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Sesto comandamento i rapporti contro natura
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Circondata dall’immoralità moderna, anche la coppia cristiana è in pericolo di al- lontanarsi, nel suo comportamento coniugale, da ciò che è lecito, dall’unica unione che Dio benedice e rimunera con le sue grazie. La retta Morale della Chiesa illumi- ni gli sposi a salvaguardia dell’autenticità del loro amore sponsale. di Don Leonardo M. Pompei I l peccato impuro contro natura, di cui abbiamo parlato nella puntata precedente, conosce pur- troppo anche una variante che coinvolge le relazioni ordinarie e naturali tra uomo e donna. Si trat- ta di materia particolarmente sca- brosa, che va affrontata senz’altro con linguaggio estremamente so- brio, nella consapevolezza che al lettore attento non sfuggirà ciò a cui ci si sta riferendo, ma anche in modo assai chiaro, per evitare di rimanere nel vago o nell’ignoran- za con gravissimi danni per le ani- me dei coniugi. Questa materia introduce il discorso sul crimine odioso e vo- mitevole della pornografia, che di tali atti fa la propria bandiera e che ne rappresenta uno degli strumen- ti di maggiore incentivazione e diffusione. Quando una coppia, come ci ricordava san Paolo nella Lettera citata nel precedente arti- colo, si unisce in modo non natu- rale, compiendo atti innominabili e degradanti (gli stessi che com- piono per procurarsi il piacere ve- nereo le coppie omosessuali), commette un gravissimo atto im- puro contro natura, che non è cer- tamente consentito dal fatto che i ottava puntata n. 41 - 21 ottobre 2012 - Il Settimanale di Padre Pio - 17 16 - Il Settimanale di Padre Pio - 21 ottobre 2012 - n. 41 si in una comunione stabile di vi- ta. Il divorzio non è un peccato perché lo condanna la Chiesa, in- vece, la Chiesa lo condanna per- ché è un peccato: è una disobbe- dienza alla creazione di Dio, al Creatore. Possiamo allora dire che il divorzio è innaturale contro l’uomo stesso e, come tale, va sempre rifiutato. Non solo i catto- lici devono rifiutare il divorzio ma ogni uomo che vede la verità con la sua ragione. Possiamo ora chiederci: quali sono le cause di un disfacimento sempre più generale della fami- glia nei nostri tempi? Si dice spes- so che l’emancipazione della don- na, la quale ha una sua indipen- denza e anche un suo stipendio, incide notevolmente nelle cause di separazione. La donna si sente rivestita di una nuova libertà al- l’interno del contesto familiare, e non più, come un tempo, è co- stretta a subire ingiustizie da parte del marito. Certamente anche questa causa è a volte determinan- te, ma non è l’unica. La radice del problema è ben più profonda. An- che perché i matrimoni dei nostri nonni non erano fedeli semplice- mente perché le donne non avreb- bero potuto sostentarsi diversa- mente, ma perché si credeva nella famiglia. La famiglia era un valo- re imprescindibile, nonostante, magari, le sofferenze vissute in un focolare domestico. Una delle radici profonde di questo sfascio attuale della fami- glia e del matrimonio va ravvisa- to sicuramente in quella cultura della ribellione, che ha voluto se- parare drasticamente la sessualità dal matrimonio. Una sessualità, non vissuta più come dono nel contesto dell’amore familiare e dell’apertura alla vita, ha portato la persona ad emanciparsi sempre più dal matrimonio, fino a provo- care, ahimé, un rovesciamento: assistiamo ora alle richieste di matrimoni senza più la sessualità. Le attuali richieste di riconosci- mento civile delle coppie di fatto si generano proprio in un contesto di crisi della famiglia e del matri- monio, di crisi dell’unità tra la co- munione familiare e la sessualità. Oggi sembra che conti solo la co- munione, solo l’amore che fa sta- re insieme, senza la sessualità, la quale infatti può diventare ogni ti- po di sessualità, anche contro la verità della natura umana così co- me creata da Dio. Un amore sen- za la verità. Nelle richieste delle coppie di fatto, che di fatto sono normalmente coppie omosessua- li, l’accento è posto non sulla ses- sualità ma sulla comunione di vi- ta. Guai a discriminare tale unio- ne puntando sulla sessualità! Si è