Stemma di don Leonardo Maria Pompei Don Leonardo Maria Pompei Sacerdote · Apostolato

Audio · Radio San Giuseppe

Il sacro cuore di Gesù terza parte

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Trascrizione

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Gentili ascoltatori di Radio San Giuseppe, Ave Maria a tutti e Santa Serata da Don Leonardo Maria Pompei, mi scuso subito perché purtroppo mi ritrovo ad essere, ahimè, in quel del mese di giugno, in concomitanza con l'arrivo del primo caldo, leggermente raffreddato, quindi chiedo fin d'ora umilmente, venia e perdono se queste mie povere parole che speriamo giovino al bene di qualche anima saranno ahimè interrotte da qualche interferenza di sottofondo, chiamiamola così, del tutto involontaria, speriamo che Gesù e Maria ci aiutino e ci mettano un po' una mano dandoci un piccolo aiuto per evitare più che altro di essere d'intraccio e di fastidio alla vostra gentile carità che è all'ascolto.

Stiamo... Grazie al Signore, cercando di meditare un po' sul mirabile mistero del Sagratissimo Cuore di Gesù, mistero del Sagratissimo Cuore di Gesù che è il cuore, abbiamo visto già fin dalla prima puntata, è il centro della nostra fede cattolica, la sintesi, il compendio della dottrina della redenzione e abbiamo cercato di seguire direttamente dalla fonte stessa, diciamo così, la sequenza, quindi l'iter graduale con cui il Signore ha gradualmente manifestato e scoperto il mistero del suo cuore che vedremo questa sera giungere all'apice della sua rivelazione con la più importante apparizione, la più importante è anche quella più nota, diciamo così.

Ai fedeli cattolici, in cui anche, diciamo, attraverso un messaggio fortemente visivo e molto, molto impressionante e molto forte, il Signore ha manifestato i misteri del suo cuore, tenete presente che questa grandissima Santa, Santa Margherita Maria la Cocca, riceveva in una delle tante visioni anche il dono grandissimo di essere stretta da Gesù al petto e proprio stretta materialmente e addirittura di appoggiare le sue labbra, pensate insomma al valore molto, molto forte di questo segno e di questo gesto che non era un segno simbolico, era un gesto reale, cioè lei ha appoggiato le sue labbra sulle labbra dell'apertura del costato di Gesù.

E poi, raccontando poi di essere stata un lunghissimo tempo in questo modo, e sperimentando in quei momenti dei godimenti e delle estasi, ovviamente, ritivo spirituali, che non sono raccontabili e narrabili da lingua umana, né comprensibili da mente umana, ecco, quindi con quella caratteristica tipica di Gesù, quindi con quei gesti di amore per certi aspetti estremi, che del resto, come spero siamo stati tutti quanti ammessa ieri, non hanno origini evangeliche, perché anche i gesti molto forti, molto arditi, compiuti da Maria di Magdala, la peccatrice ai piedi di Gesù, non sono stati per certi aspetti da meno, e Gesù ha lasciato fare il cuore di questa...

di questa grande penitente, di questa santa penitente convertita, che ha effuso con quei gesti fortissimi, insomma, piangere ai piedi di Gesù, asciugare con i capelli i piedi di Gesù, baciare i piedi di Gesù, il suo pentimento, la sua conversione, il suo amore per Lui. Ecco, noi dobbiamo un attimo, a mio modestissimo parere, riflettere anche su questi gesti forti di amore, di amore forte e di amore di Gesù.

L'amore, come dire, per certi aspetti, modellato sulle relazionalità, diciamo, evidentemente umane, cioè dare un bacio è un gesto evidentemente umano, eppure Gesù lo gradiva tanto e non poco. Voi capite, no? L'abbiamo già visto nella prima puntata, che riflettere sul Sacro Cuore è prendere molto sul serio la dimensione santamente umana di Gesù, non in maniera riduzionistica come, purtroppo, certi esegesi sperano negli anni passati, io adesso ormai sono molti anni che manco dai seminari e dalle dispute teologiche, a volte risentivano delle accentuazioni della natura umana di Gesù, però in chiave riduzionistica, cioè quasi a voler ridurre Gesù ad un uomo fra i tanti, no?

O anche alcune accentuazioni della pur ovvia e giusta dimensione umana, per esempio dell'esperienza di Maria Santissima, che però in alcune manifestazioni ha comportato proprio un livellamento inaccettabile della figura della Madonna, cioè la Madonna è veramente una donna, come tutti gli esseri umani, appartenente alla razza umana, ma è una donna divinizzata, quindi non possiamo dire che sia divinizzata a livello di una donna comune, ecco, non perché uno abbia qualcosa da dire, ma perché è una donna completamente divinizzata.

Ora però, con l'umanità di Gesù, sapete che c'è stato sempre qualche piccolo problema nel corso della storia, perché o è stata fatta scomparire in qualche modo nella divinità, quindi diventando una sorta di realtà quasi fittizia, e queste sono esperienze che risalgono già ai primissimi secoli.

