Audio · Radio San Giuseppe
San Giuseppe e la santificazione dei laici
Trascrizione
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Ave Maria sempre a tutti gli ascoltatori, riprendiamo la conversazione di questa sera da dove l'abbiamo lasciata lunedì scorso per l'incalzare tiranno del tempo, perché stavamo trattando un argomento a me particolarmente a cuore e di un santo che mi sta particolarmente a cuore non volendomi assolutamente schierare come non è mia consuetudine con la realtà ecclesiale che questo santo ha fondato, che è comunque riconosciuta dalla Chiesa e che è una cosa buona, ma per le intuizioni che questo santo ha avuto e che poi il Concilio Vaticano II ha recepito in pieno, intuizioni che ha avuto aiutato dall'esempio come abbiamo ascoltato la volta scorsa di San Giuseppe e dalla sua vita.
Tra virgolette normale, vissuta nel mondo, dentro una bottega di falegname, come sposo particolare sotto certi aspetti, ma straordinario e come dire straordinariamente e santamente umano sotto altri aspetti, come abbiamo visto precedentemente, e nel suo compito di padre. Quindi una vita come era poi la vita della famiglia di Nazareth, su questo vorrei tanto questo santo.
Stiamo parlando di San Josemaria Escrivà, se avete seguito le puntate, quello con cui ci siamo salutati la volta scorsa, meditava molto sui misteri dei 30 anni della vita nascosta di Gesù a Nazareth, che devono essere argomento di grandissima meditazione, a mio modestissimo avviso, perché sono anche fonte di grandi spunti spirituali per la stragrande maggioranza degli uomini.
In questo momento la nazione umana, i quali, come sappiamo, vivono nel mondo. Molti di essi, per la verità di questi tempi sempre di meno, a causa della crisi non solo economica, ma anche della crisi di altro, molti di essi, dicevo, impegnati nelle vicende familiari. Purtroppo sempre di meno e sempre peggio, perché con l'attacco terribile che la famiglia sta subendo.
Non c'è purtroppo... da stare molto allegri, comunque in ogni caso i consacrati, quindi i preti, a parte il fatto che i preti secolari come a me sono molto coinvolti in questo discorso, proprio perché si chiamano preti secolari, cioè preti che certamente sono uomini di Dio ma sono mandati nel mondo, quindi vivono e devono essere capaci di interfacciarsi come si dice oggi bene positivamente con la realtà mondana in quanto buona e in quanto santificabile.
Quindi dicevo, tutte le cose che il Concilio Vaticano II ha recepito per tanti aspetti, anche quelle che sono oggetto talora di qualche riserva e di qualche critica da parte di certi ambienti ecclesiali, critiche a mio avviso fondate soltanto qualora, non si stia ai testi, l'ho detto già tante volte, dei documenti, ma a certe letture faziose di alcuni passaggi di alcuni documenti, quindi questo ci tengo sempre a puntualizzarlo perché è plura non nocent, e non vorrei come qualche volta è accaduto, anche se adesso accade sempre meno, che qualcuno equivocasse su alcuni miei punti di vista o alcune mie posizioni ecclesiali.
Ecco, che sono in linea con la Chiesa Cattolica al 100%, dalla A alla Z, quindi questo lo dico e lo dico con estrema e fermissima convinzione. Punto. Il Concilio Vaticano II per esempio è stato da molti definito come il concilio della promozione dei laici, vero, ma San José Maria Escrivà cercava di promuovere i laici da partire dal 1932 in poi, quindi 35 anni prima della conclusione del Concilio Vaticano II.
Il Concilio Vaticano II sarebbe stato il concilio dell'apertura al mondo, la Costituzione per cui tanto ci si aspettava, ottimisticamente la Gaudium et Spes, non so quanti ascoltatori sanno per esempio che sulla Gaudium et Spes ci ha lavorato e ci ha lavorato tanto, probabilmente anche proprio redditorialmente.
Leggendone materialmente alcune parti, chi? Il Beato Giovanni Paolo II, tant'è vero che se uno legge alcuni passaggi, soprattutto della sua prima enciclica, la Redento Rominis, vedrà che degli aspetti sono quasi copiati dalla Gaudium et Spes, quindi la prima enciclica, stare tranquilli, che la prima enciclica di un Papa, salvo l'eccezione che ci stava adesso con l'ultimo Pontefice Regnante, che si è ritrovata praticamente l'enciclica sulla fede, che era praticamente quasi completata Benedetto XVI, quindi.
Gli ha fatto un piccolo rifacimento, no? Ma quella non è da considerare la prima enciclica, secondo me, del Pontificato di Francesco, eh? Quando scriverà un'enciclica, e neanche quella appena uscita, che è un'esortazione, deve ancora scrivere una enciclica, che poi sarà la magna carta del suo programma di Pontificato, quindi questo non è ancora successo, eh?
