Stemma di don Leonardo Maria Pompei Don Leonardo Maria Pompei Sacerdote · Apostolato

Blog · 2022-04-28

Il velo muliebre: una tradizione di origine apostolica

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 Perché è bene che le donne stiano a capo velato quando sono alla presenza di Dio





Oggi in molti pensano che portare il velo in Chiesa sia sciocca bigotteria anacronistica, inutile ostentazione di religiosità, gesto comunque non più obbligatorio e non richiesto né da Dio né dalla Chiesa. Le cose, come vedremo subito, non stanno affatto a così. Sia la Parola di Dio contenuta nella Sacra Scrittura, sia le disposizioni delle massime autorità della Chiesa (san Lino Papa successore di san Pietro e XX secoli di disciplina ecclesiastica), sia anche i voleri dell'Alto pervenutici tramite rivelazioni private, affermano esattamente il contrario. Vediamo come. 


1) SACRA SCRITTURA: Prima lettera di san Paolo ai Corinzi (1Cor 11,1-6.13-16)


Si legge in questo testo della prima lettera di San Paolo apostolo ai Corinzi: “Fatevi miei imitatori, come io lo sono di Cristo. Vi lodo poi perché in ogni cosa vi ricordate di me e conservate le tradizioni così come ve le ho trasmesse. Voglio però che sappiate che di ogni uomo il capo è Cristo, e capo della donna è l’uomo, e capo di Cristo è Dio. Ogni uomo che prega o profetizza con il capo coperto, manca di riguardo al proprio capo. Ma ogni donna che prega o profetizza senza velo sul capo, manca di riguardo al proprio capo, poiché è lo stesso che se fosse rasata. Se dunque una donna non vuol mettersi il velo, si tagli anche i capelli! Ma se è vergogna per una donna tagliarsi i capelli o radersi, allora si copra. Giudicate voi stessi: è conveniente che una donna faccia preghiera a Dio col capo scoperto? Non è forse la natura stessa a insegnarci che è indecoroso per l`uomo lasciarsi crescere i capelli, mentre è una gloria per la donna lasciarseli crescere? La chioma le è stata data a guisa di velo. Se poi qualcuno ha il gusto della contestazione, noi non abbiamo questa consuetudine e neanche le Chiese di Dio”.


Il testo può sembrare non molto comprensibile a noi uomini del XXI secolo; tuttavia non è poi così tanto difficile comprenderne il senso. Bisogna cominciare dagli ultimi versetti: i capelli lunghi sono "gloria della donna" ovvero segno esteriore della sua bellezza e, sovente, anche espressione della sua vanità, mentre per l'uomo vale esattamente il contrario. Per cui è segno di mortificazione e umiliazione davanti a Dio - per una donna - radersi o portare i capelli corti (come fanno le suore), mentre per gli uomini farsi crescere i capelli (tradizione universale, come è noto, nelle Chiese di oriente dove tutti i monaci hanno il divieto assoluto di tagliare i capelli, mentre in Occidente vige la regola - negli istituti di stretta osservanza - di radersi a zero). Ora mentre per un uomo coprirsi il capo sarebbe mancare di rispetto a Cristo (e infatti durante la Messa celebrata da un Vescovo gli viene tolto anche lo zucchetto prima della preghiera eucaristica), per una donna sarebbe mancanza di rispetto gloriarsi della sua bellezza esteriore davanti a Dio, non riconoscendo il primato dello spirito e dello spirituale sulla vanità dell'esteriore. Per questo san Paolo afferma che non è conveniente che una donna faccia la preghiera davanti a Dio a capo scoperto. C'è anche un'altra motivazione, senz'altro meno nobile, ma non meno importante: la donna è soggetta all'uomo (cioè al marito), nel senso che appartiene a lui e a lui solo. Una donna senza velo e ben acconciata, inevitabilmente attira l'attenzione degli uomini che la guardano. Questo, oltre che essere quanto mai inopportuno in Chiesa, è anche mancanza di rispetto verso il marito, a cui, solo, appartiene la moglie (fermo restando che è vero anche il contrario). Per cui portare il velo, almeno in Chiesa, è segno esteriore con cui si riconosce il primato dello spirito (unica cosa che conta davanti a Dio), si mortifica la vanità esteriore (destinata a sciogliersi come brina al sole col passare inesorabile del tempo), si esalta e si afferma la santità intemerata e incorruttibile dell'unione nuziale. In Chiesa gli uomini non devono guardare le donne, meno che mai quelle degli altri, ma pensare a Dio e a pregare. E basta. E per chi ha il gusto della contestazione vale il monito conclusivo dell'Apostolo: tra i figli di Dio questa consuetudine (oggi così diffusa) non c'è. La lasciamo ai figli del primo contestatore, ossia al diavolo e ai suoi servi e servitori (consapevoli o meno).


