Stemma di don Leonardo Maria Pompei Don Leonardo Maria Pompei Sacerdote · Apostolato

Blog · 2021-07-06

Il peccato impuro

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I peccati che portano più anime all’Inferno sono i peccati della carne
[La Madonna a Fatima]




Dopo il 1968, anno della rivoluzione sessuale, si è assistito ad un crescente e sempre più invadente dilagare dell’oscenità, del nudismo e del libertinaggio sessuale. Con la scusa della fine dei tabù e del “sesso libero”, si è assistito ad uno dei più degradanti fenomeni culturali di tutti i tempi, aggravato dal fatto che esso ha preteso di rovesciare duemila anni di morale cattolica, bollandola come retrograda, anacronistica ed oscurantistica. La verità è che la legge di Dio, checché ne dica talora perfino qualche ministro di Dio che gioca incautamente a fare “il moderno” e “l’aperto”, è sempre la stessa e su questa materia è quanto mai chiara ed inequivoca. Già la Madonna a Fatima, dopo aver mostrato l’Inferno ai pastorelli, ebbe modo di dire, alla piccola Giacinta, che “i peccati che portano più anime all’Inferno sono i peccati di carne”.
Su questo argomento il Nuovo Testamento è quanto mai eloquente, sia nel descrivere i vari tipi di peccato impuro, sia nello stigmatizzarne, in modo inesauribile, le gravissime conseguenze e l’estrema severità di Dio nel punirli in questa e nell’altra vita. Vediamone alcuni tra i più importanti, cominciando dalle lettere di san Paolo.
Fratelli, il corpo non è per l’impudicizia, ma per il Signore. Non sapete che i vostri corpi sono membra di Cristo? Fuggite la fornicazione! Qualsiasi peccato l'uomo commetta, è fuori del suo corpo; ma chi si da alla fornicazione, pecca contro il proprio corpo. O non sapete che il vostro corpo è tempio dello Spirito Santo che è in voi e che avete da Dio, e che non appartenete a voi stessi? Infatti siete stati comprati a caro prezzo. Glorificate dunque Dio nel vostro corpo! (Prima lettera ai Corinzi, 6,13.16-20).
La volontà di Dio è la vostra santificazione: che vi asteniate dalla impudicizia, che ciascuno sappia mantenere il proprio corpo con santità e rispetto, non come oggetto di passioni e libidine, come i pagani che non conoscono Dio; che nessuno offenda e inganni in questa materia il proprio fratello, perché il Signore è vindice di tutte queste cose, come già vi abbiamo detto e attestato. Dio non ci ha chiamati all'impurità, ma alla santificazione. Perciò chi disprezza queste norme non disprezza un uomo, ma Dio stesso (Prima lettera ai Tessalonicesi, 4,3-7)
Del resto le opere della carne sono ben note: fornicazione, impurità, libertinaggio, idolatria, stregonerie, inimicizie, discordia, gelosia, dissensi, divisioni, fazioni, invidie, ubriachezze, orge e cose del genere; circa queste cose vi preavviso, come già ho detto, che chi le compie non erediterà il regno di Dio (Lettera ai Galati, 5,19-21).
Mortificate dunque quella parte di voi che appartiene alla terra: fornicazione, impurità, passioni, desideri cattivi e quella avarizia insaziabile che è idolatria, cose tutte che attirano l'ira di Dio su coloro che disobbediscono (Lettera ai Colossesi, 3,5-6)
Quanto alla fornicazione e a ogni specie di impurità o cupidigia, neppure se ne parli tra voi, come si addice a santi; lo stesso si dica per le volgarità, insulsaggini, trivialità: cose tutte sconvenienti. Si rendano invece azioni di grazie! Perché, sappiatelo bene, nessun fornicatore, o impuro, o avaro - che è roba da idolatri - avrà parte al regno di Cristo e di Dio (Lettera agli Efesini, 5,3-5).
Perciò Dio ha abbandonato i pagani all’impurità secondo i desideri del loro cuore, sì da disonorare fra di loro i propri corpi... Dio li ha abbandonati a passioni infami; le loro donne hanno cambiato i rapporti naturali in rapporti contro natura. Egualmente anche gli uomini, lasciando il rapporto naturale con la donna, si sono accesi di passione gli uni per gli altri, commettendo atti ignominiosi uomini con uomini, ricevendo così in se stessi la punizione che s'addiceva al loro traviamento. E poiché hanno disprezzato la conoscenza di Dio, Dio li ha abbandonati in balìa d'una intelligenza depravata (Lettera ai Romani, 1,24-28).
