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San Giuseppe modello di preghiera

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Gentilissimi ascoltatori di Radio San Giuseppe, benvenuti a tutti e ben ritrovati per una nuova puntata della trasmissione dedicata al Più Santo dei Santi, il nostro carissimo caro San Giuseppe, appuntamento consueto del lunedì sera. Ricordo sempre che stiamo meditando sul testo del Beato Bartolo Longo con le 30 meditazioni per il mese di marzo dedicata a San Giuseppe.

Siamo giunti al ventesimo giorno secondo il libretto, nessuno ricorda esattamente che puntata è di questo ciclo, dedicata questa volta alla preghiera. La meditazione di oggi si intitola San Giuseppe e... San Giuseppe è un modello di preghiera, scusate, quindi la vita di preghiera e quanto la rilevanza aveva la preghiera nella vita di San Giuseppe.

Anche questo chiaramente sarà uno spunto di meditazione per tutti, ricordando fin da ora una verità fondamentale, cioè che la preghiera deve necessariamente avere un ruolo primaziale assoluto e fondamentale nella nostra vita dei cristiani, qualunque sia il nostro stato di vita. Non dobbiamo lasciarci ingannare dal fatto che magari dice ma sai io non sono prete, io non sono un frate, io non sono un monaco, quindi non posso stare sempre a pregare.

È vero che non si può stare sempre a pregare, ma è vero che si deve comunque dedicare del tempo alla preghiera ed è vero anche che il tempo non dedicato esplicitamente alla preghiera deve, può, scusate, può e deve trasformarsi in preghiera. Cioè in tutte le cose... In tutte le cose noi possiamo e dobbiamo conservare l'unione con Dio in modo tale che non ci sia nulla di quello che facciamo, come scrive San Paolo, che non sia all'ode e gloria di Cristo.

Tutto quello che fate in pensieri, parole ed opere, tutto si compie nel nome del Signore rendendo per mezzo di Lui grazie a Dio Padre, scrive San Paolo nelle sue lettere. E quindi questo deve essere il panorama dentro cui orizzontare la nostra vita cristiana. Ora vediamo... La testimonianza di San Giuseppe, cedendo immediatamente la parola al Beato Bartolo Longo per poi, come sempre, rivisitare alcuni punti salienti e passaggi di questa meditazione.

San Giuseppe è un modello di preghiera. Dopo aver lavorato un'intera giornata, San Giuseppe si raccoglieva nell'umile casetta di Nazareth a pregare. Aveva accanto Gesù e Maria ed insieme recitavano le loro preghiere al Signore. Gesù presiedeva, Maria e Giuseppe rispondevano. Quanta pietà, quanta modestia, attenzione, beatitudine.

Se ci fossimo trovati là, anche noi come avremmo pregato bene? Ma forse non lo possiamo tuttora. Il più magnifico spettacolo che sia mai stato offerto allo sguardo dell'Altissimo, dice un dotto autore, fu la Trinità terrena in orazione. Consideriamo il capo di quella santa famiglia.

Egli si inginocchia davanti al Salvatore e alla sua Santa Madre, unendo i suoi voti con i loro voti, pregando col più profondo raccoglimento, con fervore più che angelico. Insensibile a tutto ciò che accade nel mondo, offre a Dio il sacrificio delle sue labbra, ma più ancora quello del cuore.

Raccogliete, o angeli del cielo, nei vostri turiboli di oro, quell'incenso profumato per offrirlo all'Eterno Padre. La preghiera di San Giuseppe è onnipotente perché è unita. La preghiera di San Giuseppe è onnipotente perché è unia a quella di Gesù e di Maria. Superiore a Maria per autorità di cui Dio lo aveva rivestito come suo rappresentante presso il suo figlio, Giuseppe non ignorava che la sua Santissima Sposa era superiore a lui per gli insigni privilegi che il Signore le aveva donati.

Nella sua profonda umiltà, egli rivolgeva le sue domande al Divino Salvatore attraverso l'Augusta Vergine e Maria era contenta di offrire la sua mediazione in favore dello Sposo. Nella sua profonda umiltà, egli rivolgeva le sue domande al Divino Salvatore attraverso l'Augusta Vergine e Maria era contenta di offrire la sua mediazione in favore dello Sposo.

