Audio · Radio San Giuseppe
I miracoli di San Giuseppe 2
Trascrizione
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Ave Maria a tutti gli ascoltatori e ben ritrovati nuovamente sulle webfrequenze di Radio San Giuseppe. Proseguiamo questa sera, non so se terminiamo il nostro cammino, difficilmente lo termineremo questa sera a quello che sto vedendo, all'interno delle apparizioni di San Giuseppe.
La puntata scorsa so per certo che ha aiutato non pochi ascoltatori perché come sempre accade anche in queste cose straordinarie quali sono le apparizioni a cui noi uomini e donne di fede non dobbiamo essere troppo inclini oppure attaccarcisi troppo oppure tanto meno pretenderle dall'alto.
Però quando il Signore le consente e le permette, sono sempre edificanti in un modo che va al di là del singolo fatto concreto. Questo è sempre molto importante, ricordiamo che nel Vangelo di San Giovanni da San Giovanni stesso i miracoli di Gesù sono chiamati in greco semēia, segni, cioè sono fatti, realmente accaduti nella loro soprannaturalità.
Quindi non date mai ascolto a chi non lo sa. Quindi specialmente tra qualche esegeta un po' contemporaneo fa dire che quelle sono invenzioni o cose scritte per alimentare la fede. Questo non è vero perché Gesù i miracoli li ha fatti realmente così come le apparizioni di cui stiamo parlando in questi giorni sono realmente accadute.
Quindi non sono favolette raccontate per far capire qualcosa di San Giuseppe o per far crescere la fede, sono fatti accaduti. Però all'interno di questi fatti accaduti c'è un surplus che va al di là dell'effetto, di grazia generalmente legato in queste circostanze che abbiamo visto a fattori, come dire, corporali.
Non solo però, perché per esempio la Santa Morte non è certamente un fattore corporale, è un dono spirituale ottenuto da San Giuseppe o regalato a San Giuseppe, abbiamo visto l'ultimo esempio della volta scorsa, da chi pur ignaro era stato particolarmente a lui devoto. Quindi proseguiamo questo nostro cammino all'interno di questo spirito.
Posso dire che è arrivato a me un commento da Facebook circa il fatto che gli ascoltatori sentono bene dalla diretta, quindi volevo tranquillizzare anche Antonio. Insomma, i nuovi strumenti pare che funzionino decentemente, ecco, sempre tutto per la gloria di Dio. Allora, proseguiamo il discorso sulle apparizioni vedendo un altro episodio.
Accaduto nel 1885. E nella notte del 2 gennaio del 1885 un anziano, stavolta vedremo il protagonista, è un sacerdote, si presentò alla porta di un sacerdote per chiedergli di recarsi da una donna agonizzante. Il sacerdote seguì lo sconosciuto. La notte era molto fredda, ma l'anziano pareva non rendersene conto.
Camminava davanti e diceva al sacerdote per tranquillizzarlo, dato che la zona era malfamata, lo aspetterò alla porta. Questa, dove si fermò, era proprio uno dei più miserabili usciti del quartiere. Quando il prete raggiunse la moribonda, udì che si lamentava dicendo tra i gemiti Un sacerdote, un sacerdote, sto per morire senza sacerdote.
Figlia mia, io sono sacerdote, un anziano mi ha avvertito di venire. L'inferma gli confessò i peccati di una lunga vita, ed il sacerdote le chiese se per caso avesse mai osservato qualche pratica devozionale. Nessuna rispose, tranne una preghiera che recitava tutti i giorni a San Giuseppe per ottenere una buona morte.
La donna, dopo la confessione, ricevette la comunione all'unzione degli infermi e rimase molto rincuorata. Quando il sacerdote raggiunse la porta per uscire, non vi trovò nessuno, ma riflettendo sul fatto di quella notte e sul mistero di consolazione che aveva esercitato, sentì nascere nel suo cuore la convinzione che l'anziano caritatevole non fosse altri che il glorioso e misericordioso San Giuseppe, padrono della buona morte.
Quindi un altro episodio legato ancora ai temi della buona morte. Tenete presente che queste catechesi io non ho fatto i conti, vi confesso sinceramente, quindi sono rimasto molto sorpreso del fatto che la prima, anche martedì scorso, apparizione è questa di questa sera, fosse, diciamo così, oggetto della nostra attenzione al ridosso del mese di novembre, oppure oggi, dopo le celebrazioni del primo e del due di novembre.
Quindi io vorrei anzitutto dire agli ascoltatori, se c'è qualcuno che mi segue online, di ascoltare con attenzione l'omelia che ho fatto sabato scorso, specialmente quella riguardante il purgatorio, che già ha avuto dei vari rimbalzi in giro online, perché queste verità di fede oggi sono completamente obsolete e io ho una pena immensa, come ho avuto modo di dire, per le povere anime.
