Audio · Radio San Giuseppe
Le apparizioni di San Giuseppe 3
Trascrizione
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Allora, di nuovo Ave Maria a tutti gli ascoltatori della Radio San Giuseppe, siamo sempre dentro l'ampio capitolo dedicato alle apparizioni di San Giuseppe, che abbiamo cominciato un paio di puntate fa, che sicuramente ci occuperà sicuramente per questa, e dando un pochino uno sguardo, temo anche la prossima, temo in senso buono, perché comunque è un argomento penso abbastanza edificante, li prendiamo, la volta scorsa ci siamo fermati nell'ascoltare la testimonianza di Santa Teresa di Gesù, nota anche come Santa Teresa Davida, e vi avevo accennato che c'è anche San Giovanni della Croce che ha qualcosa da dire riguardo le apparizioni di San Giuseppe, e vedremo.
Tenete presente che, sono certissimo che gli ascoltatori di Radio San Giuseppe lo sanno, perché sicuramente Antonio e gli altri colleghi che aiutano la radio avranno avuto modo di approfondire il tema, l'ordine carmelitano, in particolare i carmelitani scalzi, i carmelitani riformati, hanno una devozione particolare e straordinaria nei confronti di San Giuseppe, così come tra i santi moderni, che io sappia, molto devoto a San Giuseppe.
Quindi non c'è da stupirci che Santa Teresa Davida e San Giovanni della Croce, che sono stati i grandi riformatori del Carmelo, abbiano avuto queste esperienze particolari con il nostro carissimo santo. Io riprendo il testo, vorrei provare a leggere e commentare singoli episodi, sperando di riuscire ad andare un po' più veloce.
San Giovanni della Croce era molto devoto a San Giuseppe e il sigillo che usava sui suoi documenti rappresentava il Monte Carmelo coronato da una croce e l'iscrizione San José. Molto bello questo particolare di San Giovanni della Croce. Così per esempio appare sull'autografo che conservano le religiose carmelitane scalze di San Luca la Maior di Siviglia. Però questa visione, San Giovanni della Croce, non l'ebbe da sempre. Accadde un fatto nella sua vita che fece di lui un grande devoto di San Giuseppe. Qual era questo fatto?
San Giovanni della Croce era il confessore delle carmelitane scalze, mentre era superiore del convento Los Martires di Granada. Un giorno non pote scendere a confessarle e affidò il compito al padre Pedro dell'Incarnazione e al padre Evangelista. Mentre entravano i due frati nella plazza di San Giovanni della Croce, San Giovanni della Croce non lebbe da sempre.
San Giovanni della Croce non lebbe da sempre. Accadde un fatto nella sua vita che fece di lui un grande devoto di San Giuseppe. Nella plazza nuova un uomo andò loro incontro. Era piuttosto alto, carnagione bianca e rosa e capelli bianchi. Aveva più o meno 50 anni. Vestiva di nero ed era venerabile di aspetto.
Si avvicina ai carmelitani e li separa collocandosi in mezzo a loro e chiedendo da dove provengono. Dalle carmelitane scalze risponde il padre Pedro. Fate molto bene a servirle perché in questa religione si loda molto il Signore e di questo Sua Maestà si compiace tanto e lo stimerà sempre più.
Padri, perché nel vostro ordine avete così tanta devozione a San Giuseppe? Perché la nostra madre, Santa Teresa di Gesù, gli era molto devota in quanto lui l'aveva aiutata nelle sue fondazioni e le aveva ottenuto grandi grazie da Gesù. Per questo le grazie sono state fatte. Le case da lei fondate portano il suo nome, rispose padre Pedro.
Guardatemi bene in faccia e abbiate molta devozione a questo santo perché qualsiasi cosa gli chiederete, egli ve la concederà. I carmelitani non lo videro più, era scomparso. Quando arrivarono al convento, lo smartires, raccontarono al priore l'accaduto. Fra Giovanni della Croce non si stupì affatto e disse loro, non l'avete riconosciuto?
Era San Giuseppe, avreste dovuto inginocchiarvi davanti al santo. E non vi è apparso per voi, ma per me, che non gli ero devoto come avrei dovuto, ma d'ora in avanti lo sarò. Episodio quindi questo grazioso che ci fa comprendere come anche San Giovanni della Croce ha dovuto riscoprire un po' la devozione a San Giuseppe attraverso questo fatto sovrannaturale, mentre Santa Teresa di Gesù, come appare da questo episodio, ha dovuto riscoprire un po' la devozione a San Giuseppe.
Io vi posso tranquillamente confessare senza nessun problema che attraverso l'invito che Antonio mi ha fatto di collaborare come, quando e fino a quando il Signore vorrà in questa radio, mi sono ovviamente sentito quasi in dovere, oltre che per certi aspetti in piacere, di rafforzare.
