Stemma di don Leonardo Maria Pompei Don Leonardo Maria Pompei Sacerdote · Apostolato

Audio · Radio San Giuseppe

San Giuseppe 2

Durata 47:56 Scarica MP3

Trascrizione

Trascrizione automatica — possono esserci imprecisioni. Tocca un passaggio per ascoltarlo dal punto esatto.

Gentilissimi ascoltatori di Radio San Giuseppe, a me Maria a tutti e ben ritrovati su queste web frequenze per una nuova serata di spiritualità da trascorrere insieme. Sulla figura di San Giuseppe abbiamo cominciato un ciclo di conversazioni che ci terrà compagnia abbastanza a lungo con quest'opera che è davvero un capolavoro che abbiamo cominciato a commentare e in parte anche a citare con la scorsa settimana.

San Giuseppe è il più santo tra i santi di Angel Pegna. La settimana scorsa abbiamo visto come la figura di San Giuseppe fosse biblicamente prefigurata nell'Antico Testamento, in alcuni passi dell'Antico Testamento e soprattutto in alcuni personaggi dell'Antico Testamento. Ricordiamo soprattutto i più importanti che sono Mardocheo e Giuseppe, suo omonimo, uno dei dodici figli di Giacobbe, quello che visse le peripezie della vendita.

Quindi discese in Egitto e poi colui che fu lo strumento scelto da Dio appunto per salvare dalla carestia il suo popolo eletto Israele. Oggi andiamo a vedere qualcosa del Nuovo Testamento, che nel Nuovo Testamento, diciamo così, su San Giuseppe ci sono delle narrazioni abbastanza sobri.

Abbiamo già accennato nella prima puntata. San Giuseppe non dice neanche una parola e ci sono soltanto alcuni brani evangelici che ci narrano di alcune cose che lui ha fatto. Però è molto più ciò che non dicono di ciò che dicono, quindi bisogna avere questa attenzione e vedremo che più di qualche padre della Chiesa con acume sapiente è stato capace di decodificare tra le scarne pieghe del testo sacro Ciò il molto che lascia sottintendere e che non dice che dobbiamo comprendere alla luce dell'intelletto ovviamente illuminato dalla fede per sondare e conoscere meglio questa straordinaria figura di santo.

Dicevo durante l'introduzione che questa sera parleremo del matrimonio di Giuseppe e di Maria, ma prima ancora della verginità di San Giuseppe. E questo ci darà anche modo di porre dei criteri di discernimento e anche di lambire e di toccare un tema abbastanza importante che è quello dell'attenzione che dobbiamo avere alle fonti così spurie, quelle che si chiamano le rivelazioni private.

O comunque le fonti in qualche modo extra-magisteriali, extra-bibliche o mi si passi l'espressione extra-tradizionali. Quando qualcosa non ha un fondamento biblico e non è definito da un magistero bisogna andare a verificare la tradizione della Chiesa, come la coscienza ecclesiale che vive nei pastori e nei santi.

I pastori la interpretano mentre i santi la incarnano. Ha visto, letto e interpretato alcuni dati. E' una sapiente lettura che quando non ha il crisma sacro della definizione magisteriale è lasciata all'attività della tradizione. Ovvero a come gli autorevoli interpreti hanno letto e interpretato alcuni dati.

E' una sapiente lettura che quando non ha il crisma sacro della definizione magisteriale è lasciata all'attività della tradizione della Chiesa, come la coscienza ecclesiale che vive nei pastori e nei santi. E' una sapiente lettura che quando non ha il crisma sacro della definizione magisteriale è lasciata all'attività della tradizione della Chiesa, come la coscienza ecclesiale che vive nei pastori e nei santi.

Per tutelare questo delle buone idee si mettono in giro delle cose completamente inventate che invece di tutelare l'idea la fanno divenire paradossalmente grottesca o addirittura ridicola. Per introdurvi come fa il nostro autore il tema della virginità di San Giuseppe. Il tema della virginità di San Giuseppe è negato da alcune fonti.

