La preghiera di Maria, la grande adoratrice di Dio
Nessuno come Maria. Gesù disse nel Vangelo: “bisogna pregare sempre, senza stancarsi”. San Paolo esortava a “pregare incessantemente”. Nessuno ha adempiuto queste raccomandazioni con tanta perfezione come la Beata Vergine Maria. Sant’Alberto Magno affermò che la preghiera di Maria fu, dopo quella di Gesù, la più perfetta di quanti vi sono mai stati e mai vi saranno, perché fu continua e perseverante. L’orazione di Maria era ininterrotta: 24 ore su 24, 365 giorni l’anno!...
Fin dal primo istante della sua concezione. Fu ed è opinione di molti teologi e dottori devoti, che Maria ebbe l’uso della ragione e del libero arbitrio fin dal primo istante della sua concezione. Indagare come ciò possa essere è inutile, perché noi non conosciamo cosa voglia dire essere concepiti senza quella vera e propria tragedia che è la macchia originale. Il primo atto che Maria fece, fu un atto di amore a Dio: fin da quel primo istante Ella cominciò il suo canto ininterrotto di amore a Dio, perché è questa l’essenza profonda della preghiera. La preghiera è infatti, secondo santa Teresa di Gesù, “un intimo rapporto di amicizia, un frequente trattenimento, da solo a solo, con Colui da cui sappiamo essere amati”, e santa Teresa di Gesù bambino aggiunge che “essa è uno slancio del cuore, un semplice sguardo gettato verso il cielo, un grido di gratitudine e di amore nella prova come nella gioia”.
Fin da Bambina. La tradizione della Chiesa ha da sempre ritenuto che Maria, all’età di tre anni, abbia lasciato i suoi genitori per recarsi al Tempio, dove le bambine ebree potevano stare fino alla pubertà, sotto la guida di una maestra, per elevare le lodi a Jahvè. Maria stessa rivelò a santa Elisabetta di Ungheria che Ella, quando era al Tempio, oltre agli altri momenti di orazione, si alzava sempre a mezzanotte per andare a pregare davanti all’altare del Tempio.
Il raccoglimento di Maria e il suo amore al silenzio. Non esiste preghiera e vita di orazione senza amore al silenzio ed una grande capacità di raccoglimento, interiore ed esteriore. La preghiera di Maria fu sempre tutta raccolta e libera da ogni distrazione, disse san Dionigi certosino ed Ella amò tanto la solitudine che, anche prima di fare ingresso al Tempio, evitava per quanto possibile, di intrattenersi inutilmente con le creature, come Lei stessa rivelò a santa Brigida. San Girolamo, il dottore erudito, ebbe modo di notare come una delle etimologie possibili della parola ebraica “vergine” è esattamente quella di “vergine ritirata”, cosa che caratterizzò lo stile di Maria, ma che, però, non fu mai da Lei vissuta come “asocialità” o mancanza di considerazione o di interesse o di premura per le situazioni di necessità o di sofferenza degli altri, come testimoniano gli episodi evangelici della visitazione e delle nozze di Cana.
La preghiera di Maria. La preghiera cristiana ha sei dimensioni, da concepirsi in ordine “gerarchico”: adorazione, benedizione, ringraziamento, lode, intercessione e domanda. Adorare significa contemplare stupiti, attoniti ed attenti il mistero immenso di Dio, riconoscendosi piccoli, umili ed indegni di fronte alla sua infinita maestà e grandezza; il ringraziamento viene dal riconoscere i benefici di Dio, la benedizione e la lode dall’esigenza di esprimergli la propria ammirazione e il proprio amore; l’intercessione è rivolgersi a Dio elevandogli suppliche in favore di altri, mentre la domanda è l’umile richiesta a Dio di beni convenienti alle proprie necessità spirituali ed anche materiali. L’adorazione profonda di Maria la si coglie nell’episodio dell’annunciazione; la benedizione, il ringraziamento e la lode nel Magnificat; l’intercessione nell’episodio delle nozze di Cana; la domanda (indirettamente) nell’atteggiamento ubbidiente e fiducioso con cui Maria affrontò, serenamente, le prove della sua vita (nascita di Gesù, fuga in Egitto, presentazione di Gesù al tempio, crocifissione e morte di Gesù). La profonda adorazione di Maria la si coglie anche nel modo in cui, secondo quanto rivelò a Maria Valtorta, Ella partecipava alle celebrazioni eucaristiche della primissima comunità cristiana: “Maria è sempre rimasta in ginocchio durante la cerimonia della consacrazione e della distribuzione delle specie del pane e del vino” (Evangelo, vol. X, n. 641.5).