tacciati di omofobia, dove la pa- rola stessa è un semplice escamo- tage per crogiolarsi in questo pro- fondo dissidio con la verità e con l’amore. Però, di fatto, la sessualità è semplicemente inverata da una nuova idea di unione, che la relega in una pura scelta soggettiva, ad una sua manipolazione. Di più, questo contesto della sessualità senza il matrimonio, del piacere senza la responsabilità, ha provocato anche un altro capovolgi- mento: il concepimento della vita senza più la sessualità. Un figlio si può facilmente fabbricare in labora- torio, senza necessità di rimanere ancorati né alla sessualità né altret- tanto al matrimonio. La persona è ancora oggetto, è manipolata, in funzione di una volontà soggettivi- stica. Dividere ciò che Dio ha unito, l’uomo e la donna, l’amore dal do- no responsabile di sé, la sessualità dalla famiglia, provoca sempre più uno scivolamento verso il cupo in- dividualismo. Avremo a breve una società dei soli diritti senza alcun dovere. Sarà più incisivo chi preten- de di più. Saremo governati non più dalla fantasia ma dal potere di im- porsi. Dio in principio ha fatto l’uo- mo maschio e femmina. Questa complementarietà è naturale, è vita- le. Se vogliamo un futuro dobbiamo rispettare ciò che siamo, ciò che Dio, creando, ha fatto. Su questa na- turale e umana complementarietà di maschio e femmina si innesta il Ma- trimonio sacramento, che eleva alla dignità soprannaturale l’unione tra l’uomo e la donna, favorendo, col dono della grazia, quella fedeltà mi- nacciata dal peccato, che è sempre porre la divisione in mezzo a ciò che Dio ha fatto, è disprezzo di ciò che Dio ha fatto. Se desideriamo un futuro a mi- sura d’uomo, allora dobbiamo guar- dare nuovamente alla verità della creazione, alla verità del matrimo- nio e non aver paura di essere di- scriminati o minacciati: nell’amore alla verità impariamo anche la veri- tà dell’amore. Per vivere eterna- mente nella verità e nell’amore.
monio scendano copiose le be- nedizioni e le grazie dell’Altis- simo. Purtroppo la bassezza rag- giunta dalla nostra sciagurata cultura in questa materia è sotto gli occhi di tutti. La violenza oscena del linguaggio della por- nografia, vero spettacolo di de- gradazione, avvilimento e ab- brutimento dell’uomo e della donna e delle loro reciproche re- lazioni; la diffusione sempre più capillare di un erotismo sfronta- to, presente anche in non pochi spot pubblicitari; la vastissima diffusione di materiale porno- grafico di ogni tipo attraverso i canali del web, purtroppo cono- sciutissimi e frequentatissimi dai più giovani; un uso improv- vido e scellerato dei social net- work, dove vengono incauta- mente pubblicati e messi in piazza foto e video tutt’altro che edificanti; tutto questo ha con- tribuito a creare una pseudo-cul- tura pansessualista, dove l’unica cosa che sembra importante è “la soddisfazione e la gratifica- zione sessuale”, da ricercarsi in ogni modo e a tutti i costi, senza limiti e senza “paletti” e senza che nessuno possa osare dire mezza parola in merito. Riba- diamo, tuttavia, con forza le esi- genze della Parola di Dio, con- tenuta nel monito di san Paolo: «Le opere della carne sono ben note: fornicazione, impurità, li- bertinaggio, [...] orge e cose del genere; circa queste cose vi pre- avviso, come già ho detto, che chi le compie non erediterà il regno di Dio» (Gal 5,19-21). E ricordiamo anche i moniti del grande San Pio da Pietrelcina che ricordava come in questa materia, chiunque, anche mini- mamente, cooperi e collabori al- l’esecuzione o alla diffusione (anche l’operaio che mette un chiodo su un set dove si gireran- no scene immorali...), dovrà ve- dersela con la giustizia severa dell’Altissimo. T ra le prove della divinità e veridicità del- la Religione cristiano-cattolica abbiamo: a) La diffusione prodigiosa del Cristianesi- mo nel mondo e la sua conservazione attraverso i secoli. È un fatto provato dalla storia che il Cri- stianesimo fin dagli inizi si diffuse rapidissima- mente nel mondo e in breve volgere del tempo al- largò le sue conquiste presso tutti i popoli allora co- nosciuti. Il filosofo san Giustino fin dal secondo se- colo poteva affermare che «non vi era popolo né tra i barbari, né