che cos'è questa cosa? È pericardio, è la membrana che copre il cuore, è il gruppo sanguigno, è a B positivo. Sangue umano. Lo stesso della Sacra Signore. Padronissimo di non credere che Gesù è presente nell'Eucharistia, però ogni tanto il Padre Eterno che ci tratta da persone intelligenti ci manda qualche segnata, perché lo sa che le cose della fede sono un po' complicate, perché non si vedono.
Allora ogni tanto arriva qualche segnale perché ci tratta da persone intelligenti. Comunque, prima cosa, la santità non è vero che non è possibile ed è aperta a tutti e diventare santo significa diventare maggiormente uomo. Uno. Due, che cos'è la santità? Si dice come una parola soltanto.
Se uno volesse... Sì. La santità significa fare la volontà di Dio. Basta. Non servirebbe aggiungere altro. Fare la volontà di Dio però che significa? Che la volontà di Dio la devo conoscere. Devo imparare a conoscerla e una volta che l'ho conosciuta devo imparare a metterla in pratica.
Allora, è fondamentale, chi di voi ha qualche annetto, Dio lo benedica. Chi ha già preso una direzione nella vita, no? La prima cosa che dobbiamo capire è dove il Padre Eterno ci vuole. Noi, voi, ma voi che mi state ascoltando adesso, io ho fatto una cosa, ho detto a una bambina due settimane fa durante la domenica della Messa delle Dieci, ho detto, tu che ci stai a fare qua oggi? Questa mi guardava proprio così. Tu che ci stai a fare qua oggi?
E lui mi ha fatto, boh. Dico, boh. Dico, quando sei nata tu? Mi dice, sono nata nel 1999, adesso non mi ricordo come hai risposto. Dico, perché sei nata nel 1999? Perché non sei nata nel 721? O perché non sei nata ai tempi di Giulio Cesare? Perché non sei nata ai tempi di Giulio Cesare? Perché non sei nata ai tempi di Giulio Cesare? Perché non sei nata ai tempi di Giulio Cesare? O perché non sei nata ai tempi di Giulio Cesare? Sarebbe piaciuto conoscere Giulio Cesare? Sì, sì, mi sarebbe piaciuto. Dico, perché sei nata oggi? Perché? Perché siamo nati oggi? Per un motivo molto semplice, perché tu hai da compiere una missione oggi, nel 2013, da quando sei nato a quando sei morto. Hai un compito, te l'ha dato il Padre Eterno.
Quel compito lo puoi svolgere soltanto tu. Nessun altro è al posto tuo. Nessun altro è al posto tuo. Ma quel compito non è detto che tu lo svolgerai. Non è detto. Perché lo svolgerai se nella tua vita sei stato aperto a conoscere quello che Dio vuole, e una volta che l'hai conosciuto, l'hai messo in pratica. Io non voglio fare sempre... io tutto pensavo nella vita mia, tutto, a meno di fare il prete. E anche quando ho capito che c'avevo la vocazione di fare il prete diocesano normale, io dico, va bene, abbiamo fatto il prete di Diocesano, accetto che ho la vocazione. Ma io, prete, a fare il parrocchetto nella parrocchia di Campagna, non ci vado. Non lo faccio proprio. Posso fare il frate, il francescano, il missionario, questo e quell'altro. E che sto a fare? Il parroco. Di Campagna. Esattamente quello che avevo escluso a priori, che dovevo fare una parrocchietta sperduta alla periferia di Latina.
Allora, questa cosa però è stata possibile, perché nonostante che la parrocchietta sia la mia capoccia sia più dura del granito, qualche spigaglietta è stato sempre aperto. Quindi anche se io ci ho provato a fare quello che volevo. Leggete il libro del profeta Giona, stupendo. Dio dice a Giona, tu devi andare a Ninive a predicare il nome mio e dirgli che ci dico 40 giorni di tempo per convertirsi, dopodiché ti distruggo. Lui prende e si imbarca in una nave diretta a Tarsis, esattamente il contrario. Succede la fine del mondo, la tempesta, la gente che si sveglia...
Ma come mai che il mare è diventato... Lo butta al mare, se lo prende, imbocca una balena, lo risputa sulle sponde di Ninive. Allora capisce, dico, forse è meglio che vada a Ninive, bellissimo. Va a Ninive, capite? A me è successa una cosa un pochino simile. Però, insomma, sputato su Ninive, poteva pure dire, no, me ne ritorno di nuovo un'altra volta, chi lo sa che altro sarebbe successo.
