Stemma di don Leonardo Maria Pompei Don Leonardo Maria Pompei Sacerdote · Apostolato

Blog · 2020-10-01

La preghiera nel \"tempo della Chiesa\"

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Lo Spirito Santo, che conduce la Chiesa alla verità tutta intera, la educa anche alla vita di preghiera, suscitando nuove formule che si sviluppano nel solco delle grandi tradizioni liturgiche e spirituali. Le forme principali e permanenti della preghiera cristiana sono: la benedizione, lʼadorazione, la domanda, lʼintercessione, il ringraziamento e la lode.



Dopo aver affrontato il tema della preghiera nell’Antico Testamento e nella vita e nell’insegnamento di nostro Signore Gesù Cristo (e della beata Vergine Maria), il Catechismo della Chiesa Cattolica passa ad analizzare la preghiera nel tempo e nella vita della Chiesa (CCC 2623-2649), sezione che chiude il primo grande capitolo dedicato alla Rivelazione della preghiera. Dopo aver evidenziato che la preghiera cristiana, anche quella vocale, è di origine principalmente ed eminentemente biblica, vengono presentate le cinque forme principali di espressione della preghiera della Chiesa: anzitutto l’adorazione e la benedizione (2626-2628); la preghiera di domanda o supplica (2629-2633); la preghiera di intercessione (2634-2636) ed infine la preghiera di ringraziamento (2637-2638) e di lode (2639-2643).
Benedice Dio chi risponde alle benedizioni e ai doni da Lui ricevuti. Questo primo e primario aspetto dell’orazione ci fa comprendere che il primo movimento della preghiera non è tanto un volgersi a Dio, ma accoglierlo e riconoscerne la grandezza e gli innumerevoli benefici di cui ci colma. Tale atteggiamento raggiunge l’apice nella preghiera di adorazione, in cui l’uomo si umilia e si fa piccolo davanti a Dio, protestandone dall’interno di un cuore capace di silenzio orante e con gesti esterni di culto latreutico la sua infinità maestà e grandezza, dinanzi alla quale tutto è meno di niente e la nostra condizione creaturale è riconosciuta e vissuta come tale. La preghiera di supplica o di domanda è senz’altro quella più conosciuta e praticata dai fedeli. Dopo aver evidenziato alcune differenze tra le preghiere di domanda veterotestamentarie (molte delle quali aventi il carattere della lamentazione) e quelle del nuovo Testamento (sempre sostenute e illuminate dalla grandiosa realtà della risurrezione del Signore), il catechismo evidenzia alcune domande assolutamente essenziali e tipiche di una preghiera autenticamente cristiana, la prima delle quali è quella volta a chiedere il perdono dei propri peccati, mentre la seconda è la supplica ardente per l’avvento sulla terra del Regno (accompagnata dalla continua e costante ricerca di esso). Le domande volte ad ottenere grazie spirituali e temporali vengono dopo queste prime essenziali petizioni genuinamente e autenticamente cristiane. Assai importante sarebbe, per i lettori (e per ogni fedele) chiedersi se e quanto anche la propria personale preghiera di domanda sia imperniata anzitutto sulla richiesta del perdono dei peccati (che è la cosa assolutamente primaria, perché essenziale alla salvezza dell’anima) e su un grido accorato e fiducioso perché presto venga davvero il regno di Dio sulla terra (condizione imprescindibile perché si instaurino nel mondo quelle ere di pace, di giustizia, di solidarietà, di amore autentico, che tutti più o meno cercano o desiderano, ma pochi sanno come e dove trovare). Assai importante è inoltre la preghiera di intercessione per i bisogni e le necessità altrui, che è una delle forme più belle e importanti di espressione di quella carità fraterna che caratterizza lo stile dei discepoli di Gesù. Anche qui una domanda appare doverosa: riteniamo davvero che pregare per il prossimo sia più importante che non porgergli i (pur doverosi e necessari) aiuti in termini di beni e bisogni temporali? La preghiera di ringraziamento è quanto mai caratterizzante la preghiera della Chiesa, che la esplica in forma solenne e ufficiale soprattutto nella celebrazione dell’eucaristia, nei cui prefazi ci ricorda che è veramente cosa buona giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie a Dio sempre e in ogni luogo. La preghiera di lode, infine, è il culmine e l’apice della preghiera, quella “che più immediatamente riconosce che Dio è Dio!” (CCC 2639) e che trova pubblica forma di espressione nella liturgia delle ore. La consueta sintesi (che si trova al termine di ogni sezione del Catechismo della Chiesa Cattolica) è quanto mai efficace per dare un panoramico sguardo di insieme alla vita di preghiera nella Chiesa: “Lo Spirito Santo che ammaestra la Chiesa e le ricorda tutto ciò che Gesù ha detto, la educa anche alla vita di preghiera, suscitando espressioni che si rinnovano in seno a forme permanenti: benedizione, domanda, intercessione, azione di grazie e lode. Per il fatto che Dio lo benedice, il cuore dell’uomo può a sua volta benedire colui che è la sorgente di ogni benedizione. La preghiera di domanda ha per oggetto il perdono, la ricerca del Regno, come pure ogni vera necessità. La preghiera di intercessione consiste in una domanda in favore di un altro. Non conosce frontiere e si estende anche ai nemici. Ogni gioia e ogni sofferenza, ogni avvenimento e ogni necessità può essere materia dell’azione di grazie, che, partecipando a quella di Cristo, deve riempire l'intera vita: «In ogni cosa rendete grazie» (1 Ts 5,18). La preghiera di lode, completamente disinteressata, si concentra su Dio, lo canta per se stesso, gli rende gloria perché Egli è, a prescindere da ciò che egli fa” (CCC 2644-2649).


Articolo di Don Leonardo Maria Pompei — Blog.