Stemma di don Leonardo Maria Pompei Don Leonardo Maria Pompei Sacerdote · Apostolato

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La condanna del nudismo in un esorcismo

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Esorcista - In nome della SS.ma Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo, in nome di Maria, l’Immacolata Concezione, di’ ciò che Dio ti impone di dire; solo la verità, su tutto il resto taci! Demonio - Io parlo solo quando l’Altissimo o Quella [la Madonna] lo vogliono e mi costringono a questo. Se dipendesse da me, io non parlerei. Noi non vorremmo mai parlare. Noi vorremmo tacere... [grida]. Ma sono costretto a farlo e questo è per me una tremenda umiliazione. E’ spa- ventoso dover dire cose che servono alla vostra salvezza. 1. GLI ANGELI: AIUTO E DIFESA CONTRO L’INFERNO E. - Di’ ciò che il Cielo ti comanda di dire. D. - Il Cielo vuole che in questo tem- po finale vengano invocati gli angeli. In questo tempo spaventoso in cui l’Anticristo è già all’opera, anche se non ancora apertamente, è una grave trascuratezza non cercare l’aiuto de- gli angeli: può portarvi all’eterna ro- vina. Gli angeli possono fare da con- trappeso all’Inferno, neutralizzare le insidie che noi vi tendiamo e il male che cerchiamo di farvi. L’Altissimo ha affidato agli angeli tutti gli uomini e l’universo. Per la loro grandezza, maestà e potenza nessun’altra creatu- ra è paragonabile a loro; ma la loro azione a vostro vantaggio resta ineffi- cace se voi non li invocate e se non ponete in essi la vostra fiducia. Io, Belzebub, sono costretto dall’Altis- simo a dirvi questo, anche se non vorrei; a dirvi come sono gli angeli perché ho visto il loro regno e cono- sco la loro maestà. Avrei preferito non vedere tutto questo, perché il ri- cordo della loro gloria mi brucia e mi brucerà per sempre. Anch’io avrei potuto essere come loro, ma non ho voluto piegarmi ai disegni dell’Altis- simo. No, io non Lo servo, non Lo vo- glio servire e per questo dovrò espia- re per tutta l’eternità! [urla]. Moltis- sime grazie vanno perdute per l’u- manità perché non prega gli angeli e in particolare gli angeli custodi. Sono moltissimi quelli che non pregano nemmeno una volta all’anno il loro angelo custode, mentre egli sta loro vicino, li serve continuamente e con sollecitudine porta loro aiuto giorno e notte. Gli angeli sono spiriti fedelis- simi, santi, puri. Nessuna madre, tranne Lei [la Madonna], è così pre- murosa con le sue creature quanto l’angelo lo è con voi. E’ disastroso non accogliere tali grazie e non pre- gare questi puri spiriti potenti e ser- vizievoli. Ed è disastroso per voi che si parli tanto poco del loro aiuto. 2. VANITÀ DELLA GLORIA TERRENA. GUAI ALLE DONNE VESTITE SENZA PU- DORE E. - Parla in nome… D. - Io sono il secondo in altezza [cioè in dignità] e mi trovai d’accordo con la scelta di Lucifero; per questo fui espulso violentemente dalla beatitu- dine del regno dei Cieli e fui precipi- tato nell’oscuro regno dell’Inferno. Purtroppo, per mia sofferenza, per mia umiliazione, oggi devo dirvi an- cora una parola su ciò che voi uomini avete dimenticato. Proprio in questo IL CIELO COSTRINGE SATANA A PARLARE Esorcismo di Padre Heinrich Kreuzer, 21/2/1984 difficile accettare di essere umiliati; ma io, Belzebub, sono costretto a dir- vi: esercitatevi nell’umiltà, coltivate il pudore e osservate tutti i comanda- menti fin che siete in tempo. Umi- liatevi e lasciatevi umiliare dagli altri anche se non lo avete meritato. Pie- gate umilmente il capo, anche se siete nel giusto. Piegate il capo tranne nel caso che sia Dio a non volerlo. Un sa- cerdote, ad esempio, deve presentare sem- pre chiaramente e completamente la fede, disposto a combattere in difesa delle veri- tà tradite o taciute dai modernisti che si sono infiltrati nella Chiesa; deve parlare non solo della misericordia, ma anche del- la giustizia dell’Altissimo; deve parlare del premio eterno e del castigo eterno; de- ve parlare degli angeli e anche di noi, an- geli ribelli e dannati; deve parlare del pec- cato e non tacere, come molti fanno in questo tempo. Naturalmente anche un laico non deve mai piegare il capo quando è in gioco la verità; se poi per questa sua fedeltà incontrerà grandi lotte e penose opposizioni... preghi e si sacrifichi per le persone incredule che lo fanno soffrire. Oggi non pochi sacerdoti cattolici si sono smarriti, non sanno più da che parte andare e questo perché, più che restare radicati nella loro fede, si sono lasciati condizionare dalle