Stemma di don Leonardo Maria Pompei Don Leonardo Maria Pompei Sacerdote · Apostolato

Audio · Radio San Giuseppe

I due sposi vergini Maria e Giuseppe

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Trascrizione

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Gentilissimi ascoltatori di Radio San Giuseppe, ben ritrovati a tutti sulle frequenze della nostra web radio per una nuova Catechesi sul Più Santo dei Santi che continuiamo a scrutare, a conoscere e ad approfondire, aiutati dal Aureo Libretto del Beato Bartolongo il mese di marzo in onore di San Giuseppe.

Un santo mese di marzo a tutti, anzitutto che è già cominciato sabato scorso, spero che mi sia ricordato di raccomandare agli ascoltatori che sarebbe cosa molto molto molto buona celebrare il mese di maggio con la recita quotidiana del Sacro Manto per 30 giorni consecutivi chiedendo una grazia grande a San Giuseppe.

Proprio in concomitanza è un onore del mese a lui dedicato, tenete presente che anche mi piace pensare che il 2014 sia un anno particolare di sua cura e custodia perché il primo gennaio, se vi ricordate, è stato di mercoledì, che è comunque il giorno di San Giuseppe. Se qualche ascoltatore avesse dimenticato, oggi lunedì è 3 marzo, quindi si ha fretti perché tanto marzo ce n'è a 31, quindi non si può fare niente, non si può fare niente, non si può fare niente, non si può fare niente, non si può fare niente, non si può fare niente, quindi se comincia subito oggi dovrebbe finire o il 31 o il 1 aprile, basta che conti 30 giorni consecutivi, tanto la trasmissione finisce per le 22 circa e quindi ci sarà modo di cominciare subito.

Vi raccomando perché in questo mese San Giuseppe è ancora più prolifico che, ovviamente in termini di grazie ottenute da Dio, che in tutti gli altri tempi dell'anno. L'argomento di oggi si intitola così, i due sposi vergini Maria e Giuseppe. Vi preannuncio che sarà come sempre, lo sapete che i santi erano ispirati, quindi il beato Bartolo Longo è indubbiamente ispirato, è stato ispirato a non scrivere queste cose, certamente in parte come vedremo riprende alcune tematiche tipiche della tradizione, però gli da anche...

un suo personale apporto, tenete anche presente che Bartolo Longo parla su questo, i romani dicevano mutatis mutandis, quindi chiaramente considerando la diversità dei casi, però il beato Bartolo Longo ha qualcosa da dire, perché come sapete è vissuto per tanti anni con la contessa di Pompei di cui, perdonatemi, mi sfugge il cognome, cioè è la donna che l'ha aiutato in tutto, insomma in tutta quanta...

la sua vita è una donna molto devota, lui ci ha vissuto gomito a gomito per tantissimi anni, e poi diciamo così sul consiglio di Papa Leone XIII contrasse matrimonio con questa contessa, con la clausola con cui entrambi erano d'accordo di sposarsi, diciamo per coprire, perché succede sempre così, le chiacchiere delle persone, senza chiaramente poi vivere però come marito e moglie, quindi vivendo come sposo e sposa, ma non come marito e moglie.

Cosa che è possibilissima, però bisogna sempre fare attenzione alle chiacchiere, io vi parlo da sacerdote, è possibilissimo stare a fianco a degli individui di sesso femminile con la più assoluta e totale purezza di intenzione e di volontà, certamente noi esseri umani non siamo esenti da tentazioni, in quanto individui.

di sesso maschile, ma ricordate sempre che noi abbiamo la volontà, quindi fuggendo l'occasione di peccato, se uno si accorge, certamente ci vogliono delle misure prudenziali, perché non è che il beato Bartolo Longo e la contessa dormissero dentro lo stesso letto, questo lo potete capire, ma stare tranquilli che neanche Maria di Nazareth e San Giuseppe dormirono dentro lo stesso letto, potete stare tranquilli, perché purtroppo bisogna comunque stare attenti, perché c'è il peccato originale che è un problema grosso.

Io questo lo posso testimoniare, gentilissimi ascoltatori, nel senso che nel cuore di un sacerdote, che sia degno di questo nome, non ci sono, diciamo così, a livello voluto, cosciente, coltivato, dei pensieri brutti, non ci sono. Io penso a tutte quante le ragazzotte che stanno nel post-cresime, io mi sento loro padre, d'accordo, e basta, non riuscirei assolutamente...

fare ripugnanze e volte a stomaco solo il pensiero, però raccomando sempre a queste care giovanotte di essere attente nelle fusioni chiaramente normali, affettuose e pulite nei miei confronti, perché anche se nella mia volontà non ci sta niente, eventuali contatti ravvicinati del terzo tipo possono diventare pericolosi, perché purtroppo in me c'è il peccato originale, e se tu lo vai a stuzzicare, quello si sveglia, e poi lo puoi controllare soltanto nelle conseguenze, ma voi capite benissimo, sapete di cosa sto parlando, questo vale sia per gli uomini che per le donne, che le prime reazioni che si hanno in confronto a alcune sollecitazioni non possiamo controllarle.