Oppure una ipertrofica considerazione dell'umanità di Cristo in chiave riduzionistica, cioè quasi a voler oscurare la sua dimensione divina e voler ridurre Gesù ad uno di noi, a volte anche in maniera grossolana, penso che tutti abbiamo sentito parlare di frasi sciocche, insomma, sciatte anche per certi aspetti, tipo che Gesù...

era stato il primo rivoluzionario, era il primo comunista, tutte quante queste cose qui, realtà che ovviamente, io penso che qualunque persona con un minimo di buonsenso è capace insomma di, in qualche modo, ridimensionare, ridurre, non darle neanche troppa importanza, gentili ascoltatori, guardate almeno per quanto, scusate, almeno per quanto mi riguarda.

Però, noi dobbiamo prendere molto sul serio questi gesti, allora, come mai Gesù è così sensibile al bacio, al bacio della Maddalena o al bacio di Santa Margherita Maria la Cocca addirittura sul cuore, sulla ferita del cuore? Non vi fa pensare a nulla il bacio, Gesù ha subito un bacio terribile, terrificante, sempre la famosa nota del Giovedì Santo, perché Giuda, istigato dal demonio, di tanti sistemi che c'erano per far riconoscere chi era il rabbi di Galilea, è andato a scegliere proprio il bacio, e certamente Gesù è stato, come dire, pugnalato al cuore con quel gesto di Giuda, e glielo dice, noi non lo sappiamo d'Evangelio, dice ma Giuda, ma con un bacio da dici figlio dell'uomo, bisogna immaginarlo come Gesù gliel'ha detto, gliel'avrà detto con i suoi occhi, come dire, pieni di amore e compassionevole, pieni di amore, pieni di amore, come dire, di amore anche un po', io me lo immagino anche un po' deluso, ma dico, ma mamma mia, ma tra tante cose, dico, proprio questo, però non con astio, almeno a mio modestissimo avviso, non con livore o con severo rimprovero, tuttavia, anche se Gesù, nella sua straordinaria carità, diciamo, ha dissimulato, in qualche modo, l'immenso dolore ricevuto da quel gesto, ciò non vuol dire che non l'abbia provato e sentito fino al fondo del cuore, cioè, lui è stato tradito da un bacio, un bacio traditore, un bacio di consegna di lui ai suoi nemici, noi non dobbiamo pensare che questa è una cosa che ha lasciato Gesù indifferente, anche perché, vedo la sua reazione in Evangelo, reazione, ripeto, composta e piena di carità, però, ci fa comprendere quanto ci è rimasto male, così come nelle puntate precedenti abbiamo visto che ci è rimasto male che gli apostoli, prima di questo gesto di Giuda, richiesti da lui di svegliare un po' di tempo per fargli compagnia, sono addormentati, glielo ha detto, dice, ma non siete stati capaci di svegliarvi, ho chiesto un'ora, sono tre anni che stiamo insieme, sono tre anni che vi curo, che ho dato la vita per voi, che mi sono speso, per una volta che ti chiedo un'ora, non sei capace di svegliare un'ora solo con me, anche qui sicuramente Gesù non ha usato toni minacciosi o brutti o cose di questo genere, però sicuramente è stato un, come dire, un lamento accorato, cioè una manifestazione di grande sofferenza. Abbiamo anche visto, perdonatemi se faccio questi, questi, questi, questi, questi, questi, questi, questi, questi, questi, questi, questi, questi, questi, questi, questi, questi, questi, questi, però l'apparizione di oggi è importante e bisogna richiamare anche perché magari forse qualche ascoltatore ha perso le puntate precedenti che sono comunque, oltre che regolarmente so e lo ringrazio, mandate in replica dal caro Antonio, sono anche comunque in giro online, sono sia sul mio canale YouTube che sul sito della parrocchia, basta cercare su EU e poi andare nell'area download e guardare trasmissioni radio, sia quelle di Radio Buon Consiglio che quelle di Radio San Giuseppe, si trovano per chi le volesse ascoltare le puntate precedenti. Quindi in parte sto richiamando alcuni concetti che sono però fondamentali.

