Stemma di don Leonardo Maria Pompei Don Leonardo Maria Pompei Sacerdote · Apostolato

Audio · Radio San Giuseppe

Fede speranza e amore in San Giuseppe

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Gentilissimi ascoltatori di Radio San Giuseppe, Maria a tutti e ben ritrovati sulle frequenze della nostra carissima web radio Santa serata a tutti da parte di Don Leonardo Maria Pompei Stiamo per occuparci, gentilissimi ascoltatori, anche oggi di una piccola catechesi sulla base di questo scritto di San José Maria Escrivà che abbiamo cominciato una volta scorsa, per chi segue assiduamente queste catechesi il fondatore dell'Opus Dei, scritto che si chiama nella bottega di San Giuseppe che tratteggia questa figura umana, straordinariamente divina, che è il nostro carissimo santo patrono della radio, protettore della chiesa, il terrore dei demoni che consente quindi di darci una conoscenza ulteriormente approfondita perché sappiamo che la conoscenza alimenta l'amore e l'imitazione che sono le due disposizioni che tutti cerchiamo nei confronti di questo carissimo e grandissimo santo Io non mi dilungo in eccessive introduzioni perché il paragrafetto di oggi che si chiama La fede, la speranza e l'amore, quindi le tre virtù e i rogali vissute da San Giuseppe è abbastanza ricco, cospicuo e corposo, quindi passo immediatamente alla lettura ecco, onde non togliere tempo né al testo né al commento di queste parole che con l'aiuto del Signore faremo come sempre dopo una lettura La fede, la speranza e l'amore La giustizia non consiste nella semplice sottomissione a una regola La rettitudine deve nascere dal di dentro, deve essere profonda, vitale perché il giudizio è un'attività e il giusto vive della fede vivere della fede queste parole che saranno poi spesso tema di meditazione per l'apostolo San Paolo le vediamo realizzate perfettamente in San Giuseppe egli non compie la volontà di Dio esteriormente, formalisticamente ma in modo spontaneo e profondo la legge che osservava ogni ebreo pratico non era per lui soltanto un codice o una fredda raccolta di precetti era l'espressione della volontà del Dio vivo ed è per questo che Giuseppe seppe riconoscere la voce del Signore quando essa gli si manifestò inattesa e sorprendente La storia del Santo Patriarca, infatti, è quella di una vita semplice ma non certo facile Dopo momenti angosciosi sa che il figlio di Maria è stato concepito per opera dello Spirito Santo e quel bambino, figlio di Dio discendente di Davide secondo la carne nasce in una grotta gli angeli ne festeggiano la nascita e personalità di terre lontane vengono ad adorarlo ma il re di Giudea vuole la sua morte ed è necessario fuggire il figlio di Dio è apparentemente un bimbo inerme che andrà a vivere in Egitto narrandoci queste scene Matteo mette costantemente in risalto la fedeltà di Giuseppe che ubbidiva i comandi di Dio senza tentennamenti anche se a volte il senso di quei comandi gli doveva sembrare oscuro oppure non riusciva a coglierne il nesso con il resto dei piani divini in molte occasioni i padri della Chiesa e gli autori spirituali hanno fatto notare la fermezza della fede di Giuseppe riferendosi alle parole dell'angelo che gli ordina di fuggire da Erode e di rifugiarsi in Egitto San Giovanni Crisostomo commenta al sentire ciò Giuseppe non si scandalizza ne dice mi sembra un enigma tu stesso mi facevi sapere or non è molto che egli avrebbe salvato il suo popolo ed ecco che ora non è capace di salvare se stesso anzi dobbiamo fuggire intraprendere un viaggio e subire un lungo esilio ma ciò è contrario alla tua promessa Giuseppe non è capace di salvare se stesso Giuseppe non ragiona così perché è un uomo fedele fedele nel senso di fede non domanda nemmeno il tempo del ritorno nonostante fosse rimasto indeterminato già che l'angelo gli aveva detto resta là in Egitto finché te lo dirò non per questo si sente in difficoltà ma obbedisce, crede e sopporta con gioia tutte le prove la fede di Giuseppe non vacilla la sua obbedienza è sempre precisa e immediata per comprendere meglio la lezione del santo patriarca è opportuno considerare che la sua fede è attiva e che la sua docilità non ha nulla dell'obbedienza di chi si lascia trascinare dagli eventi la fede cristiana infatti è quanto di più opposto ci sia al conformismo all'inerzia interiore Giuseppe si abbandonò senza riserve all'azione di Dio ma non rifiutò mai di riflettere sui fatti di Gesù ma non rifiutò mai di riflettere sui fatti di Gesù e in tal modo ottenne dal Signore quel grado di intelligenza delle opere di Dio che costituisce la vera sapienza e così apprese a poco a poco che i disegni soprannaturali hanno una coerenza divina sovente in contraddizione con i piani umani nelle diverse circostanze della sua vita il patriarca non rinuncia a pensare né a far uso della sua responsabilità anzi colloca al servizio della fede tutta la sua esperienza umana di ritorno dall'Egitto avendo saputo che era re