Poi possiamo, come dire, fuggire e non assecondarle, ma non controllarle, per questo che vanno fuggite le occasioni di peccato, no? Io raccomando anche ai miei cari ascoltatori, perché lo sto trattando di una situazione in cui non c'è nessun problema, e sto trattando di questi argomenti anche adesso durante il catechismo, di essere fermamente persuasi che la castità a tutti i livelli si può tranquillamente vivere.

C'è una bellissima testimonianza, vi invito a guardarla sul web, sul mio canale YouTube c'è, di un celebre attore di origine sudamericana, attualmente vivente a Los Angeles, molto più conosciuto in America che non qui in Italia, perché i suoi film, che adesso sono di un certo livello, sono un po' poco mal distribuiti.

Si chiama Edoardo Verastegui. Edoardo Verastegui, che è un attore, sotto tutti i punti di vista, è un uomo stupendo, bellissimo, è proprio una statua. È un bellissimo uomo. Chiaramente uno vedendolo si immagina che lo sa questo uomo combinato. Ed in effetti lui ci racconta, le ha combinate.

Ma ai tempi di quell'intervista, che credo che risalga due, tre, forse quattro anni fa, parlava di già otto anni di castità consecutive. E quando qualcuno gli faceva notare, diceva, io quando feci questa scelta, aiutato da una persona, i miei amici hanno cominciato a pensare che ero matto, che mi ero sentito, che ero uscito di testa.

E mi fecero questa obiezione, diceva, ma come fai a farne a meno? Cioè, questa è una cosa di cui non si può fare a meno, noi non possiamo mica resistere a queste cose. Allora lui gli ha risposto, dice, ma scusa un attimo, noi non siamo mica animali. Cioè, ci sono altre le cose di cui non si può realmente fare a meno.

Io non posso fare a meno di respirare, se non muoio, questo è evidente. Non posso fare a meno di mangiare, se non muoio, questo è evidente. Non posso fare a meno di bere, se non muoio, questo è evidente. Non è mai morto nessuno di continenza, ironizziamo in questo modo. Non si muore di continenza, assolutamente.

Perché certamente che ha un istinto imperioso, forte e violento. Ma non incontrollabile. Quindi se uno sceglie, accettando la volontà di Dio di volerlo vivere, e usa i mezzi, i mezzi per viverlo sono tre, perdonatemi queste premesse, eh. la ferma risoluzione di non peccare. la fuga dalle occasioni.

una vita sacramentale di preghiera intensa, in particolare una tenera devozione alla Madre di Dio. Se ci sono queste tre cose, non si fanno mai peccati impuri. Mai. D'accordo? Si può cadere in qualche tentazione. Ma non c'è anche questo, non bisogna darlo come una cosa, ciabbè caduto in tentazione.

Perché se queste tre cose ci sono, i peccati impuri sono peccati volontari, per questo che sono sempre peccati mortali. Uno non può fare una cosa di questo genere senza che la volontà gli stia aiutando. Senza che la volontà gli stia dietro. D'accordo? Quindi questo teniamolo sempre ben chiaro.

E questo argomento è argomento della morale cattolica di primarissima importanza. Tutt'ora, oggi. Non è affatto vero che le cose sono cambiate con la rivoluzione sessuale o con le altre storie. Non è vero. Nulla. Su questo non è cambiato. E mai nulla cambierà. D'accordo? Perché non si può andare contro dei testi espliciti e chiarissimi, che ho affrontato in altre sedi, in altre catechesi, del Nuovo Testamento, che condannano senza possibilità di appello tutte le forme, le specie e i modi di peccato impuro.

Punto. Allora, detto questo, io cedo subito la parola al Beato Bartolo Longo, che ci introduce dentro questo tema. Come sempre, leggiamo il brano. Poi ci ritorniamo, in seconda battuta, per offrire qualche ulteriore spunto di meditazione, sottolineando qualche aspetto. E poi andremo a chiudere.

