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San Giuseppe si dona a Dio fin dall infanzia
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Gentilissimi ascoltatori di Radio San Giuseppe, Ave Maria a tutti e ben ritrovati sulle frequenze della nostra web radio. Si avvicina l'inizio del mese di marzo dedicato al nostro carissimo e straordinario Santo, il più Santo dei Santi, e noi ci apprestiamo a vivere questo mese nella santità e in una vera devozione a San Giuseppe.
Bene, continuando le nostre meditazioni sul più Santo dei Santi, alla scuola, dalla scorsa puntata, come ricorderete, del Beato Bartolo Longo, questo suo aureo e devoto libretto dedicato al mese di marzo. La volta scorsa, se ricordate, io amo sempre iniziare le mie catechesi, le mie trasmissioni con un piccolo sunto delle puntate precedenti, di San Giuseppe, vedendo anche, tra l'altro, come il discorso sul nome sia molto importante in ordine alla scelta del nome di battesimo e dell'eventuale aggiunta di più nomi al nome di battesimo principale, oppure a quello scelto all'anagrafe per i nostri figli.
Più altre sollecitazioni derivanti dalla riflessione. Su questo santo e misterioso nome di San Giuseppe, che vi ricordo, Yosef, in ebraico, significa crescimento, oppure Dio aggiunge. Oggi apriamo un altro capitolo, appunto il secondo capitolo del libretto che ci accompagna nella nostra meditazione, che è dedicata all'infanzia di San Giuseppe.
E' chiaramente questo capitolo, potremmo chiamarlo un capitolo devoto. Si basa sull'opinione comune che tutte le persone di sana dottrina e di fede hanno ritenuto di San Giuseppe. Vi ricordate che la volta scorsa abbiamo visto che San Giuseppe è stato sicuramente preconfermato in grazia prima della nascita.
Io ho avuto modo di esprimere la mia povera opinione personale, discutibilissima, che mi porta a voler pensare, pur che questa pre-santificazione di San Giuseppe sia stata immediatamente dopo il concepimento, quindi non qualche mese dopo come qualche altro grande santo, tra cui, come sappiamo, l'Evangelio di San Giovanni Battista.
Evidentemente una persona che nasce in questo modo, piena di grazia, pieno di grazia non come la Madonna, però sicuramente già con un buon grado di grazia, deve aver condotto un'infanzia santa. Ci sono stati Vangeli che ci dicono di San Giovanni Battista che fin dall'infanzia si ritirò in luoghi deserti conducendo vita, la potremmo definire ascetica, quindi vita di rigorosa penitenza e santità.
La missione di San Giuseppe, come vedremo, era differente, quindi non è andato per spelonchi o per deserti, non era necessario, diciamo così per lui, uno stile austero di questo genere. Di questo genere, in vista della missione, come abbiamo visto, molto, capite bene in che senso, tra virgolette, mondana, che doveva esplicitare, nel senso di una vita calata all'interno delle circostanze ordinarie della vita, pur nella straordinarietà della sua santità.
Però, qui, il beato Bartolo Longo ci proporrà una serie di devoti pensieri che vogliono insagire, intuire, aprono qualche squarcio su quella che può essere stata l'infanzia, indubbiamente, piena di santità di questo straordinario, quanto non umile e nascosto uomo. Come già la volta scorsa, ecco dopo questa breve nota introduttiva, io leggerei, anzitutto, di seguito, il testo della Meditazione del Beato, salvo poi riservarmi di tornarci, per sottolineare il testo della Meditazione del Beato, salvo poi riservarmi di tornarci per sottolineare il testo della Meditazione del Beato, salvo poi riservarmi di tornarci, evidenziare qualche punto ed eventualmente approfondirlo in chiave, come sempre, catechetica.
Quindi comincio a questo punto senza indugio la lettura. San Giuseppe si dona a Dio fin dall'infanzia. Di colmo di rettissime grazie e benedizioni, Giuseppe offrì a Dio i suoi primi pensieri ed affetti, gli riconoscendo che egli era sulla terra solo per amare il Signore, adorarlo e servirlo.
Fin dai suoi primi anni Giuseppe era dolce e pacifico, non fu mai veduto contendere con i compagni, la sua sincerità, la sua modestia, il suo candore erano meravigliosi. L'infanzia di Giuseppe scorsa nell'innocenza, come il mattino di un giorno sereno. La sua adolescenza fu adorna di tutte le virtù convenevoli alla sua età.
