I peccati che portano più anime all’Inferno sono i peccati della carne
[La Madonna a Fatima]
Dopo il 1968, anno della rivoluzione sessuale, si è assistito ad un
crescente e sempre più invadente dilagare dell’oscenità, del nudismo e del
libertinaggio sessuale. Con la scusa della fine dei tabù e del “sesso libero”,
si è assistito ad uno dei più degradanti fenomeni culturali di tutti i tempi,
aggravato dal fatto che esso ha preteso di rovesciare duemila anni di morale cattolica,
bollandola come retrograda, anacronistica ed oscurantistica. La verità è che la
legge di Dio, checché ne dica talora perfino qualche ministro di Dio che gioca
incautamente a fare “il moderno” e “l’aperto”, è sempre la stessa e su questa
materia è quanto mai chiara ed inequivoca. Già la Madonna a Fatima, dopo aver
mostrato l’Inferno ai pastorelli, ebbe modo di dire, alla piccola Giacinta, che
“i peccati che portano più anime all’Inferno sono i peccati di carne”.
Su questo
argomento il Nuovo Testamento è quanto mai eloquente, sia nel descrivere i vari
tipi di peccato impuro, sia nello stigmatizzarne, in modo inesauribile,
le gravissime conseguenze e l’estrema severità di Dio nel punirli
in questa e nell’altra vita. Vediamone alcuni tra i più importanti, cominciando
dalle lettere di san Paolo.
Fratelli, il
corpo non è per l’impudicizia, ma per il Signore. Non sapete che i vostri corpi
sono membra di Cristo? Fuggite la fornicazione! Qualsiasi peccato l'uomo
commetta, è fuori del suo corpo; ma chi si da alla fornicazione, pecca contro
il proprio corpo. O non sapete che il vostro corpo è tempio dello Spirito Santo
che è in voi e che avete da Dio, e che non appartenete a voi stessi? Infatti
siete stati comprati a caro prezzo. Glorificate dunque Dio nel vostro corpo! (Prima lettera
ai Corinzi, 6,13.16-20).
La volontà di
Dio è la vostra santificazione: che vi asteniate dalla impudicizia, che
ciascuno sappia mantenere il proprio corpo con santità e rispetto, non
come oggetto di passioni e libidine, come i pagani che non conoscono Dio; che
nessuno offenda e inganni in questa materia il proprio fratello, perché il
Signore è vindice di tutte queste cose, come già vi abbiamo detto e
attestato. Dio non ci ha chiamati all'impurità, ma alla santificazione. Perciò
chi disprezza queste norme non disprezza un uomo, ma Dio stesso (Prima lettera
ai Tessalonicesi, 4,3-7)
Del resto le opere della carne
sono ben note: fornicazione, impurità, libertinaggio, idolatria, stregonerie,
inimicizie, discordia, gelosia, dissensi, divisioni, fazioni, invidie,
ubriachezze, orge e cose del genere; circa queste cose vi preavviso,
come già ho detto, che chi le compie non erediterà il regno di Dio (Lettera ai Galati, 5,19-21).
Mortificate
dunque quella parte di voi che appartiene alla terra: fornicazione, impurità,
passioni, desideri cattivi e quella avarizia insaziabile che è
idolatria, cose tutte che attirano l'ira di Dio su coloro che disobbediscono
(Lettera ai
Colossesi, 3,5-6)
Quanto
alla fornicazione e a ogni specie di impurità o cupidigia, neppure se
ne parli tra voi, come si addice a santi; lo stesso si dica per le volgarità,
insulsaggini, trivialità: cose tutte sconvenienti. Si rendano invece
azioni di grazie! Perché, sappiatelo bene, nessun fornicatore, o impuro,
o avaro - che è roba da idolatri - avrà parte al regno di Cristo e di Dio
(Lettera agli
Efesini, 5,3-5).
Perciò Dio ha abbandonato i pagani all’impurità secondo i
desideri del loro cuore, sì da disonorare fra di loro i propri corpi... Dio li
ha abbandonati a passioni infami; le loro donne hanno cambiato i
rapporti naturali in rapporti contro natura. Egualmente anche gli
uomini, lasciando il rapporto naturale con la donna, si sono accesi di passione
gli uni per gli altri, commettendo atti ignominiosi uomini con uomini,
ricevendo così in se stessi la punizione che s'addiceva al loro traviamento. E
poiché hanno disprezzato la conoscenza di Dio, Dio li ha abbandonati in balìa
d'una intelligenza depravata (Lettera ai Romani, 1,24-28).
