Stemma di don Leonardo Maria Pompei Don Leonardo Maria Pompei Sacerdote · Apostolato

Audio · Catechesi varie

Santita e indole escatologica della Chiesa

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Allora, bentornati a tutti su queste progresse, peraltro un ultimo incontro di Catechesi per gli adulti, perché l'ultimo lo faremo a Dio piacendo, forse il 31 di maggio, proprio l'ultimo giorno del mese di maggio, chiudendo in bellezza, andiamo un pochino veloci, quest'anno stiamo affrontando il tema della Chiesa, oggi faremo una carrellata veloce, perché alcune delle cose che dobbiamo oggi verificare le abbiamo già in parte affrontate, e altre non essendo direttamente riguardanti noi ci si può dare uno sguardo abbastanza rapido, tipo la vita consacrata, quindi faremo insieme i capitoli 5, 6 e 7 della Lumen Gentium, il quinto parla della vocazione universale alla santità, su cui ci fermeremo un po', riprendendo parte dei temi già affrontati e dando alcune indicazioni fondamentali, il sesto parla dei religiosi e il settimo sintomi.

Il titolo è L'indole escatologica della Chiesa peregrinante e la suoniamo con la Chiesa celeste, tenete presente se vi ricordate bene, questa Costituzione è stata pensata secondo lo schema che si chiama in teologia Exitus Redditus, se vi ricordate nel primo incontro sul mistero della Chiesa abbiamo visto che la Chiesa precede la storia, è stata da sempre pensata da Dio, poi si manifesta nella storia, già dalla creazione, prefigurata nel popolo di Israele, manifestata e fondata, storicamente da Gesù, cammina nella storia e torna da dove è venuta, quindi vi dico subito che la bellezza della Chiesa sappiamo essere cosa divina e la vedremo perfettamente soltanto dopo la risurrezione dei morti, la Chiesa di Cristo in tutta la sua bellezza, questo sappiatolo, apparirà il giorno della risurrezione della carne, quindi quelli che staranno alla destra, il figlio di Dio, sono quelli che fanno parte della sua Chiesa, sposa di Dio, il resto sono quelli che stanno fuori, come abbiamo già visto qui in questo mondo ci sono gli infiltrati, gli infiltrati in mezzo al popolo di Dio e ci sono anche i missionari anonimi, gli ex filtrati in mezzo ai pagani, cioè quelli che fanno parte della Chiesa nel cuore, vi ricordo che è il passaggio fondamentale, cioè quelli che non conoscono la sua esistenza, che non possono appartenervi, ma vivono in base al bene che conoscono secondo la loro coscienza, anche nelle religioni imperfette o erronee in cui si trovano a vivere e quindi non sono esclusi per questo della salvezza, e invece ci sono alcuni che stanno dentro e che colpevolmente fanno lì peccati mortali, come diceva San Francesco, lì peccati mortali, non i peccati mortali perché parlava in volgare, e che pur facendo parte del corpo visibile, sono già annoverabili nel numero di futuri dannati, quindi saranno separati nell'altra vita dai buoni, quindi stanno dentro col corpo ma stanno fuori col cuore, vi ricordate questo passaggio, e altri stanno fuori col corpo e stanno dentro col cuore, quindi con questo non è che c'era ragione Lutero, perché Lutero diceva, bene se le cose stanno così noi non possiamo sapere dove è la Chiesa sulla terra, perché se alcuni dentro…

ci stanno messi male e altri stanno fuori e stanno messi bene, come faccio a localizzare la Chiesa, questo è falso, perché la Chiesa è comunque localizzabile, come noi sappiamo, sulla base della successione apostolica, quindi tu stai nella Chiesa, se stai lì dove si trova il successore di San Pietro, il successore degli Apostoli, tutti quanti i fedeli che sono incorporati a Cristo attraverso il sacramento del battesimo e quindi professano la pienezza della fede cattolica, non so se riesco…

bene queste cose sono un corso di teologia che dura 40 ore, noi ce l'abbiamo messa 4-5 insomma per verificarlo, quindi, allora, prendiamo per gentilezza tutti questi telefonini prima che rifiondo da qualche finestra e andiamo adesso a vedere qualcosa del quinto capitolo, allora, il quinto capitolo è stata una cosa molto importante, ve l'ho già detto a suo tempo, però dovete pensare a una cosa, che lo schema della vita religiosa…

per circa 1000-1500 anni è stato di questo genere, allora, noi siamo battezzati, siamo figli di Dio, d'accordo, diciamo, la gerarchia costituisce un mondo a parte, d'accordo, perché sono quelli che rappresentano Cristo Cato, amministratore dei sacramenti, eccetera, poi ci stanno i fedeli, ci stanno i fedeli di serie A, ci stanno i fedeli di serie B, allora, chi sono i fedeli di serie A?

