Stemma di don Leonardo Maria Pompei Don Leonardo Maria Pompei Sacerdote · Apostolato

Audio · Radio San Giuseppe

Il ritorno in patria di San Giuseppe

Durata 22:33 Scarica MP3

Trascrizione

Trascrizione automatica — possono esserci imprecisioni. Tocca un passaggio per ascoltarlo dal punto esatto.

Ventilissimi ascoltatori di Radio San Giuseppe, a me Maria a tutti e ben ritrovati sulle frequenze della nostra cara web radio per una nuova puntata dedicata al Più Santo dei Santi che continueremo a conoscere per poterlo sempre meglio amare ed imitare alla luce degli iscritti del Beato Bartolo Longo questo mese di marzo in onore di San Giuseppe che ci sta accompagnando da diverse puntate, che ci accompagnerà ancora a lungo e che ci sta in qualche modo facendo scorrere, facendo percorrere la vita e la vicenda terrena del nostro carissimo Santo abbiamo visto che le ultime meditazioni erano quasi tutte dedicate alla contemplazione delle virtù e delle disposizioni d'animo di San Giuseppe durante la dura prova, più dura di quanto noi possiamo immaginare, dell'esilio in Egitto con la meditazione di oggi vedremo che cominciamo cominciamo a soffermarci sull'evento di cui ci informano gli Evangeli del ritorno in patria di San Giuseppe sapete che l'Evangelista San Matteo, che è l'Evangelista di San Giuseppe, ci dice che a un certo punto di nuovo in sogno l'angelo apparve a San Giuseppe per dirgli guarda torna nel paese di Israele perché sono morti coloro che attentavano la vita del bambino e San Giuseppe torna, quindi questo è il contesto, San Giuseppe chiaramente con la Madonna e con Gesù torna psicologa questa meditazione che io immediatamente mi accingo a leggere seguendo ormai, senza dilungarsi troppo, lo stile consueto della lettura poi rivisitata attraverso delle sottolineature o dei passaggi di commento il ritorno alla patria, la perseveranza necessaria nella virtù questo è il titolo della meditazione sette anni passarono nell'esilio Gesù ha raggiunto il settimo anno di età l'angelo appare in sogno a Giuseppe e gli annunzia che il suo esilio è terminato Giuseppe ringrazia Dio e il giorno dopo con Maria e col fanciullo riprende il cammino schivando le vie che conducono a Gerusalemme e tira dritto alla Galilea, alla sua casetta di Nazareth approfittiamo dell'esempio che ci dà San Giuseppe sette anni di esilio non hanno potuto stancare la sua pazienza egli aspetta in pace la fine della prova e all'ultimo giorno non è meno sottomesso alla volontà del Signore di quanto non lo fosse al primo perfettamente unito alla volontà divina la buona notizia del termine del suo esilio non gli fa perdere la sua consueta calma né produce in lui quella sregolata gioia che noi proviamo al termine dei nostri patimenti egli non vi vede che ha un nuovo ordine da seguire per piacere al suo Dio è questo il solo motivo che lo fa obbedire con prontezza in questo ritorno in Galilea sorgeva un nuovo incomodo il fanciullo era cresciuto e quantunque piccolo ancora per poter fare il viaggio a piedi pure era di grave peso per la sua povera madre onde si può arguire che Giuseppe lo abbia portato in braccio per un gran tratto del cammino il mistero della fuga in Egitto ci insegna altresì che non dobbiamo discutere di segni di Dio sia nei nostri patimenti come nelle afflizioni dei nostri cari Dio avrebbe potuto risparmiare molte prove a Giuseppe anche senza miracoli quante consolazioni gli avrebbe potuto concedere ma non lo fece non meravigliamoci dunque che egli non ci tratti in modo diverso da come trattò con le persone a lui maggiormente care o Giuseppe ecco terminato il tuo lavoro il tuo esilio quelli che volevano la morte dell'adorabile infante hanno cessato di vivere sorgi dunque con Gesù e Maria torna nella terra di Israele vieni a rivedere la stalla di Bethlehem la povera casa di Nazareth che la crudella e gelosia di un tiranno ti costrinzia ad abbandonare cioè o mio dolcissimo protettore riconduci Gesù nel mio cuore donde il peccato l'aveva scacciato pregalo di riprenderlo in possesso e regnarvi per