Perché la prima enciclica di un Papa è sempre molto, molto significativa. La Redento Rominis, del Beato Giovanni Paolo II, era... praticamente, ha preso, ha mutuato larghi stracci della Gaudium Spes, ecco, la cosiddetta apertura al mondo, su cui si è equivocato in una maniera assolutamente folle, ma che ha come principio di base non la dimenticanza, attenzione, perché noi non siamo stupidi, ingenui, oppure dimentichi di alcuni dati scritturali.
Il mondo giace sotto... Sotto il potere del maligno, ci dice San Giovanni, però, perdonatemi questa piccola premessa, però è importante per comprendere poi il discorso che San José Maria scriva sulla base della testimonianza di San Giuseppe fa, il mondo, nel Vangelo di San Giovanni, c'ha tre accezioni, d'accordo?
Allora, il mondo in quanto dominato dal male e dal demonio, che ha una dimensione imprescindibile che non dobbiamo mai dimenticarla. In quanto creato, però, buono da Dio, quindi buono nella sua origine, ma soggetto a questo potere violento e talora forte del male, per cui ci sono degli elementi positivi da discernere e valorizzare sfrondandoli dal male in quanto provenienti dal creatore.
E c'è molta mondezza, dicono a Roma, da cui guardarsi e da cui difendersi, da cui proteggersi. E poi la terza accezione di Cosmos è appunto l'universo, quindi il mondo in quanto parte, diciamo, fisica di un sistema che è quello della creazione, quindi come un qualche cosa di compiuto, ordinato, soggetto a delle leggi perfette perché stabilite da Dio in se stessi, ma che ha a che fare più che altro con la sfera del mondo fisico.
Ora, allora, dal momento che il 90% delle persone campano nel mondo, il problema che si faceva, se possiamo riscrivere, è questo qui. Allora, che dobbiamo fare? Perché voi sapete che in alcuni periodi della storia della Chiesa, anche abbastanza presto, c'è stata la cosiddetta teologia della fuga mundi.
Quindi, prendendo lo spunto da una delle tre accezioni di San Giovanni, attenzione che è che rimane vera, e oggi lo vediamo sotto gli occhi di tutti, quanto il mondo giace sotto il potere del maligno, allora, dice, che cosa dobbiamo fare? Scappiamo, scappiamo, ci ritiriamo nel deserto, ci ritiriamo nei conventi, ci diamo ad una vita contemplativa, ad una vita penitente, ad una vita di preghiera lontana dalle logiche e dalle regole del mondo, perché il mondo è il regno del male.
Attenzione che noi oggi non possiamo, e non dobbiamo, perché non è corretto, sotto nessun punto di vista, sorridere dinanzi a queste cose, oppure bollarle come far medicazione di qualche misticheggiante essere dei primi secoli, non solo dei primi secoli, perché questa posizione...
ha un suo fondamento, ha una sua legittimità, e questa cosa Dio ad alcune persone la chiede, la chiede, l'ha chiesta ieri, la chiede oggi, e la chiederà domani. Però questa non è l'unica via, e né questa è una via accessibile a tutti, è una via per alcuni. E tutti gli altri che rimangono nel mondo cosa devono fare?
Allora, giocano soltanto sulla difensiva, cioè, difenderci il più possibile di tutto questo male che c'è, di sbarcare il lunario, e quindi speriamo che scampati dall'inferno ce la caviamo con un po' di purgatorio. Io chiaramente stiamo facendo una catechesi, non sto facendo una conferenza teologica, quindi sto semplificando.
Oppure facciamo un'altra cosa. Dal momento che c'è tanto male, ma il mondo non è completamente perduto e corrotto, cerchiamo di valorizzare il positivo, e anche io cercherò di impiegare le mie risorse positive per santificarmi in questa realtà e per santificare questa realtà. Questa è la grande intuizione della cosiddetta secolarità, di cui parla esplicitamente la Lumen Gentium quando afferma la doverosità della santificazione di tutti i membri della Chiesa in qualunque stato vivono.
Cogliendo nella secolarità il principio di santificazione dei laici, che significa lavoro, famiglia e attività tradizionalmente riservate ai laici. Impegno sociale, impegno politico, sport, cultura, ricreatività, ecc. Ora, a mio modestissimo avviso, coloro che si impegnano, in questo, tutt'ora, oggi, sono pochi.
E vi parlo anche per la mia esperienza da parroco. Perché quando uno, come dire, trova, cioè, perché il concetto di santificazione che c'è nella capoccia di moltissima gente, è questo, o di impegno di promozione del laicato è questo, cioè, allora io diventerò un pochino più santo se svolgo qualche funzione direttamente, connessa con la vita cultuale o in qualche modo clericale.
Quindi, se sono un laico impegnato, certo, vado a messa e leggo le letture. A stare attenti a quello che sto dicendo adesso. Io non sto dicendo che i laici non debbano leggere le letture, perché dentro la mia parrocchia le leggono tutti i giorni. D'accordo? Però, un conto è questo.
Oppure, mi santifico se il parroco mi fa fare il catechista. Oppure, se mi fa fare il membro della carita. Oppure, se sto nel consiglio pastorale. Tutte queste cose sono tutte quante cose necessarie. Cioè, io faccio il parroco, per cui guai anche se non ci fossero i laici che ti aiutano e che collaborano.