i fedeli di serie A sono quelli che fanno sul serio col cristianesimo, quindi volendo diventare santi, cosa fanno? sono monaci o monache, oppure comunque rinunciano ai beni di questo mondo e si danno la vita religiosa, stato di perfezione, quindi c'erano tutti quanti i mezzi per diventare santi, invece gli altri poveracci, disgraziati come voi che stanno nel mondo, state attenti che già troppo sono andati all'inferno, che già sarebbe un mezzo miracolo, perché state in mezzo a pericoli, marosi, eccetera, eccetera, chiaramente io sto scherzando, io sto amplificando, non c'è niente da scherzare perché sono stati fior di santi fatti in questo modo, no?

scherzando perché c'è del vero in questa, come dire, in questa semplificazione, ma c'è anche del non del tutto vero, nel senso che è indubbio che nel mondo ci sono tanti pericoli, d'accordo? e non è facile santificarsi nel mondo, però è anche vero che la santità non è appannaggio esclusivo di chi si dà completamente, quindi anche rinunciando a una serie di beni leciti ma pericolosi, come sono l'uso del matrimonio, come l'uso dei soldi, e come l'uso della libertà a 360 gradi senza nessuno che ti dà dei paletti per limitarti, che sono bevuti di castità, povertà e obbedienza, d'accordo?

quindi, perché, questo è contraddetto dalla storia, fin dai tempi dell'antico restamento, d'accordo? perché i collaboratori di, alcuni collaboratori di San Paolo, due nomi su tutti, Aquila e Priscilla, erano una coppia, quindi non è affatto, non è vera l'equazione, uno sposato, frate e suora, santo, sposato, forse fedele, quasi non dannato, non è così, d'accordo?

allora che succede? volendo ripresentare questo discorso, state attenti, la chiesa, ricordate, terzo capitolo la gerarchia, quarto capitolo i raci, quinto capitolo la vocazione universale della santità e poi parla dei religiosi, come per dire, tutti i battezzati sono chiamati a diventare santi, i religiosi sono quelli che hanno, come dire, il cammino verso la santità, la vocazione, la perfezione, proprio come meta elettiva della loro vita, quindi, ma non sono gli unici, sono quelli, diciamo così, che dovrebbero rappresentare la vocazione e la perfezione che è di tutta la chiesa in forma visibile al popolo di Dio, quindi immaginate quando uno vede, speriamo che non si veda, un frate balordo o una suora balorda, cioè, perché se uno vede un laico balordo, dice, vabbè, questo è un laico balordo, pace, è una questione di perfezione, cioè tu rinunci al mondo e abbracci la vita consacrata perché vuoi tendere con maggiore libertà, senza i vincoli di tutte queste cose, alla perfezione e poi sei peggio, come ha detto qualcuno, di una zitella acida, cioè diventa veramente una, quindi lo snaturamento della vita religiosa è una ferita in me, cioè perché nei religiosi, come dire, noi tutti dovremmo vedere, dovremmo vedere, avere uno stimolo continuo a tendere alla perfezione, come vedremo subito, in maniera, consona e adeguata al nostro personale stato di vita, quindi la volta scorsa quando abbiamo parlato dei laici, io vi ho raccomandato, adesso lo rivedremo, testualmente citate, i laici si santificano da laici, i preti si santificano da preti e i consacrati si santificano da consacrati, la santità è una cosa per tutti, certamente la chiesa si attende una certa sensibilità alla perfezione dai consacrati e quando i consacrati abbassano il tipo, oltre che fare un grande danno a loro, fanno un grande danno a tutta la chiesa, perché viene meno questo carisma particolare e la sua ragione d'essere, io non so se sono riuscito a spiegarmi, quindi la perfezione vale per tutti, alcuni membri della chiesa, come dire, la scelgono come ragione unica della loro esistenza e quindi dovrebbero essere l'emblema esemplare di questo visibile a tutti i fedeli, quindi prendiamo sempre questi telefonini e via che ti piondo di qua, allora dice il capitolo quinto nel numero 39, tutti nella chiesa, sia che appartengono alla gerarchia, sia che siano letti da essa, sono chiamati alla santità, secondo la parola dell'apostolo, su cui ci ho fatto un corso quest'anno di esercizi spirituali, questa è la volontà di Dio, la vostra santificazione, ma quale sarà la volontà di Dio?

Ah, facilissimo! Oltre a Dio che diventi santo, poi bisogna, come dire, centellinare questa vocazione particolare, quindi questa santità della chiesa si manifesta e si deve manifestare nei frutti della grazia che lo Spirito produce nei fedeli, eccetera, si esprime in varie forme, in ciascuno di quelli che tendono alla carità perfetta, nella linea propria di vita edificano gli altri, e in un modo tutto suo proprio, in un modo particolare, ma anche se non esclusivo, si manifesta nella pratica dei consigli che si vogliono chiamare concesi, la vita consacrata.

Attenzione però, questa unica santità, numero 41, prevede un esercizio multiforme, lo chiama così, cito anche qui testalmente, nei vari generi di vita e nei vari compiti, una unica santità è coltivata da quanti sono mossi dallo Spirito di Dio e obbedienti alla voce del Padre, adorando Dio in spirito e verità, camminano al seguito di Cristo povero, umile e carico di la croce, per meritare di essere partecipi della sua gloria, e ognuno, secondo i propri doni uffici, deve senza indugge avanzare per la via della fede viva, la quale accende la speranza del proprio mezzo della carità.