sempre ma ahimè non è così Erode viva ancora in Archelao permetto di prendere subito una parentesi se qualche ascoltatore potrebbe non comprendere Archelao era il successore di Erode il Grande e anche se non spietato come il padre diciamo della stessa risma non molto differente da lui riprendo la citazione così il peccato nella sua radice resta tuttavia nel mio cuore ad ogni istante io posso ricadere nelle mie antiche infedeltà e divenire più ingrato e più perverso che non fu nel passato mio caro padre soccordimi ed aiutami a trionfare delle mie passioni ottienimi l'amore di Dio e la perseveranza fino alla morte Giuseppe e Maria rientrarono nella loro casa conducendo con sé il Dio Fanciullo il santo patriarca mise subito in ordine i suoi arnesi da falegnano anche Maria si presegura di nuovo delle faccende domestiche e dei suoi lavori sottomessa però sempre in ogni cosa al suo sposo e tale era pure in tutto Gesù l'umiltà e l'ubbidienza di Gesù nella sua vita nascosta sono esempi ben grandi egli serviva e aiutava i suoi genitori in tutto ciò che poteva secondo le forze dell'età un giorno santa Matilde si domandava se Gesù tornato dall'Egitto avesse trattato o no con parenti o con amici e Gesù rispose perché secondo te il Vangelo dice essi lo cercarono fra i parenti e i conoscenti se non perché io stavo qualche volta con loro perché secondo te il Vangelo dice essi lo cercarono fra i parenti e i conoscenti se non perché io stavo qualche volta con loro San Dionigi a Eropagita soggiunge anzi che i ragazzi di Nazareth chiamavano Gesù la suavità e quando parlavano fra di loro e non erano d'accordo dicevano andiamo dalla suavità tanto lo stimavano e veneravano tutti allora questa splendida meditazione contiene degli stimoli molto molto molto ricchi e importanti fanno anche comprendere la grandissima statura spirituale del Beato Bartolo Longo grande maestro di spirito alla luce di quello che scrive e che vorrei adesso nella seconda parte della nostra conversazione riprendere e meditare con voi numero 1 sette anni passarono nell'esilio questo dato sembra molto attendibile è confermato anche in un testo a me personalmente molto caro a me personalmente in quanto cristiano cattolico e non sto parlando in quanto prete in quanto ministro della chiesa che sono gli scritti di Maria Valtorta mistica che a me è particolarmente importante e che reputo personalmente come cattolico quindi non impegnandomi diciamo così da un punto di vista ufficiale del mio ruolo nella chiesa come sommamente attendibili anche lì si scrive che la durata del soggiorno di San Giuseppe in Egitto fu di sette anni ora facciamo subito un'attenzione quando Giuseppe scese in Egitto nessuno gli aveva detto che sarebbe stato di sette anni questo è un attenzione molto importante che il beato Bartolongo sviluppa in questa meditazione e infatti aggiunge poco dopo approfittiamo dell'esempio che ci da San Giuseppe sette anni di esilio non hanno potuto stancare la sua pazienza egli aspetta in pace la fine della prova e all'ultimo giorno non è meno sottomesso alla volontà di Dio che nel primo allora attenzione ragazzi e ragazze fratelli e sorelle figli e figlie carissimi che state in ascolto una cosa importantissima noi durante la vita dovremo attraversare per tante prove è scritto c'è un salmo uno dei salmi più belli dell'Antico Testamento è un salmo di Rode molto bello che dice molte sono le prove che attendono il giusto ma lo libera da tutte il Signore uno secondo brano del Nuovo Testamento lettera credo Paolina o forse un passaggio degli Atti degli Apostoli durante la Radicazione Apostolica comunque la citazione è questa bisogna passare attraverso molte tribolazioni per entrare nel Regno di Dio questo dobbiamo tenerlo presente ci possono essere dei momenti nella vita molto forti in cui ci sono delle prove e anche molto lunghe ora quando noi siamo messi alla prova c'è solo una cosa che dobbiamo fare fare la volontà di Dio senza sé senza perché e senza soprattutto aspettarci che Dio ci dica un termine stai nella prova?