Ora, questo dolore di Gesù, della sua santissima umanità, quindi non soltanto della sua divinità, perché certamente che Giuda ha commesso un peccato gravissimo e certamente che Gesù ha commesso un peccato, certamente che anche gli apostoli ad addormentarsi quella sera hanno commesso un peccato, a mio modestissimo avviso, grave, perché non sono stati capaci di vincersi e non hanno dato a Gesù quello che gli ha chiesto. Però Gesù ha sentito in quanto fatto uomo, come dire, il peso del peccato subito anche nella sua santissima umanità e tra l'altro l'ha sentito nella sua santissima umanità in un modo assolutamente per noi incomprensibile, perché questi peccati che sono direttamente rivolti contro di lui, cioè il bacio è stato rivolto contro di lui, l'esserse addormentati nonostante le sue richieste è stato un peccato fatto contro di lui, Gesù li sentiva nella sua umanità, attenzione, a doppio titolo, quindi sia come l'avremmo sentito noi, perché è una cosa brutta, essere traditi è una cosa brutta, non penso che nessuno di noi sarebbe contento, meno che mai essere traditi da un amico, meno che mai essere traditi con quel gesto. Ora Gesù non solo l'ha sentito, ma ha sentito questo, e qui di nuovo cito Sant'Ommaso d'Aquino, non ricordo se l'ho fatto nelle puntate precedenti, in un grado immensamente più grande di quanto l'avremmo sentito ciascuno di noi, questo perché? Perché l'umanità di Gesù, a differenza che è segnata dalla colpa d'origine, insegna Sant'Ommaso, è un'umanità perfetta, un'umanità perfetta vuol dire che tutte le passioni che anche noi abbiamo, tra cui per esempio il dolore, tra cui per esempio la vergogna, tra cui per esempio la tristezza, tra cui l'angoscia che Gesù, ci dicono i bandieri, ha sentito a Gezzemani, non è che in Gesù erano ridotte, attenzione, erano amplificate, così come la verità.

L'amore era amplificato, così come il desiderio era amplificato, tutte quante le undici passioni descritte dai classici, da Aristotele in poi, erano tutte presenti in Gesù all'ennesima potenza, perché avevano come sede un'umanità perfetta, non macchiata dal peccato. Quindi Gesù non solo ha sofferto umanamente, ma ha sofferto umanamente più di qualunque altro che si fosse trovato in una situazione analoga o identica a quella che lui aveva vissuto.

Uno. Due, e questo anche noi non lo possiamo capire, Gesù, vi ricordate, ha detto nelle beatitudini, tra le altre beatitudini, una beatitudine particolare, che ha beati gli afflitti perché saranno consolati. Noi non dobbiamo pensare a questa beatitudine, cioè, perché la sofferenza, soffrire, non c'è nessuna beatitudine, specialmente quando ci sono delle cause non benessere.

Noi siamo nobili per cui si soffre, no? Capite? Cioè, vi faccio l'esempio, se uno guida come un pazzo con la motocicletta, si sfracella contro un albero e si rompe la spina dorsale e dovrà starsi sette mesi in ospedale e poi, chi lo sa, forse il resto di tutta la vita nella sede a rotelle, quale beatitudine è quella sofferenza lì? Non c'è nessuna beatitudine, quello è il proverbio popolare, che causa del suo mal pianga se stesso. Non c'è niente di più stupido che andare a soffrire per un motivo così vano, così sciocco e così spesso. Quindi la sofferenza non è in se stessa una fonte di beatitudine, bisogna vedere come si soffre e perché si soffre e di cosa si soffre. Ora, gli interpreti hanno detto qual è l'afflizione di cui parla Gesù? L'afflizione di cui parla Gesù è quella di chi vive in sé il dolore o per i propri peccati oppure per la sua vita.

Io piangevo per i peccati degli altri. I santi piangevano per i peccati degli altri, non ci abbiamo mai pensato. E piangevano per i peccati degli altri, non quando i peccati degli altri ricadevano su di loro, cioè io piango per i peccati degli altri perché quello come il peccato ha offeso me, ma piangevano per i peccati degli altri perché il peccato offende Dio. Questo è il dolore e la beatitudine di cui parla Gesù quando dice che i peccati sono vitti perché saranno consolati. Ora, Gesù, quando venivano commessi questi gravissimi peccati contro di Lui, oltre che a sentirli all'ennesima potenza nella sua santissima umanità, Lui si affliggeva in maniera estrema perché vedeva con la sua mente divina, però unita alla sua vera natura umana, come dire, l'orrore e la gravità del peccato.

Sia in quanto offeso a Dio, sia per tutto il male che è, sia per tutto il male che fa e sia per tutte le conseguenze temporali ed extratemporali che ogni peccato lascia nell'anime. Capito? Noi dobbiamo pensarci un po' a queste cose qui, perché Gesù è contento, Gesù ha rivelato il Sacro Cuore perché vuole che queste cose noi ci pensiamo. E ci pensiamo, ma noi certamente, almeno adesso lo sentiremo questa sera, almeno per dirgli qualcosa.

Qualche grazia al nostro Signore, no? Perché queste cose Lui le ha sofferte per noi, non le ha mica sofferte per sé. Lui ha vissuto queste esperienze terribili e dolorose a cui poteva sottrarsi. E qui tutti quanti dobbiamo vergognarci un po'. Io per primo, guardate i gentilissimi ascoltatori, io ho la grazia dal Signore di essere sacerdote e anche di parlare di Lui.

