Stemma di don Leonardo Maria Pompei Don Leonardo Maria Pompei Sacerdote · Apostolato

Audio · Radio San Giuseppe

Preghiere e devozioni a San Giuseppe

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Trascrizione

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Ave Maria a tutti e ben ritrovati sulle frequenze di radio San Giuseppe, gentilissimi web ascoltatori, per una nuova puntata, forse l'ultima, del ciclo di catechesi dedicate a San Giuseppe che stiamo appunto venerando come il più santo dei santi nel testo che ormai ci accompagna da tantissime puntate.

Siamo giunti alla parte conclusiva, la volta scorsa ho cercato di introdurla, cioè a quella che riguarda le preghiere e le devozioni a San Giuseppe, che introduciamo subito leggendo alcune riflessioni direttamente dal testo molto edificanti. Dice l'autore, prima di concludere questo libro vorrei consigliarti di avere una grande devozione verso San Giuseppe, una devozione semplice, senza molte complicazioni.

È importante l'amore puro e spontaneo verso questo santo che ha vissuto così vicino a Gesù e Maria e che ti può insegnare la via per amare, fargli ogni giorno di più. È il padre putativo di Gesù, alcuni lo chiamano padre adottivo, legale o virginale, Sant'Agostino lo chiama padre di Cristo e San Bernardo padre di Dio, termini molto forti, ma tutti lo definiscono patriarca.

Questo titolo si dava anticamente a coloro che erano capostipiti di una numerosa discendenza, per esempio i patriarchi dell'Antico Testamento erano Abramo, Isacco, Giacomo, Robbe e sono gli antenati del Messia promesso. A questo proposito, nessuno può meritare questo titolo più di San Giuseppe in quanto fu padre di Gesù ed agì come tale ed egli ha una grande discendenza di fedeli che lo acclamano come genitore e signore.

Ricordiamo sempre San Josè Maria Escrivà che chiamava San Giuseppe padre e signore mio, così come Santa Teresa Davila. No? Tu sei uno di loro. Lo imiti nella morte. Lo imiti nell'amore a Gesù? Quante volte l'avrà tenuto fra le sue braccia e l'avrà baciato con immenso affetto e comunque fu un servitore fedele e prudente, silenzioso e lavoratore, sempre attento alle necessità di Gesù e di Maria, sempre disponibile ad aiutarli, senza orari e senza pensare alle sue comodità personali.

Qui io che sono sacerdote personalmente mi sento tirato particolarmente in causa, no? Quindi aiutare Gesù e Maria senza orari. Un sacerdote non dovrebbe avere orari di lavoro. Anche se oggi raramente, purtroppo, capita di venire incomodato per nobili motivazioni. Sapete che un sacerdote, per esempio, alcuni sacramenti tipo l'Estrema Unzione, tipo la visita alla Comunione di Atico o la Confessione o cose insomma di questo genere, particolarmente gravi, dovrebbero essere celebrate e amministrate in qualunque ora del giorno e della notte.

Ecco, è molto raro, o anche, non lo so, se un povero viene a bussarti e aiutarti a chiedere aiuto, se viene un orario un po' opportuno glieli devi dare letta, no? Certamente, come sempre cerco di dire alle persone, se chiedono il certificato di battesimo se evitassero di farlo a mezzanotte sarebbe certamente opportuno, no?

Magari su questo essere un pochino più attenti. Però a linea di massima noi dobbiamo essere pronti. Siamo pronti alle chiamate di Gesù e di Maria interpretando lo spirito di San Giuseppe che ha speso la vita al loro servizio. Proseguo, essere il padre di Gesù e lo sposo di Maria è il massimo che possiamo dire di lui perché compì fedelmente la sua missione e per questo Dio l'ha innalzato al di sopra di tutti i santi.

Fedelmente la sua missione è appunto di padre di Gesù. E di sposo di Maria. Una volta chiesero ad una signora molto anziana perché lei ama così tanto San Giuseppe. Non vedete che porta il bambino a Gesù in braccio? Che altro potremmo dire di San Giuseppe? Vivere con Gesù tutti i giorni, abbracciarlo, giocare con lui, lavorare con lui, vivere per lui.

