Audio · Radio San Giuseppe
San Giuseppe 5
Trascrizione
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Dunque, come stavamo accennando, di nuovo Ave Maria a tutti, io comincerei con il permesso di tutti gli ascoltatori con una preghiera alla sposa di San Giuseppe, perché ogni tanto abbiamo avuto qualche piccolo problema di tenuta della trasmissione da un punto di vista di collegamento, quindi siccome queste cose capitano quando si parla di San Giuseppe, che non è molto simpatico, sembra ai piani bassi quelli inferiori degli appartamenti che girano da queste parti, è meglio invocare l'aiuto di Maria Santissima che oggi tra l'altro veneriamo con il titolo molto antico di Madonna della Neve in ricordo del miracolo che ha dato poi origine alla Basilica Antenata di Santa Maria Maggiore a Roma, quindi diciamo insieme un Ave Maria, così blindiamo sotto il manto della Madonna.
Ecco tutto quello che cercheremo di dire del suo Santissimo e Castissimo Sposo. Ave Maria, piena di grazia, il Signore è con te, tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell'ora della nostra morte. Amen.
Ecco, detto questo ricorderemo, gentilissimi ascoltatori, che durante le puntate precedenti approfondendo le prime tematiche riguardanti San Giuseppe, vi ricordo che l'ultima è stata quella della Sacra Famiglia dove abbiamo cercato un attimo di comprendere come San Giuseppe è stato non soltanto vero sposo e vero padre di Gesù, come nelle puntate precedenti dopo aver visto una presentazione biblica di questo grande Santo, ma ha vissuto realmente come Gesù, all'interno di una vera realtà familiare che lui, insieme ovviamente alla Madonna e al suo putativo figlio divino, hanno santificato, che la famiglia abbiamo tratto da quest'occasione per riflettere un po' sull'importanza della famiglia, specialmente alla luce dell'attuale contesto e degli attacchi che adesso sta subendo sotto varie forme, alcune grossolane, ma altre altamente raffinate, la famiglia, non soltanto ormai sono 50 anni che stiamo sotto assedio e speriamo che il Signore ci aiuti a mantenere vivo e forte la tenuta di questa istituzione che è stata santificata dal Signore elevando, come insegna la Chiesa, il matrimonio alla dignità di sacramento. A parte le scarnissime informazioni che abbiamo dai Dei Vangeli e che abbiamo cercato di passare in rassegna nella prima settimana, la prima puntata, quando abbiamo visto anche qualche prefigurazione biblica dell'Antico Testamento di San Giuseppe, la Sacra Scrittura non ci offre altro. Però, per grazia di Dio, noi sappiamo benissimo che oltre alla Sacra Scrittura esiste la tradizione all'interno della dottrina cattolica e anche quelle tradizioni antiche e attendibili che la Chiesa ha sempre ritenuto tali e che possono essere considerate tradizionali.
La Chiesa è stata considerata come fonti di conoscenza, appunto, non diciamo assolutamente certa, però altamente probabile. Abbiamo anche tra i grandi scrittori ecclesiastici alcuni storici, per esempio sentiremo tra gli altri citare i vari Eusebio di Cesarea oppure lo storico giudeo cristiano Egesippo, che sono ritenuti anche nelle discipline scientifiche italiane e attendibili come fonti di conoscenza. E abbiamo poi anche quella grande fonte di informazione che è la storia dell'arte, quindi il patrimonio artistico, quindi che da qualche parte ci sia una cappella dedicata a un certo santo, ci sia un dipinto fatto in un certo modo, ci fa comprendere qualcosa circa i tempi, i modi, le forme e forse anche dell'inizio o della prosecuzione del culto ad un certo santo. Quindi faremo un escursus di questo genere. Io, dovendo chiaramente preparare la Catechesi di questa sera, sono stato come sempre molto edificato da quest'autore e vedremo che durante questo escursus ci sarà forse un accenno a uno dei temi delle prossime puntate, che vi dico subito costituirà una straordinaria sorpresa.
Come lo costituisce per me, e ringrazio Dio che non devo parlare di questa sera, che devo ancora digerirla, pregarci sopra e rifletterci un pochino meglio. Comunque, andiamo con ordine. Allora, la prima cosa, e questa è una notizia che ci viene dalla tradizione, sappiamo qualcosa circa la fuga della Sacra Famiglia in Egitto, episodio che noi sappiamo, i Vangeli ci raccontano, ma non ci dicono né dove la Sacra Famiglia è stata.
E nemmeno quanto è durato il viaggio, per quanto tempo sia stata, eccetera. Ora, in base alla tradizione, noi sappiamo che il viaggio fu un viaggio lungo e pericoloso, che comportò anche l'attraversamento del deserto per giungere alla città di Matarea, in lingua originale Matarieh, che si trova negli intorni del deserto.