Egli aveva. La pietà di Abele, l'ubbidienza di Isacco, la saggezza di Tobia, la castità dell'altro Giuseppe, figlio del patriarca Giacobbe, la fermezza di Daniele, era insensibile ai più seducenti piaceri del secolo. O quanto siamo lontani noi dall'esserci dati a Dio con quella prontezza che ammiriamo ingiustamente, Giuseppe.
Quanti anni perduti per la nostra perfezione dal giorno in cui, giunti all'uso della ragione, dovevamo naturalmente farne omaggio a chi ce ne fece il grandono. Quale uso abbiamo fatto dell'adolescenza, quella cara età della vita in cui nascono i fiori che devono portare i frutti al loro tempo?
Ora non possiamo fare altro che ripetere con Agostino. Convertito. Dalla grazia. Bellezza eterna. Bellezza sempre antica e sempre nuova. Quanto tardi ti ho conosciuta. Quanto tardai ad amarti. Ricuperiamo il tempo perduto con quel fervore e quella perfezione di carità che moltiplica gesti d'amore in proporzione alle offese e che può, in un momento, col suo ardore, purgare tutta una vita piena di infedeltà.
La grazia scendeva abbondante nell'anima di Giuseppe ed egli vi corrispondeva con grandissima fedeltà. Avanzando rapidamente nel sentiero della virtù. Per la sua fedeltà nel corrispondere alla grazia, lo Spirito Santo fa di lui nel Vangelo il più bel elogio, chiamandolo uomo giusto.
Osservate, dice San Girolamo, che egli meritò di essere chiamato giusto perché possedeva tutte le virtù perfettamente. Era giusto perché osservava religiosamente tutto ciò che la legge comandava. Prendendo a Dio e agli uomini tutto ciò che era a loro dovuto. L'anima nostra è stata armata con la stola vergine del battesimo.
Come l'abbiamo custodita? Come siamo stati fedeli alla grazia e all'espirazione di Dio? Se Dio domandasse a noi quello che ha voluto da San Giuseppe, allora comprenderemmo quanto fu meritorio la sua fedeltà. Anche noi sentiamo spesso una voce che dice Gesù sarebbe contento se tu operassi in tal modo, se tu facessi il tal sacrificio.
Quante volte dalla fedeltà di una minima grazia dipende la nostra salvezza. Promettiamo a San Giuseppe che oggi faremo tutto quello che la nostra coscienza ci suggerirà per contentare Gesù. Tutte le nostre preghiere di questa giornata devono essere dirette ad espiare le nostre passate in fedeltà alla grazia e alle ispirazioni di Dio.
Questo è il testo del Beato Bartolo Longo. Chiaramente cominciamo dalle ultime righe. Mi permetto, dato che andiamo a parlare, di parlare di questo testo. Questo è il testo del Beato Bartolo Longo. Chiaramente cominciamo dalle ultime righe. Mi permetto, dato che andiamo a parlare, di parlare, di parlare, di parlare, di parlare, di parlare, di parlare, di parlare, di parlare, di parlare, di parlare, di parlare, di parlare, di parlare, di parlare, di parlare, di parlare, di parlare, di parlare, di parlare, di parlare, di parlare, di parlare, di parlare, di parlare, di parlare, di parlare, di parlare, di parlare, di parlare, di parlare, di parlare, di parlare, di parlare, di parlare, di parlare, di parlare, di parlare, di parlare, di parlare, di parlare, di parlare, di parlare, di parlare, di parlare, di parlare, di parlare, di parlare, di parlare, di parlare, di parlare, di parlare, di parlare, di questa intenzione della giornata, ad espiare le nostre passate in fedeltà.
Ora, rileggiamo, ripercordiamo, vi sarete sicuramente accorti che ci sono dei punti molto molto delicati e molto importanti in questa meditazione. Io comincerei subito dall'inizio. Giuseppe ha offerto a Dio la primizia dei suoi pensieri, riconoscendo, punto assolutamente fondamentale, che egli era sulla terra solo per amare il Signore, adorarlo e servirlo.
