Audio · Radio San Giuseppe
San Giuseppe 4
Trascrizione
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E siamo qui, come ogni lunedì sera, per una nuova puntata di questo ciclo di Catechesi sulla figura del più santo dei santi, titolo che prendiamo dal testo che stiamo seguendo, di Padre e Pegna, e che questa sera ci conduce ad un altro tassello, in parte già introdotto dalla Catechesi precedente, ma che sarà ulteriormente approfondito e visto sotto qualche altra ulteriore sfaccettatura.
Ricordo che nelle puntate precedenti, brevissimamente, abbiamo prima visto la verginità eroica e sublime di San Giuseppe, quindi la sua esimia intangibile e intoccata castità, che però non gli ha impedito di essere vero sposo di Maria Santissima, con tutto ciò che questo comporta dal punto di vista della santità e anche della profondità dell'amore matrimoniale che San Giuseppe ha vissuto nei confronti della sua Santissima Sposa.
Mentre il lunedì scorso, chi ha seguito, ricorderà che abbiamo evidenziato e approfondito il tema della paternità di San Giuseppe. Perché come il fatto che San Giuseppe non abbia avuto una vita matrimoniale come tutti gli uomini, diciamo così comune, poteva far dubitare che fosse veramente un vero matrimonio, quello tra Giuseppe e Maria, il fatto che non era padre, tra virgolette, biologico di Gesù, potrebbe in generale il sospetto e il dubbio in qualcuno che fosse una paternità quasi di serie B.
O quasi, diciamo, vissuta a ribasso o ad un livello inferiore. Abbiamo visto la volta scorsa che così non è stato. Questa sera focalizzeremo ulteriormente lo sguardo, sempre aiutati dal nostro testo, sulla Sacra Famiglia. Abbiamo visto la volta scorsa l'importanza della figura del padre e anche questa sera approfondire l'esemplarità e la Sacra Famiglia.
L'esemplarità della Sacra Famiglia ci darà la possibilità, più che mai urgente oggi, più che mai, oserei dire, assolutamente impellente, di riflettere sull'importanza e sulla santità della famiglia nel progetto di Dio e della famiglia cristiana e quindi anche sui nostri doveri assoluti e urgenti di difendere questa famiglia.
Questa istituzione che oggi più che mai, come sappiamo tutti quanti, è sotto attacco diretto, non soltanto da parte di movimenti culturali e di opinione pubblica, ma purtroppo con provvedimenti assai devastanti che a macchia d'olio si stanno cominciando a prendere sotto vari aspetti e a varie dimensioni e a vari livelli in non pochi, ahimè, ordinamenti giuridici soprattutto.
Anche qui non solo appartenenti al mondo antico, cioè al mondo occidentale. Quindi la Sacra Famiglia fu, ci dice il nostro autore, una famiglia perfetta, l'abbiamo già visto in parte nella puntata precedente. In una famiglia perfetta regnano alcune virtù o alcune disposizioni stabili.
Che sono l'amore, numero uno, l'unione, numero due, e la comprensione, numero tre. E dove Dio deve essere, e nella Sacra Famiglia ovviamente era, al primo posto, nella Sacra Famiglia c'è questa chiaramente particolarità che Gesù, il figlio prediletto del padre, il mio figlio prediletto nel quale mi sono compiaciuto, è figlio umano di Giuseppe e di Maria, ma è anche il figlio di Dio.
Quindi il fatto che tutte le attenzioni sia di Giuseppe che di Maria convergessero verso Gesù e fossero polarizzate alla crescita umana di Gesù, che era poi la missione principale, la prima in ordine di tempo che dovevano svolgere Giuseppe e Maria nei confronti del verbo fatto uomo, automaticamente faceva collocare la presenza di Dio al primo posto, in assoluto.
Invito però gli ascoltatori a riflettere su questi tre attributi di una famiglia santa, che è l'amore, l'unione e la comprensione. Attenzione a quando si parla di amore per quello che riguarda la vita familiare. Vi ricordo uno dei primi libri che lessi all'inizio, all'inizio della mia conversione tanti anni fa, che era un libro di un prete francese, un buon divulgatore, insomma, anche se in qualche aspetto a volte un po' discutibile.