Maria ebbe tutti i gradi dell’orazione e conobbe tutte le esperienze mistiche. I gradi dell’orazione si distinguono in ordinari e straordinari. Quelli straordinari consistono nelle esperienze mistiche, che si possono sintetizzare nelle visioni, nelle locuzioni, e nelle consolazioni infuse che Dio concede ad alcune sue anime. È opinione comune che la divina Maria le ebbe tutte: visioni intellettuali, immaginarie e corporee, locuzioni interiori e sapienza infusa, indicibili esperienze di unione con Dio, culminanti nel suo matrimonio mistico con lo Spirito Santo, che si compì nel momento dell’Incarnazione del Verbo. Ciò che la Vergine ha vissuto nel suo rapporto intimo e personale con Dio, nessuna creatura umana (e neanche angelica) può minimante non solo eguagliarlo, ma neanche lontanamente immaginarlo.
I figli di Maria e la preghiera
La preghiera è l’essenza della spiritualità mariana. La Madonna fu una vera e propria Donna fatta preghiera, trasformata in preghiera, onnipotente (per grazia) grazie alla forza della sua preghiera. Un’anima non può nemmeno lontanamente dirsi mariana se non fa della preghiera il centro, il cuore e la cosa assolutamente primaria e più importante della sua vita e della sua spiritualità.
La Madonna è guida e maestra nel cammino dell’orazione. Quando un’anima sente di consegnare la vita e consacrarsi a Maria, sceglie di impegnarsi seriamente nell’orazione e nella preghiera col cuore. La Madonna, dal canto suo, prende per mano i suoi devoti e li introduce nel cammino dell’orazione, facendo percorrere loro tutto il cammino dell’orazione nei limiti che la Grazia ha stabilito per ogni singola anima. L’anima deve solo corrispondere ed impegnarsi con la fedeltà e la perseveranza nel cammino dell’orazione.
La preghiera di Maria negli scritti di Maria Valtorta
Cominciò a pregare dal primo istante del suo concepimento
- Dice Gesù: “Mia Madre amò Dio da quando fu concepita… Non stupirti di questo. Cosa è infatti che dà allo spirito luce e conoscenza? La Grazia. Cosa è che leva la Grazia? Il peccato d’origine e la colpa mortale. Maria, la Senza Macchia, non fu mai priva del ricordo di Dio, della sua vicinanza, del suo amore, della sua luce, della sua sapienza. Ella perciò poté comprendere e amare quando non era che una carne che si condensava intorno ad un’anima immacolata che continuava ad amare. Nella sua umiltà Ella non sapeva di possedere la Sapienza da prima di essere nata. E quando, nel silenzio del cuore, Dio le diceva parole sublimi, Ella umilmente pensava che fossero pensieri di orgoglio, e levando a Dio un cuore innocente supplicava: ‘pietà della tua serva, Signore!’. Oh! Veramente la Vera Sapiente, l’Eterna Vergine, ha avuto un sol pensiero sin dall’alba del suo giorno: rivolgere a Dio il suo cuore fin dal mattino della vita e vegliare per il Signore”.
Nel Tempio, un colloquio con la sua maestra Anna di Fanuel (la vedova di cui parla il Vangelo)
- “Se mi guardo in cuore io vedo Dio splendere nella sua gloria e dirmi: ‘ti amo’, e io gli dico: ‘ti amo’, e mi liquefo e mi ricreo ad ogni palpito del cuore in questo bacio d’amore… io sono in mezzo a voi, maestre e compagne care. Ma un cerchio di fiamma mi isola da voi. Entro il cerchio, io e Dio. Ed io vi vedo attraverso il Fuoco di Dio e così vi amo… ma non posso amarvi secondo la carne, né mai alcuno amerò secondo la carne. Amerò solo Questo che mi ama, e secondo lo spirito […]. So che ormai è prossimo il tempo dell’avvento del Messia, l’ora che udrà vagire il Nato da una Vergine. Oh! Dov’è la felice che partorirà il Figlio a Dio e il Messia al suo popolo? Camminando scalza percorrerei la terra, né freddo e gelo, né polvere e solleone, né fiere e fame mi farebbero ostacolo per giungere a Lei e dirle: ‘concedi alla tua serva e alla serva dei servi del Cristo di vivere sotto il tuo tetto. Girerò la macina e lo strettoio, come schiava alla macina mettimi, come mandriana al tuo gregge, come Colei che deterge i pannolini al tuo Nato, mettimi nelle tue cucine, nei tuoi forni… dove tu vuoi, ma accoglimi. Che io lo veda! Ne oda la voce! Ne riceva lo sguardo!’. E se non mi volesse, mendica alla sua porta io vivrei di elemosine e scherni, all’addiaccio e al solleone, pur di udire la voce del Messia bambino e l’eco delle sue risa, e poi vederlo passare… e forse un giorno riceverei da Lui l’obolo di un pane… oh, se la fame mi straziasse le viscere e mi sentissi mancare dopo tanto digiuno, non mangerei quel pane. Lo terrei come sacchetto di perle contro il cuore e lo bacerei per sentire il profumo della mano del Cristo e non avrei più fame, né freddo, perché il contatto mi darebbe estasi e calore, estasi e cibo…”
- “Tu dovresti essere la Madre del Cristo, tu che l’ami così! Per questo vuoi rimanere vergine?”