della Giudea Archelao al posto di suo padre Rode ebbe paura di andarvi ha imparato a muoversi nell'ambito del piano divino e ha conferma che il suo presentimento corrisponde effettivamente alla volontà di Dio e riceve l'indicazione di riparare in Galilea tale fu la fede di Giuseppe piena, fiduciosa, integra una fede che si manifesta con la dedizione efficace alla volontà di Dio e alla sua vita con l'obbedienza intelligente e assieme alla fede ecco la carità l'amore la sua fede si fonde con l'amore l'amore per Dio che compiva le promesse fatte ad Abramo a Giacobbe, a Mosè l'affetto coniugale per Maria l'affetto paterno per Gesù fede e amore si fondono nella speranza della grande missione che Dio, servendosi proprio di lui un faregname della Galilea cominciava a realizzare nel mondo la redenzione degli uomini fede, amore e speranza la fede è la fede sono i cardini della vita di Giuseppe come lo sono di ogni vita cristiana la dedizione di Giuseppe risulta da questo intrecciarsi di amore fedele di fede amorosa di speranza fiduciosa la sua festa è dunque un'ottima occasione per rinnovare il nostro impegno di fedeltà alla vocazione cristiana che il Signore ha concesso ad ognuno di noi quando si desidera sinceramente vivere di fede, di amore e di speranza la fede è la fede rinnovare il proprio impegno non è come riprendere una cosa lasciata in disuso quando c'è fede, amore e speranza rinnovarsi significa nonostante gli errori personali le cadute, le debolezze voler restare nelle mani di Dio confermare un cammino di fedeltà rinnovare l'impegno, ripeto è rinnovare la fedeltà a quanto il Signore vuole da noi che amiamo con i fatti l'amore è un'amore che non ha necessariamente le sue manifestazioni caratteristiche a volte si parla dell'amore come se fosse un impulso verso la propria soddisfazione o una semplice risorsa per completare egoisticamente la propria personalità ma non è così l'amore vero è un uscire da se stessi è un darsi l'amore porta con sé la gioia ma è una gioia con le radici a forma di croce finché siamo sulla terra finché non è raggiunta la pienezza della vita futura non vi può essere amore vero senza esperienza di sacrificio di dolore un dolore che si gusta che è amabile che è fonte di intimo gaudio ciò non di meno è un dolore reale perché si tratta di vincere il proprio egoismo e di prendere l'amore come regola di tutte e singole le nostre azioni le opere dell'amore sono sempre grandi benché si tratti di cose in apparenza piccole Dio si è avvicinato a noi creature povere e ci ha detto che ci ama le mie delizie sono tra i figli degli uomini il Signore ci fa conoscere che tutto è importanza sia per noi che siamo sia per le azioni che a nostri occhi appaiono grandi sia quelle che invece giudichiamo di poco valore nulla va perduto nessun uomo è disprezzato da Dio ognuno è chiamato a partecipare al Regno dei Cieli per mezzo del compimento della propria vocazione nel suo focolare nella sua professione o mestiere negli obblighi corrispondenti al proprio Stato nel compimento dei doveri civili nell'esercizio dei propri diritti è quanto ci insegna la vita di San Giuseppe semplice, normale, comune fatta di anni di lavoro uguale di giorni che si sosseguono con apparente monotonia ho pensato a tutto ciò molte volte meditando la figura di Giuseppe ed è questa una delle ragioni della mia speciale devozione per lui quando Sua Santità Giovanni XXIII annunziò nel discorso di chiusura della prima sessione del Concilio Vaticano II che nel canone della Messa sarebbe stato introdotto il nome di Giuseppe un'alta personalità ecclesiastica si affrettò a telefonarmi per dirmi rallegramenti a quell'annunzio ho pensato subito a lei, alla gioia che ne avrebbe avuto ed era così perché nell'assemblea conciliare che rappresenta la Chiesa intera riunita nello Spirito Santo si proclamava l'immenso valore soprannaturale della vita di Giuseppe il valore di una vita di semplice lavoro vissuta alla presenza di Dio in perfetto compimento della Divina Volontà ecco, ripercorrendo una bella, come avete visto, corposa meditazione di San José Maria Escrivà ecco, io vorrei anche la luce del tempo di quaresima che stiamo vivendo ecco, che è il tempo in cui cade diciamo così, da un punto di vista cronologico questa meditazione di questa sera lunedì 23 febbraio 2015 approfondire soprattutto ecco, perché è un tema, a mio avviso molto quaresimale l'argomento del giusto che vive della fede che è una frase che viene dall'Antico Testamento e che poi è ripresa dall'Apostolo Paolo sappiamo che l'Apostolo Paolo in tante circostanze insomma, in tante occasioni ripete questo slogan il giusto vive di fede che nella sua versione originaria vi faccio una citazione testuale si tratta di un giusto che vive di fede tra l'ora del profeta Abacuc ecco, soccombe colui che non ha l'animo retto mentre il giusto vivrà per la sua fede molto bella questa espressione iustus ex fide bibit in latino cosa significa questo?