Mi ricordo una frase che mi rimase impressa e che tuttora ricordo benissimo, dove diceva, parafrasando insomma così il contenuto evangelico dell'amore, amare è sempre lasciare se stessi per andare verso gli altri, in un certo senso rimandando all'inno cristologico della Lettera ai Filippesi, quindi a questo Gesù che non considera un tesoro geloso la sua coaglianza con Dio, ma spoglia se stesso, assume la condizione non di servo ma di schiavo e si mette al servizio degli uomini.
Cioè, noi possiamo dire che c'è amore autentico quando c'è un'attenzione, polarizzata verso il tu. Ecco, oggi si parla tanto di amore, però, e qui rimando anche agli ascoltatori alla splendida enciclica di Papa Benedetto XVI che è Deus Caritas Est, dove il Papa faceva proprio vedere come l'amore di cui oggi si parla e si straparla non ha nulla a che vedere con l'amore con la A maiuscola, che ha in Dio la sua fonte e il suo modello.
E che il Papa chiamava amore agapico. Ecco, questo termine, agape, che indica appunto l'amore di donazione, fu quasi un neologismo da parte dei cristiani, che appunto per distinguere questa forma di amore dall'amore meramente umano, che è quello conosciuto e oggi tanto sbandierato o ricercato, presentato come l'assoluta felicità di questo mondo, che è il cosiddetto amore erotico.
Amore erotico che non vuol dire necessariamente o immediatamente a sfondo direttamente sensuale o etonistico, ma amore erotico vuol dire che ha sempre come punto di arrivo non il tu in quanto tu, ma sempre l'io. Cioè è un movimento che parte dall'io, va al tu, ma ritorna sempre su se stesso.
E si esprime anche nel linguaggio, no? Mi piaci, io mi sono innamorato, eccetera, eccetera, eccetera. Quindi quando racconto queste cose che ho la possibilità di fare qualche disegno, si fa sempre un disegnino sulla lavagna, dove si vede due individui, una freccia che parte dall'uno e va verso l'altro, ma poi ritorna indietro e ritorna sempre verso il me.
Quindi questo significa che nel momento in cui l'altro non è come io lo voglio, l'altro comincia a darmi fastidio, l'altro mi delude, l'altro mi in qualche modo toglie la libertà o tante altre cose che si dicono oggi in giro, oppure mi fa del male, finisce l'amore. Non è questo l'amore di cui parla e che ci ha manifestato il nostro Signore Gesù Cristo, no?
Quindi l'amore obbediente fino alla morte e alla morte di croce. L'amore comporta sempre una dimensione oblativa disposta anche a soffrire. Appunto per amore e per il bene dell'altro. Numero uno. Numero due, l'unione. L'unione è assolutamente fondamentale. Io non so se in questa sede, perché mi esprimo anche in vari livelli, l'unione è un bene fondamentale e il male che è stato fatto alla famiglia con l'introduzione della legge fortuna, cioè col divorzio, quindi con la rottura civile di quest'unione.
Una rottura civile definitiva. È un fatto gravissimo e tanto più grave quanto più questo dipende dal fatto che purtroppo è stato avallato dagli italiani che attraverso il referendum hanno voluto che questa sciagurata legge mantenesse vigore nell'ordinamento giuridico. Ecco. Mantenere l'unione è sempre enormemente difficile a tutti i livelli, anche a livello ecclesiale.
Non per niente l'ultima preghiera che Gesù ha fatto nel Cenacolo, nell'ultima cena, è stata la grande preghiera dove chiedeva al Padre Padre fa che tutti siano una cosa sola. Come io e te siamo una cosa sola, come io sono in te e tu sei in me, così siano anche essi in noi una cosa sola.
L'unità è sempre molto difficile da... da raggiungere, da costruire, da edificare e da mantenere perché l'unità è la composizione armonica e santa di diversità. Perché noi non siamo tutti uguali anche se qualcuno vorrebbe livellarci o uniformarci. Anche i papi, non solo Francesco ma anche gli altri, ma anche alcuni testi importanti del Magistero della Chiesa hanno sempre distinto tra unità e uniformità.