Ecco un po' la devozione a San Giuseppe, soprattutto facendo un pochino attenzione per ora, lo confesso tranquillamente, di offrirgli qualche preghiera particolare o qualche pratica particolare nel giorno a lui dedicato della settimana, che come penso gli ascoltatori sanno è il mercoledì.
Quindi sarebbe cosa molto buona se già l'effetto di queste catechesi, che sono state prodotte anzitutto su di me. Io prima di farle a voi le ricevo da questo splendido testo e già se questo avvenisse in tutti gli ascoltatori sarebbe ottima cosa. E come vedremo nell'ultima parte sono tante le forme di devozione a San Giuseppe, ci sono alcune preghiere particolari, ci sono le tennie a San Giuseppe, c'è la coloncina a San Giuseppe, le colonne dei sette gioia e dei sette dolori, c'è il sacromanto, insomma quindi uno può anche...
costituirsi insomma un ventaglio di preghiere da alternare magari per i singoli venerdì, mercoledì scusate, cominciando un pochino ad accrescere il culto verso questo grande santo. Perché come sappiamo dalla tradizione il fine diciamo così di ogni catechesi è sempre suscitare delle conseguenze pratiche.
Diciamo così a livello di vita, dal piccolo come poi se Dio vorrà al grande. Proseguo la lettura per non divagare eccessivamente. Nel 1847, quindi andiamo un pochino avanti nel corso del tempo, alcune sore della congregazione di San Giuseppe dell'Apparizione, fondata questa congregazione da Santa Emilia da Via L'Arr.
Stavano viaggiando da San Giuseppe a San Giuseppe a San Giuseppe a San Giuseppe a San Giuseppe a San Giuseppe a San Giuseppe. Poi andavano viaggiando dalla Francia alla Birmania. Siccome a quell'epoca non esisteva ancora il canale di Suez, dovettero sbarcare ad Alessandria ed andare a Suez attraverso il deserto.
Dice una delle protagoniste, suor Cipriana, la strada si percorreva su pessimi carri condotti dagli arabi. Le nostre sei sorelle erano tutte giovani e senza esperienza di viaggi e in più portavano ventimila franchi nelle loro borse. Per i costi del percorso. Che non era certo sicuro.
Durante il viaggio da Alessandria ed Egitto a Suez, un uomo anziano si presenta davanti alle nostre consorelle ogni volta che il carro si fermava e diceva loro «Sono io, figlie mie, non temete, ci sono io». L'anziano aveva una lunga barba ed un bastone in mano, prendeva i loro piccoli pacchi e li aiutava a scendere dal carro.
Questo durò finché le nostre care sorelle si imbarcarono a Suez. Dopo averle accompagnate fino alla nave, l'uomo disse ancora «Addio, figlie mie, buon viaggio, non temete nulla, ci sono io con voi» e sparì. Le nostre sorelle si guardarono l'un l'altra mentre la nave iniziava a muoversi e, come i discepoli di Emmaus, i loro occhi si aprirono in quell'istante e riconobbero in quell'anziano San Giuseppe.
«San Giuseppe!» «San Giuseppe!» Ma non c'è stato niente simile. Il problema è che quandovi greedy Gesù di Maromina stanno cercando di meanticare due persone fra loro perché hanno bisogno di entrambi, iHowwhy. Bosch但ni, Mr. Mitionja, ormai scomparso, senza lasciare traccia. Faccio una piccola gloss su questo episodio.
Anche questa apparizione l'abbiamo già incontra alguna altra. San Giuseppe si fa prossimo, si fa compagno di viaggio in un viaggio terreno e reale, quindi in una necessità legata alla febbra. Invece in un viaggio terreno e reale, lui e complimentano perché But concealer non si amono solo sulla rendita.
Legata alla vita terrena, queste erano delle povere suore, quindi soggette, in quanto donne e in quanto suore, quindi doppiamente, ai pericoli e ai rischi di un viaggio abbastanza lungo e impervio. E' bello notare questo qui, sembra che San Giuseppe assuma dei compiti per certi aspetti simili o analoghi a quelli degli angeli custodi, ed in effetti questa sua funzione di protezione e di custodia, se ci pensiamo bene, fa un pochino parte del suo DNA vocazionale, lui è stato costituito padre putativo di San Giuseppe, proprio tra le altre, con la funzione...
di proteggere e di salvaguardare anche l'incolumità fisica della Sagra Famiglia di Nazareth. Ricordiamo gli episodi in cui l'angelo si rivolge direttamente a San Giuseppe, per esempio durante la persecuzione di Erode, per dirgli di fuggire in Egitto, quindi San Giuseppe ha avuto un compito reale, è stato un pochino un punto di riferimento, era anche colui che lavorava, quindi colui grazie al quale la famiglia di Nazareth, si è custodita perché, fratelli e sorelle carissimi, non so se ho avuto modo di parlarne in altre circostanze, ogni tanto devo dirlo a qualcuno dei miei fedeli, oppure dei miei figli o delle mie figlie, c'è una pericolosa eresia che si chiama, a seconda del punto di vista da cui la si vuole guardare, spiritualismo o angelismo.