Non c'è mai stata missione più grande dopo quella di Maria. Per questo, come diceva Giovanni Paolo II, egli fu un ministro di salvezza poiché Dio lo scelse come speciale ministro e testimone dell'opera della redenzione. Ma sapete che si può anche giocare con Gesù. Santa Teresa di Gesù bambino è l'interprete di questa...

San Giuseppe sicuramente ha giocato con Gesù bambino e non immaginiamo un Gesù bambino disincarnato, assolutamente insomma. Probabilmente gli ha anche costruito dei giocattoli di legno, forse qualche animaletto, quasi sicuramente. E... E... Noi dobbiamo sempre immaginare la vita di Gesù come umanamente divina e divinamente umana però.

Quindi tutte quante leggi di crescita di un bambino, chiaramente un bambino da una santità straordinaria, Gesù le ha avute. Quindi San Giuseppe ci ha giocato insieme, sicuramente. Sapete che Santa Teresa di Gesù bambino amava giocare con Gesù. A volte faceva delle cose insomma abbastanza carine, gli portava dei giocattolini sulla culla di Gesù bambino ma soprattutto diceva che voleva essere lei il giocattolo di Gesù, no?

Nel senso che voi sapete che i bambini con i giocattoli ci giocano quando vogliono, ci fanno quello che vogliono e quindi dovevano entrare in questo spirito, no? A questo proposito io mi raccomanderei di... Di ricordare agli ascoltatori di vivere sempre, come dire, in spirito di unione con Dio anche tutti i momenti ricreativi che la vita terrena ci pone dinanzi o di cui noi sentiamo il bisogno.

Quindi saper vivere, ecco, queste cose ovviamente senza mai diventarne schiavi e senza mai utilizzarle male perché il mondo di oggi è pieno di divertimenti fuori dalla legge di Dio, quindi dobbiamo essere molto attenti a essere, a imparare, a usare bene anche il tempo libero e a imparare anche a usare bene i cosiddetti divertimenti leciti in spirito di offerta, quindi prendendoli come rendimento di grazia e vivendo anche questa dimensione della vita in unione con Dio.

Ecco. Quindi dobbiamo giungere a, come dire, a una capacità, come dire, di sintesi, come dice Gesù, che tutto, come dice San Paolo, che tutto quello che fate in parole ed opere tutto si compie a nome di Gesù prendendo per metodo di Lui grazie a Dio Padre. Cioè, se tu, non lo so, fai, fatti una partita a calcetto, chi può che non c'ha le gambe distrutte come le mie, tranquilla in un ambiente sano dove non bestemmiano, dove non fanno cose strane e dove...

Giochi a pallone e vivi questo in spirito di rendimento di grazia, di fare l'azione della croce prima di entrare in campo, io lo so, alcuni calciatori addirittura lo fanno, se fai gol mandi un bacetto al cielo, sono dei piccolissimi segni con cui però santifichi anche un'attività, insomma, che sembrerebbe, non dico, molto, come dire, cioè, fare una partita a calcetto non è come fare un'ora di adorazione, no, non è come fare un digiuno, però anche la partita a calcetto può e deve essere un'attività.

La presenza di San Giuseppe accanto a Gesù è stata santificazione di tutti i momenti della vita, di tutti gli aspetti della vita, no, così come noi per esempio santifichiamo il mangiare, perché si prega prima che si comincia a mangiare e si ringrazia Dio quando ci si alza, eh, attenzione, se fanno tutte e due le preghiere, non solo prima ma anche dopo, ecco, quindi non si santifica mangiando soltanto quando si fanno dei fioretti notevolissimi, mangio qualcosa che non mi piace, mangio di meno qualcosa che mi piace, faccio una piccola rinuncia, questo, questo, questo e quest'altro, ma anche quando, per esempio, faccio il pranzo domenicale, che deve essere un pranzo bello, perché la domenica è simbolo, diciamo, della vita eterna e quindi è giorno di gioia piena, diciamo così, no, gioia piena senza, come dire, unirla alla gioia penitenziale, ecco, perché anche la penitenza di Dio però è una gioia dolorosa, insomma, è una gioia differente, no, allora però anche il pranzo della domenica tu lo prendi, appunto, lo santifichi doppiamente, però comunque preghi prima e dopo e magari la domenica ti concedi qualcosa che non ti concederesti gli altri giorni, il dolcetto o qualche altra cosa, o mangiare un pochino più abbondante o anche un pochino più curato e raffinato, tutte quante cose che a mio avviso andrebbero riscoperte e che erano tipiche.