Le parrocchie chiuderebbero. Quindi, attenzione a quello che sto dicendo. Attenzione però, non è questo ciò che è principalmente richiesto ad un laico. Ad un laico è richiesto che, quando lavora, lo faccia da santo. Quindi, che il lavoro che tu fai fosse anche il lavoro domestico di una casalinga, sia fatto, come dice San Paolo, ogni cosa che fate, fatela di cuore.
Come per il Signore, non per gli uomini. Io vi faccio una domanda. Secondo voi, come erano i mobili fatti da San Giuseppe? Come erano? Secondo me erano stupendi. Ma stupendi, attenzione, non vuol dire mobili di lusso, che ne so, che sarebbero costati, non lo so, un letto 10.000 euro.
Per usare una terminologia moderna. Ma vuol dire un lavoro che, per quanto tu lo possa fare, con un materiale grezzo, che magari ti è commissionato da un povero, che non si può permettere chissà che o chissà che cosa. Ma un lavoro fatto con talmente tanta professionalità, che ce l'aveva San Giuseppe.
Con talmente tanta maestria e con talmente tanto amore. E per cui è anche una cosa semplicissima, diventa bellissima. Ed è fatto non soltanto perché questo poi mi paga. Ma io lo faccio anche perché voglio dargli un letto di lusso. Lo faccio anche perché voglio dargli un letto fatto bene, una cosa bella.
E gli voglio dare una cosa bella non soltanto perché io desidero che con il mio lavoro ci sia qualche cosa di bello fatto nel mondo. Ma perché so che il lavoro fatto bene è volontà di Dio. Quindi che se io in quella cosa ci metto il cuore e lo faccio bene, sto ubbidendo al Signore.
Perché il lavoro è una dimensione fondamentale della vita umana. E se io lo sto facendo in maniera sottomessa al Signore, io lavorerò molto e bene. Quindi non in maniera scianta. Ma non troppo. Sapete quante famiglie si sono sfasciate, vi parlo da parroco. Perché i padri famiglia non pensano ad altro che a lavorare.
Stanno a lavorare tutti i giorni, dalla mattina alla sera. E non stanno mai dentro casa. E se qualche sciacurata, malcapitata moglie si azzarda a dire, ma scusa io sto sempre da sola. Ho pure figli. Ma io devo lavorare. Ma non si lavora in maniera da bestia. Non si lavora anche la domenica.
La domenica non si lavora. Non si lavora la domenica. Il Terzo Comandamento non è andato in pensione. State tranquilli che San Giuseppe di sabato non ci ha lavorato mai, secondo me. Mai. O forse, se il figlio gli ha dato qualche... In casi, proprio come insegnava la Chiesa, di necessità estrema e assoluta.
Però non erano scansafatiche. Quando c'era da lavorare, nei giorni lavorativi, San Giuseppe lavorava. E sudava. E ripeto, lavorava bene. Allora io vorrei sapere, magari se qualcuno interviene telefonicamente con l'aiuto di Antonio, quanti laici hanno coscienza di questo. Uno studente, che vuole prendere esempio da San Giuseppe, deve studiare.
Deve dare il massimo di sé quando studia. Una persona che lavora in un'azienda deve dare il massimo di sé. Un prete deve dare il massimo di sé. E deve acquisire anche una, tra virgolette, scusate, perdonatemi il termine, una, tra virgolette, professionalità. Io non posso andare a fare una predica così.
Dico, vabbè, chi se ne importa, tanto qualche cosa la gente gliela cucchierò messa insieme. E non c'ho nessuna preparazione remota né prossima. Ma che sei matto? Non posso andare a fare una celebrazione in maniera sciatta e scellerata. Ma questo, per un prete, è la santificazione del suo lavoro.
Perché il lavoro di un prete è fare bene le cose sante. Quindi, capite come una cosa di questo genere, se tu entri in questa logica, aiuta tutti. Una casa lì, cioè, il lavoro domestico, non c'è bisogno che ci stanno le femministe che vanno in giro, che l'hanno fatto mettere dentro il codice civile, dentro gli articoli che si leggono, che la legge tutela il lavoro domestico.
Non fa niente. Perché se anche la legge non lo tutelasse, non fa niente. Il lavoro domestico è tutelato davanti al Padre Eterno. Perché il Padre Eterno lo considera esattamente alla stregua di qualunque altro lavoro. Il valore di un lavoro non è dato dalla retribuzione. No. Il valore di un lavoro è dato soltanto dall'amore con cui lo compi.
Per cui una donna che sceglie di stare in casa, cosa degnissima e di cui non si deve vergognare, sarà una grande. Donna, se fa bene quello che deve fare dentro casa. Una donna che perde tra perde, impiega il tempo nel fare delle cose buone da mangiare per il marito e per i figli, sta facendo una cosa santa.