Amato e venerato. Degna di lodarlo come si deve. Gesù Cristo in unità di persona è vero Dio e vero uomo, ma l'unità dello stesso Gesù Cristo ripiena di tutti i doni dello Spirito Santo era come il Tempio Augusto in cui la Divinità volle essere perfettamente onorata. Ivi Dio trovava il suo cielo, il suo paradiso e la sua gloria, ma altresì l'umanità di Gesù Cristo doveva avere un Tempio, un Santuario in cui risiedesse e fosse onorata.

Quel Tempio, quel Santuario è la Santissima Vergine. Se vogliamo dunque onorare Gesù, dobbiamo onorare Maria. Se vogliamo impetrare le grazie da Gesù, dobbiamo ricorrere a Maria. Gesù è l'autore della grazia, Maria ne è il canale. Per ottenere i soccorsi del cielo abbiamo dunque il dolce obbligo di implorare l'assistenza di Maria.

Indirizziamoci a questa Divina Vergine con la medesima confidenza da cui San Giuseppe era. Scongiuriamo San Giuseppe di presentare gli stessi e le nostre preghiere alla sua gloriosissima sposa e saremo infallibilmente esauditi. Se volete, o anime interiori, che le vostre preghiere siano gradite a Dio e degne di essere ascoltate favorevolmente, entrate nelle disposizioni di San Giuseppe.

Mettetevi in ginocchio e, piene di confusione per la vostra interiore malizia, unite le vostre preci insieme. Con le preghiere e con i meriti di Gesù, di Maria e di Giuseppe. Offritevi a Gesù per mano di Maria e di Giuseppe. Guardate, una meditazione, a mio modestissimo parere, assolutamente magistrale, che rivela anche un po' il cuore del beato Bartolo Longo.

Io penso che gli ascoltatori sappiano che il beato Bartolo Longo, celebre avvocato dei suoi tempi, nonché grande convertito, quindi ex addirittura spiritista, quindi ne ha fatte un po', divenne un grandissimo devoto della Madonna, salvato dalla sua intercessione, e fu colui che, oltre a tutte le altre sante opere, curò la progettazione e la realizzazione del santuario di Pompei e tutte le opere apostoliche ad esso collegate.

Quindi è noto il beato Bartolo Longo per la sua straordinaria devozione alla Madonna, che in questa meditazione, per chi conosce un po' la spiritualità mariana, si inserisce perfettamente nella grande tradizione cattolica della devozione alla Madonna, che l'ha individuata in due dimensioni fondamentali, quella della mediazione, quindi Maria mediatrice di grazia, e quella di canale, canale della grazia.

Noi ci rivolgiamo alla Madonna, quindi chiedendo a lei che... Diceva San Luigi Monfort, stupenda l'espressione, Gesù Cristo è mediatore tra l'uomo e Dio, scrive San Paolo, certamente, ma noi abbiamo bisogno di un mediatore presso il mediatore, perché Gesù Cristo certamente è Dio incarnato, ed è uomo, vicino a noi si è fatto nostro fratello, ma è rimasto Dio.

E in quanto Dio non perde il senso, anche se oggi noi ce lo dimentichiamo abbastanza facilmente, della sua maestà, della sua trascendenza, ma chi di noi può avvicinarsi davanti al Padre? Io penso che oggi uno dei tanti problemi che ci sono in giro e che affliggono la compagine ecclesiale sia proprio la perdita del senso di rispetto, di onore e di adorazione dovuto a Dio, il decadimento della liturgia e del senso proprio della presenza di Dio.

Nelle chiese sono diventate dei mercati, non c'è silenzio, in molte chiese sono spariti gli inginocchiatoi, non c'è un gesto di adorazione al Signore, proprio sciatterie, canti folk, chitarre, tamburi, a volte anche qualche, ahimè, ci sono i video in giro su Youtube, a me duole tanto dire cose di questo genere, qualche ministro che si improvvisa, non so cosa gli ha preso, sicuramente sono in buona fede questi poveri confratelli, però si mettono a danzare, a ballare, a saltare davanti all'altare, cose di questo genere.