extra bibliche molto antiche che risalgono ad alcuni scritti apocrifi dei primi secoli in particolare sono tre la storia di Giuseppe Falegname il protovangelo di Giacomo pensate che nel protovangelo di Giacomo vedete com'è impressionante per esempio se non ricordo male spero di non ricordare male se no andate a verificare questa informazione ma dovrebbe essere corretta per esempio nel protovangelo di Giacomo è scritto e descritta la discesa di Gesù agli inferi che fa parte come sapete del simbolo apostolico scese agli inferi il terzo giorno di suscita da morte ma che da evangeli canonici non l'abbiamo eppure nello stesso protovangelo di Giacomo sono scritte un sacco di sciocchezze e di frottole completamente di fantasia e c'è anche il protovangelo di Giacomo che è scritto un sacco di sciocchezze e il protovangelo di Tommaso vi cito queste cose anche per farvi comprendere un'altra delle tecniche di combattimento di Satanasso guardate che io sinceramente più tempo passa più imparo un po' dagli scritti un po' dall'esperienza anche personale e pastorale e guardate che l'attività ordinaria del demonio è davvero pericolosissima vedete come fa protovangelo di Giacomo tu trovi scritto la discesa agli inferi quindi grande verità di fede e poi trovi scritta questa sciocchezza che sto per dirvi praticamente cosa succede San Giuseppe secondo questi scritti sarebbe stato sposato prima di conoscere Maria e avrebbe avuto guarda un po' sei figli tra l'altro quattro maschi e due femmine che erano i fratelli di Gesù non so se gli ascoltatori sono familiarizzati con i Vangeli e con la sagra pagina di cui parlano i Vangeli tua madre e i tuoi fratelli sono qui fuori e ti vogliono vedere allora vedete chi ha messo in giro queste cose allora quindi finisco la narrazione si era già sposato e aveva avuto questi sei figli quando ha sposato la Madonna dopo che era rimasto vedo aveva 89 anni e aveva avuto un figlio che era un figlio di 8 anni quindi era praticamente un dire anziano sarebbe dire un eufemismo era un vecchio ad età avanzata e pensate uno di 89 anni che si sposa con una 14enne o al massimo 15enne dopo vai a dire gli scandali del mondo contemporaneo che oggi va di moda che gli ultra tempatoni vanno a accompagnarsi con le ragazzine no ci sono sotto gli occhi di tutti ai telegiornali tutti i giorni queste robe qua e addirittura quindi poi sarebbe vissuto fino a 111 anni quindi per altri 22 anni quindi accompagnando Gesù fino alla età abbastanza avanzata di 20 22 anni e poi sarebbe morto allora attenzione dietro questa balla ci sono due buone intenzioni uno tutelare la verginità di Maria se gli si fa vicino uno di 89 anni e se gli si fa vicino uno di 89 anni per quanto gli uomini insomma possano essere longevi insomma nel sicuramente non l'ha neanche toccata perché potrebbe essere il padre o addirittura il nonno di Maria Santissima no e l'altra idea dice sì ma c'è nel Vangelo ci stanno questi famosi fratelli di Gesù da dove vengono a sono i figli del primo matrimonio di San Giuseppe e quindi abbiamo giustificato tutto vi dico questo perché vedete probabilmente l'autore di questi scritti apocrifi potremmo anche immaginare che fosse un bravo cristiano adesso non vorrei poi essere smettito quando dall'altra parte che mi dice che è stato il demone insomma io non ignoro queste cose che aveva la buona intenzione di tutelare queste cose non avendo informazioni o non sapendo informazioni ignorandole si è inventata questa storiella sperando che non sia una storia che non sia una storia che passasse così era salva la Madonna era salvo il concepimento virginale e era salva anche l'integrità morale di Maria perché non ci aveva avuto nessun figlio con San Giuseppe ma San Giuseppe l'aveva avuto con qualcun altro vi ripeto per esempio nel Proto Vangelo di Giacomo a fianco a questa diceria c'era c'è scritto che Maria Santissima scusate che Gesù Cristo dopo la morte venerdì santo è discesa dall'inferno a liberare le anime di Maria Santissima e che Gesù Cristo dopo la morte venerdì santo è discesa dall'inferno a liberare le anime dei santi padri nel libro dei santi padri cosa che è vera questa qui che è di fede allora la tradizione vedete qui i Vangeli canonici su questo punto non dicono proprio nulla parlano di questo San Giuseppe che era giusto non voleva ripudiarla eccetera nella genealogia però vedremo forse stasera stessa speriamo stasera stessa di San Matteo Giuseppe viene chiamato vero padre di Gesù e quindi è l'anello di congiunzione tra Gesù e tutta quanta la discendenza che poi risale fin da qui e quindi è un'anello che risale fino ad Abramo e quindi svolge un ruolo diciamo fondamentale ma non c'è nulla circa notizie biografiche sua età o precedenti non c'è assolutamente nulla quindi bisogna semplicemente appoggiarsi ai dati che vengono dalla tradizione cioè come sono state come è stato visto San Giuseppe dagli eccelsi autori nel corso della storia e ci sono qui alcune alcune citazioni no antiche e moderne che fanno comprendere come descrivere San Giuseppe in questo modo un vecchio e un vecchio quasi decrepito insomma che si affianca alla Madonna con una funzione fittizia di sposo perché in realtà sarebbe stata una sorta di super padre molto molto avanzato negli anni è un'invenzione il padre di San Giuseppe che è fondatore dei Crusados de Maria afferma ecco San Giuseppe larghe spalle per il lavoro non perde un secondo continua ad adorare a lavorare è sempre sollecito nel prendersi cura della Vergine e soprattutto del bambino Gesù noi sappiamo che un dato della tradizione è che San Giuseppe questo ce lo dicono i Vangeli non è il figlio del falegname non è il figlio del carpentiere ma carpentiere di che 89 anni falegname di cosa come faceva un uomo di 89 anni a lavorare e insegnare l'arte del falegname al bambino Gesù e poi al ragazzo all'adolescente Gesù sarebbe strano no è lui che deve preoccuparsi di tutto a Nazareth nei 4 o 5 giorni di strada verso Betlemme nella grotta in Egitto pensate la fuga in Egitto guidata da un povero patriarca di 89 anni non sembra assolutamente verosimile la fuga è quella di San Giuseppe è quella della minoria e Lama Romano mi dice che è un valore di grazia come tutti i neri sono stati proposti grazie all'amore di la Nara la fede formato dalla nara un po la signora San Giuseppe è una della piu grande autorità della Chiesa latina cosa scrive San Girolamo quando in Tu dici che Maria non fu vergine, sta stivendo contro un eretico di nome il video.