Cioè l'unità non è che tutti la pensiamo allo stesso modo, che tutti siamo identici uno dall'altro, che tutti siamo come dire come dei prodotti in serie e indistinguibili l'uno dall'altro. Non è questa l'unità. L'unità è che nella diversità legittima e lecita c'è una capacità di comprensione, di andarsi incontro, di accogliersi, di rispettarsi.
Questo è fondamentale dentro una famiglia. Perché a partire dalla differenza strutturale adesso qui chiaramente non è il caso di approfondire questi temi, non stiamo facendo un corso prematrimoniale, ma l'uomo e la donna sono proprio strutturalmente differenti. E questa diversità strutturale c'era anche tra San Giuseppe e tra Maria Santissima.
Certo la Madonna c'aveva questo vantaggio, io dico sempre una frase che non so se è immediatamente comprensibile agli ascoltatori. La Madonna è una donna, era donna al 100% e non era per niente femmina. Invece purtroppo le altre figlie di questo mondo non so se riesco a se si riesce ad accogliere immediatamente cioè donna vuol dire una femminilità santa al 100% e vissuta in tutti gli aspetti positivi e tra l'altro in lei perfettamente equilibrati che vengono da Dio.
Mentre invece quando si parla di femmina in senso non comune ma in senso un po' lato si accenna appunto alla deformazione che generalmente è l'ipertrofia di alcuni aspetti della femminilità che poi diventano eccessivi o diventano difetti. Si dice femmina quando si parla della donna seduttrice o quando si parla dei remi che a volte purtroppo a causa del fatto che siamo tutti quanti peccatori gli uomini ce l'hanno sotto altri aspetti le donne possono assumere però in ogni caso anche se la femminilità della Madonna era perfetta e quindi facilmente accoglibile da San Giuseppe era comunque una differenza che si è composta in unità armonica e poi comprensione comprensione è la capacità sempre anche per noi molto difficile di mettersi nei panni degli altri e appunto di etimologicamente comprensione vuol dire prendere con prendere insieme mi prendo le tue cose e le faccio mie me ne faccio carico senza lasciare che tu porti il carico da solo quindi senza sbatterteli in faccia o sbatterteli addosso una famiglia santa come era la Sagra Famiglia dove c'è Dio al centro è una famiglia assolutamente felice per forza e è una famiglia dove regnando queste cose regna sovrana la pace io guardate che vi posso dire gentilissimi ascoltatori che lo dico anche alle coppie quando facciamo i corsi prematrimoniali che non è affatto vero che dentro una famiglia ci debbano essere litigi o discussioni non è vero questo qui io ho avuto la sorte di conoscere e di poter presentare personalmente durante i corsi prematrimoniali per esempio dalle mie parti c'è una coppia di patriarchi che hanno fatto quasi 70 anni di matrimonio 10 figli cosa di questo genere alcuni figli non si sono sposati quindi figlie soprattutto hanno sempre vissuti con il papà e con la mamma sono venuti tranquillamente a dire al corso prematrimoniale che non hanno mai sentito i genitori mancarsi vicendevolmente di rispetto cioè neanche a dire zitto stupido non capisci niente questa cosa non si fa non parliamo poi di alzare le voci di aggredirsi di alzare le mani di sbattere le porte di prendersi a parolacce noi non possiamo e non dobbiamo assolutamente cadere nel tranello di dire queste cose sono normali è normale che accadano oppure è umano non è vero neanche per niente non è né normale né umano sono cose non umane sono cose disumane è certo che purtroppo possono succedere quanti figli di Eva ma il fatto che succedano è male e una vita santa con Dio realmente al primo posto non semplicemente a parole come dice San Giovanni ma anche con i fatti e nella verità diventa un antidoto cioè io ricordo una coppia più giovani che hanno dato una testimonianza a un corso prematrimoniale perché dopo io dicevo davanti a tutti i ragazzi che voi non dovete litigare mai cioè voi dovete sposarvi per non litigare mai perché una coppia di sposi cristiani non litigano e non discutono mai vedete le facce con cui mi guardavano questi una coppia di famiglia cristiana dialoga nel senso