Ecco, io posso confessare che, posso dire, poco prima della trasmissione oggi ho ricevuto una chiamata, perché c'era il fratello di una persona tra l'altro molto cara, molto vicina a noi, in fin di vita, in realtà è una cosa molto molto bella, fratello in fin di vita a cui ho potuto amministrare tutti quanti i sacramenti, perché chiaramente chi gli stava vicino aveva questa attenzione, e lui ha accettato di farli tutti quanti, è stata una delle rarissime volte, e faccio tutte le preghiere degli agonizzati, tra l'altro, permettetemi, quelle del rituale antico sono normalmente più belle e più lunghe, io generalmente quando è possibile uso quelle, cioè io che capisco il latino, ci sono delle preghiere veramente commoventi, e di una profondità assolutamente impressionante, insomma, lui era inconsciente per tutta la durata delle preghiere, alla fine, dopo le preghiere per gli agonizzati, ci sono le invocazioni, e poi in latino terminano le ultime invocazioni che si possono recitare quando l'agonizzante è ancora vivo, perché poi ci sono quelle successive che sono l'expirazione, quindi dopo che è morto, ma le ultime erano, Gesù, Giuseppe e Maria vi dono il cuore dell'anima mia, ma ci credete che all'ultima invocazione, questa persona ha aperto gli occhi, e improvvisamente è ridiventata cosciente, mi ha riconosciuto, mi ha sorriso, io gli ho voluto anche un pochino scherzare, gli ho detto guarda preparati che siamo quasi arrivati, ha baciato il crocifisso, perché gli ho detto, ti dico, vuoi dare un bacetto a Gesù, e gli ho rifatto ripetere con me, lui è riuscito a farlo malamente, beh per la prima, perché non parlava bene, però gli ho detto, fammi di sì con la testa, e gli ho fatto ripetere, Gesù, Giuseppe e Maria vi dono il cuore dell'anima mia, e queste tre cose, è successo mezz'ora fa, tre quarti d'ora fa, non di più, quindi stiamo, cioè, una persona che nella vita sta però vivendo un contatto con la morte fantastico, e insomma, posso dire che nella mia vita non c'è nessun problema, nella vita, non sempre, diciamo così, era stato molto molto vicino a quello che raccontano insomma i familiari, ma grazie a un'attenzione vigile dei familiari, sta vivendo questi momenti con una serenità, mi racconta insomma chi gli è stato vicino, che è assolutamente sorprendente, perché sono importanti queste cose, cioè, non è la stessa cosa accostarsi alla morte con la grazia di Dio nel cuore, quindi vicini al Signore, oppure no, è l'ideale, come ripeto, ho detto la volta scorsa, vedete che questa donna ha fatto anche la confessione, io vi dico, non voglio parlare di cose mie personali, no, tempo fa il vescovo riprese, come dire, alcune prassi che a volte corrono il rischio di diventare, come dire, controproducenti, nel senso che la cura degli infermi, secondo il diritto canonico, spetta ai parroci, personalmente, perché adesso con il fatto che ci stanno i ministri straordinari della Santa Comunione, può accadere, speriamo di no, che si deleghi, a mio avviso in maniera molto molto malsana, però questa è un'opinione mia personale, lungi da me, cioè, questo servizio, ai raici, ma se un malato c'ha bisogno di confessarsi, chi lo confessa?
Cioè, adesso la chiesa è questa. La chiesa consente, e io ho molte riserve su questa cosa, anche se mi inchino alla disciplina della chiesa a un torto collo, sinceramente, che si faccia questa cosa, però un laico non può confessare a un moribondo, e non può neanche fare le preghiere di raccomandazione dell'anima previste dal rituale, può fare, certamente, come tutte le preghiere, il privale, il potino rosario, ma i sacramenti sono una cosa importante, però, e noi non dobbiamo pensare che le persone anziane, io vi parlo da preti, eh, da prete, senza, cioè, a volte capita che una persona, anche che sia molto avanzata in età, gli sovvenga alla memoria magari un peccato che ha commesso quando era più giovane, e non l'ha mai confessato, e magari si tratta di una cosa proprio non tanto tanto lieve.
E allora voi capite che non è la stessa cosa presentarsi davanti al Padre Eterno avendo rimesso questo peccato nelle mani del sangue di Gesù attraverso un sacramento, oppure no? Quindi, cioè, certamente le persone anziane quando sono poste hanno l'impossibilità, insomma, di fare chissà che cosa, però a volte possono sussistere anche, noi non possiamo essere, come dire, troppo buonisti o troppo ingenui a sostituirci a Dio, speriamo che siano tutti quanti santi, però non possiamo darlo per scontato, no?