Ma molte volte dovete credermi, io quando parlo, parlo a me, non parlo a voi, perché dico alcune cose che ho imparato ovviamente e sono perfettamente consapevole, quelle cose devo dirle a me, anzitutto, perché non mi sento veramente, ve lo dico proprio in tutta sincerità, migliore di nessuno. Quindi, dico, Gesù quelle cose poteva risparmiarsele, non c'era nessuna fatalità.

Non c'era nessun obbligo. Non se le ha risparmiate per amore nostro. Questo è ciò che ci dovrebbe fare un po' vergognare. Quante volte noi ci lamentiamo. Noi adesso il giovedì stiamo facendo l'ora santa di paratrice qui in parrocchia per il mese di giugno, un po' come Gesù l'ha chiesto, quindi proprio alle 11 di sera. E c'è una bella coroncina al sacro cuore che vi suggerisco di dire, quella che con cinque invocazioni, ognuna delle quali seguita da un padre nostro.

Cinque glorie al padre, che dice, ma signore mio, io proprio mi vergogno, perché di fronte alla tua infinita pazienza, io invece a un gesto, a una minima parola offensiva, subito mi urto, mi agito e mi lamento. Noi siamo così, ahimè, siamo così. Quindi altro che di narsi a una sofferenza evitabile, solo per il bene altrui, sobbarcarsi, da sobbarcarsi e da volentieri, come ha fatto Gesù. Certamente con dolore, ma con tantissimo amore, sempre guardando al frutto e al bene che quella cosa avrebbe fatto a noi. Noi purtroppo non siamo così. Non essendo così, almeno contempliamo l'eroismo del nostro maestro e la sua grandissima testimonianza e diciamogli un grande grazie Gesù. Tu sei veramente il numero uno, grazie di quello che hai fatto per me.

Abbi tanta pazienza, abbi tanta bontà, abbi tanta misericordia e aiutami a imparare almeno un pochino a fare come te. Ecco, penso che questa potrebbe essere una preghiera gradita al nostro Signore, no? Allora, e finalmente arriviamo a questa benedettissima apparizione che avvenne, scusate sempre i rumori fuori programma, ma purtroppo inevitabili, ed ecco questa grande apparizione avvenuta durante l'ottava del Corpus Dei.

Corpus Domini, abbiamo già visto la volta scorsa che Gesù volle che la festa del Sacro Cuore fosse celebrata il primo giorno dopo l'ottava del Corpus Domini. Il Corpus Domini che si celebrava, e tuttora in Vaticano è così, non di domenica, ma il giovedì dopo la festa della Santissima Trinità. Quindi, il primo giorno dopo l'ottava del Corpus Domini era venerdì.

Come oggi la festa del Sacro Cuore, che è comunque rimasta il primo venerdì dopo il Corpus Domini, perché appunto cade il primo giorno dopo l'ottava, diciamo in senso tradizionale. Quindi ci troviamo nell'anno 1675, anche qui la data precisa non ce l'abbiamo. Sappiamo che questa apparizione è avvenuta durante l'ottava, quindi in una data compresa tra il 13 e il 20 di giugno. Quindi potrebbe anche essere stata oggi, ragazzi, oggi siamo nel 17 di giugno.

Quindi può darsi anche che le cose, di cui stiamo parlando adesso in diretta, anche perché probabilmente era sera, chi lo sa, può darsi anche che sia successo proprio questo giorno preciso e proprio a quest'ora, chissà. Allora, cosa dice Santa Margherita? Adesso comincio a citare.

Ricevetti dal mio Dio grazie straordinarie del suo amore. Mi sentii toccata dal desiderio di ricambiarlo e rendergli, guardate, amore per amore. Egli mi disse... Tu non puoi rendermene uno più grande che facendo ciò che tante volte ti ho chiesto. Quindi vedete l'esperienza autentica di Dio. Questo vale sempre questo qui, gentilissimi ascoltatori. Cioè, quando noi abbiamo un'esperienza autentica di Dio e del suo amore, noi siamo soggetti alla legge eterna e immutabile dell'amore. Amore con amore si parla.

C'era scritto nelle memorie della piccola Santa Teresa di Gesù Bambino. Se vogliamo assumere toni poetici, amor can nulla amata amar perdona, scrive Dante Alighieri. Questa è una legge assoluta, eh? Di ogni forma di amore e quindi in primis dell'amore divino. Allora, continua la citazione, mi scoprì il suo divin cuore. Ed ecco le parole di Gesù.

Ecco quel cuore. E' un cuore che ha tanto amato gli uomini e che nulla ha risparmiato fino ad esaurirsi e a consumarsi per testimoniare loro il suo amore. In segno di riconoscenza però, attenzione, non ricevo dalla maggior parte di essi che in gratitudini per le loro tante irriverenze, i loro sacri leggi.

