Stemma di don Leonardo Maria Pompei Don Leonardo Maria Pompei Sacerdote · Apostolato

Blog · 2016-12-03

La dottrina cattolica sulla Santissima Trinità

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Vediamo le sentenze di Fede definite da un altro importantissimo Documento pontificio
risalente al 379, in difesa di tante eresie trinitarie al tempo dilaganti, riservandoci
i vari commenti alla puntata succesiva.



Terminata l’analisi del simbolo “Quicumque”, soffermeremo ora l’attenzione su un altro eccezionale ed importantissimo documento, che è fondamentale per rettamente comprendere e conoscere (sempre per quanto possibile) il mistero trinitario: il “Tomus Damasi” (379), del grande papa San Damaso I, documento che fu emanato in seguito ad un Concilio tenutosi a Roma nel 378, quando ancora erano tutt’altro che sedate numerose e gravi eresie trinitarie (Denz 152-177). Riportiamo di esso tutte le affermazioni concernenti la Santissima Trinità, omettendo quelle a carattere più strettamente cristologico. Dal prossimo articolo comincerà il commento ad esse. 
“Giacché dopo il Concilio di Nicea si è sviluppato l’errore di alcuni, che con bocca sacrilega osano affermare che lo Spirito Santo è stato fatto mediante il Figlio: 
• Scomunichiamo coloro i quali non proclamano, con tutta franchezza, che Egli possiede con il Padre e il Figlio un’identica potenza e sostanza. 
• Scomunichiamo anche coloro che, seguendo l’errore di Sabellio, dicono che il Padre è lo stesso che il Figlio. 
• Scomunichiamo Ario e Eunomio, che con eguale empietà, anche se con parlare dissimile, asseriscono che il Figlio e lo Spirito Santo sono creature. 
• Anatematizziamo i macedoniani che, provenendo dalla stirpe di Ario, non ne mutano la perfidia, ma solo il nome. 
• Scomunichiamo Fotino che, rinnovando l’eresia di Ebione, professa che il Signore Gesù Cristo proviene solo da Maria.
• Scomunichiamo coloro che asseriscono che ci sono due figli, uno prima dei secoli e l’altro dopo l’assunzione della carne dalla Vergine. 
• Scomunichiamo coloro che affermano che il Verbo di Dio, Figlio di Dio, sia una propagazione o riassunzione e che sia separato dal Padre, senza sostanza, e destinato ad avere fine.
• Chi non confessa che il Padre è sempre stato e che la stessa cosa si deve ammettere del Figlio e dello Spirito, è eretico. 
• Chi non confessa che il Figlio è nato dal Padre, cioè dalla sua divina sostanza, è eretico. 
• Chi non confessa che il Figlio è vero Dio, come il Padre, e che può tutto e tutto sa e che è uguale al Padre, è eretico. 
• Chi dice che Egli, mentre era sulla terra e camminava nella carne, non era parimenti in cielo con il Padre, è eretico. 
• Chi non confessa che lo Spirito Santo tutto può e tutto conosce e che è ovunque presente, come il Padre e il Figlio, è eretico. 
• Chi dice che lo Spirito Santo sia una creatura o che sia stato creato mediante il Figlio, è eretico. 
• Chi non confessa che il Padre ha fatto, mediante il Figlio e lo Spirito Santo, tutte le cose, visibili e invisibili, è eretico. 
• Chi non confessa che vi è un’unica divinità, potestà, maestà, potenza, un’unica gloria, dominazione, un unico regno, un’unica volontà e verità del Padre e del Figlio, è eretico. 
• Chi non confessa tre vere persone, Padre, Figlio e Spirito Santo, le quali, uguali tra di loro, vivono sempre, tutto abbracciano, il visibile e l’invisibile, tutto possono, tutto giudicano, tutto vivificano, tutto creano, tutto conservano, è eretico. 
• Chi non confessa che lo Spirito Santo deve essere adorato da ogni creatura al pari del Padre e del Figlio, è eretico. 
• Chi pensa correttamente del Padre e del Figlio, ma non ha una retta comprensione dello Spirito Santo, sia anatema, poiché tutti gli eretici, che pensano erroneamente del Figlio e dello Spirito Santo, si trovano nella perfidia dei giudei e dei pagani. 
• Chi, dicendo che il Padre è Dio e il Figlio pure è Dio e che lo è ugualmente lo Spirito Santo, li separa e pretende perciò di dire “dèi” e non “Dio”, a motivo di quell’unica divinità e potenza, che noi crediamo e sappiamo appartenere al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo; chi, escludendo il Figlio e lo Spirito, dice che solo il Padre si deve chiamare Dio e che solo in questo modo pensa ad un unico Dio, erra nella fede ed è pari a un giudeo. Infatti, Dio applica il nome “dèi” anche agli angeli e ai santi tutti a motivo della grazia, mentre per il Padre e il Figlio e lo Spirito Santo, a causa dell’unica e identica divinità, non va usato il nome “dèi”, ma è comandato di designarli col nome singolare di Dio. Infatti noi siamo battezzati nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo e non in quello degli arcangeli e degli angeli, come fanno, delirando, i propagatori dell’errore, giudei o pagani. La salvezza dei cristiani consiste nel credere nella Santissima Trinità, e precisamente nel Padre, nel Figlio e nello Spirito Santo, e, battezzati nel loro nome, nell’ammettere per fede, senza esitazione, che è propria di tutte e tre le persone la vera, unica divinità, potenza, maestà ed essenza”.

Articolo di Don Leonardo Maria Pompei — Blog.