In primo luogo i pastori del greggio di Cristo, quindi la chiesa stessa che obbliga, non ci sarebbe neanche bisogno della sua voce, anzitutto con una testimonianza di vita santa e indefettibile, che noi possiamo e dobbiamo aspettarci da loro. In primo luogo i pastori del greggio di Cristo devono, a immagine del sommo dell'eterno sacerdote, pastore e vescovo dell'anime nostre, compiere con santità e slancio, umiltà e forza il proprio ministero.

Esso, così adempiuto, sarà anche per loro un eccellente mezzo di santificazione, passaggio fondamentale. Come diventa santo un prete? Il prete è un sacerdote, quindi compiere il loro ministero con santità, slancio, umiltà e forza. I sacerdoti, a somiglianza dell'ordine dei vescovi, dei quali formano la comuna spirituale, partecipando alla grazia dell'ufficio di quelli per mezzo di Cristo eterno ed unico mediatore, mediante il quotidiano esercizio del proprio ufficio, crescano l'amore di Dio e del prossimo, conservano il vincolo della comunione sacerdotale, abbondino in ogni bene spirituale e diano a tutti, qui la mia testimonianza di Dio, e a molti di quei sacerdoti che nel corso dei secoli, in un servizio spesso unico e nascosto, hanno lasciato uno splendido esempio di santità.

D'accordo? Ecco che si sono uno. I coniugi, quindi i preti diventano santi facendo i preti, questo l'abbiamo già visto. I coniugi e i genitori cristiani, seguendo la loro propria via, seguendo la loro propria sostenezza e vicenda, nella fedeltà dell'amore e con l'aiuto della grazia di tutta la vita, si possono istruire nella dottrina cristiana e nelle virtù evangeliche la prole che hanno amorosamente accettato da Dio.

Così, infatti, offrono a tutti l'esempio di un amore stancabile e generoso, edificando la carità fraterna e diventano testimoni e cooperatori della fecondità della madre e chiesa, in segno e partecipazione di quell'amore, lo scuole si dà per lei. Ok? Quindi la mia esantificazione di una coppia di coniugi è particolare, perché sono marito e moglie, padre e madre.

Questa è una cosa assolutamente primaria. Io sono secoli che cerco di farla entrare in testa. Quindi, servire Dio, voglio il marito. Quindi non è di dire, dai, io servo Dio, ma faccio pure la moglie e il marito, faccio pure il padre e la madre. No! Questo è, state attenti, mi è stata abbastanza diffusa questa cosa, io lo dico perché più di qualche volta ho dovuto rettificare queste cose qui, no?

Allora, vabbè, io voglio seguire il Signore, quindi voglio pregare tanto, non da tante mesi, tante cose, però purtroppo c'ho pure mia moglie, io c'ho pure mio marito, io devo pensare anche a loro, in modo tale che qualche volta succede che magari c'è qualche, più più le donne che più gli uomini, perché qui in Italia si mangiava tutto il mercato, se fossero ebrei bisognerebbe riproverare più gli uomini, perché gli ebrei sono più devoti agli uomini che alle donne.

A qualcuno mi ha detto, cari miei, senti, un'oretta meglio in chiesa, un'oretta più in casa va meglio così. Ecco, non ho l'autonomia, ho l'autonomia, ho l'autonomia, ho l'autonomia bisogna pregare, che fa da veglia, che è un matto scatenato, fa la veglia tutta la notte fino alle quattro, fino alle cinque, fino alle sei, e mi dicevo di andare a casa, non dovevo neanche pregare, come mai?

Ma dovrà fare la veglia perché lui c'è niente da fare, cioè non è che non c'è niente da fare, non c'ha la famiglia, cioè c'ha tanto da fare, però, cioè non è che c'ho mia moglie dentro casa, con i bambini piccoli, che strilla e che mi aspetta, se io voglio fare quattro dietro la chiesa, che poi le veglie sono nate così, cioè io non ho mai, non mi sveglia manco per l'anticana del cervello, di andare a proporre le veglie fino alle quattro da buona gente, io pensavo, io questa cosa cominciavo a fare da solo, d'accordo, cioè io stavo in chiesa fino alle quattro, poi c'è dovuto qualcuno cominciare a dire, ma posso venire pure io?

Dico, ma se sei così matto, che è pure tu, vatti ci facciamo rosare insieme, e sono nate così, sono nate, poi anziché essere due, eravamo tre, poi eravamo quattro, non so se metterò 40 persone a fare la veglia fino alle quattro di notte, sono 40 matti, però, cioè non era nato con questa intenzione, un'altra cosa, perdonatemi se sono un pochino, eh, così, no?

