Stemma di don Leonardo Maria Pompei Don Leonardo Maria Pompei Sacerdote · Apostolato

Audio · Radio San Giuseppe

Il sacro cuore di Gesù quarta parte

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Radio San Giuseppe presenta le Catechesi di Don Leonardo Maria Pompei Di nuovo Ave Maria a tutti, gentilissimi ascoltatori di Radio San Giuseppe, Don Leonardo Maria Pompei e questa sera con l'aiuto del Signore e dell'Immacolata cercheremo di, se ci riusciamo, di concludere almeno questo ciclo di conversazioni dedicate al Sacratissimo Cuore di Gesù, anche perché quando si tratta di questi argomenti si impone una scelta, o si fa un ciclo di Catechesi che durino 3-4 mesi per voler dare un quadro complessivo di ciò che un argomento così importante e delicato rappresenta oppure inevitabilmente bisogna fare una sintesi e io avevo pensato di fare una sintesi che ci prendesse il tempo e che ci prendesse il tempo per fare una sintesi e che ci prendesse il tempo per fare una sintesi del mese dedicato al Sacro Cuore quindi in 4 puntate dare un quadro più o meno, si spera, complessivo ed esaustivo di questa importantissima devozione che è sempre necessario riscoprire, rivivere e cercare di praticare con devozione ma anche con fede ricordando sempre queste due dimensioni della vita cristiana come peraltro nota saggiamente e santamente la preghiera eucaristica 1 del messaggio di Paolo VI, il canone romano devono sempre andare insieme la fede e la devozione sono due dimensioni della vita di fede perdonatemi la tautologia che si rimandano e si compenetrano l'uno con l'altro perché la fede fa riferimento un pochino di più alla dimensione come dire intellettuale, cioè della conoscenza e della comprensione per quanto possibile trattandosi sempre di misteri che sono ben al di là della nostra portata di ciò che noi adoriamo, contempliamo, crediamo, viviamo e celebriamo mentre la devozione attiene un po' più alla dimensione affettiva cioè ci consente di vivere ciò che la fede ci fa conoscere con l'intelletto ed amare con la volontà anche con tutta la dimensione affettiva la dimensione globale del nostro essere che comporti anche con molta semplicità senza nessuna affettazione però anche l'impiego delle risorse affettive che abbiamo visto essere tanto care al Signore ed essere tanto chiamate in causa dalle sue personali rivelazioni sulle sofferenze legate a questo appunto alla freddezza e alla scarsa corrisponsione come abbiamo visto particolarmente la volta scorsa alle sue grazie con cui ahimè più di qualche volta rispondono ai suoi appelli gli uomini non proprio molto riconoscenti di tanta bontà e di tanta misericordia questa sera vorrei anzitutto enumerare e commentare con voi le dodici promesse del Sacro Cuore perché dentro questa devozione ci sono anche delle promesse la dodicesima è quella più conosciuta perché è legata alla pratica dei primi nove venerdì del mese la cosiddetta grande promessa del Sacro Cuore fatta da Gesù in persona e dovete tenere presente che sono importanti queste promesse del Sacro Cuore queste promesse perché è l'unico caso a quanto dicono gli esperti quindi io riporto perché non sono esattamente in grado