tra i greci, né di nessun’altra nazione cono- sciuta, dove non s’innalzassero preghiere e ringraziamen- ti al Padre e Creatore dell’universo nel nome di Gesù Cri- sto crocifisso». Il Cristianesimo aveva abbattuto le due religioni allo- ra dominanti, il giudaismo e il paganesimo (che, esistente da molti secoli, aveva profonde radici nel cuore dei popo- li). E questo per sostituirvi una religione fondata da un po- vero giudeo nato in una stalla e morto sul patibolo della croce; una religione che presenta all’intelligenza dei miste- ri incomprensibili e alla volontà una morale estremamente rigida e opposta alle passioni umane. Fin dal principio essa dovette incontrare le più terri- bili persecuzioni, ad opera del mondo pagano che non po- teva tollerare una religione che doveva soppiantare le sue basi e rovesciare la sua potenza. Eppure, nonostante tutto questo, il paganesimo crol- lò. Gli strumenti di tanto successo furono dodici poveri coniugi siano uniti dal sacra- mento del Matrimonio. Tale comportamento, che è intrinse- camente, gravemente e sempre disordinato, costituisce colpa grave, anzi gravissima (per il suo intrinseco carattere degra- dante la dignità della persona), anche quando fosse compiuto senza la volontà che da questi atti consegua, in maniera cau- sale e diretta, il raggiungimen- to del piacere sessuale, di modo che non sono mai e in nessun caso leciti, nemmeno – chec- ché ne dica, ahinoi, qualche sconsiderato (pseudo)moralista – quando fossero compiuti in vista dell’atto coniugale. La confessione di tali inde- gni e ignominiosi atti, si badi, deve essere fatta bene, come ri- corda il decreto del Concilio tridentino sul sacramento della Penitenza. Trattandosi, infatti, di peccati mortali, non è suffi- ciente una confessione generica di mancanza al Sesto Coman- damento, ma bisogna accusare chiaramente, pur nella sobrietà, decoro e modestia del linguag- gio, la specie di impurità contro natura in cui si è mancato. Occorre inoltre ricordare ciò che a suo tempo si disse della castità coniugale, per comprendere che non è affatto vero l’adagio in base al quale all’interno del Matrimonio sa- cramento tutto sarebbe lecito. Né le donne, spesso vittime di richieste “strane” da parte dei ri- spettivi coniugi, devono pensare che sia loro dovere far contenti gli sposi anche dinanzi a tali pretese. Lecito è e rimane solo l’atto coniugale e aperto alla vi- ta, compiuto in modo naturale, onesto e umano. Nessuna forma alternativa di ricerca del piacere fisico può essere, mai e in nes- sun caso, direttamente cercata o scelta, salvi, come insegnano i teologi moralisti di sana dottri- na, gli atti che servono a prepa- rare le condizioni affettive e fi- siche dell’atto coniugale (sem- pre nel rispetto della dignità del- la persona) e le effusioni e ma- nifestazioni affettive, anche quelle che possono coinvolgere la materia venerea in senso pro- prio (tanto per riallacciarci a un esempio concreto fatto nelle puntate precedenti, il bacio pro- fondo all’interno del Matrimo- nio è ovviamente sempre con- sentito, purché non ci sia il peri- colo che da esso consegua diret- tamente il piacere fisico). Su questa materia i coniugi devono aiutarsi reciprocamente, ricor- dando che non è mai lecito, per nessun motivo, accondiscende- re o cedere su questi punti (co- me, del resto, sul tema della contraccezione, affrontato a suo luogo), perché l’obbedienza a Dio e alla sua Legge viene sempre prima e al di sopra di tutto e nemmeno in nome del- l’amore coniugale (che in questi casi sarebbe falso e disordinato) è possibile trasgredirla. Il rispetto reciproco tra i coniugi e la reciproca sottomissione a Dio è condizione e salva- guardia dell’autenticità e della bellezza del- l’amore sponsale e condizione indispensa- bile perché sul Matri- Il miracolo della diffusione della nostra Fede in un mondo pagano avverso, la sua sto- ria plurimillenaria che sempre cresce e mai declina, la fioritura di santi e martiri te- stimoni eroici del Vangelo: tutte prove della veridicità della sola Religione cattolica. di Padre Angelo Fiorentino n. 41 - 21 ottobre 2012 - Il Settimanale di Padre Pio - 19 18 - Il Settimanale di Padre Pio - 21 ottobre 2012 - n. 41 Anno della Fede