Io rivendico per me ancora di più, ossia che anche lo stesso Giuseppe fu vergine per Maria, affinché dal consorzio virginale nascesse il figlio vergine. Splendide queste parole, eh? Nel santo uomo non vi fu fornicazione e non è stato scritto che abbia avuto un'altra donna. Quindi vedete come questo qui, questo è il video, questo stava sulla scia di quegli scritti apocrifi che parlavano di una precedente moglie di San Giuseppe.

Di Maria fu piuttosto custode che marito, ne consegue che sia rimasto vergine con Maria, colui che meritò di essere chiamato padre del Signore. Quindi vedete che la tradizione, affermando la giovinezza di San Giuseppe, contestualmente ne scopre e ne propone, alla venerazione, la verginità.

Caso del tutto singolare per quei tempi, che fa comprendere la straordinarietà di questa figura. Perché per un ebreo del primo secolo d.C., ma anche prima, non avere una sposa, non avere dei figli da offrire agli avversari, era assolutamente impensabile e inconcepibile. Voi sapete che la tradizione, anche qui c'è la festa del 21 novembre, ci ha consegnato l'idea teologica vera che il primo voto di verginità in assoluto, fatto in tutta la storia, è stato fatto da Maria Santissima quando fu presentata al Tempio, in tenerissima età.

Voto di verginità che ella desiderava con tutto il cuore, che chiaramente ella offrì al Signore con la condizione subordinata e con la coscienza di sapere, di stare mettendo in essere una cosa che in Israele non c'era, perché anche per Israele le donne dovevano andare tutte in sposa, perché la missione della donna non era l'altra che quella, che è dare figli a Yahweh e a Dio.

Basta. Quindi, concepire, partorire e allevare i figli. Ma l'idea della verginità di San Giuseppe, perché mentre il voto di verginità della Madonna è una sorta di conseguenza diretta della sua immacolata concezione, e quindi del suo rapporto unico con Dio, che fu vissuto da lei in termini assolutamente, peculiarmente, esquisitamente, oserei dire, esponsali da sempre, e l'ha amato Dio con tutta se stessa, e non poteva neanche rappresentarsi, neanche mentalmente, l'idea che un affetto umano, forte ed esclusivo come uno sposo, potesse in qualche modo dividerle il cuore.

E' San Giuseppe! Un uomo ebreo. Come gli è venuto in mente una cosa di questo genere? Sentiamo cosa scrisse, parecchi secoli dopo, un altro grande scrittore e dottore, che è San Pier Damiani, vissuto nel Medioevo, Medioevo abbastanza, diciamo, lontano, quindi proprio nell'undicesimo secolo, nato poco dopo il 1000, morto nel 1072.

E gli scrive, non pare che fosse sufficiente che soltanto la madre fosse vergine, fa parte della fede della Chiesa, guardate questa espressione, questo è un dottore della Chiesa quello che parla, che anche chi fece le veci di padre sia stato vergine. Il nostro Redentore ama tanto l'integrità del pudore fiorito, il nostro Redentore, attenti a questa espressione, ama tanto l'integrità del pudore fiorito, ama tanto l'integrità del pudore fiorito, capite questa espressione che significa, no?

