Stemma di don Leonardo Maria Pompei Don Leonardo Maria Pompei Sacerdote · Apostolato

Audio · Catechesi varie

Via crucis divino amore 19 5 12

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Trascrizione

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Nel nome del Padre, del figlio, dello Spirito Santo, amm. Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo perché con la Tua Santa Croce eredento in morolo. Ci mettiamo alla presenza del Signore invocando la Maria Santissima addolorata, oggi nel giorno a lei dedicato perché ci accompagni lungo il cammino di questa via Crucis.

Facciamo un istante di silenzio per raccoglierci alla presenza di Gesù e di Maria iniziare questo più esercizio e ricordo per tutti che il più esercizio della via crucis dà la possibilità di lucrare per sé o per un caro defunto l'indulgenza plenaria se lo si celebra in stato di grazia di Dio. Prima stazione, Gesù è condannato a morte, adoramus te Christi et benedicimus tibi. Meditiamo durante questa via crucis, se Meditiamo durante questa via cruci, se il Signore ci aiuta, cercando di metterci un po' nei panni e vesti di N.S.C di cui siamo i seguaci, un po' nei panni degli attori, chiamiamoli così, che hanno circondato Gesù durante la sua passione.

In questa prima stazione c'è la condanna a morte di Gesù richiesta dai suoi connazionali e come dice San Pietro durante la prima predicazione apostolica, avete chiesto che vi fosse graziato un assassino e avete ucciso l'autore della vita. Noi dobbiamo fare sempre attenzione a non dare troppo per scontato che nella vita scegliamo Gesù, Barabbà noi sappiamo non era un ladrone, era un brigante e un rivoluzionario, era un modo alternativo di concepire la vita, è l'immagine di colui che pensa che bisogna combattere per rovesciare le ingiustizie, pensiamo a tutti i rivoluzionari di ogni tempo, a molti comunisti, e invece l'altro modo che propone Gesù, non lasciarsi vincere dal male ma vincere il male col bene e dare l'apparenza che il male triunfi, Gesù è condannato a morte, noi che siamo suoi discepoli possiamo essere condannati e anzi la nostra gloria consiste nell'essere condannati dalla mentalità di questo mondo e non dobbiamo avere paura anche di essere reietti, di affrontare il rifiuto da parte dei nostri fratelli per i quali sempre dobbiamo pregare e che dobbiamo continuare ad amare quando questa venga per amore di Gesù e del suo Vangelo.

Impresse nel mio cuore Padre nostro che se ne cedi si è santificato il tuo nome, venga al tuo regno, sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra Seconda stazione, Gesù è caricato della croce Adoramo ste Christi e benedicimo Stibi Qui ha benedicato la croce in tua benedicimo Lù Sappiamo dalla tradizione che Gesù non soltanto ha preso la croce per forza o come dura necessità o controvoglia, ma ci narrano tante anime santi che hanno avuto la grazia di poter contemplare in visione questa scena che Gesù ha abbracciato e baciato la croce, quindi non ha semplicemente preso la croce ma l'ha abbracciata e l'ha amata nonostante che sapesse che era lo strumento della più orribile tortura, e il luogo dove avrebbe trovato la morte.

Sappiamo che Gesù come ogni buon maestro le cose che insegnava era il primo a metterle in pratica, e colui che aveva detto che vuole venire dietro di me e rinneghisse stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segue, è stato il primo a dare il buon esempio. La qualità della nostra vita cristiana, ha detto qualcuno, si misura dal nostro rapporto con la croce.

La croce, noi la croce possiamo ribellarci come fanno alcuni Mondani e sappiamo che dinanzi ad alcune croce, specialmente quello che ci manda nostro Signore, se ti ribelli fai solo peggio perché perdi un'occasione di espiazione, di santificazione, aumenti il numero dei peccato e soffri inurilmente. Sappiamo che il livello minimo, almeno quello di rassegnarci anzi alle croci, è un po' poco insomma, però è meglio che niente, meglio ancora è quando uno le accetta la croce, meglio ancora è quando uno ama la croce, ecco è meglio ancora, come hanno fatto i santi, è quando uno cerca la croce, come diceva Santa Teresa la croce più grande è non avere croci, questo non perché noi siamo amanti del dolore gratuitamente, ma perché i cristiani sanno che attraverso la sofferenza della croce che ci passa la salvezza propria e degli altri, questa è l'unica via che ci ha insegnato nostro Signore, per cui parafrasando l'opera del grande San Luigi Maria Grignon da Moffort, recitando le preghiere di questa stazione, chiediamo al Signore per l'intercessione di Maria che ci ottenga la grazia di diventare veri amici della Croce.