che possono tranquillamente avere diversità di vedute l'unità non è uniformità io ho una posizione tu hai una posizione e dei ruoli distinti ne parliamo serenamente dialogando e cercando di rispettarci di comprenderci di venirci incontro e dopo di che troviamo una soluzione concordata questo è uno stile che uno si deve imporre e io ricordo benissimo che dinanzi alle obiezioni di qualche giovanotto che diceva che questo era assolutamente impossibile una delle dei membri di questa coppia non mi ricordo chi è intervenuto dice ma guarda che se tu manchi di rispetto al tuo sposo o alla tua sposa il matrimonio è già finito quella è carne della tua carne è ossa delle tue ossa è sangue del tuo sangue tu non puoi e non ti devi permettere di mancargli di rispetto mai e per nessun motivo e quando ci prendono i 5 minuti perché ci possono prendere i 5 minuti prendiamoci e andiamo da qualche parte andiamo a fare una passeggiata andiamo a farci una corsa andiamo a fare un giro non possiamo non dobbiamo permetterci di sfogare la nostra rabbia su chi ci sta a fianco io non è che non mi renda conto ascoltatori gentili carissimi che queste cose di cui sto parlando siano non alla portata non di facile attuazione tra l'altro chi vi parla conosce bene il suo assolutamente pessimo carattere quindi sa benissimo quanto sia difficile e quanta fatica ci voglia a controllarsi a dominarsi a saper dirigere bene le energie a contare fino a 10 eccetera però io sono sempre persuaso che come diceva Padre Pio la vera devozione alla Madonna e a qualunque altro santo consiste nell'imitazione quindi il senso che noi che io intenderei umilmente semplicemente dare a queste nostre conversazioni oltre che all'approfondimento della figura di questo grande santo perché aumenti la nostra devozione verso di lui la nostra ammirazione nei suoi confronti e anche il posto che era la nostra vita interiore come aiuto e come intercessore deve anche però essere una presentazione di un modello che ci ispiri ad una sempre più grande imitazione perché San Giuseppe questo lo ha vissuto la tradizione e anche alcuni scritti adesso Anna Caterina Emmerich è diventata beata quindi i suoi scritti hanno passato il vaglio della Chiesa voi sapete che gli scritti di coloro che attraversano un processo di canonizzazione sono vagliati dalla Chiesa e quando una persona è nominata venerabile quindi già prima che è beata vuol dire che i suoi scritti hanno passato il vaglio non nel senso che siano riconosciuti ovviamente come rivelazione privata ma nel senso che non contengono nulla di contrario alla fede e alla morale cattolica che è certamente un giudizio non come dire di approvazione e di sottoscrizione assoluta però è un giudizio è come dire già considerevole da parte della Chiesa Anna Caterina Emmerich e non è l'unica sotto questo punto di vista ci informa che San Giuseppe andò in sposo alla Madonna all'età di circa 30 anni ipotesi molto verosimile senz'altro molto più verosimile ricorderete di quella abbastanza fantasiosa fatta dal protopangelo di Giacomo di cui parlammo a suo tempo quindi aveva la pienezza delle forze umane ed anche quella maturità necessaria per far fronte a tutte le sue responsabilità di capo famiglia che come abbiamo visto si è preso sotto tutti i punti di vista ora noi sappiamo dagli scritti evangelici che questa sera continueremo a lambire concludendo questa prima parte che è una parte introduttoria di presentazione globale della figura di questo santo in maniera molto sintetica il Vangelo di San Matteo ci ricorda che San Giuseppe era un uomo giusto quindi giusto è già molto santo è molto più che giusto e la santificazione di San Giuseppe la pienezza della sua santificazione è passata indubbiamente attraverso il matrimonio con Maria Santissima che ha praticamente dato l'overture a una sinfonia inarrestabile verso vette di santità assolutamente straordinarie fuori del comune perché San Giuseppe dentro la Sagra Famiglia ha avuto un contatto quotidiano quotidiano e molto molto concreto con Gesù e con la Madonna guardate che tutta la nostra santificazione anche adesso da che cosa dipende?