Che non solo nacque da seno virginale, ma anche volle essere toccato da un padre vergine. Quindi pensate quanto è grande il valore della verginità agli occhi di Dio. Ora, Santo Maso d'Aquino, un altro gigante, uno dei più grandi teologi in assoluto che sia mai esistito nel corso della storia della Chiesa, scrive, si deve credere che Giuseppe rimase vergine perché non appare scritto che abbia avuto un'altra donna e l'infedeltà non possiamo certamente attribuirla a un personaggio così santo.

Ma l'affermazione più interessante la fa un altro grande dottore santo e vescovo che è San Francesco di Sal, generalmente chiamato di Sales, ma non si dice di Sales perché Sales è una località francese, e sapete tutti quanti che il ES con conclusivi non suonano in francese, sta scritto Lourdes, ma nessuno di noi dice Lourdes, anche se con Sales pare che non si sia così.

La pronuncia corretta è San Francesco di Sal, ho spiegato perché altrimenti magari qualche autore o ascoltatore conosce San Francesco di Sales e non si rende conto della grandezza di chi è colui che sta facendo questa citazione. Lui dice che Maria e Giuseppe avevano fatto voto di verginità per tutta la vita ed ecco che Dio ha voluto che si unissero attraverso il vincolo del santo matrimonio, non per sciogliere o pentirsi del loro voto, anzi perché si confermassero sempre più e si incoraggiassero a vicenda uniti per tutta la vita.

Quindi San Giuseppe, in base alla tradizione della Chiesa che alcuni dicono facente parte della fede da ritenere, non solo fu vergine, ma fece un voto. Io vi posso dire che alcuni scritti, non so se è il caso di dirli, non approvati e non riconosciuti dalla Chiesa, confermano esattamente, nei minimi particolari, questi dati che ci vengono dalla tradizione, e dagli scritti dei santi.

Molti santi importanti, finisce il paragrafetto che ho citato in larga parte, sono convinti dell'esistenza di un voto di verginità di Giuseppe prima di sposarsi con Maria. Ma ciò che è certo, quindi addirittura precedente, quindi non conseguente, questo aumenta ancora l'eventuale grandezza di San Giuseppe, che viene sempre rappresentato con il giglio in mano, quindi non è che San Giuseppe ha saputo dalla Madonna che aveva fatto il voto di verginità.

Va bene, quindi io unisco il mio sacrificio al tuo. No! Era anche lui sintonizzato su queste frequenze, già prima di conoscere Maria Santissima e di riceverla in sorte come sposa. Comunque, anche per chi non volesse tenere per questa posizione radicale, che esalta al massimo la verginità, e la purezza di San Giuseppe, è certo, e questo appartiene alla dottrina comune di questi autori, quindi non si potrebbe metterla in discussione senza incorrere in temerarietà, così si insegna in teologia, che dopo il matrimonio con Maria, il voto ci sia stato per adempiere alla volontà di Dio.

Quindi anche per chi non volesse ammettere che San Giuseppe ci avesse raccolto, che avesse pensato prima, mosso dalla grazia dello Spirito Santo, certamente in vista della sua altissima missione di sposo e nutrizio del Figlio di Dio, di sposo di Maria Santissima e padre perpetrativo e nutrizio del Figlio di Dio.

Certamente la prima ipotesi accresce ulteriormente i meriti e la grandezza di questo straordinario santo. Allora, passiamo adesso al VIRGINE MA SPOSO. Qualcuno a volte può dire ma il matrimonio tra Maria e Giuseppe ma fu un vero matrimonio o no? Perché che matrimonio era? Vergine l'una, Vergine l'altro, vuoto l'una, vuoto l'altra, sembrerebbe una messa in scena, sembrerebbe un matrimonio fittizio, un matrimonio non vero, una sorta di copertura, diciamo così, per salvaguardare in qualche modo l'onorabilità insomma del Figlio di Dio che comunque veniva al mondo e basta.

Ma non si tratta di un matrimonio vero. Ragazzi, qui niente di più falso. Allora, numero uno c'è un dato testuale e questa è la comprensione intelligente del poco che in questo dicono i Vangeli, che sta nel versetto 16 del primo capitolo del Vangelo di San Matteo, nella genealogia, perché è San Giuseppe che collega Gesù all'albero genealogico.

Anche Maria era della stirpe di Davide. Però l'Evangelista San Matteo cita San Giuseppe. Perché? Perché vuole far comprendere che San Giuseppe, lo sposo di Maria dalla quale è nato Gesù, chiamato il Cristo, è stato veramente un vero sposo della Madonna. E quindi quello tra Maria e Giuseppe è stato un vero matrimonio, sotto tutti i punti di vista, umani e quindi anche giuridico-genealogici, potremmo definirlo così.