L'attuale è il Cairo, vicino a Deliopoli, il che equivale a circa 500 km di strada da Betlemme. Immaginate che 500 km di strada per quei tempi sono davvero tanti, dovendo procedere la Sacra Famiglia, come sappiamo, con un solo mezzo di trasporto, probabile che era un asino, però con una donna, con un bambino abbastanza piccolo.
Presumibilmente San Giuseppe andava a piedi, era una donna, stava sull'asino, con il bambino con sé, quindi certamente che venti giorni hanno fatto anche abbastanza presto, insomma, per arrivare lì, no? Quindi una media di circa 25 km al giorno. Un viaggio molto, molto faticoso. Chiaramente questo fatto, che è un fatto indubbiamente storico e non discutibile, ha avuto da subito un'interpretazione mistica, spirituale, diciamo così, nella letteratura cristiana, cosa che tra l'altro il Vangelo di San Matteo lascia intendere, perché fa comprendere come questa fuga in Egitto, causata dalla cattiveria di Erode, rispondeva in realtà ad una volontà divina. Dall'Egitto ho chiamato mio figlio, sottolinea San Matteo, quindi a tempimento di questa profezia.
Addirittura, in base a questo episodio, qualcuno ha definito San Giuseppe come il primo missionario, perché di fatto ha portato il nostro Signore Gesù in Egitto. E attenzione qui a fare il sorrisino o a minimizzare un dato di questo genere, perché per chi studia un po' di storia della Chiesa si sa benissimo che la fioritura del cristianesimo in Egitto nei primi secoli è stata straordinaria, non soltanto per i Natali dati a grandissimi santi e monaci o comunque grandi teologi. Per esempio San Cirillo di Alessandria, oggi celebriamo la dedicazione della Basilica di Santa Maria Maggiore. Voi sapete che la Basilica di Santa Maria Maggiore fu eretta in Occidente sopra, fu una sorta di riedificazione.
La Basilica di Santa Maria Maggiore è stata fatta per celebrare il concilio di Efeso del 431, dove fu solennemente proclamato il dogma della maternità divina di Maria. La Madonna fu proclamata solennemente Madre di Dio. San Cirillo d'Alessandria, nato e vissuto da Alessandria d'Egitto, un grandissimo padre della Chiesa, praticamente l'ha fatto lui il concilio.
Le proposizioni del concilio di Efeso non sono altro che una sottoscrizione, quindi un copia e incolla, di alcune formulazioni catechetiche sulla maternità divina di Maria fatta da San Cirillo d'Alessandria. Il concilio di Efeso è stato il primo grande concilio che ci ha dato il primo grande dogma formalizzato mariano, quindi non è che stiamo parlando uno.
Alessandria c'era anche una straordinaria scuola catechetica di cui è stato a capo, diciamo così, come più grande insegni catecheta, Origene. Come sapete che Origene non ha davanti a sé il titolo San, perché ha compiuto dei gesti un pochino particolari, un pochino stravaganti, e qualche dottrina che ha formulato, poi non si capisce bene se sia lui o se fosse la storia dei suoi discepoli, diciamo che era al limite, o anche oltre il limite, ad essere sinceri, dell'ortodossia. Però Origene è stato uno in assoluto dei più grandi eseggeti e catecheti che ci sia mai stato nella storia della Chiesa, in assoluto. Una mente davvero fuori del comune. E poi penso che sappiamo, almeno per sentito dire, che in Egitto c'erano i padri del deserto.
Certo, le prime forme di vita monastica, quindi i primi grandi eremiti, sono nati in Egitto. Sant'Antonio Abbate, da non confondere, attenzione, con Sant'Antonio di Padova, e neanche con quell'altro Sant'Antonio molto venerato in alcune parti del centro e del nord Italia. Attenzione che Sant'Antonio Abbate, vissuto nel IV secolo, è stato in assoluto il primo grande monaco, è stato il fondatore delle forme di vita monastiche.
In Egitto ci sono state migliaia e migliaia di monaci santi e straordinari che hanno seguito le orme di questo grande santo e che hanno trascorso una vita dedicata interamente alla preghiera, alla penitenza e al servizio di Dio. Pensate a tutta quella grande fioritura ascetico e mistica, poco conosciuta in verità in Occidente, che sono gli scritti e i detti dei padri del deserto.
Raccolti in una operetta che si chiama la Filocalia, che sono un concentrato di straordinaria sapienza, certamente che trova nell'ambiente monastico la sua sorgente e anche la sua possibilità di applicazione primaria e principale, ma la sapienza che viene da questi grandi monaci è tranquillamente estraita.