Vorrei far notare subito una cosa, vorrei far notare subito una cosa di importanza assolutamente fondamentale. Queste parole non sono riferite a preti, frati, suori, monaci e monache, come se ci fossero. C'è una elite di persone che si danno a Dio e la massa delle persone che a Dio non si danno.
Oggi viviamo in tempi dove si continua, giustamente forse un po' troppo, a sviolinare il Concilio Vaticano II, però alcuni aspetti del Concilio Vaticano II, a mio avviso, fondamentalissimi. Io sono esperto della Costituzione sulla Chiesa, perché i miei studi... diciamo così, di teologia dogmatica sono stati polarizzati sulla Chiesa.
C'è la Roman Gensium, che non è messa in pratica da quasi nessuno, perché nel quinto capitolo dice una cosa molto semplice, fondamentale, che la vocazione alla santità è universale. Quindi, chiamati alla santità sono tutti. Un operaio che lavora in fabbrica deve essere cosciente che sta sulla terra solo per amare il Signore.
Adorarlo e servirlo. Attenzione. Solo amare il Signore, adorarlo e servirlo, non vuol dire che un operaio debba vivere come un monaco, o debba fare in mezzo prete, ma vuol dire che tutto quello che vive, tutte le dimensioni della sua esistenza, devono essere orientate a questo triplice fine.
L'amore, l'adorazione e il servizio di Dio. In questa voce... Cioè... Ah! Cosa vuol dire? Sto facendo questa azione, d'accordo? Questa azione, potrei dire al Signore, faccio questa cosa per amore tuo? Per esempio. Sì o no? Se la risposta è no, questa cosa è meglio non farla. Posso dire, in questa cosa sto cercando di adorarti?
Sì o no? Sì o sì, la faccio. Sì o no? Sì o no? No, non la faccio. E la stessa cosa, offro le mie azioni, cioè ho delle azioni da poter offrire al Signore. Certamente, se ho fatto un'azione disdicevole, se ho rubato, dico posso andare a dire al Signore ti offro il furto che ho fatto, d'accordo?
Non posso dire che ho fatto il furto per l'amore di Dio, ho fatto il furto per l'amore alla mia avarizia, al mio desiderio di accumulare soldi per farci chissà che cosa in maniera disonesta, d'accordo? Quindi questo vale per tutto. Tutte le azioni, anche per le azioni, non soltanto per le azioni, diciamo così, oggettivamente meritorie, no?
Tipo il lavoro, per esempio, tipo la dedizione alla famiglia, ai figli, ma, per esempio, sto zitto, non rispondo a un'offesa, perché? Per amore del Signore. Mi verrebbe, magari se la pure merita, non lo faccio per amore del Signore. Adorare il Signore, sempre. Già altre volte ne ho parlato, imparare a lodare, benedire, ringraziare Dio, qualunque cosa accade.
L'adorazione a Dio va fatta, anzitutto in chiesa, nell'eucaristia, dove il Signore ce lo stramedde, ma non soprattutto, ma anche nella vita, negli eventi che ti capitano, perché il Signore scrive, d'accordo, con la Sua penna, le pagine della nostra esistenza. Le scrive, però, le pagine della nostra esistenza.
Ma, sulle nostre righe, si dice che Dio scrive dritto sulle righe storte, perché noi scriviamo, bisogna vedere se noi, come dire, ricalchiamo la grafia divina, oppure se scriviamo gli sgorbi, su cui poi il Signore deve stare sempre, con i Suoi interventi, a cercare di correggere, di addrizzare, di riportarci, di sollecitarci, eccetera, eccetera.
E ricordate che è anche un'azione assolutamente neutra. Tu puoi andare... Puoi fare uno sport, farlo tranquillamente uno sport, vivi con lo sport il rendimento di grazia a Dio. Ti ringrazio, Signore, che mi hai dato un fisico che si muove, ti ringrazio che mi concedi quest'ora di svago, sono andato a fare una partita a calcetto, sono andato a fare una partita a tennis, sono andato a farmi una corsa, quello che volete, d'accordo.