Infine un brano dell’apostolo Pietro.
Ci
sono stati anche falsi profeti tra il popolo, come pure ci saranno in mezzo a
voi falsi maestri che introdurranno eresie perniciose, rinnegando il Signore
che li ha riscattati e attirandosi una pronta rovina. Molti seguiranno le loro dissolutezze
e per colpa loro la via della verità sarà coperta di impropèri. Essi stimano
felicità il piacere d’un giorno; sono tutta sporcizia e vergogna; si
dilettano dei loro inganni mentre fan festa con voi; han gli occhi pieni di
disonesti desideri e sono insaziabili di peccato, adescano le anime
instabili, hanno il cuore rotto alla cupidigia, figli di maledizione! (II lettera, 2,1-2.13-14).
Come
si vede si condannano senza mezzi termini vari tipi di atti impuri: la
fornicazione, l’impudicizia, il libertinaggio, le orge, l’impurità,
l’omosessualità, la dissolutezza. Vediamo ora di individuare le specie ed i
generi di peccati impuri, facendo anche chiarezza sul significato di alcuni dei
termini appena menzionati.
L’impurità è un genere
di peccato, che racchiude al suo interno varie specie in cui si
articola. È molto importante conoscerle bene
anche ai fini della confessione perché, come è noto, i peccati mortali
vanno confessati per specie (non basta farlo in modo generico),
numero e circostanze. I peccati impuri si possono anzitutto suddividere in
due grandi tipologie: alcuni peccati infatti offendono la santità della
sessualità umana in se stessa ed il disegno di Dio su di essa, altri invece
offendono direttamente la santità del matrimonio e la castità coniugale.
Appartengono al primo gruppo i seguenti peccati.
Masturbazione. La
masturbazione offende la sessualità umana in quanto ricerca il piacere sessuale
al di fuori in maniera solitaria, escludendo ogni relazione, in modo quindi
fine a se stesso e per il puro godimento fisico.
Petting. Il cosiddetto
petting (ricerca del piacere sessuale con atti diversi dall'atto coniugale)
offende la santità della sessualità umana in quanto è finalizzato al
conseguimento del piacere sessuale dentro la relazione uomo–donna ma non come
coronamento di un atto di donazione totale aperto alla trasmissione della vita.
Il principio egoistico del piacere ne è alla base. I moralisti hanno sempre
insegnato che alcuni degli atti tipici del petting sono leciti all'interno del
matrimonio in quanto preparatori dell'atto coniugale.
Fornicazione. È la vera e
propria congiunzione carnale compiuta al di fuori del matrimonio. Offende la santità
della sessualità umana in quanto pone in essere anzitutto un linguaggio non
adatto alla precarietà del fidanzamento; inoltre mina e contraddice l'esclusività
e l’unicità della donazione completa e reciproca di una coppia; e infine
non può essere accogliente della vita, per il fatto che lede il diritto
dell’eventuale nascituro ad avere una famiglia stabile in cui nascere e
crescere, per cui normalmente, alla sua peccaminosità intrinseca, si aggiunge
l’uso dei contraccettivi o, peggio, il ricorso all’aborto. Per non commettere il peccato di fornicazione la piccola (ma grande) Santa Maria Goretti preferì morire violentemente sotto i colpi di punteruolo di Alessandro Serenelli.
Rapporti contro
natura. Sono tutte le forme di esercizio della sessualità diverse dall'atto
coniugale (naturale): dai rapporti contro natura di memoria biblica (si pensi a
Sodoma e Gomorra, i cui peccati hanno dato il nome ad alcune tipologie di tali peccati)
a tutte le altre forme di sfrenato libertinaggio sessuale. Anche nel matrimonio
vanno assolutamente evitate.