Può succedere che una persona anziana magari si porta nel cuore dei rancori, degli asti con qualche fratello, con qualche situazione, noi comunque diremmo tanto questo che si confessa fa che tanto non ce n'ha bisogno, calma, forse anche la confessione di devozione, che magari non ci fossero, oppure il penitente, cosa molto più probabile, non fosse cosciente di cose grosse, è comunque un sacramento da fare, io vi dico che tutto l'iter, come dire, che dovrebbe essere fatto per un defunto a partire dalla confessione, perché dovrebbe essere confessione, unzione, viatico e poi preghiere di raccomandazione dell'anima, dopo la morte poi ci sta la benedizione della sanna, preghiere dopo la morte, poi ci sta la veglia di preghiera, in casa generalmente il rosario e poi c'è il funerale, quindi pensate, ecco, le ultime tre cose le ho sempre fatte, queste sono cose fatte dopo la morte, ma le prime, quelle che vengono prima, raramente, in modo particolare la confessione rarissimamente, perché quei pochi che ti chiamano, salvo rare eccezioni, ti chiamano, come ho già detto in qualche altra circostanza, quando il malato sta già fuori coscienza, e quindi gli puoi dare l'estrema unzione, o l'unzione degli infermi come preferiti, ma sempre sotto condizione, perché i sacramenti funzionano a condizione che il destinatario dei sacramenti, li voglia ricevere, per cui quel sacramento viene sempre dato sotto condizione tacita, cioè io gli do questo sacramento a condizione che, qualora fosse stato cosciente, lui l'avrebbe chiesto, oppure avrebbe accettato di riceverlo, capite, fermo restando che deve essere dato, ecco.
Io quindi riesorto di nuovo a partire da questa cosa, se San Giuseppe scende dal cielo, d'accordo, va a svegliare un prete, di notte, attenzione, ecco, di notte, io ho sempre raccomandato ai fedeli, e lo dico, e fatelo senza nessun problema, che l'olio santo, cioè i sacramenti per i monibondi, vanno dati a qualunque ora, a me soltanto una volta, mi è arrivata una chiamata all'una e un quarto di notte, male questo qui, perché un sacerdote può essere tranquillamente, è come sotto questi punti di vista, anzi è più di un medico, se una persona sta a morire alle due di notte, non è che quello te lo va a chiedere, e tu chiami tranquillamente il parrucco alle due di notte, chiamateli, senza nessun problema, e il parrucco ha obbligo grave di alzarsi istantaneamente, di prendere la macchina, e di andare a dare i sacramenti a quella persona, ecco.
Quindi questo una volta mi raccontavano gli anziani sacerdoti, che nelle canoniche dei preti, questo perché lo dobbiamo sapere, c'era il citofono per il giorno e il citofono per la notte. A casa mia il citofono suona sempre, di giorno e di notte, però per esempio io la notte devo tenere fermo almeno la notte il cellulare, perché se fosse acceso pure la notte non dormirei, che mi arrivano 300 notifiche al minuto, però io ho il telefono fisso, in camera, e le persone sanno che se c'è una richiesta il telefono fisso suona con suoneria forte, e io mi sveglio e vado, perché bisogna farlo, sono cose importanti, usciamo, vi prego, tutti cari ascoltatori, da questa mentalità non cattolica assolutamente, non cristiana, che i sacramenti sono quasi un'opzione, i sacramenti sono indispensabili per la salvezza, sono necessari, cioè indispensabili non in senso assoluto, perché noi sappiamo che il Signore, dicevano i santi, gli autori ecclesiastici attendibili, e lo ha confermato anche la Chiesa in alcuni concili, Dio agisce ordinariamente attraverso i sacramenti, ma non è vincolato dai sacramenti, nel senso che se vuole, in caso di impossibilità grave, oggettiva e soggettiva, può far arrivare la grazia in un sacramento anche senza, ma noi non possiamo, sulla base dell'eccezione, dell'onipotenza del Dio, parlare di una regola, perché se uno ragiona così, guardate come uno smonta subito tutto, no?
Dio può salvare qualunque persona che esiste nella faccia della Terra, allora non andiamo a annunciare il Vangelo a nessuno, perché tanto Dio lo salva lo stesso. Allora Gesù Cristo che ci ha venuto a fare sulla Terra, perché avrebbe detto andate in tutto il mondo, annunziate il Vangelo a tutte le creature?
Perché Dio certamente che lo può fare, ma ci sono delle cose che Dio potrebbe fare, ma non le fa, perché ha stabilito di fare diversamente, e se Dio ha stabilito di fare diversamente, lui stesso è il primo che si adegua e si attiene a quello che ha deciso. Scusate, ma San Giovanni Battista nel Vangelo non ha detto che Dio può far nascere figli di Abramo anche da queste pietre?
Ma voi avete mai visto nascere un figlio di Abramo da una pietra? No. Questo vuol dire che Dio non lo può fare? Affatto, perché certamente che Dio lo può fare, però non lo fa. Ecco, quindi noi non possiamo agire e pensare sulla base del fatto di quello che Dio potrebbe, noi dobbiamo stare a quello che Dio ha fatto, e a quello che Dio ha stabilito, perché se Gesù Cristo è venuto sulla terra ed è morto in croce per ottenerci la redenzione, e ha stabilito che la redenzione che ha operato per noi arrivi a noi attraverso i Sacramenti, che sono sette, ciascuno attraverso il suo effetto specifico, non possiamo assolutamente prescinderne.