Spiritualismo o angelismo significa dare, come dicono i termini stessi, una eccessiva, disordinata ed esorbitante importanza alla dimensione spirituale della vita terrena che comunque, e in ogni caso, rimane quella primaria e quella principale. Nel senso, Gesù doveva compiere la missione di redimere il mondo, attraverso la sua missione di redimere il mondo, la sua vera umanità, quindi all'età adulta doveva arrivarci, capite?
Arrivare all'età adulta significava anche essere difeso da chi voleva ammazzarlo quando era ancora un bambino e, perdonatemi, ma è così, significava anche che Gesù doveva mangiare, perdonatemi, tutti i benedetti giorni, sicuramente faceva tanti digiuni, però non tali e tanti tali, da compromettergli completamente la salute fisica.
Per mangiare ci vogliono i soldi e per avere i soldi bisogna lavorare, bisogna guadagnarli. Allora, queste cose, a cui certamente non va data un'importanza assoluta, esclusiva o primaria, però sono comunque necessarie. Quando noi nel Padre nostro, come ci ha segnato Gesù, chiediamo al Signore di darci oggi il nostro pane quotidiano, vuol dire anche che noi gli chiediamo che ci aiuti e si prenda cura delle nostre necessità legate alla vita temporale.
Con il discorso della vita temporale ci sono due eccessi, che sono sempre come al solito il troppo e il troppo poco. Ci sono alcuni che, anche quando pregano, non fanno altro che chiedere al Signore, come dire, sempre grazie materiali o comuni. Ci sono alcuni che, comunque legati a questo mondo, come se la vita dell'uomo fosse limitata ad un agglomerato di cellule che hanno bisogno di riprodursi in continuazione, di vivere la vita terrena, come se non ci fosse altro.
Però c'è anche un'altra pericolosa deviazione, che è quella che unilateralizza, enfatizzandola in maniera eccessiva, ripeto, disordinata, la dimensione spirituale. La dimensione spirituale. Questa volta abbiamo bisogno di aiuti molto terra a terra. Non dobbiamo avere paura di chiederli anche al cielo, no?
Cioè, se uno ha bisogno di trovare un lavoro, deve chiederlo a San Giuseppe. San Giuseppe è il padrono del lavoro. Paolo Brosio, questa è una cosa che sicuramente saprete, quando è venuto qui una settimana fa a dare la sua testimonianza, è stato un momento molto bello di grazie per la nostra parrocchia, ci ha raccontato, come dicendo, per trenta giorni il sacro manto di San Giuseppe, ha avuto delle grosse entrate economiche che gli erano necessarie per compiere un'opera caritatevole.
Ma comunque le entrate economiche ci sono state, e grosse, non piccole. Capite? Perché, come saprete certamente, trenta giorni di seguito recitando il manto di San Giuseppe ci ottengono grazie grosse da San Giuseppe. E non è uno scherzo. Quindi, vedete che dal cielo, certamente che dal cielo l'interesse primario e assolutamente fondamentale è che ci vengono forniti tutti quanti gli aiuti e tutte quante le grazie per conseguire la salvezza delle nostre anime, come scrive San Pietro, no?
Questa è la meta della nostra fede, e questa noi non siamo stati creati chiaramente per la terra, no? Però anche la salvezza delle nostre anime è una cosa che non è stata creata per la terra, no? La salvezza delle nostre anime a volte passa attraverso, come dire, delle cose terra-terra.
Cioè, io sto parlando con voi ora, no? È ovvio che il mio parlare è un'attività spirituale. Io parlo, a differenza del mio cagnolino che sta fuori, perché ho l'anima. Certamente se fossi debilitato e che stessi morendo di fama, o stessi a letto con 41 di febbre, avrei dovuto fare una telefonata a Antone e dirgli, guarda, manda in onda qualche altra cosa, o manda una reddica perché io in realtà non ci posso stare, no?
Quindi, questo, cioè, il rapporto con le cose materiali deve essere ovviamente ordinato. Però dobbiamo anche capire che a volte il benessere materiale è appunto funzionale a quello interiore. Cioè, io devo stare bene, questo è anche un principio ascetico, no? Che i vostri padri spirituali sicuramente ve l'avranno insegnato.
Diceva, si possono fare i digiuni, le penitenze? Saluto, e questo lo sapevano anche San Giovanni della Croce e Santa Teresa Davide per restare in tema, si può fare tutto quello che non pregiudichi le condizioni di salute. Non perché noi siamo salutisti e pensiamo che la salute sia il bene supremo, ma perché se perdiamo la salute, senza che ci sia una chiara volontà di Dio, se ti mandano una malattia te la tieni, ma quella te l'ha mandata lui, se perdiamo la salute per qualche gesto imprudente, noi possiamo avere il dubbio e ci siamo andati a privare di un bene che il Padre Eterno ci ha dato, quale è quello della salute, che avremmo potuto utilizzare per fare del bene.