Allora, parlo un pochino in codice, però parlo per esperienza vissuta, è una cosa fondamentale, cioè, la vita coniugale va vissuta sotto tutti i punti di vista, sotto tutti i punti di vista, tutti, e buon intenditore poche parole, cioè, perché, la vita coniugale va vissuta, d'accordo, anche in quelle cose che, apparentemente, sembrano poco meno edificanti, ma non è così, perché gli atti, questo è stato scritto, adesso, sta scritto, nel documenti del concilio degli atti, con cui i coniugi esercitano il loro essere coniugi, sono leciti, onesti e degni, d'accordo?

Per cui, non bisogna, salvo che non ci sia una particolare chiamata, da avagliare col padre spirituale, e dopo che è finita l'età feconda, quindi, particolare chiamata 1, da avagliare col padre spirituale 2, dopo l'età feconda, non bisogna improvvisarsi da soli, come dire, a fare ascesi, particolari o auto-voti di castità, non si devono fare nella vita coniugale, non si devono fare, d'accordo?

Diverse sono le situazioni in cui ci sono dei conflitti, magari c'è un coniuge un po' pazzediello, che svavola un po', d'accordo? Però, l'esercizio della vita coniugale, così come Dio comanda, quindi, compiendo gli atti propri dei coniugi, in maniera aperta alla vita, è un atto notevole e degno, quindi, il bacio e il branto, senza problemi e senza remore, si deve essere più severi, quando, come dire, ci sono tutte le forme di svicolamento da questo, dalla contraccezione alle cose strane, eccetera, però, quando si sta dentro questa cosa, non bisogna farsi prendere da spiritualismi indebiti, perché questi guastano la vita matrimoniale, io vi dico, nell'esperienza personale, anche nella vita di coppia, anche quelli che cominciano, che hanno le fisse, che hanno paura che viene un figlio, allora cominciano, d'accordo, perché, crea un disturbo anche nella vita di coppia, no?

Perché se io stasera voglio stare santamente vicino a mia moglie, mia moglie comincia a dire, oggi è meglio di no, perché se no poi, cioè, è una cosa, boh, io non c'ho esperienza, però, a pensarlo, non mi sembra una cosa, cioè, non mi pare una cosa fatta bene, tu, stai tranquillo, che tanto la vita la crea il Padre Eterno, sai che è un problema di fede, la crea il Padre Eterno, se la crea il Padre Eterno, non succede niente, tu stai tranquillo con tua moglie, con tuo marito, stai sereno che tutto è benedico, non succede niente, non succede, non serve farsi queste, capite, queste ascesi coniugali, lo capite che, cioè, l'ascesi, dice, io voglio, io devo fare benedizia, ecco la benedizia, la benedizia fai l'atto di fede che ti affidi a Dio, d'accordo, fai l'atto di donazione con cui ti donano le persone, stai nei limiti della legge morale, nei limiti della legge morale, che è più benedizia di questa, cioè, capite, non è che se vuoi fare un digiuno e sei sposato non lo devi fare, ce lo vuole fare, d'accordo, però, non avvenga che ti metti a fare i digiuni dei monaci, e non fai i doveri di moglie o di marito, può succedere questo qui, io ve lo dico per, succede, è successo anche a me che da prete, in qualche momento, come dire, ho avuto delle, idee, delle forme, che si sono della santità, non adatte a quello di un sacerdote, per un sacerdote i santifici hanno una maniera particolare, diversa da un monaco, capito, se voi leggete la Filotele di San Francesco di San, lui lo dice, se un vescovo, volesse fare la vita di un eremita, che posta tutto il giorno in silenzio, e dibble diario, e fa l'adorazione, potrebbe pure piacere, ma quello non lo fa il vescovo, non lo può, non lo può e non lo deve fare, cioè, se lo facesse un vescovo, pecca a fare così, capito, perché il vescovo, deve fare il vescovo, il vescovo deve ribolare, deve stare pure a combattere con le parrocchie, deve stare a combattere con i parrucci, deve stare a combattere con la stessa questione, cioè, deve occuparsi, deve fare il pastore, non può fare l'eremita, non lo può fare, allora, state attenti, io mi rosa, perché anch'io sono paura in alcune decisioni di questo genere, questa è una decisione terribile, cioè, noi dobbiamo perseguire la santità, adatta al nostro stato di vita, quindi, che voi venite a farla vedere fino alle 4, se c'ha la moglie o il marito che non gli va a fare la veglia fino alle 4, deve fare un discernimento, d'accordo, è vero, perché se il tuo marito o la tua moglie ti fanno fare la veglia fino alle 4, rimane la società e sta male, statene con il tuo marito, perché tu fai la veglia, contenti la bellezza di tuo marito, di tua moglie, ti mangi una bella pizza, sei contento, ti risparmio pure un po' dei caldi dalle ginocchia, che problema c'è, non c'è nessun problema, se invece, tuo marito, andiamo insieme, oh, benissimo, fino alle 4 si prega insieme, oppure, te preoccupa, io stasera vado a piangere una pizzetta con gli amici miei, vado a fare tutte le veglie che ti pare, prego pure tutte le veglie che non faccio io, vai tranquillo, non c'è nessun problema, quindi, adesso sto facendo degli esempi, io sono sempre così, quei giorni, forse non so se il nostro signore si arrabbia, cioè, che io, c'è questa cosa, che per dire le cose serie, cerco di scherzarci un po', in modo tale che, resta il concetto, ma non la facciamo troppo, però è così, il concetto è questo, è parola della Chiesa autorevole, questa è parola di Dio, la santità, si, dentro il nostro ambito di vita, tu c'hai un marito difficile, e ti dirai c'è la vita del santo Enrico Dallagascia, figlia mia, non è che ti devi alienare dentro la Chiesa, stai dalla mattina alla sera in Chiesa, perché un po' stai con il tuo marito che ti strilla, che ti gonfia, no, no, tu guarda, te mi rebotti e ti fai strillare, e preghi per la sua conversione, non è che ti freghi e ti fichi tutto il giorno dentro la Chiesa, perché non sopporti il tuo marito, questo non è il problema, io sarei più contento di tenerti in Chiesa, ma non va bene, ma mio marito mi ha fatto le corna, e io che devo fare, forza lasciarli, non è vero questo che devi lasciarli, perché la beata Elisabetta Canolito, sta eccola lì, dove è andata?