di avere un quadro globale di quello che sto dicendo però io questa informazione l'ho attinta da fonti scritte e autorevoli ed è questa che è l'unico caso della storia della Chiesa in cui congiuntamente al decreto di beatificazione di Santa Margherita Maria la Coc che avvenne il 18 settembre se non vado errato del 1870 forse del 1872 comunque fu fatta dal Beato Pio IX fu il primo caso in cui in una col decreto di beatificazione furono enumerate queste dodici promesse quindi a fronte di un atto papale fu il primo caso che è un atto forte e abbastanza vincolante c'è qualche teologo dogmatico che dice che l'infallibilità in senso stretto del Papa c'è soltanto nella bolla di canonizzazione però insomma se lo mettiamoci a fare comunque un decreto di beatificazione è un atto ufficiale, formale pontificio diciamo che a fianco ad altre rivelazioni private è molto più tenuta in considerazione della Chiesa che sono le rivelazioni di Santa Brigida storicamente questa del Sacro Cuore è l'unica ad aver avuto una sorta di riconoscimento formale così forte così impegnativo quindi io prima le numero tutte dodici e poi vediamo di commentarle insieme e poi vorrei dire qualcosa penso che sia abbastanza superfluo però meglio puntualizzarlo sulla pratica dei primi nove veneti del mese e poi se c'è tempo vediamo un attimo di raccontare una storia un po' forte e anche significativa circa alcune richieste che il Sacro Cuore aveva chiesto di fare a personaggi molto importanti e che non furono fatti e che avrebbero potuto cambiare il corso della storia episodi che quasi nessuno sa ma che sono sempre raccontati nel libretto che vi ho consigliato la prima volta e che ricito Ivan Gobri, Margherita Maria Lacocca e la liberazione del Sacro Cuore insomma a cui mi sono ampiamente ispirato queste dodici promessi sono le seguenti numero 1 il Sacro Cuore promette a chi si consacra a lui egli rende onore abbiamo visto che rendergli onore significa principalmente anche se non esclusivamente farlo in forma pubblica con l'atto di ammenda onorevole scritto da Pio XI il giorno della festa del Sacro Cuore rendergli onore vuol dire anche liberamente secondo le proprie possibilità abbracciare la devozione e la pratica dell'ora santa riparatrice del giovedì sera il Sacro Cuore ha chiesto anche la consagrazione a lui che è un atto che si fa in un'attività va in maniera assolutamente semplice come tutte le consagrazioni, anche qui solo parlare della consagrazione, ho scritto un libretto sulla terra sulla consagrazione alla Madonna, diventa un pochino complicato nei margini ristretti del nostro tempo, però è un atto fondamentalmente di culto perché le consagrazioni vanno fatte sempre a ciò che è Dio o in qualche modo divino, quindi fare la consagrazione al Sacro Cuore vuol dire riconoscere nel Sacro Cuore ciò che abbiamo visto essere il Sacro Cuore durante questi nostri incontri, quindi oggetto di particolare venerazione in quanto espressione, venerazione addirittura adorante perché è il cuore del Figlio di Dio pur essendo un cuore umano e oggetto di particolare espressione del mistero di amore di Gesù e del suo legame strettissimo che è la collocarestia.