Ci sono persone... Allora, noi abbiamo una vita sola, fratelli e sorelle carissimi, una. A me fa tanta tristezza, sapete che un prete vede tante volte morire la gente, si vede una gente... è bruttissimo vedere una che arriva a 70-80 anni e tu lo vedi triste nel cuore, nella consapevolezza che ha sprecato la vita, l'ha buttata, l'ha buttata. Quanto bene...
Non ce n'abbiamo altre, una ce n'abbiamo. Quanto bene avresti voluto fare, quante cose belle avresti voluto fare, quanta gloria a Dio, quanti meriti, quanto santo saresti voluto diventare. Come dire... Game over. Finito. Le chieson fait rienne pas plus è finito, a 80 anni è finito, a 90 anni è finito.
Allora, ce n'abbiamo una. Quindi noi dobbiamo essere attenti, farci attenti a comprendere quello che Dio vuole, nella direzione di vita da prendere, ma non basta quello. Perché poi ci sono modi e modi, io sono prete, ci sono modi e modi di fare il prete, ci sono modi e modi di fare il laico, ci sono modi e modi di lavorare professionalmente parlando, ci sono modi e modi di fare il marito, modi e modi di fare la moglie, modi e modi di fare il padre, modi e modi di fare la madre. Con le varie forme di impegno, la politica, il volontariato, attività sociale. Noi dobbiamo capire bene queste cose qui. Allora, la santificazione deve essere sempre perseguita rispettando questa volontà di Dio sempre sicura e certa allo stato di vita che tu hai. Cioè, io sono un prete, non sono un monaco. Quindi io devo pregare tanto, ma non posso pregare e basta, e rinchiudermi. Perché faccio il prete. Io tante volte ho provato a scappare. Non mi è stato proprio proibito, ho trovato proprio i portoni sbarrati, avrei dovuto sfondare delle porte e non mi sono sentito di farlo.
Però capite, se io stessi tutto il giorno rinchiuso e la gente vuole incontrarmi oppure hanno bisogno di ascoltare una cosa e io gli dicessi, non ti parlo perché devo pregare, questa non sarebbe santità. Questa sarebbe una caricatura della santità. Non è così. Non è così. Non è così. Non è così. Non è così. Non è così. Non è così. Non è così.
Questa è una però una pericatura della santità. Capite? Perché io non sono un eremità. Questo discorso vale per voi. Una persona che ha la famiglia, una persona che hai i figli, ha una forma di santificazione proprio e peculiare... d'accordo? Beh, sai, senza che nessuno lo soffaudio... Due giovanotti che si sposano e vogliono diventare santi. Sapete cosa devi fare? Ah, beh. Facilissimo, facilissimo. Facilissimo o difficilissimo, potevo ondighi solamente. Tra di loro, se è permesso, se è proibito...
Cioè, ma per far l'ordine di Nuvo e Nomeo io penso proprio orgoglioso ... Comunque vuoi ogni riferimento a personaggi presenti è voluto casuale non lo so tra di loro amore pieno non t'azzardare di stupida tua moglie non t'azzardare di tua moglie non capisci niente non t'azzardare litigare ma come t'azzardare litigare ma l'amore non è bello se non è litigare non è vero non è vero questo perché ho conosciuto coppie di persone ci sono dei patriarchi nella mia parrocchietta di campagna 90 anni tutte le domeniche prima fila in chiesa mano nella mano è che quelli non hanno mai litigato i figli che vengono a dire non so neanche pratico perché queste hanno già fatto il sessantesimo del matrimonio cioè le nozze di platino come si al settantesimo che come si chiama le nozze perché queste vengono a chiedere al settantesimo non so neanche come si chiamano diamante ma tra poco fanno settanta i figli ti vengono a dire io non ho mai sentito mia madre mancare di rispetto al mio padre mai e viceversa 10 è una santa è una santa famiglia probabilmente questi non saranno mai canonizzati da nessuno sicuramente c'erano difetti io non li conosco molto molto bene no perché sono arrivato che erano già molto molto avanti e molto molto inoltrati ma che altro devono dimenticare ci sono tanti santi che non ci andrà ci sono molti che rimettono sugli altari prima del tempo bisogna vedere ce l'hanno e ci sono molti che sugli altari ci rimette nessuno ci rimette il padre eterno però Santi sicuramente hai fatto se sono presi tutti quanti figli che il padre eterno ha domandato 10 figli ce l'hanno qualcun altro che le gravidanze non stanno andando a buon fine ci sono amati onorati e rispettati per tutta la vita lui lavoratore onesto lei completamente figli io non li canonizzerò se dovessi celebrare io il funerale perché oggi sta questa moda che faccio