2) DISCIPLINA DELLA CHIESA


Il successore di san Pietro, San Lino Papa, sancì con l'autorità di Sommo Pontefice questo obbligo per tutte le fedeli cattoliche. Riporto semplicemente quello che si legge nel Martirologio Romano del 1962, nel giorno 23 Settembre, festa liturgica di san Lino Papa e Martire. Prima la mia traduzione dal latino, poi l'originale per chi volesse verificare l’originale della fonte.

"Lino Papa, nato a Volterra in Toscana, fu il primo dopo Pietro a governare la Chiesa. Fu di così grande fede e santità, che non solo scacciava i demoni, ma anche richiamava a vita ai morti. Scrisse gli atti del beato Pietro, in particolare e soprattutto quello che fece contro Simon Mago. Decretò che nessuna donna entrasse in Chiesa se non CON IL CAPO VELATO. Questo Pontefice fu decapitato per la costanza della sua fede, su ordine del malvagio e ingrato governatore Saturnino, la cui figlia aveva liberato dalla vessazione del demonio. Fu sepolto in Vaticano, presso la tomba del Principe degli Apostoli, il 23 Settembre. Regnò per undici anni, due mesi e 23 giorni, sono stati creati, e due volte nel mese di dicembre, ordinò quindici vescovi e diciotto sacerdoti".
Testo originale latino:
Linus Póntifex, Volatérris in Etrúria natus, primus post Petrum gubernávit Ecclésiam. Cuius tanta fides et sánctitas fuit, ut non solum dæmones eiíceret, sed étiam mórtuos revocáret ad vitam. Scripsit res gestas beáti Petri, et ea máxime quæ ab illo acta sunt contra Simónem magum. Sancívit ne qua múlier, nisi veláto cápite, in ecclésiam introíret. Huic Pontífici caput amputátum est ob constántiam fídei, iussu Saturníni ímpii et ingratíssimi consuláris, cuius fíliam a dæmonum vexatióne liberáverat. Sepúltus est in Vaticáno prope sepúlcrum Príncipis Apostolórum, nono Kaléndas Octóbris. Sedit annos úndecim, menses duos, dies vigínti tres, creátis, bis mense Decémbri, epíscopis quíndecim, presbyteris decem et octo”.

Per la cronaca, nessun Pontefice, e nessun Concilio (nemmeno il Concilio Vaticano II, sempre invocato da chi sbandiera “l’aggiornamento della Chiesa” ai tempi moderni), ha mai abrogato o cancellato questa disposizione disciplinare, che non è certamente un dogma di fede ma ha radici apostoliche (come chiaramente si vede nel testo della lettera ai Corinzi) e vanta un’obbligatorietà canonica sancita dal primo successore di san Pietro e continuata ininterrottamente fino all’entrata in vigore del Codice di Diritto Canonico del 1983.

Ancora il Codice di Diritto Canonico del 1917 promulgato da papa Benedetto XV riportava, infatti, esplicitamente al canone 1262 §2:

Viri in ecclesia vel extra ecclesiam, dum sacris ritibus assistunt, nudo capite sint, nisi aliud ferant probati populorum mores aut peculiaria rerum adiuncta; mulieres autem, capite cooperto et modeste vestitae, maxime cum ad mensam Dominicam accedunt”.

Gli uomini, in Chiesa o fuor di Chiesa, quando assistano ai sacri riti, siano a capo scoperto, a meno che a ciò si oppongano i costumi locali o particolari circostanze; le donne invece stiano a capo coperto e abbigliate con modestia, specialmente quando si accostano alla Mensa del Signore”


Il Nuovo Codice del 1983 ha semplicemente omesso di parlarne. Onde l’obbligo del velo muliebre è diventato facoltativo e, conseguentemente, tale tradizione di origine apostolica è purtroppo rapidamente caduta in desuetudine.


3) LE RIVELAZIONI DELLA BEATA VERGINE A MARACAIBO SULL’IMPORTANZA DEL VELO MULIEBRE


Maracaibo è una località del Venezuela in cui la Madonna avrebbe cominciato ad apparire dal 1988. Si tratta di apparizioni non ancora  ufficialmente riconosciute dalla Chiesa, tuttavia nel luogo è stato eretto un luogo di culto autorizzato dall'autorità ecclesiastica, cosa che equivale, come è noto, a una sorta di riconoscimento implicito. Per chi volesse approfondire il tema, trova tutto il materiale - di questa e di altre apparizioni mariane - cliccando qui: 

per ciò che riguarda il materiale scritto in PDF:

Per ciò che riguarda gli audiolibri delle apparizioni in mp3:


Mi limito a riportare i messaggi relativi alla materia che stiamo trattando (clicca qui per il link diretto al download dei messaggi della Vergine di Maracaibo relativi a decenza del vestire e velo). 