- “Oh, no! Io sono miseria e polvere. Non oso alzare lo sguardo verso la gloria. Ma se il Egli ha scelto di nascere da una Vergine, segno è che ama la purezza. Date gigli, date gigli per asciugare i sudori e le lacrime del Cristo. Dove sarà quel Giglio che ti porta? Oh Cristo! Cristo! Sospiro mio”. Maria tace, lacrimante e sopraffatta.
- Anna di Fanuel, commossa, le dice: “hai altro da insegnarmi, Maria?”
In un colloquio di Maria con Maria di Magdala, appena convertita
- “Mio Figlio trova riposo nella preghiera” – dice piano Maria.
- La Maddalena le risponde: “Credo che gli sia anche indispensabile l’isolarsi per mantenere il meraviglioso dominio che ha e che tutto il mondo mette a dura prova. Sai, Madre? Ho fatto quanto tu mi hai detto. Ogni notte mi isolo per un tempo più o meno lungo, per poter stabilire in me stessa la calma che molte cose turbano. Mi sento molto più forte dopo”.
- “Per ora forte, più tardi ti sentirai beata. Credi pure, Maria, che sia nella gioia come nel dolore, sia nella pace come nella lotta, lo spirito nostro ha bisogno di tuffarsi tutto dentro all’oceano della meditazione, per ricostruire ciò che il mondo e le vicende abbattono e per creare nuove forze per sempre più salire. L’orazione, per essere realmente tale, deve essere amore. Altrimenti è borbottio di labbra dal quale l’anima è assente”.
- “Ma parlare con Dio – chiede Maria Maddalena – è lecito quando si hanno le labbra ancora sporche di tante parole profane? Io, nelle mie ore di raccoglimento, che faccio come tu mi hai insegnato, tu, mio apostolo dolcissimo, faccio violenza al mio cuore che dovrebbe dire a Dio: ‘Io ti amo’…”
- “Nooh! Perché?”
- “Perché mi pare che farei sacrilega offerta ad offrirgli il mio cuore”.
- “Non lo fare, figlia, non lo fare. Il tuo cuore è, prima di tutto, riconsacrato dal perdono del Figlio, e il Padre non vede che questo perdono. Abbandonati, abbandonati all’amore. Non fare violenza ad esso. Lascia anzi che esso divenga violento come incendio avvampante. Vedi là Giovanni? È proprio un ragazzo. Ma pure è un’aquila, perché ha compreso il segreto della fortezza, della formazione spirituale: l’amorosa meditazione…”
Messaggi di Maria
Preghiera e santa comunione. Nel 1987 la Madonna apparve a Valencia (Spagna) al ventiquattrenne Angelo Muñoz. La Madre di Dio appariva ogni 15 del mese presso un pino, verso cui affluivano migliaia di pellegrini. Durante le apparizioni, Maria SS.ma esorta alla vita devota e alla conversione dei peccatori per sfuggire alle catastrofi e alle violenze. Inoltre desidera che la comunione avvenga in ginocchio ricevendo l’Ostia direttamente in bocca; invita inoltre a vigilare sui falsi dogmi e sui falsi insegnamenti. La Madre di Gesù è certa che alla fine il suo Cuore immacolato e quello di suo Figlio trionferanno.
Maria ha bisogno delle nostre preghiere. “Cari figli, oggi vi invito alla preghiera. Ho bisogno delle vostre preghiere perché attraverso voi Dio sia glorificato” (Medjugorje).
La preghiera rende invincibili contro Satana. “Se pregate, Satana non può nuocervi minimamente perché voi siete figli di Dio e Lui tiene il suo sguardo su di voi. Pregate! La corona del Rosario sia sempre nelle vostre mani, come segno per Satana che appartenete a me” (Medjugorje).
Pregare davanti alla Croce. “Pregate in modo particolare davanti alla Croce, dalla quale vengono grandi grazie” (Medjugorje).