Torniamo a queste promesse, appunto il Sacro Cuore promette a chi si consagra, a chi si consagra a lui e gli rende onore. 7. Il ritorno al primitivo fervore delle comunità religiose che onorano il suo cuore. 8. Il raggiungimento della perfezione in breve tempo per le anime fervorose.

9. La benedizione a tutti i luoghi dove la sua immagine è esposta. 10. La grazia di convertire anche i cuori più induriti a coloro che svolgono l'attività apostolica. 11. Tutti coloro che diffondono la devozione al cuore di Cristo. avranno i nomi scritti nel suo stesso cuore e 12 la grazia della penedenza finale a coloro che fanno la comunione nei primi 9 venerdì del mese.

Come si vede sulla scorta di questa prima carrellata, penso che abbiate notato che praticamente ce n'è un po' per tutti, perché il Signore fa delle promesse ai singoli in quanto tali, fa delle promesse alle famiglie, fa delle promesse alle comunità religiose, fa delle promesse a coloro che sono impegnati nell'esercizio dell'apostolato, cioè membri fondamentalmente del clero, agli apostoli, quindi ci sono delle promesse universali che valgono per le singole persone, ci sono poi delle promesse particolari che chiaramente valgono per alcune categorie ben determinate di persone.

Le andiamo un'istante? L'istante è riscorrere insieme, chiaramente soffermandoci di più eventualmente su alcune e un po' meno su altre. La prima importantissima cosa, gli aiuti e le grazie necessarie al proprio stato di vita. Fatto molto importante questo, gentilissimi ascoltatori, perché stato di vita significa nella Chiesa quella particolare direzione che la nostra vita ha preso in risposta alla volontà di Dio.

Stati di vita fondamentalmente si distinguono, stato di vita, sono tre secondo il Concilio Vaticano II, laico, sacerdote, quindi membro del clero, quindi clero, o religioso. I laici a loro volta si distinguono in persone che vivono nel matrimonio e che non vivono nel matrimonio. La santificazione di ciascuno di queste tre categorie.

Chiaramente molto differente, molto diversa, consiglio a tutti gli ascoltatori che desiderano diventare santi, se non l'avessero letta, un'aurea operetta del 1600 del grande San Francesco di Salle, che è la Filotea, che è proprio un manuale preziosissimo dove questo santo vescovo ammonisce che tutti abbiamo la vocazione alla santità, però un principe non può diventare santo.

Così come santificandosi con quei mezzi che usa un certosino, un vescovo non può diventare santo utilizzando gli stessi strumenti che usa un frate. Una persona sposata non può diventare santa facendo uno stile di vita che sia modellato su quello delle sue ore, eccetera, eccetera, eccetera, perché sono cose distinte.

Ciascuno stato di vita ha delle difficoltà, è inutile stare a dire oggi è peggio fare questo, è peggio fare quello, oggi è peggio fare qualunque cosa. Gentilissimi ascoltatori per quanto mi riguarda, perché la famiglia è massacrata in certi modi, fare il prete vi assicuro che oggi non è impresa semplice, posso anche dire sperando di non scandalizzare nessuno, che anche se io disapprovo e biasimo una cosa di questo genere, vi posso dire che...

Vivendo tante situazioni che oggi un prete vive, umanamente comprendo, pur condannando e senza giustificare, la fuga che ahimè tuttora oggi si registra in non poche circostanze, perché vi assicuro che oggi fare il prete non è cosa semplice, per nessuno, perché anche il tasso, come dire, di...

di aggressività, a volte, insomma, un po' davvero fuori luogo, insomma, no? E a volte addirittura anche con qualche punta di cattiveria da parte di qualcuno diventa davvero complicato. Oggi posso aggiungere che, per esempio, un prete in cura d'anima, quando sta in una parrocchia, ha a volte a che fare con persone che transitano per le parrocchie in maniera del tutto sporadica, completamente...

aliene e lontane da un'ottica di vita di fede, con delle pretese e delle aspettative completamente assurde, fuori di ogni logica, fuori di ogni buonsenso, che non si riesce a farle ragionare, perché non c'è né il buonsenso umano né la visione sopranaturale delle cose, per cui vi assicuro...

Però una persona che vive nel matrimonio, conoscete tante situazioni complicate, potete fare la stessa cosa. Guarda, caro Don Leonardo, che oggi a fare una famiglia, rimanere a fianco alla stessa persona, non parliamo poi di educare i figli e tante altre questioni richiedono un grandissimo sforzo, non parliamo della vita consacrata, che penso che sappiate che negli ultimi anni ha registrato qualche scossone, perché da parte di qualcuno, diciamo così, si è inteso il doveroso compito di...

Stare al passo con i tempi, con una sorta di intiepidimento o tendenza verso un'estrema mediocrità della vita religiosa. Ma capite che se una persona che ha come vocazione il compito di darsi completamente a Cristo per testimoniare l'eccellenza della vita di non è con lui già da questa terra sommamente amato, se decade...

Ad una forma di vita bassa, anziché diventare un segno di testimonianza, diventa una controtestimonianza. Ecco, le grazie necessarie al nostro stato di vita e agli aiuti sono fondamentali, proprio perché, e oggi più che mai, ci troviamo di fronte a tante, ma davvero tante, difficoltà e problemi.