San Giuseppe fu eletto da Dio, consorte dell'Immacolata, sposa del Re dei Re. La Divina Provvidenza dispose lo sposalizio di Maria Vergine con San Giuseppe per quattro ragioni. Allora, noi dobbiamo fare attenzione. Apro una piccola parentesi ante litteram. Perdonatemi se fuoriesco dal metodo che tra l'altro appena adesso avevo formulato.

Quando Dio fa una cosa, le cose che Dio fa sono sempre sommamente sensate. Sempre. Siamo noi che non ne capiamo le motivazioni di Dio. Non è che Dio fa qualcosa di insensato o peggio di sbagliato. E attenzione a non giudicare mai le opere di Dio. Ecco. Ne più di qualche volta mi è successo.

Anche attraverso i miei continui contatti multimediali tra Facebook e compagnia cantante. E-mail, eccetera. Che qualcuno mi chiede. Eh, ma se Dio sapeva che gli uomini e gli angeli avessero peccato, perché ha creato l'universo? Questa domanda è sbagliata in radice. È sbagliata. Perché tu già stai puntando il dito.

Quindi stai insinuando che Dio abbia fatto una cosa da stolto. Sapendo che alcune persone si sarebbero dannate. Attenzione al linguaggio, gentilissimi ascolti. Tu non puoi dire una cosa di questo tipo. Questa è una bestemmia, questa qui. Ed è una bestemmia peggiore di quella che una persona, un energumeno, insomma, oppure un rude o un incolto dice a vanver senza neanche pensarci in un momento di rabbia.

Perché questa è pensata. Capite? Capite? Ecco. Scusate che ho un attimo perso completamente il filo. Ah, quindi stavo dicendo. Dio non fa cose insensate. Mai. Perché Gesù non poteva nascere direttamente uomo trentenne? Certamente. La Madonna non poteva, che ne so, rinchiudersi in un monastero e crescere Gesù da soli a cuore a cuore, lei e Gesù, e poi senza far niente sapere, comparire improvvisamente.

Cioè, c'erano tantissime variabili possibili. Dio ha scelto questa. Perché? Allora, noi non dobbiamo chiedere a Dio perché ha scelto questa, ma possiamo, e questa è, come dire, la vera teologia, possiamo timidamente, umilmente... Allora, questa è un'opera di Dio. Come tutte le opere di Dio è sommamente intelligente.

Pregando lo Spirito Santo, e anche per poter contemplare le opere di Dio e imparare da Lui a comportarmi, posso andare a provare a investigare le sante, sicuramente sante, motivazioni che hanno spinto Dio ad agire in un certo modo? Questo è lo stile che hanno sempre avuto i santi e i santi teologi.

Non tutti i teologi di oggi sono santi, detto fra me e voi. Almeno per quanto mi riguarda. Cioè, tu non devi partire da una critica. Noi siamo tutti quanti figli di Kant e dell'illuminismo. La critica della ragion pura, la critica della ragion pratica, la critica del giudizio, il metodo critico, non è cosa buona, il metodo critico, nei confronti delle opere del Padre Eterno.

Il metodo contemplativo, non il metodo critico. Cioè, io sto dinanzi a uno spettacolo che è stupendo, che è stupendo per forza, perché è uno spettacolo messo in essere dal Padre Eterno, che io sono uno zulù. E, non lo so, avete visto, se tu porti uno zulù, perdonatemi gli stipoli zulù, è per farvi capire, no?

Se tu lo porti all'opera, a vedere un'opera, o lo porti a un concerto di Gregoriano, lo zulù dice, che è sto schifo? Che è sta roba? Ma non è che quella roba è uno schifo, è che quello è uno zulù. Allora, noi siamo zulù nei confronti del Padre Eterno, che ti metti a giudicare le opere di Dio?

Che sei matto? Allora, adesso faccio il bravo, eh, quindi. Allora, però, il Beato Bartolo Longo si mette, dinanzi a questo mistero, lo sposalizio tra Giuseppe e Maria, dice, ci saranno sicuramente state delle ottime ragioni. Lui ne coglie quattro, e le spiega. Prima ragione. Difendere la verginità e l'onore di Maria.

La prima. Egli doveva guardare, quale angelo di Dio, la verginità di Maria. Ed in pari tempo, come dice Sant'Ommaso, il Dio voleva difendere l'onore di sua madre, affinché nessuno potesse pensare male di lei. Prima cosa. La seconda. Fu affinché la Vergine avesse chi la sostentasse, la servisse nei suoi travagli, e l'accompagnasse nel suo pellegrinare.