varie opi- nioni del momento. Ci sono oggi troppi sacerdoti superbi nello spirito, non fedeli alla verità; per questo nel mondo e nella Chiesa c’è una così grande oscurità e così tanta miseria ed è per questo che i cattolici, che so- no veramente tali, e i sacerdoti fedeli soffrono molto: vengono messi da parte come valessero nulla, o addirit- tura sono trattati come persone squili- brate, o come persone che hanno ab- bandonato la retta via. Ma questo è il pensiero degli uomini, non del- l’Altissimo. Sono costretto a dirvi: re- state fedeli alla verità del Vangelo, so- stenete e difendete ciò che è vero e ciò che è buono, anche se verrete calpe- stati come foste gramigna inutile e dannosa; un giorno avrete gioia e glo- ria per questa vostra sofferta fedeltà! Verrà il giorno in cui questa “grami- gna” calpestata e considerata inutile e dannosa verdeggerà e fiorirà. Poveri quei cristiani e quei sacerdoti che per aver abbandonato la via della verità sono diventati ciechi! Ma voi perseve- rate, rimanete fedeli. Verrà la fine, più presto di quanto crediate. 7. OGNI PECCATO PORTA CON SÉ IL SUO CASTIGO D. - E’ tanto breve la vita sulla terra! Brevi sono le gioie del peccato e inter- minabile, eterna è la condanna. Così pure breve è il tempo delle croci, an- che se sembra interminabile, mentre eterno sarà il premio a voi concesso per la vostra fedeltà. Quanto poco valgono le gioie del peccato che pote- te godere in questo mondo, se pensa- te alla spaventosa situazione che esso porta con sé per l’eternità e spesso già in questa vita! Si, il peccato porta spesso con sé il suo castigo anche in questo mondo. Chi invece soffre in questa vita può essere riconoscente all’Altissimo, perché con le sue soffe- renze riduce o elimina del tutto la pe- na del Purgatorio. Non sottovalutate il Purgatorio: i dolori che là si soffro- no sono terrificanti in confronto ai do- lori della vita. L’Inferno però è ancora più terrificante e non avrà mai fine. Perciò voi, se foste furbi e saggi, cer- chereste di cancellare, fin che siete nella vita terrena, tutte le pene che al- trimenti dovreste patire in Purga- torio. Pregate l’Altissimo per avere da Lui la grazia del pentimento e per di- venire migliori. Io sono stato costretto a dirvi queste cose; ora tocca a voi sa- perne approfittare.

vostro tempo, il tempo non della giu- sta valutazione, ma dell’esaltazione del corpo, ogni pretesto vi appare buono per peccare contro il pudore e la purezza. Anche lo sport vi aiuta in questo. Pensate alle pattinatrici o alle atlete di altri sport: pur di avere più possibilità di vittoria si svestono in maniera esagerata. Ma la ragione ve- ra è un’altra: non è per conseguire più facilmente la vittoria che si spogliano in quel modo, ma per una questione di vanità. Quante donne oggi, per la su- perbia della carne, mostrano in maniera provocante il loro corpo! Senza pudore! Senza disagio! Con la più grande na- turalezza, fingendo di non rendersi conto che stanno provocando scandalo a tante persone e fa- vorendo così la propria e l’altrui rovina eterna. Quanti e quanti uomini, in- fatti, e quanti e quanti bam- bini sono portati a guardar- le con malizia! Guai a chi pecca e fa peccare in questo modo! Sono costretto a dire che una donna che non è vestita correttamen- te talvolta pecca senza esserne piena- mente consapevole, ma non per que- sto è senza colpa, perché genitori, sa- cerdoti ed educatori almeno qualche volta le hanno parlato del pudore, e se anche non fosse stata educata in questo senso glielo grida la sua co- scienza che un certo abbigliamento diventa provocazione e tentazione per chi la vede così poco vestita. E co- sì, quando si ostina a ignorare questo, induce molti uomini e molti bambini e giovani a pensieri peccaminosi, li rende facilmente vittime della passio- ne della carne e li porta a peccare gra- vemente. L’Alta [parla della Madonna] a Fatima ha raccomandato: “Vestitevi decentemente e imparate da Me”. Ma ora basta, non voglio parlare! 