E come diceva il buon padre Pio, la fede non è di chi... ben comincia, né di chi va avanti per un certo tempo, ma di chi persevera fino alla fine. Ecco, non è un problema fare il prete per un anno, per due anni, per tre anni, per quattro anni o per dieci anni, è farlo per tutta la vita.

Ecco, e vi assicuro insomma che questa esperienza non è un problema stare sposati per un anno, due anni, tre anni, quattro anni, è un problema stare sposati per tutta la vita, superando anche tante difficoltà che è assolutamente inevitabile che arrivino, ce lo dice Gesù nel Vangelo.

C'è una cosa che è esattamente Aphrodite, le persone che si accadono di spazio, che stanno per impegnare cristiane di Dio, la sua è l'Anna, la propria madre. La propria madre non è capace di fare di chiunque, quindi se io ho avuto la possibilità di fare questa cosa, per favore, non stia venendo in questo momento anche io, non stia venendo neanche io.

Non è così, è così, è così, è così, è così, è così, non sta in questo modo per me, non sta in questo modo per me. Non sta almeno in questo modo per voi. È possibile, vero? Grazie. Grazie. Grazie per l'apertura. Grazie per l'apertura. Grazie per l'apertura. gli aiuti e le grazie necessarie che sono indispensabili per superare gli ostacoli e le difficoltà che inevitabilmente incontrerò. Guardate che grande promessa per le famiglie, il soccorso alle famiglie che si trovano in difficoltà, è una difficoltà generica, una difficoltà sotto tutti i punti di vista, non escluso, perché il termine è volutamente generico, presumo, quello economico. Io ho postato sul mio profilo Facebook l'altro giorno un articolo uscito su Basta Bugie, che ho fatto veramente anche la predica di domenica sera, che spero nei prossimi giorni di poter mettere online, leggendola. Era praticamente la testimonianza di una famiglia, attualmente vivente credo in Calabria, se ho capito bene in quel di Catanzaro, con 16 figli.

Stipendio del capo famiglia di circa 2.200-2.300 euro al mese, 16 figli. Si possono avere oggi, certamente sì, dentro una vita di fede, quindi soccorso alle famiglie che si trovano in difficoltà, qualunque difficoltà, difficoltà di coppia, difficoltà legate alla convivenza, incompatibilità di caratteri, tutto quello che vuole iti, incidenti gravi tipo tradimenti o cose di questo genere, e la riconciliazione a quelle di vista.

Ci sono delle famiglie che sono ai medi Ise, causando un grandissimo dolore, questo ve lo assicuro perché la mia esperienza su questo, esperienza parlo, scusate, conoscitiva, è abbastanza grande, e sono devastazioni per le anime e per i cuori dei figli. E torno a dire, l'ho già detto in altre sedi, in altre circostanze, che non si illuda nel modo che ci sono i genitori con i discorsi sciocchi che fanno, adesso intanto ci separiamo di ognuno per conto suo, tanto non c'è più niente da fare, poi i figli capiranno, i figli non capiscono proprio niente, i figli reclamano a volte esplicitamente, a volte reprimendolo, ma portandosi dentro una grandissima rabbia al sacrosanto diritto di crescere con il padre e con la madre, che è un sacrosanto diritto.

Quindi le famiglie ricorrono al Sacro Cuore, la consolazione in tutte le afflizioni, la consolazione in tutte le afflizioni, noi abbiamo bisogno, chi mi parla ultimamente sta passando un momento provato, normale, assolutamente normale, ci sono dei momenti, ci sono anche delle persone da queste parti o a me vicino che stanno passando delle prove veramente terribili, allora in alcuni momenti noi abbiamo proprio bisogno di sentire un pochino di conforto, un pochino di sollievo, è vero che purtroppo siamo noi primi ad andarlo a cercare molte volte dappertutto, meno che dove potremmo trovarlo, cioè tra le braccia di nostro Signore, io posso testimoniare via radio che quando mi sento molto sconsolato, sconfortato, schiacciato veramente a volte da tante difficoltà.