quella si è tenuta il marito a casa, che anticipando alcuni modi un pochino recenti, aveva la sua bella ragazzina amichetta, che tornava a casa, e diceva a moglie, se hai portato quella ragazzina amichetta, la moglie continuava a rivederlo, fino alla morte, questa è santità coniugale, ah una fa benedizia, che beve, che beve, tu non fai benedizia, tuo marito ti gonfia, io voglio mettere il cilice, se ti gonfia tuo marito, e tu metti a fare il cilice, lo gonfia lui, vuole usare la disciplina, come vuole, ti gonfia tuo marito, va con lui la disciplina, va in doppia, qual è il problema?

che scherzo buono, però bisogna stare attenti, non è così no, dice, io voglio stare a pregare, quattro ore al giorno, a te devi sciroppare, quei sorretti che vengono in ufficio parrocchiale, guarda che penitenza, ogni volta che arrivo in ufficio parrocchiale, dico, oddio, chi capita oggi, ogni tanto capita anche il mantacchione, ti dico, quella è la penitenza mia, che volevo fare, ma ora che capita, furrerai tra capo e collo, ti hanno dato due occhi così, che vuole riposarti, e poi furrerai tra capo e collo, perché ti è capitato oggi, a volte tanti occhi a questa, che vogliamo fare?

cioè ci si santifica, nel proprio, nella propria condizione di vita, quindi questo, perdonatemi, quindi vi rimando, a tutte le cose dette prima, cioè, perché le follie di oggi, guardate che oggi, c'è il satanasco, allora, i religiosi, vanno in giro, vestiti, come dico, si devono aprire al mondo, i religiosi, che, escono dal mondo, per santificarsi, secondo la nuova follia, devono, andare a cantare, dove sta, jazz, e a fare, cioè, non c'è niente di male, in quel gesto, vedete il casino, quei giorni, che è successo alla storia, dei jazz, su Facebook, Don Leonardo ha fatto così, a quella sua Cristina, ha fatto bene a sua Cristina, ha fatto male, dico, non è, cioè, c'è, è opportuno, che una suona stia lì, in punto interrogativo, cioè, andiamo, concludi voi, andate voi, da jazz, a fare una bella canzone, con una bella voce, poi dite, io sono cristiana, cattolica, militante, beh, ma che lo faccia una suona, è opportuno, una suona, può essere pure, io mi metto a fare le cose, insomma, a me non mi sembra una cosa fatta, fatta, fatta bene, non mi metto a fare le crociate, le cose, se, se Dio è contento, sarà contento lui, sapete, sono cambiato tante cose, nella chiesa, quindi può cambiare tutto quanto, ogni tanto scherzo, va beh, non mi sembra una cosa opportuna, non mi sembra una cosa da suona, cioè, ci sono tante altre forme, di comunicazione, come dicono i preti, questi li tratta, dei traurici, questo, questo, questo da una mia recente, viaggio pastorale, l'ho sentito una persona, chiamare i preti, vestiti dai traurici, cosa, cosa dovrebbero guardare tutti, cioè, boh, a me sembra una cosa fatta bene, così come non mi sembra, una cosa fatta bene, i laici, le laiche, vestiti da preti, che stanno tutti intorno all'altare, a fare cose, tradizionalmente, riservate ai preti, capite, io penso, che molti dei disordini, che viviamo adesso, sono, sono in qualche modo, non so, ascrivibili, attribuibili a questa, a questa realtà, no?

E, vabbè, passiamo adesso, all'altro, all'altro, che secondo me, c'è il quinto capitolo, che è dedicato alle religiose, da cui la chiesa, ti aspetta una testimonianza, esemplare, di perfezione, di santità, di vita, la vita religiosa, è una cosa importante, nella chiesa, d'accordo?