Perdonatemi se apro la parentesi, ho sempre detto, e spero che Antonio sia d'accordo, che queste nostre conversazioni devono essere dell'occasione per degli spunti di Catechesi. Ho un altro grosso problema pastorale, perché non c'è soltanto il problema dei morti, oggi c'è anche il problema dei vivi, i ragazzi che non si sposano.
Adesso, a prescindere dalle motivazioni psicologiche e umane, che si potrebbe stare a parlare una settimana sul perché i ragazzi oggi sono così immaturi, e eterni bambini, e che non si vanno a prendere impegni definitivi. Ma, proprio, io mi accorgo che non capiscono la gravità del fatto...
Allora, perché il discorso è questo qui, se Gesù Cristo ha fatto del matrimonio, che non l'ha inventato lui, diciamo così, come la Messe e come l'Eucaristia, la gente si sposava anche prima, però ha elevato, diciamo così, questa unione, fondata nella natura, fin dai tempi di Adam e Eva, alla dignità di un sacramento.
Ma perché ha fatto una cosa di questo genere? Perché sa che un uomo e una donna non possono vivere le esigenze del matrimonio, le esigenze di amore totale reciproco e indissolubile, di apertura alla vita, di dedizione di una vita per amore dei figli, con tutti i sacrifici che questo comporta, se non sono corroborati da una grazia propria e specifica.
Quindi, se tu vai a convivere senza fare questo, stai dicendo al Padre Eterno che è, perdonatemi il termine, che è un inetto, che è uno stolto, che fa cose inutili. Perché tanto, che c'è bisogno che passo per la chiesa? Che c'è bisogno che vada a chiedere il permesso al prete per andare a vivere insieme?
Tanto è la stessa cosa, no? Allora dobbiamo fare attenzione. Questa è una mentalità brutta questa qui, eh? I sacramenti sono importantissimi. Non c'è niente, cioè, il stesso discorso vale per il fatto della cresima, uguale, no? Io lo so che molti dei ragazzi, ahimè, ci piango sopra, che ammetto alla cresima, dopo averli un pochettino, questo sì, eh, pressati prima, nel senso di esigere che almeno qualcosina, ecco, non arrivino a quel sacramento proprio impreparati, però, prima di dire a un ragazzo la cresima non la fai, ci devi pensare quattrocentomila volte.
Non soltanto perché da un punto di vista pastorale una cosa del genere è molto controproducente anche per il bene dell'anima, non solo perché quello là non viene più in parrocchia da me, ma perché prende in odio la chiesa, ma anche perché questo sacramento è importante, non è un accessorio.
Vi sto dicendo queste cose per farvi capire come Satanasso, attraverso anche delle buone idee, oggi sta distruggendo tutti i sacramenti, perché i sacramenti dei moribondi non li si danno perché sennò, poverino, sto poraccio che sta a morire vede il prete e gli prende un colpo. D'accordo?
Il matrimonio non lo facciamo perché tanto non serve, tanto che differenza c'è? E poi, se le cose vanno male, allora il matrimonio dopo mi divorzio, dopo non posso fare la comunione, dopo ci vuole la sagra nota, eccetera eccetera. La cresima non si può fare se la persona non dà garanzie, che non rimanga in parrocchia.
E poi non parliamo dei battesimi. Ci vuole la fede dei genitori, devi fare 400 incontri prima del battesimo, poi se due persone convivono, cominci a fare un sacco di questioni, anch'io in certi periodi dell'esistenza, confesso, ho pensato ad alcune cose e mi ero quasi lasciato un po' prendere, dopo però mi sono messo a pensare e dico ma voi lo sapete che il diritto canonico dice che per quanto riguarda il sacramento del battesimo, non so se lo sapete, cioè se due islamici musulmani vengono da me e mi dicono ho fatto un figlio, voglio che sia battezzato, io glielo devo battezzare.
L'unica cosa è che il padrino deve essere cristiano cattolico e anche cristiano cattolico che stia in condizioni non irregolari, eccetera eccetera. Perché per quanto riguarda i genitori, l'unica cosa che è chiesta, per quanto è importante questo sacramento, è che i genitori prestino il consenso.
Viceversa se due genitori cattolici, solo uno dei due, pur essendo tutti e due cattolici, si oppone al sacramento del battesimo, io non posso battezzarlo. Mi è già capitato a livello pastorale questa cosa. Cioè di una famiglia dove uno dei due, non specifico se lui o lei, voleva battezzare i figli, l'altro o l'altra, per situazioni pratiche, diciamo così, di agnosticismo o di ateismo pratico, non vuole.