Ma anche una cosa... L'ho detto altre volte, vuole che si vada a fare una bella passeggiata, impariamo ad adorare Dio nel creato. Io questa cosa è una cosa che in alcune circostanze mi capita, io proprio amo tantissimo passeggiare in mezzo ai boschi, in mezzo alla natura, guardare in giro, guardando le cose, dire Signore Mimmo quanto sei grande, ma che cosa hai fatto, guarda che colori, guarda che varietà di piante, guarda la bellezza che c'ha anche la nostra terra, e lodarlo, il Signore, perché l'ha fatta Lui, queste cose.
Quindi non è che... Perché noi quando sentiamo dire... Bisogna stare sulla terra... Bisogna stare sulla terra... Bisogna stare sulla terra solo per amare il Signore, per adorare il Signore e per servirlo. Uno comincia a pensare a una vita buia, una vita grigia, fatta solo di rinunce, di sacrifici, di cose...
Fermo restando che si fanno queste cose, eh, attenzione, non fraintendiamoci, eh. Ma anche la rinunce, il sacrificio, sono atti fatti nella gioia, non nel musolunghismo, io lo chiamo... o nella brontolosi cronica. Questo non c'è niente a questo. Queste sono parodie della vita grigia.
Queste sono parodie della vita cristiana. Ma chi è te? Ora, da dove si vede la grande virtù di San Giuseppe? E' la nostra. Fin dai suoi primi anni, Giuseppe era dolce e pacifico. Fino a quando non avremo raggiunto una grande dolcezza, una grande pacificità, siamo ancora molto lontani dalla santità, perché essere dolci sempre, quindi, richiede un dominio di sé immenso, capite?
Quindi già è un miracolo. Se, e vi invito ad esercitarvi su questo, in qualche circostanza mi verrebbe da fare chissà cosa e riesco a dominarmi, e addirittura riesco ad essere non solo calmo, ma anche caritatevole, buono e dolce nel dire le cose. Quindi chiaramente il nostro progresso interiore avviene attraverso delle piccole e progressive vittorie, capite?
E... Poi, non fu mai potuto contendere con i compagni. Lo Spirito Santo non ha mai potuto contendere con i compagni. Lo Spirito Santo non ha mai potuto contendere con i compagni. Lo Spirito Santo non ha mai potuto contendere con i compagni. Ma non ha mai potuto. Ma che cosa vuol dire?
Che lo Spirito Santo ha mai potuto contendere con i compagni? Come se lo sapesse sopra la scatola. Ma come se lo sapesse sopra la scatola. Perché noi cosa stessimo oggi dicendo? Che se lo sapessimo sopra la scatola, io lo speriamo di non farsi quindi in freddo. E' una cosa. Brian Martin è stato un pianista, è un psicologo, è un padre.
Lui è partito dalla esperienza. Ma lui è partito dall'esercizio, è partito dalle opere innocenti e dalle proprie attività, e non dalle proprie attività. la sua sincerità, noi dobbiamo imparare ad essere sinceri, a rifugire, vedete tutte quante le virtù contrarie a queste cose sono tutte sataniche, il contrario della dolcezza è l'asprezza, è satana, il contrario della pacificità è l'agitazione, è satana, il re delle contesi è quello che semina discordie, è satana, diabolos in greco significa quello che divide, il padre della menzogna è satana, il padre dell'impudicizia e dell'impurità in assoluto è satanasso e la sua modestia e il suo candore erano meravigliosi.
Ecco qui io faccio un salto e poi ritorno indietro, avete visto che adesso si passa per una serie di elogi di virtù di San Giuseppe sulla base del modello di alcuni grandi personaggi biblici, ci torniamo tra poco, salto direttamente alla sezione in cui si coglie un riferimento autobiografico del beato Bartolongo, il saluto di Bartolongo era poi come se fosse un'epoca di un grande convertito, quindi una persona che ha sciupato l'adolescenza, la giovinezza e anche parte dell'età quasi matura, appresta dei peccati molto molto gravi e quindi poi affronta invece di un'adolescenza illibata e perfetta come quella di San Giuseppe, ora dobbiamo fare attenzionissima, perdonatemi l'espressione non ortodossa in lingua italiana, perché oggi più che mai i nostri adolescenti...
dire che sono tartassati, dire che sono... non esiste un termine adeguato a mio avviso per esprimere i rischi devastanti che corrono, di una società completamente corrotta, e qui ci vuole una grandissima prudenza e sapienza educativa, perdonatemi, io non lo so se questa catechesi era stata una catechesi, ma è una catechesi che è stata una catechesi, è una catechesi che è stata una catechesi, è una catechesi che è stata una catechesi, è una catechesi che è stata una catechesi, è una catechesi che è stata una catechesi, ascoltando papà e mamma, o se andrà nelle mani di qualche papà e mamma, però vi prego di fare estrema attenzione a questo, perché... che facciamo con gli adolescenti oggi?