E' assolutamente sussumibile e trasportabile anche all'interno delle ordinarie circostanze di vita, per quei principi fondamentali di ascesi e di vita interiore che la riflessione di questi straordinari uomini ha dato. Questi sono tutti quanti venuti dall'Egitto e in Egitto, come sappiamo dai Vangeli, la Sagra Famiglia c'è stata perché l'angelo l'ha detto a San Giuseppe, non alla Madonna.
Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e fuggi. Nel paese d'Egitto. Quindi, 20 giorni di viaggio, Matarea, il luogo dove si sono stabiliti, e il tempo in cui sarebbero stati in Egitto è intorno a circa 7 anni, più o meno. Quindi quando sono tornati a Nazareth Gesù era già un fanciullo abbastanza cresciutelio, insomma.
Ho supposto che ci avesse qualche mese, forse, quando sono partiti, sicuramente, compresa tra uno, sicuramente sono stati al Tempio dopo 40 giorni, ci dicono i Vangeli, quindi sicuramente un'età compresa tra i due mesi e al massimo un anno, insomma, se è vero che il decreto di Erode disse di uccidere tutti i fanciulli dai due anni in giù.
Quindi, quando sono tornati Gesù ci aveva tra gli otto e forse i nove anni, insomma. Ecco, un'altra fonte certa, ho questo, scusate, prima di chiudere questo parentesi, diciamo l'importanza di questa sosta in Egitto, sosta provvidenziale, ecco, che consente questa lettura un po' particolare di San Giuseppe come il primo missionario, quindi colui che ha portato Gesù in un luogo che sarebbe stato santificato dalla sua presenza e quindi destinato ad essere, come dire, una sorta di culla.
Ecco, di straordinaria santità nei primi secoli di vita cristiana e questo ci fa assai addolorare vedendo la condizione, addolorare è anche pensare, vedendo la condizione in cui si trovano oggi quelle terre, ci sono tantissime terre che anticamente furono culle del cristianesimo, pensate a tutte le zone di evangelizzazione di San Paolo, uno su tutti, per esempio la straordinaria chiesa di Efeso che era fiorentissima nei primi secoli, sapete che si trova in Turchia, adesso lì non ci sono altro che rovine, sono tutte quante zone ormai a stragrande maggioranza musulmana, queste sono cose che fanno in parte dispiacere e in parte pensare anche, e pensare non poco.
Comunque l'importanza, come accennavo, di questa presenza egiziana di San Giuseppe la chiesa di Efeso si vede anche dal fatto che il culto a San Giuseppe si è sviluppato in Egitto prima che in altri luoghi, questa è una cosa che io personalmente non sapevo e che ringrazio l'autore di questo straordinario testo che stiamo commentando e seguendo che ci ha dato questa informazione. Un'altra fonte storica, diciamo così, si tratta di Eusebio di Cesarea che fa riferimento ad Egesippo, ci dice che dopo la morte di San Giuseppe e anche quindi dopo l'assunzione di Maria e di Gesù comunque restarono a Nazareth alcuni parenti di Giuseppe e fino al II secolo vi furono questi parenti e svolsero a quanto pare un ruolo molto importante sia nella conservazione della memoria cristiana del luogo, sia nel tramandare quelle poche informazioni che comunque sanno di San Giuseppe e non è escluso che anche l'evangelista San Matteo abbia attinto da loro per redigere i suoi racconti dell'infanzia di Gesù. Voi sapete anche, tenete presente che nella zona di Nazareth dove sono stati fatti degli scavi abbastanza recenti, in quella che era la casa di San Giuseppe e sembra certo che fosse quella, è stato rinvenuto un fonte battesimale, un fonte battesimale proprio antico, perfettamente intatto e conservato con i sette gradini che vanno in basso, il che fa comprendere come quella casa da subito sia stata custodita e trasformata in luogo di culto, appunto perché la dimora di colui che sarebbe stato e che è stato il padre putativo del figlio di Dio fatto carne.
Ora ci sono altri documenti. Ci sono altri autori, sempre del secondo secolo, come San Giustino e Santi Reneo, che parlano e che nominano San Giuseppe sia quando parlano, quando trattano di Maria Santissima o quando parlano del mistero della redenzione. Questo per comprendere come la figura di questo santo era viva anche nella predicazione dei grandi dei primi secoli.
Origene stesso, che abbiamo già avuto modo di nominare, non manca di fare frequentemente riferimento a San Giuseppe e di spendere qualche parola in suo favore, mentre per esempio Sant'Ambrogio e con lui Sant'Agostino e San Girolamo ne parlano molto sia in relazione alla verginità e soprattutto Sant'Ambrogio, come sapete, era uno straordinario cultore di questa aurea virtù, ma ha anche riferimento a San Giuseppe.
