Stemma di don Leonardo Maria Pompei Don Leonardo Maria Pompei Sacerdote · Apostolato

Blog · 2021-01-18

L'attuale disciplina della Chiesa in tema di indulgenze

← Tutti gli articoli
I diversi modi e le condizioni con cui si possono lucrare le indulgenze secondo il nuovo Enchiridion delle indulgenze. Le concessioni generali, le indulgenze plenarie e le indulgenze parziali



In  ottemperanza  alla  costituzione Indulgentiarium Doctrina di San Paolo VI è stato successivamente pubblicato dalla Santa Sede il “Manuale delle indulgenze” (“Enchiridion indulgentiarium”), che,  dopo  aver  brevemente  sintetizzato la tradizionale dottrina cattolica sulle ndulgenze e specificato a quali condizioni si possono lucrare, elenca tutte le concessioni attualmente in vigore nella Chiesa circa  l’indulgenza  sia  plenaria  che  parziale. A conclusione di questo lungo discorso, è bene mettersi in ascolto dei passaggi salienti di questo documento, con qualche piccola “glossa” tra parentesi quadre di breve commento. 
§1 L’indulgenza è la remissione dinanzi a Dio della pena temporale per i peccati [= le conseguenze che restano delle nostre colpe], già rimessi quanto alla colpa [= col sacramento della confessione], che il fedele, debitamente disposto e a determinate condizioni, acquista per intervento  della  Chiesa,  la  quale,  come  ministra  della  redenzione,  autoritativamente dispensa ed applica il tesoro delle soddisfazioni di Cristo e dei santi [= tutte le preghiere, sacrifici,  mortificazioni  e  penitenze  offerte  a  Dio  come  espiazioni  dei  peccati  da  Gesù,  dalla Madonna e da tutti i santi]. 
§ 2 L’indulgenza è plenaria o parziale, secondo che libera in tutto (plenaria) o in parte (parziale)  dalla  pena  temporale  dovuta  per  i  peccati  [= le sofferenze che  sulla  terra o in Purgatorio dovremo affrontare per purificarci dai nostri peccati]. 
§ 3 Ogni fedele può lucrare le indulgenze sia plenarie che parziali per se stesso [= in sconto delle pene dovute ai peccati suoi] oppure applicarle ai defunti a modo di suffragio [= in sconto delle pene dovute ai peccati dei defunti, per abbreviargli l’intensità o il tempo delle pene che soffrono nel Purgatorio] Il documento specifica che per lucrare qualunque tipo di indulgenza, sono necessarie cinque condizioni:
1. L’intenzione almeno generale di acquisirla; 2. Il  distacco  dell’affetto  dal peccato, anche  veniale [= significa che non ci deve essere la minima volontà di commettere alcun peccato, neanche piccolo]; 3. La confessione sacramentale; 4. La comunione sacramentale; 5. Il Pater, Ave e Gloria secondo le intenzioni del Santo Padre. 
Vengono, inoltre, fatte quattro concessioni generali per lucrare un’indulgenza parziale ai “cristiani che tendono regolarmente alla perfezione della carità”, ossia vivono in grazia di Dio  e  si  sforzano  di  tendere  -  come  è dovere  di  tutti  i  figli  di  Dio  -  alla  propria santificazione:
1. Per le pie invocazioni elevate a Dio con umile fiducia dal cristiano, fatte durante lo svolgimento del suo lavoro o nel tollerare le  avversità [= giaculatorie fatte durante la giornata]. 
2. Ad un cristiano che dona se stesso o i suoi beni, per spirito di fede, ai fratelli che si trovano in necessità [= elemosina]. 
3. Ad un cristiano che si priva di qualche cosa a lui gradita o lecita in spirito di penitenza [= sacrifici e mortificazioni volontarie, quali digiuni e altre penitenze]. 
4. Ad un cristiano che rende testimonianza della fede pubblicamente davanti agli altri. Vengono poi nominati esplicitamente alcuni oggetti sacri, concedendo indulgenza parziale a chi li indossi o li veneri: il crocifisso, la corona del Rosario, lo scapolare della Madonna. Si specifica inoltre che per lucrare le indulgenze tutte le preghiere devono essere recitate vocalmente [= non semplicemente a mente, ma a voce, anche solo labializzandole], che si può lucrare  una  sola  indulgenza  plenaria  al  giorno  e  che  una  sola  confessione  permette l’acquisto di più indulgenze (ma quando è prescritta anche la comunione e la preghiera del santo Padre, bisogna farne tante quante sono le indulgenze che si vogliono acquistare). 
Infine, ad edificazione del lettore, riporto le principali concessioni in tema di indulgenza plenaria e parziale.