Quindi Giuseppe è stato vero sposo di Maria e vero matrimonio. Questo, state attenti, fratelli e sorelle carissimi che state all'ascolto, questa cosa che sembra una bomba atomica, perché rivela una verità fondamentale sul matrimonio, anche, perdonatemi l'escrizione tra virgolette, sui cosiddetti matrimoni normali, cioè su quelli in cui un uomo e una donna vivono come marito e moglie, perché vivono come marito e moglie compiendo gli atti propri dei conogi, ovvero quelli idonei a trasmettere la vita.

Questo Giuseppe e Maria non l'hanno fatto, ma pur non avendolo fatto, è stato vero matrimonio. Cosa significa questo? Significa che perché ci sia un vero matrimonio, lo capite subito, no? Non è indispensabile il compimento di quegli atti. Cercate di capire bene, eh? Atti che sono comunque buoni, leciti, doverosi e normali, nell'attuale economia.

Noi siamo adesso in stato di natura di caduta e noi non possiamo sapere come sarebbero andate le cose se Adam e Eva non avessero peccato. Sono state fatte tante ipotesi, d'accordo? Però la relazione sessuale non è la cosa più importante del matrimonio. Non lo è. Neanche, non soltanto dal punto di vista appropriativo, ma neanche dal punto di vista unitivo.

E questo lo hanno affermato Sant'Agostino e Sant'Ommaso che pongono l'indivisibile unione spirituale che sorge dal matrimonio non nel gesto con cui si diventano sulla carne, ma nella unione dei cuori, nel consenso, cioè nella scelta di donarsi all'altro e di mettersi per tutta la vita al servizio dell'altro.

Quindi in uno spirito di spoliazione dell'io a favore del tu. E basta. Questa è la cosa principale del matrimonio. Perché si possa dire ti amo ad una persona? Non basta. Pensate oggi a quale grado di perversione è giunta l'umana società. E attenzione, è soltanto quando c'è questa condizione interiore spirituale e affettiva che, attenzione, anche gli atti sessuali diventano non mero godimento egoistico di un corpo altrui, perdonatemi l'espressione, ma gesto di donazione di sé all'altro.

Che è ovvio che, come dire, incidentalmente mi comporto a un godimento, ma non lo ricerco in primis per questo. Spero di essere stato chiaro. Troppo nel contatto radio non vedo in faccia le persone, quindi non vedo né le facce né eventuali occhi perplessi oppure gesti con cui si annuisce con la testa e ti si fa capire che si è capito.

Quindi, uno, perché esiste un matrimonio la cosa più importante è che ci sia l'unione del cuore e l'unione interiore. Ecco perché, per esempio, nel fidanzamento cristiano, sto facendo altri cicli di categorie scritte orali su questi punti, non si può compiere nessun tipo di atto a sfondo sessuale.

Perché nel tempo del fidanzamento tu devi fare la palestra e devi imparare ad amare l'altra persona. In primis nella dimensione interiore. Devi amarla come persona. E dopo che hai imparato ad amarla come persona, quindi che c'è una verità nel ti amo che si dice, puoi compiere certi atti senza mentire.

Voi sapete che nel linguaggio comune alcuni atti si chiamano con un termine che mi dà anche un pochino fastidio dirlo, perché nell'accezione comune è brutto, insomma, però se uno volesse, come dire, estrapolarlo dall'accezione comune, dargli una buona significazione, potrebbe essere un termine azzeccato.

Gli atti sessuali si chiamano comunemente fare l'amore. Fare l'amore vuol dire costruire l'amore, vuol dire edificarlo, farlo, ma fare l'amore, non il piacere sessuale. E' un'altra cosa. Capite? Ecco. Questa dimensione che è stata completamente assente, assolutamente estranea, alla vita di coppia di Giuseppe e di Maria, perché, per il voto di verginità pregresso, voto di verginità, attenzione, che non è una forma di sessuofobo e, come dire, irrazionale disprezzo di questa dimensione, perché il voto di verginità ha la sua valenza teologica somma nel essere espressione di volontà di donazione totale a Dio.

Cioè io non sigillo, diciamo così, nel segno dell'essere una carne sola, la mia unione con nessuno, perché voglio essere completamente e tutto solo di Dio. E guardate che questo, in un certo senso, deve essere vissuto dentro una coppia che voglia dirsi cristiana, anche quando, come nella norma, si compiano i gesti coniugali.

