Stemma di don Leonardo Maria Pompei Don Leonardo Maria Pompei Sacerdote · Apostolato

Audio · Radio San Giuseppe

San Giuseppe modello di virtu laicali

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Gentilissimi ascoltatori di Radio San Giuseppe, amari a tutti e ben ritrovati sulle frequenze della nostra web radio per una nuova puntata dedicata al Più Santo dei Santi. Proseguiamo le meditazioni tratte dall'operetta del Beato Bartolo Longo e oggi avremo una breve ma intensa meditazione molto utile soprattutto a noi figli di Dio che viviamo in un contesto di reti sociali, in che senso?

Nel senso che siamo in relazione con una vasta gamma di persone a livello sia familiare che interfamiliare con le quali dobbiamo imparare ad intessere rapporti fondati sulla santità. Ora vedrete subito, vi faccio subito una facile anticipazione che è molto interessante. Molte delle cose che hanno caratterizzato anche in questo la virtù di San Giuseppe sono generalmente non considerate o disattese dai fedeli essendo ritenute cose del tutto irrilevanti oppure marginali e facendo in questo modo una marea di peccati veniali che tra l'altro detta dai maestri di spirito sono quelli che maggiormente dispiacciono a Gesù perché sono tutti quanti lesivi della carità fraterna e dell'amabilità che sono virtù particolarmente care al cuore di Gesù.

Questo è un ambito in cui dobbiamo molto esercitare la nostra santificazione proprio perché è un ambito frequentissimo, quotidiano e oltremodo difficile. Quindi ricordiamo sempre, io spero che molti degli ascoltatori conoscano e comprendano il valore per esempio della penitenza e anche dei sacrifici delle penitenze volontarie che si devono fare che sono molto carite al Cielo, la Madonna richiede i digiuni o altre forme di mortificazione che io ho sempre detto che sono importanti che non è vero che non servono a niente come qualcuno va dicendo in giro.

C'è sempre un però più importanti ancora di quelle sono queste di cui parlaremo oggi che sono più gradite al Signore perché sono involontarie quindi non c'è la nostra volontà di credere al Signore. non c'è la nostra volontà di credere al Signore. Non c'è la nostra volontà di credere al Signore.

di mezzo a scegliere, più graditi dal Signore perché sono finalizzate anche alla diffusione della carità, che è la regina delle virtù, e più graditi dal Signore anche perché gli chiedono uno sforzo continuo di dominio di noi stessi e di lavoro su noi stessi, che è l'anima della penitenza e che deve caratterizzare la nostra vita cristiana, non possiamo vivere come animaletti allo stato brado, dire tutto quello che ci passa per la testa, fare tutto quello che ci passa per la testa e neanche lasciarci liberi di pensare a qualunque cosa che ci passa per la testa, quindi passo direttamente la parola al Beato che ci illuminerà sulle grandi virtù di San Giuseppe che poi cercheremo di in qualche modo applicare con qualche suggerimento pratico alla nostra vita. San Giuseppe modello del vivere sociale, San Giuseppe era amabile con tutti e non mormorava mai di nessuno, considerate ora quali fatti edificanti si compivano sulle singole conversazioni che nelle opere di riposo ricavano sollievo alla Santa Famiglia, senza dubbio si parlava del prossimo, ma con quanta bontà, se Giuseppe conosceva un fatto penoso e forse umiliante, oh come si scusava il colpevole, il fallo veniva considerato un momento di debolezza e si pregava nei mezzi per farlo dimenticare e frattanto si pregava sempre per la povera anima traviata. Ma un'altra santa abitudine era quella che alcuni dottori attribuivano a San Giuseppe, quella cioè di raccogliere tutte le azioni degne di lode del prossimo e di raccontarle, accrescendo così la buona opinione che godevano coloro che ne erano gli autori. Non possiamo fare noi lo stesso ogni giorno, preghiamo San Giuseppe, lo preghiamo che ci aiuti a guarire il nostro spirito dalla tendenza a criticare, a sospettare, a pensare male. San Giuseppe ci aiuterà a trovare sempre delle ragioni per scusare i torti altrui, specialmente a fare di tutto perché si conosca il bene che fanno quelli che vivono con noi.

