Stemma di don Leonardo Maria Pompei Don Leonardo Maria Pompei Sacerdote · Apostolato

Audio · Radio San Giuseppe

Amare Gesù e la Madonna

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gentilissimi ascoltatori di Radio San Giuseppe e Maria a tutti ben ritrovati sulle frequenze della nostra web radio dopo la pausa natalizia che riprendono le catechesi curate da Don Leonardo Maria Corpelli lunedì sera alle ore 21.15 come tradizione che ormai dura da circa un annetto e mezzo se non ricordo male noi stiamo terminando e facciamo un pochino di memoria delle ultime nostre conversazioni il ciclo di meditazioni su San Giuseppe con l'ausilio degli iscritti di Sant'Alfonso Maria dei Liguori quindi del settenario di meditazione su San Giuseppe proposto dal grande dottore italiano Sant'Alfonso vissuto come tutti quanti credo sappiate a cavallo del XVII secolo tra la fine del 1600 e la fine del 1700 e oggi dovremo considerare insieme una bellissima meditazione sull'amore che San Giuseppe ebbe nei confronti sia della Madonna che di Gesù inizio subito con la lettura del testo per non tediarvi con eccessive soverchie chiacchiere introduttorie onde poi dedicarci con più calma alla meditazione e al commento di quanto scrive il grande santo napoletano et descendit cum eis Iesus et venit Nazareth et erat subditus illis questa è una citazione del capitolo secondo del Vangelo di San Luca con cui inizia questa meditazione Gesù scese con loro a Nazareth ed era loro sottomesso considerate per prima cosa l'amore che portò San Giuseppe alla sua santa sposa ella era già la più bella che mai fosse stata fra le donne ella era la più umile la più mansueta la più pura la più ubbidiente e la più amante di Dio che non v'è stata né mai vi sarà fra tutti gli uomini e fra tutti gli angeli onde meritava tutto l'amore di Giuseppe che era così amante della virtù aggiungete l'amore col quale egli si vedeva amato da Maria che certamente nell'amore preferì il suo sposo a tutte le creature egli poi la considerava come la diretta di Dio scelta ad essere la madre del suo figlio onnigenito ora in base a tutte queste considerazioni considerate quale doveva essere l'affetto che il giusto e grato cuore di San Giuseppe conservava verso questa sua amabile sposa per seconda cosa considerate l'amore che Giuseppe portò a Gesù avendo Dio assegnato il nostro santo il luogo di padre a Gesù certamente gli dovete infondere nel cuore un amore di padre e padre di dal figlio così amabile che era insieme Dio onde l'amore di Giuseppe non fu puramente umano come l'amore degli altri padri ma un amore sovrumano ritrovando nella stessa persona il suo figliolo e il suo dio Ben sapeva Giuseppe per certa e divina rivelazione avuta dall'angelo che quel fanciullo da cui si vedeva sempre accompagnato era il verbo divino che per amore degli uomini, ma specialmente di lui, si era fatto uomo.

Sapeva che gli stesso l'aveva fra tutti eletto per custodia della sua vita e voleva essere chiamato suo figlio. Ora, considerate che incendio di santo amore si doveva accendere nel cuore di Giuseppe nel considerare tutto ciò e nel vedere il suo signore che da garzone lo serviva, ora nell'aprire e serrare la bottega, ora nell'aiutarlo a segare i legnami, nel maleggiare la pialla e l'ascia, ora nel raccogliere i frammenti e spazzare la casa.

Insomma, che l'ubitiva in tutto quello che gli ordinava, anzi che non faceva cosa alcuna senza la di lui obbedienza che gli osservava come padre. Quali effetti? Quali effetti dovevano destarsi nel suo cuore nel portarlo in braccio, nell'accarezzarlo e ricevere le carezze che gli rendeva quel dolce fanciullo, nell'ascoltare le di lui parole di vita eterna che divenivano tutte saette amorose a ferire il suo cuore, e specialmente poi nell'osservare i santi esempi che gli dava quel divino garzoncello di tutte le virtù.

La lunga familiarità delle persone che si amano alle volte raffredda l'amore. Perché gli uomini? Quanto più lungamente fra di loro conversano, più l'uno conosce i difetti dell'altro. Non così avveniva Giuseppe, anzi quanto di più egli conversava con Gesù, più conosceva la di lui santità.