La terza ragione. Fu perché questo sposalizio servisse alla sapienza di Dio, questo è straordinario, come mezzo per occultare al demonio il gran mistero dell'incarnazione del Verbo, e il nuovo prodigio di un figlio concepito da madre vergine, sino al tempo destinato a scoprirlo. San Giuseppe rispose fedelmente a questi disegni del Signore, e fu interamente distaccato dalle sue passioni, dai suoi interessi e dal suo riposo.

Ma vi fu ancora una quarta ragione, che è di gran conforto a tutti i devoti del giusto e santo Patriarca. Aver voluto il Dio onorare San Giuseppe, alzandolo alla dignità di sposo della madre di Dio e custodio dello stesso suo figlio. Allora Dio riscese visibilmente nel mondo, quando trovò un uomo vergine, che fosse degno di sposare la vergine delle vergini.

E Maria, la più pura fra le creature, per rivelazione di Dio, fu sposata all'uomo più giusto, chiamato Giuseppe, che mai avrebbe violato il voto della sua verginità, fatta a Dio. Ella obbediva prontamente, e posava i suoi occhi immacolati su Giuseppe, autentico giglio. Giuseppe a sua volta avvolgeva il suo sguardo a Maria.

Erano due purissimi gigli, che levavano un unico profumo dalla terra al cielo. Oh, di quale purissimo amore dovevano amarsi questi vergini sposi! Più che Adamo ed Eva nei primi giorni della loro innocenza, Giuseppe e Maria formavano la delizia del Signore, l'estasi degli angeli nell'umile città di Nazareth.

Nazareth raffigurava l'Eden dei primi giorni della creazione. Tutto ospirava santità, tutto era innocenza, tutto era bello. Maria, dice un pio autore, usava tutte le cure per San Giuseppe. Si informava dei gusti, del lavoro, dei bisogni di lui. Badava che egli non mancasse di niente.

Ubbidiva umilmente alle parole di lui. Che fortuna per San Giuseppe essere amato da Maria! Udire quella voce che forma l'incanto del paradiso. Oh, quanto era soave la voce di Maria! Era la voce della Tortorella nel deserto. La voce della colomba celeste. Tutte le parole della Vergine erano, secondo il linguaggio della scrittura, frutti d'oro sopra un letto d'argento.

Oh, colloqui segreti! Oh, istruzioni divine! Udire Maria parlare delle grandezze di Dio, delle verità eterne, della bellezza della virtù, del nulla delle cose umane, della felicità che si gode nell'amare Gesù e servirlo. Che parole infiammate, che dardi infuocati, dovevano uscire da quel cuore più puro degli angeli e degli stessi serafini.

Beati coloro che hanno potuto dirle quaggiù. Ma nessuno gode mai di questo privilegio quanto San Giuseppe. Nel corso di trent'anni egli poté raccogliere le sante parole che uscivano dalla bocca della sede della Sapienza e rivelavano le intime glorie della figlia del Gran Re. Voi che invidiate la bella sorte di questo santo Patriarca, recatevi sull'altare di Maria e genuflessi davanti alla sua immagine, dilatate la vostra voce.

Dilatate la vostra anima e raccogliete il vostro spirito per ascoltare la sua dolcissima voce. Questa madre di bontà vi farà udire interiormente parole di celestiale consolazione e lascerà cadere sopra di voi sguardi di misericordia e di amore. Non solo la nostra amabile Regina gradisce il nostro amore e gli corrisponde, ma lo desidera vivamente e ci previene, ci invita con bontà, ci tira a sé.

Di lei si possono dire con la Chiesa quelle parole della Sapienza. Ella si mostra facilmente a quelli che la amano ed è agevole ritrovarla a chi la cerca. Ella previene coloro che la desiderano e va loro incontro. La si vede al mattino seduta sul limitare dell'uscio, va poi in ogni parte cercando coloro che vogliono amarla, fa loro le più graziose accoglienze.

Io sono, e la dice, la madre del bel amore, del casto e santo timore, della fia conversazione e della più soave consolazione. Collocatemi quale suggerilo sopra il vostro cuore e sopra il vostro braccio. Datemi il vostro cuore ed io vi darò il mio. Preghiamo in questo giorno affinché la Vergine Santissima e San Giuseppe siano conosciuti e amati da tutti gli uomini e in tutti i tempi.

A mio avviso qui siamo davvero in altissime vette. Allora, ripercorriamo questi quattro punti, fermandoci qualche minuto su di essi, per coglierli in tutta la loro stragrande ricchezza. Numero uno, ricordo, difendere la verginità e l'onore di Maria. Allora, la Madonna, secondo la tradizione, tradizione festeggiata tra l'altro dalla Chiesa il 21 novembre, nella festa della presentazione al Tempio, fece voto fin da bambina, prima fra tutte le creature, di verginità a Dio.