Quindi, conseguentemente, si è preso. Proprio perso il senso di Dio. Guardate che il fatto che Gesù si sia fatto uomo, e si sia fatto così vicino a noi, non dobbiamo parlare dalla Madonna come ci si relaziona con Gesù Cristo. Più intimo che a Maria, addirittura a entrargli nel grembo, ma come Maria tratta Gesù Cristo?

Lo tratta come suo Signore con uno spirito di adorazione, di servizio, sommo. È la sua madre, ma lei si è sempre definita la sua madre. È la sua serva, la sua ancella. Tanti mistici e mistiche che hanno visto la vita della Madonna, questo lo trovate in Maria da Greta, per esempio, narrano la commovente devozione che la Madonna aveva, per esempio, quando gli apostoli celebravano la Santa Messa, tutto il tempo in ginocchio, mai preso con le mani le sacre specie consacrate.

Quali mani più pure di quelle della Madonna? Eppure non le ha mai toccate. Perché come San Giuseppe, abbiamo ascoltato, era superiore, in autorità, alla Madonna, e lo era, perché San Giuseppe era il capo famiglia. Così un prete, e questo la Madonna lo sa, è superiore alla Madonna, per l'ordine sacro che ha ricevuto, perché può fare alcune cose che la Madonna fare non può, ma un prete è veramente degno di questo nome, quando, dimentico di questa superiorità che ha ricevuto da Dio e che consiste nella partecipazione al potere sacerdotale di Cristo, questo riconosce però con San Giuseppe il risubbligo.

Dime, virtù straordinaria della Madonna, e si umilia dinanzi a lei, chiedendole di farsi propria mediatrice mallevatrice, così dicevano i teologi classici, presso nostro Signore Gesù Cristo. Quindi ad Iesum per Mariam è stato sempre il motto dei buoni cattolici, sempre, da sempre.

Quindi la Madonna è maestra ed anche aiutante. Aiuto indispensabile nella nostra vita di orazione. Ma la Madonna è anche il canale della grazia. San Bernardo, prima ho citato San Luigi di Montfort, per questo vi mostro come questa catechesi del Beato Bartolomeo è perfettamente inserita nella grande tradizione dei grandi dottori e santi mariani.

La celeberrima omelia di San Bernardo si chiama l'omelia de Acquedotto in latino, cioè sull'acquedotto, che paragona la Madonna. La sorgente delle grazie è il nostro Signore Gesù Cristo. Però chi è la piena di grazia? Chiamata così dalla Sacra Scrittura. L'angelo Gabriele l'ha salutata così, no?

È la Madonna. Quindi vuol dire che tutte le grazie che Dio ha creato, questo quello che avrebbe ripreso di nuovo San Luigi di Maria Montfort, tutte quelle che si chiamano le grazie create, tutti i doni possibili e immaginabili che la Santissima Trinità voleva fare essere umano, sono state riversate nel Cristo.

È il grembo di Maria, capito? E da Maria si espandono su tutte le creature. È così. Quindi, cioè, è l'acquedotto unico, d'accordo? Immaginate che ci fosse nel mondo soltanto una sorgente, d'accordo? Se voglio portare l'acqua a casa mia, dalla sorgente, devo costruire un acquedotto.

I romani erano bravissimi a costruire gli acquedotti. E se non c'è l'acquedotto, l'acqua a casa mia non ci arriva. D'accordo? E la Madonna è questo, quindi non soltanto è mediatrice, ma è anche canale. E quindi io devo ricorrere a lei, dice, se vuoi una grazia, dice San Bernardo, bada di chiederla per mezzo di Maria e con lui San Luigi di Montfort, a meno che non ti importi di vederti opporre un rifiuto.

E perché? È un atto di grande umiltà. Perché soltanto la Madonna, l'abbiamo sentito, a lei ci rivolgiamo, dice San Bernardo Bartolongo, essendo ella sola degna di lodarlo come si deve. Solo la Madonna ha dato a Dio e al Verbo Incarnato quello che si merita e quello che deve. Cioè il primo comandamento, amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutte le tue forze, che è il primo comandamento, che viene prima dell'amore del prossimo, non dimentichiamolo mai.

