Stemma di don Leonardo Maria Pompei Don Leonardo Maria Pompei Sacerdote · Apostolato

Blog · 2015-01-12

Il Battesimo...una vera e propria rinascita dall'Alto

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Il Battesimo nell'insegnamento del Concilio di Trento



Non c'è documento magisteriale più importante dei decreti del Concilio di Trento per comprendere la natura, la grandezza, l'importanza e l'eccellenza dei sacramenti, a cominciare dai fondamentali sacramenti del Battesimo e della Cresima.
Ecco anzitutto i canoni del decreto del Concilio tridentino sui sacramenti inerenti al sacramento del Battesimo e ai tre soli canoni sul sacramento della cresima. Mi limiterò a citare e commentare i più importanti.

Canoni sul sacramento del Battesimo.
Se qualcuno afferma che il battesimo di Giovanni aveva la stessa efficacia del battesimo del Cristo, sia anatema (Denz 1614)
Se qualcuno afferma che la vera acqua naturale non è necessaria per il battesimo e darà, quindi, un significato metaforico alle parole del signore nostro Gesù Cristo: chi non rinascerà da acqua e da Spirito santo: sia anatema (Denz 1615)
Se qualcuno afferma che il battesimo anche se amministrato dagli eretici nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito santo, con l’intenzione di fare quello che fa la Chiesa, non è un vero battesimo: sia anatema (Denz 1617)
Se qualcuno afferma che il battesimo è libero, cioè non necessario alla salvezza: sia anatema (Denz 1618)
Se qualcuno afferma che quelli che vengono battezzati in forza dello stesso battesimo sono obbligati solo a credere e non ad osservare tutta la legge del Cristo: sia anatema (Denz 1620)
Se qualcuno afferma che un battesimo valido e legittimamente conferito debba essere ripetuto per chi abbia negato presso gli infedeli la fede di Cristo, quando torna a penitenza: sia anatema (Denz 1624)
Se qualcuno afferma che nessuno debba essere battezzato, se non all’età in cui fu battezzato Cristo, o addirittura in punto di morte: sia anatema (Denz 1625)
Se qualcuno afferma che i bambini, poiché non hanno la capacità di credere, ricevuto il battesimo non devono essere considerati cristiani e quindi divenuti adulti, devono essere ribattezzati; o che è meglio omettere il loro battesimo, piuttosto che battezzarli nella fede della Chiesa, senza un loro atto di fede personale: sia anatema (Denz 1626)

Canoni sul sacramento della confermazione.
Se qualcuno afferma che la confermazione dei battezzati è una vana cerimonia, e non, invece, un vero e proprio sacramento o che un tempo non è stata altro che un tipo di catechesi, per cui quelli che si avvicinavano all’adolescenza rendevano conto della propria fede dinanzi alla Chiesa: sia anatema (Denz 1627)
Se qualcuno afferma che ingiuriano lo Spirito santo quelli che attribuiscono una certa efficacia al crisma della confermazione: sia anatema (Denz 1628)
Se qualcuno afferma che il ministro ordinario della confermazione non è solo il vescovo ma qualsiasi semplice sacerdote: sia anatema (Denz 1629)


Alla luce dei suesposti canoni si evincono, in prima battuta, i seguenti punti dottrinali fondamentali. Anzitutto il Battesimo è un vero e proprio sacramento, a differenza del battesimo di san Giovanni Battista che era solo un rito esteriore simbolico, un gesto di umiltà espressivo del proprio riconoscersi peccatori e bisognosi di purificazione, ma non uno strumento efficace di comunicazione della grazia. Altrimenti, come è ovvio, di certo Gesù non si sarebbe fatto battezzare da Giovanni. Il Battesimo, viceversa, è un vero e proprio sacramento, che realizza letteralmente quello che Gesù afferma nel Vangelo secondo Giovanni (cf Gv 3,3-7): una vera e propria rinascita dall’Alto, causata dall’azione dello Spirito Santo (sacramentalmente unito all’acqua naturale) che opera efficacemente la cancellazione di ogni peccato (originale e attuale) e delle relative pene, nonché l’infusione della grazia santificante, delle tre virtù teologali e degli abiti di tutte le virtù cardinali, intellettuali e morali. Il Battesimo non è un optional, ma è “necessario alla salvezza”. Questo perché le parole di Gesù, in merito, sono quanto mai eloquenti: nel Vangelo di san Giovanni afferma che senza questa rinascita non si può “entrare nel regno di Dio” (Gv 3,5) e “vedere il regno di Dio” (Gv 3,3); nel Vangelo di san Marco che “chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, chi non crederà sarà condannato” (Mc 16,16); e in quello di san Matteo “andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo ad ogni creatura, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo” (Mt 28,19). L’estrema leggerezza con cui si prendono in considerazione queste frasi nette e perentorie del Nostro Salvatore sta progressivamente provocando una chiara perdita di percezione dell’importanza unica e fondamentale di questo sacramento. Il ritardo sempre più preoccupante con cui si amministra il battesimo ai bambini ne è solo una delle tante spie. Così come le scelte, assai stravaganti e assolutamente da biasimare, di coloro che omettono di far battezzare i figli per lasciarli “liberi di scegliere quando saranno grandi”, dimenticando che, purtroppo, quando veniamo concepiti c’è già – purtroppo - qualcuno che ha scelto noi e a cui l’anima appartiene fino a quando questo sacramento non gliela toglie…


Articolo di Don Leonardo Maria Pompei — Blog.