San Giuseppe era di una giustizia e probità perfetta, nessuno vuole ingannare gli altri, ma quante piccole frodi si commettono senza scrupoli e senza rimorsi. Sia nei consigli che si danno per egoismo, senza pensare che potranno nuocere agli altri, sia negli affari in cui ciascuno cerca di guadagnare senza riguardo alla miseria altrui, sia nelle cose che senza permesso si prendono, anche talvolta con volontà di restituirle ma poi non si restituiscono più. San Giuseppe doveva essere di una probità ineffabile nei suoi rapporti con gli altri. San Giuseppe era semplice nel trattare, egli vedeva le cose nel loro modo, cercando mai se vi fosse qualche intenzione cattiva che gli si volesse nascondere. A Betlemme per esempio gli si disse non c'è posto per te e se gli entrava il pensiero che lo respingevano perché era povero lo scacciava e ripeteva semplicemente non hanno posto, punto e basta.

A Nazareth quante cose fatte da Gesù e da Maria di cui ignorava il motivo, egli però le accettava. Il gentilissimo ascoltatore dovrebbe fare una catechesi lunga una settimana su ciascuna di queste frasi, penso che dovrò contenere non poco o a limite farci due puntate su queste cose. Quanta felicità, quanta calma recherebbe in un'anima questo modo di pensare. San Giuseppe ottieni la grazia di non giudicare mai coloro che non debbo giudicare e di non succedere mai cattiva intenzione negli altri. San Giuseppe era largo nel donare il suo ai poveri. Il soccorre dei poveri è lo stesso che avvicinarsi a Dio. Oh come si faceva l'elemosina nella povera casa di Nazareth. Non era il superfluo che si dava, si toglieva dal necessario sul quale ogni giorno si facevano nuovi risparmi. Quando finita la giornata veniva loro del riposo ancora un poco di lavoro per i poveri diceva Gesù.

San Giuseppe si rimetteva al lavoro aiutato da Gesù e da Maria. E tutti, dopo questo lavoro fatto allegramente, riposavano più contenti pensando che al domani i poveri si troverebbero la parte loro. Se voi avete poco date poco, se avete molto date molto ma date sempre. Tutto ciò che darete ai poveri lo troverete centuplicato in paradiso.

Fine della meditazione e inizio di una settimana di sante considerazioni. Non so se avete in contatto con me. Io chiaramente essendo sacerdote, quindi conoscendo bene le anime, guardando e osservando me stesso, purtroppo anche gli altri, chiaramente sono particolarmente sensibile a ciascuna di queste cose che abbiamo ascoltato e che riprendiamo in bene.

Numero uno. Giuseppe era amabile con tutti. Allora, io vi dico, gentilissimi ascoltatori, se uno dicesse da oggi in poi non faccio più nessuna penitenza e l'unica cosa in cui mi incontra, incontra una persona che la tratta bene, con dolcezza, col sorriso, eccetera, e con gentilezza. Io vi dico in nome di Dio, guardate, che spiega tutti quanti i peccati che avete fatto in vita vostra e andate sicuramente in paradiso. Pur essendo, ve lo ripeto, un deciso assertore, convinto dell'importanza e della necessità della penitenza, anche fisica, anche dei digiuni, per la santificazione.

Propria e per la conversione dei peccatori, come dice la Madonna. Per far capire questo quanto è importante. Quindi, ben vengano tutte quante le mortificazioni, però io non posso fare il digiuno e poi il primo che trovo per strada mi vede sempre con la faccia accavolata, nera, o me lo mangio o lo tratto male a destra e a manca, no? Cioè, è un controsenso. Cioè, si faccia il digiuno, ma al tempo stesso si domina il proprio temperamento, non lo so, come il mio.