Santa madre, le volontà del Signore siano impresse nel mio cuore. Madre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga al tuo regno, sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra. La terza stazione Gesù cade per la prima volta, ti adoriamo Cristo e ti benediciamo, la tradizione e gli scrittori ecclesiastici hanno visto nelle tre cadute di Gesù, che non sono state soltanto tre purtroppo, ma sembra che siano state molto di più, un pochino l'immagine delle possibili cadute che possono commettere discepoli, commettere i discepoli di Gesù. Sapete che nel concetto di caduta c'è sempre insito una certa involontarietà, uno non è che si butta per terra, cade perché incontra le difficoltà, incontra dei problemi e non riesce a superarli. Gesù sappiamo che umanamente parlando era distrutto e sfinito dai dolori della passione ed è caduto molte volte, ma questo suo stato ha avuto un significato simbolico, lui si è fatto solidale con le nostre cadute e rialzandosi sempre ci ha dato sempre la grazia di rialzarci. Questa prima caduta di Gesù, una caduta probabilmente lieve, rappresenta simbolicamente le nostre piccole colpe quotidiane, di cui dobbiamo essere sempre consapevoli, io consiglio sempre alle anemi che accompagno di chiudere la confessione chiedendo al Signore perdono per tutte le colpe che non vediamo non sappiamo riconoscere, perché c'è un bellissimo Salmo che dice le inavvertenze che le discerne, assolvimi dalle colpe che non vedo e non senza ragione la Chiesa ogni atto importante che ci chiama a fare, pensate alla messa, la prima cosa che ci invita a fare è l'atto penitenziale e nel Padre Nostro Gesù ha dato la preghiera non ai peccatori ma ai Santi, perché il Padre Nostro dovrebbe essere la preghiera di San Ti dove si dice rimetti a noi i nostri debiti come noi rimettiamo ai nostri debitori.

È inevitabile che facciamo delle piccole cadute quotidiane, la cosa fondamentale è sempre rialzarci, non farci mai prendere dallo scoraggiamento, dalla depressione, dall'angoscia che anche quando sono mascherate in benne sono sempre figlie della nostra superbia e del nostro amortropio. È inevitabile che cadiamo, la cosa importante è che si che si tratti di cadute involontarie, le cose dovute alle nostre debolezze, alle nostre miserie e alle nostre passioni non ancora sufficientemente mortificate non producono grossi danni nella nostra anima, ci rialziamo serenamente, tranquillamente, usiamo santamente bene la confessione e procediamo con Gesù lungo il nostro cammino.

Pag. Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra". Quarta stazione, Gesù incontra la sua Santissima madre, ti adoriamo Cristo e ti benediciamo, in questa stazione riprendiamo un po' come abbiamo messo a meditare un po' dalla parte di Gesù, un po' dalla parte degli attori circostanti, Gesù in questo caso la nostra amatissima madre del cielo. Ecco, per Gesù questo incontro è stato dolore da un lato perché vedere la madre sofferente per i suoi dolori è stata una grandissima sofferenza per il Filio di Dio, però dall'altro è stato anche gioia perché Gesù ha avuto la Madonna solidale con lui, solidale con lui e a lui vicino in questo momento di estremo sofferenza e di estremo abbandono.

Quindi questa stazione ci ricorda numero uno che noi abbiamo bisogno della nostra vita interiore della Madonna e la Madonna dice San Luigi Monfort è la grande miticatrice delle crossi, quindi con lei che ci aiuta a portare con costanza, con coraggio, con amore la crossi anche quando si fa pesante.

e quindi come Gesù anche noi non possiamo fare a meno di lei e al tempo stesso la Madonna, e ci mettiamo dalla sua parte va incontro Gesù con coraggio perché accetta la sua missione di corredentrice e noi sappiamo che in quanto cristiani, se vogliamo essere cristiani non soltanto di nome ma anche di fatto non possiamo accontentarsi e pensare soltanto alla salvezza nostra personale Dobbiamo sapere che dalla nostra risposta a Gesù e soprattutto dalla nostra capacità di sacrificio e di accettare le croci dipende anche la salvezza degli altri.

La prima ad essere associata alla missione del Redentore è stata la Madonna che con Redentrice ha un titolo unico e inimitabile più alto di tutti gli uomini, ma ciascuno di noi, ciascuno nel grado e nella forma propria è un piccolo con Redentore. E per quello dobbiamo mai vergognarci, di mostrarci amici di Gesù crocefisso e di portare come lei con coraggio, con dignità e con amore la croce unendo le nostre sofferenze a quelle di Gesù per la salvezza non solo nostra ma di quella di tutto il mondo.

del Signore, siamo impresse nel mio cuore". Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga al tuo regno, sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra. Grazie oggi al nostro Pannico di Piano per rimetterlo ai nostri debiti. Quinta stazione, Gesù è aiutato dal Cireneo, ti adoriamo Cristo e ti benediciamo.

Anche in questa stazione consideriamo entrambi i punti di meditazione dalla parte di Gesù e dalla parte di Simone di Cirene. Dalla parte di Gesù, Gesù a un certo punto ha voluto aver bisogno di chi lo aiutasse a portare la croce, tra l'altro Simone di Cirene ci conto sempre la tradizione, ha cominciato per forza, i Vangeli dicono che i soldati lo avevano requisito, quindi avevano fatto un provvedimento di autorità per costringerlo a portare la croce per porra che Gesù morisse troppo presto, quindi ha cominciato per forza e ha finito cuorentieri, dicono anche la tradizione che poi si sia convertito e che si è rientato un grande santo, il Cireneo.