L’indulgenza plenaria è concessa al fedele che, rispettando le suddette condizioni generali, compia le seguenti pratiche: 
•Almeno mezz’ora di adorazione al Santissimo Sacramento;
•Via Crucis;
•Rosario recitato in Chiesa (oppure in ogni luogo se recitato in famiglia o in comune);
•Recita dell’inno "Akathistòs" (in Chiesa);
•Almeno mezz’ora di lettura della Parola di Dio;
•Ritiro spirituale di almeno tre giorni;
•Indulgenza in articulo mortis: data dal sacerdote con benedizione apostolica ad hoc [si amministra con il sacramento dell’unzione; anche per questo è così importante chiamare il sacerdote prima della morte della persona];
•Partecipazione all’azione liturgica dell’adorazione della Croce il Venerdì Santo;
•Recita  in  Chiesa  dell’inno  allo  Spirito  Santo  “Veni Creator” il  primo dell’anno e aPentecoste;
•Recita in Chiesa il 31 Dicembre dell’inno "Te Deum";
•Rinnovazione delle promesse battesimali nella Veglia pasquale e nell’anniversario del proprio Battesimo con formula propria;
•Recita del Rosario in cimitero e preghiera, anche solo mentale, per i defunti dal primo all’otto Novembre (applicabile solo alle anime del Purgatorio, una per ogni giorno);
•Visita di una Chiesa o Cappella nel 2 Novembre e recita del Pater e Credo;
•Visita dei seguenti luoghi sacri con recita di Pater e Credo:
• Una delle quattro basiliche patriarcali romane, facendo un atto di sottomissione al Papa;
•Una basilica romana minore, una volta l’anno, o nella festa dei Santi Pietro e Paolo o nella Solennità del Patrono o il 2 di Agosto; 
•Chiesa  Cattedrale  di  ogni  diocesi  o  nella  festa  dei  Santi  Pietro e Paolo o nella Solennità del Patrono o il 2 di Agosto; 
•Santuari, una volta all’anno oppure nella festa del Patrono; 
•Chiesa Parrocchiale il 2 Agosto o nella festa del Patrono. 

Queste sono infine le principali concessioni in tema di indulgenza parziale
•Visita del Santissimo sacramento;
•Recita degli inni "Adoro devote" o "Tantum ergo" o "O Sacrum Convivium" a Gesù sacramentato;
•Comunione spirituale;
•Ringraziamento dopo la comunione ("Anima di Cristo" oppure "En ego o bone et dulcissime Iesu");
•Esame di coscienza;
•Recita di un atto di contrizione (Salmo 50; De profundis; Confesso);
•Orazione mentale;
•Rosario al di fuori delle  condizioni in  cui è plenaria (per  esempio recita individuale privata);
•Pia recita del Magnificat;
•Recita dell’Angelus (tre volte al giorno);
•Qualunque altra preghiera approvata rivolta alla Vergine Maria;
•Recita dell’Angelo di Dio;
•Recita della preghiera a San Giuseppe “A te o beato Giuseppe”;
•Recita delle litanie approvate (Santissimo Nome di Gesù; Sacratissimo Cuore di Gesù; Santissimo Sangue; Lauretane; dei Santi; di San Giuseppe);
•Novene pubbliche (= in Chiesa e con la comunità);
•Preghiere per il Papa ed il Vescovo diocesano;
•Recita delle preghiere: prima e dopo i pasti; al principio ed al termine del giorno; al principio ed alla fine del lavoro;
•Segno della Croce fatto devotamente e dicendo “Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo”;
•Recita del Credo;
•Atto di fede, di speranza e di carità con qualsiasi formula;
•Visita al cimitero e preghiere per i defunti;
•Recita devota dell’Eterno riposo;
•Lettura della Scrittura per meno di mezz’ora.


Articolo di Don Leonardo Maria Pompei — Blog.