Stemma di don Leonardo Maria Pompei Don Leonardo Maria Pompei Sacerdote · Apostolato

Audio · Radio San Giuseppe

Tenerezza di San Giuseppe verso Gesù

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Gentilissimi ascoltatori di Radio San Giuseppe, Ave Maria a tutti e ben ritrovati sulle frequenze della nostra radio per una nuova puntata di meditazione e catechesi dedicata al nostro caro San Giuseppe il più santo dei santi aiutati come stiamo facendo in questo tempo dagli iscritti del Beato Bartolo Longo vorrei ricordare a tutti gli ascoltatori che oggi siamo alla vigilia della importante ricorrenza della festa della Madonna di Fatima ricordate che in una delle apparizioni di Fatima la Madonna apparve con a fianco il bambino e San Giuseppe quindi era un'apparizione, nell'ultima apparizione se non ricordo male, apparve in questo modo e il messaggio di Fatima legato al cuore immacolato di Maria che andò a completare, come tutti sappiamo, le rivelazioni di Gesù nel 1670 circa a Santa Margherita Maria la Coc e rimanda a San Giuseppe perché oltre che ai misteri del cuore di Gesù e di Maria abbiamo anche il mistero del cuore di San Giuseppe un cuore di San Giuseppe che è abbattuto all'unisono con quello del figlio adottivo Gesù e con quello della sua santissima sposa e qui in questa piccola trinità terrena come siamo venuti chiamandola chiaramente sulla scorta di autorevoli ben più autorevoli di noi nel corso di queste trasmissioni e che oggi nella meditazione attuale avremo modo di approfondire l'aspetto del cuore di San Giuseppe con un cuore oltremodo tenero nei confronti di nostro Signore Gesù e io qui vorrei subito, come premessa ma tanto poi lo vedremo dire qualcosa sull'importanza di questa dimensione affidabile affettiva del nostro rapporto con Gesù ecco, ma forse lo faremo dopo forse è meglio come sempre cedere prima la parola al Beato Bartolo Longo e poi in sede di commento dire anche qualcosa perché mi sono giunte, diciamo così, nella mia attività pastorale recente delle esternazioni da parte di anime confuse per certi discorsi che si sentono oggi in giro un po' troppo faciloni a mio avviso un po' troppo semplicistici ecco, sui sentimentalismi, sui devozionismi, sulle false devozioni che se da un lato, giustamente, lo vedremo tendono a colpire alcune forme un po' troppo puerili di devozione o sempliciotte però al tempo stesso rischiano di completamente far oscurare questa dimensione della spiritualità cattolica cadendo in un arido, un rigido e vuoto, e freddo ecco, razionalismo o liturgismo anche nella vita di fede che non ha nulla a che fare con la sana tradizione cattolica né tantomeno con quello che in primis Maria Santissima e San Giuseppe ci insegnano allora, comincio a leggere Giuseppe amava Gesù più che non amasse a Gesù la sua sposa perché in lui trovava infinito merito e somma bontà e Gesù amava Giuseppe più che non lo amasse Maria perché meglio di lei ne conosceva le perfezioni i santi sono troppo forti ragazzi se quanto ci narra la Venerabile Maria da Greta è vero che il bambino Gesù nell'uscire dal seno materno nella grotta di Betlemme aprendo i suoi occhi e portandoli sul Santo Padre ferì la sua bell'anima di uno strale del suo santo amore non è meno vero che Giuseppe avrebbe preferito morire mille volte anziché guarire di tale ferita infatti Giuseppe entrava ogni giorno di più nel cuore di Gesù per le inesprimibili sollecitudini che egli aveva per lui allora Gesù, fuoco di sostanziale carità inviato qua giù dal cielo si nascondeva nel seno di Giuseppe suo padre scusate ho sbagliato la lettura, perdonatemi riprendo allorché Gesù, fuoco di sostanziale carità inviato qua giù dal cielo si nascondeva nel seno di Giuseppe suo padre di quali ardori non lo infuocava quando Giuseppe sosteneva sulle braccia l'amore degli angeli e degli uomini e poggiava il suo cuore sul cuore di Gesù i suoi occhi sugli occhi la sua bocca sulla suave bocca di Gesù quale ardente amore non si accendeva nel suo petto tu solo ci puoi dire o Giuseppe quanto fosse grande la dolcezza dei tuoi pensieri e quanto fosse profonda l'umiltà del tuo spirito allorché il bambino Gesù ti chiamava suo buon padre e tu lo chiamavi mio caro figlio qui erano i sentimenti del tuo cuore durante le intere notti che passavi accanto alla culla ora dondolandola per addormentarlo ora riposando il tuo capo sulla sua santissima umanità mentre il suo cuore divino vegliava allora gustavi nella tua angusta e povera casa dell'esilio le delizie della conversazione di Gesù conversazione senza noia d'amarezza piena di innocenti intime gioia il nostro amore per il prossimo deve essere simile a quello che Dio ha per noi e l'amore che Dio ha per noi è affettivo è quello che sollecita il suo cuore e dà il moto alla sua bontà per farci del bene perciò il nostro amore per il prossimo non sarà vero se non in quanto ci farà operare per il bene dei nostri simili rendendo loro ogni solo sorta di servigi e anche offrendoci spontaneamente i loro bisogni. Sarà vero amore di carità il nostro quando i mali del prossimo ci muovono perché li consideriamo in Dio e perché consideriamo che se quel buon padre sembra talvolta abbandonare qualcuno dei suoi figli è perché gli conta solo di noi per soccorrerli e vuole così procurarci l'occasione di provargli la sincerità del nostro amore. Preghiamo oggi per quei cuori snaturati che non hanno compassione per chi soffre. E qui finisce la meditazione del Beato Bartolo Longo.