Oppure collerico, oppure rabbugliato, oppure così, perché altrimenti si fa la penitenza del non nutrire il corpo, però non si fa la penitenza dell'esercizio della più grande virtù, che è la carità. Non mormorava mai di nessuno. I pettegolezzi, figuriamoci, perché sono una parrocchia di campagna e sono l'argomento preferito di tutte quante le conversazioni che me ne arrivano di tutti quanti i colori.

Chiaramente io queste cose le dico sorridendo, capisco, perdono e non ho rancore, no? Però a volte si sentono, oppure arrivano, cose che ti fanno intristire per un attimo, insomma, poi lo diamo e benediciamo sempre il Signore, perché ti fanno capire quanta piccineria e quanta cattiveria c'è nel cuore di tante persone. Cioè, la quasi totalità degli uomini passa la giornata a tagliare e a cucire. Quando si fanno le conversazioni private col collega di lavoro, con questo, col parente, con l'amico, eccetera, eccetera. Di che si parla? Dice che si parla sempre male degli altri. Io ricordo, anche quando ero giovane, nelle comitive di amici, no? Tant'è vero che dopo la conversione, avevo intorno ai vent'anni, continuavo a frequentare i cosiddetti ragazzi del muretto, insomma, la comitiva di amici che avevo, e cominciai a notare questa cosa e mi dava fastidio. Perché ti dico, ogni volta che non c'è qualcuno dobbiamo parlare sempre male di questo che non c'è. Non c'è altro argomento di discussione. Tra l'altro mi permetto di ricordarvi un proverbio verissimo e da meditare spesso. Ricordati che chi ti parla male degli altri, quando non ci sei, parla male di te. Questo è uno dei proverbi veri al 400%. Invece che facevano? Certamente, se ho visto qualcuno che ha fatto qualcosa che non va, io ne posso parlare, perché la maldicenza è peccata quando è fatto con l'intenzione di mettere in cattiva luce.

Ma se io parlo con un amico e dico, sai, ho visto questa persona che si è comportata in questo modo, ma chi lo sa che gli è successo? Ma forse starà a passare un periodo difficile? Facciamo una bella preghiera per la sua conversione. Questa non è maldicenza. Anzi, questo è l'esercizio della carità, no? E quindi quando parlavano del prossimo, ne parlavano con bontà, e ripeto alcune cose che abbiamo letto, se Giuseppe conosceva un fatto penoso, scusava il colpevole, diceva, ma poraccio, starà a passare un periodo delicato, oppure forse non si rende manco conto di quello che fa, e si pregava sempre per la povera anima traviata. Oppure si cercavano i mezzi addirittura per far dimenticare, dice, magari questa volta una brutta figura in pubblico, come facciamo a fare in modo che le persone solo dimentichino e non ci pensino più, e sto poraccio non perda la buona fama? Guardate, vi ripeto che queste qui sono virtù, sono perle, sono perle, sono perle, sono perle, sono perle, sono perle, sono perle, sono perle, sono perle, sono perle, sono perle, sono perle, sono perle, sono perle, sono perle, sono perle, sono perle, sono perle, sono perle, sono perle, sono perle.