Le loro freddezze e i loro disprezzi che essi hanno per me, attenzione, in questo sacramento d'amore. Quindi sta parlando, in questa apparizione sta sancendo un legame indissolubile, ontologico sarei dire, parolona grossa, tra il sacro cuore e l'eucaristia. E non è un caso che questa apparizione sia venuta all'ottava del corpus domini e non è un caso che la festa del sacradissimo cuore di Gesù cada subito dopo.

E non è un caso, non so quanti di voi gentili ascoltatori lo sanno, che uno dei più antichi miracoli eucaristici esistenti al mondo, che è il miracolo eucaristico di Lanciano, risalente addirittura al primo millennio, era l'ottocento non mi ricordo la data precisa, però stiamo nel primo millennio nono secolo, quindi sono mille e duecento anni circa che lì si conservano e l'Escadino è stato trovato. Quindi è un miracolo. Un'ostia cambiatosi in carne umana da cui sono scesi cinque grumi di sangue. Ora che noi siamo diventati tanto scienziati e tanto bravi, qualche anno fa, ci sono presi la briga di andare a fare una bella analisi a quella carne umana in cui si era trasformata l'ostia.

Indovinate un po' che cosa hanno scoperto? Che quella carne umana appartiene a muscolo cardiaco. Quindi non ha più niente a che fare. Non ha più niente a che fare. Non ha più niente non è diventato qualunque parte del corpo, ma è parte del corpo appartenente al muscolo cardiaco. Quindi pensate che anche quel miracolo, avvenuto quasi mille anni prima della rivelazione del Sacro Cuore, Gesù già aveva stabilito, diciamo sul piano proprio fisico-materiale se vogliamo, il legame tra Eucaristia e suo cuore. Quindi si lamenta di queste cose, adesso comincio subito il commento. Ma ciò che mi amareggia di più è che sono cuori a me consacrati che mi trattano così. Terribile. Se questo era vero ieri, ahimè, pensiamo a quanto è vero oggi. Allora Gesù parla, attenzione, diciamo che il genere di peccato di cui si lamenta è l'ingratitudine. Peccato gravissimo ragazzi.

Scusate se vi chiamo ragazzi, che sono abituato più spesso a parlare nelle catecheti giovanili, gentili ascoltatori, però siamo tutti quanti ragazzi, spero nel cuore e nell'animo, con una bella fede, giovane, forte e viva. L'ingratitudine è una cosa bruttissima. Non so chi di voi l'ha mai sentita nella carne viva. L'ingratitudine è semplicemente quando, l'ingratitudine dice San Tommaso, è un gravissimo peccato contro la virtù.

Cardinale della giustizia. E che consiste nel fatto di non riconoscere e non ricambiare come è doveroso, quantomeno con un grazie, cioè con un'attestazione di merito e di riconoscimento a chi del bene ti ha fatto, quando hai ricevuto del bene. Cioè, attenzione, non ci è tutto dovuto così. Grazie, bisogna dirlo. Bisogna dirlo e bisogna dimostrarlo in tante circostanze.

Cosa diciamo noi ogni volta che celebriamo la Santa Messa prima della consagrazione? È veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza? Cosa diciamo? Rendere grazie. Sempre e in ogni luogo. Cioè dobbiamo dire grazie a Dio sempre. Di tutti. Ma chi di noi? E la forma più alta di preghiera, qui il nostro, il mio amatissimo vescovo ora destinato a noi in carica, è sempre un grande maestro in questo, la forma più alta di preghiera è il ringraziamento. Perché il ringraziamento dà grandissima gloria a Dio.

Perché il ringraziamento parte da un animo contemplativo. Cioè tu sai guardare con occhi oggettivi le cose buone che Dio ti ha dato, riconoscerle e rendergli grazie. Cioè, amici miei, il figlio di Dio si è fatto uomo, è morto in croce per noi, ci ha lasciato l'eucaristia. Cioè, sono delle cose assolutamente straordinarie, quindi dovremmo stare tutto il giorno prostrati in ginocchio con la faccia a terra a rendere grazie in continuazione. E come trattiamo noi Gesù nell'eucaristia? Pensate che queste cose sono scritte nel 1675. Io tante volte a Gesù gli ho chiesto, questa è una confidenza che faccio via radio, dico signore mio, ma se tu avessi detto queste cose oggi che cosa avresti detto? Pensate oggi come viene messo in mezzo alla strada il sacramento dell'eucaristia.

Io posso dire che se c'è una cosa, su questo mi faccio eco di Santa Teresa di Calcutta, santa tra poco, per ora è beata, sapete cosa dice la beata Teresa di Calcutta? Se c'è una cosa che mi strazia il cuore e mi fa male, lo diceva lei, quindi non voglio storie con la chiesa, con le questioni che sto citando, una beata, è vedere in giro l'irriverenza di chi riceve Gesù in mano.

