Stemma di don Leonardo Maria Pompei Don Leonardo Maria Pompei Sacerdote · Apostolato

Blog · 2020-06-25

Gesù: il più alto e grande Maestro di preghiera

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"Oltre che uomo di preghiera Gesù fu grandissimo e indiscutibile maestro di orazione, il cui insegnamento è compendiato nel Padre Nostro"


Dopo aver dato grande esempio di preghiera, da grande Uomo di orazione qual era, Gesù, anche su varie sollecitazioni di apostoli e discepoli, insegna anche con la parola la sublime e splendida arte della preghiera (cf CCC 2607-2615). Il più grande e primo Maestro della preghiera evidenza, anzitutto, alcune condizioni preliminari ed essenziali di essa, alle quali per la verità, non sempre si bada con sufficiente attenzione. Per esempio la doverosa riconciliazione con tutti [“Se dunque presenti la tua offerta sull`altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all`altare e và prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna ad offrire il tuo dono” (Mt 5,23-24)] ed il perdono offerto a tutti prima di cominciare a pregare [“Quando vi mettete a pregare, se avete qualcosa contro qualcuno, perdonate, perché anche il Padre vostro che è nei cieli perdoni a voi i vostri peccati” (Mc 11:25)], altrimenti nessuna preghiera sarà gradita a Dio e da Lui esaudita. Inoltre la necessaria insistenza e perseveranza nella preghiera, come insegna la celebre paraboletta della vedova importuna (cf Lc 18,1-8). La preghiera, inoltre, deve essere anche necessariamente accompagnata dalla commendatizia dell’umiltà, insegnamento che Gesù offre nell’episodio della preghiera del fariseo e del pubblicano (cf Lc 18,9-14) e fatta nel segreto (cf Mt 6,6), perché è luogo e manifestazione di quel rapporto intimo, profondo, filiale e al tempo stesso sponsale che ogni anima di orazione deve imparare ad avere con Dio. Quando attraverso la preghiera vogliono ottenersi grandi grazie è bene unirvi gli impegnativi e distinti sacrifici del farla di notte [Parabola dell’amico importuno (cf Lc 11,5-13)] ed accompagnarla col digiuno [ “Questa razza di demòni non si scaccia se non con la preghiera e il digiuno" (Mt, 17,21)]. I discepoli di Gesù, inoltre, si distinguono dal fatto che pregano per i propri nemici, persecutori e detrattori (cf Mt 5,44-45 e Lc 6,28). La preghiera richiede una grandissima fede da parte di colui che prega: “tutto quello che domandate nella preghiera abbiate fede di averlo ottenuto” (Mc 11,24), perché “tutto è possibile per chi crede” (Mc 9,23). Di fede ne ebbero - paradossalmente - assai poca sia i suoi concittadini che non pochi scribi e farisei, mentre la possedettero in grado eroico ed edificante due pagani, ossia il centurione (cf Mt 8,10) e la donna cananea (cf Mt 15,28), che ottennero grandi miracoli per la grandissima fede unita ad altrettanto grande umiltà. La preghiera, infine, sempre secondo l’insegnamento di Gesù, deve essere vigilante e perseverante (cf Mt 24,45-51) e forte e coraggiosa nel momento della prova, della tentazione e del combattimento, come Egli espressamente raccomandò ai suoi tre apostoli prediletti durante l’agonia nell’orto degli ulivi (cf Mt 26, 41, Mc 14,38 e Lc 22,40.46). 

Ovviamente il grande insegnamento della preghiera, il più alto e sublime, Gesù lo ha dato ai suoi insegnando loro la preghiera per antonomasia, la preghiera delle preghiere, la regola e la norma imprescindibile di ogni preghiera che voglia dirsi cristiana: il Padre Nostro. Le sette petizioni del Padre nostro anzitutto educano la nostra preghiera di petizione e di domanda. Attraverso esse Gesù ci ha insegnato anzitutto cosa chiedere e cosa è più importante chiedere al Padre, nella certezza che solo queste domande (non altre anche se accompagnate da molte parole e suppliche) saranno sempre esaudite. È doveroso farsi dunque qualche domanda: quale preghiera spontanea, per esempio, comincia col chiedere a Dio di aiutarci a farci santi? Eppure è la prima cosa che Gesù ci ha insegnato a domandare al Padre (“sia santificato il tuo nome”)! Sant’Agostino raccomandava con zelo e forza ai suoi fedeli che nel pregare possiamo anche adoperare diverse parole rispetto a quelle del Pater, ma mai chiedere altre cose. Quanti fedeli oggi chiedono a Dio con forza che venga il suo santo regno sulla terra e cessi lo strapotere del male? Quanti hanno come massima aspirazione quella di giungere non solo a fare sempre la volontà di Dio, ma con la stessa perfezione con cui Essa viene fatta e vissuta dagli angeli e dai santi in cielo (“come in cielo così in terra”)? È molto importante, per noi cattolici e discepoli di Gesù, tornare sempre alla fonte e a tale splendida preghiera, non solo - come comunque doveroso - per recitarla spesso e bene, ma anche per farla diventare il paradigma e il parametro determinante della verità, autenticità e conformità all’insegnamento di Gesù della nostra preghiera.

Articolo di Don Leonardo Maria Pompei — Blog.