Dio si china su quel lavoro. Così come che tiene la casa ordinatamente, senza le fissazioni maniache. Ecco, perché la virtù è sempre il giusto mezzo tra il troppo e il troppo poco, diceva già il buon Aristotele. E... Sta facendo una cosa... Una donna che fa la mamma e che potendolo, perché non tutte purtroppo possono, dice piuttosto che lavorare fuori di casa, mi occupo dei figli.
Sto presso ai figli. Li cresco io. E che cosa è grandissima sta facendo una cosa di questo genere. Seconda cosa, la famiglia. La famiglia, io conosco, non voglio fare nomi, gruppi ecclesiali o movimenti ecclesiali che chiedono alle persone degli impegni di tempo esorbitanti, eccessivi.
E a me sono venuti a lamentarsi i figli di queste famiglie dicendo io ce l'ho col Padre Eterno perché non è possibile che mio padre e mia madre, col fatto che dicono che stanno appresso al Padre Eterno, con me non ci stanno mai dentro casa, non ci stanno mai. Allora questo è un disordine questo qui, gentilissimi ascoltatori.
Non è possibile una cosa di questo genere. Non sto dicendo che una persona che ha la famiglia debba stare sempre incatenata dentro casa o che se deve partecipare ad un incontro di formazione, ad un incontro di preghiera, niente, non si può mai muovere perché deve stare incatenata.
Non sto dicendo questo. Però, Cribbio, se tu la settimana, su sette giorni alla settimana, quattro sere alla settimana non ci stai dentro casa è un po' troppo. Non per niente il Padre Eterno a quelli che hanno chiesto, a quelli che si sono offerti di fare vita apostolica, gli ha chiesto convenientemente, come la Chiesa insegna, di non farsi una famiglia.
Non solo per questo, ma anche per questo. Perché se tu devi dedicare corpo e anima al lavoro apostolico, può succedere tranquillamente che su sette sere, specialmente di questi tempi, non ce ne libera neanche una. Ma questo tu te lo puoi permettere perché non c'è nessuno che chieda, non c'è nessuno che ha bisogno della tua presenza affettiva immediata in un nucleo familiare.
Allora, è santificazione tua fare queste cose in questo modo? Io non credo proprio. Perché se tu hai avuto come vocazione di fare una famiglia, la tua santificazione è che tu parli con i tuoi figli la sera, li metti a letto, gli fai dire le preghiere, parli un po' con tua moglie, magari non ti sei visto durante la giornata, come è andata, come non è andata, che hanno fatto i figli, che problemi ci sono stati.
Ma questa è santificazione, non sono attività accessorie. Dici, eh, mo', senti quello che mi deve raccontare mia moglie, è santificazione. Sentire quello che ti deve raccontare tua moglie è santificazione come? Perché è un atto d'amore che tu fai nei suoi confronti, ascoltandola, ed è un esercizio dei tuoi doveri di marito, di padre e di capo famiglia.
Punto. Se una volta, due volte a settimana, o quando capita, c'è una cosa da fare, c'è un incontro a cui partecipare, c'è un'attività a cui collaborare, ma certo che si fa. Però, cioè, il tuo impegno principale è quello. È quello. Anche l'assunzione di alcuni uffici ecclesiali. Io, personalmente, quando viene fatto da persone giovani, o sposate, e quando queste comportano degli impegni, che dopo una volta che te li si è assunti, che fai?
Io non sono tanto d'accordo. È un'opinione mia personale. Ma è in base a questi principi. Perché è più importante che tu curi il lavoro, la famiglia, e poi, il lavoro e la famiglia. Adesso tutti i giorni non si parla di altro. Avete visto che guaio che sta succedendo adesso in Italia?
Ci sta qualcuno che comincia a arrabbiarsi. Io stasera ho sentito il telegiornale e mi sono preoccupato di queste manifestazioni anche un po' estreme. La gente è esasperata. Non ce la fa più. Perché sembra, a volte, che i politici non sono buoni a fare altro che a chiedere tasse.
E non sempre, tra l'altro, sono esemplari nella loro condotta morale sotto questo punto di vista. Io sono mesi che sto pensando. Ma presto o tardi succederà qualcosa. Perché la gente non ce la fa più. Io ci sto a contatto, essendo parroco, con i problemi reali delle persone. La gente non ce la fa più.
Allora, ma ci dovrà essere qualche buon cristiano che si mette a fare politica in un certo modo, come Dio comanda, come un Alcide De Gasperi, per esempio. Oppure no. Dove stanno i cristiani? Devono andare in sacrestia a chiudere la chiesa? Questa è la promozione del laicato. Capite sempre il senso in cui lo sto dicendo.
Che ben venga che ci sia qualcuno che chiude la chiesa. Ma non puoi fermarti lì. Né puoi concepire questa come promozione del laicato. Guardate il mondo, per esempio, della cultura. Io ho avuto modo di conoscere persone un pochino impegnate. È stato ospite qui in parrocchia Claudia Coll.
È stato ospite recentemente Paolo Brosio. E io a questi mi sono permesso di dire ragazzi, qui non è possibile che tutto quanto il mondo della cultura è in mano ai nemici di Dio. Non come Gaspita è possibile. Fai il teatro cristiano, fai il cinema cristiano, fai le trasmissioni cristiane.