Vuole che i figli diventino grandi e scelgano loro. Non ci può fare niente nessuno una cosa di questo genere. Neanche il vescovo, neanche il papa può battezzare quel bambino. Perché c'è un diritto sovrano dei genitori. Però, è certamente che è ovvio che se viene una persona, come dire, che magari hanno fatto la scelta di convivere, tu caritatevolmente, paternamente, gli dirai, figli miei, però sì, certamente il battesimo si deve fare, perché comunque questo è un regalo che si fa al bambino.
Tenete presente però che se non ci metterete poi un po' del vostro, anche pensando un po', chiedete un sacramento, e tuo figlio cresce e dice, ma come, mi hai fatto battezzare, e tu dei 7 sacramenti, uno l'hai già escluso a priori. Si trovano dei modi, diciamo così, partendo da questo, non battezzo nessuno.
Fermo restando che non è una situazione normale, non si può neanche andare nell'altro estremo, che uno fa finta di niente, come se niente fosse, perché non è come se niente fosse, no? Ecco, però, questo per dire che i sacramenti sono sempre importanti, per cui prima di dire di no, ci devono essere delle motivazioni gravi e invincibili.
E... Ecco. Punto. Andiamo avanti. Guardate ancora, eh. Oh, vi ripeto, circostanze non cercate e non volute, ci sono capitate questi episodi in questi giorni. Questo vi dico perché l'altro episodio, continuo la lettura, il 2 novembre 1853, una giovane, 2 novembre, ispirata da Dio, cantite, concepì l'idea di fondare una congregazione per aiutare le anime del Purgatorio.
Pensate un po' chi si è andata a consultare questa donna, si consultò col santo curato d'Ars, il grande santo curato d'Ars, che è mio patrono, perché è patrono dei parroci, anche se io non sono neanche degno di nominarlo, e il santo curato d'Ars l'ha benedetta questa cosa, quindi la consigliò e l'aiutò nell'opera.
Dice, la fondatrice, molto devota a San Giuseppe, gli promise che se quest'ultima fosse arrivata a compimento, la prima casa sarebbe stata a lui dedicata. L'opera si realizzò e prese il nome di ausiliatrice delle anime del Purgatorio. Il giorno successivo all'acquisto di una casa a Parigi per iniziare l'opera, uno sconosciuto, che non sapeva nulla, fece loro il regalo di una strada di San Giuseppe.
Come se lo stesso San Giuseppe avesse voluto rendersi presente, e dichiararsi protettore dell'opera. Avete capito? Quindi, San Giuseppe ha tantissimo a cuore le anime del Purgatorio. Così possiamo dire, ecco, io vi straraccomando alle anime del Purgatorio, come ho già fatto la volta scorsa, anzitutto ricordando a tutti gli ascoltatori, che fino all'8 novembre, non so se l'ho detto nella puntata scorsa, però voi perdonerete il mio incalzante alzheimer, quindi, ripetita, you want sempre, fino all'8 novembre, lo trovate sul manuale delle indulgenze di Santa Romana Chiesa Cattolica, queste non sono farneticazioni di Don Leonardo Maria Pompei, quindi vi sto parlando adesso a nome della Chiesa.
Allora, la Chiesa, per questo amore grande che ha verso le anime del Purgatorio, concede, dall'1 all'8 novembre, un'indulgenza plenaria, capite cosa vuol dire plenaria? applicabile solo ai defunti, quindi non per noi stessi, ad un defunto al giorno, quindi noi abbiamo 8 giorni, 8 anime a disposizione, ad una condizione facilissima, quindi fermo restando lo stato di grazia, quindi che una persona stia in grazia di Dio, quindi che non abbia fatto peccati mortali, oppure abbia avuto una confessione recente, oppure si vada a confessare quanto prima, ma basta che si reca al cimitero, entra dentro il cimitero, e guardate, vi cito testualmente il testo, e reciti anche solo mentalmente, cosa strana perché generalmente per le indulgenze e le preghiere devono essere tutte dette ad alta voce, tutte vocali in senso stretto, un eterno riposo, uno solo.
Quindi dovete sapere che oggi è 4 novembre, oggi è San Carlo Borromeo, ci rimangono 4 giorni, fatelo. Perché ne avrete benefici e gratitudini per tutta la vita. Certo bisogna fare il sacrificio e andare al cimitero, io non vi dico le giornate che ho, che le mettiamo nelle mani della Divina Misericordia, però io sto facendo i salti mortali, perché questa cosa riesca a farlo tutti i giorni, e fino ad oggi ci siamo riusciti.
Mi organizzo, devo fare qualcosa, ma bisogna farlo, perché se tu hai 8 anni, e queste vanno in paradiso sicuro, specialmente se noi le applichiamo alle anime abbandonate del Purgatorio. Voi sapete, quando ci sta un'indulgenza ci sono due cose da considerare. La prima è questa, insegna la Chiesa, sapete cosa sono le indulgenze spero, perché l'indulgenza è la remissione totale delle pene dovute al peccato, già rimesse quanto alla colpa.