che fanno le canonizzazioni i preti e i funerali cominciano a dire questo nostro fratello è andato nella casa del padre dico ma ti dico che te hai fatto un sms il padre eterno chi te l'ha detto la casa del padre speriamo che sia salvo speriamo che vogliamo augurarci tutti i quarti ma chi te l'ha detto che è andato nella casa del padre scusate cioè noi sappiamo che la casa del padre con certezza che stanno i Santi canonizzati da santa romana chiesa e basta non possiamo dire che nessuno stia certamente all'inferno perché vengono canonizzati i Santi ma non vengono canonizzati dannati però scusate prima di dire una persona sta in paradiso stiamo un attimo tranquilli no perché generalmente quando noi moriamo c'è bisogno mese di novembre di una sosta di purificazione insomma no quindi quindi la santità nel nostro stato di vita nel nostro stato di vita facendo quello che Dio vuole che cosa dici quello che Dio vuole di quello che Dio vuole alcune cose te le dici in generale che vuole da me che so prete facilissima sacerdote vuol dire tre cose vuol dire sacer dux sacer danz e sacer docens vuol dire che io devo guidare le persone verso il Signore come gregge la comunità che mi ha affidata e come singoli quelle persone che mi affidano le armi per dirmi guidami verso il Signore basta secondo sacer danz vuol dire che devo amministrare sacramenti generosamente senza essere picchio tutti sacramenti e sacramentali terzo sacer docens devo insegnare le cose sacre quindi devo parlare del Padre Eterno non quello che penso io ma del Padre Eterno e della dottrina del Padre Eterno agli uomini basta queste tre cose il resto è accidentale dentro il nostro stato di vita perché adesso qui c'è uno stile universale di santità anche se i santi sono tutti diversi ci hanno tutti tre cose tre in comune almeno tre e se ne manca uno di questi tre santo non ci sei dopo l'ultima parte diremo come facciamo a fare queste cose tutto bello bello discorsetto però anche che dobbiamo fare dopo tra poco lo vedremo tre cose la prima vi invito a riflettere su una foto su una su un detto di un vostro come dire conterraneo in senso largo che era San Giovanni Bosco quando lui gli chiedevano in che cosa consiste la santità sapete cosa rispondeva sapete cosa rispondeva Giovanni Bosco soltanto una cosa diceva la santità consiste nello stare molto Allegri tutti quanti vogliono essere felici e contenti la castità considerano stare molto Allegri dentro e fuori io racconto una cosa vi racconto un episodio che è successo un paio di settimane fa fermo restando che non voglio anticipare il giudizio della Chiesa e che comunque su alcuni fatti e situazioni contingenti io stesso qualche riserva治 eventi � Hoffman giorni??? io non creo anche anche un pedantù tutti gli anni have many years i normalities settimane fa a Medjugorje con Paolo Brosio, che è venuto in parrocchia, la sua testimonianza, eccetera, eccetera, lui fa questi viaggi del cuore per agevolare un po' quest'opera di solidarietà, sono andato già tante volte a Medjugorje. Vi ho già detto, la Chiesa parlerà, ci sono dei fattori di luce, a mio parere, quindi c'è una bontà sostanziale di questo fenomeno, ma anche alcune zone d'ombra. Comunque, incontriamo l'ultimo giorno la leggente Visca. Mi dispiace, non sto facendo come lei. Visca, se voi la guardate, sembra finta, perché Visca, adesso faccio un po' il pagliaccio, parla così. Allora, adesso continua a parlare con voi. È indelebile, cioè ha queste cose aperte fino a qui e lei parla sorridendo e sorride parlando. Finito di parlare, lei si è messa un pochino a pregare per i presenti.
Con gli occhi, si è messa con le mani giunte, così, con gli occhi in mano e pregava così. Sto bello? No, eh? Allora, vi ripeto, sembrava finta. Però a me l'impressione che questa mi dà, sapete qual è? Mi sa che questa madonna la vede sul serio. Non solo che la vede, ma questa pure ha capito bene quello che la madonna dice e quello che la madonna vuole. Perché la madonna sotto la broce sorrideva.
Io dico sempre, sapete qual è il più grande esorcismo che si possa fare? Lo sapete? Oggi vi nomino tutti esorcisti. Dice, ha creato il prete matto, ci ha nominato tutti gli esorcisti. Vi nomino tutti gli esorcisti. Ha scacciato tutti i demoni. Sapete come si fa a scacciare i demoni? Guardate, fa facilissimo. Ti arriva una bella tegola, dicono a Roma. Non so come si dice qua. Una bella, a Roma dicono pure, una bella tramvata.
