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La dottrina fiscale cattolica
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n. 48 - 9 dicembre 2012 - Il Settimanale di Padre Pio - 17 Samuele Ceccotti, a cui rimando per la lettura dettagliata e per i riferi- menti, che io citerò in forma generi- ca (http://www.instaurare.org/XLI1- .pdf, p. 3). Nel Nuovo Testamento due so- no i passi celebri che fanno riferi- mento al dovere di pagare i tributi: quello dove Gesù, richiesto proprio circa la liceità del pagamento delle imposte ai Romani, ricorda il dove- re di rendere a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio (cf. Mt 22,21; Mc 12,17; Lc 20,25); e quello dove san Paolo raccomanda l’osservanza della giustizia sostan- ziale rendendo a ciascuno il suo (Rm 13,7: «Rendete a ciascuno ciò che gli è dovuto: a chi le tasse, le tasse; a chi il tributo, il tributo; a chi il ti- more, il timore; a chi il rispetto, il rispetto»). Nessun dubbio, dunque, sul dovere di pagare le tasse e sul di- ritto-potere dell’autorità civile di imporle. Il Catechismo della Chiesa Cat- tolica e il Compendio danno qual- che interessante chiarimento sul fondamento di questo potere dello Stato, che segna anche un’importan- te caratteristica dell’obbligazione che ne deriva: lo Stato può imporre le imposte in quanto autorità legitti- mamente costituita e quindi in base all’applicazione del Quarto e non del Settimo Comandamento. Il n. 2240 del Catechismo della Chiesa Cattolica, dove si trova l’afferma- zione «la sottomissione all’autorità e la corresponsabilità nel bene co- mune comportano l’esigenza mora- le del versamento delle imposte» (con citazione della dottrina paolina poc’anzi riferita), si trova all’interno della trattazione relativa al Quarto Comandamento. Questo significa che il fondamento dell’obbligo di pagare le tasse risiede non nella giu- stizia commutativa (come tutte le fattispecie del Settimo Comanda- mento), ma in quella legale. Nella sezione relativa al Settimo Coman- damento c’è un riferimento alla ma- teria fiscale, ma si annoverano come condotte immorali relative al fisco non «il non pagare le tasse», ma «la frode fiscale e la contraffazione di assegni e fatture» (CCC 2409). Ciò dunque che, a livello di dot- trina autentica, è dalla Chiesa inse- gnato su questa materia si può ridur- re ai soli tre seguenti punti: 1) lo Stato può imporre le tasse ai cittadi- ni; 2) il fondamento di questo pote- re risiede nel suo essere autorità le- gittima; 3) i cittadini devono pagare le imposte in base ai doveri di giu- stizia legale fondati sulla pietas ver- so lo Stato. Detto questo si aprono alcune questioni, che sono state in passato (e sono tuttora) oggetto di dibattito e che è bene precisare ai fini di una corretta comprensione di questa ma- teria e anche per sfatare una sorta di mito (comune a certi ambienti) se- D opo aver scandagliato alcu- ni comportamenti diretta- mente e formalmente contrari al Settimo Comandamento nel pre- cedente articolo, ci sembra op- portuno aprire l’argomento dedi- cato alla materia fiscale, su cui tanto oggi si fa rumore e scalpo- re, per cercare di vedere cosa in- segnano la Sacra Scrittura e la Chiesa su questa mate- ria, qual è il fondamen- to dell’imposizione fiscale, se esiste un principio di “equa impo- sizione” fiscale e quali sono le condizioni per cui lo Stato, etica- mente parlando, può e deve esi- gere il pagamento delle imposte. Dopo aver esposto la Dottrina Non solo i cittadini hanno doveri da rispettare nei confronti dello Stato, ma lo Sta- to stesso deve rendere conto dinanzi ai suoi cittadini, garantendo la correttezza del- le sue leggi riguardanti imposte e tasse, molto spesso ingiuste e sproporzionate. di Don Leonardo M. Pompei quarta puntata della Chiesa su questo punto (per la verità molto sobria ed essen- ziale), mi permetterò alcune con- siderazioni, facendo ampio riferi- mento ad uno splendido articolo, recentemente apparso su Corri- spondenza Romana, pubblicato sulla rivista Instaurare omnia in Christo, dal titolo Il dove- re fiscale secondo la dottrina cattolica a firma di 16