E' vero che ci sono delle persone che ti aggrediscono su vari fronti in contemporanea e tu non sai più come andarle a fermare, d'accordo, perché non è come, a volte succede questo qui, almeno nella mia esistenza, è un problema grosso, quando si aprono più fronti è un problema perché tu un conto che convogli le energie per cercare di sistemare un problema o di risolvere una difficoltà, un conto che ce n'hai 5, 6, 7, 8 in contemporanea, va in tilt, va in feste, va in trenta, ecco, io ho provato per esperienza la differenza enorme che c'è tra il parlarne con le creature o lo sfocarsi anche con le creature, cosa che noi ne sentiamo il bisogno, ecco, ma cosa che, dice san Luigi, lo ricordo benissimo con forte, nella lettera agli amici della croce, non si fa mai senza quantomeno qualche imperfezione o addirittura peccati.

A volte peccati, non sono peccati, sono peccati. Anche il peccato è un peccato. di veniali anche abbastanza consistenti, tipo la maldicenza, perché se tu magari c'hai un'afflizione perché c'è qualcuno che si è comportato male o ha fatto qualcosa, se tu te ne vai a parlare con una creatura umana, riveli questa cosa brutta che ha fatto quella persona che non è certamente un atto di virtù, però tu parli, ti sfoghi quanto vuoi e la tristezza e la malezza del cuore ti resta, è molto meglio andarne a parlare con il nostro Signore davanti al tabernacolo, punto primo perché non si fanno sicuramente peccati e punto secondo, perché questo ve lo posso testimoniare non si sa come, dopo che se ne ha parlato con lui si sta meglio, noi dobbiamo senz'altro imparare di andare a, come dice San Pietro, a gettare in lui ogni nostra affanna e preoccupazione sapendo che egli ha cura di noi, piuttosto che magari affannare anche il prossimo caricandolo delle preoccupazioni nostre.

Così ci fanno aggiungere a quelle delle sue senza poi trovare questo grandissimo sollievo. Andiamo al quattro, asilo e rifugio sicuro in vita e soprattutto in punto di morte, asilo e rifugio sicuro, mi ricordo sempre molti anni fa, andai un certo tempo, ero ancora studente seminarista fuori Italia in un posto molto difficile, il terzo mondo, e mi ricordo l'esperienza, Sud America, Bolivia, un'esperienza per me molto provante e ricordo che in quel momento dove mi trovavo abbastanza in crisi, io non sapevo neanche cosa volesse dire, trovarsi catapultato in un mondo così diverso dal nostro, cose che non avevo mai visto, strade non asfaltate, bambini per strada, asini e mezzi scheletrici perché non c'erano neanche tante.

Non c'erano neanche tante cose, non c'erano neanche tante cose, non c'erano neanche tante cose, non c'erano neanche tante cose, non c'erano neanche tante cose, non c'erano neanche tante cose, non c'erano neanche tante cose, non c'erano neanche tante cose, non c'erano da mangiare per quegli animali e robe del genere.

Mi ricordo che mi diedero in una chiesa, mi ricordo se durante una confessione, una bella immagine di Gesù, era una chiesa tenuta dai salesiani, dove c'era una frase che io non sapevo essere di San Giovanni Bosco, sotto questa immagine di Gesù c'era scritto amico che nunca faglia, quindi sarebbe l'amico che non sbaglia mai, l'amico che non sbaglia mai e l'amico che non delude mai, il porto sicuro, noi possiamo sempre entrare in quel cuore per cercarvi anche rifugio quando ci sentiamo minacciati e sicurezza, è il sacro cuore, è uno strumento posto a nostra disposizione.