una cosa molto molto importante cioè la fede in questo senso si intende la conoscenza di Dio delle sue verità e delle sue volontà che ci viene uno, semplicemente dalla nostra formazione adesso farò qualche esempio e due, da come nel mistero e questo è stato molto presente nella vita di San Giuseppe Dio ci traccia la strada ci fa comprendere piano piano i suoi disegni chiedendoci di affidarci a lui ma sempre senza dirci tutto Dio a stare attenti non dice mai tutto questa è proprio una definizione una delle poche definizioni assolute che si possono fare allora, vivere di fede nel senso che io regolo la mia esistenza sulla base della conoscenza della verità di fede si fa subito se io credo che una cosa è peccato anche se a me quella cosa non sembra tale non la faccio se io credo che il Signore faccio una serie faccio un video faccio un video faccio un video faccio un video faccio un video faccio un video un esempio casuale di alcune verità di fede se io credo che il Signore ricompensa le opere buone che io compio le faccio ma se io credo che il Signore è onnisciente quindi vede ogni cosa farò un pochino più attenzione a non offenderlo davanti ai suoi occhi se io credo che Dio è onnipotente quindi che può tutto e che ha un Padre provvidente quindi che si prende cura della mia vita evidentemente la mia vita avrà un'opera avrà tutta un'altra direzione rispetto a che questa cosa non ce l'ha non ci saranno preoccupazioni non ci saranno angosce non ci saranno neanche paure perché c'è un Padre come dice Gesù nel Vangelo nostro che è nei Cieli fare proprio questa cosa la vita di San Giuseppe è stata costellata di prove perché le prove non sono altro che la dimostra l'occasione di mettere a frutto se ce l'hai la fede che hai e non è solo perché se la fede non ce l'hai in occasione della prova è ovvio che una persona cade e viene meno quindi la prova manifesta chi sei tu cioè se io credo che dopo la morte esiste il purgatorio e mi è morto mio padre e se io credo che andare in Paradiso non è una cosa così scontata ma che ci vuole un grado di purificazione estrema perché anche una piccolissima macchia in cielo non c'entra è chiaro che io farò dire le messe per mio padre se non me ne importa niente le messe per mio padre non gliele faccio dire se io credo faccio tutta una serie di esempi che se commetto solo un peccato mortale perdo la grazia e la mia anima diventa schiava di Satana è chiaro che se Dio non voglia mi dovessi cadere o dovessi anche soltanto sospettare temere di aver fatto un peccato mortale ma io mi andrò a confessare il più presto possibile non faccio passare settimane, mesi o anni no?