Anche perché, ogni istituto religioso, questo per la vostra, rapida e breve formazione, un carisma, si chiama così, no? Per esempio, i gesuiti, hanno, un carisma, che, con cui Dio, dà una risposta particolare, a un certo periodo storico, cioè, questo, se uno studia la storia della chiesa, si vede benissimo, quindi, i monaci, per esempio, sono nati nel quinto secolo, in Italia, secondo voi, perché?

Beh, ovvio, perché era il momento, in cui, ricordate la storia, si sta sviluppando, il feudalesimo, quindi, la vita, era una vita agricola, organizzata in grandi territori, letti da un signore, dove stanno i monasteri, i monasteri, quindi, erano il punto di riferimento, spirituale, per il feudo, questo era, voi sapete, che la vita, feudale, andò davanti, fino a circa, il 1100, fino al 1200, quando cominciano a sorgere, ricordate la storia, i comuni, quindi, si comincia il processo, di, deruralizzazione, e di urbanizzazione, si lasciano le campagne, nasce la borghesia, e si comincia, ad andare a vivere in città, chi ci va, a predicare in città?

San Francesco, nascono gli ordini mendicanti, per la prima volta, si pensa, non era mai stata fatta, una forma di vita, evangelica, consagrata, apostolica, quindi, non facci voti, per andare a pregare, chiudendo il monastero, con le porte del monastero aperto, a chiunque voglia venire, a farsi spiritualmente formare, da me, adempiendo anche, una grande funzione storica, voi sapete, che i monaci, hanno conservato la cultura, hanno fatto gli amanuenzi, eccetera, la storia cambia, e subito, lo Spirito Santo provvede, San Francesco, San Domenico, via, in giro, con libertà, castità, e obbedienza assoluta, ma non può stare chiuso, dentro il monastero, per andare a predicare il Vangelo, nelle città, dove, si stava spostando la vita, altro grande momento, passaggio fondamentale, è stato, il 1500-1600, Lutero, e, quegli altri, in Inghilterra, i sepolci di Enrico VIII, spaccano in due, la Chiesa, e cominciano a diffondere, i ruoli, e le esigenze, dappertutto, i Gesuiti, sono stati per 500 anni, il baluardo, della Chiesa Cattolica, l'intelligenza, della Chiesa Cattolica, grandi teologi, grandi difensori del dogma, d'accordo, perché, era fondamentale, perché stavano massacrando, e, negli arricci stessi, della fede, ci voleva qualcuno, che, studiasse, e dicesse, no, questa è la sana dottrina, e queste sono le esilie, e così via, quindi, chiaramente, poi, passando, quel certo contesto storico, l'istituto religioso, continua a permanere, d'accordo, e deve poi, e questa è la fatica, di conservare il tempo, e non snaturarlo, perché, purtroppo, la dura legge, del tempo, vale per tutti, perché, è molto difficile, trovare un istituto religioso, che, regga l'usura, del tempo, cioè, che dopo 100, 200, 300, 400 anni, abbia lo stesso splendore, sfaviglio, dei tempi di fondazione, io non conosco, cose di questo genere, e infatti, ogni tanto, lo Spirito Santo, ne tira fuori, qualcuno di nuovo, perché, se lasciano tanto quelli, non lo rispettiamo, tutti quanti, insomma, no?

Passiamo al, settimo capitolo, quindi, Lido le Scatologiche della Chiesa, una cosa, molto bella, un cito, sono due passaggi, fondamentali, poi, concludiamo, la Chiesa, alla quale, tutti siamo chiamati, in Cristo Gesù, e nella quale, sono passaggi, molto belli, per mezzo, della grazia di Dio, acquistiamo la santità, non avrai, il suo compimento, se non, nella gloria, celeste, quando verrà, il tempo, in cui, tutte le cose, saranno rinnovate, e col genere umano, anche, tutto l'universo, il quale, è intimamente, congiunto, con l'uomo, e per mezzo di lui, arriva, al suo fine, e troverà, nel Cristo, la sua definitiva, perfezione, bello questo qui, quindi, la Chiesa, vi ricordate, quando abbiamo visto, la santità della Chiesa, la Chiesa una, santa, cattolica, apostolica, dice, già è arrivata, a noi, l'ultima fase, dei tempi, la rinnovazione, del mondo, è irrevocabilmente, acquisita, e in certo modo, reale, è anticipata, in questo mondo, difatti, la Chiesa, già sulla terra, attenti, è adornata, di santità, vera, anche, se, imperfetta, e per cui, più sotto, la definisce, al tempo stesso, santa, ma, sempre, bisognosa, di, purificazione, sapete, che i padri, della Chiesa, definivano, dalla Chiesa, con una frase, che è da spiegare, bene, perché sembra, una contraddizione, in termini, la casta, meretrix, sapete, una meretrice, casta, può essere, una meretrice, casta, o una donna, casta, essere meretrice, no, eh, ma, nella Chiesa, questa cosa, diciamo, ci sono vari livelli, allora, la chiamata, alla santità, cioè, nella Chiesa, ci sono tutti quanti, i mezzi, di santificazione, abbiamo visto, una volta scorsa, la Chiesa è santa, perché è santa, nella dottrina, uno, nei sacramenti, due, e, nella, fatto che, conserva, la, il legame apostolico, la successione, con gli apostoli, tu sei certo, il pontefice, che ci stanno adesso, sono i successori, dei discevoli, di Cristo, ma, solo, sotto questi tre punti di vista, quindi, non è una santità, soggettiva, dei singoli, membri, ma, è una santità, oggettiva, diciamo così, della Chiesa, come istituzione, d'accordo, quindi, che significa?