Pensate soltanto a questo, oggi, nel 1685, non se ne neanche parlava lontanamente, neanche lontanamente. Per questo che io mi chiedo cosa direbbe oggi, in quel periodo, a differenza di oggi, c'era un rispetto e un amore verso l'eucaristia molto più grandi rispetto ad oggi, pensate che vi ricordate nell'apparizione precedente Gesù che diceva a Santa Margherita Maria mi riceverai nel santissimo sacramento dell'eucaristia?

L'obbedienza te lo permetterà, quindi i santi non potevano fare la comunione tutti i giorni, dovevano essere soggetti al giudizio del confessore che vedeva se c'avevano comunque delle buone ardenti disposizioni per potersi fare la comunione. In questo contesto Gesù dice che riceve ingratitudini primo per le irriverenze, penso che chi mi sta ascoltando sarà andato in giro a vedere qualche chiesa.

Le nostre chiese oggi sono spesso e volentieri trasformate in mercati, perdonatemi la mia crudezza, questo purtroppo è il mio modo di parlare, però dietro questo modo di parlare vi dico con il cuore in mano che c'è anche un immenso dolore, perché io sono il primo tra i peccatori della terra e non lo dico per umiltà perché non sono umile, ma è la verità.

Vedere alcune cose fatte all'eucaristia fa male, perché io sono il più grande peccatore della terra, Gesù lasciamolo perdere, se uno vuole ignorarlo, fare finta che non esiste, cosa che comunque lo addolora, meglio, però ridurlo, avete mai provato ad andare in giro su Youtube e vedere cosa fanno in alcune messe oggi?

Ci sto parlando non di cose come quelle che si vedono su Youtube, ma tante chiese ridotte a mercati, in chiesa si suona di tutto, a volte ci sono le messe rocchettari con certi rock, battiti di mani, applausi, sembra uno show, non sembra una messa quella lì, chi è che entra in chiesa oggi e si fa almeno il segno della croce?

Chi è che fa la genuflessione davanti al tabernacolo come doveroso, non soltanto quando si entra, ma quando ci si passa davanti? Chi lo fa? Adesso che comincia l'estate, in quale chiesa si può entrare senza che ci sia sempre qualche signorina che speriamo che non sappia quello che fa, ma comunque vestita in maniera tale da offendere gravemente la santità del luogo e profanarlo, perché già è peccato di modestia vestire in maniera inveregonda in giro, in chiesa è doppio il peccato, perché quello è la casa di Dio.

E Dio non vuole che si vada in giro vestiti così, né dentro né fuori, ma meno che mai dentro. Oggi quanta gente va a fare la comunione? La maggioranza? Anche gente che non si confessa da un sacco di tempo, anche gente che sta in situazioni irregolari, abbiamo visto anche recentemente in eccellenti funerali chi è che si è avvicinato a fare la santa comunione e qualche giorno dopo ha dichiarato questo qualcuno, che tanto avete capito chi è, che ridiventerà cattolico.

Quando la chiesa approverà le unioni gay, e nonostante questo, durante un eccellente funerale si è fatta la comunione, dopo aver dichiarato, dopo, che lui per il momento non è cattolico, perché sembra, se io sono ben informato, che sia buddista, però durante il funerale di un eccellente personaggio si è fatta la comunione.

Noi ci stiamo rendendo conto. Cosa dovremmo fare? Che cosa verrebbe a chiedere Gesù nel Sacro Cuore se apparisse questa maniera? Che cosa avrebbe fatto Gesù nella notte a qualche santa Margherita Maria, che speriamo che ce ne sia qualcuna ancora in giro, che lo ami anche per tutti noi che non lo amiamo.

Quindi, pensiamo alle riverenze, quanta gente si inginocchia oggi durante la santa messa, almeno, almeno dico, durante la consagrazione, quanta? Quanta gente sta in piedi come tanti, come dire, io li chiamo come tanti stoccafissi, a meno che certamente sono cialartrosi deformati, come dicevo, come dicevo, come dicevo, come dicevo, come dicevo.

Non accettano l'alimento dei loro amici, insomma, se stiamo recidendo cialante o cialanca rovinata per carità, insomma, il Signore non chiede il martirio per chi non è in grado di farlo. No? Ma ci sono tantissime chiese dove le panche sono senza inginocchiatoi, quasi per dirti ma non ti preoccupare, stai tranquillo, ma questo Gesù non lo vuole.

I loro sacri leggi, dopo le riverenze, i sacri leggi, alcuni vanno a parlare, le comunione sacrilege. Comunione sacrilege, comunione fatta in stallo di peccato mortale, senza avere anteposto la confessione, o avendo fatto prima una confessione sacrilega, guardate che per fare un peccato mortale non serve fare chissà che cosa, basta mancare una volta messa la domenica senza che ci sia una gravissima necessità e motivazione, già quello è un peccato mortale, quanti sacrilegi si fanno oggi? Ancora le loro freddezze, quanta gente anche tra i fedeli che non stanno in queste condizioni, quindi che non sono irriverenti e non sono sacrileghi, però sono freddi, avete mai visto qualcuno che si è fatta la comunione e dopo la comunione appena data la benedizione sembra che ci abbiano i carboni ardenti sotto il luogo dove la schiena cambia nome per cui non possono stare fermi un attimo e devono scappare di corsa via e ricevono la comunione e magari neanche rivolgono a nostro Signore, neanche gli dicono ti voglio bene, benvenuto, ti ringrazio, zero!