Oggi ho incontrato a pranzo Monsignor D'Ercole, che tutti quanti penso che lo conosceranno, un santo vescovo, ma è uno dei pochissimi che sa fare televisione e che va in televisione a dire un po' di cose sensate. Lui mi ha raccontato che l'ambiente, dentro le grandi televisioni, è ancora un ambiente abbastanza ostile al mondo cristiano.
Dove sta per esempio un imprenditore cristiano o qualcuno che ha voglia di fare qualcosa? Che per esempio non faccia una televisione cattolica come Dio comanda. Io per esempio... Un sogno, una televisione cattolica, tipo Sky. Sky ha grandissimo successo, non voglio fare pubblicità a Sky, anche perché si è settorializzata.
Sky di G24, cinema, sport, io non sono neanche pratico, io non c'ho nemmeno Sky. Però quel po' che conosco di Sky, io seguo per esempio le notizie, sono fatte bene. Io dico, c'è nel nostro panorama, nella radio c'è qualcosa di decente, nel panorama cattolico, ma è poco. Allora, sta cosa qua, se non la fanno i laici, che hanno i mezzi economici e a volte anche le competenze professionali, ma mi spiegate chi la fa?
Nelle aule di giustizia, chi ce lo porta al Vangelo? Ce lo portano gli avvocati e i magistrati? Scusate, chi ce lo porta? Non per fare scuole confessionali, ma è un certo stile. Se uno si fa leggere gli scritti di Sant'Alfonso, prima che diventasse prete, prima che si fosse convertito, io quando esercitavo quel po' che ho fatto, che ho fatto un pochino di legge prima di diventare prete, sono rimasto edificato.
Sant'Alfonso faceva l'avvocato, era il primo avvocato del Regno di Napoli, si era dato un codice deontologico di comportamento suo, personale, non c'era bisogno dell'ordine degli avvocati, con delle massime che lui osservava scrupolosamente, di come un cristiano deve fare l'avvocato, vogliamo parlare di come un cristiano deve fare il medico?
Vogliamo parlare di come un cristiano deve fare il farmacista? Che tipi di farmaci dai alle persone o che tipo non dai? Vogliamo vedere, per esempio, se un cristiano sta coinvolto nella diffusione della stampa? Che fai? Distribuisci in giro tranquillamente c'è una certa stampa facendo finta di niente, tanto ti pagano lo stesso e non sono affari tuoi, perché tanto non te ne devi leggere tu quelle cose?
Voi capite che allora, questa santificazione nel mondo, bisogna farla, bisogna, la santificazione del tempo libero, lo sport, una volta c'erano le acli, grazie a Dio, ci sono ancora, lo sport per la santificazione per esempio dei giovani è fondamentale, purché sia fatto in un certo modo, anche quello, perché mi dicono, spero che non sia generalizzato, che per esempio in molte scuole calcio e cose del genere, i ragazzini oltre che imparare a giocare a pallone vanno a imparare a bestemmiare come turchi, perché?
Perché non ci stanno imprenditori cristiani che ci mettono i soldi e che fanno lo scuola calcio mettendo un bel codice ideontologico e qui dentro non si bestemmia, per esempio, fare un'opera di questo genere, non pensate che sarebbe una grande opera a favore della gioventù, e chi la fa questa cosa qui?
Io l'ho fatto l'oratorio qui in parrocchia, ci ho messo delle regolette e ci sta un mio collaboratore, certamente che uno lo fa, ma non ha una capacità e una forza di incidenza come una scuola calcio professionale che può raccogliere dei target di persone impressionanti. Allora io noto che questa grande intuizione che si fonda sulla contemplazione dei trent'anni di vita nascosta e del ruolo di San Giuseppe e della Madonna all'interno.
Che ha fatto la Madonna per trent'anni? No, la Madonna fino a tredici anni è stata nel tempo, e poi che ha fatto? E poi ha fatto la sposa. Stava al telaio, come facevano tutte le donne del suo tempo, faceva a mano i vestiti, li componeva, li dipingeva, come facevano allora nelle vasche con le pitture, li lavava, teneva in ordine la casa, faceva la spesa e cucinava.
Certamente la Madonna sicuramente, per fare poesia, aveva le sue estasi, aveva i suoi momenti intimi con il Padre Eterno, ma queste erano altre cose riservate alla sua sfera privata e che non trasparivano, tra l'altro. Ma per il resto, la sua vita era, come dire, celata sotto, come dire, le ombre della più assoluta normalità.
Il problema è che, ci avete mai pensato, se la Madonna ti invita a pranzo? Come erano le verdure che faceva la Madonna? Secondo me erano buonissime. Perché l'amore che ci metteva nel fare una cosa di quel genere l'avresti quasi quasi, come dire, percepito al gusto. Perché tu puoi anche non essere una grande cuoca, io non so se la Madonna era una grande cuoca oppure no, penso di sì.