Alla paternità vera, anche se spirituale, verso Gesù e al suo matrimonio vero, anche se sui generis, queste sono cose che abbiamo già visto, con Maria, presentando al tempo stesso San Giuseppe come un modello assolutamente esemplare di tutte le virtù cristiane. Tenete presente che già nel IV secolo, quindi molto prima che si sviluppasse, almeno in occidente, una chiesa latina in culto a San Giuseppe.
Presso il VIII secolo, il VIII secolo, il VIII secolo, il VIII secolo, il VIII secolo, il VIII secolo, il VIII secolo, il VIII secolo, il VIII secolo, il VIII secolo, il VIII secolo, i copti, i cristiani copti, che sono nelle zone orientali della chiesa, quindi fanno parte di quella che oggi chiameremmo la chiesa d'Oriente, già celebravano il culto a San Giuseppe in una festa propria di cui conosciamo la data, che era il 20 luglio.
Non solo, un altro scrittore ecclesiastico, uno storico ancora, che è Niceforo Callisto, ci informa che sapete che nel IV secolo, dopo la spedizione voluta dalla madre di Sant'Elena accompagnata dal monaco Macario, fu rinvenuta a Gerusalemme sotto, diciamo così, gli strati di Elia Capitolina, che era praticamente la Gerusalemme pagana ricostruita sulle rovine della Gerusalemme distrutta da Tito dall'imperatore Adriano, e Sant'Elena che voleva ritrovare i luoghi santi, si portò questo monaco, ritrovò come sappiamo tutti quanti la Santa Croce e nel luogo dell'invenzione della Santa Croce fu costruita la monumentale basilica del Santo Sepolcro, tuttora visitabile e venerabile, all'interno della quale, ci dicono che già nel IV secolo c'era una cappella dedicata a San Giuseppe. Ancora ci sono stati degli riferimenti a quella che era l'antica città di Cartagine, anche qui, Cartagine si trova nel nord Africa, dove adesso non ci sono neanche che lontani ricordi e qualche sparuto gruppo insomma di cristiani, ma Cartagine è stata una comunità fiorentissima di cristiani nei primi secoli, e fu ritrovato un bel rilievo del IV secolo, quindi vedete come queste zone del nord Africa e dell'Oriente hanno avuto un incipiente molto...
molto subitaneo, molto recente, diciamo, culto a San Giuseppe, perché c'è questo rilievo raffigurante San Giuseppe e la Vergine seduta accanto con il bambino Gesù in braccio, quindi un primo bel basso rilievo della Sagra Famiglia. E per dire la verità anche nella catacomba di Santa Priscilla a Roma, dove c'è un'immagine dell'Adorazione dei Magi, si vede un'immagine all'interno di questa immagine comparire la figura di San Giuseppe a fianco della Madonna.
Quindi, allora, oltre a questo si può cercare di ricostruire una, come dire, il tipo, diciamo così, di presenza di San Giuseppe nei calendari liturgici e nei martirologi. Ecco, questo in Occidente si comincia, diciamo così, a fare una ricostruzione di San Giuseppe, a strutturare e a definire nel secondo millennio, non nel primo millennio. Allora, sappiamo per certo che nel 1129 c'era una chiesa dedicata a San Giuseppe a Bologna, questo è un dato certo. Mentre in Palestina, sempre durante questi tempi, sapete che questi erano i tempi delle crociate, ci fu una chiesa.
E' appunto restaurata dai crociati dove si è rinvenuta l'iscrizione Iosef Virum Mariae, cioè Giuseppe sposo di Maria. In questo stesso secolo, cioè nel XII secolo, troviamo il grande San Bernardo, chiamato Dr. Marianus, uno dei primi grandi, non dei primi, uno dei grandi teologi medievali, devotissimo della Madonna, appunto per questo chiamato oltre che Dr. Merliflus.
Anche Dr. Marianus, che parlando delle glorie e delle eccellenze di Maria Santissima, tenete presente che San Bernardo è stato un grande cantore dei privilegi di Maria. Ecco, una lettura mariologica che oggi è poco gradita a non pochi teologi che preferiscono una lettura più, come dire, più terrena, più umana di Maria. A mio modestissimo avviso, non è fin troppo terrena e fin troppo umana, ecco, perché certamente che la Madonna è una donna, come dire, come noi, perché non è una dea, ma è una donna del tutto straordinaria e particolare, perché è colei che sarebbe divenuta la festa di oggi, la madre di Dio, cioè colei che avrebbe avuto un qualcuno che si chiama Dio che la chiama mamma, quindi, cioè, e quindi colui che si è costruito questa straordinaria abitazione, certamente, se glielo vogliamo permettere, insomma, perché poi sembra che il patetero debba chiedere permesso a noi per fare le cose che vuole fare, si è costruito una casa, insomma, degna della sua grandezza.