stai nella prova ti viene una malattia? quanto dura? quando guarisco? non si sa stai in un momento di precarietà economica ma quando usciamo dalla precarietà economica e troverò un posto di lavoro fisso? non si sa ma facciamo delle cose un pochino più concrete ancora io sono un sacerdote quanto tempo rimarrò nella parrocchia dove vengo mandato?

non si sa quando sarò trasferito? non si sa tu sei sposato? tocchiamo un punto dolente quanti figli dovrai avere? vedete quanto il comportamento è oggi di un sacco di gente è proprio la contraddizione proprio allo stato puro di quello che Dio vuole da noi tu ti sei sposato? avrai figli?

non si sa se il Signore te li dona? sì se no, no e quanti? noi tendiamo sempre a voler tutto programmare a volerci fare alla nostra vita la nostra immagine e somiglianza ora, capite bene è evidente che nella nostra esistenza noi possiamo e dobbiamo organizzarci darci delle coordinate ma sempre stando sottomessi alla Divina Volontà nel senso che, come dice il Proverbio l'uomo propone e Dio dispone se Dio ha risposto diversamente ha risposto diversamente e ancora non solo se Dio ha risposto diversamente in alcune cose Dio vuole essere l'unico a disporre e non può farlo senza il nostro libero arbitrio questa è la grandezza di San Giuseppe ancora la notizia della fine del suo esilio immaginate, immaginiamo noi qui c'è anche un altro monito e questo me lo prendo anche io perché anch'io sono così e c'è una grande verità sottintesa che insegnava per esempio il grande Sant'Ignazio di Roiola quando gli viene detto torna in Israele come dire San Giuseppe avrebbe voluto fare le capriole no?

avrebbe voluto andare in grida di esultanza fare evviva, ale, finalmente torniamo a casa certamente è stato contento e non è un peccato essere contenti ma anche in questa gioia non ha perso la sua consueta calma né questa notizia sto riprendendo un passo che abbiamo già letto produce in lui quella sregolata gioia che noi proviamo al termine dei nostri patimenti perché?

arriva un momento in cui il Signore mette fine bene vuol dire che ti toglie, ti libera ti ha liberato dalla prova e vuole che in un certo momento tu vivi un pochino più tranquillo ora tu devi ringraziare di questo perché adesso è cambiata la volontà di Dio è diventata quest'altra cosa ma nel tuo cuore tu devi accogliere questa buona notizia così come accogli quella precedente quella cattiva guardate il grande San Giuseppe il grande San Giuseppe guardate che venerazione somma è assoluta perché Sant'Ignazio di Roiola diceva che noi dinanzi alla volontà di Dio dovremmo avere l'atteggiamento perdonatemi l'espressione un po' cruda ma la usa proprio lui del cadavere cioè il cadavere sapete che non ha reazioni cioè il cadavere se tu lo prendi lo rotoli, lo sbatti, lo percuoti lo vesti cioè non ha possibilità di reagire perché è completamente inerte e così noi dovremmo essere dinanzi alla volontà di Dio nella prova? nella prova nella gioia? voglio dire nella tranquillità esteriore?

nella tranquillità esteriore nella buona fama? nella buona fama nella cattiva fama? nella cattiva fama tutti parlano male di me? tutti parlano male di me tutti parlano bene di me? tutti parlano bene di me cioè capite allora non è che il nostro cuore non abbia delle reazioni perché anche quello di San Giuseppe lo aveva San Giuseppe certamente è stato contento quando gli è stato detto che doveva tornare in Egitto però un conto sono i sentimenti del cuore un conto è come noi nella nostra volontà e con il nostro intelletto li rilaboriamo d'accordo?

perché dinanzi a un sentimento negativo come va in Egitto San Giuseppe ha risposto immediatamente è chiaro che ha sentito una tristezza subito nel cuore dice bisogna lasciare la casa bisogna lasciare tutti dobbiamo fare un viaggio è un attimo dopodiché dice sia fatta la volontà di Dio così Dio ha deciso e così si fa e si parte e si ferma come dire il corso dei sentimenti negativi che potrebbero portare all'angoscia alla sfiducia allo scoraggiamento alla disperazione a dubitare della bontà di Dio eccetera eccetera così in quelli eccessivamente positivi perché l'euforia eccessiva non è cosa buona d'accordo?