Di un certo mondo, magari più pregnato di fede, lo fai proprio perché è domenica, quindi la domenica è il giorno del Signore, gioite, esultate, non fate tutto, non piangete in questo giorno perché la gioia del Signore è la vostra forza, dicono i testi sacri, no, ecco, quindi imparare da San Giuseppe anche la santificazione dei momenti ordinari, però, ecco, qui un punto fondamentale.

Imparare da San Giuseppe è anche l'importanza dello stare con Gesù e lo stare con Gesù si realizza soprattutto nelle Eucaristie. Nelle Eucaristie noi troviamo sempre Gesù, ecco, ma stiamo sicuri che a fianco ai tabernacoli troviamo sempre la Madonna, sempre, dovunque, e sempre San Giuseppe, cioè nelle Eucaristie, cioè nei tabernacoli, nota qui l'autore del testo molto opportunamente, si riproduce perfettamente il mistero di Betlemme.

Abbiamo Gesù vivo e presente in mezzo a noi, ma come Gesù bambino, lo sapete che Gesù bambino non pensate che, come ha detto qualche apocrifo, parlava come un adulto o cose di Gesù bambino, era Gesù bambino, quindi non parlava, piangeva, vagiva, è altamente possibile, se non più che altamente possibile, questo lo ritengo.

Che comunicasse attraverso la sua natura divina, sicuramente almeno con la Madonna, se non vado errato, questo per esempio lo riporta chiaramente Maria da Greta, ecco, quindi però la natura divina e la natura umana di Gesù bambino sono unite nella stessa persona, ma sono distinte, quindi non è che la natura divina, come dicevano i monofisiti, soppianta la natura umana, quindi non impedisce alla natura umana di seguire Gesù.

Quindi, nella natura umana Gesù bambino, così è ovvio che nell'eucaristia è molto simile, perché nell'eucaristia Gesù noi non lo percepiamo sensibilmente, nel senso che non ci parla, non ci guarda, non ha delle modalità relazionali che si intercettano con noi a livello sensibile, ma soltanto a livello di fede.

Ora, anche Gesù bambino è strumento di fede, veramente anche Gesù adulto, perché comunque si vedeva soltanto la natura umana. E non la natura divina, no? Solo che in Gesù adulto, certo, vedere Gesù che ti guarda con quello sguardo che aveva, questo probabilmente lo c'è anche da bambino, che fa quei discorsi, che compie i miracoli, c'è sempre una dimensione di fede, però è un po' facilitante, no?

In Gesù bambino, proprio allo stato puro, ecco perché è stata grandissima, per esempio la fede dei Magi, l'atto di fede, come dire, richiede un maggiore impegno, un maggiore sforzo. E comunque è in qualche modo analogo a quello che noi viviamo davanti al tabernacolo. E davanti al tabernacolo bisogna starci il più possibile, quindi vi raccomando sempre di non...

Quando fate la comunione, gentilissimi ascoltatori, tenete presente, guardate l'orologio, da quando ricevete l'eucaristia, quando uscite dalla chiesa, che non passi meno di un quarto d'ora. Perché se no vi portate a spasso. Gesù presente nel vostro... Nel vostro cuore, ecco perché si calcola, diciamo così, che il tempo di distruzione della sostanza, non della sostanza, un po' dicendo un'eresia, degli accidenti del pane, che è quello che sopravviene nell'ostia consacrata, e a cui è legata però la presenza reale, perché Gesù è presente nell'ostia consacrata, il tempo, diciamo così, di distruzione di questa materia collegata al processo, diciamo così, di assimilazione, di circa un quarto d'ora, quindi fino a quel quarto d'ora, anche se tu non senti niente, Gesù è presente nel tuo cuore, realmente nella tua anima, con il suo corpo, il suo sangue, la sua anima, la sua divinità.