Infine un brano dell’apostolo Pietro.
Ci sono stati anche falsi profeti tra il popolo, come pure ci saranno in mezzo a voi falsi maestri che introdurranno eresie perniciose, rinnegando il Signore che li ha riscattati e attirandosi una pronta rovina. Molti seguiranno le loro dissolutezze e per colpa loro la via della verità sarà coperta di impropèri. Essi stimano felicità il piacere d’un giorno; sono tutta sporcizia e vergogna; si dilettano dei loro inganni mentre fan festa con voi; han gli occhi pieni di disonesti desideri e sono insaziabili di peccato, adescano le anime instabili, hanno il cuore rotto alla cupidigia, figli di maledizione! (II lettera, 2,1-2.13-14).
Come si vede si condannano senza mezzi termini vari tipi di atti impuri: la fornicazione, l’impudicizia, il libertinaggio, le orge, l’impurità, l’omosessualità, la dissolutezza. Vediamo ora di individuare le specie ed i generi di peccati impuri, facendo anche chiarezza sul significato di alcuni dei termini appena menzionati.
L’impurità è un genere di peccato, che racchiude al suo interno varie specie in cui si articola. È molto importante conoscerle bene  anche ai fini della confessione perché, come è noto, i peccati mortali vanno confessati per specie (non basta farlo in modo generico), numero e circostanze. I peccati impuri si possono anzitutto suddividere in due grandi tipologie: alcuni peccati infatti offendono la santità della sessualità umana in se stessa ed il disegno di Dio su di essa, altri invece offendono direttamente la santità del matrimonio e la castità coniugale. Appartengono al primo gruppo i seguenti peccati.
Masturbazione. La masturbazione offende la sessualità umana in quanto ricerca il piacere sessuale al di fuori in maniera solitaria, escludendo ogni relazione, in modo quindi fine a se stesso e per il puro godimento fisico.
Petting. Il cosiddetto petting (ricerca del piacere sessuale con atti diversi dall'atto coniugale) offende la santità della sessualità umana in quanto è finalizzato al conseguimento del piacere sessuale dentro la relazione uomo–donna ma non come coronamento di un atto di donazione totale aperto alla trasmissione della vita. Il principio egoistico del piacere ne è alla base. I moralisti hanno sempre insegnato che alcuni degli atti tipici del petting sono leciti all'interno del matrimonio in quanto preparatori dell'atto coniugale.
Fornicazione. È la vera e propria congiunzione carnale compiuta al di fuori del matrimonio. Offende la santità della sessualità umana in quanto pone in essere anzitutto un linguaggio non adatto alla precarietà del fidanzamento; inoltre mina e contraddice l'esclusività e l’unicità della donazione completa e reciproca di una coppia; e infine non può essere accogliente della vita, per il fatto che lede il diritto dell’eventuale nascituro ad avere una famiglia stabile in cui nascere e crescere, per cui normalmente, alla sua peccaminosità intrinseca, si aggiunge l’uso dei contraccettivi o, peggio, il ricorso all’aborto. Per non commettere il peccato di fornicazione la piccola (ma grande) Santa Maria Goretti preferì morire violentemente sotto i colpi di punteruolo di Alessandro Serenelli.
Rapporti contro natura. Sono tutte le forme di esercizio della sessualità diverse dall'atto coniugale (naturale): dai rapporti contro natura di memoria biblica (si pensi a Sodoma e Gomorra, i cui peccati hanno dato il nome ad alcune tipologie di tali peccati) a tutte le altre forme di sfrenato libertinaggio sessuale. Anche nel matrimonio vanno assolutamente evitate.
Offese al pudore e alla decenza. Si commettono non osservando la giusta misura nel vestire, specialmente da parte delle donne. Il corpo non è merce da mettere in mostra onde suscitare e provocare gli istinti bassi dell'uomo: appartiene ad una sola persona, ed essa sola ha il diritto di vederlo e di goderlo. Per questo peccato, la Madonna a Fatima ha affermato che molte donne vanno all'Inferno: "verranno mode che offenderanno molto Dio". Oggi, l'attualità di queste parole è sotto gli occhi di tutti.