Allora, questi pori ragazzi sono adolescenti come lo siamo stati noi, quindi durante l'adolescenza si impazzisce tutto il nostro mondo psico-fisico, diciamo così, e sono tirati, perché tanto scuola ci danno per forza, in Italia non esiste... non esiste il diritto civile all'educazione non esiste che che ne dicano i nostri cari politici e governanti perché se tu lo mandi alla scuola pubblica ci va quasi gratis se va alla scuola privata te la devi pagare tu ora poi il fatto che molte scuole cattoliche stiano in crisi per cui si sa se è meglio la scuola cattolica o la scuola pubblica questo è un altro discorso però io genitore non ho il diritto garantito perché se non c'è soldi non lo posso fare di scegliere quale agenzia educativa di supporto fondamentale come la scuola scegliere per mio figlio questo non c'è dato che stanno a fare tante le cose che devono fare i diritti e le cose questo elementare diritto civile che io voglio che a mio figlio sia dato un'educazione secondo quello che penso se io sono islamico supponiamo che in Italia ci sia una scuola islamica non lo so se c'è, non mi interessa ma io devo andare, mio figlio, a quella sposa che vuole pagare la stessa identica cifra che paga nella scuola pubblica questo vuol dire garantire questo diritto così se mio figlio è cattolico va in una scuola cattolica se mio figlio è testimone di Geova o è protestante o è buddista non lo so io scelgo dove mandarlo perché l'educazione di un figlio fino a prova contraria è affidata a me, genitore e se io lo mando alla scuola pubblica specialmente adesso con i programmi che stanno facendo in giro ne ho parlato un po' perché arriva la settimana scorsa non è che lo vada a fare educare lo vada a far diseducare si va a rovinare un figlio a scuola e quindi purtroppo siccome questo non possiamo esercitarlo almeno per ora, questo diritto adesso vediamo questi grandi governi che fanno tutte le grandi promesse che è arrivata finalmente la grande riforma dell'Italia doveva farlo Monti, doveva farlo Letta adesso lo fa Renzi speriamo tutti a far promesse e proclami di grandi progetti interessi degli italiani di grandi riforme di grandi...
sto a far niente a nessuno comunque non facciamo politica su Radio San Giuseppe per carità di Dio allora i ragazzi stanno immersi in questo mondo corrotto quindi che facciamo? li mettiamo dentro una campana di vetro? io vi parlo perché la mia esperienza pastorale ricordate sempre che un sacerdote se sta in cura d'anima guarda, vede, controlla parla con le persone sa allora alcune famiglie alcune famiglie cattoliche hanno scelto una linea apparentemente buona ma eccessiva cioè educano i figli in una maniera esageratamente rigida esageratamente l'effetto di questo è che un figlio se poi tu lo sottoponi a coercizioni e ricatti continui alla fine non c'è alternativa ma guardate accumula una tale rabbia che se poco poco quella rabbia in qualche momento gli viene fuori questo diventa capace di qualunque cosa qualunque puoi avere le mutazioni da Dr. Jacky la Mr. Hyde cioè persone apparentemente tranquilli è troppo cioè perché questo sta in un mondo libertino e libertario corrotto e tu come dire lo poni in una forma di vita che era possibile cent'anni fa ma che nelle circostanze concrete non è possibile allora la sapienza educativa qual è?
la sapienza educativa è questa a mio avviso 1 motivare sempre le decisioni e gli indirizzi educativi che si danno motivarli spiegare e spiegare facendo sempre capire capire e percepire che si agisce per il loro bene la prima cosa prima ancora che spiegare è l'amore l'amore vero perché i figli si accorgono se i genitori li vogliono bene e anche se sembra che facciano i ribelli eccetera eccetera se un genitore gli vuole bene un figlio ne è felice e se un genitore gli vuole bene alla lunga il figlio anche ribelle farà quello che gli dice il genitore perché noi facciamo quello che ci dicono le persone che ci vogliono bene e che noi sappiamo e percepiamo volerci bene quantomeno anche se non lo facciamo subito riteniamo le cose che ci hanno detto e ci pensiamo forse non lo facciamo subito lo faremo tra due anni ma lo faremo quindi amore due spiegare spiegare e spiegare tre apertura intelligente che significa?