E tra le più preziose gli occhi dell'altissimo, e tra le più preziose di tutti. E si fanno una caterva di peccati, guardate che i peccati di lingua, c'è un libretto aureo del grande sacerdote Giuseppe Tomaselli, andatevelo a leggere, anche se non si trova, però in giro online si cerca i peccati di lingua, Don Giuseppe Tomaselli, si trova qualcosa, un documento Word, un documento PDF, qualcosa si trova, e il genero, specialmente per chi non sa andare a dire al confessore quando si confessa troppo frequentemente non si fanno una montagna di peccati di lingua un altro grande segno di conversione sapete quello che ho sempre detto durante le pubbliche comerie adesso non conoscevo questa considerazione del beato Bartolone lui diceva sempre vuoi sapere quanto sei convertito generalmente gli uomini fanno così si vantano e si pensano ad essere chissà che dicono io ho fatto questo di sé si parla sempre bene e degli altri si parla sempre male se tu sei convertito si invertono i fattori di sé stessi non si parla proprio che sarebbe la cosa migliore ma se si parla si parla sempre con estremo modesto e con estremo distacco quindi non si parla io ho fatto questo, io ho fatto quell'altro io sono bravo, io sono grande e degli altri si parla bene o non si parla per niente quando non c'è niente di buono da dire o se si dice qualcosa di meno buono lo si dice con carità oppure compiti a casa dopo la meditazione sforzatevi di parlare bene del prossimo a dire oh hai visto quello che è bravo che si impegna in questa cosa o hai visto quell'altro che è bravo che ha fatto questa bella cosa o hai visto quell'altro che è bravo questo edifica questo edifica perché chi si loda si sbroda ma lodare gli altri quindi evidenziare un aspetto positivo del prossimo sia gratificando la persona perché il bene che gli altri fanno noi dobbiamo riconoscerlo certamente dobbiamo avvertire la persona e dire guarda guarda fratello mio non ti un superbile per quello che ti sto dicendo però bravo che hai fatto questo, questo, questo e questo ringrazia il signore ma comunque bravo e dirlo anche agli altri farlo notare anche agli altri ecco e un altro brutto segno è che se qualcuno ci parla bene di un altro non dobbiamo provare quel senso di invita e dice parla bene di questo e invece non parla mai bene di me e tutte cose di questo genere qua altro pessimo segno che ci fa comprendere il marcio che tu che c'è nella nostra anima ci sono queste cose qui no?

ecco e poi la maldicenza è alimentata dai sospetti dai pensieri cattivi avete visto quando dice San Giuseppe è andato a Berlemme dice non c'è posto per te ahhh questi non mi hanno fatto entrare perché io sono morto di fame e invece fanno entrare soltanto i riacono comincia a pensare come mai che ahhh chi lo sa perché è successa questa cosa a chi lo sa allora ce l'ha con me allora questo allora quell'altro a Nazareth quante cose fatte da Gesù e da Maria devi ignorare il motivo specialmente quando ci sono delle cose fatte come dire io questo l'ho detto recentemente in un'omeria io sono un sacerdote e sono un parroco non sempre io posso spiegare alle persone e non sono che non posso spiegare non sono tenuto a spiegare a nessuno se non al Padre Eterno le cose che sono state fatte a me le motivazioni delle cose che faccio ma a volte pur potendo non lo posso fare d'accordo quindi se io faccio una cosa supponiamo che faccio una cosa per qualcuno eccola perché a lui sì a me no?