Quindi, prima di metterci a letto e di stare K.O., aspettiamo che sia nostro Signore, eventualmente, a scegliere di mandarsi questa croce, ma non ce la possiamo dare da soli, no? Scusate se mi sono un pochino dilungato, però non vorrei che... ...questi episodi, sicuramente non accade, fossero in qualche modo però banalizzati, come se San Giuseppe si preoccupa di cose così piccole come il viaggetto delle suore, o come abbiamo visto anche nella puntata precedente, altri episodi legati proprio a necessità piccole piccole, no?
Vi ricordate, no? Non è casuale, perché da un lato questo mostra l'attenzione che dal cielo hanno, per le nostre necessità, legate alla situazione contingente di pellegrini sul pianeta Terra. Dall'altro ci fa anche comprendere come, ripeto, senza farne degli idoli o degli assoluti, però anche il fatto che le cose temporali vadano bene, discretamente, ordinariamente è funzionale alla nostra vita interiore.
Ogni buon maestro di spirito, come ogni tanto è successo, ha qualche anima, se tu lo vedi che sta un pochino debilitato da un punto di vista fisico, gli devi dire, figlio mio, figlia mia, devi mangiare un pochino di più. E non è consiglio dato, ah ma come, bisogna fare digiuni, le cose, non si deve dire così.
Dipende, perché se una persona sta fisicamente debilitata, non deve fare digiuni, perché se perde la salute, quella non è la volontà di Dio, ordinariamente parlando. ... Meno che il Signore non provveda a lui, ripeto, a mostrare un'intenzione palesemente contraria. Se ti manda una malattia, se ti manda un brutto male, se ti arriva un cancro, certamente lui vuole che in quel momento offri quel sacrificio a lui, secondo la sua intenzione, per i beni che lui, misteriosamente, attraverso questa sofferenza, vorrà provocare.
Però deve essere lui a decidere, non noi, con atteggiamenti sciocchi o imprudenti, no? Scrivendo la lettura, c'è una piccola postilla a questo episodio che abbiamo appena letto, no? Che riguarda la congregazione di San Giuseppe dell'Apparizione. Scrive il nostro autore che il nome di questa congregazione si deve probabilmente, oltre all'episodio che abbiamo ascoltato, ad un'apparizione che ebbe la fondatrice.
Vi ricordo Santa Emilia da Vianar, come raccontava una sua nipote, la signora Camille Bruce Lee, non Bruce Lee, è scritto Bruce Lay, però penso che sia francese, quindi che si lega a Bruce Lee, in una lettera all'abbate Brunet. La lettera diceva così. Io non so se lei ha conoscenza dell'apparizione di San Giuseppe a mia zia nel 1880.
Ella non ne parlò mai, ma mia madre, con la quale mia zia si era confidata, mi raccontò che all'inizio della sua vocazione, disperata per l'opposizione assoluta da parte di suo padre, si prostrò in ginocchio e pregò con tutto il cuore. San Giuseppe le apparve e le disse, non scoraggiarti figlia mia, troverai degli ostacoli, dovrai soffrire molto e sopportare tante amarezze, ma la tua opera prospererà.
Ecco perché San Giuseppe dell'apparizione. Vedete subito, episodio molto materiale il primo, episodio molto spirituale il secondo. Qui San Giuseppe appare per aiutare. L'ambascia di una giovane ragazza in crisi per le opposizioni che incontrava nel seguire la sua vocazione alla vita consacrata da parte del padre.
Problema questo, come vedete, eminentemente spirituale. Mi raccomando, abbiamo sempre questa apertura mentale che sappia coniugare santamente e saggiamente corpo e spirito. Esigenze temporali, esigenze eterne. Esigenze materiali, esigenze spirituali e così via. Andiamo avanti. Dice il famoso apostolo e mistico francese Padre Lamy, nato nel 1853 e morto nel 1941.
Cominciai a sentire il desiderio di essere sacerdote il giorno della mia prima comunione a 11 anni. Beatissimo lui. Io studiavo quando potevo, cioè solo di notte. Non riuscivo a capire come sarei potuto. Non riuscivo a diventare sacerdote. Non avevo i mezzi e mi sentivo incapace.
Ero disperato. Fu allora che mi apparve San Giuseppe e mi confermò nella vocazione. Mi disse, sarai sacerdote e un buon sacerdote. E mi confermò nella vocazione. Da quel momento feci tutti gli sforzi possibili per esserlo. San Giuseppe mi parlò in modo imperativo, stendendo la sua mano in avanti, come per giurare.
Molto bella questa immagine. Non è finito. Apparve un'altra volta. La seconda volta che mi apparve fu alla Cornevè. Mi parlò di cose personali. Egli è molto buono e ha la voce tanto dolce quanto la Madonna. Ha l'accento della sua terra e la voce un po' rocca come quella degli orientali.