prendete adesso il mondo di internet tu non puoi prendere un figlio e dire computer niente fino a 18 anni non si può fare non si può tu dici ma tu Leonardo non lo sai che pericolo che è internet e che cosa ci sta basta un click per aprire un sito porno ma che mi lo dici a me? certo che lo so e che mi fai fare account facebook non lo sai che su facebook c'è di tutto?
certo che lo so allora tu lo accompagnerai non stare davanti al computer chiede l'account facebook e lo fai fare tranquillamente il nome utente e la password ce l'ha lui e ce l'ha anche papà e mamma il quale è libero non soltanto di stringerci l'amicizia insieme ma di andare dentro l'account a vedere tutto quello anche nascosto che il figlio ci ha messo in un regime di trasparenza motivando questa cosa guarda figlio mio io ti ci mando ma siccome questo è un mondo dove ti puoi fare male non ti ci mando da solo vengo con te tanto tu davanti a me non devi avere niente da nascondere anche sulle uscite sulle cose io per esempio lavoro tanto con i giovani e nel lavoro pastorale per i giovani per esempio rientrano anche delle occasioni per offrirti delle possibilità di sano divertimento per esempio in parrocchia io organizzo due volte l'anno un campo scuola il campo scuola come dire sarebbe l'alternativa alla gita scolastica perché le gite scolastiche purtroppo a mio modestissimo avviso perché sono stato pure io alla gita scolastica lo so io quello che facevamo alle gite scolastiche e penso che lo sa chiunque mi ascolta ci sia andato non è il luogo dove conservi la modestia come lo chiama qui e il candore direi proprio di no sono luoghi dove molto facilmente si perdono queste due virtù ecco ma se tu muovi un campo scuola con un parroco e un team di formatori qualificati io dico sempre ai genitori dico se il pullman va dentro un burrone non ci posso fare niente ma che tuo figlio torna storto da un campo dove sono stato io me la prendo io la responsabilità davanti a Dio non succede non deve succedere e non succederà capite anche quindi esortandoli motivandoli d'accordo qualche uscita bisogna concederla certamente con orario perché i genitori devono essere intelligenti devono trovare i modi le forme per controllare io faccio il parroco a me me ne vengono di tutte le cose che succedono quindi se un genitore vuole seguirlo il figlio quindi gli da una fiducia intelligente quindi non gli dice sempre di no però fa in modo che se gli dice se gli apro le porte della fiducia poi trova i suoi modi per verificare se il figlio è sincero se torna puntuale se sta realmente nel luogo dove mi ha detto che stava eccetera eccetera cioè che non viva come un represso ma che non certamente che un figlio a 14 anni torna alle 4 della mattina o va in discoteca o cose di questo genere capite il buon senso ho dei pericoli da preservare no la televisione va moderata il computer va moderato i giochi vanno moderati io ho sempre sconsigliato a tutti gli altri non tenete la televisione in camera di un ragazzino cioè che il ragazzino ha la televisione non nel senso che c'è il monitor ma nel senso che c'è la televisione che può smanettare col telecomando perché alle 10 di sera quando tu stai in camera tua lui sta in camera sua che guarda tuo figlio cioè tu gli dai l'occasione per andarsi a rovinare no cioè prepari la palla al demonio già al demonio c'era pronta dalla mattina alla sera la palla oggi no non gliene diamo ancora se siamo genitori attenti no sono solo io che starò attento quando c'è mio figlio a non guardare programmi perché se io vedo un programma dove magari so che potrebbe esserci una scenaccia perché purtroppo adesso le scenacce devo metterle pure nei film stupendi se non ci mette qualche parolaccio se non ci mette la scenaccia non vanno bene è molto difficile trovare un film punito al 100% no però figlio piccolo è