Stemma di don Leonardo Maria Pompei Don Leonardo Maria Pompei Sacerdote · Apostolato

Blog · 2020-08-13

La preghiera: fede che salva e santifica

← Tutti gli articoli

 Gesù educa i suoi discepoli a pregare con una fede viva e perseverante, con un’audacia filiale. Un modello sublime di preghiera ci è dato dal Fiat della Madonna. In quel Fiat,che rivela totale appartenenza a Dio e adesione alla sua volontà, «è la preghiera cristiana».


Il nostro unico Salvatore Gesù Cristo, oltre che uomo perfetto che ha potuto e ha voluto proporsi come esempio perfettissimo di preghiera e come Maestro - il più autorevole - di essa è, in quanto vero Dio, anche il destinatario della nostra preghiera e Colui che sa, può e vuole esaudirla. Egli prega con noi come nostro fratello, prega per noi come sommo  sacerdote e avvocato presso il Padre, prega in noi come nostro capo, è pregato da noi come nostro Dio (cf CCC 2616). 

Sono i Vangeli stessi, anzitutto, ad attestarci le copiose suppliche a Lui rivolte e da Lui esaudite, quasi sempre aventi ad oggetto qualche miracolo, la remissione dei peccati oppure qualche liberazione da spiriti immondi (si pensi al lebbroso, al sinagogo Giairo, al centurione, alla cananea, al buon ladrone, all’emorroissa solo per citarne alcuni, ossia Mc 1,40-41; Mc 5,36; Mt 8,6; Mc 7,29; Lc 23,39-43; Mc 5,28). Perché Gesù esaudisca le preghiere che gli rivolgono chiede sempre, stando ai Vangeli, una sola cosa: una fede schietta, autentica e sincera, tanto necessaria fino al punto che è ad essa che il Signore sembra attribuire l’esaudimento della preghiera, con la celebre frase: “Va’ in pace, la tua fede ti ha salvato” (Mt 9,22 e 15,28; Mc 5,34 e 10,52; Lc 7,50; 8,48; 17,19 e 18,42). Nel Vangelo di san Giovanni, infine, Gesù esorta a pregare Lui stesso o il Padre nel suo nome e chiedere ogni cosa in suo nome e per amore suo, assicurando, anche in questo caso, che si troverà sicuro e certo esaudimento: “Qualunque cosa chiederete nel mio nome, la farò, perché il Padre sia glorificato nel Figlio. Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò” (Gv 14,13-14); “In verità, in verità io vi dico: se chiederete qualche cosa al Padre nel mio nome, egli ve la darà. Finora non avete chiesto nulla nel mio nome. Chiedete e otterrete, perché la vostra gioia sia piena” (Gv 16, 23-24); “In quel giorno chiederete nel mio nome e non vi dico che pregherò il Padre per voi: il Padre stesso infatti vi ama, perché voi avete amato me e avete creduto che io sono uscito da Dio” (Gv 16,26-27).Oltre a Gesù, i Vangeli e gli Atti degli Apostoli, pur nelle loro scarne e succinte testimonianze, ci presentano l’altra grande Maestra e testimone della preghiera cristiana: la beatissima, gloriosa e sempre Vergine Maria. Il catechismo della Chiesa coglie alcuni splendidi tratti dell’importanza della preghiera mariana che è bene riportare per esteso: “Prima dell'incarnazione del Figlio di Dio e prima dell’effusione dello Spirito Santo, la sua preghiera coopera in una maniera unica al disegno benevolo del Padre: al momento dell’annunciazione per il concepimento di Cristo, e in attesa della Pentecoste per la formazione della Chiesa, corpo di Cristo. Nella fede della sua umile serva il dono di Dio trova l’accoglienza che fin dall’inizio dei tempi aspettava. Colei che l’Onnipotente ha fatto «piena di grazia», risponde con l’offerta di tutto il proprio essere: «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto». «Fiat», è la preghiera cristiana: essere interamente per lui, dal momento che egli è interamente per noi” (CCC 2616, i corsivi sono miei). Dunque la preghiera della Madonna ha cooperato al disegno di Dio nell’attuazione dei suoi passaggi assolutamente fondamentali: l’incarnazione, ossia la venuta del Verbo nel mondo e la Pentecoste, ossia il sigillo divino e la manifestazione pubblica della neonata Chiesa. Entrambi l’hanno vista presente come cooperatrice e collaboratrice con Dio in un ruolo di primo piano, da protagonista, seconda a Dio solo e da Lui scelta per tanto grandi opere. Nel “Fiat” da Lei pronunciato, nota assai acutamente il testo del catechismo, “è la preghiera cristiana”: perché ciò a cui essa tende, come continueremo a vedere, è solo a realizzare nel nostro cuore quella comunione così profonda e intima con il nostro Creatore e Salvatore, da diventare non solo capaci di fare sempre la sua volontà, ma tanto bene  da farla “come in cielo, così in terra”. In questo splendido cammino della preghiera la Madonna ci guarda, ci precede e ci accompagna, per farci percorrere la strada che lei per prima ha percorso: quella del “Fiat” sempre, dovunque e comunque a Dio e ai suoi santissimi voleri. 

Articolo di Don Leonardo Maria Pompei — Blog.