La terza volta fu pure alla Cornevè, nella sala del giardino, non in chiesa. Avevo sistemato l'immagine di San Giuseppe. Era il 3 luglio del 1917. E' stato un anno molto importante per la parrocchia di San Giuseppe. Le dame della parrocchia l'avevano pulita e io la vidi tre o quattro giorni dopo.
Quando entrai nella sala, era lì sorridente. Io gli chiesi se era San Giuseppe. Egli mi parlò di cose personali. Ancora una volta, questo particolare ricorre in due circostanze. Giuseppe che parla di cose personali. Giuseppe che parla di cose personali. Giuseppe che parla di cose personali.
Qui è molto interessante perché si potrebbe pensare cose personali di chi? Di San Giuseppe o di questo padre francese? Non lo possiamo sapere. Io, dal tenore del contesto, presumo che si trattasse di cose personali del sacerdote. Ecco, questa è un'altra dimensione su cui vorrei brevissimamente richiamare l'attenzione.
Noi dobbiamo essere fermamente convinti, gentilissimi ascoltatori, che dal cielo conoscono molto bene le nostre situazioni personali. Io ne ho avuto, più di qualche volta nella mia povera vita e breve esperienza, riscontri certi. Riscontri di fede, ma al tempo stesso riscontri assolutamente certi.
Cioè, dal cielo stanno in attesa, non solo in attesa, stanno costantemente e in qualche modo attenti alle nostre vicende, ai fatti che ci succedono, alle circostanze molto puntuali e molto concrete della nostra vita, e della nostra esistenza personale. E San Giuseppe lo fa notare.
Quindi noi dobbiamo piano piano imparare, ragazzi carissimi, a affidare anche terra a terra le nostre difficoltà e le nostre situazioni di vita alla cura e all'attenzione dell'alto. Perché si prendono realmente cura di noi. Non è un modo di dire. Io ricordo benissimo, mi sembra opportuno raccontarlo in questa sede, una cosa che Gesù disse a Santa Faustina Kowalska a questo proposito.
Ed è questa. Un giorno Santa Faustina si lamentava... Scusate. Un giorno Gesù con Santa Faustina si lamentava dicendogli queste parole. Guarda figlia mia, tu ancora non mi hai dato tutto della tua vita e della tua esistenza. Immaginate questa povera suora, Gesù parla con questa povera suora e gli dice guarda tu non mi hai ancora dato tutto della tua esistenza.
Santa Faustina, poverina, comincia anche un po' preoccupata a pensare, dice ma che sarà successo, che non sarà successo. Lui c'è a dire ma come Gesù mio, io ti ho dato la mia giovinezza, ti ho dato la mia fanciullezza, sono entrata in monastero molto giovane, che può essere successo insomma, perché mi dici così?
E Gesù non risponde. E passa un pochino di tempo. E un'altra volta ricomincia il nostro Signore a dirgli ma guarda Santa Faustina che tu ancora non mi hai dato tutto della tua esistenza. Questa povera suora che voleva tanto bene Gesù, dice ma Signore ma per favore dimmi qualcosa qua, che cos'è che non ti ho dato, io ti amo e destra e sinistra.
Insomma, la faccio breve perché sennò ci dilunghiamo un po' troppo. Un bel giorno Gesù gli appare e dice guarda, certo tu mi hai dato la tua giovinezza, mi hai dato la tua infanzia, mi hai dato il fiore della tua vita, ti sei offerta a me, in un convento sei sempre stato obbediente, hai sempre fatto le mansioni più umili, hai osservato la regola, hai fatto anche oltre quello che ti era chiesto, mi hai offerto tanti sacrifici, mi hai offerto tante benedenze, ma tutte quante queste cose, tu non hai fatto altro che restituirmi ciò che era mio, perché tu non hai fatto altro che mettere a frutto dei doni che io ti ho dato, delle grazie che io ti ho fatto, ma tu non mi hai dato le cose che sono tue.
E lei dice ma quali sono le cose che sono mie? Le cose che sono tue sono le tue miserie. Tu non mi parli di te, non mi parli dei tuoi problemi, non mi parli delle tue angosce, ma delle cose che vivi. Allora Santa Faustina, come forse molti di noi, dice ma che te ne devo parlare a fare, signore mio?
Ma tu queste cose tu sei Dio, le conosci, no? E lui dice certo che le conosco, ma se tu non me ne parli, e se tu non mi ci tiri in qualche modo dentro, io le conosco, ma ne sono fuori, non ti posso aiutare, non me ne posso prendere cura, perché sono cose tue, e io rispetto il fatto che siano tue.
Fino a quando non le hai affidate a me, rimangono tue. Quindi questo per dirvi, non abbiamo paura, stasera magari stiamo volando un pochino bassi apparentemente, ma non abbiamo paura anche di affidare al Signore le cose più semplici, le cose più comuni della nostra esistenza. C'è molta gente che dice, ma io quando vado a fare l'adorazione non so di cosa parlare con il nostro Signore.