meglio non farlo vedere lo registro lo vedo in un altro momento insomma no accertarsi se è possibile che si certamente questo non c'è lo succederà anche altrove ma noi dobbiamo aiutare i nostri figli quindi a mio avviso l'altra parola d'ordine è sana apertura quindi nell'ottica di una libertà come dire che venga gradualmente offerta e guidata perché non diventi uno strumento di rovina ma sia consapevolmente e coscienziosamente acquisita e la persona crescendo poi impari lui a fare delle scelte motivate fuggendo il bene scusate fuggendo il male scegliendo il bene spero di essermi stato di essere stato chiaro no quindi la preservazione dell'adolescenza è fondamentale perché Bartolo Longo l'è andata a raccontare Sant'Agostino l'è andata a raccontare perché poi hanno avuto una serie di eventi che hanno portato alla conversione ma la conversione si può anche dire di no è un'adolescenza violata distrutta può comportare una vita completamente rovinata dopo sì certamente finché c'è vita c'è speranza tutto quanto si può rimediare non si ricorda che è infinita e non dobbiamo mai disperare questo è certo però preservare l'integrità di una cosa è certamente meglio che aggiustarla dopo che sia rotta questo è nessun pazzo penso che dice ma no io che importa niente c'è una macchina nuova che problema c'è è uguale a prima no non è uguale a prima perché una macchina che si è sfracellata non è uguale a prima si porta sempre dietro qualche piccio qualche problema qualche difettuccio qualche rumore se tutto va bene se non dei difetti che per quanto bravo sia stato il riparatore non si riescono a ripristinare al 100% perché è indubbio che una cosa nuova è meglio di una cosa rotta e ripristinata no se ti compri uno strumento software un computer un telefono un iphone riconvenzionato lo paghi 300 euro di meno ma tu rischi il pericolo perché un prodotto riconvenzionato era un prodotto difettoso che è stato ripristinato perché costa 300 euro di meno perché il difetto l'ho ripristinato ma non è come se te lo comprassi nuovo perché infatti se te lo compri nuovo costa 300 euro di più o 500 euro di più o 1000 euro di più a seconda del pezzo che ti devi comprare non so se se riesco a a rendere l'idea no ecco tornando indietro e ehm fa delle mh degli accostamenti ecco per quanto riguarda l'innocenza e l'adolescenza ha delle virtù che noi dobbiamo insegnare ai nostri adolescenti la pietà di Abele attenzione che la pietà non è non è intesa come la intendiamo noi eh cioè avere pietà di qualcuno nel senso di essere misericordioso con le difficoltà del prossimo non è questa la pietà biblica la pietà di Abele se uno apre il testo Abele offrì sacrifici a Dio come Caino Dio gradì i sacrifici di Abele non gradì quelli di Caino Caino s'arrabbia ammazza Abele e c'è il primo sangue che bagna il pianeta terra il sangue del fratello quindi la pietà vuol dire un rapporto con Dio pio da cui da pietà deriva pio quindi insegnare fin da piccoli ragazzi la santa virtù di quella che si chiama la religione cioè che Dio viene al primo posto che Dio va adorato si fanno i fioretti per esempio a Gesù alla Madonna nel mese di maggio le piccole rinunce adesso arriva la quaresima dice ma il digiuno canonico è obbligato a 18-60 anni certamente l'astinenza della carne è obbligata ai 14 anni in su per chi non lo sapesse però è significativo anche se c'è un bambino di 12 anni inizia la quaresima la quaresima è il tempo in cui si ricorda che Gesù è stato tentato nel deserto è il tempo che culmina con la passione Gesù ha sofferto per noi ma il Signore con cui noi gli attestiamo assolutamente è la cosa più importante quindi io per amore tuo sono disposto non soltanto a rinunciare alla caramella o alla gola gola o a mezz'ora in più di videogiochi o cose di questo genere manca la vita perché Dio merita tutto di noi stessi no?