Offese al
pudore e alla decenza. Si commettono non osservando la giusta misura nel vestire,
specialmente da parte delle donne. Il corpo non è merce da mettere in mostra
onde suscitare e provocare gli istinti bassi dell'uomo: appartiene ad una sola
persona, ed essa sola ha il diritto di vederlo e di goderlo. Per questo
peccato, la Madonna a Fatima ha affermato che molte donne vanno all'Inferno: "verranno mode che offenderanno molto Dio". Oggi, l'attualità di queste parole è sotto gli occhi di tutti.
Rapporti di
tipo omosessuale. Ferma restando la complessità della problematica omosessuale e la sua
genesi, per cui la persona omosessuale va accolta, compresa e
aiutata (ma non incoraggiata, confermata nel male o ingannata), gli atti
omosessuali sono in sé sempre intrinsecamente illeciti, in quanto contraddicono
radicalmente la complementarietà e reciprocità del rapporto uomo–donna in
quanto mistero d'amore e fonte della trasmissione della vita.
Pornografia. Offende
gravissimamente la santità della sessualità umana, in quanto rende pubblico
quanto c'è di più intimo, presentandone un'immagine coincidente semplicemente
con la libidine più sfrenata, in cui ogni mezzo è lecito per raggiungere il
massimo piacere possibile.
Prostituzione. Offende
gravemente la santità della sessualità umana come linguaggio di amore, riducendola
a squallida prestazione dietro corrispettivo.
Appartengono al
secondo gruppo i seguenti peccati.
Adulterio. È il
compimento dell'atto sessuale con persona diversa dal coniuge. È un peccato
gravissimo di cui, fino al VI secolo, qualche autore dubitava addirittura di poterne
essere assolti in questa vita.
Concubinato. È la libera
convivenza al di fuori del matrimonio.
Contraddice gravemente la vocazione all'amore come dono totale e incondizionato
di sé, che non tollera la sottoposizione a "prove" e che porta in sé
il rischio insito in ogni gesto di amore autentico.
Divorzio. Contraddice
gravemente l'indissolubilità del matrimonio sacramento. Un coniuge cristiano
non può (e non deve) mai chiederlo, neanche se si sia separato per giusta
causa. Può solo "subirlo", stante l'attuale legislazione vigente
nell'ordinamento italiano (che lo rende "automatico" su istanza anche
di una sola parte dopo un certo tempo dalla sentenza di separazione).
Chiusura alla
vita e fecondazione assistita. Tutti i mezzi contraccettivi (pillola,
preservativo, spirale, interruzione del rapporto) contraddicono
oggettivamente l'unione inscindibile tra aspetto unitivo e procreativo
dell'atto sessuale, così come l'inseminazione e la fecondazione artificiale,
che trasformano in diritto (avere un figlio) ciò che è puro dono di Dio.
Uso della
sessualità diverso dall’atto coniugale. Anche dentro il matrimonio, non
tutto è lecito. Il raggiungimento del piacere sessuale va ricercato solo
e sempre come coronamento dell'atto coniugale aperto alla vita. Tutto il
resto, anche dentro il matrimonio, macchia gravemente la santità del talamo
coniugale.
Ingiustificata
negazione dell’atto coniugale. Se uno dei coniugi, senza grave
motivo, nega all'altro il "debito coniugale" commette, a giudizio di
tutti gli autori "probati" della tradizione cattolica in campo morale, peccato mortale, in
quanto espone il coniuge rifiutato a cercare in modo illecito la gratificazione
sessuale
Desiderare o guardare con desiderio
una persona diversa dal coniuge. In base alle
parole di Gesù su chi guarda per desiderare (è adultero come chi commette
realmente adulterio), si deve dire che i desideri e gli sguardi impuri (ovviamente consentiti), anche
se non terminano nell'atto, costituiscono di per se stessi un peccato mortale.
4. La Chiesa non ha mode
A conclusione di questa breve rassegna
su questi brutti peccati, di cui oggi si nega l’intrinseca immoralità quando,
addirittura, non si incoraggiano esplicitamente, è bene ricordare ancora alcune
parole della piccola Giacinta di Fatima, che ella riferiva come provenienti
dalla Madonna: “Verranno certe mode che offenderanno molto Gesù. Le persone che
servono Dio non devono seguire la moda. La Chiesa non ha mode. Gesù è sempre lo
stesso”. E la stessa è—e sempre rimarrà—la Sua santa legge, specialmente in
tema di purezza, continenza e castità.