Attenzione a un'altra cosa, la benedizione e quindi il successo soprattutto delle imprese dei suoi devoti. Non parla anche qui soltanto di imprese. Non parla anche di imprese spirituali, le imprese apostoliche, anche perché poi ce ne è stata una promessa apposta, la grazia di convertire anche i cuori più induriti a coloro che svolgono l'attività apostolica, quella per i preti che era numero 10.

La benedizione soprattutto è le imprese, noi oggi dobbiamo fare attenzione a non spiritualizzare troppo a volte il rapporto con Dio, perché per esempio nell'Antico Testamento c'è un tema classico. Che certamente nel Nuovo Testamento in parte è superato, ma non è superato perché è completamente cancellato, diciamo così.

Viene sublimato con cose ancora più importanti, ma a mio avviso viene ribadito e superato, un po' come il discorso che fa Gesù nel Sermone della Montagna. Non è che abolisce l'Antico, lo porta a perfezione, confermandolo però. Nell'Antico Testamento qual è il segno della benedizione di Dio?

La prosperità, cioè che una persona che serve il Signore non manca nulla, anche da un punto di vista materiale, anche da un punto di vista materiale. Chi è che quando sta in crisi, oggi un'impresa che sta in crisi, speriamo che qualcuno lo faccia, l'imprenditore responsabile, il gestore dell'impresa si mette a pregare, chiede a Gesù, ti prego benedici questa mia impresa, chiamo un prete a far benedire Gesù, chiamo Gesù, chiamo Gesù, chiamo Gesù, chiamo Gesù, chiamo Gesù, chiamo Gesù, chiamo Gesù, i locali, non come gesti scaramantici e superstiziosi, ma appunto come gesti di fede, nella coscienza che se Dio benedice il mio lavoro, il mio lavoro sarà prospero, non c'è niente da fare, non c'è niente da fare.

Nell'Antico Testamento i salmi e non solo i salmi, sono pieni di questa cosa, pieni, pieni, pieni. Un piccolo, un piccolo, una piccola parentesi, un piccolo punto. Un piccolo punto di riflessione. Chi ci crede oggi a queste cose? Chi ci crede? Chi ci crede che se c'è la famiglia in difficoltà, se ti consacri al Sacro Cuore e se gli rendi onore, lui interverrà personalmente per tirarti fuori dai guai?

Chi ci crede che se sei devoto al Sacro Cuore, la tua sarà una vita benedetta anche dal punto di vista materiale? Perché avrai successo nelle tue imprese? Chi ci crede? Ricordo una cosa brutta, guardate che questo fatto, allora, dobbiamo fare attenzione, gentilesissimi ascoltatori, qui stiamo dinanzi ad una rivelazione pubblica di Gesù approvata dalla Chiesa.

Allora, è vero, e ho avuto modo di constatarlo anch'io, quando stiamo dinanzi alla rivelazione privata dobbiamo essere sempre molto attenti, perché ce ne sono una caterva in giro, perché è davvero difficile poi distinguere l'erba buona dalla zizzania e dall'olio, molto difficile.

È anche vero, come insegna la Chiesa, e io come Ministro della Chiesa questo lo devo dire, perché si deve dire, che strettamente parlando nemmeno un'apparizione riconosciuta è fatta proprio dalla Chiesa come questa, pubblica in coscienza. La Chiesa è fedele a dargli credito, cioè, questo per dirvi, una persona potrebbe raggiungere la salvezza e essere tranquillamente cattolico, anche se dice sempre, il Sacro Cuore, la Chiesa l'ha approvato, quindi io mi guardo bene dal contestarlo, ma non mi interessa.

Questo bisogna dirlo, perché noi siamo tenuti a professare questo sottopena di peccato e credere, e quindi agire di conseguenza, tutte le verità rivelate da Santa Maria. E tutte le promesse fatte da Santa Madre Chiesa a coloro che vivono da cristiani, sulla scorta delle promesse fatte da Gesù nel Vangelo.