Però se anche non fossi una grande cuoca, l'amore con cui fai la cosa sana tutto. Allora, io vorrei tanto, ascoltatori carissimi, perché molte volte noi pensiamo che la santità, anche noi preti, passi per chissà chi o chissà che cosa. Oppure per delle attività, come dire, particolari. Io sono santo se prego tanto.
Attenzione a capirmi bene, eh. Per essere santi bisogna pregare tanto. Oppure io sono santo se faccio tanti digiuni. I digiuni bisogna farli. Oppure io sono santo se vado a Messa tutti i giorni. Se hai avuto questa grazia, coltivala e non la perdere mai. E se non l'hai avuta, chiedela al Signore perché andare a Messa tutti i giorni è il desiderio di Gesù.
Perché tutti potessero farlo e avessero il coraggio di farlo. Mi confesso tutte le settimane. Benissimo! Dico quattro rosari al giorno. Ma pure cinque. Aggiungi pure il Sacro Manto e tutte le preghiere a San Giuseppe. Però tutto questo, capite, a cosa serve? Deve servire a fare la volontà di Dio.
Quindi a servire il Signore. E come lo servi il Signore? Vivendo la santità nel tuo stato di vita. Compiendo quegli atti propri, specifici, che sono tipici nel tuo stato di vita. Allora, voi pensate, un prete, vedete la differente santificazione. Allora, io prima di diventare prete facevo l'avvocato, ero fidanzato, da giovane ho anche fatto politica, ho fatto sport, ho fatto di tutto.
Cos'è che un prete non fa? Uno, non si sposa, non c'è la famiglia. Due, non può fare politica, non può avere la testa di nessun partito. E tre, non può esercitare nessun tipo di lavoro professionale, se non quelli, come capite, inerenti al Ministero, tipo l'insegnamento, insegnare teologia, insegnare religione, o cose di questo genere.
Perché? Perché questi sono ambiti propri dei laici. Quindi, capite anche il disordine, no? Io non ho visto direttamente questa storia, l'ho studiata, me la raccontate. Negli anni 70 c'erano i preti operai. Non è che non sia una cosa buona, come dire, farti carico dei problemi del mondo del lavoro, denunciare anche le ingiustizie sociali, eccetera, eccetera.
Ma un prete non deve andare a lavorare in fabbrica. Deve aiutare le persone che stanno in fabbrica, se necessario, anche a tutelare cristianamente e pacificamente i loro diritti. Ma non andare a lavorare in fabbrica. Perché tu devi fare il prete. Se non il prete non lo facevi, facevi l'operaio e il sindacalista.
Cose degnissime se fatte in un certo modo davanti a Dio. E così molte volte si assistono a dei laici, che io poi scherzo, che sono dei... avete visto? Tolkien aveva creato la figura del mezzo uomo, no? Lo Hobbit. Io sono un appassionato della letteratura di Tolkien, no? Gli Hobbit sono i mezzi uomini.
Oggi ci stanno i mezzi preti, laici e laiche anche, perché oggi stanno pure... Ecco. Io scherzo, ma ripeto, non sto, come dire, disprezzando tante situazioni, e io ringrazio il Padre Eterno, tutti i collaboratori che ha dato al sottoscritto, ma è un certo modo di pensare. Promozione del laicato non è che... allora, vediamo, quante più cose che una volta faceva soltanto il prete le posso fare pure io.
Questa è la promozione del del laicato. Cioè che si diventa, come dire, addetti di sagrestia oppure impiegati aggiunti al servizio dell'altare. Questa è la promozione del del laicato. Chi ci va a combattere il demonio nei luoghi dove comanda lui? Chi ci va a combattere il demonio in televisione?
Chi ci va a combattere il demonio a teatro? Chi ci va a combattere il demonio sui posti di lavoro? Chi ci va a combattere il demonio che distrugge e ammazza le famiglie e lascia crescere i figli senza i genitori che li trascurano? Oppure che si dividono e che non c'hanno... Chi ci va a fare queste...
Chi va su quel campo di battaglia? Allora, l'intuizione adesso opus Deo o non opus Dei a me non interessa assolutamente nulla però il principio è sacrosantissimo si fonda ripeto, sulla contemplazione dei 30 anni di vita nascosta di San Giuseppe e sono state tutte quante perfettamente recepite nel Concilio Vaticano II Tutti quanti dicono il Concilio dei laici, il Concilio dei laici sono cinquant'anni che si parla di questi benedetti laici ripeto la massima soluzione che si è andata a vedere sono i consigli pastorali economici, i consigli pastorali diocesani i diaconi permanenti i ministri straordinari, i lettori e le elettrici eccetera va tutto bene, d'accordo tutto tutto, io su qualche cosa c'ho qualche piccola riserva però non è questo su internet chi ci va a fare apostolato?
La rete è una risorsa straordinaria io ci sto ci sto provando ma io sono un po' loro prete, non c'ho i mezzi che hanno i grandi guru voi lo sapete che il Movimento 5 Stelle non voglio fare propaganda ha preso 25 milioni di voti non so quanti milioni di voti ha preso senza andare mai in televisione soltanto utilizzando la rete ci rendiamo conto di cosa sia la rete oggi e di quello che sta cambiando a livello culturale?