Pregare col cuore. “Se pregate col cuore, cari figli, si scioglierà il ghiaccio nei vostri fratelli e scomparirà ogni bandiera. La conversione sarà facile per tutti quelli che vorranno accoglierla. Questo è un dono che dovete implorare per il vostro prossimo” (Medjugorje).
La preghiera è la vita dell’uomo. “Ogni istante di preghiera è come una goccia di rugiada al mattino che rinfresca completamente ogni fiore, ogni filo d’erba e la terra. La preghiera rivitalizza l’uomo stesso. Quando un uomo è stanco, si riposa. Quando è preoccupato, trova di nuovo la pace. L’uomo si rinnova e può ascoltare di nuovo le parole di Dio” (Medjugorje).
Adorare Gesù. “Cari figli, oggi vi invito ad innamorarvi del Santissimo Sacramento dell’altare. Adoratelo, figlioli, nelle vostre Parrocchie e così sarete uniti con tutto il mondo” (Medjugorje).
I dodici atteggiamenti del corpo nella preghiera
- In ginocchio (in posizione eretta e a mani giunte). Si esprime il riconoscimento e la professione della propria piccolezza e nullità rispetto a Dio e l’adorazione della grandezza e sovranità di Dio. Si manifesta il desiderio di non fare nemmeno un passo al di fuori della legge di Dio.
- Prostrati con la faccia a terra (proni sui talloni e fronte a terra). Si esprime la suprema adorazione, ringraziamento, riparazione ed intercessione, e si manifesta l’attesa che la Grazia affluisca nell’anima e la rialzi dall’abisso del suo nulla.
- Mani giunte (in piedi o in ginocchio). Si esprime la remissione delle proprie mani in quelle di Dio, in atto di stretta di amore e l’offerta a Dio delle anime affidate alle preghiere ed alla cura dell’orante; si manifesta il desiderio e la volontà di stringersi alla volontà di Dio, alla Sua Gloria ed a Lui sommamente amato, e di non volersi occupare di altro che del suo servizio, specialmente nell’orazione, non volendo fare per nessun motivo atti di resistenza a Dio.
- Braccia allargate a croce (in piedi o in ginocchio). Si esprime l’abbandono totale alla volontà di Dio e si manifesta l’unione interna ed esterna al sacrificio di Gesù sulla croce.
- Mani alzate verso l’alto (come l’orante delle catacombe). Esprime l’offerta di sé e del mondo a Dio, al fine di supplicarlo, di applicarvi il Suo merito e la Sua azione.
- Palme rivolte verso l’alto (specie proni sui talloni). Esprime l’ufficio e lo spirito sacerdotale di elevare ed offrire tutto il mondo ed il creato a Dio Trinità, che ne è l’origine ed il fine ultimo.
- Capo chino e dita incrociate (specie seduti, ma anche in piedi o in ginocchio). Esprime l’interna riverenza (mai sufficiente) alla Maestà divina e l’interna penitenza (mai eccessiva) dei peccati commessi. Manifesta l’intenzione di offrire il capo al boia per ogni tipo di morte affrontata in difesa della fede ed in obbedienza a Dio e il desiderio di reclinarlo sul petto stesso di Gesù per ricevere la Sua carezza.
- Occhi chiusi (specie seduti, ma anche in piedi o in ginocchio). Esprime la chiusura dei sensi ad ogni realtà creata e manifesta la supplica di ricevere l’apertura dell’intelletto a tutte le verità divine e di essere purificati da tutte le distrazioni.
- Occhi rivolti al cielo. Esprime l’affetto, l’offerta ed il desiderio delle tre virtù teologali e manifesta la volontà di rafforzare la rettitudine di intenzione. Esprime anche la volontà di mettersi alla presenza di Dio ed il desiderio di giungere all’unione (mistica e poi reale) con Lui.
- In piedi (posizione eretta). Esprime la prontezza ad obbedire ad ogni cenno della volontà di Dio; la disponibilità e la prontezza ad affrontare ogni battaglia, lavoro e fatica per il Suo Regno; la volontà di fare la guardia ai Suoi altari e la sentinella in difesa delle Sue anime.
- Preghiera vocale ad alta voce. Esprime la proclamazione fiera della Sua legge e dei Suoi diritti divini e la professione pubblica, al cospetto del cielo e della terra, dell’amore verso Dio. Manifesta la volontà ferma di scuotere l’animo dal sonno della morte e della tiepidezza.
- Preghiera vocale sottovoce. Esprime a Dio la propria confusione per le tante infedeltà nei Suoi confronti. Manifesta il desiderio di attirare maggiormente l’attenzione di Dio e la volontà di usare il segreto confidenziale con Lui, nella speranza e nell’attesa che anch’Egli voglia rivolgere confidenze personali per accendere l’amore.