Una bella botta di quelle che ti proprio stende lungo, perdi il lavoro, diagno si ne fa, si muore, cose di qua. Brutta, eh? Pensa la cosa più brutta che c'è. Tu quando arriva, fai. Signore, sia fatta la tua volontà. Ti lodo, ti benedico e ti ringrazio. Ah, guardate, se faceste questo, il demonio, ci avrebbero la fascia nera al butto in continuazione, starebbero arrabbiati neri in continuazione, se ne scappano lontani alle cuscine.
Perché il demonio non sopporta la gioia e l'amore. Dire una cosa di questo genere vuol dire fare un atto di fede grandissima. Perché vuol dire? Dio che è buono, anche se ha permesso questa cosa bruttissima, non può volere il mio male. Se non può volere il mio male, come dice il Salmo, non mi ricordo quale numero, benedirò il Signore in ogni tempo, sulla mia bocca, sempre la sua voglia, sempre. Io mi glorio nel Signore assoluto in ogni momento.
Quindi la gioia è distintiva. Se la gioia non ce l'hai nel cuore, vuol dire che ci sono ampie zone della tua anima dove Dio non c'è. O per colpa tua, e poi lo vedremo, o per colpa di qualcun altro. E quindi bisogna levarle queste cose qua. La seconda cosa, la pace. La pace. La pace e la pace.
Il primo è un film stupendo, guardate, si chiama L'ultimo samurai. La storia di un pazzo scatenato, di un capitano americano che aveva combattuto con il generale Custer, un uomo senza scrupoli, pronto ad ammazzare per 200 dollari, pieno di odio e pieno di rancori e pieno di rimorsi per quello che aveva fatto durante le tue sorribbande, lo chiamano in Giappone per addestrare l'esercito giapponese. Si stavano organizzando i suoi eserciti e ci hanno chiesto la loro attenzione. L'esercito giapponese, si stava organizzando il suo esercito. Lo chiamano in Giappone per addestrare l'esercito giapponese. Si stavano organizzando alla fine del 1800, voi sapete che sempre i samurai avevano difeso l'imperatore, adesso si volevano modernizzare, fanno un esercito professionale, lui va là, come dire, spregevole, non spregevole, sprezzante, ad addestrare questi barbari, questi incidivi a sparare con fucile, viene catturato dai samurai durante la sua vita e vive per 6-7 mesi costretto con loro e scopre un altro mese.
Un mondo dedito alla spiritualità, un mondo dedito alla disciplina, un mondo pieno di forme rispettose, del prossimo, precise, lui rimane sconvolto, si innamora talmente tanto, quest'uomo senza cuore, che poi nel film si vede che si schiera dalla parte dei samurai, lui, e va a combattere contro quelli che lui spezzava da destra.
Insomma, alla fine ammazzano tutti, chiaramente finisce male, e si vede questa scena, il narratore, che dice che nessuno sa che fine fece poi questo capitano americano, c'è chi dice che è morto, che è ferito, e chi dice che è tornato nell'America, e invece c'è chi dice, e si vede lui, così finisce il film, che torna al villaggio dei samurai, dove c'era la moglie di quello che lui aveva ucciso in guerra, che molto delicatamente, durante il periodo di permanenza, si erano innamorati, ma con una, incredibile, vedere un film con Tom Cruise, che non ci deve fare neanche un taglio, non c'è una barbaccia di guerra, e non c'è una scena niente, zero, c'è il capitano americano che era tornato lì dove aveva trovato quel poco di pace, che quasi, che tutti gli uomini cercano, ma che quasi nessuno trova, dove si trova la pace?
La pace la trovi soltanto in Gesù Cristo, solo in Gesù Cristo. Vi lascio la pace, vi do la mia pace, non come la del mondo, io la do a voi. Quindi se tu stai con lui, la pace non la perdi mai, neanche quando arrivano notizie che ti fanno mettere in preoccupazione, che ti mettono in agitazione, o robe di questo genere.
Tu puoi sentire, hai visto com'è il mare, no? Quando il mare va in tempesta, noi oggi siamo tutti scienziati, no? Sapete che il mare agitato è fenomeno di superficie, ma sotto gli acqui non si agitano mai. Quindi la tua vita diventa così. A volte si agitano alcune cose, perché succedono dei problemi, succedono delle difficoltà, e tu sei un pochino scosso, ma dentro il cuore la pace non la perdi mai.
No, non la perdi mai. Ma mai, eh? Io ho il mio caro santo curato d'Arsene, gli ho detto di farmi un po' di scuola, e lui lo sapete che cosa diceva? Che lui non si arrabbiava mai. Io quando l'ho messo questa cosa, la dice, una volta, c'è un dovuto, e gli ha fatto, aveva il paccio, l'ha trattato talmente male, allora lui si metteva la mano in tasca, io ancora non ho imparato a fare questa cosa, aveva il fazzoletto, e cominciava a massacrare il fazzoletto, per dominarsi.
