Stemma di don Leonardo Maria Pompei Don Leonardo Maria Pompei Sacerdote · Apostolato

Blog · 2021-02-01

Evviva il decoro e la buona educazione!

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La modestia degli atteggiamenti del corpo e la capacità di osservare l'ordine e la misura anche nei divertimenti della vita sono cose molto importanti




Il corpo è indubbiamente una dimensione importantissima della vita umana, perché è da esso e attraverso di esso, che traspare l’anima di una persona. I gesti del corpo, se osservati con attenzione, sono molto significativi ed espressivi dello stato emotivo, sentimentale ed anche spirituale della persona. Similmente, si dice come detto popolare che al tavolo da gioco si conosce la signorilità o comunque la qualità di una persona, perché anche in questa dimensione, per quanto ristretta e circoscritta della vita terrena, molto traspare di quello che c’è nel cuore dell’uomo. Vediamo dunque cosa la spiritualità e l'ascetica cattolica ha evidenziato, nel corso dei secoli, circa questi ambiti e la modestia, ossia la moderazione e il controllo, che in essi si deve osservare.
La modestia negli atteggiamenti esterni del corpo comprende molte cose: il tono della voce; i gesti che si fanno; come si sta seduti e in piedi; il modo di camminare; come si mangia e si sta a tavola; come si sta nei vari luoghi (compostezza adatta al luogo). Tutte queste cose rientrano nella categoria generale del decoro, che è sempre da valutare anche in relazione alle circostanze di persona e di luogo. Fa parte della modestia negli atteggiamenti esterni anche la cura dell’ordine esterno (della propria persona e dei luoghi) nonché il saper bene ordinare le cose da fare (nella giornata, in un certo periodo) ed in generale le modalità ordinate di procedere nel lavoro e nelle occupazioni. La Sacra Scrittura ammonisce dal considerare questi ambiti quali aspetti meramente esteriori e del tutto irrilevanti. Anzi li riconosce come atteggiamenti che rivelano l’interno di una persona (Sir 19,26: “Dall’aspetto si conosce l’uomo, e dal volto si conosce l’uomo di senno”). La buona educazione (che integra buona parte del decoro), oggi purtroppo smarrita da molte parti, non è un mero e freddo elenco di regole esteriori da osservare per essere ammessi dentro ambienti di élite o salotti di alto rango. Si tratta di una manifestazione esteriore dell’ordine interno che vive un’anima, quando sta in grazia, si sforza di fuggire il peccato e di crescere nelle virtù. In questo senso l’ordine esteriore è, sotto certi punti di vista, manifestazione dell’ordine interiore, mentre, sotto altri aspetti, ne costituisce la salvaguardia e la garanzia. Dio è bellezza assoluta e non esiste autentica bellezza senza ordine e misura. L’eccesso nel troppo o nel troppo poco è sempre biasimevole perché è la negazione della virtù, che è sempre il giusto mezzo tra questi due estremi. Vizi opposti al decoro sono la maleducazione, la mancanza di cura del decoro e l’irriverenza verso luoghi e persone. 
La modestia nel gioco coincide con "l’eutrapelia" (o giovialità) e consiste nella capacità di dare all’anima la possibilità di riposare un poco attraverso distrazioni lecite regolando: il tempo da impiegare; la liceità dei giochi e delle conversazioni; le modalità, che non devono mai portare l’anima a cadere nella rilassatezza e nella dissipazione. E’ possibile anche scherzare, salvo sempre la doverosa attenzione di non scadere in trivialità e turpitudini. In questo ambito si può peccare sia per eccesso - come nel caso di giochi illeciti, ovvero compiuti fuori delle debite circostanze di tempo, luogo e persona, oppure desiderati con veemenza di affetto fino al punto di agire contro la legge di Dio e della Chiesa - oppure per difetto, come nel caso dei duri (o intrattabili) e maleducati (o volgari), i quali non dicono mai nulla di ridicolo e non lo ammettono negli altri. E’ ovviamente più grave il peccato per eccesso, ma anche un’eccessiva seriosità, austerità o tristezza sono da bandire e da evitare. 
La gioia, la vera gioia, il secondo frutto dello Spirito Santo, è infatti uno dei distintivi più grandi dell’autenticità del cammino che si sta vivendo! Dio è felicità somma e perfetta beatitudine e la letizia umana (che ne è una parziale ed imperfetta condivisione) è un’ottima spia dello stato di grazia. Non si tratta della stolta letizia o della sciocca allegria dei peccatori, che mangiano, bevono e ridono sguaiatamente; ma di quella profonda e serena contentezza che traspare dal tratto e dagli occhi dei figli di Dio e che non è offuscata né cancellata nemmeno da prove e tribolazioni. La sua origine, infatti, è la consonanza con i divini voleri e il suo termine l’eterna beatitudine. I romani sentenziavano con piena verità: “risus abundat in ore stultorum”, io mi permetto di chiosare la frase aggiungendo: “sorrisus abundat in ore sanctorum”. Così possa sempre essere per tutti gli autentici discepoli di Gesù e veri figli della Regina della gioia, la cui anima sempre esultò e sempre esulterà nel dolcissimo Suo e nostro Signore!


Articolo di Don Leonardo Maria Pompei — Blog.