Si, comincia a starsi una certa presenza di cattolici però non è così massiccia cioè non ci siamo ancora ancora bene perché io non conosco fenomeni cattolici online tali da da cooptare milioni di persone nel senso, se carico io un video su Youtube quel video se lo vedranno 500 persone massimo è già tantissimo se carica un video, un pinco pallino magari il video Uzzo con la scenettina sessuale se lo vedono 5 milioni di persone tu potrai obiettarmi beh ma certamente quello tu carichi su internet la predica chissà cosa senti la predica quello che carica la scenetta carina non è soltanto un problema di quello che si mette perché è un problema anche di imparare ad abitare professionalmente questi luoghi capite?
cioè ci sono tutta una serie di modi io piano piano sto facendo tutta una sola sto raffinando sto imparando alcune cose però il successo di un video per esempio, dipende anche da come tu lo presenti, dal titolo che gli dai dall'immagine di copertina sono soltanto un insieme di cose che certamente una persona che abbia delle competenze specifiche in merito, potrebbe fare dei lavori straordinari e potrebbe comunque, come dire, evangelizzare e utilizzare uno strumento di evangelizzazione in un campo dove sappiamo benissimo che su internet ci sguazza il demonio i danni che sono fatti attraverso cioè la rete sono incalcolabili sono immensi le famiglie che si sono sfasciate con facebook eccetera eccetera allora che facciamo?
facciamo la fuga a mundi? ci chiamiamo fuori da questa situazione? questo è il regno del male quindi io non lo voglio neanche sentire vado via? capite? san giuseppe sotto questo punto di vista è l'uomo della sfida cioè di quello che ci mette la faccia si è messo in campo la sfida di stare davanti alla più santa delle sante e di starci a fianco come sposo e di stare a fianco e fare il padre al figlio di dio fatto uomo a cui come dire su cui esercitava l'autorità vedremo la prossima volta prometto che sarà l'ultima santa teresa che cosa dice?
l'altra grande devota di san giuseppe e sa cos'è maria scrivà ha imparato molto da santa teresa come lui il grande san giuseppe il grande san giuseppe che ci ha messo la faccia e ha fatto esattamente quello che doveva fare san giuseppe non faceva il rabbino non l'ha fatto il rabbino d'accordo?
ha fatto il capo di famiglia faceva pregare alla sua famiglia come ogni uomo dovrebbe fare quindi io vorrei tanto sono un pochino polemico no? tu vai in chiesa a leggere la bibbia mi sta benissimo ma tu preghi con i tuoi figli dentro casa o no? ci preghi o no con i tuoi figli? san giuseppe tre volte al giorno come ogni più ebreo convocava la famiglia lui e faceva recitare a maria e a gesù che stavano appresso a lui ascolta israele il signore è il nostro dio tu amerai il signore dio tuo con tutto il tuo cuore con tutte le tue forze e il sabato si andava tutti in sinagoga gesù con san giuseppe e la madonna al posto suo al posto delle donne e questo lo faceva san giuseppe d'accordo?
tu vuoi diventare diacono permanente? mi sta benissimo i tuoi figli sono diventati dei bravi cristiani perdonatemi la vena polemica sai che sto dicendo se ti sono venuti figli scapestrati non puoi fare il diacono permanente sto sempre parlando a livello capite di di di ma la prima cosa che tu devi preoccupare non è che vai a fare il diacono e che leggi il vangelo in chiesa è che tu hai passato la fede ai tuoi figli e che fino a quando hai potuto gli sei stato dietro sapete quante volte io sono andato in giro a benedire le case bambini di 6-7 anni avete visto un prete che entra dentro una casa a fazione della croce dice prima della benedizione diciamo insieme a un padre nostro non sa l'ave maria dopo uno non sa che fa mentre fa la predica alla famiglia all'indiretta ma scusate ma chi gli ha insegnato il padre nostro e l'ave maria?
quello è figlio tuo l'hai fatto battezzare chiedendo il battesimo ti sei impegnato a educarlo alla fede è arrivato a 6 anni non sa nemmeno l'ave maria ma vogliamo scherzare e poi magari ti fai attaccare se quando tuo figlio fa la prima comunione alla prima lettura non la leggi tu ma la legge un altro sto parlando vi ripeto non voglio essere ripetitivo tanto per fare qualche esempio dobbiamo fare attenzione dobbiamo fare estrema attenzione a a non a non sbagliare bersaglio e a non fallire gli obiettivi di vita allora io concludo rileggendovi alcune cose del grande san josemaria scrive alcuni passaggi da dove ci siamo partiti l'altra volta commentando san giuseppe si scopre che il santo patriarca è anzitutto maestro di vita interiore perchè ci insegna a conoscere gesù a convivere con lui a riconoscersi parte della famiglia di dio però ecco il punto proprio fondamentale san giuseppe da queste lezioni essendo come fu un uomo normale cioè un padre di famiglia e un lavoratore che si guadagnava la vita con il sforzo delle sue mani nel senso non dobbiamo andare a cercare chissà che o chissà che cosa per diventare santi fermo restando un intenso livello di vita interiore e anche su questo c'è il maestro san giuseppe perchè maestro di vita interiore san giuseppe immaginate lo spirito contemplativo che doveva avere quest'uomo san giuseppe si vedeva davanti la madonna e gesù per quanto se li studiava sapete cos'è lo sguardo contemplativo?