E poi dobbiamo tutti reimpanare a stare davanti a Gesù l'eucaristia, a stare o come faceva quell'anziana persona conosciuta e raccontata dal santo Grovo d'Arsa, che stava semplicemente davanti al tabernacolo, in ginocchio guardandolo, cioè, non voi lo sapete, se io voglio bene una persona...

Mi basta semplicemente la presenza, sto lì e la guardo, e godo della sua presenza. Certo, ripeto, la presenza di Gesù è una presenza di fede, quindi non devo aspettarmi che quando vado a fare l'autorazione eucaristica succeda chissà che o chissà che cosa, perché è una presenza di fede, però è una presenza reale, non è una presenza simbolica.

Oppure imparare a parlare con Gesù di me, quindi a portare al tabernacolo la divinità, la giornata, i miei desideri, i miei problemi, le mie difficoltà, i miei dubbi, il mio lavoro, tutto quello che noi vogliamo, tutto. Imparare a prendere le decisioni davanti al tabernacolo, a pregarci sopra sulle piccole o sulle grandi decisioni, e poi imparare, questa è la seconda dimensione, a conoscere meglio Dio, quindi a meditare davanti al tabernacolo.

Parlare di me a Gesù, ma parlare di Gesù a me, quindi prendendo spunto da qualche situazione, da qualche ammaestramento che il Signore mi dà attraverso un mangiare, attraverso uno scritto di un santo, anche attraverso un fatto della vita, crescere nella conoscenza di Dio e della sua volontà davanti all'eucaristia.

Sono strumenti assolutamente formidabili e se impariamo ad usarli la nostra vita avrà sicuramente un'evoluzione. E' sicuramente una marcia in più. Chi può, io suggerisco sempre, e non pensi, cerchi di stare con l'eucaristia il più possibile, cioè se uno può andare a messa tutti i giorni, ci vada.

Già che uno andasse a messa tutti i giorni e facesse dopo la messa un momento di adorazione, quindi di ringraziamento prolungato, quindi senza fretta potendo farlo, sarebbe cosa grandissima. Ovviamente noi dobbiamo sempre pensare che se non si può fare una cosa grandissima, perché siamo tutti quanti ascoltatori, penso laici, quindi persone che vivono nel mondo, che possono avere un lavoro professionale impegnativo, la famiglia, eccetera.

Ricordate sempre che tra il fare una cosa e non farla per niente, c'è sempre il fare quello che è possibile. Quindi non posso andare a messa tutti i giorni, ma magari potrei andarci due volte a settimana e ci vado due volte a settimana. Non posso stare un quarto d'ora, venti minuti tranquillo a fare un buon ringraziamento, una buona preghiera.

Se mi capita di passare davanti a una chiesa, entro, un minuto, faccio una genoflessione come Dio comanda, faccio un atto d'amore, dico a Gesù, Gesù ti amo con tutto il cuore, stammi vicino durante questa giornata, riempimi delle tue grazie e accetta questo mio piccolo saluto in riparazione di tanta gente che non ti calcola nemmeno.

Un atto del genere è santificantissimo, quindi che ci vuole a farlo? Passi davanti a una chiesa, stai andando in tribunale, passi davanti a una chiesa, non c'hai un minuto, non c'hai 30 secondi, oppure anche quando per esempio, non tutti lo fanno oggi, si passa davanti a una chiesa, fare un segno di croce e volgere il pensiero, volgere il cuore, lì c'è Gesù se c'è una chiesa, quindi fare un atto d'amore, fare un atto istantaneo di adorazione, una cosa che dura 3 secondi, perché guardate che tutta la nostra santificazione, tutto converge, tutto converge verso l'eucaristia.

Io personalmente sono convinto che alcuni problemi che oggi vediamo presenti nella chiesa di Cristo dipendano dal fatto che l'amore, la devozione e l'adorazione dovuta all'eucaristia, purtroppo in questi ultimi tempi, a mio modestissimo avviso, ha avuto un calo e un raffreddamento.