Altrimenti il matrimonio non sarà ordinato. Vi faccio un pochino di esempi, perdonatemi, io faccio sempre questi esempi un pochino terra-terra. Allora, io mi sposo, c'è mia moglie che si mette in testa che vuole prendere la pillola anticoncezionale. Cosa faccio io? Che cosa facciamo?

E mia moglie mi dice, ho niente. Che faccio? Se nella mia struttura personale non c'è la scelta amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta l'anima e con tutte le tue forze, e quindi tua moglie meno di lui, chi ama il padre o la madre più di me non è degno di me, se qualcuno viene a me non odia il padre, la madre, la moglie, i figli, i campi, la propria vita non può essere mio discipolo.

Se tu non hai fatto questa scelta, che devi comunque fare, anche se non hai fatto voto di verginità, perché Dio può non essere l'unico, ma deve sempre essere il primo, e nessuno può mettersi a fare concorrenza al Padre Eterno, neanche tua moglie, neanche tuo figlio, neanche tuo padre, neanche tua madre.

Quindi quando ti trovi in queste condizioni limite che o ubbidisco a Dio, e si può creare anche una situazione di tensione, di croce o di conflitto con te, pensate all'esempio che ho fatto, oppure io, va bene, lasciamo perdere, mi piego, ci sto, ti accontento, ma il prezzo di questo è trasgredire la legge di Dio.

Questo non si può fare, questo qui. Gentilissimi e carissimi ascoltatori, non si può. Allora, scrive Sant'Agostino, Maria appartiene a Giuseppe, attenzione, appartiene a Giuseppe, pur senza aver compiuto mai nessun atto sensuale, e Giuseppe appartiene a Maria, perciò il loro fu un vero matrimonio, in quanto si consegnarono l'uno all'altro.

Vedete qual è il costitutivo consenso matrimoniale? Consenso è un termine simile a consegno, lo dico sempre agli sposi. Se tu scegli il matrimonio, che è una vocazione, tu consegni la tua vita a un altro, non è più la tua. Tu non puoi fare come ti pare. Devi cominciare ad essere capace di pensarti, vederti e concepirti in due.

In due. Sempre. Consenso consegna. Però in che senso si sono consegnati questa coppia stupenda, ma certamente sui generis come Giuseppe e Maria? Si sono consegnati mutuamente la loro verginità e il diritto di consegnarla. Praticamente si sono custoditi. Si sono nominati reciproci custodi della propria verginità.

Si sono consegnati mutuamente la loro verginità e il diritto di conservarla l'uno all'altro. Maria aveva il diritto di conservare la verginità di Giuseppe e Giuseppe aveva il diritto di custodire la verginità di Maria. Nessuno dei due può disporre dell'altro e tutta la fedeltà di questo matrimonio consiste nel conservare la verginità.

Ora, voi dovete sapere, ragazzi, io, scusate se vi chiamo ragazzi perché... rimasi molto scoperto, molto stupito. Voi dovete sapere che io, come anche il direttore della Radio San Giuseppe, non so se posso dirlo, non so se si arrabbia, se si offende, sono terziario francescano dell'Immacolata, d'accordo?

Terziario francescano aggregato a questa nuova famiglia sorta dall'albero di San Francesco e... che cerca di rivivere, così come nella semplicità, nella povertà, uno spirito genuino e autentico, diciamo, fedele anche al carisma di fondazione del francescanesimo, con un occhio particolare all'amore sublime verso la Madonna, così come è vissuto e insegnato da San Massimiliano Maria Corbe.

Entra ecco in contatto con un testo di meditazione che, tra l'altro, è consegnato ai terziari francescani, e ci sono delle figure esemplari di terziari francescani, anche il Santo Curato d'Ars, io con somma mia sorpresa ho scoperto che era terziario francescano, anche San Pio X era terziario francescano, Fior di Santi sono stati terziari francescani, no?

E dentro questo libretto c'erano delle coppie di sposi, alcuni che avevano fatto 15 figli, quindi grandi famiglie, e altri che avevano fatto voto di castità nel matrimonio. Io lì, la prima volta che ho visto quelle cose, sono entrato un po' in crisi e dico ma come voto di virginità nel matrimonio?

Mi sembrerebbe una contraddizione in termini, perché nel matrimonio, il matrimonio comporta necessariamente il compimento di quegli atti, non proprio. Se uno guarda bene a Giuseppe e Maria, non proprio, e ha capito bene, attenzione a queste cose bisogna capirle bene, non proprio, cioè il matrimonio comporta ordinariamente e normalmente il compimento degli atti coniugali che rispondono anche alla volontà di Dio, perché ripetiamo che nell'attuale economia di natura decaduta non ci possono essere figli senza il compimento di quegli atti, e non è che uno dice ah io rimango vergine e faccio la fecondazione artificiale, no no, non si possono fare queste cose, neanche con questa buona intenzione di rimanere vergini, d'accordo?