Quindi, dalla parte di Gesù, noi in alcune circostanze abbiamo bisogno di aiuto e non dobbiamo vergognarci di chiedere aiuto, è una cosa molto importante, chiedere aiuto certamente quando lo si fa in maniera disordinata e a sproposito può essere segno di sfacciatagine, quando uno si approfitta della bontà altrui, però quando si ha bisogno di aiuto e non si chiede aiuto, allora qui non è più sfacciatagine, ma se non si chiede aiuto è grave attestato di superbia, perché noi siamo deboli e chiedere aiuto anche a volte chiedere a una persona prega per me, prega per la mia conversione, è un grande gesto e non dobbiamo avere paura di farlo perché tutti quanti abbiamo bisogno di essere aiutati.

Considerando poi la cosa dal lato di Simone di Cirene che aiuta a portare la croce, dobbiamo ricordare l'importanza delle opere di misericordia corporale e spirituale su cui i cristiani sono sempre stati all'avanguardia, spero che vi ricordiate tutti altrimenti vi manda ripassare il catechismo, però è fondamentale, dobbiamo presentarci davanti al Signore possibilmente pieni di opere di misericordia, la misericordia non è altro che farsi prossima a chi sta soffrendo, pensate a volte consolare gli affritti.

ascoltare una persona che ha bisogno di parlare, senza chiacchierare e parlare, aprire il cuore opprestare una spalla perché qualcuno possa piangere sulle nostre spalle, questo è fondamentale, è fare Simone di Cirene, quindi noi abbiamo bisogno di aiuto e quando possiamo dobbiamo dare l'aiuto possibile ai nostri compagni di cammino, sapendo come dice San Pietro San Pietro o San Giacomo non mi ricordo, adesso chiede i due, che la carità copre una multitudine di peccati, quindi se vogliamo farci meno purgatorio, oltre che fare tante penitenze, dobbiamo fare tante opere di carità, più ne facciamo e più grande sarà il valore meritorio con cui ci presenteremo davanti al nostro Signore che benedisce coloro che per suo amore amano anche solo un bicchierino di acqua fresca, dato perché siete velocevoli non perderà la sua ricompensa.

qui se stomo qui non fleret, Christi matrem si videret, intanto supplicio, Santa Maroi fate che le piade del Signore siano impresse nel mio cuore. Padre nostro che se nei cieli sia santificato il tuo nome, venga al tuo regno, sia fatta la tua volontà come il cielo così in terra. Sesta stazione, Gesù è asciugato dalla Veronica.

Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo, perché con la tua Santa Croce vedremo il mondo". Anche questo gesto è un gesto davvero meraviglioso, importantissimo da ricordare, sapete che sapete che Veronica è un nome non reale, qualcuno ha detto come si chiamava realmente questa donna, Veronica viene dal greco, un misto tra latino e greco, vera icona perché è la donna su cui si è impressa miracolosamente sul panno che ha porto a Gesù l'immagine del volto santo, quindi la vera icona di Gesù è stata consegnata a questa donna, a testimonianza di quanto ha gratito questo gesto, questa stazione è la stazione che ci ricorda l'importanza di conquere dei gesti di amore, di delicatezza verso Gesù, ricordando anche quello che disse Gesù a Santa Margherita Maria la Cocca, adesso finisce il mese di maggio e comincia pure il mese di giugno, dice che il suo cuore soffre per le ingratitudini, le indifferenze, le freddezze degli uomini, certo che lui perdone peccate e che mi è insensibile, soffre per le ingratitudini ed è particolarmente contento per le gentilezze.

Pensate se è stata una suora, sicuramente Don Valauro la conosce molto meglio del sottoscritto, che è suor sconsolata a Betrone che nel secolo scorso è stata l'apostola dell'atto d'amore a cui Gesù avrebbe detto un tuo Gesù ti amo per sentirtelo dire creerei un'altra volta l'universo, pensate, quanto lui è sensibile a queste piccole pensate oggi con la situazione che vediamo a livello ecclesiale, con la trasandatezza, dire la sciatteria e dire poco a livello liturgico, moltiplicare tutti quanti i nostri gesti di amore verso Gesù, fare bene la genuflessione, entrare in Chiesa, fare anche una comunione spirituale, sono cose che sono grandi, poi ce ne ritroveremo, non dobbiamo pensare che siano cose da nulla o che lasciano insensibili il Signore, attenzione senza vergognarci, immaginate la Veronica che coraggio che ha dovuto avere in mezzo a tutti i nemici di Gesù, in mezzo a tutti i soldati, forse ha preso anche qualche frustata, forse ha preso anche qualche bastonata per andare lì, lo sappiamo, però ogni tanto ci prende nel clima in cui stiamo e dice molti pare se mi metto un ginocchio, se mi metto a fare un ginocchiazione, se mi metto il velo, dopo tutti mi prendono in giro, pensiamo alla Veronica, eh no, pensiamo alla Veronica, non dobbiamo avere paura, dobbiamo vergognarci dei peccati e basta, non quando compiamo un gesto chiaramente moderato, non anche se non andiamo in giro a zampi all'aria, entro i limiti di una discreta moderazione possiamo e dobbiamo compiere con coraggio e con amore dei gesti di amore anche per edificare il prossimo.