Piava sto coso, dice che i fazzoletti del curato d'Arsene erano ridotti in poltiglia, no? Io ancora non lo metto in pratica bene sta cosa, e non ha battuto cilico. Anzi, alla fine gli ha detto, va bene amico, adesso usciamo, ce ne va a prendere qualcosa insieme. Quando sono usciti, ha detto, guardi, adesso io mi arrabbio perché lei non si è arrabbiata, in realtà non si deve arrabbiare.
Sapete che risposta mi dice? Amico mio, ma io sono 36 anni che sto qui a far parola, non mi sono arrabbiato mai, e perché dovrei cominciare oggi? Non sono figli queste cose, sono cose reali, e non dobbiamo pensare che sono impossibili. Poi l'ultima cosa, è l'amore. Ma l'amore, termine inflazionato, l'amore, i cristiani hanno trovato un'altra maniera.
Voi sapete che in greco c'è eros e agape. Vi invito a leggere Deus caritas est, che già l'ho detto, si dice che si spiega benissimo, per chi ha, diciamo, la capacità di stare un po' dietro all'intelligenza di Benedetto, insomma, no? L'amore, normalmente parlando, è un sentimento, d'accordo?
Che poi è sempre un pochino egoistico, perché le cose che ormai andiamo le vogliamo sempre un pochino regolarmente. L'amore con la A maiuscola, che è l'amore divino, non è questo. L'amore dà e basta. L'amore dà e stoppa. Dà comunque. Dà a chiunque. Dà senza condizioni. Per esempio, l'ho fatto durante un'idea stamattina.
Ieri arrivano i ragazzi del postresima. Succede una questione, lo posso dire, tanto non si offendono anche se va in giro. Loro stanno organizzando le vendite delle torte per finanziare il campo che faremo a Natale, perché non tutti possono farlo, no? Allora, come sempre accadono queste cose.
C'è chi ci si mette e chi fa un po' e furbo. Si defila. Allora questi ragazzi, è normale che stia la via normale. Ma come? C'è chi lavora tanto, vendiamo le torte e poi tutti risparmiamo. Non è giusto. Allora accoppiano a qualcosa e dico... Allora, io ho preso un crocifisso. L'ho messo vicino al lambone di...
Allora, fermi. Premesso che ci avete raggiunto. C'è perfettamente raggiunto. Non ci avete raggiunto. Però c'è un problema. Noi qua non stiamo tra i ragazzi del muretto. Noi qui stiamo al postresima. Siamo gli scevoli di Gesù. Che vogliamo fare? Chi fa così, a te li fa girare, perché è un dritto che si approfitta delle cose altrui.
Gesù lo vede in un altro modo. Quello è lui felice che ancora non ha capito che c'è più Dio e gioia nel dare che nel ricevere. E c'è tempo. Ci vuole tempo. Ci vuole pazienza. Ci vuole sopportanza. Quindi, se tu vuoi lavorare, vai avanti e continui a farlo. Senza sfruttarmi il più importante di quello che fanno i tuoi amici.
Mi ricordavo una roba. Ma è così. Avete mai visto le massime di Santa Teresa di Calcutta? Dice... adesso non mi ricordo a memoria. Dice, tu fai il bene e tutti... Te lo prenderanno a mano. Ti prenderanno a mano e continuano. Tu dici una cosa in buono e ti mandano a casa. E vanno a una caterva di calumni.
Continua a fare lo stesso. Tu aiuti i poveri perché così ti fanno le offerte, e ti fai le chiese, e ti fai il sacco di soldi. Continua a fare lo stesso. Non fa niente. Noi sentiamo Gesù come ci disse. Oggi è la festa di Cristo Re, il dito romano. Se tu sei capace di fare così, tu sei il padrone del mondo.
Ma sapete che significa il padrone del mondo? Perché ci vuole una forza sovrumana. Ecco cosa vuol dire regnare. Per vivere così. Quindi, gioia, pace e amore sono gli istintivi di tutti i santi. Tutti quanti. Sono il giusto. I nomi stavolini. Allora, come facciamo? Come facciamo? Ci sono degli ostacoli.
Gli ostacoli che noi abbiamo, fondamentalmente, sono tre. Però sono grossi, non sono tre. Uno. Il male che abbiamo fatto. Noi. I peccati che abbiamo fatto noi. Secondo. Il peccato originale. Il peccato originale c'è degli effetti che rimangono fino a quando noi non saremo morti. Non c'è niente da fare contro queste cose qui. Niente.