perché Dio certamente vuole che ci ralleghiamo delle cose positive ma che siamo sempre pronti a salire sulla croce sempre anzi più pronti a salire sulla croce che a non starci e quindi questo sarebbe l'ideale ecco quindi questo è il primo punto a mio avviso proprio fondamentalissimo e che fa di nuovo emergere proprio stagliata l'eccellenza e la grandezza di San Giuseppe ecco ora un altro punto molto importante e ci riprendo e poi commento il mistero della fuga in Egitto ci insegna altresì che non dobbiamo discutere i disegni di Dio a cui tutti quanti gli uomini stanno tutti quanti a discutere stanno la mattina e la sera noi non possiamo discutere con i disegni di Dio non si discute cioè guardate che la nostra vita è tutta predisposta dice San Paolo da Dio predisposta vuol dire attenti bene eh attenti perché il destino come lo intende una certa cultura umana non esiste d'accordo?

non è che noi siamo dei robot o delle marionette che Dio ci abbia disposto una vita vuol dire che se tu vivi come San Giuseppe quindi ti apri agli eventi a quello che Dio traccia nella tua esistenza e ci cammini in essi senza opporre l'esistenza dei tuoi ragionamenti delle tue discussioni del tuo sempre a starti a lamentare la tua vita camminerà sempre per sentieri a volte e spesso impervi e dolorosi ma sempre lieti e gioiosi perché chi sta nella volontà di Dio sta sempre nella gioia aggiunge Beato Bartolo anche senza miracoli cioè Dio avrebbe potuto risparmiare molte prove a San Giuseppe e non gliela risparmiate gliela date tutte quante questa è stata tremenda questa qui capite?