Nell'omelia sul Purgatorio, che vi ho invitato ad ascoltare, io a nome della Chiesa, perché questa è la dottrina cattolica doc al 100%, quindi non sono queste qui teorie neanche di santi e di mistici, si spiegava che dopo il peccato, rimesso quanto alla colpa, perché ci sta il Purgatorio?
Perché ci sono due problemi. Il peccato ti indebita, ti fa contrarre un debito con la divina giustizia, che comunque deve fare il suo corso. Deve fare il suo corso, perché la colpa che viene rimessa è l'offesa di Dio, non altro. Secondo, come insegna San Tommaso, il peccato produce una macchia nell'anima.
Una macchia. Quella macchia deve essere in qualche modo tolta. È come una macchia di un panno che noi abbiamo. Se un panno nostro si macchia, deve essere messo in lavatrice. Se no, la macchia rimane. Ecco, allora, entrambe queste due cose si purificano attraverso la sofferenza offerta con amore.
Ora, nel Purgatorio l'amore c'è sempre, perché le anime sono unite a Dio. Ci stanno però delle pene che devono essere sofferte per espiare queste cose. Rispondo in diretta, non so se sta sentendo, perché una persona mi dice che Gesù è morto in Croce e ha pagato per tutti e come mai bisogna andare in Purgatorio?
La risposta è facilissima. Anche questa l'ha data San Tommaso e l'ha data anche il Concilio di Trento. Certo che Gesù Cristo è morto in Croce ed infatti noi riceviamo gli effetti dei Suoi meriti in maniera integrale nel sacramento del Battesimo. Perché se una persona viene battezzata a 30 anni, supponiamo che una persona si battezza a 30 anni, con il Battesimo non gli viene soltanto rimesso il peccato originale, gli vengono rimessi anche tutti i peccati che ha commesso in vita e tutte le pene dovute per il peccato.
Tutte. Quindi se una persona si battezza a 30 anni, supponiamo, dopo che gli è stato detto io ti battezzo in nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, istantaneamente dopo muore, quella va diretta in Paradiso. Certo se passano 10 secondi già va in Purgatorio, perché basta già di aver fatto un pezziero cattivo che in Paradiso per direttissima non ci vai.
Però è così. E questo lo spiegano i padri della Chiesa. Gesù è morto in Croce quante volte? Una sola volta è morto in Croce. Quindi i meriti infiniti del Suo sacrificio sia per quanto riguarda la remissione delle colpe che per quanto riguarda la soddisfazione delle pene vengono comunicati alle creature umane in tutte le altre circostanze.
Cioè per i peccati commessi dopo che ti è stata comunicata in pienezza la grazia redentiva di Gesù ti viene comunicata in pienezza in quanto la remissione della colpa non in pienezza in quanto la remissione della pena perché in parte sì, perché comunque con la confessione parte della penitenza l'ha già fatta Nostro Signore.
Parte ti viene data da parte del sacerdote ma come dice il Concilio di Trento quasi mai la penitenza data dal sacerdote è sufficiente all'espiazione della pena. Oggi poi meno che mai perché oggi siamo in tempi complicati per cui non si possono e non si devono dare grandi penitenze.
Fermo restando che il confessore per alcuni peccati gravi se non può dare delle penitenze gravi dovrebbe pensarci lui o farle fare a chi per lui in qualche monastero in qualche posto. Apro piccola parentesi attenzione ad andarsi a confessare da confessori che tu confessi che hai commesso adulterio che è un peccato gravissimo e ti danno quella penitenza e gli dici un'Ave Maria.
Non è buono il confessore che fa così. Poi quando ti troverai davanti a Gesù Cristo che ti dovrai fare un purgatorio per quel peccato lì poi non è che lo amerai tanto a quel confessore. Tenete anche presente un'altra cosa se avete grazia e se avete fede chiedetela a voi una penitenza congrua in confessione perché insegna dalla dottrina comune della chiesa questo.
Se tu fai un rosario come penitenza imposta dal confessore quel rosario è atto sacramentale perché è la penitenza sacramentale della confessione. Quindi davanti a Dio l'efficacia e il valore che ha il rosario ancora vedete l'importanza dei sacramenti trae origine e forza dal sacramento quindi è enormemente più grande che non un rosario che tu dicessi per conto tuo.
Io adesso non possiamo fare cose ridicole calcolatrice o cose di questo genere però tanto per farvi un'idea questa è una cosa completamente inventata però dovrebbe essere una cosa del genere cioè se il confessore dice di un rosario tu per avere davanti a Dio lo stesso valore espiatorio di quel rosario dovresti dirne 100 per conto tuo.