Fanno quella cosa in maniera meccanica, finita la benedizione, via, di corsa, quando tutti ci hanno insegnato, i santi ci hanno insegnato che se tu fai la comunione tu devi fare ringraziamento figlio mio, non si esce dalla chiesa appena il sacerdote dà la benedizione alla Spidi Gonzales perché ti porti a spasso Gesù Cristo, non so se i miei ascoltatori sanno, l'ho detto in altri interventi, in altre situazioni, che più o meno il tempo di assimilazione delle caristiche, più o meno, con un calcolo medio, di circa 15 minuti, per cui se tu ti sei fatto la comunione e esci dalla chiesa prima che questi 15 minuti passino, tu ti stai portando a spasso Gesù Cristo, con tutti gli annessi e connessi, chi ci pensa oggi a queste cose?

Io spero che nei confronti di coloro che mi stanno ascoltando stia dicendo tante cose inutili, che tutti stiano dicendo, lo so Don Leonardo, molte persone fanno così o per grazia di Dio questo non l'ho fatto mai. La gioia più grande che potrei provare se avessi questo riscontro. Quindi ci sono anche le freddezze, oppure i loro disprezzi, disprezzi formali.

Quanta gente fa un sacco di peccato e dice vabbè qui se ne importa, faccio un peccato tanto che problema c'è. Se vado a messa non mi faccio la comunione e poi mi confesserò quando capita e arrivederci. Quanta gente diserte tranquillamente la messa? Quanto? domenicale, voi pensate che Gesù ha istituito l'eucaristia certamente non perché ce ne nutrissimo una volta sola certamente voi immaginate che cosa sarebbe successo se il nostro Signore avesse fatto come un precetto anziché ricordare di santificare la festa fare la comunione tutti i giorni andiamo tutti all'inferno non ne ha fatto un precetto però è indubbio che nel cuore di Gesù quando ha istituito l'eucaristia c'erano vivissime le parole che pronunciò nella sinagoga di Cafarno se non mangiate la mia carne e non bevete il mio sangue non avrete in voi la vita scusate ragazzi e scusate se vi dico un'altra volta ragazzi abbituiamoci magari quante volte al giorno noi mangiamo?

quante? mangiamo tre volte al giorno? giusto e la nostra anima ogni quanto mangia facciamo mangiare una volta a settimana? pensate a chi non si confessa da vent'anni magari sono vent'anni che non si fa la comunione immaginate uno che non mangia da vent'anni neanche quelle drammatiche immagini di quei poveri nostri disgraziatissimi fratelli del quarto mondo stanno ridotti così ma quelle anime stanno ridotte non così peggio di così cioè voi pensate noi non ci pensiamo provate a mettervi dalla parte di nostro Signore con tutto quello che ha fatto per noi morto in croce si inventa l'eucaristia si inventa la messa sapendo che questo per noi è indispensabile e la gente che fa?

ah ma io mi prego il nostro Signore a casa mia padre non ti tocca lei non mi vede in chiesa però stia tranquilla che io le mie preghiere me le faccio tutti i giorni stia tranquillo non si preoccupi è ovvio che chi dice questo voglio ben sperare che non sappia quello che dice e non sappia quello che fa però da un punto di vista oggettivo voi capite che questa è grande disprezzo cioè disprezzo cioè che è diverso da apprezzo cioè il prezzo altissimo che Gesù ha pagato per metterci in queste condizioni è da noi disconosciuto e disprezzato appunto allora cosa chiede a questo punto Gesù che siamo in dirittura di arrivo per questo ti chiedo che il primo venerdì dopo l'ottava del corpus domini sia dedicato a una festa particolare per onorare il mio cuore ricevendo in quel giorno la comunione primo e facendo un'ammenda d'onore cosa che noi abbiamo fatto nella mia parrocchia spero che sia stata fatta anche nelle vostre perché c'è un atto formale da fare quello che si usa oggi è stato scritto da un papa da papa Pio XI e facendo un'ammenda d'onore per riparare tutti gli oltragi ricevuto durante il tempo in cui è stato esposto sugli altari quindi durante perché poi ci sono altre forme di oltraggio Gesù Cristo è esposto alla pubblica adorazione voi sapete che ci sono posti e a me mi raccontano fedeli da varie parti d'Italia tra l'altro adesso fanno di modo fanno le cappelline dell'adorazione ma l'ho vista io con gli occhi miei una cascia recentemente cioè ci sono quelle teche dentro quelle specie di tabernacoli che fanno e mica fanno un turno come dire io la faccio una volta al mese qui l'adorazione giornaliera ma ci sta un elenco perché tu non puoi mica lasciare Gesù Cristo esposto e quello rimane lì completamente da solo io l'ho visto con gli occhi miei all'urdo questo qui nella cappella dell'adorazione perpetua quando andai tanti anni fa mi ricordo che una sera arrivai lì dentro era molto tardi non c'era assolutamente nessuno e mi facevano l'adorazione e mi interrotta 24 ore su 24 che è una cosa molto bella ma ti dico che è una cosa molto bella ma ti dico che è una cosa molto bella tu figlio mio se vuoi fare una cosa del genere devi assicurare che una notte ci sia qualcuno non si può lasciare Gesù esposto senza che ci sia nessuno lì davanti che vogliamo fare?

