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Il parroco sbaglia sempre
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Ai parroci, con un sorriso L’Avvenire, 31 luglio 2010 Il parroco sbaglia sempre… Se il parroco ha un volto gioviale: «è un ingenuo». Se è pensoso: «È un eterno insoddisfatto». Se è bello: «Perché non si è sposato?». Se è brutto: «Nessuno l’ha voluto!». Se va all’osteria: «È un beone». Se sta in casa: «È un asceta sdegnoso». Se va in 'borghese': «È un uomo di mondo». Se veste con la tonaca: «È un conservatore». Se parla con i ricchi: «È un capitalista». Se sta con i poveri: «È un comunista». Se è grasso: «Non si lascia mancar niente». Se è magro: «È un avaro». Se cita il Concilio: «È un prete moderno». Se parla di catechismo: «È un tridentino». Se fa una predica lunga più di 10 minuti: «È un parolaio». Se fa una predica corta: «Non sa cosa dire». Se alla predica alza la voce: «Grida e si arrabbia con tutti». Se parla con tono normale: «Non si capisce niente». Se possiede una macchina: «È mondano». Se non ce l’ha: «Non segue il tempo». Se visita i parrocchiani: «Gironzola e ficca il naso nelle loro cose». Se sta in canonica: «Ama il distacco e non va mai a visitare i suoi parrocchiani». Se chiede delle offerte: «È avido di denaro». Se non organizza delle feste: «La parrocchia è morta». Se trattiene i penitenti a lungo in confessionale: «Dà scandalo» o: «È interminabile». Se nel confessionale è svelto: «Non ascolta i penitenti». Se comincia puntualmente la Messa: «Il suo orologio è avanti». Se ritarda appena un po’: «Fa perdere tempo a tutti». Se fa restaurare la Chiesa: «Fa spreco di denaro». Se non lo fa: «Lascia andare tutto alla malora». Se parla con una donna, si pensa subito di costruire un romanzo rosa. Se vuol bene alla gente: «È perché non la conosce...». Se è giovane: «È senza esperienza». Se è vecchio: «È ora che se ne vada in pensione».