Capito? Per questo che è molto importante che il sacerdote pur nella necessaria indulgenza e con l'attenzione grande per l'anima che ha davanti proporzioni una penitenza adeguata all'interno dei tempi in cui viviamo è molto difficile e per amore di quell'anima provveda nel segreto a che almeno un'altra parte di quella penitenza che non può dare al penitente sia in qualche forma assolta è importante questo anche qui non abbiamo un'altra volta la fede perché voi capite cosa vuol dire perdere la fede cioè noi non possiamo pensare che sia per direttissima in paradiso cioè a me piacerebbe che fossero così gentilissimi ascoltatori io sarei contentissimo ma sappiamo per certo che non è così perché la chiesa non ha mai insegnato questo quindi chiunque insegnasse il contrario non vuole bene al prossimo non sta tranquillizzando il prossimo dice ah che bello andiamo tutti in paradiso perché tu non puoi dire una cosa che non è vera perché poi questa cosa non succederà non è così io ho visto tutto quanto il pandemonio che hanno fatto alcuni non mi aspettavo di suscitare la settimana scorsa dopo la catechesi su Radio San Giuseppe sono andato in onda il giorno dopo su Radio Buon Consiglio ma tanto così per fare una cosa prima di iniziare la catechesi del giorno ho fatto una piccola parentesi di 15 minuti su Halloween ma breve è successo il pandemonio informatico cioè non vi dico che cosa è successo con quella cosa se tu ci credi o non ci credi ti piace o non ti piace stai a dire che Don Leonardo è esaurito che è un pazzo scatenato che esagera quello che vuoi ma tanto quello così è io adesso non te lo posso dimostrare ti posso soltanto fornire alcuni indizi come tutte le cose di fede ma tanto te lo dimostro che tu ci credi o non ci credi Halloween quello è che tu ci credi o non ci credi che esiste il purgatorio che nel purgatorio si soffre tutto il resto che la chiesa insegna e che alcuni santi e alcuni missi tra l'altro vanno ancora un pochettino più in particolare e vi rimando all'omelia che tu non ci credi peggio per te non soltanto peggio per te è gravissimo perché tu in questa vita non poni in essere le contromisure che ci stanno tipo le indulgenze per esempio o tipo la penitenza sacramentale adeguata oppure non sacramentale che noi facciamo perché se io faccio un digiuno allora uno che la fa fare la penitenza la penitenza serve anche come espiazione delle cose non solo per quello perché serve anche per altri motivi ma anche per questo per questo che dopo quando qualcuno dice ah ma le penitenze non servono a niente perché ha pagato per tutto il nostro signore non dategli retta perché Gesù ha pagato per tutto e nella e nella teologia di santo in quel senso quindi il resto i peccati che facciamo dopo il battesimo li ha pagati Gesù ma non senza di noi ecco io vi dico queste cose per il vostro bene io sono un sacerdote costituito in cura d'anima e la prima forma è dire la verità con dolcezza con pacatezza senza estremismi e senza tante situazioni ma dirla allora reggiamo ancora un altro episodio Maria Repetto era nata nel 1807 a Voltaggio a nord di Genova a 22 anni entra nel convento delle figlie di Nostra Signora del Difugio a Bisagno essendo di salute precaria la impiegano nel cuscito poi passa all'infermeria e alla fine in portineria manifesta una grande devozione a San Giuseppe ai visitatori consiglia di ricorrere allo sposo di Maria se qualcuno viene a chiedere consiglio o aiuto gli dice di attendere un momento e va a pregare davanti all'immagine di San Giuseppe nel corrido adiacente dopo un attimo ritorna e dà la risposta adeguata vedete in un'occasione una signora le chiede preghiere perchè suo marito è diventato cieco la religiosa le consiglia di pregare San Giuseppe e poi le stessa si raccoglie in preghiera davanti all'immagine del Santo il giorno seguente la signora torna e racconta che suo marito ha recuperato la vista Suor Maria grande devota di San Giuseppe venne beatificata da Giovanni Paolo II nel 1998 grazioso questo episodio faccio un commento breve perchè come la Madonna voi sapete che esistono anche le litanie di San Giuseppe e San Giuseppe è invocato come uomo prudentissimo così come la Madonna e anche come angelo del Buon Consiglio così come la Madonna che è invocata come madre del Buon Consiglio quindi quando ci abbiamo qualche dubbio o qualche scelta che non sappiamo che fare ricordiamo che insieme alla Madonna c'è anche San Giuseppe da invocare San Giuseppe Moscati degno sposo come dire non degno sposo degno portatore dello stesso nome dello sposo di Maria quando c'aveva qualche dubbio anche clinico sulle diagnosi si racconta che si metteva la mano in tasca e toccava il rosario era un gesto di invocazione io vi invito a fare queste cose io le faccio quando non so che dire anche a una persona e fare una invocazione mentale perché la mano del Signore attraverso dei buoni intermediari ci aiuta un po' qui il miracolo è che attraverso una preghiera di intercessione è stata ottenuta la guarigione di un cieco da San Giuseppe ancora nella città di San Luis negli Stati Uniti nel 1866 San Luis per l'esattezza che non è