Significa che, se tu vuoi diventare santo, nella Chiesa, e solo nella Chiesa, ci vuoi diventare, perché santo, si diventa solo nella Chiesa, eh, ci stanno i santi, ci stanno quelli, che possono salvarsi, se seguono, la legge, morale, che gli presenta, la loro coscienza, illuminata, ma la santità, no, la santità, perché per diventare santi, ci vogliono i sacramenti, non i sacramenti, ipotetici, ci vogliono i santamenti, i sacramenti, reali, ci vuole il battesimo, ci vuole l'eucharistia, per diventare santi, non si diventa santi, senza questo, quindi, credo che ci sia una grande differenza, da far parte della Chiesa, e no, però, non è un processo automatico, perché tu hai i mezzi, ma tu devi, come dire, usare questi mezzi, e usarli, bene, perché il processo di santificazione, richiede la cooperazione soggettiva, la scelta soggettiva, tu devi volerlo, e devi usare, bene, i mezzi, che ti sono stati dati, ho detto tante volte, che tu ti confessi, ah, lo mio, la confessione, l'ho fatta, bene, va fatta, bene, perché se tu ti confessi male, è meglio che non ti confessi, cioè, ah, ma io faccio sempre la comunione, ah, aspetta, aspetta, la comunione va fatta bene, non soltanto essere in grazia di Dio, ma come insegnava il buon Catechismo di San Chiodesimo, pensare, e considerare, che si va a ricevere, quindi, cercare, per quanto possibile, di starci con la testa e col cuore, a quello che stai per fare, quindi, i sacramenti vanno usati, e vanno usati bene, conseguentemente, conseguentemente, non è affatto escluso, anzi, che dentro la Chiesa, ci siano, peccatori, che non sono l'attestato, del fatto che la Chiesa è tutto un magnamento, come pensa qualcuno, e che non è vero niente, no, sono l'attestato del fatto, che la santità non è cosa automatica, ma che dipende dal tuo libero arbitrio, così come, i santi, che tali diventano, non sono superman, da adorare, al posto del Padre Eterno, ah, ma sono, la prova, che nella Chiesa, si può diventare santi, perché c'è la grazia di Dio, che loro hanno, accolto, ricevuto, e ben utilizzato, ecco perché, si può dire, questo, quindi che, tu puoi vedere, quando qualcuno vi aggredisce, e cominciano a sapere, quanta gente, su Quea, aggrediscono la Chiesa, ebrei, a destra, a sinistra, cioè, non è che si tratta di dire, di negare, l'evidenza, come del resto, ma che non c'è nessun problema, non è che, anche se ognuno è, funziona, il figlio di Dio e la Chiesa, e dunque, l'effetto, perché ci sono stati, dei problemi, nel 2000?

Ci sono stati, dei problemi, che vogliamo fare? Ma, ci sono stati, ma, non avevano così, solo nel secolo scorso, di 40 milioni di martiri, c'era la pazienza, solo nel secolo scorso, 40 milioni di martiri, vuoi, andare a leggere le vite di tutti, quanti, questi martiri? Boh! buon divertimento, E non pensiamo mai alle santità in termini di automatismi, battezzato e quindi divento santo, quello è prete e quindi è santo, quello è papa e quindi è santo.

Ma la stragrande maggioranza dei papi, detto fra me e voi, ma io a casa ho un bel libro rosso con le foto e le biografie di tutti i papi, allora i papi sono tutti santi fino al IV secolo, dopodiché dal IV secolo in poi, infatti all'inizio cominciano a fare San Pietro, San Lino, San Clemente, San Sisto, San Damaso, San Gregorio, San Leone, dopo di che cominciano Adriano.

Urbano, se vedete le miniature, come diceva un seminarista del romano, alcuni hanno certe facce patibolari, che dici santa pace, santo cielo, vabbè, ci vuole insomma molta buona, non è che dici il papa, il papa è un battezzato, sacerdote e vescovo, che deve tra l'altro santificarsi.

Facendo bene il papa, la circostanza contingente della canonizzazione dei due papi, allora la santità vuol dire esercizio eroico delle virtù cristiane, certo uno prima di essere papa è stato laico, è stato seminarista, è stato prete, è stato vescovo, quindi è santo perché è stato un santo papa, perché è stato un santo papà.