Rapporti di tipo omosessuale. Ferma restando la complessità della problematica omosessuale e la sua genesi, per cui la persona omosessuale va accolta, compresa e aiutata (ma non incoraggiata, confermata nel male o ingannata), gli atti omosessuali sono in sé sempre intrinsecamente illeciti, in quanto contraddicono radicalmente la complementarietà e reciprocità del rapporto uomo–donna in quanto mistero d'amore e fonte della trasmissione della vita.
Pornografia. Offende gravissimamente la santità della sessualità umana, in quanto rende pubblico quanto c'è di più intimo, presentandone un'immagine coincidente semplicemente con la libidine più sfrenata, in cui ogni mezzo è lecito per raggiungere il massimo piacere possibile.
Prostituzione. Offende gravemente la santità della sessualità umana come linguaggio di amore, riducendola a squallida prestazione dietro corrispettivo.
Appartengono al secondo gruppo i seguenti peccati.
Adulterio. È il compimento dell'atto sessuale con persona diversa dal coniuge. È un peccato gravissimo di cui, fino al VI secolo, qualche autore dubitava addirittura di poterne essere assolti in questa vita.
Concubinato. È la libera convivenza  al di fuori del matrimonio. Contraddice gravemente la vocazione all'amore come dono totale e incondizionato di sé, che non tollera la sottoposizione a "prove" e che porta in sé il rischio insito in ogni gesto di amore autentico.
Divorzio. Contraddice gravemente l'indissolubilità del matrimonio sacramento. Un coniuge cristiano non può (e non deve) mai chiederlo, neanche se si sia separato per giusta causa. Può solo "subirlo", stante l'attuale legislazione vigente nell'ordinamento italiano (che lo rende "automatico" su istanza anche di una sola parte dopo un certo tempo dalla sentenza di separazione).
Chiusura alla vita e fecondazione assistita. Tutti i mezzi contraccettivi (pillola, preservativo, spirale, interruzione del rapporto) contraddicono oggettivamente l'unione inscindibile tra aspetto unitivo e procreativo dell'atto sessuale, così come l'inseminazione e la fecondazione artificiale, che trasformano in diritto (avere un figlio) ciò che è puro dono di Dio.
Uso della sessualità diverso dall’atto coniugale. Anche dentro il matrimonio, non tutto è lecito. Il raggiungimento del piacere sessuale va ricercato solo e sempre come coronamento dell'atto coniugale aperto alla vita. Tutto il resto, anche dentro il matrimonio, macchia gravemente la santità del talamo coniugale.
Ingiustificata negazione dell’atto coniugale. Se uno dei coniugi, senza grave motivo, nega all'altro il "debito coniugale" commette, a giudizio di tutti gli autori "probati" della tradizione cattolica in campo morale, peccato mortale, in quanto espone il coniuge rifiutato a cercare in modo illecito la gratificazione sessuale
Desiderare o guardare con desiderio una persona diversa dal coniuge. In base alle parole di Gesù su chi guarda per desiderare (è adultero come chi commette realmente adulterio), si deve dire che i desideri e gli sguardi impuri (ovviamente consentiti), anche se non terminano nell'atto, costituiscono di per se stessi un peccato mortale.

4. La Chiesa non ha mode
A conclusione di questa breve rassegna su questi brutti peccati, di cui oggi si nega l’intrinseca immoralità quando, addirittura, non si incoraggiano esplicitamente, è bene ricordare ancora alcune parole della piccola Giacinta di Fatima, che ella riferiva come provenienti dalla Madonna: “Verranno certe mode che offenderanno molto Gesù. Le persone che servono Dio non devono seguire la moda. La Chiesa non ha mode. Gesù è sempre lo stesso”. E la stessa è—e sempre rimarrà—la Sua santa legge, specialmente in tema di purezza, continenza e castità.

Articolo di Don Leonardo Maria Pompei — Blog.