Parli di te, parli delle cose che senti, dei pensieri che hai, dei problemi che vivi, delle aspettative, delle delusioni. C'è qualcuno che ti ha detto, che ti ha deluso, che ti ha fatto del male, anziché andare a fare 100 miliardi di chiacchiere, tagliare e cucire a destra e a sinistra, ma parlane con il nostro Signore, digli anche che ti ha fatto male, che ci sei rimasto male, così ti consola lui, e al tempo stesso affidagli l'anima di quel disgraziato che ti ha fatto stare male, no?
Pensate quante cose andrebbero meglio se imparassimo a fare queste. Ecco, quindi San Giuseppe si prende, parla con lui di problemi personali, di cose personalissime. Potrebbero anche essere cose terra terra. Vedete, qui si è messo a fare quasi una specie di direttore spirituale San Giuseppe.
Se qualcuno ha la fortuna che vanno a fargli il direttore spirituale direttamente dall'alto, se lo prenda. Sicuramente San Giuseppe, con tutto il rispetto per i santi sacerdoti, è più bravo a fare il direttore spirituale dei sacerdoti, essendo vissuto a fianco a fianco con Gesù e con Maria, no?
Riprendo ancora, per non dilungarci troppo. C'è un altro grande fuoriclasse, testimone di eventi straordinari con San Giuseppe, che è San Luigi Orione. Anche San Luigi Orione, come vedremo subito, ha avuto qualcosa a che fare con San Giuseppe. Vedremo che adesso qui si parla di soldi.
Attenzione anche qui coi soldi. Attenzione mai a non cadere anche qua in una certa visione eretica che si chiama pauperismo. Io ho tante volte detto ai miei fedeli che nel Medioevo, tra tutti gli ordini vendicanti che ci sono stati, ci sono salvati soltanto San Francesco e San Domenico.
Il resto sono stati tutti quanti scomunicati, tutti eretici. Perché avevano letto, interpretato, vissuto e proposto il valore evangelico, sottolineo evangelico, della povertà in maniera bislac, in maniera balorda. Perché purtroppo anche nel bene noi possiamo esagerare e quindi sono stati tutti quanti scomunicati.
Pensate ai Catari, pensate agli Albigesi, pensate ai Valdesi. Soltanto per fare qualcuno dei nomi più famosi erano tutti ordini vendicanti, tutti quanti. Allora, chiusa parentesi, premessa. Noi non siamo schiavi dei soldi, d'accordo? E né assolutamente desideriamo accumulare, farci la bella vita, essere ricchi, averci lo yacht al mare o cose di questo genere.
Però i soldi servono per fare delle cose buone. Servono per vivere, ma servono anche per fare del bene al prossimo. Servono per fare delle opere utili alla salvezza delle anime, servono per l'apostolato, servono per l'evangelizzazione. Servono. Se uno apre il diritto canonico, il motivo per cui la Chiesa può possedere beni e soldi sta scritto nel diritto canonico.
È perché, ovviamente, per le necessità apostoliche servono beni e soldi. Per forza. Voi, adesso dopo, Antonio vi dirà che tutte le catechesi che fa Don Leonardo sono disponibili sul sito della parrocchia. Ma sono disponibili sul sito della parrocchia perché io ho uno strumento che le registra e perché ho un computer con cui faccio l'upload.
Lo strumento che lo registra e il computer con cui faccio l'upload costa. Per cui se io fossi, come dire, nulla tenente a zero assoluto non avrei neanche quei pochi soldi necessari per comprarsi queste cose. Allora, il problema dei soldi non è un problema di averli o non averli. Anche per una persona che sia credente o per un consacrato o per un sacerdote.
Il problema è questo. Che ci fai coi soldi? Questo è il problema. Usi i soldi per vivere, come dice Gesù nel Vangelo, in candi dei vesti e nei palazzi dei re? O usi i soldi per le attività apostoliche? Io sono passato per questo problema. Dico, ma che faccio, mi compro il computer?
Dico, ma farò peccato a comprarmi il computer? Io sono un sacerdote, che ci faccio col computer? Ho dovuto chiedere aiuto su questo, dice. Che ci fai tu col computer? Certo, tu ti metti dentro al computer a perdere tempo, a fare il cretino, a navigare su internet così per andare a cercare chi lo sa quale sito, magari anche senza fare peccati brutti, però per curiosità, a farti le navigazioni così.
Io quando accorgo una persona su Facebook, e ce ne sono tante, gli mando un messaggio e dico, guarda, io non chatto su Facebook, non mi metto a fare, tanto è vero, così diciamolo in pubblico, quando io vedo una chat che comincia con buonasera, come sta? Non rispondo, ma non è che non rispondo perché non voglio avere carità, ma perché non posso dedicare il tempo a chiacchierare, magari mi piacerebbe pure, d'accordo, però devo fare delle scelte di tempo.