lo sguardo contemplativo vuol dire guardare una cosa con attenzione trarne l'esempio e cercare di imitarlo cioè tutte le operazioni compiute da gesù e da maria erano tutte non solo perfette ma compiute con la massima perfezione possibile in tutto e per tutto san giuseppe c'è stato a contatto per 30 anni con queste cose vi immaginate quanto conosce gesù ecco perchè ci insegna a conoscere gesù e vedremo la prossima volta santa teresa che ci dice perchè san giuseppe è così potente santa teresa insieme a san giovanni della croce ha affidato tutto a san giuseppe e sentiremo dirle che non c'è stata una cosa che non gli ha dato san giuseppe ma come mai?
perchè gesù gli obbedisce Gesù gli obbedisce tuttora adesso una cosa molto molto bella tra l'altro si fa comprendere adesso che gesù sta in cielo pienamente divinizzato quindi non sta più come dire umile e nascosto sotto le apparenze di un'umanità quasi normale come tutti gli altri per cui a prima vista non traspariva nulla di ciò che gesù profondamente era adesso gesù in cielo è glorificato e gesù adesso è seduto alla destra del padre ci dice il credo quindi la sua umanità è realmente attratta e assorbita all'interno della vita trinitaria però san giuseppe gesù scusate continua a chiamare san giuseppe padre e tutto l'amore e la devozione filiale e grata che ha avuto verso quest'uomo la conserva perchè gesù si compiace di san giuseppe perchè san giuseppe è stato scelto a fare questo lavoro tra virgolette assolutamente straordinario ma l'ha svolto egregissimamente perchè lui si era contemplati bene gesù e maria ma ne ha anche messe in pratica tante tante cose allora noi dobbiamo stare sempre io ci sto battendo un pochino in questi giorni anche durante le prediche perchè comincio ad avere qualche annetto noi non possiamo stare a fare sempre le chiacchiere cioè noi abbiamo il vangelo per esempio il vangelo lo dobbiamo vivere ragazzi eh beh gesù dice se tu non perdoni non ti puoi venire a confessare non puoi chiedere il perdono tu devi perdonare punto finito il discorso non si può eh ma io non ci riesco eh ma questa è troppo grossa no no lo fai e basta perchè sennò non sei discepolo di gesù tu non sei più grande di lui se gesù perdona sempre perdona tutto e perdona tutti purchè si sia pentiti tu perdoni sempre perdoni tutto e perdoni tutti punto e basta impara da san giuseppe a contemplare quello che gesù ha detto e quello che gesù ha fatto ma non per rimanere oh che bello che è questo vangelo oh che bella che è questa predica e ogni tanto qualcuno mi viene a dire oh che bella predica dico si però la predica che non è mia se è bella perchè viene dall'alto non è roba di leonardo pompei perchè è roba che se è bella viene dall'altro ma questa viene data perchè tu la metti in pratica perchè non è semplicemente una cosa che deve accattivare le orecchie che deve dire ah ma questa è conforme all'insegnamento della chiesa e allora l'insegnamento della chiesa è sempre dato perchè possa essere e diventare carne della nostra esistenza allora san giuseppe se gesù ha detto il più grosso complimento che ha fatto alla madonna sapete qual è stato eh quando gli dicono beato il grembo che ti ha allattato no no beati quelli che ascoltano la parola di dio e la mettono in pratica e questo non era un misconoscere la madre ma era dire sta' attento che quella è diventata mia madre perchè è colei che prima meglio e più di tutti ha ascoltato la mia parola e l'ha messa in pratica evidentemente come mai che san giuseppe si è ritrovato a vivere quel ruolo che ha vissuto perchè prima più e meglio di tutti gli altri ha ascoltato e messo in pratica la parola di gesù quindi san giuseppe sotto questo aspetto diventa anche un maestro straordinario nella conoscenza di gesù nella convivenza con lui convivenza vuol dire lasciarsi assimilare anche cum vivere vivere con io divento una cosa sola con lo stile di vita di gesù quindi divento parte della famiglia di dio ma noi padre siamo peccatori noi siamo esseri umani tu sei un figlio di dio per questo che nell'opus Dei uno dei punti cardine della spiritualità dell'opus Dei è la coscienza della filiazione divina tu sei figlio di dio pensaci bene a questa cosa qui figlio di dio non sei semplicemente un uomo il battesimo non è acqua fresca è rigenerazione reale spirituale ecco speriamo che il grande san giuseppe sposo castissimo dell'immacolata ci aiuti a comprendere l'importanza straordinaria della santificazione normale e laicale per la stragrande maggioranza delle persone secondo il suo straordinario esempio io mi fermerei come sempre