Padre Pio quando parlava del contegno in Chiesa diceva, comportatevi bene per amore a Gesù, ma sapendo anche che date edificazione al prossimo, per stare tranquilli che la gente vi guarda, almeno guarda anche a voi, e vedere una cosa fatta diversamente, all'inizio suscita la reazione arrabbiata o ironica o bigotti, eccetera, proprio la persona ci pensa nel cambio no vita, non dobbiamo mai avere paura di presentarci come innamorati di Gesù, quindi capace di compiere dei gesti di delicatezza e di amore nei suoi confronti.

qui non posset contristari, pia matrem contemplari, dorentem confidio Santa madre, de voi fate che le piaglie del Signore siano impresse nel mio cuore Il Padre nostro che sei nei Cieli sia santificato il tuo nome. Venga al tuo Regno sia fatta la tua volontà come in cielo e così in terra.

Come noi veniamo a sentire i tuoi Se contempliamo con attenzione questo quadro vediamo che Gesù è caduto in maniera un po' più consistente, sta accasciato su tutte e due le ginocchia, quindi la seconda caduta è simbolicamente più significativa della prima. abbiamo visto che la prima caduta sono i piccoli peccatucci di debolezza quotidiana, le piccole imperfezioni, le innumerevoli miserie, nella seconda si possono vedere i peccati veniali, tenete presente che si parla di cadute, quindi si tratta sempre di incidenti involontari, peccato veniale di debolezza molto comune, forse lo sanno bene, l'impazienza, nessuno nessuno di noi si spazientisce con deliberato consenso, a volte ha la piena avvertenza ma nessuno di noi che non sia folle consente dichiaratamente, a meno che non sia ancora molto lontano, un atto di collera, però è una caduta che può comportare dei guai, che può fare del male, possiamo fare un sacco di mancanze alla carità, è una caduta un po' più consistente, allora anche in questi casi bisogna fare attenzione perché queste cadute sono numerose e non dobbiamo mai farci prendere, mi ripeto però la poca esperienza di un po' di anni di confessionale e anche di esperienza come me stesso mi conferma, non dobbiamo mai farci prendere dalla sfiducia e dallo scoraggiamento.

Una volta Gesù a Santa Faustina dice non ti preoccupare delle tue miserie, la cosa che mi ferirebbe il cuore sarebbe di vederti dubitare di me e di mancare di fiducia. Quando si tratta di cadute, quindi quando le colpe sono non pienamente volontarie, anche se combinano grossi guai, poi vedremo che ce ne stanno anche di peggio, non hanno delle conseguenze devastanti perché possono essere trasformate addirittura in occasioni di crescita. Hai mancato la pazienza, hai offeso qualcuno? Benissimo, vai e gli chiedi scusa, scusa, se sei santo gli chiedi scusa in ginocchio come fanno in alcuni monasteri, fatto questo, fatto quell'atto di umiltà e di carità eroico hai fatto il doppio del danno negativo che hai fatto con la caduta, non c'è nessun problema ed è sempre possibile rialzarci perché per queste cose la mano del Signore è sempre tesa, le diamo alla Madonna la grazia di uttenerci di non rimanere mai a terra per le nostre cadute, ma di si deve quazzarci sempre prontamente, pacificamente, serenamente riprendendo con fiducia e con amore il nostro cammino.

e peccati sui gentis vidi tiesum in tormentis e flaggelli subitum Santa madre de voi fate che le viaghe del Signore Siamo il prese… Levate un po'? Sì, mettiamo in stanza. Bene, sì. Padre nostro che se ne cedi sia santificato il tuo nome, venga al tuo regno sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra.

Dacci oggi il nostro pano quotidiano e rimetti a noi i nostri debiti come noi rimettiamo ai nostri debitori. E non si dure tentazione ma libera ci dal male, amen. Ave Maria, piena di grazie, il Signore è con te, tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno Gesù. Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