dipende dal contatto che abbiamo più o meno approfondito con Gesù e con la Madonna da qualunque padre spirituale uno si rechi che voglia fare un cammino di santificazione qualunque padre spirituale di questo mondo insomma anche il più sprovveduto presumo e credo suggerirà all'anima di andare a Messa tutti i giorni di confessarsi il più spesso possibile e di prendere il rosario in mano e cominciare a recitarlo con una certa intensità voi pensate che in un libro che lessi tempo fa attendibile c'era praticamente il resoconto di qualche abitante dei piani bassi cercate di capire la metafora che durante un esorcismo diceva queste parole testuali se qualcuno va a Messa e si fa la comunione tutti i giorni e recita il rosario intero però quindi ci vuole un po' di fatica quotidiano se uno è capace di fare questo noi demoni non potremo fare ordinariamente a meno di un evento straordinario danni considerevoli alla sua anima danni considerevoli vuol dire che se una persona è blindata in questo modo per fargli commettere un peccato mortale ci vuole che mobilita a mezzo inferno non è una cosa semplice è un fatto chiaramente quotidiano e molto intenso con Gesù e con Maria San Giuseppe lo aveva tutti i santi benedetti giorni e a tutte le sante benedette ore quindi e guardate quando si parla di contatto si parla di contatto contatto io invito molti ogni tanto come dire mi rammarico un pochino di tante cose che si sentono dire ma io prego il Signore a casa mia non ho bisogno di andare a messa o andare in chiesa figlio mio tu come fai a dire una cosa di questo genere perché se Gesù ha istituito un sacramento e se questi sacramenti realizzano una sorta di contatto capite fisico tra noi e lui tu come fai a pensare di poter ne fare a meno se uno si legge gli scritti di santo Maso d'Aquino attenzione che santo Maso d'Aquino per quanto riguarda i sacramenti ci ha visto benissimo perché la chiesa al concilio di Trento ha fatto proprio copia e incolla diremmo oggi con alcuni scritti di santo Maso che ha praticamente preso in blocco e sottoscritto nei decreti sui vari sacramenti che sono stati fatti nel concilio tridentino cioè il contatto sacramentale è fondamentale perché noi siamo esseri umani non siamo puri spiriti quindi abbiamo proprio bisogno del contatto contatto capite anche con con la Madonna cioè il rosario si dice con la corona del rosario da tenerla voi sapete che tanti santi Santa Teresa di Calcutta e altri avevano sempre la corona del rosario in mano non è questo un gesto fanatico o da persone mezze invasate eccetera è un modo con cui io dico alla Madonna chiaramente non abbiamo noi tempo di stare magari a pensare dalla mattina alla sera soltanto alla Madonna io lo vorrei tanto ma purtroppo non ci riesco allora tenere il rosario in mano con cui io dico continuamente alla Madonna guarda tienimi per mano stammi vicino che già di qua ne combino non si sa quanti dalla mattina alla sera dammi una mano tu perché almeno ne possa combinare un pochino di meno è un gesto che si compie è una forma di contatto San Giuseppe era contatto continuo per questo che noi non possiamo assolutamente dubitare come troviamo scritto in questo testo San Giuseppe è il più santo dei santi perché nessuno ha avuto un contatto così intimo così intenso così prolungato e così reale realistico come San Giuseppe campare una trentina d'anni a fianco alla Madonna a Gesù quotidianamente e farlo da capo famiglia è una esperienza straordinaria guardate che bello voglio citare un passaggio di questo testo che fa proprio comprendere in maniera santa come dire una sorta di flash su un su uno squarcio di vita quotidiana della Sacra Famiglia di Nazareth cito testualmente e leggo è bello pensare a Maria e a Giuseppe verso l'imbrunire dopo un giorno di lavoro o di sabato uniti in preghiera mano nella mano mano nella mano possiamo pensare che San Giuseppe e Maria Santissima se la siano tenuta è un gesto affettuoso è un gesto bello è un gesto che Giuseppe e Maria probabilmente facevano certamente noi sappiamo benissimo che non hanno avuto nessuna forma di contatto a dimensione erotica però quando io parlo ai giovanotti che vogliono vivere il fidanzamento santo non vorrei adesso aprire questa parentesi molto lunga nel fidanzamento santo i contatti sono quasi nulli gentili ascoltatori se uno vuole vivere secondo la volontà di Dio uno dei contatti per esempio possibile che è da riscoprire nella sua