Quindi il mistero di Maria Santissima, come dicono i grandi santi mariani, tra cui San Luigi Monforte e San Massimiliano, per citare quelli che sembrano essere, almeno secondo me lo sono, i più grandi in assoluto, in assoluto è un mistero talmente grande che oltre che essere praticamente insondabile è stato di fatto ben poco sondato. San Massimiliano diceva, parlando negli anni 20-30 del secolo scorso, che dopo duemila anni ci ritroviamo che di Maria si sa quasi nulla, quasi nulla, usava queste testuali parole lui e San Massimiliano, insomma, un pochino la Madonna penso che la conoscesse.
Nonostante se ne usciva con un'espressione così impegnativa di questo genere. Tra i grandi santi, nonché teologi e dottori che furono grandi estimatori di San Giuseppe, c'è per esempio San Tommaso d'Aquino che ha scritto delle pagine molto belle e molto edificanti su San Giuseppe, anche nella Somma Teologie. San Tommaso d'Aquino è morto nel 1274. Santa Gertrude la Grande, da Efta, è morta nel 1274.
Morta nel 1310, era molto devota a San Giuseppe. Santa Margherita da Cortona è morta nel 1297. Santa Begida di Svezia, recentemente costituita compatrona d'Europa dal beato prossimo santo Giovanni Paolo II, morta nel 1373. E poi San Bernardino da Siena, grande francescano, l'apostolo del nome santo di Gesù, che si distinse anche per il suo nome.
Per una particolare e fervida devozione a San Giuseppe. Ora però, fra i grandi devoti di San Giuseppe nel corso della storia, specialmente per quanto riguarda questo periodo medievale, va ricordato un grande dottore, che è stato uno di quei cervelli straordinari che ogni tanto il Signore dona alla Chiesa. Non ha il titolo di santo, ma è sicuramente una mente fuori del comune. Si tratta di Giovanni Gerzone, nato nel 1310, nel 1463 e morto nel 1429. Era un pezzo da 90 e fu nominato anche cancelliere della più grande università, e anche tuttora oggi assai rinomata, cattolica dell'epoca, che era la Sorbona di Parigi. Ora, questo grande dottore, uomo di sopraffina scienza, il 17 agosto del 1413, è stato un grande dottore, un uomo di sopraffina scienza, che è stato un grande dottore. Invece, invece, invece, invece, invece, invece, invece, invece, invece, invece, invece, invece, invece, invece, invece, invece, invece, invece, invece, invece, invece, invece, invece, invece, inviò una lettera a tutte le chiese del mondo, questo è un fatto molto importante, e in special modo a tutte quelle dedicate alla Madonna per proporle una festa in onore dello sposalizio di Giuseppe e di Maria. In questa lettera, qui cito, scriveva testualmente queste parole.
Vi esortiamo e preghiamo sentitamente con tutte le nostre forze di celebrare con ufficio solenne, lo sposalizio virginale di Giuseppe con Maria, ed egli stesso, dall'alto della sua profonda dottrina teologica, aveva composto un ufficio per la festa proposta. Ora, il Gersone assistette, come rappresentante del re di Francia, al concilio di Costanza, uno dei grandi concili del Tardo Medioevo, che si celebrò nel 1416.
Durante questa assise, precisamente l'8 settembre, parlò ai padri conciliari della convenienza di creare una festività in onore di questo sposalizio tra Giuseppe e la Madonna, che egli considerava tanto importante. Pensate, compose un notevolissimo poema a San Giuseppe, pensare di 4.800 versi, intitolato Iosefina.
Questo particolare è molto importante, perché dopo di lui questi Iosefina si sarebbero non poco moltiplicati nel corso della storia, quindi questi inni, di fatto, con la struttura del poema, percepiscono un'attività. Per celebrare le lodi e la grandezza di questo grande santo. Tra l'altro, lui credeva in alcuni privilegi, e qui accenno alla sorpresina, che il nostro santo avrebbe avuto.
E sono i seguenti, attenti eh. Ora, il primo era che lui sarebbe stato confermato in grazia, o meglio, presantificato nel ventre di sua madre, come la Sagra Scrittura ci attesta, e la tradizione è stata sempre concorde, che non è stata fatta per nessun altro, per nessun altro. Ma che cosa provavano a fare?
I就是fi. Ma che cosa? Ma che cosa? Ma come? Come fare? Come fare? Come fare? Bisogna farlo trovarci. Ma, insomma, per essere venuto per San Giovanni Battista, e anche per Geremia, profeta, vi ricordate il primo capitolo del profeta Geremia? Prima che tu venissi alla luce ti conoscevo, prima che tu uscissi dal grembo di tua madre, ti avevo consacrato, ti ho stabilito come profeta delle nazioni.