Allora, io vorrei partire proprio da quest'ultima affermazione del Beato per ripercorrere e per commentare quest'aspetto, il cuore tenero di San Giuseppe, le effusioni affettive che San Giuseppe aveva nei confronti di Gesù, le tenerezze che aveva anche nei gesti di amore compiuti. Abbiamo sentito alcune.

Il cuore sul cuore di Gesù. Gli occhi sugli occhi. La bocca sulla bocca. Allora, ripartiamo dalla frase. Preghiamo oggi. Allora, non mi ricordo se San Paolo o San Pietro nel Nuovo Testamento dicono che i cuori aridi e insensibili, privi di affetto, sono un'aberrazione, sono un retaggio brutto del paganesimo. Quindi quando una persona è un pezzo di ghiaccio, è freddo, è incapace di amare, è arido, è tutta testa, è un pezzo di ghiaccio, è un pezzo di ghiaccio, è un pezzo di ghiaccio, è un pezzo di ghiaccio, è un pezzo di ghiaccio, è un pezzo di ghiaccio, è un pezzo di ghiaccio, è un pezzo di ghiaccio.

E niente cuore, anche se è un uomo, perché di uomini oggi sembra sempre che devono essere distaccati e poi i poveri mogli soffrono tanto che i mariti non gli manifestano l'affetto, non è questo qui un pregio, è un difetto. Perché c'è una parte della nostra vita fondamentalissima, che è l'affetto e il sentimento. Anzi, talmente fondamentalista, fondamentalissima che noi la stragrande maggioranza delle cose che facciamo le facciamo in base ai sentimenti, alle emozioni e agli affetti che noi proviamo.

peccati compresi quindi questo è il motore della nostra vita interiore questo lo dicono i maestri di spirito noi non facciamo le cose fondamentalmente perché ci ragioniamo sopra perché anche quando le apprendiamo attraverso l'intelligenza quell'intelligenza che apprende una cosa la presenta la volontà e la volontà ci tende richiamando a sé le risorse affettive lo dicevano anche i filosofi pagani Marco Aurelio questa è una frase che si vede in un vecchio thriller un cult dei film thriller che è il silenzio degli innocenti è citato dallo psichiatra pazzo il filosofo Marco Aurelio che diceva cosa fa l'uomo qual è la molla dell'agire dell'uomo è il desiderio e diceva bene è il desiderio su che cosa si può si può viene indirizzato su ciò che si vede tutti i giorni lui lo diceva per trovare l'assassino questo è bellissimo la presenza di Gesù ed anche il moltiplicarsi di questi gesti importanti nei confronti di Gesù ha alimentato gli affetti e i desideri di San Giuseppe in modo tale che tutta la sua vita è diventata un continuo rendere gloria al figlio anche quando non stava alla presenza effettiva di Gesù anche quando non stava nell'atto di compiere quei gesti ora domanda ragazzi e ragazze io li chiamo sempre tutti così perché dobbiamo essere tutti nell'anima giovani quindi perdonatemi senza offesa per nessuno vi vorrei fare una domanda chi di voi per esempio gli è mai successo nella propria vita di pregare davanti a un crocifisso e mentre prega di cominciare a baciare le piaghe del crocifisso Gesù addirittura baciava le labbra San Giuseppe baciava le labbra del bambino Gesù un gesto chiaramente che è da ben intendere ma un gesto possibile chi di voi passando davanti a una statua della Madonna si inchina e le bacia per esempio i piedi chi lo fa?