bellezza perché oggi purtroppo con il fatto che c'è un dilagare pazzesco dell'impurità alcune cose neanche si apprezzano e si scoprono è proprio tenersi mano nella mano un gesto che può essere davvero splendido e meraviglioso quando dobbiamo immaginare Giuseppe e Maria con la mano nella mano o parlando di Gesù che era il fulcro delle loro vite sto riprendendo la citazione immaginiamo Giuseppe mentre costruisce qualche giocattolo di legno per Gesù bambino episodio anche questo attestato in più di qualche scritto avente chiaramente il carattere di rivelazione privata che parla di queste cose io l'ho lette con quanto affetto l'avrà fatto Gesù bambino giocava eh ragazzi ascoltatori carissimi Gesù bambino aveva i suoi giocattoli questo mi per cui tu potrei non lo so se se viene a voi ascoltatori di stupirvi però Gesù bambino che gioca si può e si deve dire Dio sta giocando il figlio di Dio gioca è impressionante questo noi dovremmo penso anche un po' nella nostra vita interiore io in questi giorni ho la grazia di poter stare in montagna e riscoprire un po' di dimensione contemplativa contemplativa vuol dire che tu ti metti a pensare intensamente a un mistero che può essere un mistero così grande come il figlio di Dio che si fa bambino e che gioca cercando come dire stupendoti dinanzi a quello magari senza stare a pretendere di capire guardarlo e meravigliarti di tanta bellezza provare un pochino di stupore tenete presente che adorare una delle etimologie del termine adorare è portare alla bocca ad os oris in latino significa bocca adesso purtroppo per radio non si può far vedere avete visto quando uno rimane a bocca aperta e si strabuzza gli occhi e si porta la mano davanti alla bocca quando sta vedendo qualcosa di grande e si mette la mano davanti alla bocca ecco contemplare le grandezze delle opere di Dio e anche a volte l'incomprensibilità il mistero insondabile che si trova in queste io posso dire che qualche tempo fa ho portato i ragazzi del post cresima come dire in un museo zoologico acquatico e io sono rimasto come dire incantato a guardare gli animali addistrati tipo i delfini o altre cose che facevano delle ma non per la bellezza dello spettacolo in sé ma guardando in queste creature particolari delle attenzioni divine guardando come dire anche in loro come dire una sorta di bontà provvidente di Dio i delfini sono animali intelligentissimi carinissimi amici dell'uomo un regalo che ci ha fatto nostro Signore ecco pure questi giorni che stiamo qui qualche giorno a riposo in montagna assolutamente è splendido poter guardare guardare gli alberi sentire l'acqua di un ruscello guardare il cielo guardare un tramonto questi sono tutti quanti sono sms che Dio ci manda e guardate come si leggono gli scritti di San Giovanni della Croce questi sono pallidissimi e lontanissimi riflessi della bellezza incredibile che Dio ha in sé stesso, addirittura San Giovanni della Croce dice che se tu vuoi unirti a Dio la contemplazione di queste cose che già è un dono grande e oggi così poco diffuso perché noi oggi siamo semplicemente consumatori e fruitori di tantissime cose senza la capacità mai di coglierne l'essenza San Giovanni della Croce dice che addirittura fare questo è un ostacolo all'unione con Dio perché pur vedendo queste perfezioni che sono chiaramente una firma della divinità queste sono così lontane da quelle che è la divinità in sé stessa che se ti attacchi a loro non ti unirai mai a Dio e questo è vero per la dimensione mistica eppure San Giuseppe ha visto suo figlio suo figlio vero che era il figlio di Dio giocare con i giocattoli che gli ha fatto dobbiamo pensare che San Giuseppe ha goduto l'amore anche molto tangibile di Gesù Bambino Gesù Bambino dava i bacetti a papà e a mamma gli dava anche degli abbracci così come fanno i bambini io ogni tanto mi fermo a guardare i bambini nessuno pensi male bambini di 4 o 5 anni 6 anni quando sono piccoli che sono uno spettacolo unico al mondo per alcune cose che fanno per l'intelligenza vispa che si comincia a vedere la sanità di tante situazioni c'è stata una persona mio figlio spirituale che un pochino di tempo fa viene a dirmi che lui parla tranquillamente con San Michele tranquillo che San Michele gli ha detto che la moglie era incinta e ha detto mamma dentro la pancia adesso io non ricordo l'episodio però il senso era questo qui mamma dentro la pancia c'è un maschietto e chi te l'ha detto?