E San Giovanni Battista, quando riceve sua mamma Elisabetta alla visita della madonna, come profeta delle nazioni. San Giovanni Battista quando riceve sua mamma Elisabetta alla visita della Madonna, prorompe in quel giubilo, che è poi la seconda parte dell'Ave Maria, benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo, e nota che il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo e tutti gli scrittori ecclesiastici, tutti i padri della Chiesa, chiunque commenta questo episodio, dicono che questo sussulto di San Giovanni Battista deriva dal fatto che dal grembo della madre ha avvertito la presenza del figlio di Dio e in quel momento gli è stata tolta la colpa d'origine ed è stato riempito di grazia santificante.
Questa è la lettura che hanno dato tutti, praticamente tutti, gli autori spirituali. Ora, Gersone diceva che San Giuseppe, lui era convinto, e queste sono chiaramente opinioni teologiche personali, che San Giuseppe avesse ricevuto questa grazia come questi due grandi personaggi biblici, ma non solo, che fosse stato confermato in grazia.
Questa è una cosa che non so se gli ascoltatori capiscono quanto è grande una cosa di... Essere confermato in grazia vuol dire che si diventa di fatto impeccabili. È una cosa grossa. La confermazione in grazia che nessuno di noi può mai presumere di avere e che è un fatto rarissimo, è una cosa che non si può mai presumere di avere.
È un fatto rarissimo che il Signore concede, ha concesso, per esempio una, abbiamo parlato nelle prime catechesi che ho fatto alla Dio San Giuseppe, di Santa Margherita Maria la Cocca. Santa Margherita Maria la Cocca, qualche anno prima di morire, ma dopo una vita ascetica e mistica assolutamente inimmaginabile, gli disse al Signore che l'avrebbe confermata in grazia.
Confermata in grazia vuol dire che la persona diventa praticamente invulnerabile, la sua volontà è talmente unita al Signore che non ha più proprio la grazia. Non ha più proprio la grazia. Non ha più proprio la possibilità, diciamo così, di commettere un peccato grave. Questo vuol dire l'essere conoscente, quindi non può più perdere la grazia di Dio.
È una cosa grossa. Non solo questa. Ho il privilegio che per la sua missione particolare sarebbe stato liberato, beato lui, se è vero, dal potere della concupiscenza. E infine, ecco la sorpresa, vi assicuro che per me è stata una grande sorpresa. Fu uno dei primi a parlare dell'assunzione di San Giuseppe in corpo ed anima al cielo.
Ripeto, assunzione di San Giuseppe in corpo ed anima al cielo. Anche se poi in alcuni testi manifestò dei dubbi in proposito, quindi non era proprio così convinto di questo fatto, però tirò fuori questo tema che vi confesso umilmente quando io... Mi sono imbattuto in questa parte del libro e dico, oh santo cielo, che succede?
Qualcuno crede che San Giuseppe è stato assunto in cielo in corpo ed anima? Poi lo vedremo la prossima puntata, così vi invito. Questo chiaramente non è mai stato definito a nessun modo come verità di fede dogmatica, quindi si tratterà di un excursus in cui vedremo però quanti santi hanno sostenuto questa posizione ed anche alcuni fondamenti che io...
Come hai detto, non voglio fare adesso sfoggio di cose, però io ho il dottorato in teologia dogmatica, quindi conosco alcune situazioni, quindi quando leggo qualcosa cerco di capire anche da un punto di vista scientifico, teologico, se quella cosa può essere sostenibile oppure no.
Questa idea, effettivamente, carissimi ascoltatori, ha dei punti di seria sostenibilità. Lo vedremo la prossima volta, però questo è adesso, diciamo, come piccolo accenno. Ora, andando avanti, vedete come stiamo vedendo anche alcuni grandi autori che hanno promosso la devozione a San Giuseppe in Occidente, anche per comprendere un pochettino come arriviamo ai nostri tempi, e anche un po' come è nato il culto a San Giuseppe, che per la verità è ancora un po'...
non molto ampio e sviluppato, anche se vedremo, ci sono alcuni momenti liturgici molto importanti, però per esempio la festa del primo maggio, adesso con la riforma liturgica, senza voler dire nulla di mare con la riforma liturgica, però è stata ridotta, prima era festa di prima classe, adesso è diventata memoria facoltativa, purtroppo, insomma, non...
mi sono sempre chiesto perché. Va bene, andiamo con ordine, però, anche perché non abbiamo... abbiamo moltissimo tempo ancora a disposizione. Un altro grande devoto di San Giuseppe nel corso del tempo fu un altro grande teologo che fu Isidoro di Solano, un pochino più avanti, un secolo circa più avanti rispetto al Gersone, che nel 1522 scrisse un trattato sistematico sul santo, pensate, c'è una summa de donis sancti Iosef, cioè una summa sui doni di San Giuseppe.