se ci credo veramente vedete quanto è importante questa espressione un giusto vive della fede purtroppo questa è un'espressione che è stata travisata nel corso della storia perché i luterani e i protestanti ne hanno fatto una sorta di feticcio assoluto e mal interpretato per escludere poi l'impegno delle buone opere nella vita cristiana ma la fede rettamente intesa richiede necessariamente le buone opere è ovvio e ecco perché nel Vangelo di San Giovanni tutto il problema del rapporto con Gesù è credere in colui che il Padre ha mandato non credere nel senso di dice vabbè io credo in Gesù Cristo figlio di Dio e poi faccio nella mia vita quello che mi pare tanto questa fede mi salva questa visione veramente infantile e riduttiva ma quando dice il giusto vive della fede quindi una fede che porta necessariamente ad un'adesione alla volontà di Dio piena perché non è formalistica come si diceva ed esteriore cioè ah che cosa dice andiamo a messa la domenica vabbè ci vado così faccio contento il Padre Eterno ma che stiamo matti ci vado a messa la domenica faccio la messa anche di più perché credo fermamente che la messa è la rinnovazione sacramentale del sacrificio della croce e che lì c'è Gesù in persona essere presente e che il suo sacrificio viene applicato anche per me che sto partecipando a quella santa messa oltre che per le intenzioni per i vie e per i defunti capite?

tutto è trasformato se uno ha una fede profonda fede San Paolo dice che opera per mezzo della carità perché vedete la virtù teologale più importante è la carità ma la prima è la fede perché se io non ho la fede ben formata non vivrò la carità perché anche la carità perché io devo amare il prossimo anche quando mi dà fastidio perché devo amare il nemico perché devo mettere gli interessi degli altri superiori a me stesso perché me l'ha detto Gesù?

nessuno ha un amore più grande perché devo amare il nemico? perché lo ha fatto anche Gesù e perché tra l'altro io credo fermamente che Gesù ha amato me quando ero suo nemico nel senso che i miei peccati sono stati loro a mettere in croce Gesù io c'ero al giorno del Calvario fate la via Crucis durante questo tempo di Quaresima sono stati i miei peccati Gesù mio per don pietà dice un canto popolare ma tu ci credi veramente?

perché se tu credi veramente che tu hai messo in croce il figlio di Dio non i giudei che sono stati come dire l'occasione storica e che certamente a livello personale la loro responsabilità ce l'avranno pure questo lo sa il Padre Eterno ma da un punto di vista dell'economia della salvezza sei tu che hai messo in croce il figlio di Dio se tu questo ci credi se qualcuno ti fa un insulto ma come ti permetti a reagire?

se tu hai messo in croce il figlio di Dio che è Dio e che è innocente se qualcuno fa un insulto anche meditato nei tuoi confronti che sei un uomo e che sei un peccatore come tutti non sarà tutta questa tragedia non sarà tutta questa grande fine del mondo capite che è tutto qui è veramente tutto qui e volevo concludere perché il tempo purtroppo è tirano e scorre veloce riprendendo quella considerazione di San Giovanni Crisostomo sull'episodio della fuga in Egitto per far capire come tante volte il Signore mette alla prova allora voi ci avete San Giuseppe che ha dovuto tribolare per prendere coscienza del fatto che Maria era incinta proprio dello Spirito Santo che ha dovuto dire a un angelo dopo questo polaccio gli saranno calati 50 anni nel tormento che ha sofferto dice a questo è il figlio di Dio e beh ora c'è un cretinetti un superbo che è un re fantoccio come era nel tempo che si è arrabbiato è il figlio di Dio sono io che lo devo portare via ma lo fulmina no?

qual è il problema? no non lo fulmina nonostante questo la volontà del Padre è che Gesù bambino non fa proprio niente non fa sfoggio di potenza prematura per fermare questa cosa se ne fa carico San Giuseppe e se ne fa carico come dice il Padre Eterno si parte ti dice anche dove andare già già troppo in Egitto ma non ti dice quando torni se torni e quando torni si prende e si va io questo vi dico per esperienza perché anch'io sto camminando presso il Signore che è un punto molto molto molto importante questa rinuncia a sapere a organizzare a programmare tutte le cose Dio questa cosa ce la distrugge se vuole farci diventare degli uomini di fede tu ti affidi a Lui fai la volontà di Dio che ti manifesta in questo momento fino a quando dovrò restare in questa parrocchia?

fino a quando Dio vuole quando il Vescovo mi dà l'ordine di trasferimento si farà una legge e si va via e poi si va via chiuso il discorso per fare un esempio e così vale per tutte le circostanze della vita il tempo come vi ho detto è tiranno quindi spero che queste considerazioni vi abbiano aiutato a dare il via al resto che lo Spirito Santo certamente per l'intercessione della sposa sua e di San Giuseppe Maria Santissima non mancherà di farvi meditare vi do la mia benedizione con l'appuntamento al lunedì prossimo Ave Maria

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