a me me lo ha detto San Michele Arcangelo io lo vedo tutti i giorni adesso se è vero se se l'hai sognato non ha importanza la cosa che ti lascia senza parole che è da ammirare come spettacolo divino è l'innocenza e la spontaneità di un bambino se anche un bambino vede San Michele Arcangelo non so chi di voi ha visto la fiction di Padre Pio con Castellitto che è secondo me fatta decentemente quando Padre Pio bambino incontra quel frate gli dice che lui vedeva la Madonna io la Madonna la vedo tutti i giorni ma certamente anche tu la vedi e il frate gli risponde ma guarda che io la Madonna non l'ho vista mai quando la vedi salutamela e Padre Pio tranquillamente ma come non l'hai vista mai certo che la vedi pure tu mi stai a dire che non la vedi per umiltà perché i bambini sono fatti così ecco sicuramente San Giuseppe in questo spirito altamente contemplativo era straordinariamente eccellente certamente ha conosciuto anche momenti difficili all'interno della famiglia momenti difficili che hanno saputo superare con estrema con estrema fede spirito di abbandono in Dio San Giuseppe sappiamo che era giovane quindi era un uomo laborioso un grande lavoratore e anche un grande santo che era capace di offrire le proprie sofferenze forse anche quelle in qualche momento sicuramente vedremo la prossima volta durante la fuga in Egitto ci sono stati dei problemi senza alcun dubbio anche economici nel senso tu ti ritrovi in una terra straniera senza arte né parte certamente tu sei un artigiano ma non ti conosce nessuno non c'è un cliente non c'è niente quindi siccome non sono stati una settimana in Egitto sono stati abbastanza a lungo ha dovuto reinventarsi la propria professionalità rifarsi un giro di clienti che non aveva è verosimile più che possibile che la Sagra Famiglia abbia vissuto dei momenti difficili certamente non li ha vissuti con nessuno spirito di disperazione né di angoscia certamente con la sofferenza che figuriamoci quanto sentivano Gesù e Maria di non poter dare a Gesù il tutto che avrebbero voluto o il molto che avrebbe meritato non solo figlio di Dio ma anche figlio in tutto e per tutto esemplare quindi San Giuseppe faceva il falegname che facesse il falegname è certo non soltanto dalla testimonianza dei Vangeli vi ricordate che la volta scorsa abbiamo visto come Gesù era conosciuto come il figlio del falegname ma c'è una testimonianza che è bene citare esplicitamente di San Cirilo di Gerusalemme che afferma che nel IV secolo a Gerusalemme entrava ai visitatori della città un pezzo di legno a forma di tegola che era stato lavorato da Giuseppe e da Gesù per completare diciamo così il quadro un po' biografico di San Giuseppe la tradizione ci ha tramandato che San Giuseppe morì non molto tempo prima dell'inizio della vita pubblica di Gesù di questo fatto abbiamo una testimonianza indiretta dai Vangeli perché sappiamo che alle nozze di Cana e siamo agli albori della vita pubblica di Gesù era presente Maria Santissima ma non viene fatta menzione di San Giuseppe impossibile che a queste nozze fosse stata invitata la Madonna e anche Gesù come dimostra il fatto che ci è andato e non fosse stato invitato San Giuseppe quindi è una prova certamente indiretta ma abbastanza forte dell'attendibilità di questa tradizione San Giuseppe sarebbe passato a miglior vita prima dell'inizio della vita pubblica di Gesù e anche l'evangelista San Marco questa è un'altra prova indiretta quando nomina Gesù lo presenta sempre come figlio di Maria non lo menziona proprio San Giuseppe sappiamo che San Marco tra i sinottici è l'unico Vangelo che non ha nessun riferimento ai Vangeli dell'infanzia nel Vangelo di San Marco non c'è proprio non c'è non certamente per mancanza di rispetto adesso non è il caso di fare un corso di