3. EVA HA RIPARATO NELL’UMILTÀ E CON LE LACRIME E. - Di’ solo la verità in nome... D. - “Davanti a Dio l’umiltà è il più bell’ornamento”. Questo l’ha detto l’Alta [la Madonna]. Lei disse anche: “Molti vanno all’inferno per il pecca- to di impurità”. La donna pecca non solo quando si scopre in modo scon- veniente, ma fin da quando nella sua mente si propone di far questo. Il vo- lersi affermare non tanto con la bel- lezza dell’anima [cioè con le virtù], ma col fascino del corpo è già una colpa. E quanto è diffusa questa colpa! E quanto è sottovalutata! Quante don- ne diventano delle tentatrici per l’uo- mo, come lo fu Eva! Io, Belzebub, sono stato costretto a dirvi questo, ma non voglio più parlare! Eva, dopo la caccia- ta dal paradiso terrestre, ha sempre custodito il pudore; ha riconosciuto il suo pecca- to e si è pentita amaramente. Anche Adamo si è pentito con lei. Hanno pregato insieme e insieme hanno molto pianto. Hanno suppli- cato l’Altissimo di perdonarli e di concedere loro almeno l’ultimo posto in Paradiso. Dopo il loro peccato so- no vissuti umilissimi e da allora Eva non ha più creato occasioni neanche per la più piccola colpa. Da allora fu sempre fedele a Dio: ha fatto tutto il possibile; però sarebbe stato meglio se non avesse peccato nel Paradiso terrestre. Io non voglio più parlare. 4. IL CASTIGO PER CHI PECCA CONTRO IL PUDORE D. - Quante donne di oggi creano danni irreparabili nelle anime di mol- te altre persone, per cui, se pentendo- si in tempo riusciranno a salvarsi, in Purgatorio dovranno pagare amara- mente questo loro peccato: bruceran- no in tutte quelle parti del loro corpo che hanno spudoratamente scoperto. I loro torbidi pensieri di oggi e il loro insano e ostinato desiderio di appari- re o di provocare daranno vita per lo- ro a un’atroce tortura. Se poi non si convertiranno, bruceranno per sem- pre all’Inferno. La loro pelle si stac- cherà a brandelli e cadrà. Allora sa- ranno davvero carne nuda, carne san- guinante, se non si saranno pentite, amaramente pentite finché erano in tempo, se non avranno espiato per quanto hanno rovinato in altre anime. 5. LA GLORIA DEL MONDO PORTA ALL’ INFERNO D. - Tu mi costringi a parlare della tragedia che chiama in causa ogni uomo, obbligato a scegliere tra l’Altissimo e la sua legge da una par- te, e il rifiuto di Lui e della sua legge dall’altra... tra la gloria eterna e la dannazione eterna. Io sono costretto a ripetere ciò che un santo sacerdote diceva nell’insegnamento della dot- trina ai suoi bambini: “Seguite sem- pre l’Altissimo in umiltà. Se sarete disprezzati, sopportate questo con umiltà e pazienza, ma fate soltanto ciò che vuole l’Altissimo e osservate sempre i suoi comandamenti. Os- servateli fino alla morte. Siate fedeli fino in fondo e l’Altissimo vi darà la corona della vita eterna” [grida pian- gendo]. Sono parole tremende, ma ve- re...! Quasi nessuno però ci crede; la mentalità che oggi domina nel vostro mondo è all’opposto: quasi tutti cer- cano il successo, il potere, il piacere, la ricchezza. Si vuole essere onorati, ammirati. Soprattutto è idolatrata la bellezza. L’Altissimo non esercita più alcun fascino su di voi, ciò che vi affascina oggi è tutto ciò che si oppo- ne a lui. L’Altissimo vi appare come nemico della vostra gioia e della vo- stra libertà, gioia e libertà che vi illu- dete di trovare lontano da Lui e con- tro di Lui. E’ questo il grande ingan- no che siamo riusciti a seminare in tutto il mondo. 6. CHI SERVE LA VERITÀ È CALPESTATO IN QUESTA VITA D. - Chi vive secondo la legge dell’Altissimo non conta niente, è de- riso, è calpestato, è disprezzato. Ma sono anche costretto a dirvi che un giorno si capovolgeranno le sorti: i gaudenti saranno colpiti dalla giusti- zia dell’Altissimo. Per questo, o uo- mini, pensate alla vostra fine; la vo- stra vita e i vostri piaceri passeranno molto più in fretta di quanto non pen- siate. Chi invece in questa vita ha sof- ferto ed è stato umiliato per la sua fe- deltà, conoscerà la gloria per la vita eterna. Sembravano sconfitti, ma ap- pariranno vincitori; sembravano paz- zi, ma appariranno come i veri sa- pienti, perché hanno guardato al- l’esempio di Colui [si riferisce a Cristo] che li ha preceduti e sostenuti con la sua forza. Dopo una vita di dolori e di disprezzo, di vergogna e di fatica, di tenebre e di croci... raccoglieranno e per sempre la gioia meritata. Il pen- siero della loro vittoria ci riempie di rabbia. Chi ora è disprezzato per la sua fedeltà all’Altissimo splenderà di una bellezza impensabile, ma coloro che in vita si sono insuperbiti per la loro bellezza avranno un aspetto ter- rificante: essi per primi ne proveran- no orrore. I loro volti, un tempo affa- scinanti e ammirati, diventeranno co- me il viso di un lebbroso; i loro corpi saranno torturati in eterno dai vermi dell’impurità e sarà pestifero l’odore che emaneranno per i loro peccati. Nulla più resterà della loro bellezza. Ogni dannato contribuirà a fare del- l’inferno la “mostra degli orrori”. È

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