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Sesto comandamento fecondazione artificiale e inseminazione
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Rimangono moralmente inaccettabili le pratiche della fecondazione artificiale e dell’inseminazione, le quali forzano la legge e la volontà del Creatore, cer- cando entrambe un figlio al di fuori dall’atto coniu- gale a cui esso è intrinsecamente legato. di Don Leonardo M. Pompei E saminati nella puntata prece- dente i peccati di contracce- zione, ovvero la pretesa di sepa- rare la concezione di una vita dal mistero dell’amore, ci resta da trattare la fattispecie diametral- mente speculare, cioè la pretesa di concepire forzatamente una vi- ta al di fuori del Matrimonio e della legge naturale stabilita da Dio, per la quale una vita umana è e deve essere concepita solo al- l’interno di un atto coniugale. Si tratta delle distinte tipologie del- la fecondazione e dell’insemina- zione artificiale, sulle quali oc- corre ora riprendere, approfondi- re e completare il discorso a suo tempo accennato. La fecondazione artificiale, detta anche fecondazione in vi- tro, consiste nel realizzare il con- cepimento in provetta, completa- mente al di fuori dell’utero ma- terno, facendo incontrare il seme maschile con l’ovulo femminile attraverso delle sofisticate tecniche mediche realizzate in laboratorio. La feconda- zione si dice omologa quan- do sia il seme maschile che l’ovulo femminile apparten- gono a due persone regolarmente unite in Matrimonio, che percor- rono questa via non riuscendo a concepire figli attraverso le vie ordinarie e naturali; si dice inve- ce eterologa quando almeno uno dei due princìpi generativi (o in alcuni casi entrambi) proviene dal di fuori della coppia e, per- tanto, gli embrioni impiantati do- po la fecondazione nel grembo della madre sono, biologicamen- te parlando, in tutto o in parte, fi- gli di terze persone. Distinta da questa fattispecie è l’insemina- zione, su cui vigono gli stessi gravissimi equivoci esistenti per il peccato di interruzione antici- pata dell’atto coniugale, che ab- biamo visto essere da non pochi f e - deli erronea- mente ritenuto un “metodo natu- rale” di controllo delle nascite. Infatti molti ritengono assoluta- mente lecita la fecondazione omologa, ritenendola un sempli- ce “aiuto” atto a superare le diffi- coltà di incontro del seme ma- schile e dell’ovulo femminile al- l’interno del normale rapporto coniugale. L’inseminazione, in- fatti, come dice il nome stesso, consiste nell’immissione diretta del seme maschile (precedente- mente estratto) nell’utero della donna, che può essere del marito (inseminazione omologa) oppure sesta puntata di un donatore esterno alla coppia (inseminazione eterolo- ga). Sembrerebbe, quindi, una mera operazione “meccanica” che, almeno nel primo caso (inseminazione omologa), non parrebbe avere nulla di illecito, riducendosi a un metodo artifi- ciale che si adegua al modo in cui ordinariamente viene con- cepita la vita, con l’unica dif- ferenza che l’incontro tra sper- matozoo e ovulo non avviene come esito dell’atto coniugale ma per immissione diretta nel- l’utero della donna del seme maschile. Diciamo, anzitutto, che la fecondazione artificiale è mo- ralmente molto più disordinata dell’inseminazione. Come in- fatti abbiamo detto a suo luogo, parlan- do del Quinto Comandamen- to, il successo di questa tec- nica è propor- zionato al nu- mero di em- brioni fecon- dati che ven- gono impian- tati nell’utero della donna, al- cuni dei quali destinati a mor- te certa. Questo comportamen- to costituisce un gravissimo oltraggio alla sacralità e alla dignità della vita umana e, pertanto, rende gravemente immorale questa tecnica a pre- scindere da ogni altra conside- razione. Si badi inoltre che, at- traverso la fecondazione etero- loga, viene aperto il campo al- le più gravi aberrazioni, di cui purtroppo non mancano nume- rosissime testimonianze anche in Europa (non – grazie a Dio – 12 - Il Settimanale di Padre Pio - 7 ottobre 2012 - n. 39 n. 39 - 7 ottobre 2012 - Il Settimanale di Padre Pio - 13
n. 39 - 7 ottobre 2012 - Il Settimanale di Padre Pio - 15 in Italia dove, almeno per ora, la fecondazione eterologa non è permessa dalla famosa legge 40), soprattutto in ordine al concepi- mento di figli all’interno di cop- pie omosessuali. Una coppia di omosessuali donne, infatti, può tranquillamente prestare i propri ovuli perché siano fecondati e vi- vere l’esperienza della gravidan- za e della maternità, costringendo la povera creatura che nasce da questa abominazione a crescere e vivere con due mamme. Ancora più aberrante è quanto successo in Inghilterra, che ha visto prota- gonista la celebre pop star Elton John, il quale ha coronato il so- gno di avere un figlio con il suo “compagno” (regolarmente spo- sato, dato