Da ciò pensate quanto egli amò Gesù, avendo, come portano gli autori, goduta la sua compagnia per lo spazio di 25 anni. A mio modestissimo avviso questa meditazione è semplicemente stupenda e spettacolare. E anche molto formativa per tutti noi. Io vorrei partire con commento a queste parole del grande santo e dottore, patrono dei confessori, quindi di essere un mio grande esempio, e dei teologi moralisti, che oggi hanno perso abbastanza la bussola e farebbero bene, secondo me, a tornare un pochino di più alla conoscenza e agli studi degli scritti del loro patrono.

Chi usa questa piccola parentesi. Dicevo che questa meditazione è sommamente formativa per ciascuno di noi. Vorrei partire da una considerazione che si trova nelle lettere di San Paolo. Adesso non ho la possibilità di darvi la citazione testuale. Ed è questa. San Paolo dice che tra i difetti e tra le pecche da annoverare e da imputare ai pagani, c'era anche quella della mancanza di affetto.

Allora, la nostra vita, per esempio, è Sant'Alfonso, perché capiamo un pochino, no? È uno dei personaggi, da un punto di vista di teologia spirituale, che è proprio uno dei campioni della cosiddetta devozio moderna, diciamo così, che si fa risalire un po' tra i padri fondatori, diciamo così, alla spiritualità di San Francesco.

Cioè a quando la spiritualità cristiana cattolica comprese un po' di più, un po' meglio, l'importanza della dimensione affettiva nella vita interiore. In opposizione al razionalismo dilagante, soprattutto da dopo la rivoluzione, di formare il protestante, al parolaio, questioni dottrinali, cose, discorsi sulla fede, tutte queste cose qui, rendendo, come dire, vuoto il cuore.

Quando invece il cuore e l'affetto è la molla principale del nostro agire. Noi dobbiamo sempre ricordare una cosa. Se non osserviamo i comandamenti, cioè chi è stato a messa ieri avrà sentito la... la seconda lettura. San Giovanni si è sgolato tra Vangelo e Lettere nel dire se amiamo Gesù, osserviamo i comandamenti, sta attendo?

Cioè, capovolgiamo la frase, se non osserviamo i comandamenti, noi Gesù non lo amiamo. E certamente amare è una scelta, è un atto principalmente della volontà, ma è un atto in cui il cuore è coinvolto, cioè, capite? Quindi, verso Gesù e verso la Madonna, tutte e due, e su questo dobbiamo chiedere l'aiuto a San Giuseppe, se ci sentiamo mancati, si devono concepire fuoco, sentimenti infuocati, noi dobbiamo essere innamorati di loro.

Ma proprio innamorati, ma, cioè, innamorati, peggio di come innamorato, un ragazzo quando, a Roma dicono, quando sbrocca, quando perde la testa per la sua amorosa, come dicono a Milano, così facciamo, innamorati, cioè, San Giuseppe c'aveva il cuore infiammato di amore, e la Madonna stessa, avete visto che bella quella frase, amava San Giuseppe, più di tutte le creature.

In un messaggio, autentico, autentico, ma non fa niente, che tanto il contenuto del messaggio certamente è vero, la Madonna dice, se sapeste quanto vi amo, piangereste di gioia. Io sono così bella perché amo, amate tutti e diventerete belli come me. Io so di un recente messaggio, in un'apparizione privata della Madonna, dove ha detto queste parole, cioè che lei ama talmente tanto tutti, anche i peccatori, perché dice, perché io, sì, ce l'hanno i peccati, ma io i peccati non li vedo.

Capite il senso in cui lo dice, no? Non li vedo perché amo, cioè, il suo sguardo di amore, anche quando vedesse delle cose terrificanti, bruttissime, le permette di andare. Perché lei ha cuore oltre, perché lei ha cuore, quell'anima che la ama, ma come un figlio vero. Cioè, noi siamo figli della Madonna, non metaforicamente.

Allora, tutto il problema della nostra vita interiore, e questa è stata la grande intuizione, e oggi siamo ritornati, a mio modestissimo avviso, in pieno razionalismo, come dire, pseudo-protestante, tra l'altro, perché tra l'altro noi protestanti è corso di essere diventati, perché siamo ancora nella Chiesa Cattolica, ma questa cosa è entrata.

Guardate quante volte si sente dire nelle prediche, ah, non servono i desoluzionismi, la fede, la fede, la fede, cioè, intendendo con questo, non è che uno non debba adesso e poi dire anch'io qualcosa, no? Perché ci sono chiaramente degli abusi e delle forme e manifestazioni da evitare anche in questo campo, ma purtroppo è l'essere umano che qualunque cosa tocca, a causa della sua imperfezione, la altera, la stravolge, la macchia e la sporca.