Quindi si segue la legge della natura così come è adesso. Però un conto è dire che queste sono la condizione ordinaria e normale, un conto è dire che questa è una condizione assolutamente imprescindibile e necessaria, perché vorrebbe dire che se questa non c'è, non ci può più essere, non c'è più un matrimonio.

Per esempio, non so quanti ascoltatori sanno che sono non poche le coppie che terminata l'età feconda fanno il voto di verginità, come sacrificio volontario, sarebbe come una sorta di penitenza e di mortificazione. C'è chi sceglie di fare tanti digiuni, c'è chi sceglie di fare pellegrinaggi, c'è chi non usa l'acqua calda, c'è chi dorme la notte per terra, c'è chi usa gli strumenti di penitenza, e una coppia, se sono tutti e due perfettamente d'accordo e coscienti, dopo che si sono state fatte alcune prove, anche lunghe, verifiche, pade spirituale, tutto quello che volete, possono promettere al Signore.

Noi rinunciamo al godimento fisico reciproco dei nostri corpi, continuando ad amarci e ad onorarci tutti i giorni della nostra vita. Cosa vuol dire? Che da quel momento non sono più marito e moglie, o che quel matrimonio in qualche modo perde di dignità, cessa di valore? Assolutamente no.

Ma perché c'è l'antecedente storico di San Giuseppe e di Maria. Ascoltate cosa dice Sant'Agostino, sempre commentando questo passo, che avete capito che è il primo passo evangelico del Nuovo Testamento, Matteo 1,16, dove San Giuseppe è l'anello di congiunzione tra Gesù e la sua genealogia.

Guardate cosa dice Sant'Agostino. Gesù venne considerato nella genealogia di Giuseppe affinché i fedeli non ritenessero così importante, nel matrimonio l'unione dei corpi, a tal punto da non ritenersi sposi senza l'unione corporale. Vedete che in questa vicenda c'è una relativizzazione della dimensione sessuale, che è esattamente il contrario di quello che accade nei nostri sciagurati giorni, dove c'è la pan-sessualizzazione, cioè tutto è sesso e tutto è concepito e pensato in termini di minore o maggiore gratificazione sessuale.

Da Freud in poi questa è diventata praticamente la legge assoluta. Io sono tanto felice quanto funziona, è attiva, è florida, è serena la mia attività sessuale. Quindi io che vi sto parlando, che non ce l'ho per niente, dovrei essere un uomo più infelice di tutto quanto l'universo.

Che io sia un grandissimo peccatore non ho alcun dubbio. Chi che sia il più infelice di tutto l'universo, qualche dubbio ce l'ho. Perché anche se, come ha detto qualcuno più grande di me, felicemente crocifisso, spesso e volentieri, io non mi sento affatto la persona più infelice dell'universo.

E con questo esempio viene continua Sant'Agostino magnificamente insegnato ai fedeli sposati, che anche praticando la castità di comune accordo, tra parentesi come esige San Paolo, non possono essere fatte scelte di castità unilaterali dentro il matrimonio, per nessun motivo, sotto pena di peccato, mortale anche, se non ci sono motivazioni gravi.

Quindi anche praticando la castità di comune accordo, il matrimonio può rimanere tale se si considera l'affetto. Anche se non c'è l'unione sessuale. Altra grande citazione, c'è Papa Leone XIII, che disse nell'enciclica Quamquam Pluries del 1889 Il matrimonio è la massima, guardate, società e amicizia alla quale per sua natura va unita la comunione dei beni.

Quindi pensate, prima che essere interscambio e relazione sessuale, società, quindi un consorzio volontario, amicizia. Quelli che sono sposati dovrebbero dire, chi è il tuo miglior amico? Ma senza neanche pensarci, mio marito, mia moglie, subito. Che l'amico è quello con il quale noi condividiamo tutto, con il quale sappiamo dialogare, del quale abbiamo stima, considerazione, rispetto, per il quale volentieri ci spendiamo, ci sacrifichiamo.

Ma il primo amico deve essere tuo marito, la tua prima amica deve essere tua moglie, in assoluto. E a persona tua va unita la comunione dei beni. Non c'è soltanto la condivisione e la comunione dei corpi, ma dei beni, che è un pochino più difficile. Guardate che, state attenti, l'avarizia è il secondo vizio capitale.

Noi dobbiamo sempre fare le prove di che cosa succede quando mettiamo le mani dentro la tasca posteriore per prendere il portafoglio e per alleggerirlo un po', eh? Per opere buone. E non dobbiamo dare per scontato il fatto che non siamo avari e che non siamo vittime di questo secondo vizio capitale.

