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La pornografia

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di Don Leonardo M. Pompei L a pornografia è, indubbia- mente, un’altra tra le piaghe più purulente sorte dalle macerie di una “civiltà” che ha scelto di rinnegare due millenni di vita cri- stiana rinnovando il grido lucife- rino “non serviam!”. Il mare di fango e immondizia a cui assi- stiamo è indubbiamente frutto di una progressiva erosione della moralità e dei costumi, che ha portato, gradualmente, a conside- rare l’oscenità, l’indecenza e la volgarità come cose assoluta- mente ordinarie e normali all’in- terno della società post-moderna e, a detta di qualcuno, post-cri- stiana. I moderni mezzi di teleco- municazione (cinema, televisione e musica) hanno contribuito for- temente ad agevolare e accelerare forme e tempi di tale degradazio- ne. Chi non ricorda le prime sce- ne “osé” di alcune celebri pellico- le dell’immediato Dopoguerra, oppure le violente provocazioni dei nascenti “astri” della musica rock negli anni ’50 e ’60? Come ignorare l’effetto dirompente che hanno avuto la rivoluzione stu- dentesca e quella sessuale, con- comitanti con la messa in circola- zione delle prime pellicole a con- tenuto decisamente erotico? Di lì, il passo verso la vera e propria pornografia, con tutto il mare di oscenità che essa propina, è stato brevissimo. La prima tristemente celebre pellicola pornografica, un vero e proprio “cult” per gli ap- passionati di tale squallido setto- re, è datata 1972. Non citiamo volutamente né il titolo né gli at- tori perché ci sembrerebbe dare troppa importanza a ciò che do- vrebbe essere cancellato ed eli- minato per sempre dalla terra dei viventi. Da questa tragica data, tuttavia, è stato un crescendo inarrestabile di provocazioni, scandali e perversioni di ogni ge- nere, che oggi purtroppo trovano in internet un canale propulsore incontrollabile ed altamente ac- cessibile, con gravissimi danni soprattutto per i più giovani. Al- cuni sondaggi non molto datati, condotti tra gli adolescenti circa l’uso di internet, davano questa emblematica risposta: “Facebo- nona puntata 14 - Il Settimanale di Padre Pio - 28 ottobre 2012 - n. 42 che l’ope- raio che ab- bia messo un so- lo chiodo sul set do- ve si debba girare una scena a contenuto erotico. Una delle conseguenze più gravi del dilagare di tale pseu- docultura è stata la diffusione del nudismo non solo tra gli addetti ai lavori del mondo dello spettacolo, ma anche tra la gente comune. Le mode in- vereconde dilaganti e pullu- lanti ormai da diversi anni, sotto gli occhi indifferenti e abituati di quasi tutti, non ri- sparmiano più nemmeno i luo- ghi sacri, in un clima di imbel- le e rassegnato silenzio, che diventa complicità con la dif- fusione del vizio e dell’immo- ralità. San Pio diceva che ba- stava avere le braccia scoperte per bruciare in Purgatorio... Sarebbe assai interessante ve- dere e sentire cosa direbbe e come reagirebbe dinanzi alla situazione attuale... Il corpo dell’uomo e del- la donna è tempio dello Spiri- to Santo e deve essere trattato con rispetto e con pudore. La Madonna diede l’allarme a Fatima, ammonendo circa l’imminente diffusione di mode che avrebbero offeso molto Dio... Il mare di fango è divenuto ormai una marea montante dalle dimensioni in- controllabili... Non resta che augurarci che il Signore del cielo e della terra, che ama la purezza e aborre l’impurità, trovi il modo di porre fine a tali ignobili e indegni spetta- coli.  ok, Messenger e siti porno”. I social network, in particolare, rappresentano la nuova frontiera della tra- sgressione, attraverso l’eroti- smo virtuale e l’adescamento dei minori. Le legislazioni, dapprima molto tolleranti, hanno cercato di prendere qualche distanza da tali feno- meni e di porre qualche limite, in modo comunque non suffi- cientemente adeguato. Nelle reti pubbliche di carattere na- zionale è proibita la messa in onda di materiale pornografi- co in senso stretto, ma è diven- tato praticamente impossibile vedere una varietà, un talk- show o anche un innocente quiz televisivo, dove non si debba assistere all’immanca- bile valletta o presentatrice in abiti a dir poco procaci, con una continua esposizione oscena e immorale di corpi statuari al pubblico spettacolo. L’età dell’in- nocenza dei fanciulli, grazie alla diffusione ormai apparen- temente inarrestabile di tale immonda cultura, si è dappri- ma ridotta, fino, a detta di qualche esperto, a scomparire del tutto. Tale peccato è ovviamente quanto di più grave possa esi- stere in questa materia, in qua- lunque modo sia commesso: attraverso la visione di film, la lettura di libri o riviste, l’imita- zione ed emulazione degli atti osceni compiuti dagli operato- ri di tale infernale settore, il parlarne e il diffonderne, in qualunque modo, i contenuti. Sappiamo che Padre Pio era oltremodo severo in questa materia non solo, ovviamente, con i protagonisti, ma anche con coloro che, seppure in mo- do minimo e accidentale, vi cooperassero in qualunque for- ma. Il Santo del Gargano ripe- teva che coloro che offendono Dio in tale gravissima materia pagano tutti e pagano caro, an- n. 42 - 28 ottobre 2012 - Il Settimanale di Padre Pio - 15 Una ferita profonda che colpisce la società odierna e macchia le anime, abituandole all’immoralità. È, la pornografia, la più diabolica e volgare depravazione, vero sfregio del corpo umano, tempio dello Spirito Santo.

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