francese ha avuto una pandemia di colera che uccise per due mesi circa 280 persone al giorno nella parrocchia di San Giuseppe il parroco superiore della comunità dei gesuiti padre Joseph Weber invitò i suoi fedeli a fare un patto con Dio per costruire un monumento a San Giuseppe il padrone della parrocchia se fossero cessate le morti a partire dal giorno in cui fecero la sorella promessa a Dio tramite San Giuseppe finirono i decessi in parrocchia nessuna persona delle famiglie che avevano fatto il patto morì la cosa venne considerata un miracolo e mantennero la promessa costruirono un magnifico altare nel presbiterio della chiesa l'altare principale che esiste ancora oggi e che da allora viene chiamato l'altare delle risposte alle preghiere questo miracolo venne registrato come un fatto autentico nei documenti della parrocchia nell'anno 1866 a gloria di San Giuseppe si tratta di un fatto abbastanza importante alla luce di questo vero vedete questi hanno ottenuto la guarigione di una sciagura come un'epidemia e la preservazione dalla contrazione del morbo attraverso una richiesta a San Giuseppe seguita da un voto perché un patto di costruire un monumento cioè di costruire un monumento cioè il discorso era questo qui se tu mi preservi dal contagio e fai smettere questi continui decessi quotidiani ti costruisco un altare come Dio comanda un monumento bello questo è un voto sotto tutti i punti di vista allora due cose insegna questo episodio uno il valore dei voti io questo lo consiglio tante volte specialmente che non possono avere bambini che non possono avere bambini nonostante io ne ho conosciute già tante che da un punto di vista medico non ci sono motivazioni tali da giustificare le mancate gravidanze a me è già successo una volta fatto storico di dire a una persona ma ci hai pensato di fare una cosa vattene al santuario Mariano e prometti alla Madonna se mi dai un figlio fagli una promessa di conoscenza magari io verrò qui una volta all'anno oppure farò un'elemosina una volta al mese per tuo amore digli qualcosa la persona è tornata l'anno dopo col bambino non mi ricordo se col bambino o incinta piena di gioia perché non c'è i santuari sono pieni di queste cose o dei PGR e un'altra cosa noi vogliamo essere protetti le sciagure vengono dal demonio lo sapete che il male non pensiamo che tutte quante le forme di male le catastrofi, i terremoti sono azionati in via diretta dal demonio inutile prendersela con il Padre Eterno quindi perché colpiscono a volte a man bassa a destra e a sinistra perché noi non ci difendiamo non ci proteggiamo e lo dico anche via radio perché l'ho sentito tanti anni fa il demonio durante un esorcismo disse queste parole gli incidenti stradali li provochiamo noi io e gli amici miei se tutti gli uomini entrando in macchina recitassero l'angelo di Dio ci sarebbe una riduzione altro che la patente appunti gli incidenti finirebbero io vi posso dire che negli ultimi sei anni una volta mi sono dimenticato di dire l'angelo di Dio in macchina con colpa perché è stato un incidente stupido ma ho tamponato una persona mi sono distratto un attimo una volta quindi prima di stare a bestemmiare come fa qualcuno dinanzi agli eventi sciagurati ma perché non proviamo un attimo a chiedere ma con tutti quanti questi mezzi che il Padre Eterno mi ha dato ma io ne uso almeno qualcuno perché il Padre Eterno mi ha dato un attimo di esperienza adesso qui in questi incontri dove approfondiamo la figura di San Giuseppe adesso San Giuseppe non si offende abbiamo un'arma ulteriore un mezzo ulteriore ma se uno sa andare a studiare tutti quanti i santi vogliamo parlare di Santa Rita abbiamo un armamentario noi dovremmo essere blindati, invincibili con armatura il demonio l'inferno dovrebbe essere terrorizzato e invece spesso e volentieri ci ride dietro o ci ride sopra ci prende in giro e si fa beffe di noi ma è colpa nostra che succede questo qui perché nonostante tanti mezzi che abbiamo a disposizione a causa della nostra spesso indolenza voglio concedere la buona fede ma qualche volta in curanza abbiamo i patrimoni spirituali ma patrimoni che è altro che il patrimonio di Bill Gates o di come si chiama Steve Jobs a livello spirituale ce l'abbiamo cento miliardi di volte di più e lo lasciamo marcire nella banca del cielo nessuno di noi va a prendere un centesimo lì e poi se arrivano le sciacure con chi ce la prendiamo?
non per niente la Chiesa nella sua sapienza ogni volta che ci portiamo davanti a Dio ci fa dire mea culpa mea maxima culpa se non altro per il fatto che dinanzi a tante grazie non ci stanno neanche facciamo la fatica di andarla a prendere e diventiamo indirettamente noi stessi la causa dei nostri problemi e talora, ahimè, addirittura della nostra rovina che San Giuseppe e la Madonna ci aiutino a comprendere come loro, nella loro carità stanno al nostro, tra virgolette santo servizio non soltanto per procurarci tanti beni ma anche per risparmiarci tanti mali abbiamo l'accortezza di andarli a prendere chiedi qualcosa di concreto prometti qualcosa come gesto di riconoscenza e di devozione e vedrai quante grazie riceverai