Però dobbiamo fare attenzione, perché una rivelazione privata, a differenza delle cose che facciamo noi, Dio non fa cose inutili, quindi se è una cosa riconosciuta vuol dire che sicuramente viene dal nostro Signore, quindi lo possiamo mettere alla prova sotto questo punto di vista.

Così come, pensate alle apparizioni mariane di Fatima, dove la Madonna esortava, dite il rosario, dite il rosario, dite il rosario, e poi Sor Lucia gli faceva eco, ci sono le lettere scritte da lei, diceva, guardate che la soluzione dei problemi internazionali, delle guerre, delle catastrofi, dipende dalla recita del rosario.

Voi sapete che c'è stato qualche grosso teologo, anche negli anni Sessanta, che dinanzi a queste affermazioni, diceva, non è vero, non è vero, non è vero, non è vero, non è vero, non è vero, non è vero, non è vero, non è vero, non è vero, non è vero, non è vero, non è vero, ah, ahimè, non faccio il nome per ragioni di carità, commentato ironicamente, dice, sì, ti pare che dinanzi ai problemi del mondo e della Chiesa basti prendere il rosario e avere un po' di devozione al cuore immacolato di Maria, campacavallo, usò proprio questa espressione, che è proprio la manifestazione e la dimostrazione che non ci si crede.

Adesso, non credere a queste cose. Allora, ripeto, sono rivelazioni private, quindi non si può dire che però noi dobbiamo essere sempre molto cauti con queste realtà, però quando si tratta di una cosa così grande sarebbe bene che ci avessimo un pochino il cuore, altrimenti peggio per noi, eh?

Perché quando il Signore fa questi doni, li fa in vista del nostro bene, se noi li ignoriamo, non facciamo peccato, ma peggio per noi però, non possiamo ragionare soltanto in termini peccato o non peccato, perché non c'è soltanto peccato o non peccato, c'è anche quali beni mi perdo, quali cose migliori avrei potuto ricevere e non le avrò mai, quante sofferenze, quanti inutili tribolazioni, no?

Non sono quelle benedette come nel Vangelo di ieri, mi sono andato a cercare, per non mettere in pratica, vediamo se faccio in tempo, ve lo accenno adesso perché poi non faccio in tempo, nel libro, verso la fine del libro di Ivan Gobri si trova questa singolare richiesta che fece Gesù un anno prima della morte a Santa Margherita, dice guarda che il re di Francia, che allora era Luigi XIV, re sole, deve mettere, deve mettere l'immagine del Sacro Cuore, deve dargli onore pubblicamente, deve costruirgli una cattedrale, deve metterla sulla bandiera della Francia, sulle baionette dei fucili, in giro dappertutto, perché se farà questo io lo benedirò e renderò prospera e florida la Francia, la farò ridiventare grande figlia prediletta della Chiesa come i tempi della conversione, tipo i tempi di re Clodoveo e gli antichi splendori.

Luigi XIV questo non l'ha fatto, gli è arrivata in qualche modo questa... questa comunicazione, non l'ha fatto, Luigi XV, che era il personaggio, Luigi XIV sappiamo tutti quanti che era stato un dibertino, ma pare che si fosse già convertito in quel periodo, lo fece Luigi XVI, poco prima però di essere chigliottinato, quando ormai era troppo tardi, pensate a non aver preso sul serio queste cose, non è stata fatta questa cosa, non è stata fatta, sarebbe potuto cambiare il corso della storia, punto interrogativo, sarebbe successa la rivoluzione francese, se Luigi XIV avesse fatto la consagrazione al Sacro Cuore con tutti gli annessi e connessi, io spero che adesso non c'è tempo ora di fare questa parentesi, che voi siate ben informati e che capiate che la rivoluzione francese è l'anticristianesimo per antonomasia, che libertà, carità e fraternità non sono valori cristiane, sono valori massonici, illuministi.