Assolutamente. Bisogna costantemente mortificarlo e provarlo. Quindi, continuo la citazione, Dio ha dato Giuseppe a Maria non soltanto come compagno di Dio, ma anche come testimone della sua vergintà. E' certo che la dignità di Madre di Dio poggia così alto che nulla vi può essere di più sublime.

Ma perché tra la Beatissima Vergine e Giuseppe fu stretto un nodo coniugale? Non c'è dubbio che a quell'altissima dignità per cui la Madre di Dio sovrasta di gran lunga tutte le creature, Egli si avvicinò quanto mai nessun altro. Poiché il connubio è la massima società e amicizia a cui di sua natura va unita la comunione dei beni, ne deriva che se Dio ha dato come sposo Giuseppe alla Vergine, glielo ha dato non solo a compagno della vita, testimone della verginità e tutore dell'onestà, ma anche perché partecipasse per mezzo del patto coniugale all'eccellenza grandezza di Lei.

E' stupendo questo pensiero. Quindi la sublimità e la grandezza di Giuseppe in parte è anche la conseguenza della elezione da parte di Dio a far lo sposo vero della Madonna. Sposo vero vuol dire che si forma una unità, una condivisione che abbraccia anche i titoli dignitari della Madonna e della Madre di Dio.

E conseguentemente San Giuseppe è diventato padre per tutti. Padre vero, lo vedremo la prossima volta, anche se putativo di Gesù. Fulton Sheen, un altro grandissimo autore più vicino a noi, scrive Giuseppe e Maria unirono i loro due cuori come due stelle che non si congiungono mai mentre i loro laggi luminosi si incrociano nello spazio.

Fu un matrimonio simile a quello che avviene a Primavera tra i fiori, che uniscono i loro profumi o a due strumenti musicali che uniscono le loro melodie all'unisono, formandone una sola. Il loro matrimonio era necessario per preservare la Vergine da qualsiasi sospetto, finché non fosse arrivato il momento di rivelare il mistero della nascita di Gesù.

A mio parere San Giuseppe doveva essere, quando si sposò con la Vergine, un uomo giovane, verissimo, forte, virile, atletico, di bell'aspetto non era un mostro, tantomeno la Madonna lo era, e casto, cioè un prototipo dell'uomo che oggi possiamo vedere in una prateria, il bestiame, o pilotando un aereo, o lavorando in una falegnameria.

Non un anziano impotente, come il racconto da cui siamo partiti, e con cui concludiamo, stiamo in chiusura, ma un uomo che sprizza vigore giovanile, non un frutto secco, ma un fiore, sano e molto promettente, non al tramonto della vita, ma all'alba, traboccante di energia, forza e amore.

Come si ingigantiscono le figure della Vergine di San Giuseppe quando soffermandoci ad esaminare la loro vita, scopriamo in essa la prima poesia d'amore, questo raggiungo io, amore vero e degno di questo nome. Il cuore umano non si connuove dinanzi all'amore di un vecchio per una giovane, anzi, per certi aspetti.

Ma come non rimanere profondamente ammirati dall'amore di due giovani uniti da un vincolo divino? Quelli erano due giovanotti, giovanotti di oggi, che non sono buoni a starsi fermi cinque minuti, a starsi buoni mezz'ora, e che calmino. Diamo un pochino un'occhiata un pochino altrove, un pochino in alto.

Maria e Giuseppe portarono a loro nozze non soltanto il loro voto di verginità, ma anche due cori pieni di un grande amore, più grande di qualsiasi altro amore che il cuore umano abbia mai potuto contenere. Nessuna coppia di cori, oggi questa è proprio una sacrosantissima verità, si è mai amata così tanto. Mai.

L'amore tra Maria e Giuseppe è un amore che, sponsale, è il modello dell'amore di tutti gli sposi. Quando San Giuseppe è morto, e questo è vero, prima dell'inizio della vita pubblica di Gesù, la Madonna ha sofferto enormemente, offrendo, come sempre, in sottomissione alla volontà di Dio questa sofferenza, ma sentendosi un pugnale nel cuore per l'amore che aveva verso San Giuseppe.

Quindi, io mi fermerei, contemplando proprio questa sublimità, di questa unione. Quindi, altro che matrimonio fittizio, altro che matrimonio per finta, perché non si sono sfiorati e non hanno mai dormito insieme, ma matrimonio più vero, più autentico e caratterizzato da un amore più grande, di tutti gli altri matrimoni che furono, sono e saranno.

← Radio San Giuseppe