Se una persona mi dice, padre, ho questo problema, io gli dico a tutti, guardate, forse non ti posso rispondere subito, però se trovo cinque minuti, se tu mi chiedi un consiglio, mi esponi un problema, mi chiedi un parere possibile, ti rispondo. Quindi, lo può avere il computer, dipende da quello che ci fai, e puoi avere un computer che sia un computer degno di questo nome, che sia veloce? Sì!
Perché se io devo perdere quattro ore quando mi metto davanti a un computer a fare un upload, io non ce l'ho quattro ore di tempo per farlo, no? Vi dico cose che io ho imparato e che mi hanno dovuto dire, e che costituiscono degli scrupoli, bisogna stare attenti con il discorso dei soldi, perché si può facilmente cadere anche qui nell'eccesso, e in qualcosa che poi esula, cioè, i soldi sono un bene di per se stessi, certo che sono un bene pericolosissimo per certi aspetti, perché se ne può fare uso cattivo e possono diventare la rovina dell'umanità, ma noi non dobbiamo avere paura, noi che siamo i figli di Dio, dobbiamo accettare la sfida e imparare a governare i soldi e ad usarli bene.
Chiusa parentesi, veniamo a questo episodio che parla di soldi. Dice San Luigi Orione eravamo nel marzo del 1900, erano tempi in cui non avevamo nulla, non avevamo pane, e San Giuseppe venne in nostro aiuto. Avevamo molto bisogno di soldi e ci raccomandammo a San Giuseppe che viene invocato come amministratore, o meglio come provveditore delle case religiose, come lo fu per la Sagra Famiglia.
Quello che ho detto prima. San Giuseppe ha svolto una funzione molto terra-terra, ma che non dobbiamo troppo disprezzare. Lavorava per farli mangiare, a questi poracci, tra le altre cose, in senso buono. Un giorno, non avevamo proprio niente, ed esattamente durante la novena di San Giuseppe, l'antivigila della sua festa, sembrava che egli non ci volesse aiutare.
Notate la prova della fede. Ma ecco che si presenta alla porta un signore che domanda dove è il superiore. Il portinaio viene a dirmi che un signore vuole parlarle. È un creditore? Non lo conosco. Non è il lattaio o il macellaio? Non so. Erano tempi in cui dopo un creditore ne arrivava un altro e non mi lasciavano in pace.
Scesi in fretta le scale e vedi un signore vestito modestamente con la barba e mi dice Lei è il superiore? Qui c'è del denaro. E lasciò una grossa busta piena di soldi. Questo lo ricordo come se fosse stamattina. Io gli chiesi se dovevamo celebrare delle messe secondo le sue intenzioni.
Mi rispose di no e che dovevamo continuare a pregare. Io non l'avevo mai visto. L'ultima volta che l'ho trovata un attimo si inchinò e se ne andò in fretta. Avrei voluto trattenerlo ma non ebbi il coraggio. Tuttavia la sua presenza e le sue parole mi lasciarono meravigliato. E mentre usciva mi riferirono quelli che erano stati presenti all'incontro.
Il suo volto aveva un che di celestiale. Allora ci mettemmo tutti a seguirlo per vedere dove andava. Ma quell'uomo uscì dalla porta né a destra né a sinistra né in cortina né in chiesa. Mandai due persone a cercarlo ma non lo trovarono. Appena uscito era subito scomparso. Venne Monsignor Novelli gli raccontammo quanto c'era accaduto ed egli disse era San Giuseppe.
Era veramente San Giuseppe. Però era giovane troppo giovane con la barba rossiccia. Egli mi dispose ricordate le prime catechesi San Giuseppe non doveva essere vecchio ciò che è certo è che nella busta c'erano soldi abbastanza da pagare tutti i creditori più urgenti e più importanti e di questo ne fumo sempre grati a San Giuseppe.