Illuminata divinamente, in tenerissima età dallo Spirito Santo, sulla causa della presenza del male nel mondo. E questo è un altro dato della tradizione che lascia pensare, e ne ho parlato già in altre sedi, come il peccato originale realmente abbia a che fare con il sesso. Ecco.

Cosa tra l'altro la Chiesa non si è mai pronunciata ufficialmente su questo, ma cosa pensata da un numero sterminato, di autori. Adamo ed Eva, prima del peccato originale, ci dice il Libro della Genesi, vivevano come fratello e sorella, erano nudi e non avevano vergogna l'uno dell'altro.

Come mai che dopo il peccato originale questa cosa è nata? Ecco. Allora, solo che questa cosa non si era mai vista sul pianeta Terra. D'accordo? Perché per Israele ogni donna doveva andare sposa a un uomo e fare figli. Non esisteva in Israele. Non esisteva la vita consacrata come per noi.

Questa è una cosa che hanno portato sulla Terra Gesù e Maria, anzitutto con l'esempio delle loro scelte, insieme a San Giuseppe, e poi con i loro insegnamenti. Gesù parla di eunuchi che si fanno tali per il Regno dei Cieli, no? Esplicitamente. San Paolo nel Nuovo Testamento parla delle vergini, nella Prima Lettera ai Corinzi.

Ma prima non c'erano queste cose. Allora Dio accolse, questo basta leggere gli scritti della Venerabile Maria da Creta, che è venerabile. Io personalmente non vorrei far arrabbiare Antonio Rosa, quindi mi perdonerà. Questa è una mia devozione personalissima. Sono molto devoto e credo molto agli scritti di Maria Valtorta, in particolare sulla Madonna, che racconta tutto perfettamente come sono successe queste cose, in maniera perfettamente allineata con tutta quanta la tradizione, con la differenza che te lo racconta al vivo, in forma drammatizzata.

Comunque, Maria Valtorta o non Maria Valtorta, chiudiamo parentesi, qualcuno dovesse storcere la bocca, perché altrimenti poi andiamo a fare il gioco del nemico. Torniamo alla tradizione della Chiesa. A un certo punto Maria Bambina si trovava nel Tempio di Gerusalemme, perché le giovani israelite potevano essere ospitate nel Tempio fino all'età pubere.

Quando diventavano signorine dovevano uscire e andare in sposa. Come ci dice il beato Bartolo Longo, nel quarto punto però riprenderemo, Dio ha scelto San Giuseppe. La tradizione ha mandato varie leggende, vogliamo chiamarle così, su questa divina scelta. A me piace molto quella, mi piace molto e ritengo molto verosimile, quella presentata da Maria Valtorta.

In ogni caso, non sappiamo come, Dio ha scelto San Giuseppe. Punto. D'accordo? E perché però? Perché lui era l'unico uomo al mondo che avrebbe avuto tanta grazia, tanto coraggio e tanta purezza da accettare di vivere con la Madonna come sposo, ma senza esserne il marito, quindi rispettando il suo voto di verginità.

E quindi al tempo stesso, raggiungendo questi primi due grandissimi obiettivi. Primo, custodire la verginità di Maria. Secondo, custodirne l'onore, perché la Madonna non poteva essere soltanto vergine, doveva anche essere la madre del figlio, e se fosse diventata madre del figlio di Dio, senza un uomo a fianco, a chi lo andava a raccontare in giro che era incinta per opera dello Spirito Santo, quindi capite, tutti quanti avrebbero pensato che Gesù era figlio di lei.

Perché allora non era come oggi, che se fai un figlio così non succede niente. Allora era uno scandalo, allora era uno scandalo clamoroso. Veramente, detto fra me e voi, da un punto di vista oggettivo, fermo il rispetto per le persone e la misericordia che si deve sempre usare, ma il fatto in sé stesso che i figli nascano prima del matrimonio è scandaloso.

E non ha la benedizione di Dio, perché la fornicazione è un peccato mortale. Chiaro? Quindi avere rapporti non è una cosa come fumarsi una sigaretta. Che si fa a cuor leggero. Chiusa parentesi. A quei tempi c'era la lapidazione. Oltretutto. E se la facevi franca, c'era comunque, cioè, una cosa allucinante.

Quindi, primo motivo di convenire. Secondo, la Madonna, pur essendo una creatura eccelsa, era una donna vivente in un certo contesto sociale. Ora, io vi posso dire che da prete, guardate, non c'è niente di più penoso di constatare il dolore e la sofferenza di una donna che vive da sola nel mondo.