E questa è un'operazione diabolica, perché noi abbiamo una forza sovrumana, se abbiamo un rapporto buono con Gesù e l'eucaristia. E chiediamo a San Giuseppe che ci aiuti a riscoprirlo e ad avere, verso Gesù e l'eucaristia, lo stesso rapporto che aveva lui verso Gesù bambino. Dette queste cose, vediamo adesso le principali forme di devozione a San Giuseppe, che fondamentalmente il libro ne riporta alcune.

Ve le elenco prima, poi le vediamo brevemente. La corona... Dei sette dolori e delle sette gioie di San Giuseppe. O meglio, sì. E poi, le litanie di San Giuseppe, antichissime, potentissime e plurindulgenziate dai padri della Chiesa. Io dicevo già la volta scorsa a Antonio, poi ne parleremo insieme, che forse sarebbe il caso di pensare magari una, due o tre puntate di commento a questi titoli giuseppini, ciascuno elencati nelle litanie di San Giuseppe.

Poi c'è la preghiera a Teo, Beato e Giuseppe, indulgenziata, anche questa c'è l'indulgenza parziale. Il memorare a San Giuseppe, perché c'è un memorare alla Madonna, io lo so tutto in latino purtroppo, quindi la preghiera a memorare è quella che comincia con ricordati o purissimo sposo di Maria, eccetera, eccetera, no?

Che è l'equivalente del memorare di San Bernardo, composto in onore della... della Madonna, no? Memorare oppivissima, Virgo Maria, non esse auditum, ma secolo, eccetera, eccetera. Poi c'è il sacromanto di Gesù, scusate, il sacromanto in onore di San Giuseppe. E infine il testo riporta le vie suppliche a San Giuseppe e la consagrazione a San Giuseppe.

Io personalmente recito anche una piccola coroncina, più breve, una coroncina a San Giuseppe, di soltanto tre invocazioni. Che può essere utile per chiedere delle grazie quando, diciamo, le circostanze di tempo non ci permettono di pregare un pochino più a lungo. Non sono molto lunghe le devozioni a San Giuseppe, io so che sul Radio San Giuseppe si fanno queste preghiere, sono sempre contenute nei limiti molto, molto accettabili, insomma, di un tempo ragionevole.

Anche qui teniamo sempre presente che, se possibile, cerchiamo di evitare di essere troppo tirati, con il concedere, con l'essere risicati, diciamo così, nel dare il nostro tempo a Dio, che ce n'è da tanto, insomma, no? E quindi, amministrando bene il tempo, cercare di trovare anche il tempo per Lui.

Allora, cominciamo dai sette dolori e dai sette gioie di San Giuseppe. È una devozione questa molto potente e molto istruttiva. Tenete presente che io so per certo... che 30 giorni consecutivi di sacro manto in onore di San Giuseppe servono ad ottenere grandi grazie. Cioè ci stanno delle promesse che chi la recita per 30 giorni consecutivi otterrà quella grazia, a meno che non sia proprio una cosa che Dio non vuole.