Notate l'episodio non è che San Giuseppe gli ha mandato la Divina Provvidenza quindi che gli ha fatto per venire i soldi in qualche modo gliel'ha portato lui personalmente si è presentato con una bella busta in mano prendi sta busta guardate che sono sconcertanti questi episodi io penso che sia molto bello edificante riscoprire un pochino queste cose tenete presente adesso qualche giorno fa è stata la festa degli Angeli Custodi per esempio chi tra i fedeli tra virgolette perdonatemi l'espressione usa bene gli Angeli Custodi io non lo so spero tanti ma non lo so chi è che li invoca per chiedere anche io lo dico sempre ai miei fedeli sicuramente ci sono alcuni fedeli che ascoltano in diretta Radio San Giuseppe quindi risentono sempre le stesse cose io sono anni che gli ho detto ai miei fedeli dovete cercare parcheggio non trovate parcheggio chiamate gli Angeli Custodi provate a vedere se non funziona quando salite in macchina fate la preghiera all'Angelo Custode perché Satanasso durante un esorcismo è stato incontrato e se tutti dicessero l'Angelo di Dio appena entrato in macchina gli incidenti si ridurrebbero del 90% altro che patente e appunti non servono a niente queste cose serve la protezione del cielo io vi parlo a mia vergogna perché anche io sono figlio del mio tempo per cui poi sono convertito quando ero giovane non ero tanto vicino a tante cose ho fatto fatica tanti anni fa la mia allora fidanzata che c'era una sua amica di origini calabrese che gli aveva detto guarda che se ti perdi qualcosa devi dire 13 glorie al padre a Sant'Antonio e la ritrovi io mi ricordo le risate che mi sono fatto quel giorno ma guardate che è veramente così non è uno scherzo oppure non lo so quando è la festa di San Biagio mi sembra che è il 3 febbraio che c'è stata la benedizione del mal di gola io ho un episodio mio personale con una cosa che mi era andata mezza per storto ho preso le candelette di San Biagio le ho messe sulla gola e si è risolto un problema ma io pensavo veramente di cioè questa sera diciamo che questo era l'episodio io mi fermo, non vado avanti perché siamo arrivati al limite quindi vorrei concludere con queste considerazioni ci serve anche un pochino a far comprendere ripeto c'è una maniera balorda di vivere la dimensione terrena che è quella idolatria che è quella delle persone che pensano soltanto alle cose della terra e ci pensano male non pensano altro che ai soldi non pensano altro che ai piaceri non pensano altro che a divertirsi a mangiare, bere, fornicare e compagni ovviamente questo non è cosa gradita al cielo e ovviamente dal cielo non ci aiuteranno mai però ripeto è anche vero che noi abbiamo delle necessità legate alla vita presente cioè se questo c'ha un istituto è una casa religiosa e una casa religiosa costa un sacco di soldi io sono stato in seminario i seminaristi costano intanto quando facciamo le raccolte guardate purtroppo questi mangiano speriamo non troppo e non troppo spesso però mangiano e poi ci sono bisogno di mettersi qualche straccio addosso non i vestiti di Armani però qualche straccio addosso che costerà qualche cosa dentro il seminario c'è la luce quindi se accendi la luce devi pagare la bolletta dell'Enel d'inverno non troppo ma un pochino di riscaldamento lo devono accendere perchè il seminario nostro sta in montagna sperduta e ti congeli se sei spento tutto il giorno che vogliamo fare però se tu vai a fare i conti di tutti quanti i costi di una struttura dopo vanno a dire la chiesa c'ha i soldi immaginate quanto costa una struttura dove ci siano dentro 80 seminaristi che conti ci può avere c'ha conti grossi che facciamo la chiudiamo oppure quei soldi da qualche parte dovranno arrivare non si tratta di fare i soldi perchè devo essere chissà chi o chissà che cosa si tratta di se sono rettamente amministrati di soldi necessari alla vita normale di un seminario capite così come questo è il bisognato di Don Orione ci avevano dei debiti chi è il lattaio o il macellaio insomma bere un buon goccetto di latte o mangiarsi un pochino di carne tranne il venerdì non è mica un peccato ecco è importante ripeto pensare san Giuseppe ne ha dato prova molto concreta attraverso gli episodi che abbiamo sentito questa sera che il cielo conosce le nostre necessità personali personalissime e anche materiali e nella misura in cui sono legittime cioè riguardano cose necessarie alla vita terrena chiaramente in vista dell'esecuzione perfetta perché tutto deve sempre convergere a questo l'aiuto dal cielo non ci mancherà mai io l'ho visto anche come parroco in parrocchia io arrivato in parrocchia ho trovato alcune situazioni sono appiovuti questa è una parrocchia molto povera dove sto io non sono dei giri che fanno veramente ridere ma sono arrivati tanti di quei soldi per fare tutta una serie di opere tra cui la prima l'oratorio che erano assolutamente necessarie per il bene di tutti e io ho imparato che quando una cosa è necessaria al bene i soldi arrivano sempre non sono mai un problema e non bisogna andarli a chiedere a nessuno basta soltanto pregare alla divina provvidenza che ci pensano loro e ci pensano sempre loro mi fermerei e poi ti riprenderò a qualche punto Don Leonardo rivolge anche la peste della Madonna del Rosario e quindi con l'intercessione della Madonna del Rosario senza altro una grande festa oggi vi do tutti quanti l'ho fatto durante l'opera di questa sera rosari, rosari, rosari perchè come diceva Suor Lucia non esiste problema nazionale, internazionale catastrofi naturali cataclismi, problemi politici governi che cadono che non sia risolvibile con il rosario in mano quindi questo lo raccomando a tutti gli ascoltatori non abbiano mai esitazioni né dubbi è davvero straordinariamente potente quindi con l'intercessione di Maria Santissima Regina del Rosario delle Vittorie la benedizione di Dio Onipotente Padre, Figlio e Spirito Santo per intercessione anche di San Giuseppe discenda su tutti gli ascoltatori sulle loro case sulle loro cose e con loro rimanga sempre Amen Santa Notte a tutti