Ed oggi questa situazione di matrimoni sfasciati, o di persone che hanno fatto le cose prima del tempo e si ritrovano ad essere ragazze madri, con tutto sulle spalle e abbandonate, io ne conosco a dismisura. E uno dei miei compiti di prete è anche cercare, come dire, in qualche modo di tamponare, da un punto di vista morale, e a volte non solo morale, queste situazioni borderline.

Però io vedo, perché si vede, cioè, che una donna così non ce la fa proprio a gestire la situazione. Perché le donne sono fragili da un punto di vista psicologico. C'ha tutto sulle spalle. Il lavoro, la casa, la famiglia, l'educazione dei figli, è troppo. Senza nessun sostegno, senza nessun punto di riferimento, senza nessuna base a cui appoggiarsi.

Allora, la Madonna, pur essendo la creatura più santa dell'universo, era comunque una creatura umana, una donna che aveva bisogno anche di essere, come dice, sostenuta, aiutata nei suoi travagli, accompagnata nel suo perletinare. Cioè, una sicurezza anche umana era, vogliamo dire, necessaria proprio in senso stretto, ma era sommamente auspicabile anche per la Divina Maria.

E San Giuseppe era la persona più adatta ad assumersi questo incarico. Il terzo punto è un capolavoro, si vede che Bartolomeo ha studiato bene anche la teologia, perché questa è una dottrina formulata in primis, non in primis, ma in maniera molto molto puntuale, dal grande, dal grande San Leone Magno Papa.

Vi chiedo di andare a vedere le sue Emelie sul Natale che sono spettacolari. Praticamente San Leone dice che la redenzione, il mistero della redenzione, è stata una trappola orchestrata in maniera intelligentemente divina da Dio nei confronti del demonio. Ok? In che senso? Allora, il demonio non doveva sapere con certezza che il figlio di Dio stava sulla terra e che stava per compiere la redenzione.

Lo sapete perché? Perché se l'avesse saputo, stupido com'è, perché non è proprio troppo stupido, non l'avrebbe ucciso. E se non l'avesse ucciso, pensate un po', non si sarebbe compiuta la redenzione. Allora, cosa pensa il Padre Eterno? Che il demonio, comunque, odia i santi. Quindi, dei grossi, che qualcuno sia fortemente santo, lui lo vede, perché ci scruta, ci osserva, ma che quello sia proprio il figlio di Dio e che quella sia la madre di Dio e che questi due siano la causa del suo peccato, della sua dannazione, lui c'ha avuto il sospetto per tutta la vita, ma non la certezza.

Perché? Perché vedeva questa donna poverissima, vivendo una vita apparentemente normale, questo bambino, sì, santo, che però vagiva da piccolino, imparava a parlare, imparava a camminare, San Giuseppe lo teneva in braccio, lo cos'ha, quindi, una grande santità, lui vedeva che era una grandissima santità, questo si vede benissimo negli scritti di Maria da Greta, che quindi è venerabile, quindi questi sono approvati indirettamente, come tutti gli scritti venerabili, dalla Chiesa.

E che succede? E lui si arrovellava, diceva, ma questi due, questa donna e questo qua, io li tento in tutti i modi, non riesco a farli cadere, hanno una grande santità, poi mi sento a disagio, ma forse ero loro, ma non è possibile però, no? Ma com'è possibile? Ma questa è una donnetta qualunque, insomma, che sta in un villaggio, ti pare che il figlio di Dio, guardate il superbo, si va a umiliare, si va a umiliare così tanto, cioè va a fare una vita, quel ragazzino si è messo a fare il falegname, lavora in una bottega con poro tonto, insomma, con uomo da niente, con qua, qua, là, qua, che è sempre buono, sempre tranquillo, ti pare che questo è il figlio di Dio?

Capito? Allora, per ordire questa grande trappola, e anche su questo la Madonna è stata straordinaria, ci voleva che Gesù nascesse in una famiglia apparentemente, ma forse neanche troppo apparentemente, normale, normale. Questo ci fa anche capire molto circa le opere di Dio, noi che stiamo sempre a andare a caccia delle cose straordinarie, eh?

Ma Dio non passa, guardate, guardate, io adesso, con tutte le cose che ho vissuto, e che non posso parlare per radio su queste cose, non sono assolutamente convinto, eh? Dio passa attraverso le cose ordinarissime, come ha detto qualcuno, mai mette i regali, mette le perle preziose, sotto la carta da giornale, che tu mai immagineresti che lì sotto si ceda qualcosa.