Gesù è consolato dalle pie donne, ti adoriamo Cristo e ti benediciamo. Perché con la tua santa croce eredetto il mondo. In questa stazione meditiamo insieme sulle uniche forme di pianto e di tristezza santa. Dalla tristezza e il pianto normalmente sappiamo che sono da fuggire, perché sono le grandi armi che il demonio usa per tenerci il suo potere. I cristiani vivono nella gioia, nella gioia perpetua, nella serenità e nella pace, anche in mezzo a qualunque ricoltà. Ci sono però delle forme sante di lacrime e sono tutte e quante contenute in questa stazione. La più santa di tutti è piangere sui dolori di nostro Signore Jesus Cristo e su quelli della Madonna, quindi chi piange e questo dobbiamo chiederlo, è anche una grazia mistica questa si chiama il dono delle lacrime, ce l'aveva Santa Caterina da Sena, ce l'aveva San Francesco, stavano le giornate interi a piangere sui piangere sui peccati di Gesù e sui dolori della Madonna. La seconda è piangere sui peccati nostri, piangere senza disperazione, quindi piangere come San Pietro non come Giuda, quindi piangere con quel dolore unito alla fiducia nella Divina Misericordia e alla fiducia nel fatto che il Signore perdona i peccati della nostra vita passata e possiamo vivere diversamente diventare santi anche se siamo stati grandi peccatori.

La terza forma di pianto santo è quella di piangere sui peccati degli altri, perché guardate che molte persone ottengono la conversione, magari in punto di morte, come dice la Malonna Fati, ma perché qualcuno ha fatto penitenza per loro. Penitenza vuol dire che ha pianto i peccati degli altri e magari ha offerto anche qualche sacrificio.

vedete quando Gesù in questa stazione, figlia di Gerusalemme non piangete su di me, ma su voi stessi e sui vostri figli, Re dice a Tutte Te, piangere su di Lui, Gesù non è che dice di non piangere su di Lui, dice piangete anche sulla causa dei miei dolori, perché in realtà i dolori di Gesù sono figli dei nostri peccati, quindi il pianto per Antonomasi, il pianto religioso è il pianto del pentimento, però mi raccomando, tutte le altre forme di pianto non si non si piange quando muore qualcuno, non si piange addosso soprattutto, non si fanno i pianghi stei, specialmente le donne, niente, il resto sereni, distesi, tranquilli, gioiosi e fiduciosi, però queste tre forme sante di pianti se il Signore ci desse la grazia qualche volta di farlo ne saremmo felici e glielo chiediamo per intercessione di Maria.

la Tua volontà come in cielo così in terra. Ave Maria piena di grazie al Signore e con te, tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno Gesù. non la stazione Gesucade per la terza volta, ti adoriamo Cristo e ti benediciamo, continuando la linea di meditazione sulle cadute come simbolo delle nostre cadute che ovviamente è una delle moltissime possibili, non è certamente l'unica, l'ultima caduta che La più grave è simbolo dei grossi capitomboli, purtroppo delle volte si possono commettere dei peccati gravi anche senza andarseli a cercare, senza che ci sia la piena volontarietà, anche se quando si commette un peccato mortale, basta un grado minimo di volontarietà, basta aver seduto a una tentazione.

Per fare qualche esempio, si pensi a chi purtroppo perde il lume della ragione e gli scappano a bestemmie, può succedere, può succedere anche a persone che stiano messe bene, pensate a chi si trova in un ambiente momentaneamente, non lo so, balordo e commette un peccato deliberato, impuro di pensiero o di sguardo, può succedere, perché ci vuole tanto fare un peccato mortale, padre Pio diceva l'inferno è nato per un peccato di pensiero, quindi attenzione a fare l'esame di coscienza anche sui peccati di pensiero.

Ci deve essere sempre il contesto della non piena volontarietà, cioè i peccati, le cadute grosse vengono in seguito a grosse tentazioni, quindi non a chi se li va a cercare o a chi ancora vive in situazione di acquiescenza con situazioni peccaminose, quindi immaginate una persona che si comporta normalmente bene e che subisce una tentazione violentissima e non riesce a vincere e cade, questa è questa caduta.

Questa è una cosa molto pericolosa perché se il diavolo può fare una cosa del genere in un'anima devota, può facilmente indurla la disperazione, che dice ecco qua tutto quello che ho fatto in questo tempo non è servita a niente, abbiamo rifatto un peccato mortale, adesso il signore non c'ha più la pietà di me o cosa di questo Quindi bisogna fare sommamente attenzione perché può succedere, noi dobbiamo avere questo atteggiamento interiore, noi dobbiamo dire, e non dobbiamo mai pensare però, io ho riempoverato qualcuno qualche volte, io questo peccato non lo commetterò mai, quando sento dire questo io tremo, perché spesso e volontieri il Signore a scopo terapeutico toglie un po' della sua mano da quell'anima e per radicarla nell'umiltà permette anche che succeda qualche brutto incidente, quindi non dobbiamo mai fare, non dobbiamo sempre dire, Se la grazia del Signore mi aiuta, per quanto oggi mi sembra di capire di me stesso, io mi farei ammazzare piuttosto che fare un peccato grave, questo si può dire, non io non lo farò mai e neanche scandalizzarci se vediamo qualcuno che fa anche capitombolo, preghiamo per lui per la sua conversione ma non giudichiamo perché se ci troviamo in un momento difficile, in un momento di debolezza, in un momento, non c'è tra tutti.