Terzo. E questo è più difficile. Io sto cercando di aiutare i ragazzi perché adesso ci vuole uno scafo molto grande per andare a verificare. Il male che ci hanno fatto. Le ferite che ci portiamo dietro. Tutti ce le avete qui dentro. Tutti. Io vi parlo da sacerdote, quindi io so per certo.
Quando tu vedi una persona che è un po' strana, che ha un po' o che ha dei difetti un po' troppo pronunciati. Per questo Gesù dice non giudicare. Aspetta prima di fare. Aspetta. Perché tu non sai cosa c'è dietro quella situazione. Non lo sai. Una cosa che io ho imparato in questi anni.
Per gli iscritti di alcuni santi preti esorcisti. Ed anche per alcune esperienze che non mi sto a dire. Io questo non lo sapevo. E sono uno stupido per non saperlo. Perché teologicamente dovrei saperlo. Il male che noi facciamo. Non fa male soltanto a noi stessi. Perché quando tu fai del male.
Ti fai del male. Cioè fare un peccato, anche dire una bugia. Tu non se ne rendi conto. Ma Dio non vuole che tu dici una bugia. Non perché fai del male a lui. Perché fai del male a te. Non a me. Solo che quando tu fai il male. E la stessa cosa grazie a Dio vale per il bene. Quel male non fa male solo a te.
Ma fa male anche intorno a te. E noi abbiamo dei mali. Io questo non lo sapevo. Ma è certo. Che si trasmettono per via generazionale. Cioè i nostri genitori. I nostri nomi. I nostri bisnomi. Se non sono stani santi. Se hanno fatto dei guai grossi. Capite bene quello che sto per dire.
Dei guai tardi. Ciascuno risponde personalmente davanti al Padre Eterno. Perché vale come il codice penale italiano. La responsabilità penale è personale. Non è che possa andare in galera. Per un reato che ha fatto di male. Se ha fatto un reato di male al padre. In galera c'era lui.
Però quella cosa cattiva che lui ha fatto. Essendo mio padre. Rimbalza. Rimanda i suoi effetti negativi. Su di me. E' terribile questa cosa. Ho fatto. Conseguenze del peccato originale. Sono terribili. Peccati che io ho fatto. Ogni volta che ho fatto del male. Ogni volta che faccio qualcosa di male.
Faccio un passo indietro. E mi degrado. Mi degrado. In ebraico. Conversione. Teshuva. Teshuva vuol dire. Faccio un po' il pagliaccio. Tu hai fatto. Tu a un certo punto. Hai cominciato a fare così. Quando sei arrivato. Signore. Perdonami. Sono andato fuori strada. Senti perdono. Tornare indietro.
Se tu sei andato indietro. Dio ti perdona. Del fatto che tu sei andato indietro. Però prende per male. Ma devi tornare indietro. Capite? E quelle cose le fai tu. Perché quando uno è andato. Molti ricordate il figlio del prodigo. Molto molto molto. Rientro in sé. Torno da mio padre.
E si è messa la strada sotto le gambe. E tornava dal padre. Certo poi tu trovi sempre Dio. Per il motivo detto prima. Che ti accoglie a braccia aperte. Perché Dio ama e basta. Dio ama. Dio non vuole coltare col fucile. Dio è amore. Capite cosa è successo al peccato originale? Guarda.
Perché il peccato originale. Oltre a farci morire. Tra cent'anni stiamo tutti sotto un metro di terra. Non dite che sono venuto a portare vegliela. Tra cent'anni stiamo tutti sotto un metro di terra. Oltre a farci venire malattie. Disordini tra di noi. Peggioramento della realtà creata.
C'è un problema grosso. Che noi che siamo stati creati buoni dal Signore. Abbiamo una naturale inclinazione. Purtroppo. Verso il male. E poi fare il male. Ci riesce molte volte più facile. Che non fare il bene. Non ci si può fare niente contro questa cosa qui. Non ci si può fare niente.
Inoltre. Abbiamo tutta una serie di sentimenti. Emozioni e di vita. Che noi chiamiamo moderni psichica. Impazzita. Che non riusciamo a controllare. Anche quando capiamo con la nostra intelligenza. E con la nostra volontà. Che alcune cose dovrebbero controllare. Hai visto? C'è qualcuno che dice.
Questo è un pò. Un pò pazziariello. Fa delle cose un pò strane. C'è degli atteggiamenti un pò strani. Molte volte io neanche se ne rendono conto. Ve lo dico io. Macroscopiche. Come se niente fosse. Allora cominciamo. Ecco i doni che il Signore ci fa. Ed ecco. Ciò che sta dietro la santità.