eppure sono gesti che anche la liturgia a volte ci fa fare perché per esempio nell'adorazione della croce del venerdì santo è proprio liturgicamente pregato il gesto del bacio alla croce anche il sacerdote vedete in due momenti purtroppo solo due nella nuova messa anzi in tre quando entra e bacia l'altare quando bacia il Vangelo e quando bacia l'altare prima di uscire compie dei gesti liturgici nel rito antico della Santa Messa i baci erano molti di più erano moltiplicati non sono dei gesti formali senza affetto sono dei gesti formali sono dei gesti sostanziali cioè che animano e muovono il nostro cuore ad avere affetto e quindi desiderio verso l'oggetto amato pensate per esempio a tutte le possibilità che noi abbiamo di manifestare noi non abbiamo Gesù presente in carne ed ossa come era tra le braccia di San Giuseppe ma noi abbiamo l'Eucaristia abbiamo l'Eucaristia e io ho tante volte detto come è motivo e mi faccio eco di Santa Teresa Santa quasi la beata Teresa di Calcutta è motivo di profondo da tristezza vedere come sta ridotto oggi Gesù l'Eucaristia nel cuore di molti fedeli tutti i gesti di amore che un tempo si facevano i gesti di rispetto i gesti di adorazione interna ed esterna le processioni eucaristiche le ore di adorazione le quarant'ore tutte le cure il bordo con cui si moltiplicavano le forme di affetto oggi qualche volta a me è capitato anche personalmente di parlarne con qualcuno eh ma queste sono cose esteriori la sostanza della devozione è un'altra eh ma questi sono sentimentalismi devozionismi sterili e inutili ti pare che la mia fede cresce se io do il bacetto alla Statua di San Giuseppe o cose di questo genere ma io sinceramente non riesco a convivere a convivere a convincermi e non riesco a persuadermi di queste cose perché noi dobbiamo pensare a una cosa ripeto gli affetti sono il motore della nostra azione e i nostri affetti non soltanto vengono spontaneamente ma vengono anche in qualche modo provocati scusate ma se uno studia per esempio dice io voglio imparare a pregare voglio imparare a fare l'orazione mentale basta che uno legge i libri di San Francesco di Sales per dire all'italiana io lo chiamo sempre alla francese di Sal però se dico di Sal poi c'è chi non capisce se uno legge la Filotea di San Francesco di Sal troverà che il cuore della preghiera dell'orazione mentale cioè ciò a cui l'orazione mentale tende e se lo raggiunge ha raggiunto bene il suo fine se non lo raggiunge va bene lo stesso ma alla preghiera manca ancora qualcosa sono gli affetti cioè quando uno si mette a pregare così lo dico anche per quelli che a fare la meditazione cosa fa?

allora si fa il signore della croce si mette alla presenza di Dio come si dice quindi prende coscienza perché Dio è sempre presente a noi cioè noi siamo sempre presenti a Dio scusate è Dio che non sempre è presente a noi perché ci dimentichiamo che lui c'è allora prendo coscienza che mi trovo così come sempre ma quando prego in maniera particolare alla presenza di Dio chiedo rapidamente perdono dei miei peccati invoco lo Spirito Santo faccio un Padre Nostro e mi preparo così a iniziare a pregare dopodiché mi devo presentare alla mia intelligenza da prima un soggetto di meditazione un argomento di meditazione se sono capace a farlo mentalmente e da solo bene io posso meditare anche non lo so sulla bellezza del creato posso meditare su una verità di fede quindi oggi voglio meditare e lo faccio da solo sulla presenza di Gesù nell'eucaristia e comincio a formulare delle vie considerazioni ma quanto guarda è presente veramente Gesù in corpo, sangue, anima e divinità lui dal cielo scende sull'altare quando il sacerdote lo...

cioè formulo tutta quanto una serie di pi pensieri che il mio intelletto apprende e che fisso e su cui comincio a riflettere oppure posso usare un testo di meditazione per esempio il Vangelo che è la cosa principale la cosa migliore da meditare oppure un testo adatto non lo so tipo l'imitazione di Cristo tenendo però presente che quello è un testo da meditare con un pochino di attenzione perché presenta una spiritualità monastica e quindi che si può decodificare alla vita di un laico con alcuni distinguo sennò poi uno incorre nelle varie forme di disordine interiore o si mette a vivere come un monaco avendo la moglie e figli magari però ci sono altri testi per esempio i testi di San Josemaria Escrivà tipo Cammino, Solco e Forgia sono ottimi testi per la meditazione il testo è lo stesso di San Francesco di Sal tipo la Filotea o l'Arte di Amare Gesù Cristo di Sant'Alfonso Maria di Liguori ce ne sono una montagna anche quelli che è il testo che stiamo commentando il mese di marzo del Beato Bartolo Longo se vuoi io non leggo tutto insieme io leggo sempre la meditazione ma poi c'è il Fioretto quindi il proposito che nasce dalla meditazione una giaculatoria che dicevano i Maestri di Spirito dopo che hai meditato tu portati qualcosa nel cuore durante la giornata che ti ricordi quello che hai meditato e poi bellissimo si conclude con la visita a San Giuseppio quasi quasi per farvi capire al termine di questo ve la leggerei no?