Gesù si è rialzato anche dalla terza caduta, Grazie a Dio non abbiamo un numero limitato di accessi al confessionale, quello è il sacramento illimitato, quindi è bene evitare di fare i capitomboli e fare il possibile perché non accade, non andarci noi a mettere in occasione di peccato, ma se accade ricorriamo sempre con fiducia la misericordia di Dio, questo vale sia per chi fa i capitomboli dopo tanto tempo, sia per chi all'inizio del cammino di conversione, questo capita tutti, sta ancora invischiato in qualche vizio che non si riesce a togliere e anche volendo toglierse alcune cose non riesce a farlo subito. Perdonatemi se mi dilungo questa esperienza di confessionale, se vi leggete la conversione di Leonardo Mondatori, libro da leggere molto bello, lui è stato un uomo impuro per tutta la vita, quindi poi si converte e si andava sempre a confessare il peccato di debolezza impuro, cercate di capire quala che sia, il confessore gli diceva non si preoccupi, stia tranquillo, hai fatto una vita così, ma non è che dà l'oggi al domani, è andato avanti per un certo periodo di tempo, poi lui ha chiesto la grazia della Madonna e ci ha avuto la soluzione finale, però pensate se uno va così e si scoraggia è la fine, perché purtroppo se uno ha avuto un po' di comportamenti risordinati alle spalle i confessori sanno che devi dargli un pochino di tregua, basta che una persona lotti e piano piano con di Grazia, i capitomboli, non ci saranno più.

Pia Amater Fonsa Moris, me sentire vindo l'oris, faculte con l'ugean, Santa madre, devo i fatti piaghe del Signore, sia noi presse nel mio cuore. Il padre nostro che sei nei cieli sia santificato il tuo nome, venga al tuo regno sia fatta la tua volontà come in cielo e così in terra.

Grazie oggi al nostro pane quotidiano per i vetti a noi i nostri debiti, come noi le rivettiamo ai nostri debitori, che non ci indurre in tentazione vivereci dal male. Decima stazione, Gesù viene spogliato delle vesti e abberato di fiele. Ti adoriamo Cristo e ti benediciamo. Spogliato delle vesti, cioè esposto al pubblico di leggio, quindi una grande vergogna e abbeverato di fiele, cioè amareggiato. In questa stazione contempliamo questi due particolari della passione di Gesù, la vergogna, l'uire della purezza nell'essere denudato ed anche il di estrema spoliazione, Gesù è stato privato di tutto, è proprio l'immagine della povertà assoluta perché non aveva assolutamente più nulla, neanche un vestito con cui coprirsi.

E poi la terribile amarezza del fiele che lui ha soltanto appena appena assaggiato, perché nella sua perfezione voleva sentire l'amarezza ma siccome era una bevanda inebriante che avrebbe attutito la coscienza e quindi il gravo di sofferenza non ha bevuto tanto, senta, ha sentito l'amaro senza trarne il beneficio di vederne alleviati i dolori, se uno si va a vedere le penitenze che hanno fatto i Santi, se qualcuno si pensa di essere Santo gli passa subito la fantasia, prima di arrivare a quelle vette ce ne vuole. Comunque in questa stazione contempliamo a tutte quante le forme di sofferenza che il Signore un pochino ce ne riserva, molto brutte sono le amarezze che ci vengono dalle grosse delusioni e le persone che ci stanno vicino, secondo me. La vita è piena di amarezze, quando si succedono queste cose dobbiamo prendere quel calice amaro dalle mani del Signore Berlo, il spirito di umide penitenza, così come non dobbiamo mai scoraggiarci né avere paura delle umiliazioni, quindi di quando siamo scherniti, di quando siamo denudati e messi all'udibrio davanti a tutti.

Dobbiamo sapere che queste sono cose che ai federi di Gesù sicuramente sono riservate, non scandalizzarci ed affrontarle sempre con l'amore del Signore. Pensiamo sempre che Gesù rimaneva assolutamente inalterato, grato, grazie a tutte queste cose, continuando a mantenere la pace, a stare calmo, a pregare per i suoi aguzzini e per la loro conversione. Chiediamo al Signore per intercessione di Maria che ci ottenga questa grazia.

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga al tuo regno sia fatta la tua volontà come il cielo così in terra. 11esima stazione, Gesù viene inchiodato viene inchiodato alla Croce. Contempliamo in questa stazione quei dolori atroci e indicibili che Gesù ha sopportato nella crudelissima crocifissione e nel rinanzamento della Croce davanti a tutti e contempliamo anche, a me fa sempre tanta devozione, una delle frasi che gli furono dette ai piedi della croce, se sei il figlio di Dio scendi dalla croce.

Noi sappiamo che la croce è l'attestato supremo di una vita vissuta in maniera veramente conforme alla volontà di Dio, la croce sapete ha due braccia, quella verticale e quella orizzontale, che la verticale simboleggia l'amore verso l'altro, l'amore di Dio è quella orizzontale e l'amore verso il prossimo, vissuto attraverso la sofferenza più terribile sia da un punto di vista fisico, da un punto di vista morale e da un punto di vista spirituale.