o di giorno quindi mi dicono di cappelle dove l'ultimo poi che esce prende e chiude lo sportelletto vedete perché Gesù dice ciò che mi amareggia di più è che sono cuori a me consacrati che mi trattano così io dico quando sento queste cose io vorrei non crederci se non l'avessi vista alcune volte io con gli occhi miei e con tutto il rispetto che io considero tutti i sacerdoti e ve lo dico con il cuore in mano miei signori e a tutti quelli che me lo consentono umilmente bacio le mani e chiedo la benedizione pur essendo prete come loro perché io mi ritengo e ve lo dico perché è così e non sono umile l'ultimo di tutti però io quando sento queste cose dico ma ma dico avrà perso il senno questo povero confratello perché non può ignorare queste cose e mi chiedo come possa essere possibile una cosa di questo genere oggi ti prometto e concludiamo anche che il mio cuore si dilaterà per spargere con abbondanza le ricchezze del suo divino amore su coloro che gli renderanno questo onore e procureranno che gli sia reso da altri quindi Gesù a chi festeggia solennemente il sacro cuore compiendo quei due gesti fare la comunione almeno in quel giorno vedete come la prossima volta parleremo dei primi nove venerdì e se Dio vuole delle grandi promesse così completeremo il ciclo c'è sempre di mezzo la comunione sempre festeggiare il sacro cuore vuol dire fare la comunione fare la comunione vuol dire che tu stai in condizione di poterla fare che ti sei confessato se c'è qualcosa che non è vero se c'è qualcosa che non è vero se c'è qualcosa che non è vero se c'è bisogno e che tu comunque manifesti al Signore la gratitudine perché se Gesù ha istituito l'eucaristia l'ha istituita perché tu possa essere sempre in condizione di poterti accostare alla comunione non che ti vai a fare la comunione come fanno oggi a cuor leggero ma che stai in condizione di poterlo fare e se non stai in condizione di poterlo fare ti converti e non dici vabbè chi se ne importa la comunione mi sta pure bene non me la faccio poi quando Dio vorrà forse a Pasqua mi confesso e ora la facciamo non va bene questa cosa qui quindi la comunione è chi pronuncia formalmente questo gesto riparatore che Gesù lo chiede siccome tanti mi hanno così tanto disprezzato c'è qualcuno che mi apprezza e mi ringrazia anche per quelli che non l'hanno fatto e tanto è semplicissima la teologia, la spiritualità riparatrice, è semplicissima e questo se ci sforziamo un po' penso che possiamo capirlo anche noi cioè se uno è tanto amareggiato a me questo è successo più di qualche volta se uno è tanto amareggiato da tante brutte storie cacchiacchiere, calunni eccetera quando riceve un riconoscimento magari una cosa bella se la riceve in un momento in cui già si sente tanto bistrattato per tante cose brutte è provato a sentire come si sente interiormente si sente consolato ma io penso che anche il nostro signore pensate quello che ha fatto e quanta gente va all'inferno nella passione di Mel Gibson si vede una cosa bella in particolare della tentazione satanica che il diavolo gli dice ma chi te lo fa fare ma non lo vedi come sono fatti gli uomini ma tanto è inutile tanto così sono e così restano è inutile e non è che fratelli cari non c'ha mica tutti i torti ahimè purtroppo e Gesù lo sapeva questo fatto qui perché nonostante tutto quello che ha fatto quanta gente cammina su autostrade a quattro corsie per l'inferno per quanti è stato inutile quello che ha fatto noi non riusciamo a cogliere il dramma di la tragedia di questo dramma sacro compiutosi nel cuore di Gesù e vedremo se poi riesco anche a dirvi qualcosa perché questo questo è un dramma sacro questo dramma che ha avuto l'apice insomma nella crocifissione e dagli studi sindonici forse nell'ultima puntata abbiamo più di qualche elemento insomma che ci fa comprendere qualcosa ecco di quel fuoco incandescente che avvolgendo questo cuore ne ha manifestato in tutto e per tutto il suo mistero di amore io mi fermerei col permesso di Antonio qui

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