E' chiaro che se tu canonizzi un papa dovrai andare a verificare se l'esercizio del ministero Petrino è stato connotato da eroiche virtù e questo tu lo devi dimostrare in base ai fatti oggettivi, non in base a persuasioni soggettive. Capite? Quindi, di papi santi, nel corso del seminario sono stati...

stati tanti, perché se uno fa essere santo tra papa, non è una cosa tanto facile, non è facile manco per niente, perché le responsabilità che ha un papa sono responsabilità a mio avviso enormi, quindi l'attenzione, lo sforzo e il rischio è altissimo in chi occupa un ministero, si deve prendere delle responsabilità, delle scelte molto grandi, qualcuno, lo dico francamente, in letteratura circola la materia al giro e suggerisce di essere un po' più cauti nel continuare canonizzazione di papi, di papi, di papi, di papi, di papi, stando un attimo un po' tranquilli, perché nota uno stritore tra l'estrema contagocce con cui sono stati canonizzati i papi nel corso della storia e una non altrettanto attenzione vigile con cui si procede ultimamente, bisogna stare attenti, ho molte riserve sulle ipercanonizzazioni che stanno facendo negli ultimi tempi, mi sembrano un po' troppe, dette un po' troppe, questa è un'opinione mia personale in quanto singolo, la santità…

lo dico sempre, un conto è essere una brava persona e questo lo concediamo a tutti fino a reati, a scritti sulla pedina penale, perché se c'è un reato scritto sulla pedina penale non sei neanche una brava persona, altra cosa sembravo cristiano, che già tanto, mi accorgo, tanto sembravo cristiano, quindi quando sembravo cristiano lo dico sempre i dieci comandamenti, tutti, tutti e bene, pure il sesto, pure il sesto in qualunque stato di vita, l'ho osservato sempre tutto e bene, perché se c'è qualcosa che non funzionava non sei neanche un bravo cristiano, il santo è quello che è già una brava persona, osserva i dieci comandamenti, poi c'è il bravo cristiano, attenzione, poi c'è il bravo fedele, c'è il giusto, che è già un po' di più, che oltre a osservare dei comandamenti, che sono quasi tutti al negativo, non fare questo, non fare quell'altro, non fare quell'altro, comincia a seccitare anche le virtù, non si limita, non faccio questo, non faccio questo, non faccio questo, non faccio questo, non faccio quest'altro, comincia a fare un po' di cose buone, anche tante cose buone, faccio la veglia fino alle 4, faccio la carità ai bambini poveri, vado a trovare i malati agli ospedali, eccetera, eccetera, ma questo ancora non è essere santi, cioè questa è una buona vita cristiana, quindi c'ha il titolo di Christi Fides, d'accordo?

Quindi tu sei un bel fedele di Cristo, sei un cristiano doc? Ma i santi sono quelli che praticano le virtù in grado eroico, cioè sono gli eroi, cioè sono quelli che sono andati oltre, cioè il grado eroico vuol dire che tu hai praticato le virtù o in grado proprio elevatissimo, oppure nonostante degli sforzi, delle difficoltà bestiali che hai incontrato e che hai superato.

Se voi leggete le biografie dei santi, questo che io quando sento, qualcuno si è esaltato pure a fare un sottoscritto di guarda, te più e te butto dalla fine. E' esattamente, cioè la santità è un'altra cosa, cioè in queste mode che si canonizzano le persone che sono ancora vive, quello è santo, quello è santo, fondatore dei movimenti, quello è santo, quello è santo, ma santo di che?

Au, ma tu mi vuoi dimostrare, non te lo faccio vedere, sei santo, vieni qua, vieni qua, mettere la prova lì, sei santo, ma santo di che? Cioè la santità richiede l'esercizio eroico delle virtù, che non è così tanto comune, cioè io... L'ho sentito male a leggere alcune biografie dei santi, cioè perché se tu vedi alcuni santi, a no da dobbire quello che hanno combinato.

Eh, parlo sui santi, sui santi euro dati, ci sono stati sani che stanno a parrocchia, non si è arrabbiato mai, si è arrabbiato una cifra di volte, sicuramente santo non ce lo sa, più o meno che è finito, chiuso il discorso, è già un capitolo chiuso, speriamo che in futuro non mi distanzi troppo, ma non è, cioè, capito?

non esiste, padre mio è santo, se è buono stare 50 anni con le stigmate senza aprir bocca, 50 anni con le stigmate, 50 anni con le stigmate, non lo so, San Pio X, la conoscete la vita di San Pio X? La legge la vita di San Pio X, da seminarista, da prete, da vesco e da papa, a Cribbio, o di San Leone Magno, o di San Leone Magno, cioè quando uno legge la vita di un santo, vi è ancora un po' di obiettivo, quindi aspiriamo a diventare un bravo cristiano o un bravo fedele, che già sarebbe molto, poi non è che uno dice se abbiamo la vocazione di restare alla santità, abbiamo la vocazione, però la santità reale è eroismo, è eroismo, eroismo, quindi in questo senso penso che dobbiamo essere attenti secondo me e ponderati.

Mi permetto quindi una piccola digressione conclusiva, bene ci fermiamo qui, come sempre se volete interloquire a luci spente interloquiamo.

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