Stemma di don Leonardo Maria Pompei Don Leonardo Maria Pompei Sacerdote · Apostolato

Blog · 2024-05-20

I dodici atteggiamenti del corpo nella preghiera

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Come stare alla divina presenza aiutandoci con le corrette posizioni del nostro corpo



In ginocchio (in posizione eretta e a mani giunte). Si esprime il riconoscimento della propria piccolezza e nullità rispetto a Dio, professandolo. Si adora la Sua grandezza e sovranità. Si manifesta il desiderio di non fare nemmeno un passo al di fuori della Sua legge.

Prostrati con la faccia a terra. Si esprime la suprema adorazione, ringraziamento, riparazione ed intercessione; si manifesta l’attesa che la Grazia affluisca nell’anima e la rialzi dall’abisso del suo nulla.

Mani giunte. Si esprime la remissione delle proprie mani in quelle di Dio - in atto di stretta di amore - e l’offerta a Dio delle anime affidate alle preghiere ed alla cura dell’orante; si manifesta il desiderio e la volontà di stringersi alla volontà di Dio, alla sua gloria ed a Lui, sommamente amato, e di non volersi occupare di altro che del suo servizio, specialmente nell’orazione, non volendo fare per nessun motivo atti di resistenza.

Braccia allargate a croce. Si esprime l’abbandono totale alla volontà di Dio e si manifesta l’unione interna ed esterna al sacrificio di Gesù sulla croce.

Mani alzate verso l’alto (come l’orante delle catacombe). Esprime l’offerta di sé e del mondo a Dio, al fine di supplicarlo, di applicarvi il suo merito e la sua azione.

Palme rivolte verso l’alto. Esprime l’ufficio e lo spirito sacerdotale di elevare ed offrire tutto il mondo ed il creato a Dio Trinità, che ne è l’origine ed il fine ultimo.

Capo chino e dita incrociate. Esprime l’interna riverenza alla maestà divina e l’interna penitenza per i peccati commessi. Manifesta l’intenzione di offrire il capo al boia per ogni tipo di morte affrontata in difesa della fede ed in obbedienza a Dio; mostra il desiderio di reclinarlo sul petto stesso di Gesù per ricevere la sua carezza.

Occhi chiusi. Esprime la chiusura dei sensi ad ogni realtà creata; manifesta la supplica di ricevere l’apertura dell’intelletto a tutte le verità divine e di essere purificati da tutte le distrazioni.

Occhi rivolti al cielo. Esprime l’affetto e l’offerta ed il desiderio delle tre virtù teologali; manifesta la volontà di rafforzare la rettitudine di intenzione. Esprime anche la volontà di mettersi alla presenza di Dio ed il desiderio di giungere all’unione (mistica e poi reale) con Lui.

In piedi. Esprime la prontezza ad obbedire ad ogni cenno della volontà di Dio; la disponibilità e la prontezza ad affrontare ogni battaglia, lavoro e fatica per il suo regno; la volontà di fare la guardia ai suoi altari e la sentinella in difesa delle sue anime.

Preghiera vocale ad alta voce. Esprime la proclamazione fiera della sua legge e dei suoi diritti divini e la professione pubblica, al cospetto del cielo e della terra, dell’amore verso Dio. Manifesta la volontà ferma di scuotere l’animo dal sonno della morte e della tiepidezza.

Preghiera vocale sottovoce. Esprime a Dio la propria confusione per le tante infedeltà nei suoi confronti. Manifesta il desiderio di attirare maggiormente l’attenzione di Dio e la volontà di usare il segreto confidenziale con Lui, nella speranza e nell’attesa che anch’Egli voglia rivolgere confidenze personali per accendere l’amore.

Articolo di Don Leonardo Maria Pompei — Blog.