Che sono fondamentalmente tre cose. Uno. La preghiera. Due. I sacramenti. E tre. I sacramentali. Senza queste cose tu non uscirai mai da questa situazione di impassi. Mai. Mai. Se c'è stato del male che tu hai fatto. Quel male deve essere tutto integralmente portato. A Dio. Nel sacramento della confessione.
Dalla A alla Z. Per chi di voi non l'avesse mai fatto. Io l'ho fatto tante volte. Lo dico sempre. Bisogna fare la confessione tutta la vita. A partire dai 6-7 anni. Fino ad oggi. Se uno pensa di non essersi mai confessato bene. Perché se tu qualcosa di questo che ti porti a Dio. Non lo porti al sacramento della confessione.
Dove il sangue di Cristo lo distrugge. E lo annulla. E ne annulla le conseguenze negative. Che continua a seminare in te. Tu non starai mai in pace. Mai. Mai. La preghiera è indispensabile. Per vincere le tendenze negative. Che ci lascia in noi la colpa d'origine. Perché noi non ce la facciamo a fare tante cose.
Sono più grandi di noi. Sono più forti di noi. E ci vuole l'aiuto del Padre Eterno. Il Padre Eterno l'aiuto te lo dà. Ma glielo devi chiedere. Per questo che Rosano la preghiera è così importante. E così potente. Perché tu chiedi le grazie che hai bisogno del Signore. Padre Nostro e Ave Maria.
Per noi peccatori. Adesso che ci ho bisogno. Nella luna della nostra morte. Amen. Attraverso l'intercessione della propria. Più preghi e più grazie dicevi. Meno preghi e meno grazie dicevi. Più preghi e più fai presto uscire fuori da tante situazioni. Meno preghi e meno gioiesci.
Non preghi per niente e non ciasci mai. Per le ferite che ci portiamo dietro. Per le ferite che ci portiamo dietro. Ci vogliono due cose. Ci sono delle preghiere ad hoc. Che vanno fatte. Non le posso mettere in giro. Non le posso dare a qualcuno. Tipo le preghiere di liberazione dell'albero genealogico.
Noi chiediamo al Signore di ripulire. Tutto quello che di non buono. C'è nel nostro albero genealogico. Che tu non conosci. Quello che ha fatto il mio tesoro. Che ne so che ha fatto il mio tesoro. Non so neanche come si chiama il mio tesoro. Forse noi possiamo arrivare. Io so come si chiamano i miei bisnonni materni.
I miei bisnonni paterni. Non so neanche come si chiamano. Detto fra me e voi. Ci sono tantissime preghiere da fare su tutto questo punto di vista. Poi ci sono benedizioni. Quando ho incontrato un prete. Lo so che i preti oggi non lo fanno. Chiedete di essere benedetti. La benedizione di un prete.
È una bomba atomica. Ma è grossa. Una bomba atomica. Se un prete vi impone un animale e vi benedice. È una bomba atomica. L'uso dei sacramenti. L'acqua benedetta. Oggi non lo so più quasi nessuno. La benedizione degli oggetti. Unire tutto. Perché dietro ogni forma di male. In maniera remota.
Non pensiate che siamo tutti in demonio. Non vedete il demonio dappertutto. E non pensiate che siamo nel pianeta terra. Tutti indemoniati. Però a livello di causa remota. Che diciamo noi quando facciamo. Nel momento delle promesse battesimali. Rinunciate a Satana. Origine e causa di tutti i mali.
Di tutti. Quindi c'è sempre una sua azione. Quanto meno remota. Quanto più c'è cazzo di agenzia. Quanto più cazzo di pazienza. Con i sacramenti. Che oggi purtroppo nella Chiesa. Non funzionano tanto più. Non si usano più. E ci sono cascato pure io negli anni. I sacerdoti. Il corso del Paolo.
Sapete che facevo? Ma che c'era da fare. La casa di quello. Questo non mette mai piede in Chiesa. Non prega mai. ma è lì, tattattà, con l'assessore, butti un po' d'acqua benedetta e che gli fa? Gli fa come? Cioè, è meglio che insieme a quello, alla messa, se confessi e preghi, ma quello gli fa.
E a volte basta quello fatto con tanta fede per causare dentro quel cuore un'apertura alla grazia che poi il Padre Eterno sa come usare per portarla a lui. Ci stanno queste tre cose, le dobbiamo imparare ad usare bene. La confessione, e dopo ci siamo confessati, c'è l'eucaristia, noi abbiamo l'eucaristia, che anche oggi purtroppo l'eucaristia non sempre è usata bene, perché a volte ci si accosta all'eucaristia con troppa leggerezza, io racconto sempre, insomma, prima non si faceva la comunione a nessuno, ora si fa la comunione a tutti, e a volte ci si accosta all'eucaristia male, sia a livello di...