Oggi la gente questo non è mica tanto consapevole. È questo. E chi è che l'ha riempiuto con perfezione? Solo la Madonna. Cioè, e San Tommaso poi con la sua finezza spiega sempre che l'ha riempiuto con perfezione, seguite questa che è stupenda eh, perché? Perché ha dato a Dio il massimo che creatura umana possa dargli.

Quindi il non plus ultra. Però, non l'ha riempiuto con perfezione assoluta, quindi con perfezione relativa, perché a Dio che cosa è dovuto? Essendo lui infinito, una lode e un culto infinito. E questo manco la Madonna, essendo pure così grande, ma essendo comunque una creatura, e quindi un ente finito, è stato in grado di dare a Dio il culto infinito.

Che, diciamo così, in maniera perfetta, l'ha offerto al Signore soltanto il Verbo Incarnato. Perché il Verbo Incarnato, come uomo, era unito alla seconda persona della Santissima Trinità, e quindi i suoi atti acquisivano agli occhi del Padre un valore infinito. Quindi, abbiamo capito con questo perché tutt'avanti alla preghiera cristiana e tutto il cuore della nostra preghiera converge verso Gesù e Maria.

O meglio, converge o meglio passa per questi due mediatori e canali necessarissimi. Primo chiaramente Gesù, e secondo la Madonna. San Giuseppe, chiaramente dentro casa, chi è il più grande della Madonna? L'abbiamo visto in tante circostanze precedenti, è San Giuseppe, non c'è nessuno più grande di lui.

Tant'è vero che dentro quella Sagra Famiglia, dentro questa Trinità terrena, c'era Gesù, che è il più grande di tutti, c'era la Madonna, che era numero due, in questa famiglia c'era San Giuseppe, che è numero tre. Ecco, capite? C'è un ordine invertito, no? Perché padre, madre e figlio, invece qui c'è figlio, madre e padre, in ordine di grandezza, no?

Ecco, allora qui, l'abbiamo già visto in tante altre puntate precedenti, per noi, comuni mortali, che siamo certamente dei poveri e miserabili, e peccatori se non in atto, quantomeno in potenza, chi non lo è ringrazia il Signore, chi lo è stato si confessi, ma sia l'uno che l'altro sappiano che se il Signore ci togliesse la mano dalla testa, come diceva San Filippo, come diceva San Filippo Neri, combiniamo peccati su peccati, guai su guai.

E non pensiamo mai, e non scandalizziamoci mai di nulla, io vi avverto, gentilissimi ascoltatori, a dire questo non lo farò mai, perché noi, se siamo realmente umili, e questo possiamo farlo tutti, dobbiamo ritenerci capaci, non soltanto dei peccati, ma dei peccati più schifosi, dei più gravi.

Noi, nel segreto del nostro cuore, dobbiamo essere convinti, e vi raccomando, datemi retta, che se il Signore togliesse la sua mano dalla nostra testa e non ci aiutasse con la grazia santificante e con i suoi aiuti, noi combineremmo un disastro e diventeremmo i peggiori peccatori della Terra.

Allora, in virtù di questo, noi abbiamo, perché abbiamo visto in queste Catechesi, altrimenti abbiamo perso tempo, perché poi le Catechesi devono essere messe in pratica, che San Giuseppe rappresenta la parte più eletta del genere umano figlia di Adamo e di Eva. Perché il Signore fa sempre, guardate, al Signore bisogna dargli una nota infinita, perché è il numero uno, fa sempre le cose perfette in tutto quello che fa, fa le cose in grande, quindi ha creato, non ha creato, ha mandato, perché non ha creato, soltanto la natura umana, quindi c'è uno della razza umana che può dire di sé io sono Dio.

Guardate che grandi cose che fa. Poi c'è un elemento della razza umana che è fuori della rovina causata dal peccato originale, questa è la Madonna, quindi per questo ha una eccellenza assolutamente ineguagliabile. E poi c'è un membro della nostra razza umana che, pur essendo dentro la rovina del peccato originale, ha vissuto in maniera talmente santa e talmente angelica da neutralizzare completamente tutto il fango seminato da Satanasso in noi.