E questo riguarda anche, abbiamo visto durante il lungo ciclo di Catechesi, le situazioni, per esempio, di difficoltà anche terra-terra economica. abbiamo visto che San Giuseppe noi non dobbiamo essere troppo materiali nei confronti del cielo la Madonna si lamentava a Ruth e Buck che lei voleva fare tante grazie al cielo aveva le mani aperte, piene di raggi luminosi e di anelli da cui uscivano grandi luci e poi riapparve con pochi raggi e poco luminosi e disse agli uomini io vorrei fargli grandissime grazie uno non me li chiedono e quindi non gliele posso fare secondo, quelle poche che mi chiedono sono tutte terra terra non chiediamo soltanto le cose terra terra San Giuseppe smuove i cuori, converte le persone solleva le ali del purgatore abbiamo visto insomma in tante cose scioglie le situazioni difficili quindi certamente viene in aiuto e in soccorso anche alle nostre umane necessità perché certamente non si vive per i soldi ma i soldi servono per vivere quindi se ci sono delle reali necessità possiamo e dobbiamo chiedere aiuto chiedere a Dio che ci doni un lavoro è una petizione contenuta nel Padre Nostro quando diciamo dacci oggi il nostro pane quotidiano ovviamente in essa facciamo rientrare anche le necessità della vita presente e quindi non è certamente peccato chiederle anzi, oppure se una persona sente la vocazione al matrimonio e non trova la persona adatta non è cosa cattiva chiedere a Dio qualora abbia verificato perché poi bisogna vedere se non ci sia qualche altra cosa da fare sempre nello spirito di disponibilità e di apertura alla volontà di Dio di chiedere al Signore che ci faccia presto incontrare il Principe Azzurro o la Principessa Rosa Ideale parlando, scusate, delle sette gioie di San Giuseppe questa devozione è molto costruttiva anche perché ci fa conoscere un grande mistero che noi dobbiamo sempre tenere presente perché è tipico di noi cristiani ed è proprio l'elemento costitutivo, diciamo così, della vita di fede cioè che non c'è rosa senza spina e che molto spesso le gioie più grandi sono frutto di dolori e di prove allora San Francesco d'Assisi, oggi se ne parla tanto a mio avversissimo avviso molto spesso a sproposito diceva che lui si convertì profondamente quando abbracciò le brocce e cristallizzò questa sua conversione con queste parole e da quel giorno tutto quello che per me era dolce divenne amaro tutto quello che era amaro divenne dolce le gioie che vengono dal cielo hanno questa caratteristica passano sempre attraverso qualche piccola spina e attraverso qualche dolore se tu abbracci la spina e il dolore sperimenterai la gioia se tu scappi dalla spina e dal dolore non sperimenterai la gioia se tu abbracci la spina e il dolore ti rifugierà in qualche piacere che è effimero perché è un piacere del mondo quando non peccaminoso ti lascerà l'amare in bocca e la morte questa è una regola ferrea allora se uno scorre le sette gioie e dolori di San Giuseppe vede sempre che c'è un dolore affrontato e una gioia ricevuta per esempio la prima il primo dolore di San Giuseppe qual è?

lo strazio che ha vissuto dopo che si è accorto che la Madonna era incinta e quando ritubava circa il fatto che la Madonna era incinta ha detto cosa faccio e cosa non faccio e poi ha deciso di rimandarla in segreto un dolore terribile quello che ha vissuto e che ha superato bene lui aveva la via larga lì la prendo, la denuncio e non la voglio più sentire parlare perché per quanto possa pensare che sia una santa donna questa è incinta quindi qualcosa l'ha fatta non ha fatto così ha accettato questa sofferenza quindi semplicemente prendendo tempo delle volte è fondamentale per noi prendere tempo non fare decisioni immediate e a questo che cosa è succeduto?

la gioia, l'allegrezza che ha provato quando l'angelo gli ha detto guarda altro che adultera quella è la madre di Dio e tu devi prenderla con te quindi una gioia immensa perché San Giuseppe dice mi è stata messa a fianco la madre di Dio e io starò a fianco al figlio di Dio fatto uomo questa grandissima gioia passa attraverso questa croce no?

ancora altra grande sofferenza mortificazione per San Giuseppe San Giuseppe ha visto nascere Gesù in condizioni di estrema stentatezza perché non essendo una persona ricca non ha potuto provvedere a Gesù una degna dimora è vero che dicono che gli alberghi erano tutti quanti occupati a Betlemme però saranno stati tutti quanti occupati veramente o saranno stati occupati tutti quanti perché San Giuseppe non c'aveva i soldi per farlo?