Quindi, vedete questo tema sulla scorta della mariologia, che la chiamano così oggi, dei privilegi, quindi della meditazione sull'eccellenza straordinaria della Madonna, come dotazione soprannaturale che Dio gli avrebbe conferito per adempiere la sua missione di Madre di Dio. E allora questi hanno cominciato a dire, ma se la Madonna ci aveva delle dotazioni di grazia straordinarie per comprare la missione di vera Madre di Dio...
E allora questi hanno cominciato a dire, ma se la Madonna ci aveva delle dotazioni di grazia straordinarie per comprare la missione di vera Madre di Dio... E allora questi hanno cominciato a dire, ma se la Madonna ci aveva delle dotazioni di grazia straordinarie per comprare la missione di vera Madre di Dio...
Se San Giuseppe è vero Padre di Dio, anche se putativo, non avrà pure questo cristiano delle dotazioni particolari, speciali, fuori del comune, per adempiere una missione tanto importante e tanto delicata, quella di essere il Padre di Gesù, e lo sposo, il custode del capolavoro dell'Altissimo che è la Madonna.
Diciamo che questo è l'humus in cui crescono e si sviluppano queste prime grandi opere come dire, apologetiche nei confronti di San Giuseppe, no? Guardatevi, cito alcune espressioni che si trovano in questo testo, si erigeranno templi in onore del Santo Padre l'Arca, si celebreranno feste in cui i popoli gli esprimeranno la loro gratitudine, insigni signori illuminati da Dio faranno ricerche sulle ricchezze racchiuse in San Giuseppe e scopriranno un grande tesoro che pari non trovarono nei pali dell'Antico Testamento.
Sentite! Gli sarà consacrata una festa importante e venerabile, questo di fatto è successo perché la festa importante e venerabile tuttora c'è, che allora ancora non c'era, che è il 19 marzo, che è la festa di San Giuseppe, perché il vicario di Cristo in terra, dietro ispirazione dello Spirito Santo, ordinerà che la festività del Padre reputativo di Cristo, dello sposo della Regina del mondo, dell'Uomo Santissimo, si celebre in tutte le regioni fin dove si estende l'impero della Chiesa militante.
Questa cosa è esattamente accaduta così come è stata profetizzata da questo grande dottore. Poi penso che molti di voi sapranno, se non ve lo ricordo io, che un grande impulso alla devozione a San Giuseppe è stata ricevuta dai grandi riformatori del Carmelo, che sono Santa Teresa d'Avila, o Santa Teresa di Gesù come preferite, morta nel 1582, e San Giovanni della Croce.
Sapete che Santa Teresa d'Avila affidò a San Giuseppe completamente l'opera della riforma, insomma dell'ordine carmelitano, e importantissimi monasteri, e lei proprio confidava in maniera straordinaria in San Giuseppe, raccomandava di affidare a San Giuseppe qualunque causa e qualunque questione, ricordando il grande credito e la grande facilità di essere esaudito che questo grande santo trova presso Dio.
Quando fu stabilita questa festa in onore di San Giuseppe, circa un secolo dopo le parole profetiche di Sidoro di Solano, perché il 19 marzo fu istituito da Papa Gregorio XV nel 1621. Ma non solo, Benedetto XIII nel 1726, grande Papa, introdusse San Giuseppe nelle Litanie dei Santi, prima non c'era.
E poi sapete che San Giuseppe era il grande santo di San Giuseppe. Che in tempi più recenti altri papi hanno esaltato la figura di San Giuseppe. C'è stato uno, il Beato Pio IX, che nel 1870 lo ha proclamato patrono della chiesa universale. Secondo, Leone XIII, nell'enciclica Quam Quam Pluries del 1889, esorta a pregare il rosario e anche a rinvocare San Giuseppe.
E poi quello di cui vi stavo accennando, che nel 1955, Pio XII, che era il padre di San Giuseppe, grande Papa, istituì la festa di San Giuseppe, lavoratore, il primo maggio. Questa festa, quando fu istituita, aveva il titolo di festa di prima classe, quindi era il massimo titolo che gli poteva essere dato.
Era una grandissima festa, che secondo me, questo è il mio modestissimo parere, formulato ovviamente nel più assoluto rispetto delle decisioni della chiesa, però andrebbe recuperata di più, perché di fatto la festa del primo maggio è diventata, è stata completamente come dire, presa, monopolizzata, diciamo così, da un certo mondo laico, peraltro anche l'ispirazione non sempre cattolica, per farne insomma quasi uno strumento ideologico, a me è una cosa che non è che mi fa proprio impazzire, insomma, no?