cioè io ci sono stato 40 giorni fuori dell'Italia tanti anni fa quando andai a fare un'esperienza missionaria in Bolivia non si sta bene fuori dell'Italia nonostante che io abbia viaggiato con l'aereo con il jumbo e... e... andato al ritorno sapendo la data di partenza e sapendo la data di rientro che ho fatto ve lo confesso nella mia debolezza ho fatto il conto alla rovescia ecco perché è un sacrificio grande stare fuori in un ambiente ostile condizioni climatiche differenti mangiare completamente differente allucinante eccetera immaginiamo a stare lì a tempo indeterminato ed io a volte sembra che le prove non finiscano mai ma non dobbiamo non ci deve mai scappare di dire quanto finisce quanto dura quando finirà e non dobbiamo dire ma questo è umano questo è umano ma noi siamo figli di Dio ricordiamo sempre che San Giuseppe il grande San Giuseppe è stato confermato in grazia sì ma era figlio di Adamo come noi quindi diciamo che nella triade terrena diciamo così simbolicamente l'abbiamo descritto della Santissima Trinità al primo posto dell'irraggiungibile era un figlio di Adamo come noi quindi diciamo che nella triade terrena diciamo così simbolicamente l'abbiamo descritto della Santissima Trinità al primo posto dell'irraggiungibilità viene Gesù perché è il figlio di Dio fatto uomo al secondo l'Immacolata la Madonna perché è una creatura come noi ma non ha la colpa d'origine però al terzo c'è San Giuseppe che è il più raggiungibile dei tre è molto difficile raggiungerlo però è il più raggiungibile perché c'è la colpa d'origine quindi io ho sempre io ho sempre detto l'ho detto anche Antonio quando ho deciso di fare queste cose che la vera devozione come diceva il buon San Pio che ieri ha compiuto centoventisette anni ieri era il venticinque e oggi è il venticinque di maggio gli facciamo gli auguri la vera devozione consiste nell'imitazione per cui tutte le meditazioni su San Giuseppe e vedete come Bartolo Longo è fedele a questo stile devono sempre d'accordo sempre portare ad una assimilazione di una disposizione di una virtù forte come quelle che ha per l'imitazione anche per il culto che gli dobbiamo anche per l'affetto che gli dobbiamo anche per l'intercessione che gli dobbiamo anche per l'imitazione che gli chiediamo anche per le preghiere che gli rivolgiamo questo è ovvio ma senza l'imitazione non c'è devozione diceva San Giuseppe diceva San Pio scusate quindi allora se San Giuseppe è stato provato in questo modo ed era uno degli amici di Dio ma scusate ma noi come dobbiamo essere provati allora qui dice non meravigliamoci dunque aggiunge Beato che Dio ci tratti in modo non diverso da come trattò la sua madre pensate alle prove che ha avuto anche la Madonna poi è bellissima l'ultima parte della meditazione purtroppo non abbiamo tantissimo tempo lui fa una lettura metaforica di questo esilio no quindi erode rappresenta il peccato e quindi l'esilio vuol dire rappresenta il momento in cui la persona cerca di scappare dal peccato e poi rientra quindi ha superato erode discendente di erode cioè la coscienza e questo dobbiamo averlo a tutti e san Giuseppe l'aveva che da un momento all'altro noi potremmo cadere san Paolo scrive chi crede di stare in piedi badi di non cadere vi prego io vi parlo per esperienza di sacerdote di ricordare queste cose tu devi pensare di te stesso se vuoi stare nella verità oggi il 26 maggio è la festa di san Filippo Neri san Filippo Neri diceva signore non mi togliere io sono turco turco voleva dire che avrebbe apostatato e sarebbe diventato musulmano attenzione che san Filippo Neri ha avuto Dio gli ha aperto gli ha dilatato due costole perché il fuoco del suo amore era talmente grande che non c'entrava nella cassa toracica a Roma a Chiesa Noce sono le camicie bruciate ma bruciate veramente perché il fuoco dell'ardore del cuore di san Filippo faceva prendere fuoco alle camicie e lui pensava questo di sé a nessuno la sparo grossa dice quello è un pedofilo non ti sentire meglio di lui e pensa sempre con san Francesco che se non avessi ricevuto tante grazie se Dio non ti tenesse la mano sulla testa tu potresti diventare così e non dire ma che dici Don Leonardo ma non esiste bobo queste sono le teste gli schifosi non ci penso nemmeno tu non ci devi pensare a nemmeno come non ci penso nemmeno io ma stai attento che la nostra debolezza e la nostra miseria è grande e Satanasso è furbo e Dio fa grazie soltanto agli umili non ai superbi l'ultimissima cosa e poi concludiamo ringrazio il Dato Bartolo Longhi sono perfettamente d'accordo con lui non dobbiamo avere una visione dell'infanzia di Gesù come dire decantata o completamente demondanizzata pensare a Gesù sempre chiuso dentro casa e a parlare solo con l'amoratorio e con San Giuseppe no Gesù ha avuto un'infanzia normale certo divinamente normale lo chiamavano dicono alcuni dottori e scrittori ecclesiastici la soavità quindi era un grande ragazzo era un grande adolescente quindi faceva vita sociale la faceva da figlio di Dio ma faceva vita sociale ecco quindi questo è molto importante perché ci sono delle forme di spiritualità che tendono a concepire la vita devota come una sorta di alienazione da loro dal mondo in cui si vive cioè mi dedico alla preghiera e a tante altre cose dopo di che sto a casa mia non guardo nessuno non sto con nessuno e sto soltanto con me in linea di massima un atteggiamento di questo genere non è positivo meno che mai per chi come noi me compreso perché io sono un sacerdote secolare cosiddetto diocesano siamo chiamati a vivere nel mondo noi nel mondo dobbiamo essere testimoni di Gesù portare le persone a Gesù e dare il nostro buon esempio d'accordo dare certamente il primato alla preghiera alla vita anteriore che deve venire dal primo posto nella nostra esistenza ma non fino al punto di rinchiuderci completamente in noi stessi detto questo vi saluto e vi auguro una buona meditazione su questi suggerimenti che abbiamo avuto da Beato Bartolongo vi do appuntamento se credete alla prossima settimana Ave Maria

← Radio San Giuseppe