che l’Inghilterra – ahi- noi – ha riconosciuto i matrimoni gay) attraverso un utero preso in affitto e fecondato dal seme di uno dei due. Tuttavia anche la fe- condazione omologa, ammesso (e, ovviamente, non concesso) che non presentasse i gravissimi problemi della soppressione degli embrioni, nondimeno resterebbe illecita perché costituirebbe un atto non secondo natura, ovvero un’arbitraria manipolazione delle leggi naturali che il Creatore ha stabilito per la concezione e la nascita di una vita, legandola in- scindibilmente al compimento degli atti coniugali, per mezzo dei quali l’amore umano viene si- gillato nel divenire “una sola car- ne”. Questo ultimo punto, in ef- fetti, è ciò che costituisce l’unica motivazione del disordine dell’in- seminazione, anche omologa. In- fatti, anche se si tratta di marito e moglie e anche se non si viola la dignità della vita umana, si viola però la dignità dell’amore umano e il diritto del concepito ad essere generato come natura vuole, quella natura che porta impresse e sigillate in sé la Legge e la Volon- tà del Creatore. Il problema di fondo, tuttavia, che accomuna queste fattispecie, è l’idea che avere un figlio costi- tuisca una sorta di diritto, per otte- nere il quale (essendo appunto “un diritto”) ogni mezzo sarebbe lecito. In realtà non esiste alcun diritto al figlio, essendo la vita un 14 - Il Settimanale di Padre Pio - 7 ottobre 2012 - n. 39 I l demonio svolge una duplice azione verso l’uomo: una ordi- naria e una straordinaria. L’azio- ne ordinaria è quella di tentare l’uomo a cadere nel peccato. È l’azione principale che il demo- nio svolge quotidianamente per cercare di portare con sé all’in- ferno il maggior numero possibi- le di anime, sottraendole alla Mi- sericordia di Dio. L’azione ordi- naria del demonio è la più peri- colosa, ad essa siamo tutti sog- getti e, pertanto, tutti siamo chia- mati a combattere cercando, con l’aiuto di Dio, di non cadere nel peccato. L’azione straordinaria, inve- ce, è meno comune ed è soprat- tutto causata dalla cattiveria uma- na ogni volta che abbandona Dio per darsi alle varie forme di oc- cultismo: magia, sedute spiriti- che, sette sataniche, cartomanzia. Le varie forme dell’azione straor- dinaria del demonio sono quattro: la possessione diabolica, la ves- sazione, l’ossessione e l’infesta- zione. Iniziamo dalla prima forma, la possessione, che si ha quando il diavolo s’impossessa di una persona e agisce attraverso di es- sa per fare ciò che vuole. Molte volte questa possessione può col- pire anche chi vive abitualmente in una situazione di peccato mor- tale, commettendo molti sacrile- gi. Diverse volte, invece, è suc- cesso che dei santi, per speciale permissione di Dio, siano stati posseduti dal diavolo per alcuni anni della loro vita come prova, per perfezionare maggiormente le loro virtù, come è accaduto ad esempio alla beata Cristina di Stommeln, alla beata Eustochio di Padova o alla beata Mariam Baouardy. La seconda forma è la vessa- zione, che si ha quando il demo- nio infligge alla persona vari di- sturbi nella salute, negli affari, negli affetti e così via. Come non ricordare, ad esempio, i combatti- menti che Padre Pio ha avuto col demonio, e non è stato il solo: an- che tanti altri santi sono stati sog- getti a quest’azione senza mai es- sere posseduti dal demonio. Ciascuno fa personale esperienza dell’azione del demonio ogni qual volta si trova a lottare contro le sue tentazioni e sugge- stioni. Ma cosa avviene quando la sua azione diviene “straor- dinaria”? Quali sono i suoi poteri e come neutralizzarli? puro dono di Dio, anche se Egli ha voluto responsabilizzare la coppia nel renderla sua collabora- trice. Dio, infatti, non solo stabili- sce quanti figli debba avere una coppia (come abbiamo visto par- lando della contraccezione), ma anche se debba averli, oltre che quando sia il tempo giusto e come debbano essere. Se Dio a una cop- pia dà la grande croce della steri- lità, la si deve prendere, offrire ed aprirsi ad altre forme di amore, spesso molto più grandi di quella dell’accettazione di un figlio na- turale. Per concludere, se è sempre illecito limitare il numero dei fi- gli considerando la vita come una minaccia attraverso la con- traccezione, è peccato altrettanto grave forzare la natura conside- rando i figli come un diritto. Si lasci a Dio il compito di fare ciò che gli compete e le creature tor- nino ad essere e sentirsi onorate di collaborare con Lui, ma sem- pre in spirito di umiltà e ubbi- dienza, aprendosi ai suoi voleri quand’anche sembrassero duri e severi, ricordando il monito della sapienza popolare che Dio, quan- do chiude una porta, lo fa sempre per aprire un portone... Piuttosto che sfondare una porta chiusa è assai meglio aprire gli occhi ed entrare per i portoni aperti dalla divina Volontà. di Luca Farese