Quindi devi imparare ad usare l'equilibrio in tutte le cose. Ecco. Però, molte volte, dietro queste frasi di facciata, e tra l'altro, come dire, chi è che non sarebbe d'accordo a dire che la fede non si riduce a devozionismi sterili? In linea di principio sì, ma quando dietro questo devozionismo sterile è nascosto un disprezzo, o una sottovalutazione sciocca della dimensione affettiva della vita interiore, eh, il nostro cuore è fatto per amare, gentilissimi ascoltatori, o tu ami Dio, o tu ami Gesù Cristo, o tu ami la Madonna, o ami qualcun altro, o qualcosa altro.

La molla del nostro agire è solo l'amore. Solo l'amore. Ciò a cui siamo proprio attaccati. Ecco. E se noi volessimo fare la volontà di Dio, noi dovremmo essere spiritualmente distaccati da tutte le cose di questo mondo. Distaccati non vuol dire freddi. D'accordo? Ma, eh, pronti a staccarcene, e come dire, attaccati all'unico bene indispensabile e necessario che è Gesù.

San Paolo scrive queste cose, questo vale per tutti, eh, non vale soltanto per me che sono un prete. San Paolo dice, state attenti, chi vive nel mondo e chi ne usa, quindi, chi lavora, chi c'ha i soldi, chi c'ha tutto quello che vuole, chi si prende dei sani divertimenti, chi va al cinema, d'accordo?

Faccia come se non ce l'avesse. Lo usi come se non lo usasse. Chi c'ha la moglie, faccia come se non ce l'avesse. Lo dice la Lettera di Corinzi. Capite? Non è che questo vuol dire, cioè, che uno, se avete la moglie dovete amarla tanto, la moglie, oppure il marito. Però, il senso di questa frase è che tutte le forme buone e lecite di amore umano che devono essere vissute, devono essere sempre ordinate.

E devono essere... devono essere sempre inferiori ai re dei nostri cuori. Cioè, anche il marito e la moglie deve sapere che io ti amo con tutto me stesso, te l'ho promesso, ma amo Gesù e la mia donna più di te. Ecco perché anche quando succedono questioni, situazioni, no, e problemi, per esempio, nella coppia, a vivere la castità coniugale, e fonti di liti, no, perché poi magari uno si...

si converte, vuole fare delle scelte e quell'altro non le condivide, o quell'altra. E allora che vogliamo fare? E allora in quel caso, capite, se io amo Gesù al di sopra di ogni altra cosa, io dovrò fargli uno capire al mio coniuge di guardi te voglio tanto bene, d'accordo? Io ti ho promesso fedeltà e sono tuo, sono tua, assolutamente, in maniera conforme sottomessa per la legge di Dio.

Tu non mi puoi e non mi devi chiedere di andarci contro, perché io contro non ci vado, neanche per amore tuo. Io, nonostante tutto il bene che ti voglio, e se ti arrabbi, e se dovessi anche fare il matto, o fare delle scelte da... da... da... da... da... da... da... da... da... da... da... da... da... da... da... da... da... da... da... da... da... da... da... da... da... squilibrato, l'unica cosa che posso fare è pregare e soffrire se succederanno queste cose, ma su questo non si cede, capite?

Allora, se non si è pronti a fare questo, qual è il problema? Capite? Io penso che oggi Sant'Alfonso tocchi un... Il problema... non è che tu non c'hai il coraggio, non c'hai la forza, non c'hai la fede. Il problema è che non c'è un amore tale verso Gesù, un attaccamento tale verso la sua volontà da essere pronto anche a soffrire e a santamente combattere per amore suo.

Solo gli innamorati fanno follie. Io adesso sono prete, ma da giovane ho avuto le mie... e io ho fatto qualche follia. Perché quando uno è innamorato fa le follie. Perché fa le follie? Perché ama. Sono sotto la spinta forte di questa cosa che sente nel cuore. Motivazioni per innamorarsi di Gesù e della Madonna. Diciamo soltanto qualcuno per innamorarsi della Madonna. Io la Madonna la amo, è gentilissima, tantissimo, e sempre meno di quanto si merita.

Perché questa creatura è veramente un fenomeno unico in tutto l'universo. Ella era la più umile, la più mansueta, la più pura, la più ubbidiente e la più amante di Dio, ne ha detto solo qualcuno, che mai c'è stata e mai più ci sarà fra tutti gli uomini e fra tutti gli angeli. L'umiltà della Madonna, dobbiamo contemplarla anche in tutti i modi possibili, dobbiamo leggere, dobbiamo conoscere.