per far pagarsi la suite imperiale per esempio questo non lo possiamo sapere sappiamo certamente che San Giuseppe non era ricco sfondato e quindi ha visto la Madonna certamente è stata una grande l'ha aiutato quindi non si è lamentata eccetera eccetera però comunque a vedere la sposa dover partorire dentro una stalla sporca, malandata, abbandonata in situazioni proprio di estrema precarietà e di miseria certamente non è stata una cosa è stata una sofferenza per lui perché non è stata una cosa gli poteva venire la tentazione alimentata dal Demone dice guarda qua sei stato buono neanche a provvedere a una casa per il figlio di Dio e poi però a questa grande sofferenza lui è seguita la gioia di vedere i miracoli che erano ottenuti di vedere gli angeli che cantavano di vedere i pastori che adoravano quindi passi per questa tribolazione e arriva questa gioia e poi ancora otto giorni dopo portarono a circondare il bambino Gesù ecco una scena abbastanza cruenta che c'era nell'Antico Testamento scena cruenta che toccò il cuore di San Giuseppe chiaramente questa è una considerazione di tipo devozionale non è fondata come le altre due nella Sacra Scrittura quindi nella lettera dei Vangeli dopo il dolore della sconcisione segue la gioia poi c'è un'altra però e biblicamente fondata che è il dolore in questo comune con Maria Santissima che hanno provato dinanzi alla profezia di Simeone ecco, tra l'altro mentre è certo che la Madonna sapeva già tutto dall'inizio è probabile che San Giuseppe per la sua cultura biblica molto superiore alla nostra sapesse qualcosa però certamente quando Simeone ha profetizzato la spada del dolore la Madonna ci ha avuto semplicemente come dire quando giri il coltello nella piaga quindi ci ha avuto semplicemente una stimolazione di una ferita già presente un dolore già attivo nel cuore di Maria forse San Giuseppe in quel momento era avuto come dire il coltello infilato perché forse non aveva questa tale consapevolezza così profonda ecco però fu consolato e e , dice qui il testo della quarta invocazione il Beato Codimento per la Salute e la gloriosa risurrezione che insieme predisse dover seguire di innumerevoli anime quindi certamente che qui per la rovina è la risurrezione di molti in Israele quindi questo grande dolore provoca una grande gioia e poi c'è stata la fuga in Egitto che ha causato grandissimo dolore a San Giuseppe e poi però la tradizione ci dice che quando Gesù arrivò in questa terra idolatrica caddero gli idoli degli egiziani e quindi fu una manifestazione diciamo così della potenza divina nascosta nel bambino di Gesù riservato a San Giuseppe e poi però ancora il sesto dolore che è la ripartenza diciamo così del viaggio di ritorno dall'Egitto a Nazareth turbata dalla presenza del re Archerao e però poi comunque di nuovo consolata dall'angelo che disse di non temere che si sarebbe aperto il tempo diciamo così lieto della dimora con Gesù a Nazareth e poi c'è l'ultimo dolore vedete che molti di questi sono comuni con i sette dolori della Madonna che è causato e e e e e e e e e e e e e e e e e e Danno Dallo smarrimento di Gesù per i tre giorni seguito poi dalla gioia del ritrovamento nel tempio questo è comune con la Madonna ci sono delle grandi grazie io però perdonatemi l'ignoranza erano anche parlato recentemente collegate alla recita frequente di questa preghiera sicuramente Antonio potrà intervenire al termine del mio intervento grazie a tutti e specificare quali grazie sono legati a quali condizioni per la città di questa preghiera e accennavo le litanie di San Giuseppe che sono potentissime e indulgenziate si trovano facilmente in giro online anche tutte le preghiere che vi sto nominando così come la preghiera a te Beate Iosef sia le litanie di San Giuseppe sia la preghiera a te Beato Giuseppe esistono nella versione originale che è in latino e nella traduzione in italiano purtroppo le traduzioni come tutte le preghiere tradizionali c'è un aspetto positivo nel poter pregare nella propria lingua che dovrebbe aiutarci a starci un pochino più presenti a capire quello che noi diciamo a coscientizzare e a consapevolizzare la nostra preghiera però a volte quando si prega in comune si corre il pericolo di perdere qualcosa nel senso che le traduzioni non sempre sono tutte quante uguali perché magari c'è qualche piccolo particolare qualche piccola frase che è tradotta in maniera differente per esempio pensate quando si prega l'angelus in italiano che cosa risponde la Madonna?