...disposizioni interiori, sia a livello di disposizioni esteriori. E adesso vediamo che combina Papa Francesco, perché Benedetto XVI era cominciato anche a dare alcune norme, come sapete in Vaticano è tuttora proibita, Papa Benedetto ha proibito di dare nostri amanti in Vaticano, e questa è la disposizione ancora vigente, se vedete i video, anche i predi che danno la comunione in Basilica, pare che anche Francesco su questo si stia adeguando.
Ringraziamo il Signore, questo è il problema, perché a me tante volte, quando i primi tempi, cioè tutta la comunione, l'ultima volta che ho visto, io sono stato a Pompei, in quelle che mi nasce un mese fa, c'era un prete che ha concentrato come vicino a me, ha la tua ostia a una così, cioè colveruta, e la sua è cascata per terra.
L'ostia per terra non si deve cascare, non soltanto l'ostia per terra, è anche un progetto piccolo così. Io mi dico, celebrando, che gli osti e fatti e bene, se ne stanno molto, cioè che non si sfarinano. Io so, sapete quando celebro, abbiamo noi quel piattino d'oro, che si chiama Apatena, per quanto quell'ostia sia confezionata bene, dopo che ti sei fatto la comunione, se tu vai a vedere, c'è sempre un frammentino piccolo così.
Noi dobbiamo sempre pensare che per la fede, in quel frammentino piccolo così, è presente tutto Gesù Cristo. Perchè io mi sono sempre chiesto, dico, ma perchè per fare una cosa, cioè, se c'è un rischio così grande, ma che senso c'ha questa cosa? Oh, io ho ancora una cosa a dire, ma ora non riesco a trovare una risposta, eh.
D'accordo. Pur essendo una cosa, insomma, che la Chiesa ha consentito, e vabbè, la Chiesa l'ha consentita, prendiamo atto, ma io ancora dovrò a uno che mi dà risposta. Ma che motivo ci sta? C'è qualcuno che sa dirmi che motivo ci sta? Con le conseguenze che poi diventano gravissime, che tu magari, a parte la comunione, che dovrebbe essere una cosa santa, involontariamente, da un punto di vista oggettivo, certamente non lo fai apposta, perchè non ne sei consapevole, però, a mano, mentre te prendi sto, te casca per terra, hai fatto un sacrilegio, oggi non vai all'inferno, perchè non ne sei, non hai fatto volontariamente, però hai fatto un guai.
Quindi che senso c'ha rovinare, o rischiare di rovinare un momento così bello e così alto? Io sinceramente questa è una domanda che ancora non trovo risposta. Se qualcuno di voi mi illumina poi, finito l'incontro, mi illuminasse, insomma, perchè io ancora non riesco a trovare risposta.
Quindi, da queste cose dipende tutta la nostra santificazione. Io vorrei chiudere, come sempre, introduciamo e sintetizziamo. Allora, la santità è una cosa possibile. 1. Dobbiamo crederci, perchè dobbiamo crederci. 2. Aperta a tutti. 3. Se diventi santo, diventerai uomo e donna d'occa.
4. Vivrai alla grande, al massimo possibile, lo stato di vita dove Dio dà posto, tirando fuori tutti i tuoi talenti. 5. Bisogna rimuovere tutti quanti gli ostacoli al cammino verso la santità, che sono peccati fatti, ferite che ci portiamo, quindi male ricevuto, e conseguenze del peccato originale.
Per cui, uso buono dei sacramenti, uso buono dei sacramentali, e preghiera. Insieme chiaramente a una formazione continua, perchè per conoscere sempre più e sempre meglio quello che Dio ci chiede, dobbiamo investire, quindi dobbiamo dedicare tempo e energia a crescere la conoscenza del Signore.
Era questo in sintesi quello che volevo comunicare e presentare insomma alla vostra attenzione. Vi ringrazio per l'ascolto che mi avete dato. Chi vuole, adesso al termine di questo incontro vi faccio una piccola benedizione, così dopo le ghiacchiere, le ghiacchiere servono, ma hanno un limite, d'accordo?
Poi, più importanti delle ghiacchiere sono le azioni divine che vengono realizzate attraverso l'esercizio della sacralità che è stata affidata ai sacerdoti. Poi se qualcuno vuole intervenire o ha qualche domanda da fare, con rispetto verso il nostro Signore, che intanto penso che ce lo consenta, se vuole.