Dapprima la Madonna dà delle ammonizioni relative alla DECENZA NEL VESTIRE nei luoghi sacri, rivolte prima agli uomini e poi alle donne:


La Vergine Maria illustra, nei dettagli, durante le sue apparizioni ai due veggenti (Josè Luis Matheus e Juan Antonio Gil) la maniera di presentarsi davanti all'altare del Padre suo Celeste:

 

"Nostra Signora invita i suoi figli maschi a vestirsi sempre con pantaloni lunghi e chiede loro di evitare di portare degli 'shorts' nella casa del Padre suo, ma di indossare invece degli abiti che mostrino rispetto e decoro. D'altra parte, Maria chiede a tutte le sue figlie di presentarsi vestite con delle gonne lunghe e dei vestiti sobri e classici, senza sottomettersi alle mode indecenti; inoltre la santa Vergine le prega di evitare di presentarsi davanti al Tabernacolo con abiti scollati, corti o aderenti". Queste le parole della Madonna: "Dì loro di presentarsi umili e rispettose davanti alla presenza della santa Trinità, che è sempre presente in ogni tabernacolo di tutte le Chiese e che è sempre circondato da tutti i Santi e gli Angeli del Paradiso. Anche Io sono lì in adorazione del mio Divin Figlio".


Poi inizia a manifestare le sue richieste sul velo:


La Vergine Maria ha espresso ai due veggenti anche una particolare richiesta da presentare, a suo nome, alle sue figlie di tutto il mondo: DI PORTARE SEMPRE UN VELO IN CHIESA. Maria spiega infatti che portando un velo le sue figlie "si presentano come le umili serve di Dio, in tal modo esse ornano il Suo Tempio con la virtù dell'umiltà E DISTRUGGONO ALCUNI DEI NUMEROSI ATTACCHI CHE SATANA INFLIGGE CONTRO LA CHIESA DEL MIO DIVIN FIGLIO, poiché la capigliatura delle donne è il loro orgoglio e, ricoprendola con il velo, non solo si rivestono della virtù dell'umiltà, ma, praticandola, riescono a distruggere alcuni degli attacchi che Satana infligge contro la Chiesa Cattolica".


Apro una piccola parentesi di commento. Rendiamoci conto di quello che direbbe la Madonna: da questo gesto di umile devozione dipende la distruzione di alcuni attacchi di Satana alla Chiesa!!! Altro che gesto esteriore che non servirebbe a niente perché importanti sarebbero solo le disposizioni del cuore! L'uomo non è un angelo: è corpo e anima. E il linguaggio esteriore, specie in segni così forte, è una vera e propria bomba lanciata dentro le linee del Nemico!


Riprendiamo i messaggi. In un’occasione una signora, di origine anglosassone, fece ai due veggenti l'innocente commento che certamente la santa Vergine Maria, per quanto riguardava il velo, si rivolgeva alle donne di cultura latina. La risposta di Josè Luis Matheus fu questa:

"[ridendo] Mi spiace signora, ma l'invito della santa Vergine a portare il velo è rivolto alle donne di tutto il mondo, così come tutti i messaggi che ci ordina di trasmettere. Lei ci ha detto che agli occhi di Dio tutti gli uomini sono uguali e il suo messaggio si applica a tutti ed è valido per tutti".
La Madonna, dunque, in queste apparizioni, sembrerebbe confermare pienamente la dottrina tradizionale: il velo manifesta l'umiltà davanti a Dio di cui ci si riconosce umili serve; umiliazione dell'orgoglio femminile, foriero oggi di tanti peccati e gravi scandali. Più una notizia al fulmicotone: con questo gesto si distruggono alcune delle opere di Satana! Il che non mi sembra poco.

Solo a rigore di completezza, la Madonna in altri messaggi delle stesse apparizioni ha manifestato il desiderio che la Sacra Ostia sia presa direttamente in bocca e possibilmente in ginocchio. Per chi desidera approfondire rimando al materiale disponibile al link sopra indicato.


Spetta alla coscienza delle donne, in particolare
le figlie di Dio che hanno ricevuto l’altissimo sacramento del Battesimo, fare personale discernimento, scegliere se e quanto prendere atto di queste informazioni e, eventualmente, decidere secondo coscienza, senza badare a critiche, ironie e giudizi che sicuramente arriveranno da mondani, peccatori e cristiani tiepidi, ma avendo a cuore, come sempre, solo ciò che piace a Dio e alla sua Santissima Madre







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