È una cosa che... Lascia senza fiato. Come si fa a non innamorarsi di una creatura di questo genere? Con tutta la sua immensa grandezza, la sua modestia e di un basso concetto di sé impressionante. E più Dio la eleva, e la eleva anche adesso, al di sopra di tutto, e di più e più lei scende.

Che fanno una santa lotta tra lei e il Padre Eterno. Lei a umiliarsi davanti a lui e lui a innalzarla davanti a sé e davanti a tutti. Come si fa a non innamorarsi di una creatura di questo genere? La più mansueta, noi che tutti quanti noi stiamo sotto i morsi, che ci arrabbiamo spesso dell'ira, dell'impazienza, della mormorazione, tutto quello che volete.

Ti innamori un po' della Madonna, ti fa prendere per mai, ti dice fammi un agnellino come te, che ha avuto una pazienza infinita. Tutte le circostanze della vita. E proprio un tratto, un modo, cioè chiunque racconta di averla vista, di essere entrata in contatto con lei, narra come dire di una dolcezza, di una tenerezza, di una mansuetudine nel tratto, nel timbro, nel tono della voce, nel modo di dire le cose, che lascia senza fiato.

La più pura. Ecco. Quanti il mare di fango di cui è cosparso il pianeta Terra, sotto i piedi, che non sa manco che cosa significa l'impurità, e che è la madre dei vergini. Chi è che ha problemi con gli atti impuri? Ah, se tu ami la Madonna e chiedi aiuto a lei, tu gli atti impuri non ne commetti più manco uno per tutta la vita, ti viene soltanto che il volto a stomaco solo a pensarci.

Perché la Madonna è vergine e virginizzante. Madre vergine e madre dei puri. E gli impuri li fa diventare tutti quanti puri. Perché pensa lei, se l'ami, la più ubbidiente. Chi è che ha fatto la volontà di Dio come la Madonna? Chi? E noi dobbiamo farla la volontà di Dio, gentilissimi ascoltatori.

Non solo nell'osservanza dei dieci comandamenti, quella è la quinta elementare, quella è la scuola dell'obbligo di noi, ma in tutto. In tutto quello che il Signore ci mette davanti nella vita, nell'adempimento della nostra missione. Nella secondaria anche le cose che il Signore non ci chiede.

Sotto stretto obbligo, ma che desidererebbe da noi lasciandoci nella libertà. Una libertà chiaramente responsabile, di agire o di non agire. La più amante di Dio. Ecco, l'amore a Gesù e alla Madonna. Sapete che Gesù è il verbo incarnato, quindi il mediatore. La Madonna è la mediatrice.

Sono dei mezzi formidabili perché sono quelli più vicini a noi. Ma quelli che ci portano poi direttamente e quasi in automatico al cuore di Dio. Subito. Ecco, allora, se non abbiamo un po' d'amore per Gesù e per la Madonna, ecco la devozione a San Giuseppe. Noi dobbiamo pregarlo a San Giuseppe.

Poi lo prega anche Sant'Alfonso dicendogli Santo mio Patriarchio, io mi rallegro della vostra grandezza, d'accordo? In essere fatto degno di poter comandare come padre e farvi ubbidire. Quindi aiutatemi voi, aiutatemi voi, aiutatemi voi, guardate. Concedetemi un grande amore verso di voi, bontà infinita, ed anche un grande amore verso Gesù e la Madonna, come l'avete avuto voi.

Perché tanto santo diventerò, tanto obbediente a Dio, tanto beato sarò poi, quanto avrò amato Gesù e Maria in questa terra. Ricordiamo il Catechismo di Sant'Eupio X dice Dio ci ha creato per conoscerlo. Quindi il nostro sforzo di conoscere sempre meglio Gesù e Maria deve essere fondamentale.

Amarlo e servirlo, cioè tu lo servi tanto quanto lo ami. Se noi serviamo poco Gesù, ricordiamoci che lo amiamo poco. E se lo amiamo poco, speriamo che sia perché lo conosciamo poco. E quindi lavoriamo per conoscerlo sempre di più. Queste povere Catechesi, che cerchiamo di fare nella maniera meno indegna possibile, dovrebbero anche essere un piccolo aiutino.

Un po' meglio Gesù, Giuseppe e Maria. Vi do appuntamento, se credete, la prossima settimana con la mia benedizione. Ave Maria.

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