Ecco perché Satanasso lo teme tanto. Allora lui dice eh ma qui stiamo sempre a fare i mediatori, allora dovete pensare che Satanasso è superbo, quindi che Satanasso sia vinta dal figlio di Dio rosica, ma si rassegna, perché lui che è superbo è anche sommamente stupido perché lo sa che contro il Padre Eterno non c'è niente da fare, e questo è il grande mistero del male, io mi sono sempre chiesto, ma questo essere così intelligente, come tutte le persone intelligenti, poi l'intelligenza se la vanno a far benedire, ma che senso ha combattere una battaglia che tu sai che è una battaglia persa, non c'è scampo, puoi fare soltanto un po' di baccano, un po' di confusione, puoi vincere qualche battagliuccia, puoi fare qualche piccola scaramuccia, ma tanto con Dio prendi gli schiaffi.

Allora però siccome Dio, dice la scrittura, abbassa i superbi e innalza gli umili, non è contento di vincerlo col figlio di Dio fatto uomo, è troppo facile, allora lo umilia e crea una creatura che lo fa rosicare di più, fuori del suo potere, che è la Madonna, per questo che il demonio schiuma d'ansia la Madonna, perché è una donna, e lui attraverso la donna ha rovinato il genere umano, Eva, e questa è una donna che ha sfuggito al suo potere e che non è riuscita a far cadere, quindi la rabbia, dice io sono vinto da una donnicciola, da una persona, da un essere femminile, dopo che l'ho fatta secca e non sono riuscito a distruggere questa, e poi non bastava, dice adesso ne faccio un'altra ancora, mettiamoci San Giuseppe, concepito col peccato originale, ma santificato già nel grembo della madre, è il rivestito di una santità talmente grande che il demonio non gli ha fatto commettere, cioè non ha fatto commettere, non ha riuscito a fargli commettere peccati, abbiamo già visto che San Giuseppe forse ha fatto qualche imperfezione, ma non peccati veniali, e questo sappiamo che il Signore l'ha operato anche in qualche santo, io penso per esempio a Santa Gemma Gagliani, ma non è l'unica, ieri 6 luglio è stata la festa di Santa Maria Coretti nella nana mia di Ocesi, un giorno davvero straordinario, con tante omerie, anche che questa ragazzina abbia fatto qualche peccato, io ho molti dubbi, come diceva il confessore di Santa Gemma, confessava in lacrime, e questo dovrebbe farci vergognare a noi che andiamo a confessarci molte volte, non sappiamo che dire, o addirittura qualcuno, ve lo dico, se azzardano ad andare a dire al prete io non ho fatto peccati, vi assicuro che capita, e queste confessavano in perfezioni, quasi tutti involontari, in lacrime, racconta il confessore, come se avesse ammazzato qualcuno, e quindi capite che attraverso questi Satana si è umiliato ancora di più, allora se noi vogliamo partecipare a questa seconda di schiacciamento di capo a quel superbo di Satanasso e sfuggire dalle sue grimbifie, siamo adeguati pure a San Giuseppe, ecco, perché Satanasso rosica ancora di più di essere schiacciato da San Giuseppe per certi aspetti che dà la Madonna, perché la Madonna, è una donna però se ne fa la ragione, non sono riuscito a ammettere il vero, non c'è la colpa d'origine, ma San Giuseppe ce l'ha, eppure per la potenza di Dio gli è riuscito a schiacciare la testa, e siamo ottimisti, che se ci impegniamo e se mettiamo la preghiera al primo posto e ci convertiamo veramente possiamo diventare santi anche noi, e forse anche grandi santi, come ha detto qualche santo, perché la grazia di Dio è con noi, e perché la sua potenza può completamente rovesciare le opere di Satana, purché la preghiera sia sempre il cuore e il centro della nostra vita.

Io vi do la mia benedizione e vi saluto dandovi appuntamento, se credete, alla prossima settimana. Ave Maria.

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