questo però chiaramente un ragazzino lo deve imparare chi glielo insegna? glielo insegnano papà e mamma glielo insegnano se gli danno un'educazione e consono no? se no chi glielo insegna a sto povero ragazzino? eh beh capite? poi l'ubbidienza di Isacco ecco i ragazzi noi dobbiamo aiutarli a riscoprire l'ubbidienza ecco perché i ragazzi di oggi sono molto disubbidienti a volte a volte non senza la complicità di genitori un po' superficiali voi mi perdonerete nel senso che a volte si assiste ad una vera e propria come dire io lo chiamo una sorta di fenomeno di abdicazione cioè i genitori sono costituiti in autorità sì l'autorità va esercitata come ho detto prima nella forma dell'autorevolezza non della dittatura e del dispotismo certamente ma va comunque esercitata cioè un figlio gli deve passare cioè un rapporto c'è senza dubbio di amore un rapporto di figliolanza un rapporto anche di io posso tranquillamente Gesù se l'ha detta agli apostoli vi ho chiamati amici ecco però non è l'amicone capito non è un rapporto prioritario cioè lui ti mette nella confidenza però fondamentalmente rimane il tuo dio quindi è una confidenza che presuppone e richiede l'obbedienza non è una confidenza come dire una una amicizia becera d'accordo o facilona ecco io penso insomma che posso prendermi tutte le licenze possibili e posso fare come come mi pare no quindi quindi anche nei confronti di papà e di mamma quindi anche nei confronti del rapporto genitoriale non possiamo e non dobbiamo mai abdicare al ruolo educativo certamente noi dobbiamo conquistarlo anzitutto con l'autorevolezza ecco però non dobbiamo da noi stessi così disarmarci con forme stili assolutamente fuorvianti e inopportuni no ecco poi c'è la saggezza di Tobia Tobia è un altro grande personaggio biblico e la saggezza negli adolescenti si manifesta attraverso quella che noi chiamiamo oggi la giudiziosità un adolescente giudizioso cioè che impara presto a non fare capricci e impara presto pur nel suo piccolo a fare i suoi piccoli discernimenti circa le cose da fare le cose da non fare le cose opportune le cose non opportune le cose da preferire le cose da non preferire eccetera eccetera anche su questo lui ha bisogno dell'aiuto dei genitori e poi infine la fermezza di Daniele della castità abbiamo già in parte parlato la fermezza di Daniele Daniele è un personaggio biblico straordinario insomma da da approfondire davanti al al re che gli ordinava di adorare la statua c'era Nabucodonosor lui dice io non adoro proprio nessuno io adoro il mio dio punto e basta e si era andato una volta con gli altri compagni nella fornace ardente una volta nella fossa dei leoni eh Daniele profeta no quindi ha ha pagato diciamo così non poco il prezzo di questa sua fedeltà no ecco ed è rimasto in ogni caso è integro e fedele a dio concludo facendo un piccolo riferimento perché vedo che come sempre il tempo è oltremodo volato a l'ultimissima cosa alla fedeltà di san giuseppe definito uomo giusto perché osservava religiosamente tutto ciò che la legge comandava rendendo a dio e agli uomini tutto ciò che era loro dovuto in un atteggiamento di assoluta fedeltà cioè dio cioè san giuseppe scusate non ha tradito la fiducia che dio riponeva in lui ora come fa dio a manifestarci i suoi voleri non soltanto attraverso l'osservanza dei comandamenti l'obbedienza ai genitori quando siamo piccoli eccetera ma anche attraverso le prime ispirazioni poi dovete sapere ci sono alcuni fanciulli che sentono in tenerissima età la vocazione a diventare preti ci sono dei fanciulli che fin da piccoli sentono le vocine interiori di darsi a gesù di dire la preghierina e di fare la preghiera in più di fare il fioretto in più eccetera eccetera allora non bisogna abituarsi piccoli e grandi a farsi attenti alle divine ispirazioni perché lo spirito santo ci parla con la sua voce dolce e delicata rispettando però sempre la nostra libertà solo che ogni no che noi diciamo a dio sono grazie perdute ogni si che noi diciamo a dio sono grazie acquisite è fondamentale nella nostra esistenza imparare a dire a dio tanti sani si e preferibilmente di non dire a dio mai di no disposizione che san giuseppe ha avuto io vedo che il tempo è corso vorrei aggiungere qualche altra cosa ma forse penso che è il caso di fermarci vorrei concludere però riprendendo e ribadendo un monito del beato bartolo longo quante volte dalla fedeltà ad una minima grazia dipende la nostra salvezza un'ispirazione un pensiero che ti manda a dio non essere troppo facile a mandarlo via potrebbe essere ispirazione da cui dipende la tua salvezza vi do appuntamento se crede la settimana prossima con la mia benedizione ave maria