Noi sappiamo che i soldati dicevano a Gesù se sei il figlio di Dio scendi, a me fa tanto devozione pensare a questa frase, perché di questa frase è vero il contrario, se sei il figlio di Dio vacci in croce e rimanici, che l'attestato, questo è il Vangelo di Giovanni, è chiarissimo, della vera natura divina di Gesù, non è più ancora che lezione è stata la capacità di avere amato in questo modo, fino a questa misura, perché nessuno è capace di fare questo. San Paolo dice a Stento si può trovare chi dà la vita per una persona per bene, ma uno che accetta di vivere questo per gli assassini, per le persone cattive senza aprire bocca, immaginate, senza aprire bocca come pecoramuta dinanzi ai suoi vintosatori, quello è veramente il Filio di Dio. C'è un un paradosso, che gli scherni che faceva la Gesù, paradossalmente, erano un'attestazione suprema, Dio a volte fa queste cose un po' strane, di chi lui era, se tu sei il figlio di Dio scendi dalla croce, no, siccome io sono il figlio di Dio, non scendo, perché è più facile scendere dalla croce facendo un miracolo che a dimanerci è il figlio di Dio, quindi chiediamo davvero al Signore che siamo sempre tutti discepoli di alzi al mistero della Croce di donarci la sapienza della Croce.

che le raghe del Signore siano impresse nel mio... Padre nostro che sei nei cieli sia santificato il tuo nome, venga al tuo regno sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra. ...dacci oggi il nostro cane quotidiano e rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo i nostri...

12° stazione Gesù mori in croce, ti adoriamo Cristo e ti benediciamo, diamo uno sguardo rapido in questa scena alle persone presenti sul Calvario, i croci ce ne erano tre, una alla destra di Gesù e una alla sinistra di Gesù, una scena che si ripeterà al giudizio universale, coloro vi accolgono, non vi si ricordi di Dio magari in punto di morte come il buon ladrone e coloro che respingono la misericordia di Dio come ladrone cattivo, auto condannandosi alla eterna dannazione, quindi alla eterna esclusione dalla vita divina. Sul Calvario dicono i maestri spirituali c'era rappresentata la storia di tutta l'umanità, di ogni luogo e di ogni tempo e anche il culmine della storia dell'umanità, sappiamo che Gesù il maggior di San Matteo ci ha detto che il mondo sarà diviso in coro che stanno alla destra le pecore e in coro che stanno a sinistra i capi.

Poco a poco erano sotto la croce, c'erano tre personaggi principali, la Madonna, la vediamo qui con San Giovanni e poi la Maddalena. Sono i tre frutti, diciamo così, privilegiati dell'albero della croce. La Madonna e gli Immacolate, la creatura unica, quindi l'immagine della purezza.

San Giovanni e la Postola Vergine, cioè coloro che accolgono fin da piccoli, beatessimi loro, la misericordia di Dio e fanno una vita retta, ci sono anime, io ve l'assicuro da prete, che non hanno mai commesso un peccato mortale". Il confessore di Santa Gemma Galgani, dopo che è morta, disse che questa ragazza si confessava chiaramente piangendo, non l'ha Non l'ho mai sentita confessare un peccato veniale volontario, neanche involontario, lei si confessava soltanto in perfezione, quasi tutto involontari e non era l'immacolata, era una figlia di Adamo e di Eva, di alcuni hanno in sorte di vivere come San Giovanni e sono le anime predilette da Gesù, altri, probabilmente sono la maggioranza, hanno la sorte di Maria di Magdala, ci hanno combinato qualche guaio o anche tanti guai e poi e poi hanno accolto la misericordia di Dio, non in punto di morte con il bolladrone, ma prima riparando con una vita penitente, con una vita di recupero la vita scandalosa di peccato che hanno commesso fino a diventare dei grandi Santi.

Io raccomando la devozione a Maria di Magdala, Santa Maria di Magdala per tutti i grandi peccatori convertiti. convertiti, Maria di Magdala è una delle più grandi santi, la prima a vedere Gesù dopo sua madre e risorto perché ha avuto una conversione perfetta, contemplando quindi sicuramente non stiamo dentro di qualcuno di questi personaggi, speriamo non nel cattivo ladrone, nei farisei e nei soldati, speriamo che stiamo in una degli altri quattro e che il Signore ci aiuti a santificarci nella condizione in cui la nostra vita ci ha trovato in cui la conversione ci ha raggiunto.