È proprio, è proprio il suo stile. È tutto così. E lo ha stradimostrato in questa circostanza. Stradimostrato, perché San Giuseppe, scelto come sposo, Gesù calato dentro una famiglia normale, è stata la grande trappola con cui Dio ha occultato al demonio il prodigio dell'Incarnazione.

Per cui quando il demonio se n'è accorto, e Dio gliel'ha fatto vedere dopo la morte del Figlio di Dio, era troppo tardi. E quindi lui passa tutta l'eternità a mangiarsi le mani e a dire, otti, se non l'avessi ucciso non mi sarei sfocato la mia rabbia, ma almeno gli uomini andrebbero tutti all'inferno, non sarebbero stati redenti.

E guardate che in Paradiso ci andava nessuno, o all'inferno o al limbo, prima della Redenzione. Non ci stanno santi, eh? Questo mettiamocelo bene in testa, eh? Anche la Madonna è Immacolata, ma, come insegna la Chiesa, è stata salvata prima, quindi è stato un miracolo operato dalla Grazia, ma un miracolo che ha una sua ragione di essere.

Perché la Madonna chiama Dio Mio Salvatore. Per cui nella Croce Gesù ha salvato anche Maria. È vero che Maria era corredentrice, c'era anche lei, ma era corredentrice in chiave sempre subordinata al Figlio, perché è stata anzitutto preservata lei, e quindi salvata in una forma più sublime, come insegna la Chiesa.

Ecco. Quindi, se Gesù, dopo la colpa d'origine, non fosse venuto e fosse morto in Croce, tenete bene presente che in Paradiso non ci andava nessuno. Sapete che significa nessuno? Nessuno. Ne-su-no. No. Perché in Paradiso non entra niente, niente di impuro. Niente. Per cui potete stare sicuri che prima della morte di Gesù, il sabato santo, in Paradiso non c'è entrato nessuno.

Nemmeno Elia ed Enoch, di cui la scrittura ci dice che sono stati rapiti in un carro di fuoco e portati in un luogo che Dio sa, ma non sta scritto da nessuna parte che stavano in Paradiso, perché quelli in Paradiso non ci potevano andare. Neanche Mosè, neanche Abramo, nessuno. Capito?

Quindi il demonio, per quanto è stupido, e per quanta rabbia c'aveva, se Dio ha fatto una trappola, vuol dire che sapeva che se questo maledetto avesse sgamato, non ordiva tutto quello che è successo contro il Figlio di Dio, d'accordo? E non sarebbe stata compiuta la nostra redenzione.

Gentilissimi ascoltatori. Quindi ha scaricato la sua violenza e la sua rabbia contro il Figlio di Dio, ma non avendo la certezza che lo fosse. O per tante altre motivazioni che non sappiamo. Questa è una chicca. Bartolomeo è un povero beato, ma San Leone Magno è Papa e dottore della Chiesa.

Non solo dottore della Chiesa, è un dottore da novanta, perché San Leone Magno è uno dei quattro, credo, Sant'Agostino, Sant'Ambrogio, San Gregorio e San Girolamo. No, non è uno dei quattro dottori della Chiesa d'Occidente, perché sono Sant'Ambrogio, San Gregorio e Magno, Sant'Agostino e San Girolamo, però è un dottore doc.

San Leone Magno è il Papa che ha fermato Attila, il re degli Unni, è uno dei soli due che in tutta la storia della Chiesa si chiamano Magno tra i Papi, che sono Gregorio Magno, venuto dopo di lui, e Leone Magno, il primo a cui fu attribuito il titolo di Magno, in occasione del Concilio di Calcedonia, dove fu definita il dogma dell'unione ipostatica e la reale distinzione pur nell'unità della persona delle due nature, umana e divina, del Figlio di Dio.

Quarta ed ultima ragione, dato che il tempo ci incalza, e questa è un'altra chicca straordinaria, e che ci fa comprendere l'eccellenza di San Giuseppe. Quest'uomo ha avuto la dignità e il dono di essere sposo della Madre di Dio. Sant'Ommaso d'Aquino dice che nessuno ha una dignità più grande della Madonna, perché la dignità delle dignità è la divinità.