esegesi ma cominciando direttamente dalla vita pubblica secondo San Marco è acclarato il fatto che la Madonna era vedova e quindi che Gesù nel momento della sua vita pubblica era semplicemente il figlio di Maria addirittura la gente di Nazareth nel Vangelo di San Marco usa questa espressione non è il falegname il figlio di Maria quindi ci si fa comprendere abbastanza bene per concludere chiaramente questa famiglia famiglia unita famiglia felice famiglia realmente felice famiglia felice anche in mezzo alle tribolazioni e alle difficoltà che è dovuto passare ecco la felicità non è la presenza del piacere e del benessere al 100% la felicità viene noi lo sappiamo dal fare la volontà di Dio in tutto e per tutto è figlia diretta del mettere Dio al primo posto e del servirlo ed è quel senso diciamo così di appagamento e di gioia interiore che a volte coesiste anche con sofferenze molto grande e che è data semplicemente dal fatto e dalla coscienza profonda e depositata nel cuore che si sta facendo pur nella miseria e nella povertà quello che Dio vuole chiaramente il cuore pulsante di questa famiglia era il cuore di Gesù il secondo cuore nobile di questa famiglia era il cuore immacolato di Maria ma c'era anche il cuore di San Giuseppe ecco c'è stato qualche autore per esempio San Giovanni di Oed e anche San Francesco di Sal e San Leonardo da Porto Maurizio tra l'altro che hanno avuto modo di San Giovanni di Oed penso che sappiate che si è occupato tantissimo del cuore ammirabile della madre di Dio e quindi anche del cuore di Gesù ha tutta una teologia spirituale fondata sul cuore dove colloca anche il mistero di San Giuseppe affermando tra l'altro che dopo Dio San Giuseppe nel cuore di Maria occupa il primo posto perchè ella era tutta di Giuseppe come la sposa lo è dello sposo quindi noi dobbiamo immaginare la Madonna che ha amato tanto San Giuseppe e che ha sofferto molto per la morte di San Giuseppe quindi il cuore di Maria è senza dubbio il cuore di San Giuseppe e d'altro canto dal mondo nel momento che il cuore di Maria era una sola cosa e batteva all'unisolo con quello di Gesù e siccome Maria era una sola cosa con San Giuseppe questo è il ragionamento che fa San Giovanni di Oed così San Giuseppe possiede un solo cuore con Gesù e con Maria ecco perchè la tradizione della Chiesa e vorrei concludere con questo pensiero ha sempre raccomandato un'idea di San Leonardo d'Aborto Maurizio grande francescano morto nel XVIII secolo nel 1751 che questi tre cuori tutti e tre umani anche se il cuore di Gesù è al cuore divinamente umano e umanamente divino rappresentano una sorta di scalino di scalini per giungere al cuore di Dio il cuore di San Giuseppe il cuore di Maria e il cuore di Gesù e per questo ripeto che la Chiesa ci ha consegnato quelle belle preghiere che si dicono per esempio al mattino o alla sera ma si dicono anche come invocazioni sugli agonizzanti e sui moribondi Gesù, Giuseppe e Maria vi dono il cuore e l'anima mia Gesù, Giuseppe e Maria spiri in pace con voi l'anima mia proprio a significare questa unità intensissima che si è realizzata nella Sacra Famiglia ecco Giuseppe che per certi aspetti è quello più vicino a noi perché è il cuore del più santo di tutti ma uomo, pura creatura e pura creatura quantomeno colpita dalla colpa originale come tutti noi che ha vissuto in maniera profonda e vera un'unione grandissima col cuore di Maria e quindi col cuore stesso di Gesù rappresentando un po' attraverso la sua persona la sua personale esperienza il cammino che tutti noi dobbiamo percorrere una grande unione con la Madonna che ci porti ad una strettissima unione con il cuore di Gesù fino a vivere questo contatto possibilmente quotidiano in maniera più stretta e più intensa possibile io mi fermerei qui