A primo modo di parlare di questa dimensione fondamentale, che San Giuseppe è stato un grande lavoratore, un santo non citato, non so perché dal nostro autore, ma che lo conosco io personalmente, che a San José Maria scriva, anche lui era devotissimo di San Giuseppe, straordinariamente devoto, e anche l'Opus Dei, che io ho avuto modo di conoscere un po', è sommamente devoto a San Giuseppe.
Numerosi gli interventi di San José Maria scriva, dove presenta, come dire, San Giuseppe come uno dei più grandi, come dire, esempi di ciò che lui andava predicando, come sapete San José Maria scriva e fonda l'Opus Dei sull'importanza della santificazione comune dei laici, nelle circostanze ordinarie della vita, anche se non soprattutto attraverso il lavoro professionale svolto in maniera cristiana però, quindi svolto come obbedienza a Dio, come vuole Dio per dare gloria a Dio, per nobilitare la creazione con tutti gli annessi e connessi, adesso chiaramente non c'è tempo di approfondire questo tema, però prendendo proprio San Giuseppe lavoratore come spunto frequente per la predicazione su questo tema.
Noi dobbiamo, secondo me, un pochino riappropriarci della tematica del lavoro e della santificazione, del lavoro, perché oggi si lavora a volte un po' troppo e ancora più spesso un po' male, non nel senso che non si facciano le cose con competenza, ma nel senso che non si fanno le cose, come dice San Paolo, a gloria e lode di Dio, qualunque cosa facciate la fatela di cuore come per il Signore e non per gli uomini.
Comunque Giovanni XXIII che indisse il concilio Vaticano II, volle che il nome di San Giuseppe lavorato nel canone romano, che allora era l'unica preghiera eucaristica presente nella liturgia della Chiesa, e poi c'è un intervento recentissimo di Papa Francesco, chiaramente il nostro autore non poteva saperlo, che ha ordinato, con un motu proprio, recentissimamente che anche nelle altre preghiere eucaristiche del Novus Ordo, quindi della messa riformata dopo il concilio Vaticano II, nella preghiera eucaristica 2, 3 e 4, dopo il nome della Beata Vergine Maria, si aggiunga...
San Giuseppe suo sposo. Quindi in ogni Santa Messa cattolica deve essere nominativamente ricordato San Giuseppe accanto alla sua sposa. Questa è una cosa molto bella e anche molto importante. Tra i papi, prima di Francesco, deve essere menzionato anche il Beato Giovanni Paolo II, perché è scritto in una lettera di esultazione pastorale, una lettera avente appunto il titolo di esultazione pastorale che si chiamava Redentoris Custos, quindi il custode del Redentore proprio sull'approfondimento della figura di San Giuseppe e espresse anche la sua devozione a San Giuseppe regalando il suo anello papale al quadro di San Giuseppe che si trova nella sua chiesa natale di Vadovice in Polonia.
Per concludere un po' la trattazione di questa parte. Che ha cercato di dare un pochino l'idea di qualche informazione storica, scarno come abbiamo visto, di San Giuseppe e anche della progressività e della fondatezza e solidità del culto a San Giuseppe che si è venuta consolidando nel corso dei secoli.
A partire dai primissimi secoli poi avrete notato che c'è una cesura tra il V secolo e poi si balza immediatamente al 1100. Questo è purtroppo... Non saprei io personalmente dare una spiegazione, ma queste sono le fonti che abbiamo e quindi concludiamo facendo riferimento e nominando alcuni paesi che hanno nominato San Giuseppe come loro patrono.
Sono l'Austria e il Belgio, il Canada, la Cina, la Corea, la Croazia, il Vietnam e il Perù. Nel 1557 San Giuseppe è stato proclamato patrono generale europeo. Del Messico e da quella che allora era la cattolicissima Spagna, oggi speriamo che sia almeno cattolica se non proprio cattolicissima, ma i segnali che arrivano ogni tanto sono un po' preoccupanti, la cattolicissima Spagna volle che San Giuseppe fosse proclamato patrono di tutti i territori spani del mondo.
Addirittura vennero consacrati a San Giuseppe nel 1655 il Perù e la Bohemia. Penso che ci possiamo fermare qui per quanto riguarda oggi, la prossima volta cercheremo un attimo di introdurre il tema dei privilegi che abbiamo visto essere affermati da vari scrittori di San Giuseppe approfondendo in particolare questo aspetto molto singolare e inedito per quanto mi riguarda, circa l'ipotesi di un'eventuale assunzione di San Giuseppe al cielo in corpo e anima.