ecco ho citato recentemente perché già i romani dicevano che la giustizia non è dare a tutti la stessa cosa ma è sum quique tribuere dare a ciascuno il suo e quindi l'atteggiamento ideale è che tu ti stai zitto buono e tranquillo dicendo che non è da te e non è da te dicendo lo sa lui quello che fa e se sta facendo male certamente Gesù e la Madonna non potevano fare male quindi Giuseppe era un pochino facilitato se sta facendo male se la vedrà col Padre Eterno, punto e basta è fine del problema questo è un altro grande esercizio che noi dobbiamo fare questo poi ci capita anche quando noi ci mettiamo a giudicare le opere di Dio capita un imprevisto, capita una disgrazia e cominciamo a dire perché se Dio è buono ha permesso questo è lo stesso identico ragionamento lo stesso identico invece non si dice così si dice benedetto sei tu Signore lodo e onore a te Signore mio perché tu sai perché è successo questo e come mai e avanti e ripeto queste sono cose molto molto importanti poi l'esempio di giustizia e di probità a volte quante le volte che noi pensiamo prima agli affari nostri a che ci guadagno a che non ci guadagno nel lavoro oppure i consigli che si danno per egoismo i consigli cosiddetti interessati uno mi chiede un consiglio non è che chiede che do un consiglio secondo il bene della persona ma magari la persona che mi chiede una cosa è in qualche modo coinvolta io so che se gli consiglio una cosa ne posso trarre un utile se gli consiglio un'altra cosa che magari sarebbe migliore per lui l'utile non lo traggo e gli do il primo anziché il secondo e non va oppure prendere le cose senza chiedere il permesso per poi non restituirle ma l'ultima cosa dato che il tempo corre veloce sono due considerazioni numero uno se tu campi così quanta calma e quanta felicità richiederebbe in un'anima questo modo di vivere e di pensare abbiamo letto quando uno la smette di giudicare a pensare che tutti te vogliono male che te vogliono fregare che vogliono fare chissà che tranquillo sereno e poi l'argomento delicato l'argomento soldo non si sente via radio che sto a fare frutte con le dita quello è un argomento delicativo io conosco un sacco di gente con la scusa che sono come la famiglia di Nazareth perdonatemi l'espressione morti di fame la famiglia di Nazareth era una famiglia di morti di fame perché avevano un tenore di vita alla soglia del necessario quindi alla soglia della povertà ma pur nella loro povertà facevano l'elemosina quindi davano parte dei propri beni a chi stava in necessità cioè quella frasetta del bevato Bartolomeo che bisogna attaccarsela sul letto se avete poco date poco ti avanzano 10 euro al mese te li fai avanzare quei 10 euro al mese li dai a un poverello adotti un bambino con certe adozioni quelli che conosco io addirittura con 13 euro al mese li dai per qualunque tipo di opera caritatevole ma io sono morto di fame non fa niente l'elemosina bisogna farla a tutti perché è una cosa sommamente gradita fa parte della virtù della carità ed è carità dolorosissima anche questa è una grandissima penitenza l'elemosina è una delle tre opere penitenziali conosciute dai Vangeli il digiuno Gesù raccomanda la preghiera perché sono tutte delle cose che ci costano un po' ma l'elemosina pur essendo apparentemente una cosa che è più doloroso il digiuno o l'elemosina uno sarebbe a pensare beh insomma il digiuno è pesante la mia esperienza mi insegna che quando si mettono le mani dentro le tasche se di sesso maschile o dentro le borse se di sesso femminile per tirare fuori il conquibus ah quello è un colpo al cuore penitenza delle penitenze e addirittura la famiglia di Nazareth non fanno l'elemosina quelli che hanno il superfluo d'accordo?

che ti accumuli una montagna di soldi sul cuore colto in banca l'unica cosa che si può concedere chiaramente se uno ha i figli o cose di questo genere è normale ed è anche giusto che moderatamente pensi un pochino anche a loro ma questo non è che non fanno nessuna elemosina perché i figli una volta ci hanno avuto il necessario e il giusto basta il resto lo diamo veramente a chi sta morendo di fame ci sono persone che vivono da sole che accumulano soldi su soldi su soldi su soldi su soldi sul conto in banca ma che c'è?

e la gente si muove di fame stiamo sempre a fare le cose le manifestazioni le cose comincia dal piccolo tuo l'elemosina devono farlo tutti l'amore vero per i poveri tutti i canti a sciacquarsi la bocca con l'amore per i poveri vuol dire che intanto ti metti le mani in tasca tiri fuori 5 euro al mese 10 e se puoi 1000 1000 se puoi 10.000 10.000 è proporzionato questo qui e aiuti e ti aiuti e dai senza se e se e con spirito di profondo distacco perché il denaro è un bene della vita ma può diventare l'inferno ed è una delle cose a cui l'essere umano tende maggiormente ad attaccarsi per cui distacco distacco distacco noi lavoriamo onestamente percepiamo tutti i soldi che ci vengono dal nostro lavoro o da altre legittime cause e almeno se ci avanza qualcosa lo diamo ricordando però che San Giuseppe e la Madonna se lo toglievano dal necessario oppure lavoravano un pochino di più perché potesse scapparci qualche cosa pure per i poveri e queste che abbiamo detto oggi sono virtù come dire assolutamente da ritenere per il nostro percorso di santificazione laicale nel mondo perché se stiamo nel mondo come credo la maggioranza dei miei ascoltatori dobbiamo santificarci non da suore o da frati o da monaci ma appunto da figli di Dio che vivono le virtù cristiane nel mondo e a beneficio e a vantaggio di coloro che vivono nel mondo vi do appuntamento se credete a lunedì prossimo una santa sera da tutti Ave Maria

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