eccomi sono la serva del Signore oppure ecco l'ancela del Signore e poi si compie in me la tua parola si faccia di me secondo la sua parola sia fatta in me la sua volontà cioè quindi si prega l'angelus in italiano fate vobis io generalmente per le forme di preghiera in comune se le persone hanno a disposizione i testi preferisco fare in latino perché c'è un'edizione unica ed omogenea per tutti vanno bene comunque si facciano poi c'è il memorare a San Giuseppe ricordatevi a seconda del sito del tuo o del voi o purissimo sposo di Maria Vergine o caro mio protettore San Giuseppe che mai si udì aver qualcuno invocato alla vostra protezione e chiesto il vostro aiuto senza essere stato consolato con questa fiducia vengo a voi a voi fervorosamente mi raccomando San Giuseppe ascoltate la mia preghiera accoglietela pietosamente ed esauditela Amen vediamo che questa preghiera è fatta sulla falsa riga del memorale alla Madonna e poi c'è la preghiera fondamentale del Sacromanto che sono una serie di invocazioni intervallate da tre glorie al Padre e dopo una preghiera preparatoria che sono appunto legate all'ottenimento di una grazia specifica che si chiede a San Giuseppe ci sono poi una serie di pie suppliche qui riportate dal testo il ricordo della vita nascosta di San Giuseppe edificanti credo che si trovino anche queste online e anche qui rimando sempre ad Antonio che magari informi gli ascoltatori se e quando vengono recitate sulla nostra web radio e poi infine c'è un atto di consacrazione a San Giuseppe perché è possibile consacrarsi a San Giuseppe consacrarsi a San Giuseppe non siate sciocchi come quelli che dicono che non si può consacrare alla Madonna una cosa che non è del tutto falsa ecco perché si può consacrare certamente direttamente a Dio ma noi abbiamo ben capito che i Santi sono i santi non sono Dio e non ci si consacra ai Santi in quanto creature ma ci si consacra ai Santi in quanto Santi poi specialmente i grandi Santi gli eccellentissimi Santi come la Madonna e San Giuseppe state tranquilli che non si fanno come nessun Santo del resto ma loro meno che mai a tenere per sé o ad attribuire la gloria di un tale gesto quindi essere consacrati quindi appartenere a loro manifestare la volontà di appartenere a loro vuole semplicemente essere un loro confronto di invocazione perché ci insegnano ad essere sempre più e sempre meglio di Gesù concludiamo questo ciclo di considerazioni ecco con le parole stesse dell'autore di Angel Pena che al termine del suo libro scrive queste parole dopo aver considerato diversi aspetti della vita di San Giuseppe possiamo dire senza timori e senza dubbi che questo è il più santo di tutti i Santi e che anche se non è dogma di fede con molta probabilità è già con Gesù e con Maria in corpo ed anima in cielo ricordate quanto detto a suo tempo circa l'assunzione di San Giuseppe i tre cuori che erano uniti sulla terra saranno già uniti per sempre in cielo ed è per questo che l'intercessione di San Giuseppe come padre di Gesù e sposo di Maria è così potente nessuno li ha amati come lui nessuno si è preso cura di loro con tanta sollecitudine Giuseppe è l'uomo fedele sempre disponibile alla volontà di Dio che è stato sempre al servizio di Gesù e di Maria senza risparmiarsi per questo la sua vita è al centro della storia del mondo e della salvezza dell'umanità alcuni Santi dicono che la migliore via per arrivare a Dio padre è quella che va attraverso Giuseppe a Maria attraverso Maria a Gesù e attraverso Gesù al padre Giuseppe, Maria e Gesù ne abbiamo parlato la volta scorsa sono i gradini più sicuri per ottenere qualsiasi benedizione da Dio come hanno testimoniato tanti Santi specialmente l'abbiamo visto Santa Teresa di Gesù avere devozione per lui insomma è un qualcosa di più che opzionale non è un opzionale San Giuseppe San Giuseppe è un modello per gli sposi e i genitori per i lavoratori e per i consagrati come abbiamo visto nel ciclo di questi incontri ed è anche il patrono dei moribondi raccomandiamoci a lui perché ci ottenga una buona morte e perché ci insegna a vivere in castità secondo il nostro Stato compiendo come lui fedelmente i doveri di ogni giorno io adesso parafraso il saluto di padre Angel Pegna lo giro a un altro a voi dicendovi che Dio vi benedica mandandovi i saluti dal mio Angelo e i saluti ai vostri Angeli a risentirci con un nuovo ciclo di Catechesi se il Signore vorrà la settimana prossima Ave Maria

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