quindi e quest'ultima parte quindi comincio a meditare faccio delle considerazioni le trasformo in un proposito perché l'orazione mi mette in ascolto ha lo scopo gradualmente di trasformare la mia vita no? quindi faccio un piccolo proposito no? e poi magari mi porto dietro un pensierino quindi una giaculatoria e io adesso ve lo leggo tutto oggi così possiamo capire e e poi degli affetti cioè la preghiera termina con degli affetti non è soltanto un'attività intellettuale ed è questo il cuore e se non mi vengono gli affetti dicono i Maestri di Spirito prova a provocarli delle volte pregate per credere cioè succede che tu non hai neanche cominciato a leggere già ti parte completamente il cuore cioè e dicono tutti i Maestri di Spirito appena tu senti che il cuore si infiamma si riscalda e partono dei santi affetti per il soggetto della meditazione che può essere Gesù può essere una Madonna può essere anche San Giuseppe tranquillamente fermati smetti di ragionare di lavorare di testa e a seconda gli impulsi del cuore guardate questa è la tradizione spirituale cattolica quindi altro che il devozionismo d'accordo?

è chiaro che se uno dice do i bacetti a San Giuseppe e poi faccio il pazzo è ovvio che eh adesso sti giorni va tanto di moda una serie su Sky molto truce c'è lo stomaco d'acciaio per vederla che gomorra lì per esempio si vedono come nelle case dei camorristi purtroppo c'è chi si fa il segno della croce c'è chi dice la preghiera prima dei pasti insomma poi finita da mangiare vanno ad ammazzare la gente è ovvio che queste sono tutte quante false devozioni che danno il bacetto all'immagine di Padre Pio no?

questo diventa se diciamo questo sono perfettamente d'accordo però dal condannare alcuni abusi a dire se uno esprime la propria spiritualità in questi gesti è un sentimentalista è un devozionista e questo non c'è niente a che fare con la distanza della fede mi dispiace però ma non è così magari fossimo capaci di incendi continui da morire nel nostro cuore che diventeremo subito santi allora io vi leggo siamo in chiusura così vi lascio anche con con questo perché oggi San Giuseppe ci insegna la tenerezza verso Gesù in cui lui è stato esperto essendo anche in parte facilitato per la presenza personale di Gesù noi dobbiamo impararla e i luoghi per impararla sono la meditazione e l'adorazione eucaristica allora quando io ho finito di leggere chiaramente poi già il venerato Bartolo Longo nella meditazione dice la tenerezza verso Gesù deve tradursi in gesti concreti di carità verso le persone lo ricordate l'ho letto poco fa allora Fioretto fate oggi un atto di carità verso il prossimo affermo sia dando le moselle nel nome di San Giuseppe oppure non potendo recitate un Padre Nostro per i poveri della vostra contrada procurate di dare oggi il minor fastidio e pena agli altri con cui vivete e siate con tutti di un buon umore e piacevole ah magari no giaculatoria Gesù amore di San Giuseppe vedete come richiama il punto della meditazione no sei tutto l'amore del cuore mio quindi ricordando l'amore di San Giuseppe io ti attraggo nel cuore con questo gesto di affetto che ripeto come raggiungo l'odore in qualunque momento della giornata poi visita San Giuseppe oh Giuseppe il mio diletto non vi sarà modo di farmi partecipare dell'amore che avevi per Gesù non sarò mai abbastanza avventurato per essere ammesso tra i tuoi familiari e passare con te il rimanente della mia vita nella sua dolcissima e santissima compagnia concedimi almeno di incontrare una volta in disparte quel bambinello fatto mio fanciullino o nelle tue braccia o stretto al seno di sua madre e concedimi che ritrovandolo nei tuoi lavori lo saluti lo abbracci lo copra di baci e degli affetti concedimi che nella santa comunione lo collochi al centro della mia anima e tanto lo spinga nel mio cuore che resti tutto mio siccome io voglio vivere e morire tutto suo è un uomo questo è Bartolongo di presto da parte mia a quel divino fanciullo che languisco di amore per lui sentite digli che appaghi profondamente i miei desideri il sacro fuoco che le sue perfezioni divine e umane hanno acceso al mio intimo il nostro di amore basta quindi non temiate di cadere nei devozionismi purché ovviamente la devozione sia vissuta all'interno di una vita di fede scelta e consapevole e che sia chiaramente impegnata nell'osservare per quanto riusciamo nella sostanza i comandamenti e la legge di Dio detto questo più il nostro cuore si scioglie più si apre e più effonde i suoi affetti verso il cielo più facilmente più rapidamente più speditamente più prontamente santi diventeremo aiutati dall'esempio e dall'intercessione di San Giuseppe allora mia benedizione a tutti Ave Maria

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