Una creatura che possa dirsi Madre di Dio, attenzione bene a queste parole, vuol dire che ha una dignità talmente grande, dice Sant'Ommaso, che guardate, sfiora, certamente è un parlare per i perbole, quella divina, perché è Madre di Dio, cioè Dio chiamava la Madonna Mamma, ma chiamava San Giuseppe Papà, perché sposo della Madre di Dio e padre putativo di Dio, chi di voi ascoltatori non avrebbe piacere, certo poi Beato Bartolongo è esorto ad andare a fare la meditazione ai piedi della Madonna, tutti dobbiamo farla, ed è bellissimo quando, spero che tutti voi sappiate almeno un po' meditare, quando attraverso la preghiera, attraverso l'adorazione, attraverso la contemplazione, Dio ci manda le sue ispirazioni, ci consola, ci fa sentire la sua presenza, e lo fa anche la Madonna, e lo fa anche molto bene, però, voi capite che stare a contatto diretto con la Madonna, chiedete ai veggenti che cosa sia, tutti i veggenti, tutti quelli che hanno visto la Madonna, dicono che è così bella, ha una voce così dolce, quello che ti dice, voi dovete capire che noi sentiamo i messaggi pubblici della Madonna, ma quando uno è veggente, la Madonna ci parla, ci parla come sto parlando io con voi, e tantissime cose che dice loro, gliele dice rigorosamente in privato, lo sappiamo, ci sono dei segreti, che i Santi se li sono portati nella tomba, e a volte parlano di cose personalissime, cioè, voi capite che dono è poter fare una cosa di questo genere con la Madonna, è uno che l'ha vissuto per trent'anni, a fianco alla Madonna, se mi dicessero a me una cosa del genere, io penso che morirei di infarto sul colpo, a svenire, guardate che dopo San Giuseppe, solo un altro ha avuto questa grande grazia, e non così lunga, un po' più breve, che è stato San Giovanni, l'Apostolo Vergine, attenzione, che è vissuto a fianco alla Madonna da figlio, prendendo un pochino, tra virgolette, il posto di Gesù, però noi sappiamo che la Madonna è stata assunta in cero, ci dice la tradizione, intorno ai settant'anni, tant'è vero che la corona francescana, quella dei Sette Misteri, ha settant'Avemarie più due che si aggiungono alla fine, perché sembra che l'età della Madonna fosse settantadue anni, no?

Ora, San Giuseppe c'è stato dai quattordici fino ai quarantaquattro, poi ci sono i tre anni di vita pubblica di Gesù, i trent'anni, sono quarantasette, da quarantasette a settantadue ci stanno altri venticinque anni, non trenta, quindi il record ce l'ha San Giuseppe. Trent'anni vicino a Maria Santissima, e pensate anche San Giovanni, venticinque anni vicino a Maria Santissima.

Vi sembra poco? Allora, state attenti che Dio non ci mette vicino a Maria Santissima, perché come dice San Luigi Maria Montfort, nel Trattato della vera devozione, la vita di devozione alla Madonna, come ogni vita devota anche al Signore, adesso dovremmo aprire un capitolo troppo vasto, per tre minuti, comunque è aperta la dimensione mistica.

Ma perché quasi nessuno, dice San Luigi Maria Montfort, riesce a entrare in Maria, cioè a vivere in Maria? Perché per avere una grazia così grande, cioè sentire la presenza di Maria, forse sentire la sua voce attraverso le devozioni interiori, forse San Luigi Maria Montfort vedeva la Madonna vicino a sé, dalla mattina alla sera, e ci parlava, perché a alcuni santi questo dono la Madonna gli era fatto, e al Beato Arano della Rupe, il diffusore del Santo Rosario in Occidente, la Madonna gli ha fatto celebrare lo sposalizio con lei, gli ha fatto un anello, e gli era messo, lo vedeva solo lui, fatto con i capelli di Maria, e lo chiamava mio sposo, e adesso mi sconvolgo un po', lo allattava al seno, capito?

Allora, certamente queste grazie succedono a persone apparentemente normalissime, esteriormente normalissime, però dentro il cuore, di averci un cuore grande così, cioè di averci un amore grande, di averci un pochino di virtù, perché Dio non dà queste cose, alle persone assolutamente indegne.

Ecco perché capita, rarissimamente, e San Luigi dice, guarda, fate pure la consagrazione totus tuus, ma quasi tutti resteranno al primo livello, quasi nessuno andrà al secondo, ma la scala che porta all'unione mistica con Maria, non la percorre quasi nessuno, perché noi non ci disponiamo a questo, perché ci piacciono troppo i nostri peccati, non combattiamo contro i nostri difetti, non mortifichiamo i nostri difetti, non cresciamo nelle virtù, e chiaramente Dio non ti può fare un regalo così grande, se a San Giuseppe ha fatto un regalo di questo genere per trent'anni, chi è San Giuseppe?

Punto interrogativo. Chi è San Giuseppe? Punto interrogativo. Il più santo dei santi. Chiudiamo così questa puntata, ci vediamo con la mia benedizione che vi imparto in questo momento, se volete la settimana prossima ci sentiamo, Ave Maria.

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