Noi abbiamo una concezione di libertà, non come quella dei rivoluzionari francesi, noi abbiamo un'idea di uguaglianza sostanziale tra gli esseri umani, non nel senso inteso da quelli della rivoluzione francese, e noi abbiamo anche un'idea molto forte di fraternità, anche universale, ma non nel senso inteso da quelli della rivoluzione francese, che sono pseudovalori.

Noi abbiamo anche un'idea molto forte di fraternità, anche universale, ma non nel senso inteso da quelli della rivoluzione francese, che sono pseudovalori. Noi abbiamo anche un'idea molto forte di fraternità, anche universale, ma non nel senso inteso da quelli della rivoluzione francese, che sono pseudovalori.

Noi abbiamo anche un'idea molto forte di fraternità, anche universale, ma non nel senso inteso da quelli della rivoluzione francese, che sono pseudovalori. Noi abbiamo anche un'idea molto forte di fraternità, anche universale, ma non nel senso inteso da quelli della rivoluzione francese, che sono pseudovalori.

Noi abbiamo anche un'idea molto forte di fraternità, anche universale, ma non nel senso inteso da quelli della rivoluzione francese, che sono pseudovalori. Noi abbiamo anche un'idea molto forte di fraternità, anche universale, ma non nel senso inteso da quelli della rivoluzione francese, che sono pseudovalori.

Noi abbiamo anche un'idea molto forte di fraternità, anche universale, ma non nel senso inteso da quelli della rivoluzione francese, che sono pseudovalori. Noi abbiamo anche un'idea molto forte di fraternità, anche universale, ma non nel senso inteso da quelli della rivoluzione francese, che sono pseudovalori.

Noi abbiamo anche un'idea molto forte di fraternità, anche universale, ma non nel senso inteso da quelli della rivoluzione francese, che sono pseudovalori. Noi abbiamo anche un'idea molto forte di fraternità, anche universale, ma non nel senso inteso da quelli della rivoluzione francese, che sono pseudovalori.

Noi abbiamo anche un'idea molto forte di fraternità, anche universale, ma non nel senso inteso da quelli della rivoluzione francese, che sono pseudovalori. Noi abbiamo anche un'idea molto forte di fraternità, anche universale, ma non nel senso inteso da quelli della rivoluzione francese, che sono pseudovalori.

Noi abbiamo anche un'idea molto forte di fraternità, anche universale, ma non nel senso inteso da quelli della rivoluzione francese, che sono pseudovalori. Noi abbiamo anche un'idea molto forte di fraternità, anche universale, ma non nel senso inteso da quelli della rivoluzione francese, che sono pseudovalori.

Noi abbiamo anche un'idea molto forte di fraternità, anche universale, ma non nel senso inteso da quelli della rivoluzione francese, che sono pseudovalori. Noi abbiamo anche un'idea molto forte di fraternità, anche universale, ma non nel senso inteso da quelli della rivoluzione francese, che sono pseudovalori.

Noi abbiamo anche un'idea molto forte di fraternità, anche universale, ma non nel senso inteso da quelli della rivoluzione francese, che sono pseudovalori. Noi abbiamo anche un'idea molto forte di fraternità, anche universale, ma non nel senso inteso da quelli della rivoluzione francese, che sono pseudovalori.

Noi abbiamo anche un'idea molto forte di fraternità, anche universale, ma non nel senso inteso da quelli della rivoluzione francese, che sono pseudovalori. Noi abbiamo anche un'idea molto forte di fraternità, anche universale, ma non nel senso inteso da quelli della rivoluzione francese, che sono pseudovalori.

Noi abbiamo anche un'idea molto forte di fraternità, anche universale, ma non nel senso inteso da quelli della rivoluzione francese, che sono pseudovalori. Noi abbiamo anche un'idea molto forte di fraternità, anche universale, ma non nel senso inteso da quelli della rivoluzione francese, che sono pseudovalori.

Sì, allora approfitto per dare il numero della diretta che è appunto 06 92 95.

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