S. P. Il 13° stazione Gesù viene deposto dalla Croce tra le braccia della Sua Santissima Sveglia sm'è condivide Santa Ma... Voi fate che le piaghe del Signore siano imprese. 13esima stazione, Gesù viene deposto dalla croce tra le braccia della Sua Santissima Madre. Ti adoriamo Cristo e Ti benediciamo.

perché fa la tua Santa Croce ed entro al mondo. Un pensiero doveroso da rivolgere al mistero suave e sublime di Maria Santissima addolorata e corredentrice dell'umanità. Qualche autore ha detto che la profezia di San Simeone si è compiuta in questo momento, cioè la spada ha trafitto il cuore della Madonna quando lei si è accorta avendo Gesù fra le braccia che gli era stato trafitto il cuore, perché sapete che la Lancia ha bucato il petto di Gesù e ha proprio aperto il cuore di Cristo, realmente.

Ecco qualche testimone mistico ha detto che la Madonna non ha visto la scena in diretta era girata, se ne ha accorta quando ha preso in braccio suo figlio, quindi con un dolore straordinario, immenso. Dobbiamo ringraziare la nostra madre celeste perché sappiamo, un brevissimo accenno, che la Madonna è nostra corredentrice. La corredenzione mariana è stata attenta che è molto importante perché pur essendo dipendente dalla volontà di Dio, noi dobbiamo credere fermamente che se la Madonna non vi avesse corrisposto non si sarebbe concluita la redenzione, Cioè Gesù ha voluto associare la sua missione come nuova Eva, sua madre e sua madre dipendentemente da questa volontà di Dio e subordinatamente ai meriti e alla passione di nostro Signore Gesù Cristo ha cooperato alla nostra salvezza, cioè non soltanto alla distribuzione della grazia come noi, ma all'acquisto della grazia. Capite? È un compito enorme quello di Maria Santissima, io l'ho detto anche nella nomelia di ieri sera, tra poco ce ne obbriremo messa quando il sacerdote verza l'acqua dentro il calice, quel goccio d'acqua che ci dà anche l'idea della proporzione, sono le lacrime della Madonna insieme al sangue di Cristo. Certo il calice è pieno di vino, l'acqua è soltanto una goccia, quindi la Madonna è vera corredentrice ma ovviamente la parte principale e straordinariamente preponderante c'era il sangue di Cristo, però senza quella goccia d'acqua la messa non sarebbe messa, ci deve stare, ci deve stare per volontà dell'altissimo, ma ci deve stare, quindi un pensiero di gratitudine a Maria Santissima, corredentrice dell'umanità e mediatrice di tutte le grazie e avvocata degli uomini.

14esima stazione, Gesù è deposto nel sepolcro, un brevissimo pensiero con quest'ultima su il mistero della morte, una raccomandazione io c'errebbero tanti funerali, quindi sono più facilitato perché sono il prete, il parroco, però dobbiamo pensare abbastanza spesso alla morte, serenamente, sapete che una volta, questa frase una volta a me dà tanto fastidio perché adesso è cambiato, però in alcuni conventi, in alcuni monasteri il saluto era me mento mori, oggi qualcuno farebbe qualche gesto apotropaico, perché il momento muori significa ricordati che devi morire, ma questo non è un pensiero che ci dà l'angoscia, ci dà un pensiero perché muore bene, che è vissuto bene, Cioè la morte per noi cristiani non dovrebbe essere altro che la serena accettazione della suprema umiliazione che dobbiamo passare a caso dei nostri peccati, che è abbracciare sorella morte, che ci colga quando dobbiamo decidere di morire, di campare cent'anni, dobbiamo decidere di fare la volontà di Dio, San Pio diceva, è un buon pensiero Ha un pensiero di desiderare di morire? Sì, ma è migliore desiderare di vivere il più a lungo possibile non perché uno non vuole morire, ma per servire di più il Signore, che non è che uno deve desiderare che muore il più tardi possibile perché è attaccato alla vita terrena, ma perché ogni giorno che passa è un giorno in meno che ci abbiamo per dare gloria a Dio e per servire al Signore. Quando saremo morti, quello che abbiamo fatto, pensiero della morte ci vuota anche a ben vivere, un giorno buttato Dice ma domani andrà meglio, sì però il giorno non ritorna più, noi qui stiamo oggi, ma forse l'anno prossimo ci torniamo, speriamo se Dio vuole, ma oggi è oggi, chi oggi è venuto riceve delle grazie e chi oggi non è venuto quelle grazie non le riceve, poi se non riceverà qualcun'altra può darsi che ne riceva qualcuno domani ma non quello legato ad oggi, quindi capite il pensiero salutare della morte non è vissuto da noi con il muso lungo fino ai piedi, ci aiuta semplicemente a a ben vivere e a spendere gioviosamente la nostra vita per la gloria di Dio e la salvezza delle altre.

Preghiamo secondo l'intenzione di Benedetto XVI per l'acquisto dell'indulgenza plenaria Pater Nostar Pius Incellis Santificator Numentum Advenia Trinium Tum Fiat Voluntas Tua Sicur Inciaroti In Terra Ave Maria Grazia Plena Don Nosteco L'ora prima della benedizione, facciamo qualche secondo di silenzio, sono le 15, l'ora in cui Gesù è morto, per cui io già mettermi fermo un attimo in adorazione, per qualche secondo.

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